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Benvenute e benvenuti al terzo appuntamento della nostra collana dedicata alla storia della fluidità affettiva.
Dopo aver esplorato la lirica e la censura attorno a Saffo, questa settimana viaggiamo nel IV secolo a.C. per incontrare l’uomo che ha letteralmente ridisegnato i confini del mondo conosciuto: Alessandro Magno.
Re di Macedonia, conquistatore dell’Impero Persiano e leggenda vivente, Alessandro è passato alla storia per il suo genio militare. Eppure, la storiografia successiva ha spesso faticato a raccontare a pieno la sua vita privata. Proprio come le sue campagne, anche la sua affettività non conosceva confini rigidi: ha amato con la stessa, travolgente intensità sia uomini che donne, incarnando perfettamente la fluidità del mondo greco.
Il mito di Achille e l’amore indissolubile per Efestione
Per comprendere l’affettività di Alessandro, dobbiamo guardare al suo legame con Efestione, compagno d’armi, consigliere e guardia del corpo. I due crebbero insieme, e la loro relazione superava di gran lunga la semplice amicizia militare.
I contemporanei paragonavano apertamente il loro legame a quello mitologico tra Achille e Patroclo. Quando Alessandro visitò le rovine di Troia, depose una ghirlanda sulla tomba di Achille; Efestione la depose su quella di Patroclo. Un gesto pubblico, simbolico, inequivocabile: la loro unione era profonda, totale, affettiva.
Quando Efestione morì improvvisamente a Ecbatana, Alessandro fu devastato da un dolore furioso:
tagliò i crini a tutti i cavalli del regno,
ordinò un lutto pubblico monumentale,
ne divinizzò la memoria.
Efestione era, a tutti gli effetti, l’amore della sua vita.
I matrimoni politici e le passioni reali
Accanto a questo legame indissolubile, Alessandro visse relazioni intense con figure femminili.
Sposò Roxane, principessa battriana descritta come una delle donne più belle dell’Asia, dalla quale ebbe un figlio. Successivamente sposò Statira e Parisatide, principesse persiane, abbracciando la cultura e i costumi d’Oriente.
Le cronache raccontano anche della sua profonda attrazione per Bagoas, giovane eunuco persiano. Plutarco narra un celebre episodio: durante una festa pubblica, Alessandro lo baciò appassionatamente davanti a tutto l’esercito, scatenando ovazioni e applausi. Un gesto che oggi definiremmo rivoluzionario.
Il desiderio senza etichette nel mondo greco
La trappola più comune nel descrivere Alessandro è volerlo etichettare secondo i canoni moderni. Nel mondo greco non esistevano i recinti dell’orientamento sessuale: non si era “etero” o “gay”. Esisteva la capacità di desiderare, di riconoscere la bellezza e la nobiltà d’animo ovunque risiedessero.
Alessandro visse il suo amore plurimo con la stessa assolutezza che metteva sul campo di battaglia. Non nascose mai i suoi sentimenti, imponendo la dignità dei suoi affetti a un impero che andava dalla Grecia all’India.
Perché raccontare Alessandro Magno oggi
Celebrare Alessandro Magno nel Mese della Visibilità Bisessuale significa abbattere lo stereotipo che lega la fluidità affettiva a una mancanza di forza o virilità.
Il più grande guerriero della storia antica ha amato senza barriere, dimostrando che la pluralità dei sentimenti non è un limite, ma una manifestazione di libertà e di immensa potenza umana.
— vanessa mazza TLGBQI+
- Le biografie antiche: I dettagli sui legami con Efestione e Bagoas provengono direttamente dalle opere storiche classiche di Plutarco (Treccani) e dalle narrazioni della storiografia antica.
- La storiografia su Alessandro: Per un'analisi approfondita della figura del condottiero e dei suoi costumi privati e pubblici, è possibile consultare la scheda biografica dettagliata di Alessandro Magno su Wikipedia.
- I costumi affettivi nel mondo classico: Per comprendere il concetto di desiderio e la mancanza di etichette rigide nella Grecia antica, si fa riferimento ai testi cardine della sociologia storica, rintracciabili nei cataloghi di approfondimento su Michel Foucault (Treccani).





