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sabato 8 dicembre 2007

LE NORME ANTIOMOFOBIA HANNO RISCHIATO DI FAR SALTARE IL GOVERNO IL MINISTRO CHITI:"ALLA CAMERA LE ABROGHEREMO"


(07/12/2007) Nonostante il voto contrario della senatrice Pd Paola Binetti e grazie ai voti di Cossiga e dei senatori a vita il decreto sicurezza è passato. Ma forse non per molto.

Nella giornata di ieri 6 dicembre con 160 voti favorevoli e 158 contrari è passata la fiducia sul maxiemendamento al decreto della sicurezza che a questo punto è atteso alla Camera. Insieme alle norme sulle espulsioni degli immigrati è stato votata anche quella che presentava un richiamo al Trattato di Amsterdam ratificato dall'Italia con cui si punisce con la reclusione di 3 anni chi commette atti di discriminazione "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali".

Vannino Chiti e Clemente Mastella
L'inserimento del passaggio sulla discriminazione sessuale ha da una parte rischiato di far cadere il governo sulla fiducia al maxiemendamento, dall'altra evidenziato i fragili equilibri nonchè le reali intenzioni in materia di apertura legislativa agli omosessuali dei vari schieramenti. Una norma inserita sostanzialmente per assicurarsi il voto di Rifondazione Comunista, che mai avrebbe fatto passare il decreto sicurezza, e che il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti ha subito precisato il governo si impegnerà a cancellare improrogalbimente entro fine anno.

La maggioranza è stata raggiunta unicamente con i voti dei senatori a vita Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini, data l'assenza del senatore Luigi Pallaro della maggioranza, il voto contrario annunciato di Giulio Andreotti e quelli dell'esponente di Sinistra Critica ex Prc Franco Turigliatto e della senatrice Paola Binetti, esponente della corrente cattolica Teodem del Pd. E proprio la Binetti ha alimentato il maggior numero di polemiche basando il proprio voto su una scelta di coscienza, contrariamente a Cossiga che invece ha dichiarato di aver votato la fiducia solo perchè una crisi di governo sarebbe stata "drammatica".
Altre parole, ma che esprimono lo stesso concetto quelle del Guardasigilli Clemente Mastella: "Oggi la fiducia è passata solo perchè la norma sulla parità di genere verrà modificata attraverso modalità parlamentari. Su questi temi è chiaro che non c'è una maggioranza. Se la sinistra imporrà questa norma alla Camera, ci sarà crisi di Governo". Sul voto contrario della Binetti ha poi aggiunto "sui temi che esprimono valori non c'e' la maggioranza come la vuole la sinistra": il comportamento della senatrice è stato quello di chi "agisce in nome dei valori ma magari è meno avvezzo alla politica (...) Chi lo è di più come me arriva allo stesso risultato in maniera diversa". Riferendosi alle rassicurazioni di Chiti sul fatto che se "per motivi procedurali non è stato possibile sopprimere" il passaggio sulle discriminazioni rispetto alle tendenze sessuali, l'abrogazione sarà attuata nel voto alla Camera.
Idem il voto di un altro senatore Teodem Luigi Bobba che, sempre riferendosi alla Binetti, ha sottolineato come il voto favorevole degli esponenti cattolici del Pd e dell'Udeur è stato dato tenendo conto del far parte di una maggioranza: "ma abbiamo tutti operato per dare un segnale: adesso basta con emendamenti abnormi, basta intervenire su temi così delicati con bombe a orologeria magari inserite di soppiatto in un emendamento".
All'ordine del giorno invece gli avvertimenti di Franco Giordano segretario di Rifondazione: "Se tutta la coalizione sosterrà le modifiche unitariamente condivise votiamo sì, se no valuteremo le conseguenze". Quelli di Antonio Di Pietro: "Piaccia o no, dopo il voto di fiducia di ieri al Senato la maggioranza politica non c'è più. Di questo va preso atto". E il penultimatum (come definito da Massimo D'Alema) di Clemente Mastella "Se non viene ritirato l'emendamento sull'omofobia sarà crisi di governo".

redazione@gay.tv

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venerdì 7 dicembre 2007

Ser Transexual

DECRETO SICUREZZA. SENATO PASSA LA FIDUCIA

SICUREZZA: PARITA' GENERE, SCOGLIO AGGIRATO CON RICHIAMO TRATTATO UE =

(ASCA) - Roma, 6 dic - Come dire le stesse cose con parole diverse. O quasi. E' questa la strada trovata, nel

maxiemendamento approntato dal governo sul decreto legge sicurezza su cui stasera si votera' la fiducia al Senato, per ricomporre le tensioni scoppiate ieri all'interno della

maggioranza tra i rappresentanti teodem ed il senatore dei Verdi, Gianpaolo Silvestri.

L'ultimo scoglio sulla strada del

decreto si era rivelato quello di un emendamento Prc relativo all'identita' di genere ed alla difesa contro le discriminazioni , oltre che ''razziali, etniche, nazionali, religiose'', anche quelle fondate ''sull'orientamento

sessuale o sull'identita' di genere''.

In sede di vertice di maggioranza la senatrice Binetti aveva posto con forza la richiesta di ritirare questo emendamento, su cui pure il governo aveva dato parere favorevole, pena il venir meno del suo voto.

Un atteggiamento che ha subito scatenato le reazioni del senatore Verde, il quale rispondeva sullo stesso tono: ''Se l'esecutivo cancella il riferimento all'identita' di genere, io non voto il dl''.

Successivamente il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, rassicurava tutti gli animi: l'accordo della maggioranza sul maxiemendamento e' piena, compreso il punto dell'identita' di genere. Scorrendo il testo del maxiemendamento si scopre l'escamotage che ha disinnescato la

bomba: via tutti i riferimenti alle singole discriminazioni,

sostituiti da un burocraticissimo riferimento alle

''discriminazioni dell'articolo 13, numero 1 del trattato di

Amsterdam'', firmato e ratificato anche dall'Italia.

Articolo 13, numero 1 che fa riferimento testualmente alle

''discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine

etnica, la religione o le convinzioni personali, gli

handicap, l'eta' o le tendenze sessuali''.





(ANSA) - ROMA, 6 DIC - Nel maxi-e mendamento messo a punto dal centrosinistra sul decreto sulla sicurezza su cui il governo ha posto la fiducia al Senato si e' trovato l'accodo anche sull' ultimo punto controverso dopo aver sciolto il nodo sui Cpt: l'emendamento che contiene norme antidiscriminazione in relazione all' orientamento sessuale e all' identita' di genere.

Lo ha riferito la sottosegretario degli Interni Marcella Lucidi, che per il governo sta seguendo a palazzo Madama l' esame del provvedimento.

Le senatrici teodem, Paola Binetti e Emanuela Baio, avevano annunciato che non avrebbero votato quest'emendamento nonostante il parere favorevole del governo.

Per reazione, il senatore dei Verdi Giampiero Silvestri aveva detto che se il testo fosse stato cambiato secondo le indicazioni dei teodem non avrebbe

votato.

In attesa di conoscere il nuovo testo, l'emendamento contestato prevede pene detentive fino a tre anni per coloro che diffondono idee fondate sulla superiorita' o sull'odio razziale

o etnico, ma anche di discriminazione per motivi religiosi, orientamento sessuale e identita' di genere. E pene da sei a quattro anni per chiunque incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza sempre per gli stessi motivi.(ANSA).

SICUREZZA: MASTELLA, SUI VALORI LA SINISTRA SI RASSEGNI


ROMA, 6 DIC - 'Oggi il quadro era abbastanza complesso, ma del resto lo e' dall'inizio della legislatura. Sui temi che esprimono valori non c'e' la maggioranza come la vuole la sinistra'. Lo ha detto il ministro Guardasigilli Clemente Mastella dopo le votazioni in Aula al Senato. Per quanto riguarda il comportamento della senatrice teodem Paola Binetti che non ha votato la fiducia a causa di una norma anti-omofobia ha osservato che questo e' il comportamento di chi 'agisce in nome dei valori' ma magari 'e' meno avvezzo alla politica'.

'Chi lo e' di piu' come me - conclude - arriva allo stesso risultato in maniera diversa...'.(ANSA).

«L’Iran è il paese che dal '90 ha assassinato il maggior numero di minori all’epoca del reato»


Colpevole di sodomia a 13 anni
Gay 21enne giustiziato in Iran
L'esecuzione di Makwan Moloudzadeh è avvenuta nella prigione di Kermanshah. Pollastrini: «Indignata»
ROMA - Makwan Moloudzadeh è stato giustiziato. L'esecuzione del curdo iraniano di 21 anni condannato a morte il 7 luglio scorso per il presuntoi stupro di un 13enne avvenuto nel 1999, anche quando Moloudzadeh aveva 13 anni quindi, è avvenuta nella prigione di Kermanshah, nell’ovest dell’Iran. Meno di un mese fa pareva che la Corte suprema, dopo aver ratificato la condanna, avesse accettato di esaminare il caso. Quella di Moloudzadeh, sottolinea Amnesty International, è stata la sesta esecuzione di un minorenne al momento del reato dall’inizio dell’anno in Iran.

PENA DI MORTE INVECE CHE FUSTIGAZIONE - Moloudzadeh era stato arrestato il primo ottobre 2006 a Paveh, nella provincia di Kermanshah. Dopo essere stato sottoposto a numerosi interrogatori, durante i quali aveva subito maltrattamenti, la Corte penale di Kermanshah lo ha processato e condannato a morte per «atti omosessuali», riferisce Anmnesty. Nonostante la legge iraniana preveda che gli atti omosessuali commessi da minori di età non superiore a 14 anni e mezzo debbano essere puniti con la fustigazione, il giudice ha esercitato il proprio potere discrezionale stabilendo che Moloudzadeh, che aveva raggiunto la pubertà all’epoca del reato, dovesse essere condannato a morte come un adulto.

LA CONDANNA DI AMNESTY - «L’uso della pena di morte in Iran ha raggiunto livelli aberranti: tra le persone già messe a morte o a rischio di esecuzione quest’anno vi sono omosessuali, adulteri, prigionieri di coscienza, giornalisti. L’Iran è il paese che dal 1990 ha assassinato il maggior numero di minorenni all’epoca del reato, 28 in totale, in violazione del diritto internazionale che impedisce queste esecuzioni» dichiara Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty.

POLLASTRINI«INDIGNATA» - E un forte grido di denuncia arriva anche dal ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. «Apprendo con dolore e indignazione dell'esecuzione, in carcere, di Makwan Moloudzadeh, colpevole di aver amato e avuto rapporti sessuali con un ragazzo». Per il ministro si tratta di un «dramma assurdo che attiene al grande tema dei diritti umani verso i quali non sono permesse distrazioni e relativismi».



06 dicembre 2007

sabato 1 dicembre 2007

Megan Gale sarà Wonder Woman

Nel prossimo film dedicato alla "justice league of america"Per la parte erano girati i nomi di Jessica Biel e Katie Holmes


LOS ANGELES - Dopo Kelly Hu, la giapponesina Kaori degli spot del formaggio Philadelphia, diventata una star in film come Il Re Scorpione e X-Men 2, adesso è Megan Gale, la top model divenuta celeberrima in Italia per fatto pubblicità alla Omnitel negli anni ‘90, ad essere pronta a sfondare a Hollywood. Il magazine australiano Who conferma che Gale sarebbe stata scelta per vestire nel film Justice League i panni di Wonder Woman, una parte per cui erano girati i nomi di attrici del calibro di Jessica Biel e Katie Holmes.

PRECEDENTI - Non si tratta di una prima volta per la 32enne modella di Perth, che sulla scia del successo degli spot, aveva recitato in Stregati dalla luna di Teo Mammucari ed era apparsa nei panni di se stessa in Body Guards di Neri Parenti e Vacanze di Natale 2000 di Carlo Vanzina (dove Nino D’Angelo le dedicava lo spassoso ritornello “Quant’è bella, meganghella!”).


JLA - Ma certo quello dell’amazzone seminuda e dotata di superpoteri, eroina nata nei fumetti DC Comics anni ’40, sarebbe il ruolo fin qui di maggior spicco della sua carriera d’attrice. Con i film dei supereroi che vanno a gonfie vele, Warner Bros. ha deciso di investire su un cast di attori giovani e meno conosciuti per realizzare la pellicola sulla Justice League of America (JLA), la squadra di supereroi che lottano fianco a fianco contro il male, nata negli anni ’60 sulle pagine dei fumetti DC e che vede primeggiare oltre a Wonder Woman paladini del calibro di Superman, Batman, Flash e Aquaman.
Wonder Woman/Lynda Carter

REGIA - Il film, molto atteso, vede dietro la macchina da presa di George Miller, sceneggiatore di Babe maialino coraggioso (‘95) che nel 2006 ha interrotto la sua lunga inattività da regista per dirigere il cartoon digitale Happy Feet. E non è forse un caso che il regista sia australiano proprio come Gale. Oltre che alle sue forme prorompenti, gli occhi dei fan sono ora puntati sul casting degli altri supereroi, per i quali si parla di Adam Brody e Scott Porter, giovani star della tv a stelle e strisce.

lunedì 26 novembre 2007

GF SPAGNA: IL CONCORRENTE ITALIANO E LA SEXY TRANS


23/11/2007) Il bel Piero si è trasferito a Barcellona, ha partecipato al GF spagnolo e ha intrecciato una liason con la bella 18enne Amor. Per poi scoprire che si trattava di una transessuale
'El concursante más sexy de Gran Hermano': Piero Righetto, 27 anni, vicentino doc, è tra i concorrenti della nona edizione del Grande Fratello Spagnolo. O meglio, era: due settimane fa è stato espulso dalla casa-bunker iberica. Ma poco importa, in Spagna ormai è già Piero-mania.


Il bel Piero, figlio di un commercialista veneto, ha lasciato Vicenza un anno e mezzo fa per trasferirsi a Barcellona. Mai avrebbe immaginato che nel giro di pochi mesi sarebbe diventato un vero e proprio vip. Partecipa per gioco ai casting del Gran Hermano, e viene preso. L'accento italiano, il fisico scolpito dallo sport e la passione per le belle ragazze hanno immediatamente catalizzato le attenzioni del pubblico su Piero.
Ma il motivo per cui il riccioluto ventisettenne si è trovato sulla bocca di tutti è stata la sua infuocata liason con Amor, altra concorrente del GH. Uno dei tanti amori scoppiati nella casa, forse un po' più spinto (i due avrebbero consumato un rapporto orale sotto le coperte), se non fosse che..

Se non fosse che la bellissima diciottenne è una transessuale. Gli unici in tutta la Spagna a non saperlo erano i concorrenti, compreso Piero. Che ha appreso la notizia solo una volta fuori dalla casa, in diretta tv con milioni di spettatori in ascolto. Il vicentino dice di non essersi accorto di nulla: «Giuro che non mi sono accorto che si trattava di un maschio – spiega Piero – altrimenti non so come avrei reagito. Me l'ha rivelato la conduttrice del programma, in diretta tv. Telecinco continua a mandare in onda la mia faccia allibita e il mio "Noooo", che è diventato una specie di tormentone. Ad ogni modo non serbo rancore: quando sono entrato nella casa ho deciso di lasciarmi andare e così ho fatto ».


Intanto Piero si gode la popolarità regalatagli dal Grande Hermano, e spera di riuscire a sfondare nel mondo dello spettacolo: «Da quando sono uscito dalla casa – spiega al telefono – passo da un'intervista all'altra. Servizi fotografici, autografi... Me la sto spassando, insomma. Finché il successo dura voglio viverlo. Il futuro non so come sarà. D'altro canto, entrare nel mondo dello spettacolo non è semplice per chi, come me, non ha esperienza. Se non riuscirò a ritagliarmi uno spazio tutto mio non importa: potrò sempre ritornare in Italia e ricominciare a fare il commercialista ».


AMOR






venerdì 23 novembre 2007

AFGHANISTAN, I Sono ragazzi giovanissimi che vengono utilizzati come "giocattoli" sessuali dai capi mujahidin


PUL-E-KHUMRI (Afghanistan). Sono conosciuti come "bacha bereeshe", ragazzi senza barba, giovani che si vestono da donna e ballano alle feste nel nord dell'Afghanistan. E' una pratica ormai antica che ha trasformato alcuni di questi ragazzini in schiavi sessuali di ricchi e potenti padroni, spesso ex signori della guerra, che li costringono a vestirsi da donna, li coprono di regali e ne fanno le loro "amanti".

La polizia afghana sta facendo il possibile per combattere questo fenomeno che ha provocato l'ira dei religiosi islamici, arrivati a proporre di lapidare questi schiavisti per sodomia, vergogna delle leggi islamiche. In una società in cui i due sessi sono tenuti severamente separati, è normale per gli uomini danzare per altri uomini ai matrimoni; ma nel nord del Paese la situazione è degenerata, con gli ex signori della guerra e i capi mujahidin che organizzano delle vere e proprie gare tra i propri danzatori.

«Ogni ragazzo cerca di essere il migliore. Indossano vestiti femminili, hanno dei campanelli ai piedi e seni artificiali», afferma Mohammad Yawar, un ex combattente mujahidin contro i Talebani, residente a Pul-e-Khumri. Questa usanza, chiamata "bacha bazi", letteralmente "gioco dei ragazzi", a volte purtroppo non si limita solo al ballo; «mi piace tantissimo abbracciare un ragazzino. Il suo odore mi uccide», continua Yawar. Quest'uomo d'affari trentottenne racconta di aver reclutato un giovane quindicenne tre anni fa per farsi aiutare con il proprio lavoro. «E' con me da almeno tre anni, da quando ne aveva quindici. Cercava un lavoro e io gli ho dato un posto dove stare - racconta Yawar mostrando la foto del ragazzo - Non ho una moglie, e lui per me è come se lo fosse. Lo faccio vestire da donna e dormire accanto a me. Mi diverto con lui e per me è tutto», continua baciando la fotografia.

Avere il ragazzo più bello e più bravo nel ballo è un segno di prestigio. «Tutti cercano di avere il ragazzo migliore, il più bello - afferma un ex comandante mujahidin che non vuole essere nominato - Ogni tanto ci raduniamo e facciamo ballare i nostri ragazzi, quello che vince è il ragazzo migliore». Questo signore dà una festa alla settimana a Pul-e-Khumri e dintorni. «Avere un ragazzo è diventata un'usanza per noi. Chiunque voglia apparire, si procura un ragazzino - dice Enayatullah, un proprietario terriero quarantaduenne della provincia di Baghlan - Vent'anni fa ero sposato, ma mia moglie mi ha lasciato a causa del mio ragazzo. Giocavo con lui ogni notte ed ero spesso fuori casa, alla fine mia moglie ha deciso di lasciarmi. Sono contento della mia decisione, adesso dormo e gioco ogni notte con il mio giovane ragazzo».

Questi uomini coprono di regali e di soldi i loro "giocattoli" umani. «Avevo solo quattordici anni quando un ex comandante Uzbeko mi costrinse a fare sesso con lui - racconta Shir Mohammad - In seguito, ho abbandonato la mia famiglia e sono diventato il suo segretario. Sto con lui da dieci anni, adesso sono cresciuto, ma lui continua ad amarmi e a dormire con me».

Ahmad Jawad, 17 anni, negli ultimi due anni è stato con un ricco proprietario terriero. «Ci sono abituato. Amo il mio signore. Mi piace tanto ballare ed atteggiarmi come una donna e giocare con il mio padrone». Se gli si chiede cosa farà da grande, risponde: «Quando sarò cresciuto, diventerò anche io un padrone e avrò i miei ragazzi».

Ma Shir Mohammad con i suoi ventiquattro anni, è troppo vecchio per essere un ballerino. «Sono cresciuto ora e non ho più il fascino dei primi anni. Allora ho chiesto al mio padrone il permesso di sposare sua figlia e lui ha acconsentito».

Molti abitanti del posto hanno chiesto che si ponga fine a questo fenomeno, ma non credono che sarà facile perchè molti di questi uomini sono dei ricchi ex comandanti ben armati. Jahan Shah, residente a Pul-e-Khumri, afferma che il governo e gli organi preposti alla sicurezza dovrebbero agire con decisione contro questi atti immorali e anti-islamici. «Se non si fa qualcosa in fretta, diventerà un'abitudine e centinaia di ragazzi verranno coinvolti».

La polizia dell'Afghanistan settentrionale afferma che è stato fatto il possibile per arrestare gli uomini coinvolti. «E' triste dover dire che questa pratica che include il far ballare i ragazzi, abusarne sessualmente e a volte venderli, va avanti da anni», dice il generale Asadollah Amarkhil, capo della sicurezza della provincia di Kunduz. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo limitatamente ai nostri mezzi per fermare questo fenomeno». Amarkhil afferma che la povertà, ampiamente diffusa dopo quasi trent'anni di guerra, rende i ragazzi accondiscendenti. «Abbiamo preso provvedimenti severi per salvare le vite dei ragazzi e punire i loro sfruttatori. Stiamo facendo delle indagini per scoprire dove si riuniscono questi uomini con i loro ragazzi, arrivare sul posto e arrestarli».

Hafizullah Khaliqyar afferma che coloro che saranno dichiarati colpevoli verranno imprigionati per almeno 15 anni. «Abbiamo 25 casi colpevoli di questi atti immorali; sono stati processati e ora stiamo facendo del nostro meglio per affrontare il problema». Gli studiosi islamici consigliano pene severe. «Coloro che fanno cose simili, sono dei veri e propri diavoli - afferma Mewlawi Mohammad Sadiq Sadiqyar, studioso e capo preghiera nella città più importante del nord, Mazar-i-Sharif - Secondo la legge islamica, coloro che sono avvezzi a tali pratiche dovrebbero essere lapidati a morte».

Alcuni di questi uomini dichiarano di non essere interessati alle donne. «Sappiamo che è immorale e anti-islamico, ma come facciamo a smettere? Non ci piacciono le donne, vogliamo i ragazzi», afferma Chaman Gul, 35 anni, della provincia di Takhar.

SI CHIUDE UN ANNO POVERO DI DIRITTI, LA POLEMICA DI BABILONIA


21/11/2007) Esce il numero di Dicembre dello storico magazine italiano. Mario Cirrito e Daniele Scalise fanno il punto della situazione sul 2007.

SAN FRANCISCO: NIENTE PIU`SESSO SULLA CARTA D`IDENTITA`


(22/11/2007) Sul documento d`identità solo nome, cognome, data di nascita e fotografia. Per rendere finalmente la questione sesso un non-problema.

Uomo o donna, a San Francisco non fa più differenza. E' stata infatti approvata ieri in Comune la legge per cui sulle nuove carte di identità, e su tutti i documenti di riconoscimento, verranno eliminate le voci relative al sesso del possessore. Il provvedimento, volto a fronteggiare la discriminazione sessuale verso le persone transgenere, consentirà di rendere noti come dati solo nome, data di nascita e fotografia. Aspettando ansiosamente il momento in cui, per non discriminare sull'età, si eliminerà anche la voce data di nascita (o almeno l'anno) non possiamo che accogliere con piacere la notizia. In realtò la legge non rappresenta una vera e propria novità: la stessa regola è stata adottata già da qualche mese a New Haven, nel Connecticut. A partire da luglio sono state rilasciate 4.650 carte d'identità asessuate agli abitanti della città. "La carta - spiega Kristina Wertz, responsabile del centro legale per transgender di San Francisco - finalmente rende la questione del sesso un non-problema".

Nel frattempo evitate di dare la notizia ad Elisabetta Gardini

mercoledì 21 novembre 2007

20 NOVEMBRE: GIORNO DELLA MEMORIA TRANSGENDER


20/11/2007) L`Italia al primo posto nel mondo per numero di vittime transessuali. Noi vogliamo ricordarle con un`iniziativa di integrazione della Caritas di Catania: per un futuro all`insegna del rispetto.

Oggi si celebra nel mondo e in Italia il 'Giorno della memoria transgender': per ricordare le vittime transessuali e transgender che sono state assassinate nel mondo per odio o pregiudizio transfobico. Solo nel 2007 gli omicidi di persone transessuali sono state 17 nel mondo e 4 nella sola Italia. Il nostro paese si colloca al primo posto per numero di vittime se si considera il rapporto tra omicidi e popolazione.


Vogliamo però, in un giorno di dolore e ricordo, segnalare un'iniziativa che lascia una porta aperta alla speranza.
La Caritas di Catania, di cui è responsabile padre Valerio Di Trapani, in collaborazione con la cooperativa sociale Linus, ha promosso un progetto di formazione finanziato con i fondi dell'assessorato regionale alla famiglia (314.774 euro) che prevede un corso per 45 trans che si prostituivano nel quartiere di San Berillo. Al termine di questo percorso formativo le partecipanti avranno acquisito le conoscenze atte a trovare lavoro come badanti o assistenti in case di riposo.

Nella speranza che si possa un giorno parlare solo di integrazione e rispetto.

lunedì 19 novembre 2007

mi tremano ancora le dita mentre scrivo.

Non è da me far girare una mail a tutta la mia rubrica, ma stavolta è diverso. Il video del link mostra quello che tutti sapevamo ma che non abbiamo mai voluto immaginare. Se volete vederlo, siate pronti a stopparlo se siete deboli di cuore o troppo sensibili. Io non l'ho finito di guardare, e mi tremano ancora le dita mentre scrivo.


Bisogna fermarli!Tutto Questo deve finire, per favore non restare fermo come
se
non avessi visto niente. In coscienza puoi davvero permettere che continuino
senza fare niente?
Per cercare di impedire che si ripeta anche una sola volta questa
mostruosità stiamo raccogliendo un minimo di 500 firme ma più saranno e
meglio sarà.
Il filmato è veramente duro.Io nn riesco a guardarlo tutto..
Ti prego dammi una mano..



QUANDO LA LISTA AVRA' 500 FIRME PER FAVORE INVIALA A : _PETA2@peta.org_

Grazie di cuore
vaneesa mazza

giovedì 15 novembre 2007

Miss International Queen 2007



Thailandia proprio nei giorni scorsi. Stiamo parlando di Miss International Queen 2007, la manifestazione di bellezza che premia ogni anno le più belle trans provenienti da tutto il mondo. Come tutte le altre Miss hanno sfilato, con splendidi abiti e con costumi da bagno.


La vincitrice del concorso Miss International Queen 2007 la potete vedere nell’immagine qui sopra. Miss Trans si chiama Tanyarat ed è riuscita a sbaragliare la concorrenza con il suo fascino orientaleggiante. La premiazione è avvenuta in uno splendido resort di Pattaya. Le partecipanti hanno sfoggiato splendidi abiti, ma anche acconciature e trucchi davvero particolari, come l’applicazione di farfalle sulla punta dell’occhio o trucchi davvero coloratissimi.

Qui sotto il video di Tanyarat e della sua esibizione



Miss Trans 2007 finaliste

Tanyarat Jirapatpakon, Aleika Barros, Chanel Madrigal
(Thailand) ( Brasil) (Philippines)



La brasiliana Aleika Barros 02