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sabato 6 dicembre 2008

Gay in piazza contro il Vaticano: appoggia le peggiori dittature

Sono scesi in piazza per protestare contro le dichiarazioni del Vaticano che non ha firmato i documento dell’Onu in cui si chiedeva agli 80 paesi che ancora considerano l’omosessualità un reato, di depenalizzarlo. Sono i gay, trans, lesbiche e bisessuali italiani che non ci stanno ad essere considerati dei criminali. A capitanarli, c’è l’ex deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria: porta il cappio al collo, per ricordare tutte quelle persone che, a causa del proprio orientamento sessuale, vengono uccise e torturate. «Il Vaticano – spiegano gli organizzatori del sit-in - non firmando il documento che la Francia ha proposto all'Onu per chiedere la depenalizzazione dell'omosessualità, di fatto sostiene gli oltre 80 paesi del mondo che perseguitano gli omosessuali, in 9 dei quali è prevista la pena di morte».

Alla manifestazione, promossa dalle associazioni Certi Diritti, Arcigay e Arcilesbica, hanno aderito Radicali Italiani e, tra le altre, le associazioni lgbt Mario Mieli, DjGayProject, GayLib, Libellula, Rosa Arcobaleno, oltre alle Associazioni Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino. In piazza c’è anche l’ex deputato socialista Franco Grillino: «Con il rifiuto di sottoscrivere la mozione europea all'Onu – dice – il Vaticano getta la maschera del suo presunto buonismo schierandosi con le peggiori dittature islamiche comprese quelle dove governi islamo-fascisti comminano la pena di morte agli omosessuali: Iran, Mauritania, Sudan, Emirati arabi uniti, Yemen, Arabia Saudita, Nigeria».

Secondo Luxuria, quella del Vaticano contro i gay è una vera e propria crociata: «Ormai hanno un'ossessione di odio nei nostri confronti da rimanerne accecati - dice - non c'è nulla di evangelico nè di cristiano contro la depenalizzazione gay e la difesa della vita – conclude – non può essere fatta solo per gli embrioni o per Eluana Englaro».

fonte: L'Unità.it


Gay, sit in col cappio davanti al Vaticano

La protesta contro i paesi che all'Onu ostacolano la depenalizzazione dell'omosessualità



ROMA - Gay in piazza contro le posizioni del Vaticano e di tutti quei paesi che ostacolano in sede Onu la depenalizzazione dell’omosessualità. All’indomani delle dichiarazioni di monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede al Palazzo di Vetro, circa 300 persone, gay, lesbiche, bisex e trans, si sono dati appuntamento in una piazza emblematica, quella di Pio XII - al confine tra lo Stato italiano e la Città del Vaticano - per rivendicare i propri diritti.

DIRITTI - Un sit-in, accompagnato da una fiaccolata, per ricordare tutti gli omosessuali che ancora, in 80 paesi del mondo, vengono uccisi, torturati, imprigionati. Una manifestazione che avviene a pochi giorni dal 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo che si celebra il 10 dicembre. In prima fila c’è Vladimir Luxuria, alla sua prima uscita pubblica dopo la vittoria all’’Isola dei famosi’. Con il cappio al collo, a simboleggiare la solidarietà verso quelle persone che, a causa del proprio orientamento sessuale, vengono uccise.

DAL PAPA - E una richiesta: «"Un’udienza dal Papa? Perchè no, sarebbe una buona idea. Ma dubito che il Vaticano, vista la sua posizione omofoba, possa ricevere l’esponente di un’associazione gay». «Il Vaticano - sottolinea l’organizzazione del sit-in - non firmando il documento che la Francia ha proposto all’Onu per chiedere la depenalizzazione dell’omosessualità, di fatto sostiene gli oltre 80 paesi del mondo che perseguitano gli omosessuali, in 9 dei quali è prevista la pena di morte».

I MANIFESTANTI - Alla manifestazione, promossa dalle associazioni Certi Diritti, Arcigay e Arcilesbica, hanno aderito Radicali Italiani e, tra le altre, le associazioni lgbt Mario Mieli, DjGayProject, GayLib, Libellula, Rosa Arcobaleno, oltre alle Associazioni Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino. Tra i cartelli: "La chiesa vuole i gay sterminati", "Omosessualità non è reato", "I gay pagano le tasse e il Vaticano?". Monsignor Migliore, intervenuto qualche giorno fa, aveva bocciato il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. «Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale», aveva detto. «Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - aveva aggiunto - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ’matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni»

fonte:

http://www.corriere.it

Usa: una lesbica al ministero del lavoro del governo obama?



Una lesbica attivista per i diritti dei lavoratori è tra i tre papabili per diventare Segretaria del Lavoro nel prossimo governo di Obama.


La notizia della presenza di Mary Beth Maxwell tra i possibili nomi scelti per ricoprire questo incarico è stata molto ben accolta dai gruppi e dalle associazioni gay statunitensi: se venisse scelta e confermata dal senato sarebbe la prima persona paertamente omosessuale a far parte di un governo degli Stati Uniti d'America.

Le altre candidate sono altre due donne, entrambe governatrici: Jennifer Granholm del Mitchigan e Kathleen Sebelius del Kansas, stando a quello che dice il Wall Street Journal.

La signora Maxwell ha un figlio di sette anni ed è la fondatrice e presidente di American Rights at Work. Fondato nel 2003, scopo dell'ente è quello di modernizzare e riformare la legislazione sul lavoro degli USA. Mary Beth è anche membro attivo della parrocchia cattolica del Sacro Cuore di Washington, dell'Human Rights Campaign e del Family Equality Council.

Gelli: "Durante il fascismo uomini sessuali non ce n'erano"

In un'intervista rilasciata a Klaus Davi, l'ormai quasi 90enne ex Maestro Venerabile della famigerata loggia massonica P2, si spertica in dichiarazioni davvero roiginali. Secondo Gelli, infatti, durante il ventennio fascista, i gay e le lesbiche non esistevano E coloro che finirosno al confino ci vennero mandati perché mafiosi o per motivazioni politiche, non certo perché "uomo sessuali", per dirla come lui.

E non manca di esprimersi anche sull'argomento televisivo più gettonato del momento: la vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi. Secondo l'anziano massone (capo di una loggia che, per sua stessa ammissione "aveva l'Italia in mano. Con noi c'era l'Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia", ndr) lo sdoganamento di Luxuria avrebbe "rappresentato una grande offesa al nostro Parlamento, dove c’era gente pura, competente e che lavorava. Secondo me persone come Vladimir Luxuria non dovrebbero essere nemmeno ammesse a concorrere nelle liste elettorali".

E non finisce qui, ce n'è per tutti. Si indigna, Gelli, all'idea che in futuro ci potrebbero essere figli di coppie miste "chiazzati come le mucche Chianine". Non manca, infine, di avvisare sul rischio che la vittoria di Obama possa rappresentare la vendetta dei neri sui bianchi. "Se i neri e Obama si dovessero ricordare di quello che è stato fatto ai loro avi, ci potrebbero essere gravi ripercussioni, non so che fine potrebbero fare i bianchi- dice -. Sono sicuro che, se ci fossero di nuovo le elezioni oggi, nessuno lo rivoterebbe, in molti ci ripenserebbero”.

Per maggiori informazioni visita Gay.it

DGP aderisce al sit in di protesta in Vaticano organizzato per sabato 6 dicembre da Arcigay Roma, ArciLesbica Roma, Certi Diritti.


Di seguito il comunicato.

SIT IN DI PROTESTA IN VATICANO
piazza Pio XII - nei pressi di piazza San Pietro -
Sabato 6 dicembre - ore 17.00
MAI PIU´ UCCISI PERCHE´ GAY.

PER ADERIRE: invia una e-mail a: partecipa@arcigayroma.it o telefona al 347.9578585
L´osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, Celestino Migliore, ha chiesto all´ONU di non impegnarsi per la depenalizzazione universale dell´omosessualità, una proposta promossa dal Governo francese. Questa posizione ha turbato fortemente la nostra comunità, e non solo. Il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l´orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza.
Nel mondo ci sono 88 paesi che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi - Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan, Nigeria, Mauritania - è prevista la pena capitale.
Ci rivolgiamo anche ai fedeli cattolici, offesi da parole che negano la vita della persona. A loro chiediamo di riflettere e di dire con forza che nessun credo religioso può giustificare l´opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno produce incarcerazioni e sentenze di morte.

Promotori: Arcigay Roma, ArciLesbica Roma, Certi Diritti
Hanno aderito: GayLib, Di´Gay Project, NPS, Maria Gigliola Toniollo- CGIL Nazionale - Settore Nuovi Diritti, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni, Gianluca Santilli, consiglere Pd Municipio Roma VI, Chiara Lalli, filosofa, Bebo Storti, consigliere regionale del PdCI in regione Lombardia

venerdì 5 dicembre 2008

L'isola di Obama

In onda giovedì 4 dicembre 2008



Ma i reality sono davvero così disdicevoli e politicamente imbarazzanti se poi chi li vince, come Luxuria, viene incoronato l’Obama italiano?

E' stata dedicata alla televisione, ai reality e alla politica la puntata di Annozero di giovedì 4 dicembre intitolata "L’isola di Obama".

MI PROSTITUISCO CON CALCIATORI DI SERIE A E DELLA NAZIONALE

Rimane anonimo e dice solo che ha 25 anni, è fidanzato con una ragazza e gioca nella “Lega Pro” (la vecchia serie C). E' un escort d'alto bordo, e confessa di avere almeno 30 clienti calciatori, una dozzina di serie A. Il giovane lo ha raccontato a Paolo Colombo nel programma V-ictory che andrà in onda oggi alle 22.30 su La7.
Vendo le mie prestazioni a giocatori di squadre importanti, ce ne sono alcuni, non tanti, che fanno parte della nazionale, e anche sposati – si legge dalle pagine de “la Repubblica” - In tre occasioni mi hanno chiesto di farlo in gruppo. Con più giocatori sia della stessa squadra che di altri club. E' solo una questione di sesso, niente parole. Tengono molto alla privacy e hanno una dannata paura di essere scoperti. Mi chiamano per una questione di delicatezza, preferiscono una cosa soft. Sono più attivi che passivi. Il prezzo varia, chiedo da 500 a 2000 euro, ma se capita di rimanere tutta la notte il prezzo lievita. Mai avuto una discussione sui soldi. I calciatori pagano senza fiatare. In Italia nessun calciatore del campionato ammetterà mai si essere gay. Ci sono troppi condizionamenti sociali, e forse è giusto così”. Esattamente, nessuno calciatore si dichiarerà mai, “è giusto così”. Il perché lo spiega perfettamente l'attaccante della Sampdoria Claudio Bellucci: “L'immagine del calciatore è rude. E' quella di Gattuso e Materazzi”.

La realtà sportiva più omofoba è di certo quella calcistica: gli ultras di estrema destra, i club che vietano ai calciatori di fare coming out per mantenere l'immagine. Ma le parole di questo calciatore-escort sono inequivocabili: “Gli incontri sono quasi sempre in albergo o a casa di amici, Negli hotel la scusa è sempre quella, un documento da ritirare, un autografo da far firmare, e così si riesce a non farsi registrare. I calciatori non hanno problemi a farsi baciare sulla bocca. Però sono terrorizzati dall'idea di essere scoperti. Nella divisione dove gioco è capitato che alcuni si dichiarassero privatamente e di fare sesso nello spogliatoio, ma per fare un passo pubblico bisogna avere molto coraggio”. Coraggio che questi “gladiatori” moderni non hanno.
Ormai “alea iacta est”, non ci resta che vedere cosa accadrà.

fonti e approfondimenti: la Repubblica.it, Arcigay.it, La7.it
Davide Bombini

giovedì 4 dicembre 2008

diritti umani da rispettare


VENERABILIS: LA CHAT PER SACERDOTI CATTOLICI GAY

Come può un omosessuale diventare sacerdote della Chiesa Cattolica? Questa è una domanda che molti si pongono frequentemente. Per trovare una risposta si può navigare un singolare portale: Venerabilis.tk - Homosexual Roman Catholic Priests Fraternity. Di cosa si tratta?
Il portale è rivolto a quei preti omosessuali che hanno bisogno di confronto, accettazione o la necessità di incontrare altri preti gay o persone che li sappiano apprezzare. Essenzialmente Venerabilis.tk tenta di fornire due servizi: una sezione dedicata alle news e una chat multilingue. Repubblica.it ha dedicato un articolo approfondito al portale. Si legge che i frequentatori sono sacerdoti o seminaristi che sentono il bisogno di confrontarsi sul tema omosessualità e fede. Spesso sono anche semplici cattolici che vogliono approfondire la tematica. Il gestore anonimo, dal nick “Venerabilis”, ci tiene a precisare che il proprio spazio non è anticlericale e che queste pagine web: “non condividono la cultura gay, diffusa dai tanti gruppi omosessuali e dai mass media, per una società laica” ostile alla Chiesa.

Registrato in Turchia (come si capisce dal finale “tk”), Venerabilis.tk ha riscosso un discreto successo, dal 2006, anno di apertura, ad oggi. Tutti gli utenti si possono esprimere liberamente ed in pieno anonimato. Ci sono sacerdoti che ingraziano il sito per lo spazio concesso ed esprimono il bisogno di potare la dimensione virtuale alla realtà, incontrandosi. Altri incoraggiano i confratelli omosessuali a non perdersi d'animo e continuare la propria missione; altri ancora cercano incontri più particolari per poter: “scambiare oltre a belle parole anche momenti di intimità sani, spirituali e amorevoli”.
Un mondo nascosto che sta uscendo timidamente allo scoperto.

redazione@gay.tv

Liberazione: Gay, vestitevi di rosa e andate all'Angelus

Gay.it - Liberazione: Gay, vestitevi di rosa e andate all'AngelusUna proposta più radicale arriva dal direttore del quotidiano Liberazione, Piero Sansonetti (in foto), che invita a boicottare il Vaticano: «Proponiamo una prostesta di massa da tenersi forse nel giorno nel quale all'Onu andrà al voto la risoluzione per la depenalizzazione dell'omosessualità. Potremmo invitare tutti i cittadini - spiega Sansonetti - a vestirsi con una maglietta o un indumento rosa, come la stella rosa che era imposta ai gay nei lager, a andare a manifestare in Vaticano all'ora dell'Angelus».

Sansonetti cita anche il famoso episodio dell'adultera raccontato nelle pagine del Vangelo di Giovanni. «Il Vangelo secondo Giovanni, chi è senza peccato scagli la prima pietra e Gesù che non condanna la donna adultera. Duemila anni fa, Gesù Nazareno aveva depenalizzato i reati connessi al comportamento sessuale». La chiesa «di fronte al salto all'indietro fondamentalista di altre grandi religioni - ha continuato Sansonetti - decide che per stare al passo con i tempi bisogna adeguarsi a compiere comunque una scelta fondamentalista. A costo di sacrificare Gesù. A costo di rilanciare alcuni aspetti di ferocia ecclesiastica medievale».

SABATO SIT-IN DELLE ASSOCIAZIONI GAY CONTRO LE POSIZIONI DEL VATICANO



DGP aderisce al sit-in delle associazioni gay contro le posizioni del Vaticano.

ROMA - Un sit-in in piazza Pio XII, adiacente a San Pietro, al confine tra lo Stato italiano e quello vaticano, alle 17 di sabato 6 dicembre. "Mai più uccisi perché gay", è lo slogan dell'iniziativa promossa da Arcigay roma, Arcilesbica roma e Certi diritti. Per protestare contro l'iniziativa dell'osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, Celestino Migliore, che ha chiesto all'Onu di non impegnarsi per la depenalizzazione universale dell'omosessualità - proposta promossa dal governo francese.

"Questa posizione ha turbato fortemente la nostra comunità, e non solo. Tantissimi sono i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando - afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo - il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l'orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza".

Nel mondo ci sono 88 paesi che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi - Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania- è prevista la pena capitale. "Vogliamo rivolgerci - aggiunge Marrazzo - anche ai fedeli cattolici, offesi, come noi, da parole che negano la vita della persona. A loro chiediamo di riflettere, perché siano al nostro fianco in un momento in cui è importante ribadire con forza che nessun credo religioso può giustificare l'opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno produce incarcerazioni e sentenze di morte".

Un'analoga manifestazione di protesta di tiene oggi a Genova, organizzata sempre dall'Arcigay: dalle 12 alle 14, davanti all'Arcivescovado. Il capoluogo ligure sarà la sede del prossimo Gay Pride.

Fonte: Repubblica.it

mercoledì 3 dicembre 2008

Patricia Cornwell: «Ho una moglie» e attacca la politica Usa sulle coppie gay

NEW YORK (2 dicembre) - Che la giallista Patricia Cornwell, “madre “ della fortunata serie della dottoressa Kay Scarpetta fosse lesbica era risaputo, ma che fosse sposata no. All'indomani delle polemiche tra Vaticano e gay, in un'intervista a Usa Today la cinquantaduenne giallista ha detto: «Ho una moglie e finalmente ho radici», rivelando di essersi sposata due anni fa in Massachusetts.

La Cornwell è una delle personalità di più alto profilo che ha approfittato della legalizzazione dei matrimoni gay nello stato della costa orientale. L'altro stato dove gli omosessuali possono sposarsi negli Usa è il Connecticut. Staci Gruber, la donna con cui la scrittrice convive ormai da quattro anni, è una psichiatra di Harvard di 41 anni. «Finalmente sento di aver radici. Sento un senso di stabilità e responsabilità mai provato prima d'ora», ha detto la scrittrice che nel 1988 ha divorziato dal primo marito, Charles Cornwell, dopo dieci anni di matrimonio.

Lei e Staci si conoscono dal 2004: «Ero andata a Harvard per far ricerche nel dipartimento di neuroscienze - ha raccontato la scrittrice -. Mi hanno detto di parlare con la dottoressa Gruber, che è molto stimata nel settore, ed è successo: ci siamo innamorate». La Cornwell ha appena dato alle stampe Scarpetta, il sedicesimo romanzo della serie ispirata alle avventure della detective medico legale. Pur avendo fatto outing da una decina di anni, non si sarebbe mai aspettata di diventare testimonial per i diritti dei gay. «Trovo una vergogna che un matrimonio come il mio debba essere illegale in altri stati».

La Cornwell ha polemizzato con il governo federale americano che fa di tutto per mettere i gay fuori legge. Pensando alla California, dove in novembre per referendum gli elettori hanno passato un colpo di spugna sulla possibilità degli omosessuali di sposarsi, ha commentato: «È stata una sconfitta. È una vergogna che ci siano queste divisioni. Se più gente conoscesse persone che amano persone dello stesso, capirebbe che siamo come loro».

fonte: il menssaggero .it

martedì 2 dicembre 2008

VIAREGGIO: EDUCARE LA POPOLAZIONE A CONOSCERE E RISPETTARE LA REALTA` TRANSGENDER

Il 5 Dicembre, a Viareggio, sarà una giornata speciale. Il consultorio TRANSgenere, dedito ad aiutare transgender e transessuali per qualsiasi difficoltà, terrà un corso formativo per approfondire un argomento sociale e umano ancora troppo poco conosciuto, come quello del transgenderismo/transessualismo.

Il corso è rivolto alla formazione di nuovi volontari, alle persone che operano nel sociale, docenti, a laureati e laureandi in materie socio umanistiche, ai rappresentanti di associazioni di volontariato sociale e a tutte le persone interessate. Finalmente uno strumento pratico che proviene da chi più è riuscito a comprendere questa realtà.

redazione@gay.tv

ARCIGAY;, VATICANO VUOLE PENA DI MORTE PER OMOSESSUALI Reagire a questo inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica''


Essere gay e lesbiche, e cioè esprimere pubblicamente il proprio orientamento sessuale senza nasconderlo, senza essere di fatto obbligati a sposarsi o impediti a vivere una vita di relazione omosessuale, è un reato ancora in alcuni paesi del mondo. Nei peggiori, come l’Iran o l’Arabia Saudita, si rischia concretamente la morte, in altri l’arresto: in egito, in marocco, Tunisia, Siria, in molti paesi africani i gay e le lesbiche vengono arrestati, dissuasi a formare relazioni, impediti nel dare vita ad assoziazione e di avere propri locali e luoghi di ritrovo. In molti paesi (ad esempio in india, o nei Caraibi) le leggi che penalizzano l’omosessualità sono il residuo del colonialismo, in gran parte di quello inglese, e pertanto non vengono più applicate da molti anni, ma rimane comunque una vergogna che al giorno di oggi leggi di questo genere siano in vigore, perché comunque condizionano la libera espressione del migliore sentimento che un essere umano può esprimere, l’amore.

Ecco, il Vaticano oggi si schiera apertamente contro un intervento dell’ONU per la depenalizzazione dell’omosessualità del mondo. Lo fa con una motivazione che fa un po’ sorridere, se l’argomento non avesse contorni tragici, come le vite umane sacrificate in nome di queste leggi: si andrebbero a discriminare quei paesi che non hanno ancora legiferato a favore delle unioni civile Poverini.


DIC - ''Il Vaticano ha davvero superato il segno!'': cosi' Arcigay commenta la notizia che la Santa Sede si e' espressa contro la proposta del governo francese di depenalizzare l'omosessualita' nel mondo.

''Grazie allo status particolare di cui gode il medioevale stato Vaticano presso le Nazioni Unite - afferma il presidente nazionale, Aurelio Mancuso - la lobby clericale preme su tutti gli stati affinche' non siano di volta in volta riconosciuti diritti civili e di liberta', alleandosi con i regimi dittatoriali, di ogni colore, compresi quelli islamici. La richiesta di depenalizzazione, che e' stata sottoscritta anche dal nostro governo, vuole cancellare la vergogna per cui in ben 91 paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone omosessuali''.

Secondo Mancuso ''e' di una gravita' inaudita che il Vaticano, e quindi la chiesa cattolica tutta, si adoperi affinche' questa richiesta non passi, e si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche e transessuale che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari''. Quello che il Vaticano vuole, conclude, e' ''mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali'' e percio' Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt italiane, valutera' nelle prossime ore ''come reagire a questo inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica''.

MIELI. MONSIGNOR PEGGIORE
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime profondo sconcerto per le parole di Monsignor Migliore in relazione al progetto di depenalizzazione universale dell’omosessualità che la Francia, a nome della Ue, intende presentare all’ONU
Affermare infatti che la depenalizzazione universale dell’omosessualità porterebbe ad una discriminazione di quei Paesi che non la riconoscono (quindi dove essa è illegale) e non riconoscono quindi le relazioni che da essa scaturiscono, è l’esempio palese di quanto le gerarchie vaticane siano lontane da quel catechismo della Chiesa cattolica a cui anche Monsignor Migliore si riferisce quando ci ricorda che la chiesa tutela le persone omosessuali e chiede di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione
Riteniamo doveroso ricordare a Monsignor Migliore quanti omosessuali sono stati discriminati, offesi, picchiati e anche uccisi in tutto il mondo: le sue argomentazioni sono inaccettabili e offensive e rimandano alle solite posizioni medievali espresse da sempre dal Vaticano.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria Politica – Andrea Berardicurti

FERRERO (PRC), GRAVISSIME PAROLE DEL VATICANO
Roma, 1 dic. -''Le dichiarazioni di alti esponenti del Vaticano che si oppongono alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualita', presentata all'Onu dalla Francia, sono gravissime''. Lo sottolinea in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc che aggiunge: ''I diritti delle persone, etero o omo che siano, sono inalienabili''.



''Se passasse la richiesta del Vaticano -avverte Ferrero- l'unica cultura che sarebbe di certo messa 'alla gogna' e' quella dei diritti dell'uomo. La Francia ha fatto benissimo ad avanzare questa proposta, mi chiedo cosa aspetta l'Italia ad appoggiarla. Spero non i diktat del Vaticano''.


In realtà la battaglia francese non ha nulla a che vedere con la normativa ordinaria dei paesi occidentali più avanzati ma si rivolge a quegli statui, psesso fndamentalisti islamici, che prevedono pene fino alla morte per i "sodomiti".

Gay.it - ONU: No Vaticano alla depenalizzazione dell'omosessualitàDuro il giudizio di Arcigay: «È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari».

L'Arcigay ricorda che in 91 Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone omosessuali. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, - conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".

Gay.it - ONU: No Vaticano alla depenalizzazione dell'omosessualità«Aggiungere gli omosessuali alle categorie di discriminati già protetti dalle Nazioni Unite è un segno di civiltà» ,ha detto la deputata del PDpaola concia. «Depenalizzare l’omosessualità significa impedire ad alcuni stati di condannare gli omosessuali alla pena di morte e alla galera: questa è l’ingiusta discriminazione. Di questo si discute, non di altro, e bisogna smetterla di dire cose false. Se la dottrina della chiesa vuole evitare ingiuste discriminalizazione- conclude la deputata -, deve favorire la depenalizzazione dell’omosessualità, chiesto all’ONU dalla francia e da altri paesi, tra cui l'Italia.


Impiccato per sodomia a 21 anni. Il video shock



Gay.it - Impiccato per sodomia a 21 anni. Il video shockIl volto pallido, i segni della corda sul collo. Per rendersi davvero conto di cosa significa essere gay in iran non c'è modo migliore che uscire dalla retorica. E il video di Makwan Moloudzadeh sul letto di morte aiuta. Makwan è stato impiccato lo scorso dicembre a soli 21 anni per un atto di sodomia compiuto con un compagno quando ne aveva solo 13.



Le immagini sono forti, consigliamo quindi la visione solo a chi ritiene di essere in grado di sopportarle.



Ali Ali, irachena

Causa della morte: essere transessuali.

Queer Paura: La vita gay, di morte in Iraq

Un video sull'identità delle persone omosessuali, contro ogni tipo di omofobia e in favore di tutti i diritti: .
La richiesta di essere considerati/e in quanto persone, di poter avere una vita normale e di non essere abbandonati dai nostri amici e dalle nostre famiglie.
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Fonte; GAY. IT, ANSA, Di' Gay Project


lunedì 1 dicembre 2008

MAGDI ALLAM: NO AI MATRIMONI GAY, NO AL DIVORZIO


FABRICA DI ROMA (VITERBO), 30 NOV - ''Pur rispettando le scelte e le tendenze sessuali di ognuno e senza voler discriminare gli omosessuali, siamo contrari ai matrimoni gay e quindi alle adozioni di figli da parte delle coppie omosessuali''. Lo ha detto oggi Magdi Cristiano Allam a margine della presentazione del partito da lui fondato, presentazione fatta in provincia di Viterbo.

Rispondendo alla domanda sulla posizione del suo partito sul divorzio Allam ha aggiunto: ''La famiglia naturale, formata da un uomo e una donna in grado di procreare ha per noi un ruolo centrale nella costruzione sociale. Tutto cio' che puo' minare questa verita' assoluta e universale non lo riteniamo eticamente lecito''. ''La famiglia naturale - ha aggiunto Allam - deve essere al centro delle politiche nazionali e comunitarie nonche' dell'attenzione pubblica. La famiglia - ha concluso - e' una delle armi piu' efficaci che esistono contro il baratro della deriva etica che ammorba la nostra epoca''.

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GRILLINI A MAGDI ALLAM, DA UN INTEGRALISMO ALL'ALTRO





(V: 'MAGDI ALLAM: NO AI MATRIMONI GAY...' DELLE 19.15 CIRCA) (ANSA) - BOLOGNA, 30 NOV - ''Non contento della sua conversione, Magdi 'Cristiano' Allam ha esordito nella sua nuova, per cosi' dire, fede attaccando i diritti degli omosessuali. Se questo e' il frutto della conversione possiamo dire che ce la poteva anche risparmiare. Passare da un integralismo all'altro, contestare il fanatismo islamico per diventare un fanatico e fondamentalista cattolico non ci pare un gran progresso''. Cosi' replica a Magdi Cristiano Allam l'ex deputato Franco Grillini, presidente di Gaynet, associazione omosessuale di informazione.

''In ogni caso - aggiunge - Allam dica pure quel che crede, ma ci risparmi la litania di colui che a parole e' contro le discriminazioni e nei fatti fa dell'omofobia il perno della sua predicazione. La famiglia, caro Allam, e' quella che uno si sceglie e la morale cattolica e' tanto plausibile quanto la morale omosessuale. Vorrei ricordare ad Allam che siamo in una democrazia liberale e non in una teocrazia, il che vuol dire che ognuno si sceglie la famiglia che crede e che nessuno puo' negare i diritti alle persone in base all'orientamento sessuale o all'ideologia della 'famiglia naturale'''.

domenica 30 novembre 2008 , di ansa

NAPOLI. TRANSESSUALE PICCHIATA SELVAGGIAMENTE Tutto si è svolto nell'indifferenza generale


ANNA MARIA ASPRONE

Aggredita e picchiata selvaggiamente in un autobus che la riportava a casa. Il motivo? «Perchè sono transessuale» dice con un filo di voce A. B., 40 anni transessuale di Ponticelli. Da sabato notte A. continua a vivere quel lungo incubo, senza fine. «Sento ancora il loro tono minaccioso e sul corpo porto ancora i segni dei loro calci, dei pugni che mi hanno dato sulla schiena, sul viso, ovunque». Ma non è solo il dolore fisico quello che ha sconvolto la vita di A. «Non avevo mai sentito di aggressioni così vili verso una persona solo perchè è ritenuta diversa» spiega A, che è anche componente del Direttivo dell’Associazione Libellula-Circolo Anthias, una delle associazioni che compongono il tavolo di concertazione LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans) del Comune, istituito a settembre presso l’assessorato Pari Opportunità per contrastare ogni forma di discriminazione e per la piena cittadinanza delle persone lgbt. «La cosa che fa più male - dice infatti A. - è che tutto si è svolto nell’indifferenza generale. Nessuno, nè le persone che erano sull’autobus, nè l’autista hanno mosso un dito per difendermi o per convincere quel branco di balordi a lasciarmi in pace». Per circa 30 minuti del percorso della linea «472D» A. è stata infatti ripetutamente picchiata con inaudita violenza. «Sabato sera ero stata a casa di amici in piazza Bellini, poi alle 11,30 sono andata a prendere l’autobus al parcheggio Brin. Alla mezza - continua A. - l’autobus è partito, ma alla fermata di piazza Garibaldi sono saliti in gruppo, parecchi giovani, tra i 17 e i 25 anni. Appena mi hanno visto hanno detto: «Meniamo questo frocio» e hanno cominciato a strapparmi il cappellino e a tirarmi i capelli. Mi hanno dato un pugno sull’occhio e mentre uno mi minacciava con una bottiglia dicendo ”se ti muovi te la spacco in testa”, l’altro ha avvicinato l’accendino al viso. Mi sono sentita afferrare alla gola, poi sono finita sul pavimento dell’autobus, sotto una scarica di calci e spintoni». Mentre racconta il delirio di quei momenti A. mostra un dente rotto, i lividi sul collo, le gambe e i piedi gonfi. «Non riesco più ad andare in bagno e ho dolori lancinanti alla schiena e alla spalla - e continua - Quando siamo arrivati alla mia fermata, a Ponticelli, ho avuto paura che mi seguissero. quindi sono scesa alla successiva, davanti alla gelateria «Gallo» aperta fino alle due. I gestori mi hanno aiutato finchè sono tornata a casa, dove ho chiamato il «112» per denunciare l’aggressione, che ho poi formalizzato domenica, dopo essermi fatta visitare a villa Betania». Solidarietà è stata espressa ieri dall’assessore alle Pari Opportunità Valeria Valente. «La frequenza di questi atti di intolleranza e discriminazione dimostra come l’attenzione non deve calare. L’omofobia e la transfobia si devono contrastare, a livello istituzionale e attraverso la diffusione di una nuova cultura che guardi con rispetto alle diversità e rompa il muro di indifferenza. Non si deve sentire solo chi ha il coraggio di non tacere davanti ai soprusi. Chiediamo - ha concluso la Valente - a chi ha visto di riferire quanto accaduto nelle sedi opportune».

venerdì 28 novembre 2008 , di il Mattino