Translate

mercoledì 2 settembre 2026

"La nostra ultima estate": quel cinema queer indipendente che sa di occasioni mancate

Locandina ufficiale del cortometraggio "La nostra ultima estate". In alto campeggia il titolo in lettere arancioni stile pennellata, sopra i nomi dei registi Giuseppe De Candia e Paolo Emilio Addario Chieco. Al centro dell'immagine, due ragazzi sorridenti, Alex e Tommaso, viaggiano insieme su una Vespa d'epoca bianca, immersi nei colori caldi della campagna pugliese. In basso sono riportati i crediti cinematografici della produzione.

La locandina ufficiale di La nostra ultima estate, una produzione originale WeShort che racconta la vulnerabilità e la bellezza degli amori giovanili sullo sfondo dei paesaggi pugliesi

Ricevere messaggi da giovani registi indipendenti che vogliono condividere la propria arte è una delle parti più belle del gestire questo blog. Nei giorni scorsi sono stata contattata da Giuseppe De Candia e Paolo Emilio Addario Chieco, due registi pugliesi che mi hanno invitata a guardare il loro cortometraggio: La nostra ultima estate, un prodotto originale distribuito gratuitamente sulla piattaforma WeShort.

L'ho guardato. E ne sono rimasta colpita, non solo per la freschezza tecnica, ma per il cortocircuito emotivo che ha scatenato in me.
Tra gli scogli della Puglia: la trama
Ambientato tra le atmosfere marine di Molfetta, Bisceglie e Trani, il corto racconta l'incontro casuale tra due ragazzi radicalmente diversi. Tommaso (interpretato da Riccardo Ubertini) è un ragazzo perennemente sotto pressione, schiacciato dalle aspettative di genitori rigidi e impositivi. Alex (interpretato dallo stesso regista, Giuseppe De Candia) è un aspirante cantautore solare, libero, in vacanza con gli amici.
Un dialogo sugli scogli fa scattare una sintonia immediata e profonda. Ma con l'avvicinarsi dell'autunno, arriva la paura più grande: quella che tutto debba finire.
Molto carino, ben fatto e drammaticamente credibile
Il cortometraggio è un'opera visivamente curata, capace di sfruttare i paesaggi pugliesi non como semplice sfondo, ma come parte integrante dello stato d'animo dei protagonisti. Si nota che gli attori principali sono alle loro prime esperienze significative, ma questa mancanza di malizia si trasforma nel punto di forza del film: i loro sguardi, le incertezze e i sorrisi sono estremamente credibili, spontanei e freschi. Non c'è la finzione patinata delle grandi produzioni hollywoodiane, c'è la verità della strada.
Il peso delle storie non vissute
La vera forza di La nostra ultima estate sta nella sua capacità di farti viaggiare nel tempo. Mentre lo guardavo, la mia mente è tornata prepotentemente alla giovinezza. Mi ha portata a riflettere su tante storie d’amore che non abbiamo vissuto, rimaste soffocate dentro di noi per un motivo preciso: la paura.
La paura paralizzante di non essere corrisposti. La paura di perdere gli amici, di subire il rifiuto della famiglia, di essere tagliati fuori dal proprio mondo per il solo fatto di amare. Quella vulnerabilità che ti fa preferire il silenzio al rischio di essere te stessa. Il corto fotografa perfettamente quel limbo adolescenziale in cui il desiderio si scontra con il terrore del giudizio sociale.
Dateci una miniserie!
Se devo trovare un limite a questo lavoro, è proprio la sua durata. Trattandosi di un cortometraggio, la storia scorre via velocemente, lasciando un forte senso di incompiutezza.
Ed è qui che lancio la mia proposta provocatoria ai registi: questa storia merita una miniserie. C'è abbastanza materiale umano e psicologico per costruire una narrazione a puntate che approfondisca il background familiare soffocante di Tommaso, il percorso artistico di Alex e l'evoluzione dei loro sentimenti dopo l'estate. La comunità ha bisogno di storie lunghe, continuative e non stereotipate.
La nostra ultima estate è un piccolo gioiello indipendente con un grandissimo carattere. Fatevi un regalo: andate su WeShort e guardatelo (è gratis e non serve registrazione). Ne vale assolutamente la pena.
Vanessa Mazza TLGBQI+
Editorialista indipendente. Contro l’ipocrisia, sempre.
Fonte: Scheda tecnica ed elementi di trama verificati tramite la piattaforma di streaming WeShort, l'archivio cinematografico di CinemaItaliano.info e le note di produzione pubblicate su ComingSoon.it.

Nessun commento: