Translate

martedì 15 aprile 2008

La coppia gay Rick e Steve è serie tv dell'anno


"Benvenuti nel più gay dei ghetti gay, West Lahunga Beach, un quartiere trendy con un fuso orario tutto suo. È qui che abitano Rick e Steve, in una favolosa casa due-ingressi-nessun-bambino: volano gli insulti, niente viene taciuto, e la spaventosa, amara verità sul paradiso domestico non è mai apparsa tanto affascinante". Così i creativi canadesi dei Cuppa Coffee Studios presentano il cartone "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo", vincitore ieri a Salerno del Pulcinella Awards, l'Oscar dell'animazione televisiva internazionale assegnato all'interno della rassegna Cartoons on the Bay, organizzata da Rai Trade in collaborazione con Rai e Rai Fiction.

Non propriamente un cartone, facendo muovere pupazzi di plastica nella tecnica dello stop motion, "Rick e Steve" era stato apertamente criticato nei giorni scorsi per i suoi argomenti ritenuti scabrosi dall'amministratore delegato di Rai Trade Carlo Nardello e dalla curia di Salerno, che aveva ritirato dal festival in segno di protesta i giornalisti e la troupe della sua tv locale. Con un'opinione del tutto diversa si è espressa la giuria internazionale di cui facevano parte tra gli altri Patricia Hidalgo di Walt Disney Italia, il pluripremiato autore inglese Barry Purves e lo statunitense Eric Shaw, sceneggiatore di "SpongeBob".

I quali hanno deciso di premiare "Rick e Steve" come Serie tv dell'anno "per la spinta ad allargare i confini sociali, tenendo conto degli stereotipi con uno stile ricco di umorismo e irriverenza". Ieri l'amministratore delegato di Rai Trade Nardello ha precisato che le sue riserve su "Rick e Steve", un cartone che si rivolge comunque a un pubblico adulto, riguardavano l'eventuale messa in onda: "La mia unica preoccupazione era sul target: non lo manderei mai in onda in fascia protetta".

L'edizione di quest'anno di "Cartoons on the bay" segna anche il boom della produzione italiana. La giuria internazionale ha premiato per la prima volta con due Pulcinella due cartoni animati prodotti dalla Rai. "Acqua in bocca", realizzato dai Maga Animation Studios e prodotto da Rai Trade, racconta la storia di una famiglia italiana vista da due pesci che nuotano in un acquario e ha vinto come Miglior serie tv per tutte le età; "Gladiatori", prodotto da Rai Fiction e ambientato nell'antica Roma, ha vinto nella sezione Azione e avventura.

"Questi premi sono la testimonianza del grande sviluppo che l'animazione italiana, ormai tra le realtà più brillanti del panorama internazionale, ha compiuto in questi anni" ha commentato Luca Milano, responsabile dell'Animazione di Rai Fiction.

Tra gli altri premi, la Giuria degli abbonati Rai composta da ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni ha indicato Miglior serie tv per bambini il cartone "Uffa che Pazienza", prodotto da Rai Fiction e tratto dai fumetti realizzati dal compianto Andrea Pazienza, uno dei più prolifici e inventivi disegnatori italiani che qui racconta una favola politica con le vicende di un branco di amici animali, tra cui il leone Pancrazio Sonsazio.

Il premio Unicef per il Miglior programma Educativo e sociale è stato assegnato all'indiano "BBC Chunnilal", uno spot animato che promuove il test dell'Hiv. Il presidente di Rai Trade Renato Parascandolo l'ha considerato "un segno che con il linguaggio dell'animazione è possibile non solo divertire, ma anche informare".
di CARLO MORETTI

Lombardia, Penati: «Sì ai quartieri gay nelle città»

Come avviene a Londra, con Soho, e a Parigi, con il Marais. «Ma purché non concepiti come dei ghetti». Dunque un sì deciso da parte del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, all’idea di costruire quartieri a forte concentrazione gay nelle grandi città italiane. Il timore che possano diventare dei ghetti di emarginazione c’è, e talvolta è accaduto in quelle aree delle metropoli in cui si è provato a concentrare esercizi commerciali indirizzati ai gay, come attorno alla stazione centrale di Milano. Penati proprio su questo punto insiste, «li immagino come Castro, il
bellissimo e vecchio quartiere gay di San Francisco, tenuto bene sia sul piano estetico che su quello urbanistico. Un punto di attrazione turistica anche per gli eterosessuali».
Quanto a Milano se si presentasse l’opportunità di lavorare in questa direzione, Penati si dichiara favorevole fin da subito.

Suor Cristina, prima era un uomo

La castità non le pesa. La solitudine, invece, un po’ sì. Suor Cristina è oggi una quarantenne, ma 20 anni fa si chiamava Marco ed aveva una gran voglia di entrare in convento. Oltre che di cambiar sesso. E per essere se stessa fino in fondo occorreva fare entrambe le cose.
Una volta operata, donna a tutti gli effetti fu ammessa ad un corso per le vocazioni, ad Assisi. Ma da cattolica, lo spazio per lei non c’era: « il mio vescovo, saputa la verità, ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano». Ed oggi, da suora della chiesa della Riconciliazione, vicina al mondo anglicano, Cristina è felice. E se stessa anche nella fede.

giovedì 10 aprile 2008

“Da Sodoma a Hollywood” 23° Torino International Glbtq FilmFest. Il programma completo.


“Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival si avvia verso la XXIII edizione, la terza sotto il tetto della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer. Grazie a uno sguardo acuto e sensibile, anno dopo anno il Festival è cresciuto diventando una delle principali finestre e occasioni di dialogo per la comunità glbt e il grande pubblico.

Il Festival ha inoltre il merito di aver fatto conoscere in Italia le prime opere di registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox, Apichatpong Weerasethakul, Alain Guiraudie, Auraeus Solito e Brillante Mendoza.

A vent’anni dalla morte di Divine, icona per eccellenza del camp,
scomparsa prematuramente a soli 43 anni nel 1988 (e già omaggiata
indirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival la
ricorda attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con la
proiezione di un film di Paul Bartel, Lust in the Dust (1985), dove
appare in coppia con Tab Hunter: fu il loro più grande successo.

Concorso Internazionale
Tre sezioni competitive: lungometraggi, corti e documentari. Tre giurie internazionali (una per sezione) assegnano il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio e un premio alla miglior opera delle altre sezioni. Per ogni sezione competitiva è previsto anche un premio del pubblico.

Panorama
Tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in video.

La Retrospettiva: “ j-ender: big bang love in Japan”
Una immersione inedita, nell'impero dei segni e dei sensi. Da Sodoma a Hollywood e NEO(N)EIGA presentano per la prima volta in Europa una retrospettiva che percorre, lungo le trame del genere e dei generi, la storia del cinema giapponese dagli anni 60 a oggi e di riflesso la cultura del Sol Levante.
Dalla libertà artistica e di costumi della cosiddetta nuberu bagu (la nouvelle vague giapponese) passando attraverso il teatro tradizionale ed il soft core politico e spiazzante dei pinku eiga, il travestitismo e schegge deliranti di cultura pop, fino ad arrivare ad Anime dove attraverso i cartoon viene aperto un mondo di desideri e passioni che difficilmente potrete trovare altrove.
Il cinema si fa lente capace di avvicinare il nostro sguardo di “osservatori distanti” a un Paese e a una cultura la cui complessità si svela negli infiniti paradigmi della sua auto-rappresentazione.

Gli Omaggi
Sébastien Lifshitz: L’eterno road movie
Uno dei personaggi più interessanti del cinema contemporaneo francese, Sébastien Lifshitz, sarà a Torino per raccontare le storie dei suoi film: quelle di giovani dal passato inquieto e alla continua ricerca dell’equilibrio; quelle di giovani in fuga, protagonisti di road movie esistenziali pieni di spiritualità, ma anche di fisicità, a volte unico mezzo d’espressione per il contatto umano. La gioventù, sradicata e ridotta a piccoli frammenti di vita, diventa l’unico tempo possibile della manifestazione dell’Io e delle illusioni non consolabili. Dai primi cortometraggi, tra cui Il faut que je l'aime (1996) e Les Corps ouverts (1998), vincitore del premio Jean Vigo, fino a Presque rien (Quasi niente, 2000), uno dei film più amati dalla comunità gay, e Wild Side (2004), titolo-omaggio ai drop-out di Lou Reed, una delle massime rappresentazioni del cinema queer non rivendicato come genere ma come cinema d’appartenenza alla totalità dei sentimenti.

Stanley Kwan: identità e desiderio
Documentario o fiction, la produzione di Stanley Kwan traccia un percorso unico e fondamentale nella cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare. I protagonisti dei suoi film raccontano la Storia in chiave intima, ne vivono in prima persona le lacerazioni, ce la restituiscono attraverso intarsi di storie personali. I corpi attraversano il passaggio del tempo e il mutamento delle città (Hong Kong, Pechino, Shanghai), forti dell’antico sogno di preservare la bellezza e, per amore, infondono alle immagini la struggente magia del desiderio. La passione che alimenta il cinema di Stanley Kwan si insinua come una brezza leggera da una finestra socchiusa che silenziosa cresce, crea assuefazione e all’improvviso scardina gli equilibri precari dell’esistenza. Tra i film dell’omaggio, presentati a Torino dal regista stesso, Hold You Tight (1997), Lan yu (2001) e Everlasting Regret (2006).

Joe Oppedisano
Uno dei personaggi più interessanti del fashion world statunitense. Inizia la sua carriera come assistente di Robert Bryan e si fa conoscere nell’ambiente lavorando per riviste come Vanity Fair, L’Uomo Vogue e W. Ha vestito star come Ricky Martin e Carol King. Diventa famoso come fotografo sia nel campo della moda, come collaboratore del New York Times Magazine e di Vibe, che dell’editoria gay, firmando servizi regolarmente per BUTT, Gay Times, Pref e Männer Aktuell. I suoi lavori fotografici sono pubblicati anche su prestigiosi volumi d’arte come Self Exposure (2005, Rizzoli) e History of Photography 1840-2005. La sua ultima monografia, Testosterone (2006, Bruno Gmünder) è un best-seller negli USA, dove è andata esaurita nel giro di poche settimane. Al Festival, Joe Oppedisano presenta i suoi due ultimi lavori video: il videoclip That’s Me (2008), singolo dell’ultimo album di Colton Ford, ex attore hard ora cantante dance di successo, anch’egli presente al Festival, e Knockout (2008), making of di uno dei calendari più desiderati dalla comunità gay di tutto il mondo.

Parker Williams
Amato e desiderato da tutti i numerosi estimatori dei suoi film, prima solo attore ora anche regista, Parker Williams, star dell’industria XXX americana e volto di case come Raging Stallions Studios, Falcon e Titan sarà a Torino a presentare il suo lavoro d’esordio alla regia, Lube Job (2005), e la sua performance d’attore nella commedia teatrale Cell Block Q. Dopo otto anni dall’inizio della sua carriera, e dopo gli studi in campo cinematografico, insieme a Matthew Rush, sta creando una sua casa di produzione chiamata Savage Monkey, dedicata all’intrattenimento e al cinema gay a 360 gradi.

Music & Movie Icons: Alaska, la Reina del Glam
Nel film Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980) Olvido Gara interpreta la parte di una giovane artista che scarica una lluvia dorada, una pioggia di pipì, sulla moglie masochista di un poliziotto.
Una scena rimasta per sempre nella memoria del cinema spagnolo e non.
Olvido Gara, meglio conosciuta come Alaska, è l’enfant prodige della Movida madrileña. Più tardi sarà considerata la musa del movimento. Nata in Messico, nel 1963 e trasferitasi a Madrid nel 1973, a soli 15 anni fa parte del gruppo musicale Kaka de Luxe, dalle cui ceneri all’inizio degli anni ‘80 nasce il gruppo Alaska y los Pegamoides. In quel periodo i bambini spagnoli ricorderanno Alaska nella presentazione di gusto tutto gotico dell’innovativo programma pomeridiano per ragazzi La Bola de Cristal (La sfera di cristallo), trasmesso dalla Televisión Española. Oggi insieme al compositore Nacho Canut è la cantante del gruppo electro-pop Fangoria, figlio del gruppo Alaska y Dinarama. Il loro ultimo disco, El extraño viaje, del 2006, ha scalato le classifiche spagnole. Il Festival vuole ripercorrere la carriera di questa artista completa che, insieme ad Almodóvar, è una dei protagonisti dell’epoca che meglio si è saputa adattare e reinventare nel post-Movida, come cantante, attrice, presentatrice, imprenditrice e influente intellettuale.

Europa Mon Amour: “Fantasmas do amor”
Un viaggio in Portogallo, terra di confine d’Europa, territorio d’amore e di desiderio imprigionato. La scoperta di un cinema-garage, pre-almodovariano e fuori legge nei lavori di Óscar Alves, realizzati tra la metà e la fine degli anni settanta; il cinema degli anni ottanta, con i film di Joaquim Pinto, tra cui Onde Bate o Sol (1989) con Laura Morante, uno dei titoli più significativi della cinematografia portoghese queer, e Na pedra no bolso (1988), uno dei più belli; i fiammeggianti ritratti notturni di Paulo Rocha nel suo A Raíz do Coração (2000); fino a João Pedro Rodrigues, a Torino con O Fantasma (2000), uno dei più amati-odiati dalla comunità gay, e Odete (2005). In collaborazione con Queer Lisboa.

Classici & Moderni: scelti da Giovanni Minerba
Poco o quasi mai visti; o forse troppo, ma mai abbastanza. Una selezione di 9 film, scelti tra i più belli, o semplicemente per ricordi personali. Immagini sparse: a volte casuali, altre necessarie. Come quelle dei film scelti per ricordare Philippe Noiret (Gli occhiali d’oro, 1987, di Giuliano Montaldo) o Michel Serrault (La cage aux folles-Il vizietto, 1978, di Edouard Molinaro) entrambi scomparsi durante l’anno scorso. O ancora Malanoche in versione restaurata (1986), il film d’esordio di Gus Van Sant e primo vincitore del Festival, la poesia della Trilogia di Terence Davies (The Terence Davies Trilogy) fino al folgorante Madame Satã (2002) di Karim Ainouz, davvero troppo poco visto.

Voice Over
La sezione, nata tre anni fa per promuovere il cinema più sperimentale, anti-narrativo e la video-arte, dà spazio a una serie di artisti e registi di fama internazionale, del passato e del presente, il cui lavoro analizza i vari aspetti e caratteri dell’identità queer.

Terence Koh: Uno dei giovani artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo statunitense. Nella sua breve carriera ha già raccolto numerose mostre personali nei più prestigiosi spazi museali del mondo tra cui The Whitney Museum of American Art, The Royal Academy of Arts e Kunsthalle Zürich. Le sue opere sono già presenti nelle più rappresentative collezioni di arte contemporanea, pubbliche e private, come ad esempio quella di Charles Saatchi. Il Festival rende omaggio a Terence Koh, con il supporto della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presentando God (2007), che si può considerare un vero e proprio film-manifesto di tutta la poetica dell’artista, sempre in bilico tra una forte sensibilità decadente e l’estetica della contro-cultura giovanile.

Guy Maddin: Con il suo progetto intitolato Workbooks, il regista canadese offre piccole perle di bellezza cinematografica attraverso una serie di cortometraggi ricchi di spunti estetici e melodramma.

Vincent Dieutre: L’ultimo film di Vincent Dieutre, Después de la revolución (2007), sarà presentato a Torino dal regista stesso: video-diario di un viaggio in Argentina tra ricordo e desiderio.

Patrick Carpentier: Uno dei registi più promettenti di oggi, torna al Festival a presentare due video d’esordio e i primi due capitoli della trilogia L’Irrégularité de la déchirure, dopo averne presentato il terzo, Combat, in concorso, nel 2006.

Peter de Rome: Un particolare omaggio viene reso a Peter De Rome, con la presentazione dei suoi The Erotic Films (1969-1972). Immagini in Super 8 dove convivono arte ed erotismo, i piccoli film di Peter De Rome, acclamati dalla critica e apprezzati da importanti personaggi come Andy Warhol e William Burroughs, sono ancora oggi considerati una vera e propria rarità.

Due i programmi speciali della sezione:
Die Young Stay Pretty
Programma video che indaga le inquietudini e l’estetica del mondo giovanile. Gli spunti arrivano dalla musica con tra gli altri il videoclip Elvis (2007) dei These New Puritans, pupilli del fashion designer della maison Dior, Hedi Slimane; dall’arte con Bruce LaBruce e Slava Mogutin; dal cinema con Pascale Robitaille, giovane cineasta canadese che si è fatto conoscere in numerosi festival internazionali con il suo Dogme 41: Lonely Child, primo film canadese realizzato secondo le regole del manifesto Dogma 95 di Lars von Trier, che al Festival presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro Le Gout de néant (2007) e una piccola selezione di cortometraggi.

Lovett/Codagnone: A Personal Shout
John Lovett e Alessandro Codagnone, il duo italo-americano già omaggiato al Festival nella passata edizione, sono quest’anno invitati come curatori a presentare una selezione di video. Il programma, dal titolo A Personal Shout, include tra gli altri lavori di artisti come Shahryar Nashat, Glen Fogel, Monica Bonvicini e Assume Vivid Astro Focus.

Tra gli altri lavori spiccano Brüder, laßt uns lustig sein (2006) del regista austriaco Ulrich Seidl, autore dei bellissimi Canicola e Import-Export, La Camera (2006) di Rä di Martino, con Filippo Timi, Entracte (2007) di Yann Gonzalez, Induction (2006) di Nicolas Provost, Patterns Trilogy (2005-2006) di Jamie Travis, menzione speciale al Festival lo scorso anno con The Saddest Boy in the World, e New York Story (2007) di Nicolas Jenkins, documentario poetico sulla vita di Genesis P-Orridge.

Compagne di scuola
Un excursus da Mädchen in Uniform (1931) di Leontine Sagan a Naissance des pieuvres (2007) di Céline Sciamma sul visitatissimo tema letterario e cinematografico dell'amore che sboccia tra le mura di scuola. Al suo interno, e introdotto dal documentario It's Still Elementary di Debra Chasnoff e Johnny Simons, sarà organizzato un workshop per educatori e insegnanti impegnati ad affrontare le tematiche LGBTQ nelle scuole. Alcuni titoli: Olivia (Jaqueline Audry, 1951), The Children's Hour (William Wyler, 1961), Loving Annabelle (Katherine Brooks, 2006).

Jodie: un'icona
Una serata dedicata al talento di Jodie Foster, attrice capace da sempre di incarnare un'icona lesbica pur non avendo mai interpratato film a esplicita tematica. Il documentario di Pratibha Parmar Jodie: An Icon racconta come questo sia avvenuto nel corso di più di trent’anni di carriera. Hotel New Hampshire di Toni Richardson, maestro del Free Cinema inglese, è a torto uno dei titoli meno noti in Italia e mostra una giovane Jodie ben disposta a giocare con l'identità queer.

The Angelic Conversation: A Live Performance in Memory of John Balance
In collaborazione con Musica 90, un omaggio dedicato al connubio artistico Derek Jarman/Coil e alla figura di John Balance, uno dei membri fondatori del gruppo, scomparso nel 2004. L’appuntamento è incentrato sulla proiezione di The Angelic Conversation, capolavoro di Derek Jarman, per il quale i Coil composero le musiche originali nel 1985.
Per l’occasione Peter Christopherson and The Threshold HouseBoys Choir accompagna la proiezione del film, rimusicandolo in una live performance appositamente creata per questo progetto e supportata dal prezioso intervento di amici storici del gruppo come David Tibet dei Current 93 e Ivan Pavlov/COH. L’appuntamento è previsto per il 16 aprile 2008, come serata di pre-apertura del Festival.

Da Sodoma a Hollywood 23
TORINO GLBT Film Festival
17 - 25 Aprile 2007
Via Montebello, 15 - 10124 Torino
tel. 011.813 88 47 - fax 011.813 88 93
www.tglff.com

martedì 8 aprile 2008

Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?


Partito per partito, le dichiarazioni dei leader su coppie di fatto, diritti individuali e adozioni. E tutte le parti dei programmi che ci riguardano da vicino. Per votare conoscendo.

Walter Veltroni (Partito democratico)
Ha detto:«Nella campagna elettorale per l’elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l’impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l’orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.
Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» (fonte: La Stampa del 27/12/2007)
Nel Programma c'è scritto:
"Il Pd promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» «È indispensabile riprendere e approvare il disegno di legge contro lo stalking e l'omofobia, già approvato dalla Commissione Giustizia della Camera nella XV Legislatura."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Silvio Berlusconi (Partito del Popolo delle libertà)
Ha detto:

«I gay stanno tutti dall'altra parte (a sinistra, ndr.)» (fonte: discorso di apertura della campagna elettorale del sindaco di Monza del 6/02/2007)
«Apertissimo per quanto riguarda i diritti individuali, chiuso per quanto riguarda l'equiparazione alla famiglia tradizionale. La famiglia ha una funzione sociale che le altre forme di convivenza non hanno. L'orientamento sessuale non può essere né un motivo di discriminazione, né di particolare tutela». (fonte: Chi del 12/03/2008)
«Noi, i nostri valori sono fondati sul cristianesimo e una famiglia è formata da un uomo e una donna.» (fonte: discorso alla manifestazione di lancio del Pdl del 8 marzo 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"La famiglia è al centro del nostro programma; per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna; e per sostenere la famiglia noi proponiamo: meno tasse, una casa per tutti, migliori servizi sociali, mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Flavia D'Angeli (Sinistra critica)
Ha detto:


«A una settimana dal voto, il Papa va all'attacco dei diritti di donne e omosessuali, del diritto all'aborto, del divorzio, delle unioni civili. Serve una politica libera dalle ingerenze del Vaticano. Occorre costruire una sinistra davvero femminista, che abbia il coraggio di dire no al papa, e a chi lo osanna, da Berlusconi a Veltroni. Una sinistra che risponda alle donne e ai giovani che contestano ovunque, dalla Sapienza a Bologna, la linea fondamentalista promossa dalla Chiesa. Serve una politica libera dal Vaticano».
«Abbiamo deciso per questo che concluderemo la nostra campagna elettorale con un'iniziativa contro le ingerenze del Vaticano e per i diritti di donne e omosessuali». (fonte: Aduc.it del 5 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Siamo per diritti civili, non negoziabili e non subordinabili a nessuna gerarchia ecclesiastica. Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Per questo siamo al fianco degli studenti e dei professori che hanno contestato il Papa, delle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Fausto Bertinotti (La Sinistra l'arcobaleno)
Ha detto:


«Nel programma del centrosinistra avevamo il riconoscimento delle unioni di fatto che non è stato realizzato per la pressione delle forze centriste e moderate. Se andassimo al Governo riprenderei da lì, proponendo certamente il nostro sì alle unioni gay. Penso che i diritti della persona siano una frontiera necessaria all'Europa per il presente e il futuro, e che su questo terreno ci voglia un riconoscimento delle diversità e dei diritti della persona come elemento fondativo della nuova cittadinanza». (fonte: Aprile online del 11/02/2008)
«Il governo Prodi ha tradito gli impegni presi sui diritti delle coppie di fatto» (fonte: Invasioni Barbariche su La7 del 16/02/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Pier Ferdinando Casini (UDC)
Ha detto:


«Le adozioni gay? Un'aberrazione» (fonte: puntata di AnnoZero del 14/02/2008)
«Nessuno vuole discriminare le coppie di fatto o i gay. Ma deve essere chiaro che in nessun modo le coppie omosessuali possono essere parificate nella nostra legislazione alle famiglie.» (fonte: puntata di Speciale Tg1 del 24/02/2008)
«Sono contento che tanti gay votino il mio partito. Lo ritengo importante e conferma la mia tesi: che gli omosessuali non chiedono un fac simile di famiglia, che e' tra un uomo e una donna, ma il rispetto dei diritti individuali.» (fonte: videochat su Corriere.it del 7 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Rispetto della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Enrico Boselli (I Socialisti)
Ha detto:


«Il Gay Pride, in programma a Bologna il 28 giugno è un fatto positivo perché è un’occasione di libertà». «In questo paese quello che fa crescere la libertà è un fatto positivo, perché solo in Italia si vogliono ridurre i diritti e la libertà. Io non ho motivi di polemica con il cardinale Caffarra, ma un principio irrinunciabile è la distinzione fra religione e affari pubblici». (fonte: Il Resto del Carlino del 30/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:Le famiglie italiane sono cambiate come dimostrano i dati statistici più recenti. Aumentano i single e le coppie di fatto. La politica non può ignorare queste nuove realtà e deve riconoscere pari dignità giuridica a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. I diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso debbono essere garantiti; è urgente approvare efficaci norme antidiscriminatorie e antiomofobia e permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive, in sintonia con la legislazione europea. Occorre regolamentare le unioni civili riconoscendo alle coppie stabili di poter formalizzare il proprio rapporto con un contratto che abbia natura personale e patrimoniale, con effetti anche rispetto ai terzi. In questo contesto si deve riconoscere alle coppie formate da persone dello stesso sesso un rafforzamento di questo istituto.

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Daniela Santanchè (La Destra)
Ha detto:



«Sono disponibile a difendere i loro diritti individuali, ma nessun Pacs e nessun DiCo, sia chiaro» (fonte: Diacoblog del 19/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Roberto Fiore (Forza nuova)


Ha detto:«In un Italia dove non si fanno più figli, dove si abortisce, dove si promuovono unioni di fatto e gay , la priorità di FN è stata sempre il ripristino del diritto naturale e la restaurazione della famiglia come unica fonte di vita e di valori della società. Oggi i valori del diritto naturale sono nuovamente considerati dalla maggioranza degli italiani, come imprescindibili e Forza Nuova ha sicuramente fatto la sua piccola parte in questo processo di risanamento.» (fonte: intervista sul sito ufficiale di Forza Nuova del 20/10/2007)
«La famiglia è attaccata da tutto e da tutti: da chi vuole distruggerla attraverso disvalori e mistificazioni come i matrimoni e le adozioni per omosessuali, o attraverso stili di vita egoisti e materialisti.» (fonte: homepage di www.robertofiore.org)
Nel Programma c'è scritto:
"Forza Nuova considera la FAMIGLIA il caposaldo della Società, la prima tappa per la rigenerazione della Nazione e dei singoli individui che la compongono. Essa è primario soggetto sociale, e forma la spina dorsale della Comunità e dello Stato. Contemporaneamente la Famiglia è il luogo per eccellenza dove l’essere umano riceve l’insieme dei valori e di coordinate spirituali che dovranno guidarlo per tutta la vita e farne un cittadino. La validità di queste valutazioni e la previsione che la Battaglia decisiva si dovrà svolgere su questo campo sono dimostrate con lampante evidenza dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici dei valori tradizionali portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia. Le principali direttive di questo attacco sono il tentativo di sovvertire i Valori naturali, promuovendo la Denatalità, l’aborto e l’omosessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Giuliano Ferrara (Aborto? No, grazie)
Ha detto:


«La completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico». (fonte: Rimini, discorso al meeting di Comunione e Liberazione, agosto 2007)

di Gay.it
Lunedì 7 Aprile 2008

Ultima cena» omosessuale in Austria


VIENNA - È l'«Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini», l'opera che di gran lunga ha suscitato il maggior scalpore a Vienna. Esposta all'interno del Museo della Cattedrale cattolica, si vedono gli apostoli, sdraiati sulla tavola mentre si masturbano gli uni con gli altri. Pur sapendo che avrebbero dovuto affrontare pesanti critiche esponendo una versione omosessuale dell'«Ultima cena», i curatori del museo non erano pronti a una reazione così forte. Oggetto della discussione - che i media austriaci hanno paragonato alla vicenda delle vignette di Maometto - è una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del Paese: Alfred Hrdlicka, che quest'anno ha compiuto 80 anni. Il direttore del museo della Cattedrale e il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, sono stati oggetto di pesanti critiche da parte di alcuni visitatori e siti Web cattolici.

La Chiesa ha rapidamente tolto dall'esposizione l'opera che rappresentava «un'orgia omosessuale» tra gli apostoli, come lo stesso Hrdlicka l'ha definita. Ma il gesto non è bastato a placare le polemiche. Il direttore del museo difende sia l'opera di Hrdlicka che la sua decisione di esporre il lavoro nelle sale di un museo con forti legami con la Chiesa cattolica. «Crediamo che Hrdlicka abbia le credenziali per rappresentare le persone in questo modo così carnale, così drastico», ha spiegato Bernhard Boehler.

Boehler ha detto che il museo non aveva intenzione di offendere nessuno aggiungendo che l'arte serve anche per dare vita a un dibattito e discutere. Hrdlicka, invece, ha affermato che gli uomini sono stati rappresentati in questo modo perché non ci sono donne nell'affresco di Leonardo da cui ha tratto ispirazione.

domenica 6 aprile 2008

Donna, di colore e lesbica: è il sindaco di Cambridge


La città si Cambridge, nela Massachussets, sta vivendo un passaggio storico dal momento che il consiglio comunale ha scelto Denise Simmons come sindaco. Denise è la prima sindaco donna, di colore e lesbica a capo di una città statunitense. La più famosa e omonima città inglese ha vissuto una svolta simile lo scorso anno quando a ricoprire il ruolo di sindaco è stata chiamata una donna diventata tale dopo essersi sottoposta all'operazione per il cambio di sesso. Gli attivisti gay negli Stati Uniti hanno plaudito alla decisione degli altri consiglieri di scegliere Mrs Simmons come sindaco. Il suo predecessore era un uomo di colore, Ken Reeves, gay anche lui.

Il 'Gay and Lesbian Victory Fund, che si batte per incrementare il numero di persone LGBT elette, dichiara: "Siamo davvero molto orgogliosi del Sindaco Simmons. Come il Sindaco Reeves prima di lei, Denise fa da battistrada per la nostra comunità. E' il caso di celebrare l'abbattimento di un'altra barriera".

La popolazione di Cambridge, 101.000 abitanti è se de di due dei migliori centri d'istruzione di tutti gli Stati Uniti: l'Università di Harvard e il Massachusetts Institute of Technology. Inoltre, il Massachusetts è l'unico stato degli USA in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale. "E' stata una bellissima sensazione- ha raccontato Denise Simmons al Cambridge Chronicle - quando per la prima volta ho messo piede allo 'School Committee'. Una delle cose che ho sempre detto è che avrei voluto diventare sindaco".

Binetti: non voterò leggi per coppie gay


RUTELLI: "IN QUESTA CITTA' O SI GOVERNA CON IL CENTRO-SINISTRA O VINCE UNA DESTRA PERICOLOSA"

Il Manifesto - 5 Aprile 2008 (stralcio dell'intervista sulla parte inerente alla comunità glbt)

Purché non pretendano di imporre loro quel che si deve fare. Registro delle unioni civili: "né ora né mai". Hai detto.

Cito dal mio programma: Saranno garantiti pari opportunità alle persone che vivono in unioni di fatto. Nei regolamenti del Comune si dovrà fare riferimento alle risultanze delle convivenze anagrafiche, a prescindere dalle scelte sessuali liberamente adottate dai cittadini e dalle cittadine. L'amministrazione comunale dovrà garantire loro sia il diritto di accesso ai servizi, comprese le graduatorie per l'accesso alle case popolari, sia il diritto ai programmi di agevolazione. L'amministrazione promuoverà iniziative per sottrarre la condizione omosessuale a qualunque discriminazione". I registri li decide il governo. Ma è Rutelli che ha scritto che intendiamo istituire a Roma un Centro internazionale della cultura omosessuale. Come fu Rutelli a dare il via al Gay Village, così come a finanziare la Casa internazionale delle donne.

Gay Pride: gli darai il patrocinio?

Gliel'ho già dato e darò il patrocinio a tutte le manifestazioni, Gay Pride incluso, a condizione che non siano contro qualcuno, né contro una maggioranza, né contro una minoranza. Quello del 2000 fu un Gay Pride contro, perciò non ebbe il patrocinio, che è un marchio che rappresenta la città intera. Ma la libertà di manifestare non sarà mai in discussione.


Binetti: «Sto nel Pd, voterei anche i Cus...»

Intervista di Maria Zegarelli - L'Unità - Sabato 5 Aprile 2008

È di nuovo nella bufera. Solo che adesso c'è la campagna elettorale e allora diventa tutto più complicato.
La senatrice teodem Paola Binetti dice, che alla fine di tutto, ancora una volta c'è stato un tentativo di strumentalizzare le sue posizioni su diritti civili e patto con i radicali soltanto per fini elettorali. Ieri con una lettera ha diffidato Ecotv: «Non dovete mandare in onda l'intervista».

Come è andata davvero?
«Ero stato invitata a una trasmissione televisiva che doveva avere come contenuto una serie di riflessioni sul Pd. Mi sono invece resa conto che c'era un'attenzione su una serie di problemi che mi sembrava non costituissero il nerbo del problema. C'era un'insistenza su temi che preferivo rimanessero fuori dal dibattito televisivo. Per questo ho detto che avrei interrotto la registrazione perché non mi sembrava fosse quello il cuore del Pd. E per questo li ho diffidati».

Ecotv smentisce: afferma che lei è rimasta fino alla fine e ha risposto a tutte le domande.
«Non è vero. Sanno perfettamente che ho detto che mi sarei rifiutata. Non so se hanno spento la telecamera in quel momento. Ma dicono il falso».

Il problema resta: è vero o no che lei ha detto quelle frasi sui gay? Il programma del Pd parla di riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Lei dissente?
«La mia posizione è chiara: seguirò quanto è scritto nel programma. Lavorando per il riconoscimento dei diritti individuali dei conviventi».

Ma voterebbe i Cus?
«Il Pd ha detto che rispetterà alcune scelte personali su temi particolari. Ma se il Ddl intende davvero tutelare le persone io lo voto con sicurezza e con convinzione: se ingiustizie ci sono le ingiustizie vanno riparate. Se invece c'è un'equiparazione di fatto al matrimonio non voto la legge, perché per me il matrimonio è quello riconosciuto dalla Costituzione».

La sua intervista ha creato tensioni anche con i radicali...
«Anche a me non piacciono molte cose dei radicali, questo fa parte della complessità di un grande partito e del dialogo democratico. Loro, poi, non stanno nel Pd, sono iscritti nelle nostre liste per le elezioni.
La Bonino stessa, d'altra parte, ha distinto tra le posizioni dei radicali e quelle dell'associazione Luca Coscioni. Credo che bisogna finirla di pensare che il dibattito nel Pd si esaurisca attorno a questi temi.
Ci sono mille cose del mio partito che condivido. Veltroni sta facendo uno sforzo enorme per dare risposte alle istanze della società, dagli stipendi degli operai, alla precarietà, alla sicurezza, allo sviluppo.
Tutti temi che condivido fino in fondo e per questo voglio essere giudicata. Pretendo che il mio impegno nel Pd venga eletto in questa chiave specifica».

venerdì 4 aprile 2008

Cher è tornata! Indiscussa regina della musica pop


Aveva promesso, dopo il suo tour di addio, che si sarebbe goduta la ‘pensione’. Ma, a quanto pare la distanza dai fan le mancava troppo (e a noi mancava, eccome!!!). Cher, intervistata nel corso del programma televisivo ‘Good morning America’, ha riferito che tornerà sul palco dal prossimo 6 maggio. Si tratta di una lunga serie di show in cui Cher, al Colosseum del Caesar's Palace di Las Vegas, prenderà il posto di Bette Midler in tutte le serate di riposo della collega. La cantante rimarrà a Las Vegas per tre anni ed eseguirà circa 200 concerti. Per l'occasione l'intera home page del sito ufficiale (http://www.cher.com/) è stata ridisegnata ed è dedicata alla lunga permanenza dell'artista al Caesar's.

Cher avrebbe detto di voler offrire ai suoi fan il miglior spettacolo della sua carriera. Non ci resta che attendere altri particolari!

giovedì 3 aprile 2008

Cuba è pronta: a breve una legge sui diritti dei gay


Una bozza sui diritti delle persone LGBT a Cuba sarà presa in esame in questi giorni dai legislatori dell' Isola. La proposta della nuova legge dovrebbe garantire uguali diritti a tutti i cittadini ed è il primo passo verso le unioni omosessuali e la chirurgia per il cambio di sesso.
Mariela Castro, figlia di Raul e direttrice del Centro Nazionale per l'Educazione Sessuale, ha dichiarato: "Una risoluzione rilevante sarà firmata nel futuro prossimo dal Ministro della Salute, che determinerà la procedura per questo genere di interventi chirurgici". La castro aveva già dichiarato precedentemente di volere "arricchire la rivoluzione cubana" con la sua lotta per l'eguaglianza tra i sessi e i diritti dei gay.

La psicologa 45enne è direttrice del Centro fin dal 2000. Recentemente si è più volte espressa e impegnata per i diritti delle persone LGBT a Cuba, obiettivo che lei stessa ha ammesso essere difficile a causa della particolarità della società cubana. "Sono molto dispiaciuta per quello che è successo nel mio Paese, per quello che è successo nella Rivoluzione" ha dichiarato Mariela nel 2007. La diversità sessuale era vista da Fidel come una conseguenza corrotta del capitalismo e per questa ragione molti omosessuali furono internati nei campi di lavoro come prigionieri.
Anche se l'atteggiamento della società nei confronti dei gay è ancora generalmente negativo, la capitala L'Avana vanta una vitale comunità omosessuale.

Il cambiamento proposto riguardo alla legge sulla famiglia metterà sullo stesso piano le unioni omosessuali e quelle eterosessuali. A gennaio scorso, il Ministro della Cultura Abel Preito si è pubblicamente espresso a favore dei matrimoni gay. "Penso che il matrimonio tra lesbiche e omosessuali possa essere approvato e che non causerà nessun terremoto a Cuba" aveva dichiarato Preito che è anche membro del potentissimo Politburo del Partito Comunista e del Consiglio di Stato, l'organismo di governo del paese.

DEL VECCHIO (PD): "GAY INADATTI PER L'ESERCITO"


ROMA - "I gay nell'esercito sono inadatti". E' quanto dichiara il generale Mauro Del Vecchio, candidato Pd, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per "KlausCondicio", il contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube. Il generale si è anche detto favorevole "alla creazione di case di piacere per i soldati impiegati nelle missioni all'estero".
Più tardi, ha rettificato e chiesto scusa. Anche per Veltroni il caso è chiuso. O forse no. - "Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della
persona- e' il ragionamento del generale- ma credo che
nell'ambito di una struttura come l'esercito, dove le attivita'
si svolgono sempre insieme, e' opportuno non dichiarare ed
evidenziare la propria omosessualita'". Anche nella mia carriera,
aggiunge Del Vecchio, "mi sono imbattuto in episodi di
omossessualita' ed ho fatto in modo che quelle situazioni non si
verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse
ricollocato ed impiegato in altre aree". In ogni caso, precisa,
"non ho mai mandato via nessuno dall'esercito perche' gay".
Riguardo invece alle quote rosa nell'esercito, il canditato
del partito Democratico spiega che "sicuramente servono, proprio
come in politica hanno rappresentato un provvedimento
importantissimo".
Grillini (Ps) al generale Del Vecchio (Pd). Gay nell'esercito, inaccettabile discriminazione.



Il generale del Vecchio, candidato del Pd, ha affermato che i gay sono inadatti all'esercito e che l'omosessualità è una scelta.
Che le strutture militari siano omofobe, e, più i generale, sessuofobe è risaputo.
Le strutture gerarchiche e maschiliste, soprattutto in condizioni di mono-sessualità, tendono a riprodurre un modello di maschilismo autoritario che ha reso finora difficile l'accettazione e l'integrazione dell'omosessualità.
Tuttavia il mondo è fortemente cambiato e Del Vecchio non se ne è accorto.
In alcuni paesi, come l'Inghilterra, si fa pubblicità sui giornali gay per l'arruolamento nella marina, l'esercito israeliano, poi, arruola senza difficoltà gli omosessuali.
Il generale del Vecchio non spacci le sue idee omofobe e conservatrici come oggettive.
Ci piacerebbe sapere se i suoi ragionamenti discriminatori sono condivisi dal Pd e dal suo vertice.
In ogni caso le affermazioni di Del Vecchio ci tolgono ogni dubbio: è bene che la comunità lgbt italiana non si fidi del Pd

On. Franco Grillini Partito socialista

MAURIZIA PARADISO: VIA DALLA LEGA PERCHè TRANS



GAY. MAURIZIA PARADISO DENUNCIA: VIA DALLA LEGA NORD PERCHÈ TRANS

NON MI HANNO RINNOVATO LA TESSERA, E ORA GUARDO A SINISTRA
"Non mi hanno rinnovato la tessera perche' sono una trans. Lo trovo un atto discriminatorio, una vera e propria espulsione. Mi sono iscritta alla Lega Lombarda due anni fa. Pagai la tessera ben cinquanta euro". E' quanto la transessuale Maurizia Paradiso denuncia ai microfoni di KlausCondicio, la trasmissione di approfondimento politico di Klaus Davi, in onda su You Tube.

"Al momento del rinnovo della tessera- racconta Paradiso- parlai due volte con il capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Milano, Matteo Salvini, anche per dargli la mia adesione alla causa della Malpensa. Lo chiamai per manifestare il mio appoggio- racconta-, ma lui non si e' mai degnato di rispondere alle mie telefonate. La tessera da militante mi e' stata negata. Sono stata di fatto discriminata. Mi hanno fatto capire che non ero gradita". E conclude la trans: "La loro battaglia sulla sicurezza e' condivisibile, ma non capisco perche' discriminino una come me, un'italiana, per di piu'. Ora, sinceramente, guardo con interesse alla sinistra".

LUXURIA: PER UN TRANS MASOCHISTICO STARE CON LA LEGA


Roma, 1 apr. - "E' masochistico per un gay, trans o lesbica appartenere ad un partito che ci disprezza, quindi, credo che la sua espulsione e la sua scelta di guardare a sinistra sia semplicemente una conseguenza. Per appartenere alla Lega Nord devi essere padano, di pelle bianca, economicamente agiato e soprattutto eterosessuale". Cosi' Vladimir Luxuria (Sa) sulla discriminazione nei confronti della transessuale Maurizia Paradiso, che 'espulsa' della Lega Nord per la sua identita' sessuale ha annunciato che passera' alla sinistra. "Il rispetto per le nostre persone- sottolinea la parlamentare- e' prioritario rispetto rispetto a qualsiasi altra idea si possa avere sulle politiche economiche. Si puo' essere federalisti come la Lega, ma se viene meno il fatto di essere riconosciuti per quello che siamo, viene meno tutto".

Aggiunge Luxuria: "Ricordo, peraltro, lo sbarramento degli esponenti del Carroccio, la durezza e le parole violente nei nostri confronti alla Camera quando si discuteva la legge sull'omofobia e la transfobia". La Sinistra l'Arcobaleno, ricorda la deputata uscente di Rifondazione comunista, "e' l'unico partito che ha inserito nel suo programma la mia proposta di legge che prevede che si possano cambiare i dati anagrafici prima dell'operazione. Questo permettera' alle persone che si riconoscono in un genere diverso la liberta' di non sentirsi in trappola, in tempi rapidi. E, rivolgendosi a Maurizia Paradiso, aggiunge: "Apprezzo tutte le persone che fanno scelte di

coerenza: dobbiamo lottare per la difesa sia dei diritti delle persone in transizione sia di quelle che hanno giu' compiuto il loro percorso, e si possono definire donna. Come nel caso della Paradiso- conclude Luxuria-, che ha gia' concluso il suo iter".

martedì 1 aprile 2008

Il modo peggiore per far carriera


Job in Town è un sito internet tedesco per trovare lavoro che già ci ha abituato a campagne molto divertenti, irriverenti e curiose.
In occasione di una fiera del settore ad Amburgo ha superato se stesso.
Il loro stand aveva una porta d'entrata alquanto originale. Capeggiava il moto - mai stato così azzeccato - "Ci sono strade migliori per fare carriera".

Rihanna transessuale operata..


Rihanna musa pop dei giorni nostri, ha le valigie pronte per il
Brasile.
Sarà protagonista di uno show alla vigilia del Gay Pride di San Paolo.
Inoltre ha annunciato che lei è una bella transessuale operata.
No dai, non è vero, è solo un bel pesce d'aprile.