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martedì 8 settembre 2026

🇩🇪 Il paradosso di Sassonia-Anhalt: Quando gli oppressi votano i propri oppressori

Illustrazione concettuale di un uomo che sega il proprio ramo con una sega marchiata AfD, metafora del voto reazionario in Sassonia-Anhalt.
Il paradosso del voto populista: quando le fasce più fragili della società consegnano la sega ai propri oppressori, convinte di tagliare i problemi e non il proprio futuro.

Il verdetto delle urne nella regione orientale tedesca della Sassonia-Anhalt ha scosso l'Europa: il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha trionfato in modo clamoroso sfiorando il 44% dei consensi. Una disfatta storica per i partiti tradizionali e un segnale d'allarme per l'intera democrazia continentale. Ma oltre i freddi dati elettorali, quello che emerge è un cortocircuito sociale, politico e filosofico che merita un'analisi spietata.

📋 L'identikit dell'elettore: La piramide capovolta
Chi c'è dietro questo exploit? I dati demografici smontano il vecchio mito della destra radicale votata esclusivamente da nostalgici anziani. Il profilo del "nuovo elettore" è trasversale, ma fortemente radicato in specifiche fasce che, paradossalmente, dovrebbero temere le politiche dell'ultradestra:
  • Lavoratori a basso reddito e precari: Cittadini schiacciati dalle transizioni industriali che scelgono la protesta nazionalista invece della tutela sociale.
  • Donne e giovani: Una crescita preoccupante tra le fasce più giovani, attratte da una martellante propaganda social su canali come TikTok.
  • La mobilitazione degli astenuti: AfD è riuscita a portare alle urne quasi l'80% degli aventi diritto, intercettando la rabbia profonda della Germania orientale.
🛑 Il programma della regressione: La cancellazione del cervello pensante
Per comprendere la reale portata del voto in Sassonia-Anhalt, non bisogna fermarsi agli slogan, ma analizzare i punti chiave programmatici difesi dai leader locali di AfD. L'obiettivo profondo non è una semplice riforma governativa, ma un vero e proprio smantellamento dei pilastri educativi e civili per disabituare i cittadini al libero pensiero. Il pilastro fondamentale di questa restaurazione reazionaria è l'abolizione dell'obbligo scolastico, una misura mirata a privatizzare di fatto l'istruzione e a lasciare le fasce più povere senza tutele educative, spalancando le porte all'analfabetismo funzionale.
A questa distruzione programmata della scuola pubblica si affiancano misure di stampo segregazionista e censorio:
  • Segregazione sociale nelle aule: Proposte di classi separate per bambini con disabilità e bambini rifugiati, minando decenni di lotte per l'inclusione e l'uguaglianza sociale.
  • Negazionismo storico ed educativo: Riduzione drastica dello studio del nazismo nelle scuole, per recidere la memoria storica delle nuove generazioni, e cancellazione totale del programma democratico "Scuola senza razzismo".
  • Censura identitaria e sessuale: Divieto assoluto di menzionare la realtà LGBTQ+ all'interno delle aule scolastiche, bollata normativamente come "deviazione sessuale" o "stile di vita non riproduttivo".
  • Militarizzazione e diritti cancellati: Istituzione di milizie civiche di difesa per le strade, abolizione totale del diritto d'asilo, ripristino rigido dello ius sanguinis e un'aggressiva politica di espulsione di massa denominata "remigrazione".
  • L'attacco alle istituzioni culturali: Revoca del contratto con la televisione pubblica, ripristino di pieni rapporti geopolitici con la Russia e persino la sottrazione alla Chiesa della storica tassa religiosa.
La logica profonda di questo programma è evidente: privando lo Stato del dovere di istruire i propri figli attraverso l'obbligo scolastico, non si vuole dare ai giovani gli strumenti per sviluppare un pensiero critico proprio. Si mira alla cancellazione del cervello pensante, strutturando una società divisa in caste dove le masse non hanno gli strumenti culturali per fare domande e sono costrette a ubbidire ciecamente.
🎭 Il Principe moderno: Le regole per le masse, le eccezioni per i leader
Il paradosso strutturale dell'ultradestra risiede nell'incoerenza assoluta dei suoi massimi esponenti, che vendono un ideale rigido e intollerante alle masse mentre la loro vita privata ne è l'esatto opposto. Il caso emblematico è quello di Alice Weidel, leader nazionale di AfD:
  1. Si dichiara contraria alle rivendicazioni degli omosessuali, ma è apertamente lesbica.
  2. Porta avanti una campagna ferocemente anti-immigrazione, ma la sua compagna di vita è una donna immigrata originaria dello Sri Lanka.
  3. Si oppone fermamente all'adozione per le coppie dello stesso sesso, ma cresce due figli all'interno della sua famiglia omogenitoriale.
  4. Finge di essere la massima paladina del patriottismo e del popolo tedesco, ma risiede fiscalmente in Svizzera.
Alice Weidel riassume perfettamente la logica profonda di questa area politica: trasformare la vita degli altri in una rigida regolamentazione penale e morale, mantenendo la propria comodamente esente.
Non è una novità. È l'applicazione cinica del più classico degli insegnamenti di Niccolò Machiavelli ne Il Principe: il sovrano deve apparire virtuoso, religioso, onesto e legato alla tradizione per promuovere l'ordine sociale e l'obbedienza del popolo, ma non deve essere minimamente vincolato da quella stessa morale se contrasta con il proprio potere.
Troviamo lo stesso schema ovunque. In Spagna con Santiago Abascal che attacca i sussidi pubblici e glorifica il servizio militare pur avendolo evitato; in Italia con figure come Roberto Vannacci (paladino della "normalità" tradizionale con una moglie rumena) o Giorgia Meloni che ha costruito la sua intera retorica politica sulla "famiglia tradizionale" pur avendo una figlia fuori dal matrimonio. Storicamente, persino Adolf Hitler incarnava questo paradosso: un uomo austriaco, dai tratti scuri, che predicava il culto del tedesco alto e biondo. Loro si sentono al di sopra delle masse: devono dire a te come vivere, perché le regole valgono solo per chi sta in basso.
📜 La "Longue Durée" e il tradimento delle minoranze
Com'è possibile, allora, che persone appartenenti alle fasce povere, minoranze o donne sostengano chi opera contro di loro? È la massima espressione del cinismo politico riassumibile nella celebre massima: "Io sono io e voi non siete un cazzo". La destra populista ha convinto i cittadini più fragili che i loro nemici non siano i privilegiati, ma chi sta ancora peggio di loro.
Dietro il 44% di AfD si nasconde quella che gli storici definiscono la longue durée (la lunga durata). Parliamo di territori, come quelli della ex Germania Est, passati direttamente dal nazismo allo stalinismo, e infine "annessi" e fagocitati dalle politiche economiche del dopoguerra della CDU di Helmut Kohl, lasciando dietro di sé un profondo risentimento sociale. Una rabbia che cova da decenni e che oggi esplode in derive reazionarie. È una forza che rischia di dominare il futuro in Europa se non viene contrastata, e che ricorda le parole indimenticabili del regista Bernardo Bertolucci nel suo capolavoro Novecento:
"I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli, li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più... Ma chi paga siamo sempre noi! Chi paga: il proletariato, degli operai, i contadini, i poveri."
🇺🇸 Il risveglio americano: Il fallimento delle illusioni
Mentre l'Europa sembra voler testare a tutti i costi questo brivido reazionario, oltreoceano arrivano i primi segnali di un brusco risveglio. Il tasso di gradimento di Donald Trump negli Stati Uniti è crollato drasticamente al 33%, il minimo storico registrato dal suo secondo mandato, come certificato dal sondaggio condotto da Reuters/Ipsos e dalle analisi di economia politica pubblicate dal Financial Times. Il logoramento economico, il carovita e il fallimento delle promesse populiste stanno costringendo la classe lavoratrice americana a fare i conti con la realtà.
Tuttavia, questo crollo non basta se dall'altra parte si spalanca il vuoto.
🌍 La complicità della sinistra e l'orrore del riarmo globale
Soldato moderno davanti a un simbolo della pace rosso sangue che cola, concetto di riarmo globale e crisi pacifista.
L'umanità afflitta da crisi umanitarie devastanti mentre l'Occidente investe miliardi nei mercati della morte. Chi risponderà del tradimento della pace?

Per battere definitivamente questa ondata reazionaria c'è bisogno di una sinistra che attualmente non esiste nel panorama politico globale. Quella che una volta era la forza dei lavoratori e dei diritti sociali si è ridotta a una forza di regime, priva di lucidità, grinta e visione. Le opposizioni progressiste occidentali hanno smesso di fare gli interessi del popolo per trasformarsi nei custodi più fedeli dello status quo e degli equilibri del sistema economico neoliberista.
Ma la colpa più imperdonabile delle sinistre moderne è l'aver rinnegato la pace, piegandosi senza alcuna resistenza alla logica bellica dei mercati finanziari. Mentre l'umanità è afflitta da crisi umanitarie devastanti, le democrazie occidentali hanno scelto la strada del riarmo forzato. I numeri dell'ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) sono agghiaccianti: la spesa militare mondiale ha raggiunto il record storico assoluto di 2.887 miliardi di dollari, spinta soprattutto da un incremento spaventoso del 14% proprio in Europa.
Invece di investire nella sanità, nella scuola pubblica o nel sostegno alle fasce deboli per disinnescare la disperazione sociale che alimenta i consensi dell'estrema destra, i governi progressisti europei – compresa l'Italia, che ha registrato un balzo vertiginoso nei bilanci per la difesa – finanziano i giganti dell'industria bellica.
La sinistra ha barattato la cooperazione internazionale e la diplomazia con la sudditanza ai produttori di missili, lasciando che le risorse pubbliche vengano bruciate nei conflitti globali. Finché l'opposizione al fascismo rimarrà una difesa formale delle poltrone e non un radicale ribaltamento del sistema, le masse disperate continueranno a consegnarsi ai populisti. La battaglia contro la regressione culturale di AfD non si vince nei salotti televisivi, ma restituendo dignità sociale ai lavoratori e avendo il coraggio di pretendere, finalmente, la fine delle guerre.

La battaglia non è culturale, è materiale

La regressione culturale non si ferma con i talk show. Si ferma restituendo dignità sociale ai lavoratori, ricostruendo la scuola pubblica, difendendo la pace, ridando voce a chi non ne ha più.

La democrazia non muore quando vince l’estrema destra. Muore quando gli oppressi dimenticano di essere oppressi.

Vanessa Mazza TLGBQI+ Editorialista indipendente. Contro l’ipocrisia, sempre.

🔗 Fonti e Documentazione Storica di Riferimento:
  • Analisi dei dati elettorali e programmi: I dati ufficiali sull'exploit elettorale e i punti programmatici in Sassonia-Anhalt (compresi l'abolizione dell'obbligo scolastico e le classi speciali) sono consultabili sui report di Sky TG24, nelle analisi dettagliate del Corriere della Sera e negli approfondimenti europei di Euronews Italiano.
  • Sondaggi sul gradimento USA (2026): I dati statistici sul calo di popolarità della presidenza Trump al 33% e i relativi risvolti di economia politica internazionale sono estratti dai monitoraggi macroeconomici del Financial Times e dai sondaggi nazionali d'opinione rilasciati da Reuters/Ipsos.
  • Spesa Militare Mondiale ed Europea: I dati macroeconomici, i numeri assoluti sul record di 2.887 miliardi di dollari e le percentuali sul riarmo forzato europeo provengono dall'ultimo comunicato ufficiale dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).

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