Benvenute e benvenuti al primo appuntamento della nostra collana settimanale dedicata alla storia della fluidità affettiva.
Per iniziare questo viaggio nel tempo, facciamo un salto indietro di tremila anni, immergendoci nelle pagine più intense del Vicino Oriente antico: i testi biblici.
Quando pensiamo alle narrazioni sacre, tendiamo a immaginarle regolate da rigidi schemi eteronormativi moderni. Eppure, se leggiamo con attenzione — e senza lenti censorie — il Primo e il Secondo Libro di Samuele, ci imbattiamo in una delle storie d’amore, devozione e alleanza più travolgenti della letteratura mondiale: il legame tra il futuro Re David e Gionata, figlio del Re Saul.
Un’attrazione immediata e un’alleanza di sangue
La storia ha inizio subito dopo la celebre vittoria di David contro il gigante Golia. Il testo biblico descrive l’incontro tra i due giovani con parole di una delicatezza e di un’intensità emotiva straordinarie:
“Quando David ebbe finito di parlare con Saul, l’anima di Gionata si legò all’anima di David, e Gionata lo amò come l’anima sua.” (1 Samuele 18:1)
Non si tratta di una semplice simpatia cameratesca. Per suggellare questo legame, Gionata compie un gesto dal profondo valore simbolico e intimo: si spoglia del suo mantello e delle sue vesti militari per donarli a David, insieme alla sua spada e al suo arco. Poco dopo, i due stringono un patto solenne.
In un’epoca in cui i matrimoni e le relazioni erano definiti da logiche dinastiche e riproduttive, Gionata sceglie attivamente di anteporre il suo amore per David al proprio diritto di successione al trono, sfidando persino la furia del padre Saul.
Più delizioso dell’amore delle donne
Il culmine emotivo di questa relazione emerge nel momento della tragedia. Quando Gionata cade in battaglia sul monte Gelboe, David viene travolto da un lutto devastante. Strappa le sue vesti, piange e compone un’elegia funebre — il Canto dell’Arco — considerata uno dei testi poetici più alti dell’antichità:
“Una grande angoscia ho per te, fratello mio Gionata! Tu mi eri molto caro; la tua amicizia per me era preziosa, più deliziosa dell’amore delle donne.” (2 Samuele 1:26)
La parola ebraica utilizzata nel testo per descrivere questo legame è ahavah — amore — lo stesso identico termine impiegato nelle Scritture per l’amore romantico, passionale o per l’amore di Dio verso il suo popolo.
Oltre gli anacronismi: la coesistenza degli affetti
Per dare reale dignità a questa storia, dobbiamo analizzarla senza cadere nell’anacronismo. Tremila anni fa non esistevano i concetti moderni di “eterosessualità”, “omosessualità” o “bisessualità”. Le persone non si definivano in base a un’etichetta identitaria.
Il Re David, nel corso della sua complessa vita, ha amato profondamente molte donne: ha vissuto la passione travolgente per Betsabea, ha sposato Mikal (sorella di Gionata) e Abigaile, e ha generato una vasta discendenza per garantire la continuità del suo regno. Eppure, la presenza di queste relazioni femminili e il rispetto della struttura familiare tradizionale del Vicino Oriente non hanno mai sminuito, cancellato o reso meno autentico il sentimento totale, romantico e devoto che lo univa a Gionata.
Perché questa storia è importante oggi
Raccontare la storia di David e Gionata sul nostro blog significa contrastare la bi‑cancellazione storica alla radice. Dimostra che l’attrazione e l’amore per più di un genere non sono una deviazione moderna, ma una sfaccettatura dell’esperienza umana che ha trovato spazio persino nei testi più sacri dell’Occidente.
Ci insegna che la capacità di amare non è un recinto chiuso, e che la fluidità dei sentimenti ha sempre avuto la forza di superare le barriere del tempo, dei doveri sociali e dei pregiudizi.
— vanessa mazza TLGBQI+
- Il testo sacro: I passi citati, l'alleanza e il lamento funebre provengono direttamente dai libri storici dell'Antico Testamento, liberamente consultabili nei capitoli dedicati in Primo Libro di Samuele (Vatican.va) e Secondo Libro di Samuele (Vatican.va).
- L'analisi teologica e culturale: Per approfondire la figura del sovrano, le sue relazioni familiari e dinastiche e l'impatto della sua figura nella tradizione ebraico-cristiana, si rimanda alla monografia critica del Re David su Treccani.
- Gli studi storici e di genere: La contestualizzazione dei legami affettivi e dell'uso del termine ahavah nel Vicino Oriente antico fa riferimento ai moderni studi di storiografia e filologia biblica, rintracciabili nei portali di divulgazione storica ed esegetica come David e Gionata (Wikipedia).
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