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martedì 9 giugno 2009

Daria, bravissima a scuola, ma senza codice fiscale: niente maturità


Il caso segnalato da "Il mattino"

La ragazza, ucraina e clandestina, rischia di saltare l'esame. Prof e compagni si mobilitano per lei

NAPOLI - Frequenta il quinto anno del liceo linguistico 'Margherita di Savoia', nei pressi di piazza Dante, nel cuore di Napoli. Questo è l'anno del suo esame di maturità, ma una circolare di Stato le ha bloccato la strada. Daria è bravissima, conosce sei lingue, ma è ucraina e clandestina, non ha documenti italiani, tantomeno il codice fiscale che da quest'anno è obbligatorio per sostenere la prova scolastica. Il ministero dell'Istruzione, per compilare l'anagrafe dello studente, sta infatti rilevando i dati relativi a ogni singolo candidato, compreso il codice fiscale che passerà al vaglio dell'Agenzia delle entrate. Il termine per inserire i dati sul sito del Ministero è martedì. A raccontare la vicenda è «Il Mattino».

IL CASO - «Sto esaminando la situazione - spiega al quotidiano il preside del liceo linguistico, Carmine Santaniello - spero di trovare una soluzione a breve. La circolare voluta dal ministro Gelmini è un diktat chiaro: senza codice fiscale non si può sostenere l'esame. Daria è stata iscritta tre anni fa in base alle normative vigenti, ha frequentato regolarmente e adesso ci troviamo dinanzi a questo problema. Cercheremo di risolverlo». In realtà una norma, l'articolo 45 del Dpr 31 agosto 1999, numero 394, sancisce che «tutti i minori, presenti sul territorio nazionale e nei diversi gradi e ordini di scuola hanno diritto all'istruzione, indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno». «Diritto all'istruzione che vale, evidentemente, fino alle soglie dell'esame di maturità perché per la prova finale c'è una circolare (22 maggio 2009) che impone il possesso del codice fiscale», rileva 'Il Mattino'.

LA PAURA - «Adesso ho paura - racconta Daria. - Paura di finire in carcere, lo stesso timore che ho da cinque anni ogni volta che vedo un poliziotto. Io voglio solo studiare, costruirmi un futuro, vorrei il mio diploma. Abito a piazza Carlo III. A casa siamo tutti clandestini perché non riusciamo a diventare regolari. Eppure da quattro anni mamma fa le pulizie ad ore e il mio papà, poverino, lavora tantissimo, fa il saldatore. Io un po' di tutto: lavo le scale dei condomini, faccio le pulizie, la baby sitter, la badante. E poi studio, mi piace tanto farlo». «Dopo vorrei iscrivermi ll'università: Scienze Politiche o la scuola per Infermieri - dice ancora - Non mi spaventano i sacrifici e, in questi giorni, sto ricevendo tanto affetto dai professori e dai miei compagni. I napoletani sono gente buona». Il Margherita di Savoia si è, infatti, mobilitato per aiutare Daria. Professori che si sono offerti di assumerla per regolarizzarla, il preside che cerca una soluzione tecnica, i compagni che stanno per lanciare una petizione. In Ucraina Daria ha già un titolo di studio «finito». «Tre anni fa ho dovuto ricominciare tutto - racconta - ma va bene così. Ho accettato di vivere da clandestina. Io non ho mai violato la legge, lavoro tanto, perché senza il codice fiscale automaticamente divento una delinquente? Perché in un paese democratico io devo diventare un'ombra invisibile per non finire in galera? Io ho paura di perdere la casa, vivo sulle valigie, perché da un giorno all'altro mi possono cacciare via. Due anni fa ho chiesto di essere regolarizzata, da allora non so nulla».

http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_07/clandestina_scuola_maturita_b6b770e0-537b-11de-b645-00144f02aabc.shtml


07 giugno 2009(ultima modifica: 08 giugno 2009)

SVIZZERA; GAY, EUROPRIDE A ZURIGO, 50.000 PERSONE IN CORTEO


Il sindaco, signora Corine Mauch, ha aperto la parata domenica 07 giugno 2009
Le strade di Zurigo sono state invase da almeno 50.000 persone provenienti da tutto il continente per la parata dell'Europride, il festival annuale degli omosessuali, al motto di "Your rights are my rights" ("I tuoi diritti sono i miei diritti"). Il festival, nato a Londra nel 1993, si tiene ogni anno in una città europea differente e richiama partecipanti da tutti i paesi europei. Zurigo - la cui neo prima cittadina, Corine Mauch, è una lesbica dichiarata - è stata addobbata con i tradizionali colori dell'arcobaleno del movimento omosessuale. "Una folla eterogenea", composta non solo da omosessuali, ha preso parte al corteo, ha spiegato Michael Ruegg, uno degli organizzatori. "Al momento sono circa 50.000 persone, ma altre persone si uniranno ai festeggiamenti a fine giornata", nonostante il brutto tempo che imperversa sulla capitale economica svizzera. Ma non tutta Zurigo ha accolto con entusiasmo l'appuntamento: il Movimento dell'Unione cristiana svizzera (BCS, Buendnis christliche Schweiz), che ha invitato a difendere "il modello della famiglia cristiana", ha lanciato una campagna di manifesti e volantini contro l'Europride, L'anno prossimo l'Europride si svolgerà a Varsavia, capitale della cattolica Polonia.
http://www.gaynews.it

Musica/ Il 16 luglio, a Milano, l'unico concerto italiano di Gloria Estefan

Martedí 09.06.2009 11:15

Gloria Estefan, la regina del pop latino, torna finalmente in Italia dopo 13 anni di assenza, in esclusiva assoluta unicamente per Latinoamericando Expo. Attesissima dai fan, la popolare ed amata star cubana naturalizzata statunitense e considerata la riposta latina a Madonna, ha scelto di effettuare il suo unico concerto italiano giovedì 16 luglio, nell'ambito della più importante e completa rassegna dedicata alla cultura latinoamericana, che si svolgerà ad Assago dal 17 giugno al 17 agosto. Un appuntamento davvero unico dell'estate musicale italiana, che offre l'opportunità di apprezzare una delle più rappresentative e famose interpreti della musica latinoamericana.

Lo spettacolo, sicuramente di grande appeal per le riconosciute doti dell'artista, è uno degli oltre 60 concerti che si potranno seguire durante la 19a edizione di Latinoamericando Expo, che proporrà - nell'immenso villaggio latino allestito ad Assago - non solo le performance di artisti di fama internazionale, ma anche espressioni di danze tradizionali, incontri letterari, mostre d'arte e d'artigianato, spazi dedicati al turismo e al commercio, oltre ad importanti iniziative di solidarietà. Un'occasione unica in Europa per consentire al pubblico, nell'arco di due mesi, di approfondire la conoscenza a 360 gradi del mondo latinoamericano.


Gloria Estefan

Gloria Estefan, cantante pop-rock, conosciuta come la fautrice del pop latino, iniziò la propria carriera negli anni 80 con la band Miami Sound Machine, per poi accreditarsi come solista e dar vita ad un variegato repertorio che mescola sonorità latine con parole in spagnolo e in inglese. Autrice di ben 24 album per un totale di 70 milioni di dischi venduti, che le sono valsi tra gli altri premi anche 2 Grammy Awards e 1 Latin Grammy Award, Gloria Estefan è indiscutibilmente una delle più importanti rappresentanti della musica latina nel mondo. Ha composto brani anche per altre famose interpreti come Jennifer Lopez ("Let's get loud") e Shakira ("Whenever, Wherever"), cimentandosi inoltre come attrice a fianco di Meryl Streep nel film "La musica nel cuore". I biglietti per il concerto di Gloria Estefan saranno disponibili già nei prossimi giorni sul sito di Latinoamericando e su tutti i circuiti convenzionati al prezzo eccezionale di euro 45,00 (esclusi diritti di prevendita). La sera del concerto il costo sarà di euro 50,00, salvo disponibilità.

Gloria Estefan canta con Marc Anthony




http://www.affaritaliani.

Cornuti, perdenti e contenti - Marco Travaglio

Coitus interruptus

L’orgasmo plebiscitario del premier è mancato. Sventolando sondaggi che lo davano al 74 per cento di consenso personale, il Corruttore era sicuro di sfondare il tetto del 40 per cento dei voti alle elezioni europee. Ma non ce l’ha fatta. Anzi, il partito padronale della libertà arretra di qualche punto. Certo, per noi è una magra consolazione, visto il contesto. Ma poteva andar peggio. E sarà sempre utile, quando tornerà a delirare di unzione popolare, ricordare che la maggioranza degli italiani non è dalla sua parte. Pdl e Lega, insieme, sono sotto i 14 milioni di voti, su 50.341.790 elettori. Il conteggio dei voti reali, in confronto al numero complessivo degli aventi diritto al voto, non è peregrino esercizio in tempi di satrapia populista.
Persi sette punti in un anno, il PD intanto festeggia lo scampato decesso. Difficile credere che sotto le cure dalemiane, dopo il congresso d’autunno, possa rifondare sull’attuale 26 per cento dei voti la propria “vocazione maggioritaria”. Il bipartitismo all’italiana, va aggiunto, proprio non regge: PDL e PD totalizzano insieme poco più del 61 per cento dei voti.
La Lega ingrassa ancora cavalcando in casa nostra la deriva xenofoba e nazionalista che in qualche modo ha contraddistinto queste elezioni nel resto dell’Europa: c’è da preoccuparsi.
Il 6,5 per cento permetterà a Casini di vendere carissima la pelle, chiunque sia il compratore. Il buon risultato dell’Italia dei valori premia l’opposizione intransigente e speriamo serva a smuovere gli equilibri asfittici di questo centrosinistra.
La barriera del 4 per cento (superata di slancio dalla somma delle schede bianche e nulle, che più o meno vale come Casini e Cuffaro) lascia senza rappresentanza milioni di elettori (tra i quali, non sottovalutiamolo, alcune centinaia di migliaia di fede dichiaratamente fascista). Senza visibilità sui media né radicamento organizzativo, non sarà facile per i due partiti della sinistra “radicale” risalire la china. Capiranno i loro dirigenti che è tempo di unirsi anzichè dividersi? Anche perchè di una sinistra seria ci sarebbe eccome bisogno. Dispiace che uno degli effetti collaterali della debacle sia l’espulsione dal parlamento europeo di personaggi come Vittorio Agnoletto e Claudio Fava. Anche dalle istituzioni se ne vanno sempre i migliori.
Attendiamo ora i risultati delle amministrative. Abbiamo amici che in diverse parti d’Italia hanno deciso di impegnarsi direttamente nelle presenti competizioni comunali. A tutti loro un sincero in bocca al lupo. Comunque vada, mettersi in gioco è un’esperienza importante da cui l’intera società civile trae vantaggio.

QUI i dati ufficiali del Viminale.

QUI gli eletti al parlamento europeo, prima dei ripescaggi.

Franz e Piero

http://www.pieroricca.org/2009/06/08/coitus-interruptus/

Smalto e minigonna: tassista trans licenziato a Londra


LONDRA (4 giugno) - Licenziata in tronco per stile di vita e abbigliamento, è la storia di Andre Edwards, cinquantenne tassista londinese, tagliato fuori dal lavoro dalla compagnia nella quale lavorava perché "indossava minigonne e metteva lo smalto alle unghie". Andre Edwards è sotto cure ormonali e presto si sottoporrà ad un'operazione per diventare donna a tutti gli effetti: «Quando ho avuto questo lavoro parlai del fatto che fossi un transgender e mi dissero "finchè guidi bene, non ci importa". Ora forse hanno cambiao idea - ha detto al Sun - e solo perché metto una gonna o lo smalto per le unghie. E' pazzesco».










http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=60843&sez=LEALTRE#

New York: la chiusura di Wall Street affidata ai gay



Chi era a New York lo scorso week end ha potuto assistere ad un evento storico ed altamente simbolico. Venerdì scorso, infatti, i lavoro della più famosa Borsa del mondo, la New York Stock Exchange di Wall Street, sono stati chiusi da una delegazione di rappresentanti della comunità lgbt cittadina.

Il tradizionale suono della campanella, cui è seguita una festa, faceva parte delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario della rivolta di Stonewall ed è stato affidato all'NGLCC (la National Gay & Lesbian Chamber of Commerce) . Il comunicato stampa recita: "Da Stonewall alla Federal Hall". La chiusura di Wall Street è stata seguita da un simposio sull'evoluzione del movimento lgbt nei 40 anni dopo Stonewall e da un esclusivo cocktail al Trading Floor della Borsa di Wall Street.

Potete vedere il video del suono della campanella di chiusura cliccando qui.

http://www.gay.it

venerdì 5 giugno 2009

Germania, anche i pinguini gay adottano


Il desiderio d'adozione per le coppie gay non è per nulla estraneo al mondo animale. Una coppia di pinguini, entrambi di sesso maschile, ha adottato un uovo abbandonato che si è ormai schiuso. Z-Punkt e Viel-Punkt, sono diventati delle celebrità nello zoo tedesco che li ospita, quando hanno rifiutato di separarsi o accoppiarsi con femmine. Da bravi genitori premurosi hanno fatto a turno per incubare e prendersi cura dell'uovo abbandonato. "Se ne prendono cura in modo veramente toccante" afferma il veterinario dello zoo Joachin Schone. Il piccolo trovatello ha un mese di vita, non ha ancora un nome e il sesso è sconosciuto.

http://www.repubblica.it

Europa, andate a votare per i diritti LGBT

L’Europa ha bisogno di europarlamentari italiani che sappiano stare al passo con i tempi e difendere con fermezza la nostra dignità, battendosi per combattere l’omofobia ed estendere a tutti i paesi pari diritti per le nostre relazioni.”

Così dichiara il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso, alla luce delle adesioni ricevute dalla piattaforma di 10 richieste, proposta da Arcigay e ILGA-Europe a tutti i candidati:

www.arcigay.it/elezioni-europee-2009-usa-tuo-voto

Hanno sottoscritto le richieste di Arcigay 49 candidati/e nelle 5 diverse circoscrizioni: 25 di Sinistra e Libertà, 11 di Rifondazione-Comunisti Italiani, 7 del Partito Democratico, 5 della Lista Bonino-Pannella, 1 dell’Italia dei Valori.

In particolare vi sono tra questi alcuni candidati provenienti dal movimento LGBT. Innanzi tutto segnaliamo Alessandro Zan, presidente di Arcigay Veneto, candidato nella Circoscrizione Nord-Est (Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli V. G., Emilia-Romagna) per Sinistra e Libertà, quindi Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project (Circ. Sud, Sinistra e Libertà), Patrizia Colosio (Circ. Nord-Ovest, Lista Comunista), Roberto Mancuso (Circ. Sud, Lista Bonino-Pannella), Sergio Rovasio, segretario nazionale dell’associazione Certi Diritti (Circ. Centro, Lista Bonino-Pannella), Ivan Scalfarotto (Circ. Nord-Ovest, Partito Democratico), Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà candidato in tutte le circoscrizioni.

“Ribadendo la nostra autonomia dai partiti, in occasione delle elezioni europee invitiamo le persone LGBT a guardare ai propri concreti diritti e quindi a distinguere chi saprà difendere richieste fondamentali come la libera circolazione delle persone LGBT che porterà al riconoscimento reciproco di tutti i matrimoni o saprà contribuire ad un’azione internazionale per la denuncia delle violazioni dei diritti umani. Vogliamo un Parlamento Europeo forte, laico e capace di far cambiare direzione al provincialismo della politica italiana, succube del vaticano.”

“Per portare le nostre aspirazioni in Europa, ribadiamo infine – conclude Mancuso - il nostro invito a tutte le coppie di compiere un piccolo gesto a sostegno del riconoscimento pubblico di tutti gli amori, recandosi ai seggi il 6 e 7 giugno mano nella mano.”

Leggi le 10 richieste di Arcigay e ILGA-Europe
www.arcigay.it/elezioni-europee-2009

Ultime notizie: Comunicato stampa Roma Pride.


Cari e care,
vi invio l'ultimo comunicato del Comitato Roma Pride, diffuso oggi a seguito della riunione urgente convocata ieri per decidere come procedere.
Ancora non sono stati sciolti i nodi del percorso. Ma il comittato tiene a ribadire con fermezza che il Pride a Roma il 13 giugno CI SARà, pacifico e colorato come sempre ma assolutamente incomprimibile.
Serve tutto il supporto possibile.


IL 13 GIUGNO IL ROMAPRIDE C’E’!

A otto giorni dal RomaPride 2009 nessuna risposta dalle Istituzioni alla nostra denuncia sui tre percorsi negati al corteo.

Le oltre trenta sigle che compongono il Comitato RomaPride 2009 ribadiscono che

il 13 giugno

il Pride ci sarà, nonostante le difficoltà e le incertezze che i divieti continuano a creare al regolare svolgimento della manifestazione.

Lanciamo un appello a tutte le forze politiche, ai movimenti, alle associazioni, alla società civile, ad essere vicini alle persone lgbtq in questo difficile momento, sia mostrando solidarietà in questi giorni, sia sfilando tutti/e insieme il 13 giugno.

Quando si colpiscono minoranze o singole persone, limitandone le libertà, in realtà si colpiscono le libertà di tutti/e.

I divieti posti ai percorsi richiesti sono in effetti un modo furbo e burocratico per indebolire il corteo e quindi un attacco sostanziale alla libertà di manifestare, diritto costituzionale e base della democrazia.

Riteniamo che l’appuntamento per tutti e tutte il

13 giugno

a Piazza della Repubblica sia ormai improrogabile.

Per questo sollecitiamo ulteriormente le Istituzioni ad una rapida risposta che permetta la manifestazione secondo quanto ragionevolmente richiesto.

Comitato RomaPride 2009Segreteria Organizzativa

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Segreteria Organizzativa Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Berardicurti
06/5413985 - 348/7708437
info@mariomieli.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
romapride@gmail.com
http://www.mariomieli.org/spip.php?article1167
http://romapride.it/13_giugno/index.php?option=com_content&view=article&id=77%3A13-giugno-il-pride-ce&catid=1%3Aultime&lang=it

giovedì 4 giugno 2009

VISIONI DI IDENTITÀ E CULTURE QUEER LA 23MA VOLTA DEL FESTIVAL MIX


Dal 4 all'11 giugno negli spazi del Teatro Strehler di Milano

Le visioni di identità tornano a Milano. Dal 4 all'11 giugno, ospitato dal Teatro Strehler, torna nel capoluogo lombardo il Festival Mix Milano, cinema gay-lesbo-queer con aggiunta di musica, arte e performances attraverso le manifestazioni parallele MusicOnTheSteps, Brain&Sexy, TriTTico. La sfida è quella di proporre il miglior cinema d'identità italiano e internazionale, indipendente, all'avanguardia, ma anche da grande pubblico.
Il festival, infatti, ha in programma il 9 giugno in anteprima nazionale Rage di Sally Potter, con Jude Law e Judy Dench. Schermo-confessionale, con 14 protagonisti che a giro si raccontano al pubblico fino alla morte violenta di una modella che trasforma la "tranquilla" galleria di racconti in una tesa denuncia contro lo sfruttamento della bellezza nel business della moda. Il film d'apertura sarà invece The way I see things di Brian Pera. Storia di Otto fulminato dalla morte del suo compagno che riuscirà a tornare lentamente alla normalità entrando in una comunità religiosa. Tra i lungometraggi lesbici, Baby formula di Alison Reid, finto documentario su gravidanze vere. Tra le opere ad alto tasso di sperimentazione FlickerFlicker di Nik Sheehan, documentario sulla vita di Brion Gysin, membro attivo della beat generation e creatore dello stile poetico The Cuts Up.
Oltre alle proiezioni, elettronica open-air sul sagrato del teatro dal 4 all'11 giugno con MusicOnTheSteps, il salone letterario Brian&Sexy organizzato da Diego & La Pina di Radio Dee Jay, il teatro che si incastra con il cinema con la rassegna TriTTico. Il 6 giugno, quarta edizione del premio Queen of Comedy, assegnato alla migliore attrice della commedia nazionale o internazionale.
ro. ro.

DA NON PERDERE AL
23° FESTIVAL MIX MILANO

per saper di più visita il sito:

http://www.cinemagay.it/index.asp

Muore la prima drag queen, Danny La Rue




È morta all’età di 81 anni la celebre drag queen Danny La Rue, consumato dal cancro nella sua casa del Kent, la scorsa domenica.
La Rue, si chiamava Daniel Patrick Carroll ed era nato in Irlanda; ha iniziato la sua carriera intrattenendo i marinai durante il suo impiego per la Royal Navy durante seconda guerra Mondiale. Al suo rientro, l’artista ha fatto il giro dell’intero paese comparendo in diversi spettacoli, creando un cabaret londinese.
Secondo i dati riportati dalla BBC, La Rue si era esibito circa trenta volte per la famiglia reale creando pure degli spettacoli particolari chiamati , Royal Variety Performance, tanto da diventare il preferito da Elisabetta II. Nel 2002 è stato nominato membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (Order of the British Empire) per le sue azioni caritative e la sua lunga carriera.

Diventata un’ icona gay si era fatto strada nel corso degli anni, interpretando personaggi di spicco come Elisabeth Taylor, Zsa Zsa Gabor, Dorothy Squires, e Margaret Thatcher. Il suo spettacolo “West End” è stato seguito per due anni da oltre un milione e mezzo di persone.
Secondo i dati della BBC, ancora, pare che La Rue sia stato il primo uomo ad interpretare un ruolo femminile in un musical, quando ha interpretato Dolly Levi nel musical “Hello, Dolly” nel 1982, in una produzione che è stata poi trasferita nel “West End”.

Danny La Rue At The Palace 1973



http://www.mirror.co.uk

Usa: matrimoni gay legali nel New Hampshire


matrimoni tra persone dello stesso sesso sono diventati legali in New Hampshire, il sesto Stato americano ad averli riconosciuti. La nuova legge è stata firmata in serata dal Governatore John Lynch, poco dopo l'approvazione definitiva da parte del Parlamento Statale, ed entrerà in vigore il primo gennaio prossimo. Il New Hampshire è il sesto stato Usa in cui i matrimoni gay e lesbici sono stati riconosciuti legalmente. Gli altri sono Massachusetts, Vermont, Connecticut, Maine e Iowa. In California le nozze omosex sono diventati illegali dopo un referendum approvato lo scorso novembre (e confermato dalla Corte Suprema nei giorni scorsi), ma i circa 18 mila celebrati l'anno scorso rimangono validi. Nell Stato di New York, infine, i matrimoni tra persone dello stesso sesso hanno ricevuto il via libera della Camera Statale, ma quello del Senato sarà molto più difficile da ottenere.

http://unionesarda.ilsole24ore.com

La crociata per il Gay Pride, "Roma come Teheran"


NON si rassegnano i promotori del Gay Pride. E lanciano appelli: al prefetto, al sindaco, persino al ministro Maroni. Perché a dieci giorni dalla tradizionale parata omosex che il 13 giugno avrebbe festeggiato i quarant’anni dai moti di Stonewall — ovvero la prima ribellione di lesbiche, gay e trans contro i soprusi della polizia di New York — il corteo romano non ha ancora un approdo e, cosa peggiore, neppure un tragitto definito. Per due volte piazza San Giovanni è stata negata: anche quando è stato proposto — sia al gabinetto del sindaco sia alla Questura —di far slittare l’a ppuntamento di una settimana, dal 13 al 20, entrambe le date occupate da eventi religiosi.

Mentre è dell’altro ieri il diniego all’ennesimo itinerario alternativo, da piazza della Repubblica a piazza Navona: stavolta per l’impossibilità a transitare in piazza Venezia, luogo denso di sedi istituzionali e obbiettivi sensibili (tra cui la dimora privata del premier). E ciò nonostante le ultradecennali sfilate gay mai abbiano provocato incidenti né qualsivoglia problema all’o rdine pubblico. «Umiliante» è stata infine definita la controproposta di San Vitale (partenza dalla Bocca della Verità, arrivo in piazza Navona): «Un percorso di qualche centinaio di metri che sminuirebbe il senso della manifestazione », l’ha bocciato il comitato organizzatore del Pride. «A questo punto è chiaro che la decisione è politica, ora faremo ricorso al Tar e ci rivolgeremo al presidente Napolitano», ha minacciato il circolo Mario Mieli.

Nel frattempo il caso è montato. Alimentato dal sospetto che le crescenti difficoltà celino una precisa volontà del Campidoglio, che già l’anno scorso negò il patrocinio alla parata. Una lettura tuttavia smentita dall’assessore alla Cultura, Umberto Croppi. «Purtroppo sono stato via qualche giorno e se n’è occupato il gabinetto del sindaco», premette, «ma non c’è alcuna opposizione politica, anzi. Ora mi metterò al lavoro per trovare una soluzione, anche perché i promotori del Pride hanno mostrato sin dall’inizio grande disponibilità a concordare un itinerario che non desse problemi ». Non è piaciuto, a Croppi, come è stata gestita la cosa: «Non è accorciando il percorso che si risolve la questione». Intanto già da ieri è cominciata la raccolta di firme per sostenere l’appello al prefetto e a tutte le istituzioni affinché il Gay Pride di Roma «possa tenersi in modo regolare, come è avvenuto ogni anno nella Capitale».

E dello stesso tenore è la lettera aperta che la deputata del Pd, Anna Paola Concia, ha scritto al ministro dell’Interno perché adotti ogni misura necessaria allo svolgimento del corteo omosex «in un clima di serenità e con un percorso adatto al genere di evento». Una serie di iniziative che sabato prossimo sfoceranno nel sit-in di protesta in via di San Giovanni in Laterano: «Una maratona dei diritti e delle libertà a partire dalle ore 22», annunciano in una nota Arcilesbica, Arcitrans e Arcigay. Il cui presidente, Fabrizio Marrazzo, si incarica di spiegarne il senso: «La decisione della questura porta Roma ad assomigliare sempre più a Mosca, dove ogni anno il Gay Pride viene ostacolato e represso nel sangue.

di Giovanna Vitale
http://roma.repubblica.it

RUSSIA: SINDACO DI MOSCA SPREZZANTE SUL GAY PRIDE, 'E' INSANO'"Se ottenessero permesso parata, verrebbero semplicemente uccisi"



Mosca, 3 giu. - Non s'ha da fare il Gay Pride a Mosca. Il sindaco Yury Luzhkov va in tv e torna a ribadirlo, adducendo le sue due ragioni: "In primo luogo, quella russa è una società morale e sana, e respinge tutte queste 'checche'", ha detto Luzhkov. La seconda ragione è la sicurezza dei manifestanti stessi, ha aggiunto. "Anche se ottenessero il permesso di tenere la parata, verrebbero semplicemente uccisi. Abbiamo cristiani radicali che nutrono sentimenti molto forti contro queste manifestazioni del Diavolo, come le considerano. A proposito, quando ci sono stati tentativi di tenere una sfilata gay durante la recente edizione dell'Eurovision Song Contest, abbiamo dovuto isolare 19 radicali che si preparavano ad andare a picchiare queste checche", ha detto Luzhkov.
Io vieto tali sfilate, e questa decisione è ben pensata. Inoltre, questa non è solo una decisione del sindaco. La nostra società è contro queste manifestazioni", ha detto.

Lo scorso 16 maggio la polizia russa ha disperso con la forza un gruppo di manifestanti per l'orgoglio omosessuale, poche ore prima della finale dell'Eurovision, la manifestazione canora che fa impazzire i russi, come soltanto il Festival di Sanremo riesce in Italia. Venti attivisti sono finiti in manette.

Fra i fermati c'era anche Nikolai Alekseev, fondatore del sito web 'GayRussia.ru' e principale organizzatore della manifestazione programmata apposta in coincidenza con l'Eurovision. Intervistato in settimana da Apcom, Alekseev aveva fatto notare che anche tra le stelle della competizione musicale c'è chi appoggia la causa: "Il gruppo olandese De Topper - ha confermato - boicotterà Eurovision se le autorità russe ci impediranno di manifestare".

(Cgi/Spr 031116 giu 09)
(Fonte: Apcom-Nuova Europa)