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mercoledì 9 settembre 2026

🩸 Le Ancelle del Patriarcato: Il collaborazionismo delle donne che votano la propria sottomissione

Murale street art transfemminista con simbolo femminile nero su bandiera trans azzurra e rosa, con la scritta: Il femminismo non esclude. Il patriarcato sì.
Un femminismo che esclude le donne trans, che sorveglia i corpi e si allea con l'estrema destra non è liberazione: è il patriarcato che indossa una maschera per dividerci.

Mentre la propaganda reazionaria sposta l’attenzione pubblica costruendo a tavolino il finto spauracchio della “minaccia trans”, la storia reale consuma un paradosso spaventoso: milioni di donne cisgender scelgono deliberatamente di dare forza, voti e legittimità a forze politiche nate per annientare la loro stessa autodeterminazione.

Di quale “impero” hanno il coraggio di parlare le teoriche dell’esclusione, quando le prime a firmare la resa di fronte al potere maschile sono proprio quelle donne che si alleano con l’estrema destra?

Il finto “Impero Transessuale” degli anni ’70 e la bugia ideologica

Per smantellare questa ipocrisia, bisogna tornare alle radici ideologiche dell’odio. Nel 1979, la teorica radicale Janice Raymond pubblicò The Transsexual Empire, un’opera che ha gettato le fondamenta del moderno movimento TERF (femminismo radicale trans‑escludente).

In questo testo, Raymond inventò una teoria complottista: sosteneva che la transessualità non fosse un’identità legittima, ma un fantomatico “impero” coloniale creato dai medici maschi patriarcali per infiltrarsi nei collettivi femministi e distruggere il femminismo dall’interno.

Raymond dipingeva le persone trans come soggetti potentissimi, privilegiati e supportati da lobby miliardarie. Questa narrazione distorta ha fornito per decenni la giustificazione pseudo‑intellettuale per disumanizzare le donne trans ed escluderle dagli spazi femminili (centri antiviolenza, bagni, spogliatoi, consultori).

Di quale impero dobbiamo parlare OGGI?

La realtà storica e quotidiana smonta questo delirio teorico. Se le donne trans avessero davvero un “impero”, non vivrebbero nella marginalità.

Oggi dobbiamo parlare del vero impero che schiaccia le vite delle donne trans MTF: l’Impero del Pregiudizio, della Violenza e del Capitale.

L’Impero dell’Esclusione Economica (la prostituzione forzata)

In gran parte del mondo, l’unica alternativa per sopravvivere rimane il lavoro del sesso. Non per scelta, ma perché il sistema nega documenti corretti, accesso al lavoro formale, agli affitti e all’istruzione. Questo non è un impero: è un ghetto economico.

L’Impero della Crudeltà e del Transfemicidio

Le donne trans vengono assassinate con una ferocia disumana. I dati del Trans Murder Monitoring (TMM) confermano ogni anno centinaia di omicidi, e la maggior parte delle vittime sono donne trans nere, indigene e sex workers. Vengono uccise due volte: dal carnefice e dall’indifferenza dello Stato.

L’Impero della Violenza Domestica e Sociale

La violenza inizia dentro casa, con famiglie che cacciano le figlie adolescenti per strada, e continua fuori, nei luoghi pubblici, dove le donne trans vengono derise e ridotte a macchiette comiche.

⛓️ La sindrome di Stoccolma sociale: Negare il femminicidio

Di fronte a questa violenza, assistiamo al collaborazionismo di quelle donne cisgender che decidono di farsi complici dei loro stessi carnefici.

Com’è possibile che una donna arrivi a negare la matrice strutturale del femminicidio, derubricando la violenza di genere a un semplice fatto di cronaca o a un “raptus”?

Facendo propria la retorica della destra conservatrice, queste cittadine legittimano la cultura dello stupro e normalizzano il controllo maschile.

È l’abbraccio mortale con una visione patriarcale che le vuole silenziose, sottomesse e grate per la protezione dell’uomo, ignorando che la prima minaccia alla loro incolumità non arriva dalle minoranze marginalizzate, ma dall’epidemia di violenza maschile domestica.

L’utero come proprietà dello Stato: La rinuncia al corpo

Il paradosso diventa ancora più feroce quando queste femministe escludenti si schierano contro i diritti riproduttivi pur di compiacere l’elettorato conservatore.

Diventano le soldatesse di crociate anti‑abortiste, manifestando per sottrarre a se stesse e alle proprie figlie il diritto di scelta sul proprio corpo.

L’alleanza tra fondamentalismo religioso ed estrema destra anti‑gender ha convinto una parte dell’elettorato femminile che la maternità debba essere un obbligo nazionale, non una libera scelta.

Accettare che lo Stato decida della tua salute riproduttiva significa regredire a una condizione di oggetto di incubazione, rinnegando decenni di conquiste civili.

La memoria cancellata: Il ritorno al matrimonio riparatore mentale

Sentire oggi donne cis che giustificano il maschilismo strutturale o che colpevolizzano le vittime di abuso (“se l’è cercata”, “poteva denunciare prima”) significa fare un salto indietro nel tempo.

In Italia, abbiamo dovuto attendere la Legge 442/1981 per abrogare definitivamente il delitto d’onore e il matrimonio riparatore, norme barbare ereditate dal codice fascista.

Eppure, molte donne che oggi sostengono l’estrema destra sembrano aver interiorizzato nuovamente quella logica medievale: negano il concetto di consenso, pretendono che le vittime subiscano in silenzio, e negano il diritto sacrosanto di sottrarsi al proprio violentatore.

Il nemico artificiale: Dividere le minoranze per salvare il potere

Perché lo fanno? Perché il patriarcato ha fatto alle donne conservatrici una promessa illusoria:

“Se ci aiutate a colpire le persone trans, voi sarete le donne ‘vere’ e sarete protette.”

È la massima espressione della manipolazione: spingere le donne cis a fare la guerra alle donne trans per impedire che si uniscano contro l’unico vero oppressore.

Una donna che si allea con l’estrema destra non difende il femminismo: contratta la lunghezza della propria catena.

I diritti civili non sono una torta che si rimpicciolisce se ne diamo una fetta a qualcun altro. Finché le donne cis non capiranno che il controllo sui corpi trans è lo stesso identico controllo che le destre vogliono applicare sui loro uteri, la piramide sociale rimarrà intatta.

E a pagare il conto saremo, ancora una volta, tutte noi.

— Vanessa Mazza TLGBQI+ Editorialista indipendente. Contro l’ipocrisia, sempre.

🔗 Fonti e Documentazione Storica di Riferimento:
  • Le origini del movimento TERF: Per l'analisi accademica e la storia della pubblicazione del testo di Janice Raymond, vedi la scheda enciclopedica su The Transsexual Empire (Wikipedia).
  • Statistiche Trans Murder Monitoring: I dati annuali e storici sugli omicidi e le violenze contro le persone trans ed emergenti sono curati dalla rete internazionale Transrespect versus Transphobia (TvT).
  • L'analisi geopolitica sui movimenti anti-gender: L'inchiesta internazionale sul legame tra l'estrema destra globale, il fondamentalismo e i tagli ai diritti delle donne è disponibile su CNN As Equals.
  • Abrogazione delle leggi storiche sul matrimonio riparatore: Per consultare il testo giuridico italiano e la storia della transizione legislativa del 1981, vedi l'archivio su Legge 442/1981 (Wikipedia).

martedì 8 settembre 2026

Predicare l'odio, vivere nel privilegio: il bluff di Alice Weidel

Un primo piano di Alice Weidel, leader del partito politico tedesco AfD, sorridente accanto alla sua compagna Sarah Bossard. Entrambe indossano giacche scure eleganti; Weidel porta una camicia bianca aperta sul collo con una collana di perle.
A destra, Alice Weidel: leader della destra sovranista tedesca che fa campagna contro immigrati e famiglie arcobaleno. A sinistra, la sua compagna Sarah Bossard, immigrata dello Sri Lanka, con cui cresce due figli. L'ipocrisia ridotta in un unico scatto.

Benvenuti nel meraviglioso mondo della coerenza politica della destra radicale tedesca: un luogo magico dove le regole della logica vengono sospese e l’ipocrisia diventa programma di governo.

Al centro di questo circo siede la regina del cortocircuito ideologico: Alice Weidel, leader di Alternative für Deutschland (AfD).

Guardatela bene nella foto: sorridente, rilassata, impeccabile. Accanto a lei la compagna di vita, Sarah Bossard, produttrice cinematografica originaria dello Sri Lanka. Vivono in Svizzera — perché il patriottismo tedesco scatta solo dopo aver messo al sicuro i risparmi in una banca elvetica — e crescono due figli. Una splendida, idilliaca, normalissima famiglia arcobaleno multietnica.

Il problema? Che se la stessa identica famiglia cercasse di esistere nel modello di Germania che la Weidel promuove nei suoi comizi, verrebbe presa a pesciate in faccia dalla legge.

Il programma AfD: “Tradizione per voi, tutele per me”

Nel manifesto ufficiale, l’AfD si dichiara “impegnata per la famiglia tradizionale come principio guida”. Nel capitolo dedicato alla scuola, chiede lo stop immediato a qualsiasi programma che educhi alla tolleranza verso l’omosessualità e il transgenderismo, gridando alla “distruzione della famiglia”. E i suoi esponenti continuano a sostenere che il matrimonio egualitario “viola la Costituzione tedesca”.

E qui la satira scrive da sola la sceneggiatura:

  • La paladina dei ruoli di genere tradizionali: l’AfD combatte le quote rosa e sogna il ritorno ai ruoli di una volta. Nel frattempo, Alice Weidel guida il partito e lascia che a casa qualcuno si occupi dei figli.

  • I bambini? Solo da “mamma e papà”: il partito si oppone all’adozione da parte di coppie omosessuali, definendola una minaccia per i minori. Eppure, a casa Weidel‑Bossard i bambini crescono con due mamme.

  • L’immigrazione è un crimine (tranne a cena): la propaganda AfD si basa sulla paura dello straniero. Ma la compagna della Weidel viene dallo Sri Lanka. Gli immigrati distruggono l’identità nazionale — a meno che non abbiano un passaporto svizzero e cucinino curry.

Il “tokenismo” rosa: difendo i gay solo per attaccare i musulmani

La difesa di Weidel è grottesca: sostiene che l’AfD sia “l’unico vero protettore di gay e lesbiche in Germania”. Come? Usando l’omosessualità come arma geopolitica. Difende i diritti civili solo quando può accusare le comunità musulmane di essere omofobe. È la strategia del razzismo travestito da emancipazione: proteggere i gay per colpire gli immigrati.

L’ipocrisia come status symbol

La fotografia di Alice e Sarah non è solo uno scatto privato: è la rappresentazione plastica del privilegio travestito da populismo. Per l’estrema destra, i diritti civili non sono universali: sono un lusso di classe. Se sei ricco, vivi in Svizzera e guidi un partito di miliardari, puoi essere lesbica, sposare un’immigrata e adottare figli. Se sei una persona comune nella periferia di Berlino, devi subire la melma reazionaria dei suoi programmi.

La destra radicale non odia la modernità: odia che la modernità sia accessibile a tutti. Alice Weidel è il monumento vivente di questa contraddizione: una donna che ha usato i diritti conquistati dalle lotte della sinistra per sedersi sulla poltrona da cui oggi ordina di demolirli.

Restiamo svegli, lucidi e in trincea. ✊🔥 — vanessa mazza TLGBQI+

Fonti: Programma politico ufficiale di Alternative für Deutschland (AfD); dichiarazioni pubbliche di Alice Weidel.

🇩🇪 Il paradosso di Sassonia-Anhalt: Quando gli oppressi votano i propri oppressori

Illustrazione concettuale di un uomo che sega il proprio ramo con una sega marchiata AfD, metafora del voto reazionario in Sassonia-Anhalt.
Il paradosso del voto populista: quando le fasce più fragili della società consegnano la sega ai propri oppressori, convinte di tagliare i problemi e non il proprio futuro.

Il verdetto delle urne nella regione orientale tedesca della Sassonia-Anhalt ha scosso l'Europa: il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha trionfato in modo clamoroso sfiorando il 44% dei consensi. Una disfatta storica per i partiti tradizionali e un segnale d'allarme per l'intera democrazia continentale. Ma oltre i freddi dati elettorali, quello che emerge è un cortocircuito sociale, politico e filosofico che merita un'analisi spietata.

📋 L'identikit dell'elettore: La piramide capovolta
Chi c'è dietro questo exploit? I dati demografici smontano il vecchio mito della destra radicale votata esclusivamente da nostalgici anziani. Il profilo del "nuovo elettore" è trasversale, ma fortemente radicato in specifiche fasce che, paradossalmente, dovrebbero temere le politiche dell'ultradestra:
  • Lavoratori a basso reddito e precari: Cittadini schiacciati dalle transizioni industriali che scelgono la protesta nazionalista invece della tutela sociale.
  • Donne e giovani: Una crescita preoccupante tra le fasce più giovani, attratte da una martellante propaganda social su canali come TikTok.
  • La mobilitazione degli astenuti: AfD è riuscita a portare alle urne quasi l'80% degli aventi diritto, intercettando la rabbia profonda della Germania orientale.
🛑 Il programma della regressione: La cancellazione del cervello pensante
Per comprendere la reale portata del voto in Sassonia-Anhalt, non bisogna fermarsi agli slogan, ma analizzare i punti chiave programmatici difesi dai leader locali di AfD. L'obiettivo profondo non è una semplice riforma governativa, ma un vero e proprio smantellamento dei pilastri educativi e civili per disabituare i cittadini al libero pensiero. Il pilastro fondamentale di questa restaurazione reazionaria è l'abolizione dell'obbligo scolastico, una misura mirata a privatizzare di fatto l'istruzione e a lasciare le fasce più povere senza tutele educative, spalancando le porte all'analfabetismo funzionale.
A questa distruzione programmata della scuola pubblica si affiancano misure di stampo segregazionista e censorio:
  • Segregazione sociale nelle aule: Proposte di classi separate per bambini con disabilità e bambini rifugiati, minando decenni di lotte per l'inclusione e l'uguaglianza sociale.
  • Negazionismo storico ed educativo: Riduzione drastica dello studio del nazismo nelle scuole, per recidere la memoria storica delle nuove generazioni, e cancellazione totale del programma democratico "Scuola senza razzismo".
  • Censura identitaria e sessuale: Divieto assoluto di menzionare la realtà LGBTQ+ all'interno delle aule scolastiche, bollata normativamente come "deviazione sessuale" o "stile di vita non riproduttivo".
  • Militarizzazione e diritti cancellati: Istituzione di milizie civiche di difesa per le strade, abolizione totale del diritto d'asilo, ripristino rigido dello ius sanguinis e un'aggressiva politica di espulsione di massa denominata "remigrazione".
  • L'attacco alle istituzioni culturali: Revoca del contratto con la televisione pubblica, ripristino di pieni rapporti geopolitici con la Russia e persino la sottrazione alla Chiesa della storica tassa religiosa.
La logica profonda di questo programma è evidente: privando lo Stato del dovere di istruire i propri figli attraverso l'obbligo scolastico, non si vuole dare ai giovani gli strumenti per sviluppare un pensiero critico proprio. Si mira alla cancellazione del cervello pensante, strutturando una società divisa in caste dove le masse non hanno gli strumenti culturali per fare domande e sono costrette a ubbidire ciecamente.
🎭 Il Principe moderno: Le regole per le masse, le eccezioni per i leader
Il paradosso strutturale dell'ultradestra risiede nell'incoerenza assoluta dei suoi massimi esponenti, che vendono un ideale rigido e intollerante alle masse mentre la loro vita privata ne è l'esatto opposto. Il caso emblematico è quello di Alice Weidel, leader nazionale di AfD:
  1. Si dichiara contraria alle rivendicazioni degli omosessuali, ma è apertamente lesbica.
  2. Porta avanti una campagna ferocemente anti-immigrazione, ma la sua compagna di vita è una donna immigrata originaria dello Sri Lanka.
  3. Si oppone fermamente all'adozione per le coppie dello stesso sesso, ma cresce due figli all'interno della sua famiglia omogenitoriale.
  4. Finge di essere la massima paladina del patriottismo e del popolo tedesco, ma risiede fiscalmente in Svizzera.
Alice Weidel riassume perfettamente la logica profonda di questa area politica: trasformare la vita degli altri in una rigida regolamentazione penale e morale, mantenendo la propria comodamente esente.
Non è una novità. È l'applicazione cinica del più classico degli insegnamenti di Niccolò Machiavelli ne Il Principe: il sovrano deve apparire virtuoso, religioso, onesto e legato alla tradizione per promuovere l'ordine sociale e l'obbedienza del popolo, ma non deve essere minimamente vincolato da quella stessa morale se contrasta con il proprio potere.
Troviamo lo stesso schema ovunque. In Spagna con Santiago Abascal che attacca i sussidi pubblici e glorifica il servizio militare pur avendolo evitato; in Italia con figure come Roberto Vannacci (paladino della "normalità" tradizionale con una moglie rumena) o Giorgia Meloni che ha costruito la sua intera retorica politica sulla "famiglia tradizionale" pur avendo una figlia fuori dal matrimonio. Storicamente, persino Adolf Hitler incarnava questo paradosso: un uomo austriaco, dai tratti scuri, che predicava il culto del tedesco alto e biondo. Loro si sentono al di sopra delle masse: devono dire a te come vivere, perché le regole valgono solo per chi sta in basso.
📜 La "Longue Durée" e il tradimento delle minoranze
Com'è possibile, allora, che persone appartenenti alle fasce povere, minoranze o donne sostengano chi opera contro di loro? È la massima espressione del cinismo politico riassumibile nella celebre massima: "Io sono io e voi non siete un cazzo". La destra populista ha convinto i cittadini più fragili che i loro nemici non siano i privilegiati, ma chi sta ancora peggio di loro.
Dietro il 44% di AfD si nasconde quella che gli storici definiscono la longue durée (la lunga durata). Parliamo di territori, come quelli della ex Germania Est, passati direttamente dal nazismo allo stalinismo, e infine "annessi" e fagocitati dalle politiche economiche del dopoguerra della CDU di Helmut Kohl, lasciando dietro di sé un profondo risentimento sociale. Una rabbia che cova da decenni e che oggi esplode in derive reazionarie. È una forza che rischia di dominare il futuro in Europa se non viene contrastata, e che ricorda le parole indimenticabili del regista Bernardo Bertolucci nel suo capolavoro Novecento:
"I fascisti non sono mica come i funghi, che nascono così, in una notte. No. I fascisti sono stati i padroni a seminarli, li hanno voluti, li hanno pagati. E coi fascisti i padroni hanno guadagnato sempre di più... Ma chi paga siamo sempre noi! Chi paga: il proletariato, degli operai, i contadini, i poveri."
🇺🇸 Il risveglio americano: Il fallimento delle illusioni
Mentre l'Europa sembra voler testare a tutti i costi questo brivido reazionario, oltreoceano arrivano i primi segnali di un brusco risveglio. Il tasso di gradimento di Donald Trump negli Stati Uniti è crollato drasticamente al 33%, il minimo storico registrato dal suo secondo mandato, come certificato dal sondaggio condotto da Reuters/Ipsos e dalle analisi di economia politica pubblicate dal Financial Times. Il logoramento economico, il carovita e il fallimento delle promesse populiste stanno costringendo la classe lavoratrice americana a fare i conti con la realtà.
Tuttavia, questo crollo non basta se dall'altra parte si spalanca il vuoto.
🌍 La complicità della sinistra e l'orrore del riarmo globale
Soldato moderno davanti a un simbolo della pace rosso sangue che cola, concetto di riarmo globale e crisi pacifista.
L'umanità afflitta da crisi umanitarie devastanti mentre l'Occidente investe miliardi nei mercati della morte. Chi risponderà del tradimento della pace?

Per battere definitivamente questa ondata reazionaria c'è bisogno di una sinistra che attualmente non esiste nel panorama politico globale. Quella che una volta era la forza dei lavoratori e dei diritti sociali si è ridotta a una forza di regime, priva di lucidità, grinta e visione. Le opposizioni progressiste occidentali hanno smesso di fare gli interessi del popolo per trasformarsi nei custodi più fedeli dello status quo e degli equilibri del sistema economico neoliberista.
Ma la colpa più imperdonabile delle sinistre moderne è l'aver rinnegato la pace, piegandosi senza alcuna resistenza alla logica bellica dei mercati finanziari. Mentre l'umanità è afflitta da crisi umanitarie devastanti, le democrazie occidentali hanno scelto la strada del riarmo forzato. I numeri dell'ultimo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) sono agghiaccianti: la spesa militare mondiale ha raggiunto il record storico assoluto di 2.887 miliardi di dollari, spinta soprattutto da un incremento spaventoso del 14% proprio in Europa.
Invece di investire nella sanità, nella scuola pubblica o nel sostegno alle fasce deboli per disinnescare la disperazione sociale che alimenta i consensi dell'estrema destra, i governi progressisti europei – compresa l'Italia, che ha registrato un balzo vertiginoso nei bilanci per la difesa – finanziano i giganti dell'industria bellica.
La sinistra ha barattato la cooperazione internazionale e la diplomazia con la sudditanza ai produttori di missili, lasciando che le risorse pubbliche vengano bruciate nei conflitti globali. Finché l'opposizione al fascismo rimarrà una difesa formale delle poltrone e non un radicale ribaltamento del sistema, le masse disperate continueranno a consegnarsi ai populisti. La battaglia contro la regressione culturale di AfD non si vince nei salotti televisivi, ma restituendo dignità sociale ai lavoratori e avendo il coraggio di pretendere, finalmente, la fine delle guerre.

La battaglia non è culturale, è materiale

La regressione culturale non si ferma con i talk show. Si ferma restituendo dignità sociale ai lavoratori, ricostruendo la scuola pubblica, difendendo la pace, ridando voce a chi non ne ha più.

La democrazia non muore quando vince l’estrema destra. Muore quando gli oppressi dimenticano di essere oppressi.

— Vanessa Mazza TLGBQI+ Editorialista indipendente. Contro l’ipocrisia, sempre.

🔗 Fonti e Documentazione Storica di Riferimento:
  • Analisi dei dati elettorali e programmi: I dati ufficiali sull'exploit elettorale e i punti programmatici in Sassonia-Anhalt (compresi l'abolizione dell'obbligo scolastico e le classi speciali) sono consultabili sui report di Sky TG24, nelle analisi dettagliate del Corriere della Sera e negli approfondimenti europei di Euronews Italiano.
  • Sondaggi sul gradimento USA (2026): I dati statistici sul calo di popolarità della presidenza Trump al 33% e i relativi risvolti di economia politica internazionale sono estratti dai monitoraggi macroeconomici del Financial Times e dai sondaggi nazionali d'opinione rilasciati da Reuters/Ipsos.
  • Spesa Militare Mondiale ed Europea: I dati macroeconomici, i numeri assoluti sul record di 2.887 miliardi di dollari e le percentuali sul riarmo forzato europeo provengono dall'ultimo comunicato ufficiale dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).