Di Vanessa Mazza
Libera pensatrice e attivista per i diritti civili
Cancellare la memoria storica è il primo strumento di ogni potere patriarcale e autoritario per normalizzare l'oppressione. Quando la politica decide arbitrariamente quali corpi hanno il diritto di cittadinanza emotiva e quali esistenze devono essere ridotte al silenzio, la riscoperta del passato non è un semplice esercizio accademico, ma un radicale atto di resistenza culturale. Un esempio lampante di questa sistematica cancellazione ci porta lontano, nella Corea del Sud del secondo dopoguerra: un Paese impossibile da immaginare per la sua rigidità, ma custode di una straordinaria e dimenticata epopea queer.
1. Il Paese e il Contesto: Un'isola di libertà nella Corea del Dopoguerra
Per comprendere la portata rivoluzionaria di questa vicenda, dobbiamo proiettarci nella Corea del Sud degli anni '50. Il Paese era devastato dalla Guerra di Corea, impoverito, militarizzato e sottomesso a una morale confuciana patriarcale e asfissiante. La subordinazione della donna era totale e codificata: prima al padre, poi al marito e infine al figlio maschio.
In questo scenario di traumi collettivi e totale privazione delle libertà individuali, i teatri dello Yeoseong Gukgeuk (여성국극) — l'opera classica teatrale e musicale interamente femminile — diventarono l'unico spazio di autentica evasione. Fondato sul finire degli anni '40 da ex kisaeng (intrattenitrici tradizionali) ed ex musiciste decise a sottrarsi allo sfruttamento e al controllo maschile nel mondo dell'arte, questo movimento si trasformò rapidamente nella forma di intrattenimento più popolare della nazione.
I teatri si riempivano di masse di donne che compravano i biglietti non solo per assistere a uno spettacolo, ma per respirare un'aria di libertà preclusa nel privato. Lì potevano urlare, piangere ed esprimere desideri repressi, mentre la società civile maschile guardava al fenomeno con profondo disprezzo e sospetto, bollandolo come "isteria di massa" o "immoralità" sovversiva.
2. Le Attrici e la Mascolinità Ideale: Le prime Pop Star Queer
Le attrici dello Yeoseong Gukgeuk che interpretavano i ruoli maschili — principi, generali o ribelli — divennero le prime vere icone queer della Corea moderna. Figure storiche come Lee So-ja e Cho Young-sook videro le proprie vite stravolte da un successo travolgente.
Le ammiratrici svilupparono una venerazione assoluta, dando vita al fenomeno dei cosiddetti "matrimoni di sangue": lettere d'amore scritte con il proprio sangue per giurare fedeltà eterna alle attrici. Molte fan scappavano dalle proprie case per proporsi come "mogli" e diverse artiste scelsero di convivere stabilmente con le proprie sostenitrici in relazioni intime che, pur non potendo essere chiamate ufficialmente lesbiche a causa della censura e della mentalità dell'epoca, ne costituivano la realtà di fatto.
Sul palco, queste donne non si limitavano a imitare gli uomini reali. Costruivano una mascolinità ideale: un uomo emotivo, romantico, protettivo e rispettoso, l'esatto opposto dei mariti autoritari, violenti e distanti che le donne coreane subivano tra le mura domestiche nell'era post-bellica.
3. Un Femminismo Radicale Inconsapevole ed Economico
Lo Yeoseong Gukgeuk fu una forma di femminismo radicale, pur senza l'apporto dei testi teorici dell'attivismo occidentale. Fu un femminismo pratico, corporativo ed economico: le artiste fondarono l'Organizzazione delle Musiciste Coreane per guadagnare in totale autonomia, firmare i propri contratti e vivere senza alcuna dipendenza finanziaria o sociale dagli uomini. Attraverso il cross-dressing e la performance drag, queste donne scardinavano il binarismo di genere, dimostrando empiricamente sul palco che la mascolinità e la femminilità non sono dati biologici immutabili, ma ruoli sociali performativi.
4. Il Doveroso Ringraziamento al Recupero Storico di Siren Eun Young Jung
Park Chung-hee negli anni '60 e '70, lo Stato avviò una feroce politica di modernizzazione androcentrica e nazionalismo conservatore. Il governo intendeva plasmare l'identità nazionale sulla mascolinità militare del soldato e sulla donna confinata al ruolo di madre fattrice della nuova forza lavoro industriale. Un teatro di sole donne, dove le donne esprimevano desideri e amavano altre donne, rappresentava una minaccia intollerabile per la stabilità dello Stato patriarcale. Lo Yeoseong Gukgeuk fu deliberatamente escluso dai finanziamenti pubblici, privato dello status di patrimonio culturale e condannato all'oblio.
Se oggi abbiamo la possibilità di vivere attraverso le foto, i costumi e i racconti questa straordinaria epoca d'oro, lo dobbiamo interamente al monumentale lavoro di recupero storico dell'artista visiva contemporanea Siren Eun Young Jung. Attraverso il suo pluripremiato Yeoseong Gukgeuk Project, Jung ha rintracciato le ultime attrici sopravvissute, ormai anziane e dimenticate dalla storia ufficiale, raccogliendo le loro memorie orali, i diari privati e i costumi di scena. Il suo lavoro non è solo un restauro artístico, ma un fondamentale ponte politico che unisce la vecchia generazione di donne resistenti alla comunità LGBTQIA+ coreana contemporanea. Un'eredità riscoperta dai media tradizionali che ha ispirato prima un acclamato webtoon e successivamente il successo internazionale del K-Drama Jeongnyeon: The Star is Born (2024), distribuito sulla piattaforma Disney+.
5. Il Paradosso Contemporaneo: Come stanno le donne nella Corea del Sud oggi?
Ma come si è evoluta questa lotta? Oggi la Corea del Sud si presenta al mondo come una superpotenza tecnologica e culturale, guidata dal fenomeno globale del K-Pop. Tuttavia, dietro questa facciata scintillante si nasconde un Paese profondamente spaccato, segnato da un paradosso sociale drammatico: le donne coreane sono tra le più istruite e qualificate al mondo, eppure affrontano una delle strutture sistemiche più ostili dell'intera area OCSE.
- L'ultimo posto per il Gender Pay Gap: La Corea del Sud detiene un record spaventoso: per 27 anni consecutivi è rimasta stabilmente all'ultimo posto tra i Paesi industrializzati per il divario salariale di genere, con le donne che guadagnano in media il 31% in meno rispetto ai colleghi uomini. Secondo l'indice del The Economist, è il peggior Paese per opportunità di carriera e leadership femminile; il cosiddetto "soffitto di cristallo" è una barriera di cemento armato.
- La piaga della violenza e del "Terrorismo Digitale": La sicurezza quotidiana è una trincea. Il Paese è flagellato dal fenomeno del digital sex crime, in particolare le Molka (telecamere spia nascoste nei bagni pubblici, negli spogliatoi e negli hotel per filmare le donne a loro insaputa e rivendere i video online) e, più di recente, dall'esplosione di crimini legati a Deepfake pornografici che colpiscono studentesse e lavoratrici. Questa violenza tecnologica ha trasformato lo spazio pubblico in un luogo di costante minaccia.
- La morsa del fondamentalismo religioso e il lobbismo delle Mega-Chiese: C'è un fattore geopolitico e culturale che l'Occidente ignora, ma che rappresenta il vero braccio armato del conservatorismo coreano: l'ascesa della destra evangelica e protestante. Sbarcato nell'Ottocento con i missionari statunitensi e radicalizzatosi in senso iper-nazionalista e anti-comunista durante i traumi del Novecento, l'evangelismo controlla oggi circa il 20% della popolazione. A Seul sorgono le mega-chiese più grandi del pianeta (come la Yoido Full Gospel Church), capaci di mobilitare milioni di fedeli e fiumi di denaro esentasse. Questa massiccia lobby religiosa agisce esattamente come la destra evangelica americana: è il motore primario dei violenti boicottaggi contro i Pride (regolarmente assediati da oceani di contromanifestanti cattolico-evangelici) ed esercita una pressione asfissiante sul parlamento. È a causa del loro lobbismo teocratico se l'Assemblea Nazionale coreana blocca da oltre un decennio l'approvazione di una Legge Anti-Discriminazione Globale, paventando la "distruzione della famiglia tradizionale".
- Lo sciopero sociale e il Movimento "4B": Come risposta a questo clima asfissiante, al lobbismo religioso e all'onere patriarcale del matrimonio tradizionale (che impone alla donna la rinuncia alla carriera per farsi carico totale della cura della casa e dei suoceri), le giovani generazioni hanno avviato un inedito sciopero sociale. È nato così il movimento femminista radicale 4B, basato su quattro pilastri: Bihon (No al matrimonio eterosessuale), Bichulsan (No alla maternità), Biyeonae (No agli appuntamenti con gli uomini), Bisex (No al sesso con gli uomini). Questa resistenza di massa ha portato la Corea del Sud ad avere il tasso di fertilità più basso del pianeta (0,72 figli per donna), un vero e proprio collasso demografico autoinflitto come arma di protesta.
- L'antifemminismo di Stato e il Backlash politico: La risposta delle istituzioni e di una larga fetta di giovani uomini a questa ondata rivendicativa è stata brutale. L'attuale governo conservatore ha istituzionalizzato l'antifemminismo sistematico, utilizzandolo come clava elettorale, sostenendo che la discriminazione strutturale di genere "non esista più" e tentando di smantellare il Ministero dell'Uguaglianza di Genere e della Famiglia. Online, la parola "femminista" è diventata un marchio d'infamia usato per richiedere il licenziamento di illustratrici, doppiatrici e atlete, mentre le tutele per le coppie dello stesso sesso rimangono appese a sentenze isolate della magistratura in un vuoto legislativo totale.
Perché oggi è primordiale raccontare questa storia?
La propaganda d'odio contemporanea — che si eserciti in Italia attraverso le crociate identitarie della destra retrograda, o in Asia attraverso la restaurazione conservatrice — tenta sempre di delegittimare le istanze queer e femministe etichettandole come "un'importazione occidentale moderna" o una "moda passeggera" che minaccia l'ordine naturale delle cose.
Ricordare lo Yeoseong Gukgeuk distrugge questa narrazione tossica. Dimostra che la Corea ha sempre avuto una sua fluidità, una sua cultura drag indigena e una genealogia di donne resistenti fiorita spontaneamente nel momento più buio della sua storia materiale. La lotta delle attrices degli anni '50 non è finita: si è solo spostata dal palcoscenico teatrale alle strade di Seul, ai post sui social media, al rifiuto politico dei corpi di farsi ingabbiare da uno Stato che preferisce la stasi teocratica e patriarcale alla libertà dei suoi cittadini. Fare giornalismo critico oggi significa questo: unire i fili della memoria internazionale, smontare la propaganda reazionaria e difendere l'accuratezza dei fatti per rivendicare l'inalienabile libertà di esistere. Noi non smetteremo di dare voce a chi il potere ha cercato di cancellare.
Per continuare a seguire le nostre analisi macroeconomiche, le inchieste sui diritti civili e la memoria storica internazionale, resta connesso sulle pagine del nostro blog ufficiale: Vanessa Mazza Blog
📚 Fonti e Approfondimenti Bibliografici
- Il Progetto Storico su Siren Eun Young Jung: Selezionato e documentato dal comitato ufficiale del Korea Artist Prize, l'archivio storico e visivo dell'artista sul recupero del teatro drag è consultabile su Korea Artist Prize - Siren Eun Young Jung Official Record.
- Teoria di Genere e Analisi del Movimento Teatrale: Per un'analisi critica sull'impatto politico dello Yeoseong Gukgeuk e la decostruzione della performance di genere nel contesto coloniale e post-coloniale, si veda la mostra curatoriale internazionale della galleria canadese Leonard & Bina Ellen Art Gallery - The Yeoseong Gukgeuk Project.
- Adattamento Televisivo e Successo Popolare: I dettagli sulla produzione, il cast e lo sviluppo socioculturale del K-Drama del 2024 sono documentati nell'enciclopedia globale Wikipedia - Jeongnyeon: The Star Is Born e la serie è ufficialmente distribuita sulla piattaforma di streaming Disney+ International Portal.
- Dati sul Divario di Genere e Gender Pay Gap: I dati storici sul divario salariale del 31% e l'indice sul soffitto di cristallo (Glass-Ceiling Index) che collocano stabilmente la Corea del Sud all'ultimo posto dei Paesi industrializzati per 27 anni consecutivi sono monitorati annualmente dai report ufficiali dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e dalle inchieste macroeconomiche della testata britannica The Economist.
- Inchieste sul Movimento 4B e il Calo Demografico: I dati sul tasso di fertilità a 0,72 e le interviste sul rifiuto politico del matrimonio e della natalità sono stati ampiamente documentati e verificati dalle inchieste sul campo delle agenzie di stampa internazionali come Reuters, BBC World News e dal quotidiano coreano indipendente The Hankyoreh.


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