Mentre l’isola affronta la crisi materiale più drammatica della sua storia recente, l’aula delle Nazioni Unite ha consumato un tradimento etico e storico che la dice lunga su cosa sia diventata la diplomazia occidentale. Il voto del 28 ottobre 2026 all'Assemblea Generale dell'ONU sull'embargo a Cuba non ha solo sancito la fine dell'isolamento totale di Washington, ma ha svelato una scioccante perdita di memoria storica.
La frattura del voto 2026: il dietrofront dell'Italia e l'allineamento a Trump
Se negli anni passati la condanna del bloqueo raccoglieva una maggioranza granitica di oltre 180 voti, quest'anno le pesanti pressioni e le minacce dell’amministrazione statunitense hanno spaccato il fronte. Il testo della risoluzione è passato, ma ha registrato uno smottamento diplomatico mai visto prima.
La nota più dolente riguarda direttamente il nostro Paese: l'Italia ha tradito Cuba, scegliendo per la prima volta in 34 anni di astenersi anziché votare per la fine dell'embargo. La Farnesina ha motivato l'astensione parlando di una presunta "mancanza di riforme interne" all'Avana, allineandosi formalmente alle posizioni di Germania, Polonia e alla linea sanzionatoria dura promossa oltreoceano. Una scelta giudicata da molti come un atto di pura sottomissione geopolitica, specie se si considera che proprio i medici cubani della Brigata Henry Reeve corsero in aiuto dell'Italia nei momenti più drammatici della pandemia di Covid-19.
Ancora più drastica la posizione di Kiev: l'Ucraina ha scelto di non votare, rifiutandosi di appoggiare la risoluzione umanitaria per Cuba. Una decisione che calpesta una delle pagine di solidarietà medica più straordinarie del ventesimo secolo.
LA SCHEDA STORICA: IL PROGRAMMA UMANITARIO DI TARARÁ E I BAMBINI DI CHERNOBYL
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| Il miracolo di Tarará: Un bambino ucraino, vittima delle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl, mostra fiero il proprio bicipite insieme ai compagni durante i lunghi trattamenti terapeutici gratuiti offerti dal sistema sanitario cubano. (Foto: Reuters / Claudia Daut) [1] |
Quando l'Ucraina dimentica Cuba, cancella il salvataggio di un'intera generazione di propri figli. Ecco la verità storica inopponibile del programma medico di Tarará:
- L'inizio del miracolo (1990): All'indomani del disastro nucleare di Chernobyl del 1986, mentre il mondo occidentale osservava a distanza, Cuba fu il primo Paese a rispondere all'appello umanitario. Nel 1990, il governo cubano aprì le porte della cittadina costiera di Tarará, trasformando un intero centro balneare in un gigantesco complesso ospedaliero e terapeutico pediatrico.
- Solidarietà nel momento più buio: Il programma partì proprio mentre Cuba entrava nel "Periodo Speciale", la più spaventosa crisi economica dell'isola dovuta al crollo dell'URSS. Nonostante la carenza di cibo, la fame e la mancanza di risorse interne, il popolo cubano scelse di razionare le proprie risorse per destinarle gratuitamente alle cure dei bambini ucraini, russi e bielorussi.
- I numeri del salvataggio: Per oltre vent'anni (fino al 2011), Cuba ha ospitato e curato a proprie spese ben 26.000 bambini colpiti dalle radiazioni, di cui oltre 20.000 provenienti esclusivamente dall'Ucraina.
- Le cure avanzate: I medici cubani non offrirono semplici soggiorni di vacanza, ma terapie d'avanguardia per gravissime patologie: leucemie, tumori, deformazioni tiroidee, problemi ematologici e gravi patologie dermatologiche (come l'alopecia e la vitiligine indotte dal trauma nucleare). Tutto rigorosamente a costo zero per le famiglie ucraine.
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Oggi, i vertici di Kiev scelgono l'allineamento totale con i dettami della Casa Bianca, dimenticando che migliaia di adulti ucraini oggi sono vivi solo grazie alla generosità profusa dai medici di quell'isola che oggi contribuiscono a soffocare finanziariamente.
La sessione di voto del 2026 ha spaccato l'Unione Europea, evidenziando una profonda faglia diplomatica tra chi ha ceduto ai ricatti di Washington e chi ha mantenuto l'indipendenza giuridica:
- I governi dell'astensione (Italia, Germania, Polonia): Nel corso delle dichiarazioni di voto, il blocco allineato agli USA ha cercato di giustificare lo strappo politico scaricando la responsabilità dell'attuale collasso economico unicamente sulle autorità dell'Avana, minimizzando l'impatto extraterritoriale delle sanzioni americane.
- La resistenza europea (Francia, Regno Unito, Spagna): Al contrario, governi come quello francese, spagnolo e britannico si sono rifiutati di cambiare linea e hanno votato a favore di Cuba. Nelle dichiarazioni congiunte, hanno ribadito che la Legge Helms-Burton del 1996 e l'applicazione extraterritoriale dell'embargo costituiscono una palese violazione del diritto internazionale, della libertà di commercio e della sovranità degli Stati terzi, danneggiando le stesse imprese europee che provano a investire nell'isola.
- L'esempio di dignità del Brasile di Lula: In totale controtendenza rispetto al cinismo europeo, il Brasile guidato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha votato fermamente a favore di Cuba, unendo la sua voce al coro che chiede la fine del blocco economico. Lula ha ribadito che il bloqueo è una misura illegale, ingiusta e immorale, rifiutando categoricamente l'inclusione di Cuba nella lista nera dei paesi sponsor del terrorismo. Il posizionamento del Brasile rappresenta un argine formidabile contro la destra trumpiana ed esponenti come Flávio Bolsonaro, che dal loro rifugio a Miami sostengono apertamente l'ingerenza e il soffocamento finanziario dell'isola. Con questo voto, il Brasile si conferma la vera guida morale e diplomatica del Sud Globale, fondata sul rispetto dell'autodeterminazione.
LA REALTÀ CUBANA DI OGGÌ: UN GENOCIDIO SILENZIOSO
La conseguenza diretta di questo cinismo diplomatico si traduce in quello che si può definire un vero e proprio genocidio silenzioso ai danni della popolazione civile.
L'inserimento criminale di Cuba nella lista statunitense dei Paesi sponsor del terrorismo ha tagliato l'isola fuori da ogni normale meccanismo di credito internazionale. Cuba oggi non può comprare carburante, pezzi di ricambio per le centrali o navi cisterna senza che le banche o le società di navigazione subiscano sanzioni miliardarie da parte americana.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ospedali al buio, incubatrici bloccate, impossibilità di pompare l'acqua potabile nelle case, trasporti paralizzati e una carenza cronica di cibo e medicinali salvavita. Non si tratta di una crisi astratta; si tratta di un piano scientifico volto a piegare un popolo per fame ed esasperazione. E l'astensione dell'Italia in sede ONU non fa altro che rendere il nostro Paese complice di questo assedio medievale.
📂 Fonti e Riferimenti Giornalistici (Link ufficiali):
- I dettagli del dibattito e dello scontro in aula: Consulta il resoconto ufficiale delle Nazioni Unite sul Dossier del Confronto USA-Cuba all'ONU.
- Ulteriori approfondimenti e documentazione: È possibile consultare i collegamenti di riferimento sulle posizioni dell'Assemblea Generale e sulla crisi energetica tramite la piattaforma di UN News sulla Crisi Energetica a Cuba e l' Accordo di Sede ONU-USA del 1947.
Di Vanessa Mazza
vanessablogmazza.com
Attivista LGBTQI+, blogger e opinionista indipendente
vanessablogmazza.com
Attivista LGBTQI+, blogger e opinionista indipendente



