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giovedì 30 luglio 2026

La Tragedia dell’Invisibilità: Perché i Libri Sacri sono Storie di Uomini scritte contro le Donne (e l'origine dell'odio transfemminile)

 

Di Vanessa Mazza

Libera pensatrice e attivista per i diritti civili
Cercare la verità significa accettare che essa possa fare male, lacerare le nostre certezze e scuotere le fondamenta delle nostre culture. C'è una minaccia silenziosa che grava sulla metà della popolazione mondiale, una minaccia antica millenni, così radicata che molte donne non sono pronte a vederla, o preferiscono ignorarla per paura del vuoto che lascerebbe. Ma la consapevolezza non ammette sconti.
La frase dello scrittore e giornalista franco-algerino Kamel Daoud — vincitore del premio Goncourt — colpisce al cuore la struttura stessa delle nostre civiltà: “Non c'è posto per le donne nei libri sacri. È una historia di Dio e di uomini. E questa è la sua tragedia. (...) La Bibbia è maschile, e il Corano, la Tora, gli Vangeli, sono storie di uomini”.
scrittore e giornalista franco-algerino vincitore del prestigioso Premio Goncourt 2024. Attraverso i suoi articoli e romanzi, è diventato una delle voci critiche più coraggiose nel denunciare l'assenza delle donne nel sacro e la violenza dei fondamentalismi.
Questo non è un attacco alla fede personale, ma un'analisi giornalistica, storica e didattica di una realtà inconfutabile: le grandi religioni monoteiste hanno strutturato il mondo escludendo il principio femminile dalla stesura della memoria e del sacro. Un'esclusione che oggi genera conseguenze devastanti non solo per le donne biologiche, ma per chiunque osi abitare il femminile.
1. Una Storia Scritta da Uomini per un Pubblico di Uomini
Dal punto di vista storico e filologico, i testi fondamentali del monoteismo non sono caduti dal cielo, ma sono stati materialmente redatti, selezionati e canonizzati da assemblee, scribi e leader esclusivamente di sesso maschile.
  • La Tora e la Bibbia Ebraica: Come confermato dalla moderna critica testuale e archeologica, la redazione dei primi cinque libri biblici è avvenuta in società patriarcali e tribali del Vicino Oriente Antico. Le leggi contenute in testi come il Levitico trattano la donna non come un soggetto giuridico autonomo, ma come una proprietà del padre o del marito.
  • I Vangeli e il Canone Cristiano: Sebbene la ricerca storica ammetta la presenza attiva di donne nella cerchia originaria di Gesù (tra cui Maria Maddalena), i testi scelti dai concili ecclesiastici dei primi secoli per formare il Nuovo Testamento canonico escludono totalmente una prospettiva femminile, confinando le donne a ruoli marginali, ancillari o stereotipati (la vergine o la peccatrice).
  • Il Corano: Nato nel contesto della Penisola Arabica del VII secolo, il testo codifica la leadership spirituale, giuridica e domestica intrinsecamente nelle mani dell'uomo.
2. Le Conseguenze Giuridiche del Sacro sulla Carne delle Donne
La vera minaccia silenziosa non risiede nell'antichità di questi libri, ma nel fatto che essi continuano a produrre effetti geopolitici e legislativi devastanti nel mondo contemporaneo. Quando la parola di un uomo viene spacciata per parola divina, essa diventa indiscutibile.
  • Il controllo del corpo e della riproduzione: In vasti quadranti del pianeta, l'accesso alla salute riproduttiva, all'aborto e all'educazione sessuale è sistematicamente negato in nome di precetti dogmatici (come accade in diversi stati degli USA o in America Latina).
  • Il regime di Apartheid di Genere: In nazioni teocratiche, le interpretazioni letterali dei testi sacri giustificano la privazione dei diritti civili fondamentali, l'obbligo del velo e il divieto di istruzione per le donne. Lo stesso Kamel Daoud è stato perseguitato e condannato in contumacia in Algeria per aver osato denunciare nei suoi scritti come certe visioni religiose imprigionino brutalmente il corpo femminile.
3. L'Eresia di Abitare il Femminile: La Radice dell'Astio Transfemminile
È proprio in questa architettura teocratica che si incontra l'astio primordiale verso le donne trans. La transfobia di matrice religiosa e conservatrice non è un fenomeno moderno, ma l'estensione logica e inevitabile di testi sacri scritti per cancellare e dominare il principio femminile. Se il genere viene decretato da un Dio patriarcale come un ordine binario, fisso e gerarchico (il mito di Adamo creato a immagine divina e di Eva generata come subalterna subordinata), l'esistenza di una donna trans rappresenta il crollo del loro intero castello di carte dogmatico.
L'odio teologico si focalizza sul transfemminismo per due ragioni precise:
  • Il rifiuto del "Sacro Privilegio Maschile": In una società plasmata sui testi biblici o coranici, nascere maschio significa ereditare un dono divino di superiorità e comando. Chi compie una transizione verso il femminile commette, agli occhi del fondamentalismo, un tradimento imperdonabile: rinuncia volontariamente allo status superiore (quello maschile) per scendere al livello del genere sottomesso (quello femminile). Questa "rinuncia" viene percepita dal patriarcato come un'eresia ontologica intollerabile.
  • La violazione del divieto del Cross-Dressing: Norme tribali arcaiche come il versetto del Deuteronomio 22:5 ("L'uomo non si metterà un abito da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore") vengono decontestualizzate e brandite come armi giuridiche e morali nel 2026 per demonizzare l'autodeterminazione di genere, considerandola un tentativo di "ingannare" l'ordine naturale stabilito dalla divinità.
L'astio verso le persone trans al femminile è la prova schiacciante che la misoginia dei testi sacri non colpisce solo chi è nata donna, ma punisce con ferocia speculare chiunque osi abitare, rivendicare o scegliere il femminile al di fuori del controllo e del possesso maschile.
4. La Consapevolezza Necessaria: Smettere di Essere Complici
La verità che fa male è questa: per secoli, miliardi di donne e minoranze di genere hanno cercato conforto, speranza e risposte esistenziali all'interno di strutture testuali create per controllarle e silenziarle. Molte donne sono tuttora le principali custodi e trasmettitrici di dogmi religiosi che, alla base, negano la loro pari dignità intellettuale, biologica e spirituale.
Riconoscere che la Bibbia, la Tora, il Corano e i Vangeli sono prodotti culturali di epoche strutturalmente maschiliste non significa dover rinunciare alla spiritualità individuale, ma significa fare un bagno di realtà. Significa capire che nessun testo arcaico può essere utilizzato come fonte del diritto moderno o come giustificazione morale per limitare le libertà e l'esistenza delle persone.
Perché dobbiamo urlare questa verità oggi?
Perché la storia ci insegna che ogni progresso delle donne e delle comunità civili è stato ottenuto nonostante le istituzioni religiose, mai grazie a esse. Ogni diritto civile — dal voto al divorzio, dall'indipendenza economica all'identità di genere — ha dovuto scardinare secoli di interpretazioni dogmatiche che consideravano il maschile l'unico depositario della legge e della verità.
Essere consapevoli di questa realtà significa smettere di subire passivamente le narrazioni del passato. È giunto il momento che le donne comprendano che la vera tragedia non è l'assenza delle loro storie nei libri sacri del passato; la vera tragedia sarebbe continuare a permettere agli uomini di scrivere le leggi del loro futuro in nome di quei libri.
📚 Fonti e Approfondimenti Bibliografici
  • Il Riconoscimento a Kamel Daoud: Per i dettagli sulla premiazione del romanzo Houris, incentrato sulla condizione femminile, si veda la nota ufficiale su ANSA - Premio Goncourt 2024.
  • La Condanna Istituzionale e la Censura: Per comprendere il contesto delle tutele negate e delle persecuzioni politiche subite dallo scrittore per le sue critiche ai dogmi patriarcali, si consulti l'inchiesta su La Repubblica - Archivio Scrittori Perseguitati.
  • Teoria Critica e Storia della Redazione Biblica: Per uno studio didattico e accademico sulla formazione dei testi patriarcali nel Vicino Oriente, si consiglia la visione delle lezioni della Open Yale Courses sulla formazione dell'Antico Testamento disponibili su Yale University - Introduction to the Old Testament.
  • Interviste sul Corpo Femminile e Fondamentalismo: Il pensiero dell'autore sulla strumentalizzazione politica dei testi sacri è approfondito nell'analisi storiografica rilasciata a IHU Unisinos - Intervista a Kamel Daoud.

Il Genere come Resistenza: Dall'Epoca d'Oro dello Yeoseong Gukgeuk al Paradosso del Femminismo nella Corea del Sud Odierna

Due attrici della compagnia teatrale Yeoseong Gukgeuk negli anni '50. Attraverso il drag e il cross-dressing, queste artiste hanno decostruito i ruoli di genere e conquistato l'autonomia economica nella Corea del dopoguerra. (Foto d'archivio via Fifty Shades of Gay)

 Di Vanessa Mazza

Libera pensatrice e attivista per i diritti civili
Cancellare la memoria storica è il primo strumento di ogni potere patriarcale e autoritario per normalizzare l'oppressione. Quando la politica decide arbitrariamente quali corpi hanno il diritto di cittadinanza emotiva e quali esistenze devono essere ridotte al silenzio, la riscoperta del passato non è un semplice esercizio accademico, ma un radicale atto di resistenza culturale. Un esempio lampante di questa sistematica cancellazione ci porta lontano, nella Corea del Sud del secondo dopoguerra: un Paese impossibile da immaginare per la sua rigidità, ma custode di una straordinaria e dimenticata epopea queer.
1. Il Paese e il Contesto: Un'isola di libertà nella Corea del Dopoguerra
Per comprendere la portata rivoluzionaria di questa vicenda, dobbiamo proiettarci nella Corea del Sud degli anni '50. Il Paese era devastato dalla Guerra di Corea, impoverito, militarizzato e sottomesso a una morale confuciana patriarcale e asfissiante. La subordinazione della donna era totale e codificata: prima al padre, poi al marito e infine al figlio maschio.
In questo scenario di traumi collettivi e totale privazione delle libertà individuali, i teatri dello Yeoseong Gukgeuk (여성국극) — l'opera classica teatrale e musicale interamente femminile — diventarono l'unico spazio di autentica evasione. Fondato sul finire degli anni '40 da ex kisaeng (intrattenitrici tradizionali) ed ex musiciste decise a sottrarsi allo sfruttamento e al controllo maschile nel mondo dell'arte, questo movimento si trasformò rapidamente nella forma di intrattenimento più popolare della nazione.
Un drammatico e intimo abbraccio sul palco tra due attrici dello Yeoseong Gukgeuk negli anni '50. Nei ruoli maschili, le interpreti incarnavano una mascolinità profondamente emotiva e protettiva, offrendo al pubblico femminile un'alternativa romantica alla dura realtà domestica dell'epoca.

I teatri si riempivano di masse di donne che compravano i biglietti non solo per assistere a uno spettacolo, ma per respirare un'aria di libertà preclusa nel privato. Lì potevano urlare, piangere ed esprimere desideri repressi, mentre la società civile maschile guardava al fenomeno con profondo disprezzo e sospetto, bollandolo come "isteria di massa" o "immoralità" sovversiva.
2. Le Attrici e la Mascolinità Ideale: Le prime Pop Star Queer
 Foto di gruppo di una storica compagnia di Yeoseong Gukgeuk negli anni '50. Sul palco, la totale assenza di attori uomini permetteva a queste donne di sovvertire i ruoli tradizionali, interpretando re, guerrieri e cortigiane in totale autonomia artistica ed economica.
Le attrici dello Yeoseong Gukgeuk che interpretavano i ruoli maschili — principi, generali o ribelli — divennero le prime vere icone queer della Corea moderna. Figure storiche come Lee So-ja e Cho Young-sook videro le proprie vite stravolte da un successo travolgente.
Le ammiratrici svilupparono una venerazione assoluta, dando vita al fenomeno dei cosiddetti "matrimoni di sangue": lettere d'amore scritte con il proprio sangue per giurare fedeltà eterna alle attrici. Molte fan scappavano dalle proprie case per proporsi come "mogli" e diverse artiste scelsero di convivere stabilmente con le proprie sostenitrici in relazioni intime che, pur non potendo essere chiamate ufficialmente lesbiche a causa della censura e della mentalità dell'epoca, ne costituivano la realtà di fatto.
Sul palco, queste donne non si limitavano a imitare gli uomini reali. Costruivano una mascolinità ideale: un uomo emotivo, romantico, protettivo e rispettoso, l'esatto opposto dei mariti autoritari, violenti e distanti che le donne coreane subivano tra le mura domestiche nell'era post-bellica.
3. Un Femminismo Radicale Inconsapevole ed Economico
Lo Yeoseong Gukgeuk fu una forma di femminismo radicale, pur senza l'apporto dei testi teorici dell'attivismo occidentale. Fu un femminismo pratico, corporativo ed economico: le artiste fondarono l'Organizzazione delle Musiciste Coreane per guadagnare in totale autonomia, firmare i propri contratti e vivere senza alcuna dipendenza finanziaria o sociale dagli uomini. Attraverso il cross-dressing e la performance drag, queste donne scardinavano il binarismo di genere, dimostrando empiricamente sul palco che la mascolinità e la femminilità non sono dati biologici immutabili, ma ruoli sociali performativi.
4. Il Doveroso Ringraziamento al Recupero Storico di Siren Eun Young Jung
 L'artista visiva contemporanea Siren Eun Young Jung all'interno del suo spazio espositivo. Grazie alla sua meticolosa ricerca e al pluripremiato Yeoseong Gukgeuk Project, le storie, i diari privati e i volti delle ultime attrici drag degli anni '50 sono stati salvati dall'oblio di Stato.
Con l'ascesa del regime militare di Park Chung-hee negli anni '60 e '70, lo Stato avviò una feroce politica di modernizzazione androcentrica e nazionalismo conservatore. Il governo intendeva plasmare l'identità nazionale sulla mascolinità militare del soldato e sulla donna confinata al ruolo di madre fattrice della nuova forza lavoro industriale. Un teatro di sole donne, dove le donne esprimevano desideri e amavano altre donne, rappresentava una minaccia intollerabile per la stabilità dello Stato patriarcale. Lo Yeoseong Gukgeuk fu deliberatamente escluso dai finanziamenti pubblici, privato dello status di patrimonio culturale e condannato all'oblio.
Se oggi abbiamo la possibilità di vivere attraverso le foto, i costumi e i racconti questa straordinaria epoca d'oro, lo dobbiamo interamente al monumentale lavoro di recupero storico dell'artista visiva contemporanea Siren Eun Young Jung. Attraverso il suo pluripremiato Yeoseong Gukgeuk Project, Jung ha rintracciato le ultime attrici sopravvissute, ormai anziane e dimenticate dalla storia ufficiale, raccogliendo le loro memorie orali, i diari privati e i costumi di scena. Il suo lavoro non è solo un restauro artístico, ma un fondamentale ponte politico che unisce la vecchia generazione di donne resistenti alla comunità LGBTQIA+ coreana contemporanea. Un'eredità riscoperta dai media tradizionali che ha ispirato prima un acclamato webtoon e successivamente il successo internazionale del K-Drama Jeongnyeon: The Star is Born (2024), distribuito sulla piattaforma Disney+.
5. Il Paradosso Contemporaneo: Come stanno le donne nella Corea del Sud oggi?
Un dettaglio del tavolo d'archivio della mostra di Siren Eun Young Jung. Tra i documenti esposti emergono i ritratti privati delle attrici, le istantanee dietro le quinte e i primi piani autografati, preziosi tasselli che ricostruiscono la quotidianità e la sorellanza delle artiste dello Yeoseong Gukgeuk.

Ma come si è evoluta questa lotta? Oggi la Corea del Sud si presenta al mondo come una superpotenza tecnologica e culturale, guidata dal fenomeno globale del K-Pop. Tuttavia, dietro questa facciata scintillante si nasconde un Paese profondamente spaccato, segnato da un paradosso sociale drammatico: le donne coreane sono tra le più istruite e qualificate al mondo, eppure affrontano una delle strutture sistemiche più ostili dell'intera area OCSE.
  • L'ultimo posto per il Gender Pay Gap: La Corea del Sud detiene un record spaventoso: per 27 anni consecutivi è rimasta stabilmente all'ultimo posto tra i Paesi industrializzati per il divario salariale di genere, con le donne che guadagnano in media il 31% in meno rispetto ai colleghi uomini. Secondo l'indice del The Economist, è il peggior Paese per opportunità di carriera e leadership femminile; il cosiddetto "soffitto di cristallo" è una barriera di cemento armato.
  • La piaga della violenza e del "Terrorismo Digitale": La sicurezza quotidiana è una trincea. Il Paese è flagellato dal fenomeno del digital sex crime, in particolare le Molka (telecamere spia nascoste nei bagni pubblici, negli spogliatoi e negli hotel per filmare le donne a loro insaputa e rivendere i video online) e, più di recente, dall'esplosione di crimini legati a Deepfake pornografici che colpiscono studentesse e lavoratrici. Questa violenza tecnologica ha trasformato lo spazio pubblico in un luogo di costante minaccia.
  • La morsa del fondamentalismo religioso e il lobbismo delle Mega-Chiese: C'è un fattore geopolitico e culturale che l'Occidente ignora, ma che rappresenta il vero braccio armato del conservatorismo coreano: l'ascesa della destra evangelica e protestante. Sbarcato nell'Ottocento con i missionari statunitensi e radicalizzatosi in senso iper-nazionalista e anti-comunista durante i traumi del Novecento, l'evangelismo controlla oggi circa il 20% della popolazione. A Seul sorgono le mega-chiese più grandi del pianeta (come la Yoido Full Gospel Church), capaci di mobilitare milioni di fedeli e fiumi di denaro esentasse. Questa massiccia lobby religiosa agisce esattamente come la destra evangelica americana: è il motore primario dei violenti boicottaggi contro i Pride (regolarmente assediati da oceani di contromanifestanti cattolico-evangelici) ed esercita una pressione asfissiante sul parlamento. È a causa del loro lobbismo teocratico se l'Assemblea Nazionale coreana blocca da oltre un decennio l'approvazione di una Legge Anti-Discriminazione Globale, paventando la "distruzione della famiglia tradizionale".
  • Lo sciopero sociale e il Movimento "4B": Come risposta a questo clima asfissiante, al lobbismo religioso e all'onere patriarcale del matrimonio tradizionale (che impone alla donna la rinuncia alla carriera per farsi carico totale della cura della casa e dei suoceri), le giovani generazioni hanno avviato un inedito sciopero sociale. È nato così il movimento femminista radicale 4B, basato su quattro pilastri: Bihon (No al matrimonio eterosessuale), Bichulsan (No alla maternità), Biyeonae (No agli appuntamenti con gli uomini), Bisex (No al sesso con gli uomini). Questa resistenza di massa ha portato la Corea del Sud ad avere il tasso di fertilità più basso del pianeta (0,72 figli per donna), un vero e proprio collasso demografico autoinflitto come arma di protesta.
  • L'antifemminismo di Stato e il Backlash politico: La risposta delle istituzioni e di una larga fetta di giovani uomini a questa ondata rivendicativa è stata brutale. L'attuale governo conservatore ha istituzionalizzato l'antifemminismo sistematico, utilizzandolo come clava elettorale, sostenendo che la discriminazione strutturale di genere "non esista più" e tentando di smantellare il Ministero dell'Uguaglianza di Genere e della Famiglia. Online, la parola "femminista" è diventata un marchio d'infamia usato per richiedere il licenziamento di illustratrici, doppiatrici e atlete, mentre le tutele per le coppie dello stesso sesso rimangono appese a sentenze isolate della magistratura in un vuoto legislativo totale.
Perché oggi è primordiale raccontare questa storia?
La propaganda d'odio contemporanea — che si eserciti in Italia attraverso le crociate identitarie della destra retrograda, o in Asia attraverso la restaurazione conservatrice — tenta sempre di delegittimare le istanze queer e femministe etichettandole come "un'importazione occidentale moderna" o una "moda passeggera" che minaccia l'ordine naturale delle cose.
Ricordare lo Yeoseong Gukgeuk distrugge questa narrazione tossica. Dimostra che la Corea ha sempre avuto una sua fluidità, una sua cultura drag indigena e una genealogia di donne resistenti fiorita spontaneamente nel momento più buio della sua storia materiale. La lotta delle attrices degli anni '50 non è finita: si è solo spostata dal palcoscenico teatrale alle strade di Seul, ai post sui social media, al rifiuto politico dei corpi di farsi ingabbiare da uno Stato che preferisce la stasi teocratica e patriarcale alla libertà dei suoi cittadini. Fare giornalismo critico oggi significa questo: unire i fili della memoria internazionale, smontare la propaganda reazionaria e difendere l'accuratezza dei fatti per rivendicare l'inalienabile libertà di esistere. Noi non smetteremo di dare voce a chi il potere ha cercato di cancellare.
Per continuare a seguire le nostre analisi macroeconomiche, le inchieste sui diritti civili e la memoria storica internazionale, resta connesso sulle pagine del nostro blog ufficiale: Vanessa Mazza Blog

📚 Fonti e Approfondimenti Bibliografici

  • Il Progetto Storico su Siren Eun Young Jung: Selezionato e documentato dal comitato ufficiale del Korea Artist Prize, l'archivio storico e visivo dell'artista sul recupero del teatro drag è consultabile su Korea Artist Prize - Siren Eun Young Jung Official Record.
  • Teoria di Genere e Analisi del Movimento Teatrale: Per un'analisi critica sull'impatto politico dello Yeoseong Gukgeuk e la decostruzione della performance di genere nel contesto coloniale e post-coloniale, si veda la mostra curatoriale internazionale della galleria canadese Leonard & Bina Ellen Art Gallery - The Yeoseong Gukgeuk Project.
  • Adattamento Televisivo e Successo Popolare: I dettagli sulla produzione, il cast e lo sviluppo socioculturale del K-Drama del 2024 sono documentati nell'enciclopedia globale Wikipedia - Jeongnyeon: The Star Is Born e la serie è ufficialmente distribuita sulla piattaforma di streaming Disney+ International Portal.
  • Dati sul Divario di Genere e Gender Pay Gap: I dati storici sul divario salariale del 31% e l'indice sul soffitto di cristallo (Glass-Ceiling Index) che collocano stabilmente la Corea del Sud all'ultimo posto dei Paesi industrializzati per 27 anni consecutivi sono monitorati annualmente dai report ufficiali dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e dalle inchieste macroeconomiche della testata britannica The Economist.
  • Inchieste sul Movimento 4B e il Calo Demografico: I dati sul tasso di fertilità a 0,72 e le interviste sul rifiuto politico del matrimonio e della natalità sono stati ampiamente documentati e verificati dalle inchieste sul campo delle agenzie di stampa internazionali come Reuters, BBC World News e dal quotidiano coreano indipendente The Hankyoreh.