Translate

venerdì 6 novembre 2009

Trattato di Lisbona : Ecco l'Ue dei diritti dei gay


Con la firma della Repubblica Ceca diventa effettivo
In festa le organizzazioni 'Lgbt'.

Milano – L'Unione Europea, grazie alla tanto attesa firma della Repubblica Ceca, ha una Costituzione, il Trattato di Lisbona, ratificato infine da tutti i 27 Stati membri. La neonata carta costituzionale adotta ufficialmente la Carta dei diritti fondamentali dell'UE che, così, acquisisce par valore con le legislazioni in atto nei vari paesi. La comunità gay internazionale gioisce per la notizia.

Nel testo del Trattato, infatti, vengono proclamati il diritto alla non discriminazione, basata anche sull’orientamento sessuale, e il diritto di sposarsi e di formare una famiglia. Come si può capire, sono dichiarazioni di principio che però, presto o tardi, saranno realizzate.

In un'Italia in mezzo alla bufera per la questione dei Crecifissi, i bigotti si preparino. L'idea di 'famiglia' come la percepivano i nostri avi è destinata a scomparire e, questa volta, è la legge a dircelo.

Valeria Bollini
fonte:http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=40932

mercoledì 4 novembre 2009

Il Festival Mixbrasil presenta il film della trasgender Claudia Wonder



Claudia Wonder è una artista, scrittrice, giornalista e militante transessuale brasiliana per i diritti umani.

Claudia ha scoperto la sua transessualità ancora adolescente, inizia a frequentare la notte e rientra nel contesto trans contenporaneo insieme ai grandi nomi del travestitismo di São Paulo, come Andrea Dimaio, Thelma Lipi, Brenda Lee tra gli altri.

Claudia Wonder è nata a San Paolo, performer, cantautrice, attrice ed autrice è icona metropolitana della comunità LGBT brasiliana.

Ha iniziato la sua carriera artistica facendo spettacoli nei club e ben presto arriva al teatro e al cinema, ancora minorenne di fronte a grandi nomi dello spettacolo nazionale, tra i quali, Tarcisio Meira e Rau Cortez.

Negli anni 80, ha scoperto la sua vena musicale. Una volta formata la band Dirty Trick ha sempre colpito la critica e il pubblico. Nella fine degli anni '80 si è trasferita in Europa, e vi rimase per undici anni, dove ha lavorato nelle mostre e poi come imprenditrice nel campo dell'estetica.

Torna in Brasile per riprendere la sua carriera artistica, ed incide due CD dedicati ai sonetti del poeta Glauco e di vari artisti, tra i quali, Arnaldo Antunes e Itamar Assuncao. Inoltre fa un duetto con il suo amico, il cantante Edson Cordeiro.

Nel settembre 2007 pubblicò il suo primo CD da solista FunkyDiscoFashion anche il Music Moon.

Come icona della comunita LGBT è stata anche la madrina del Festival Mix Brasile Film e Video sessuale diversità.

Coordinatrice del Gruppo di studio sul Genere Identity ha lavorato come giornalista e reporter della rivista G Magazine e del sito on-line G nel 2008.

Instancabile, Claudia lavora anche come responsabile alla comunicazione del Centro di riferimento per la diversità nel progetto Inclusive City un progetto del governo di San Paolo con l'Unione europea.

Nel giugno 2009 il film documentario Meu Amigo Claudia del regista Dacio Pinheiro, che racconta la storia dell'artista, ebbe la sua prima mondiale al Festival del film Frameline Lesbian and Gay Film Festival di San Francisco - California.




Raccontando la sua vita da quando era piccola, racconta allo stesso tempo anche un po' della trasformazione del movimento trans.

Per parlare della vita di Claudia, il regista Dacio ha chiesto l'aiuto di persone molto vicine alla trans come Caio Fernando Abreu, Ezio Fernandes, Grace Gianoukas e Ze Celso.

Sono interviste, ritagli di giornali, rare immagini d'archivio che compongono la sua storia.

"My Friend Claudia" ha debuttato con successo nel mondo, nel mese di giugno, durante la frameline Lesbian and Gay Film Festival di San Francisco, negli Stati Uniti.

Guarda il trailer:


A causa della sua sessualità, è stata più volte arrestata, molestata sessualmente e cacciata dai locali. Ha rivelato in una 'intervista, che l'hanno paragonata ai più perversi individui "semplicemente perchè diversa dagli altri". Questo ha causato grande rabbia da cui ha tratto la sua forza per lottare contro questi pregiudizi.

Ulteriori informazioni su chi è Claudia:http://pt.wikipedia.org/wiki/Cl%C3%A1udia_Wonder
fonte:http://mixbrasil.uol.com.br/upload/noticia/10_111_74866.shtml

La Spagna lancia una guida per i genitori di omosessuali


La Spagna ha appena pubblicato una guida di 19 pagine che mira ad aiutare i genitori di omosessuali ad accettare i loro figli . Il materiale è un'iniziativa dell'Associazione delle madri e padri di Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender (AMPGYL) in collaborazione con l'Unione delle Associazioni Familiari e il Ministero della Salute e delle Politiche Sociali.

Il messaggio principale che la guida darà all'intero paese e ai genitori di questi bambini, è che l'amore va dato allo stesso modo, garantendo che essi non conducano una vita segreta e a rischio. La guida sarà distribuita entro la fine dell'anno, e verrà raccontata nei dettagli la vita dei gay e lesbiche, sottolineando i dettagli che troppo spesso vengono nascosti ai genitori.
Secondo la Federazione spagnola dei gay e lesbiche, il 45% dei gay hanno il sostegno della madre, quando si tratta di sessualità e il 32% con il sostegno del padre.

fonte:http://mixbrasil.uol.com.br/upload/noticia/11_101_74865.shtml

Parlano le trans: "Basta guerra. Potremmo fare nomi"


«Potremmo tirare fuori migliaia di nomi, potremmo dare le liste» di chi fa sesso a pagamento fra i politici, «ma non lo faremo perché ognuno è libero. Ma lo sono anche le lavoratrici del sesso per le quali vanno garantiti diritti e sicurezza, condizioni che ora non esistono». Lo ha detto Pia Covre, presidente del Comitato diritti civili delle prostitute, intervenuta telefonicamente ad un incontro stampa organizzato dall'Associazione Radicali Certi Diritti per dare voce agli operatori del settore dopo gli scandali sessuali.

Covre, sottolineando la realtà dei fatti, si è rivolta ai cattolici invitandoli ad «una riflessione: esistono le richieste e i bisogni di servizi sessuali». Come per il mangiare e il dormire, sono bisogni da soddisfare. Questo, per Covre, vale anche per i detenuti che non dovrebbero essere "repressi". Ecco perché - ha ribadito - «quello del sesso è un mercato da regolamentare, senza farse e senza ipocrisie. Il lavoro sessuale è appunto un lavoro e va data la possibilità a chi vuole di farlo».

«Negli ultimi mesi - ha denunciato - si è aperta una guerra contro chi vende il sesso» e colpisce anche i clienti: migliaia di donne e trans nell'ultimo anno sono state arrestate e schedate nelle questure, e se irregolari inviate nei Cie e poi espulse. Impossibilitate a stare per strada, «ora per trans e prostitute c'è la persecuzione nei locali notturni e negli appartamenti. Non è accettabile costruire la paura su quella parte del mondo ritenuta pericolosa che l'altra parte del mondo cerca».

fonte :http//www.gay.it/channel/attualita/27466/Parlano-le-trans-Basta-guerra-Potremmo-fare-nomi.html

Il fatidico sì a Westminster. Anche per i gay


ROMA - Chris Bryant, sottosegretario per l'Europa, ed il suo compagno Jared Cranney sarnno la prima coppia gay a celebrare il proprio matrimonio nel Palazzo di Westminster, sede del Parlamento britannico. Trattandosi di un rito civile, il matrimonio fra Bryant e Cranney non verrà celebrato nella Cappella di St. Mary. Ma John Bercow, speaker della Camera dei Comuni, ha comunque affermato che sarà felice di mettere a disposizione, per lo svolgimento della cerimonia, la sua residenza ufficiale all'interno del Palazzo di Westminster. Secondo indiscrezioni apparse sul quotidiano "The Independent", lo speaker starebbe adoperandosi per ottenere una licenza affinché la proprietà diventi una location ufficiale per le unioni civili.

Il mese scorso, Gordon Brown aveva annunciato che il Parlamento doveva essere utilizzato per celebrare riti civili non solo tra coppie eterossessuali, come risultato di un processo di modernizzazione che ha come intento principale quello di rendere il Palazzo di Westminster maggiormente rappresentativo. L'episodio, infatti, è già stato considerato una vittoria simbolica per i diritti degli omossessuali.

fonte:http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=31690

ntervento di Fabianna Tozzi durante la trasmissione del 03/11/2009

Rio de Janeiro, paradiso dei gay



La miglior destinazione turistica "omo"


Thiago Silvestre, di 22 anni è il nuovo mister gay 2009

Rio de Janeiro è la migliore destinazione gay al mondo. Parola della decima Conferenza internazionale di turismo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) a Boston. La città brasiliana dunque non attirerebbe visitatori tanto per le sue belle ragazze che si esibiscono tradizionalmente sui carri del carnevale, ma per chi cerca avventure "trasgressive".

Sheila Xiss Miss Brasil Gay 14 / 11 / 2009

La città famosa per la "Garota de Ipanema" ha battuto nella preferenza degli operatori e dei turisti gay altre destinazioni privilegiate, come Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Londra, Montreal e Sidney. La votazione si è svolta a Boston tra i delegati della conferenza, ma sono stati presi in considerazione anche oltre 100mila voti pervenuti via internet sul sito degli organizzatori.



Rio ha vinto con un buon margine, nonostante i numerosi avvisi sulla violenza della città, che colpisce anche duramente la comunità Lgbt, con raccomandazioni per esempio di evitare le spiaggie famose come Copacaba e Ipanema di notte. L'isola di Curacao è stata eletta come "rivelazione" di quest'anno tra le destinazioni gay e il quartiere parigino del Marais come "luogo più sexy del pianeta".

L'indicazione come miglior destinazione gay del mondo va ad aggiungersi alle numerose vittorie di immagine che Rio ha conquistato quest'anno nonostante la violenza endemica, come quella di "città più felice del mondo" da parte della rivista "Forbes" e come sede delle Olimpiadi del 2016.

fonte:http://www.tgcom.mediaset.it

lettera a Letizia




Gentile Letizia Moratti, Sindaco di Milano,

oggi, 3 novembre 2009, io e il mio fidanzato (e altre due coppie, e un legale della Rete Lenford) ci siamo recati in comune presso il vostro ufficio Pubblicazioni Matrimoniali, in via Larga 12, al fine di richiedere, per l’appunto, tale pubblicazione.
Prima di scendere nel dettaglio di ciò che è avvenuto, ci terrei a ricordarle ciò che enuncia l’articolo 3 della Costituzione Italiana che dichiara testualmente:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Brevemente: una deliziosa signorina ha accolto la novella coppia, con un gran sorriso chiedendo “chi di voi due si sposa e con chi?” e alla risposta “noi due con noi stessi” il sorriso si è raggelato in un ghigno satanico, ma pur sempre estremamente gentile.
Dopo brevissima consultazione col capo ufficio, ci ha informato che non avremmo nemmeno potuto far richiesta di pubblicazione, in quanto sprovvisti dei requisiti necessari.

Ad ogni modo la sua collega (che esclamava nel frattempo: che bello! Buona fortuna!) ci ha suggerito di far domanda in carta libera all’ufficio Protocollo.
Usciti dall’ufficio nel quale ci sono stati negati -in quanto rei d’omosessualità- i nostri elementari diritti di cittadino italiano che vota e paga le tasse, ci siamo confrontati con le altre coppie alle quali era stata detta la medesima cosa.
Nota a margine: durante questa breve consultazione tra coppie ed avvocato, un dipendente comunale si è premurato di farci sapere (ripetutamente) che la suoneria del suo telefonino era “Faccetta Nera”, nota canzoncina dei bei tempi perduti del fascio.

Così il variopinto gruppetto si è spostato ai piani bassi, all’ufficio protocollo e, dopo non poco penare, è riuscito a depositare finalmente questa domanda di richiesta per poter accedere al servizio di Pubblicazioni Matrimoniali.

Letizia, vorrei porre la sua attenzione su un esempio banale ma molto significativo: se a lei, in quanto donna, venisse negato il Diritto Costituzionale di accedere al voto, come si sentirebbe?

Ecco, esattamente nello stesso modo mi sento io stamane, violato nella mia dignità umana, personalmente offeso dai suoi dipendenti e soprattutto arrabbiato perché:
1) non solo mi viene negato il diritto di sposarmi, ma l’atteggiamento dei suoi dipendenti, viola l’articolo 3 della costituzione, rendendo ANTICOSTITUZIONALE L’OPERATO DELL’ANAGRAFE DI MILANO
2) oltre al diritto di sposarmi mi viene negato anche il mio diritto di dignità, sminuendo la mia persona, nonostante –come già sottolineato- io sia Cittadino Italiano incensurato, paghi le tasse ed eserciti il diritto/dovere di voto
3) naturalmente a tutto ciò si sommano tutti gli altri diritti correlati ai quali non posso accedere: si va dalla licenza lavorativa matrimoniale per arrivare al diritto di successione, alla responsabilità sanitaria… la lista è lunga, caro Sindaco

La prego quindi di dar seguito, nei tempi previsti dalla legge, alla richiesta di pubblicazioni depositata dalla nostra coppia e dalle altre coppie facenti parte dell’associazione “Certi Diritti”.
La prego inoltre di ricordare ai suoi dipendenti che l’intimidazione è un reato punibile per legge.

Cordialmente

Un cittadino che paga le tasse.

fonte:http://www.tomblog.it/?p=2725

In Germania se vai a "escort" in bici hai diritto allo sconto.



http://news.illecito.com/esteri/germani-prostituta-escort-bici-sconto-berlino-ecologia.html -
NEWS.ilLecito.com

In Germania la prostituzone è legale, e le prostitute tedesche convinte ecologiste hanno preso iniziative particolari: lo sconto per i clienti che scelgono mezzi di trasporto ecologici, come la bicicletta. A Berlino i ciclisti sono i veri padroni del traffico, le piste ciclabili sono ovunque e i tedeschi si muovo sulla due ruote a qualsiasi ora del giorno e della notte. Da qui l’idea delle prostitute di garantire uno “sconto verde” a chi non inquina.

Tutto questo perché la crisi ha colpito anche l’industria a luci rosse, che ha scelto così di mettersi un po’ di verde ecologico: tutti i clienti che si recheranno nele case chiuse berlinesi in bici o con l’autobus, avranno diritto ad uno sconto di 5 euro.

Il sistema funziona: lo sconto di 5 euro o la promozione dell’uso di mezzi ecologici ha portato 5 nuovi clienti al giorno nelle stanze del circuito a luci rosse. Che con questa virata ecologica le prostitute siano riuscite a conquistare anche gli amanti verdi o semplicemente quelli più al verde?

GREENPEACE
Anche l’associazione internazionale più battagliera ha da tempo un suo decalogo del sesso ecologico. Ecco le dieci regole per amarsi senza emettere troppa CO2

Spegnere le luci. Per millenni uomini e donne hanno fatto l’amore al buio, dando un senso più profondo alla sessualità, perchè dovremmo inquinare per avere un rapporto meno profondo con il nostro partner?

La frutta accende la passione, vediamo di non tradire le tradizioni dei grandi amori della storia dell’umanità e di poter amare i frutti della madre terra nella loro naturalezza. Che sarebbe della storia cristiana se Eva avesse offerto ad Adamo una volgare mela geneticamente modificata ? La frutta è vita, amiamo la frutta e non le velenose imitazioni!

Meglio il peperoncino che le ostriche e molluschi come afrodisiaco. Ora i molluschi sono degli eroi che combattono l’inquinamento, facendosene carico. . Guarana, Peperoncino, Caju, la potentissima Yohimbe e molti altri doni della natura possono essere molto più potenti di qualsiasi medicinale o animale morto.

Amarsi in prati e campi dove vengono usati solo concimi naturali, amarsi all’aperto è anche amare l’ambiente in cui si è, quindi è gentile da parte vostra di aiutare anche a concimare la natura che vi ha accolto negli atti amorosi.

Lubrificanti naturali, non basati su petrolio e meglio se naturali e biologici. L’amore deve essere libero dalla dipendenza del petrolio e risorse fossili. Abbondare in saliva e la lubrificazione naturale.

Autoerotismo con oggettistica non in PVC e magari in gomma naturale e cuoio. Ecosesso.com consiglia l’uso di oggettistica sopratutto nel rapporto sociale con almeno un’altra persona, facendo attenzione al legno, la natura pensando a questo uso del legno ha fatto lo scherzetto di inventare le schegge.

Lavarsi insieme in vasca o doccia salva aqua e assicura un lavaggio più profondo delle zone intime. Si consiglia la vasca per non stare ore in doccia con l’acqua calda. L’acqua della vasca può essere riutilizzata da più persone e gruppi basta stare attenti a non lasciarvi tracce corporali oppure alzare un po’ la temperatura dell’acqua. L’acqua in molte parti del mondo è un lusso, non sprechiamola per lavarci una sola volta.

Remi di legno per rapporti sadomaso basati sulle sculacciate, e consiglia che il legno sia certificato FSC, ovvero legno ecologico. Ecosesso.com è contento di trovare una nuova scusa da usare nel proporre pratiche in cui manca di esperienza.

Giochi di ruolo ecologici, insomma interpretare ruoli diversi e trovare una soluzione erotica a situazioni problematiche riguardo l’ambiente. Greenpace consiglia simpaticamente di giocare al “George Bush e multinazionali Americane all’Earth Summit” e ad altri giochi sadomaso, pregando di ricordarsi di tenere in conto che è fantasia e non realtà e quindi di non fare danni irreparabili.

Fate l’amore non fate la guerra. E’ l’ultimo e il più importante consiglio di Greenpeace. (Antonella Mariotti – La Stampa)

fonte: http://www.notiziegay.com/?p=37331

News.ilLecito.com

La Corte europea dei diritti dell'uomo: «No al crocefisso nelle aule scolastiche»


Il ricorso presentato da un'italiana di origine finlandese. Gelmini: «È un simbolo della nostra tradizione»

La Corte europea dei diritti dell'uomo:
VENEZIA - La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il giudice Nicola Lettieri, che difende l'Italia davanti alla Corte di Strasburgo, ha reso noto che il governo italiano ricorrerà contro la sentenza. Se la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Qualora non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano assume invece una posizione attendista: «Dobbiamo valutare la sentenza».

LA RICORRENTE - Lei è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola era arrivata risposta negativa e a nulla sono valsi i successivi ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano dovrà versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi nelle aule scolastiche.

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

VATICANO, DOBBIAMO VALUTARE SENTENZA - Il Vaticano vuole leggere la motivazione, prima di pronunciarsi sulla sentenza della Corte europea di Strasburgo. «Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare», ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. Ha aggiunto monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti: «Preferisco non parlare della questione del crocefisso perché sono cose che mi danno molto fastidio».

COMMENTI - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Pdl): «La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc: «È la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. È il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa». Paola Binetti (Pd): «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose». Il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (Lega): «Mi schiero con chi si sente offeso da una sentenza astratta e fintamente democratica e che offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo». Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti: «Un grande giorno per la laicità italiana. Siamo dovuti ricorrere all`Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano trova conferma». Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani: «È un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato». Alessandra Mussolini: «A questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista: «Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna». Vincenzo Vita (Pd), vice presidente della commissione Cultura del Senato: «La sentenza non delegittima la religione cattolica, ma la riconsegna a una spiritualità che non ha bisogno di simboli esibiti in luoghi non adibiti al culto».

fonte http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/3-novembre-2009/corte-europea-diritti-uomo-no-crocefisso-aule-scolastiche--1601949633889.shtmlvia il crocefisso dalle aule (archivio)

lunedì 2 novembre 2009

........PERSONE....................



foto nathali


Con gli occhi di una trans

di Barbara X

Sono sconcertata da quello

che leggo sui giornali e

sento in TV:



"Si dice che saresti stato ripreso in compagnia di un transessuale,
è incredibile che tu abbia fatto una simile cosa, chi ti conosce ed
apprezza i tuoi valori non può credere che tu abbia per amici simili
individui”.
...............
Queste sono alcune parole prese a caso dai messaggi degli amici
di Facebook di Piero Marrazzo, l’ex governatore della Regione Lazio.
...............
Ebbene, la recente vicenda che ha visto coinvolto Marrazzo mi ha
fatto capire per l’ennesima volta (se ancora ce ne fosse bisogno)
quanto schifo .........noi persone trans....... facciamo a questa
società malata e incivile.

Ciò di cui dovrebbe vergognarsi una persona qualunque
(non solo Marrazzo) è il pagare un’altra persona per avere
da questa prestazioni sessuali:
è questa l’unica vera vergogna, non già il fatto di avere come
amiche delle persone trans.

Un uomo che va a prendere un caffè con una trans di giorno non
ha nulla di cui vergognarsi; e un uomo che frequenta una trans non
è gay: questo sono ridotta a dire a una società completamente
ignorante e schiava del pregiudizio.

Dunque, per questa società feroce e idiota, un uomo è tanto più
ricattabile (e “sputtanabile”) quanto più viene considerata
moralmente sudicia, riprovevole, sconveniente, impresentabile
la persona con cui viene sorpreso.

Anch’io sono una trans: cosa pensate che possa provare nel leggere
certi giudizi negli articoli di giornale? Come pensate che possa reagire
avendo avuto da questa vicenda la conferma che la vergogna per
un uomo sarebbe quella di avere per amica una trans, non tanto
di pagarla per certe prestazioni?

Questo sistema infernale ancora una volta mi ha dimostrato che
le belle parole di accoglienza e rispetto nei confronti delle donne
come me, sono per l’appunto solo parole: all’atto pratico v’è solo
disprezzo.
E’ inutile negarlo, i media in questi giorni mi hanno detto chiaro e
tondo che noi trans siamo sull’ultimo gradino della scala sociale,
e chi viene sorpreso in nostra compagnia è un uomo rovinato,
col marchio dell’infamia, marchio che – se è famoso – si porterà
dietro tutta la vita.

Ecco quello che pensa questa società malata. Che orrore, che
squallore, che tenebre. Ed ecco donde deriva l’esclusione cui
questa società incivile ci condanna indistintamente.

Io, per esempio, avrei tutte le carte in regola per balzare
positivamente agli onori della cronaca, come si dice; ma io
sono una trans, e di quelle come me si deve parlare solo
in occasioni scabrose, per vellicare i deviati istinti morbosi
di chi è depravato per davvero, cioè l’uomo medio (e mediocre).

Le cronache di questi giorni sono piene zeppe di sozzi
particolari pruriginosi, eccone un esempio da un sito
d’informazione:
“Un rovo di accuse incrociate, di odi e
piccole ripicche replicate negli anni in un mondo chiuso,
quello dei transessuali quasi sempre clandestini.

Un mondo in cui, dice Luana toccandosi il naso, il
problema è lì, nelle narici. Polvere bianca.
Tanta, troppa cocaina. Dice che è per quello che
i festini con i trans arrivano a costare così cari,
migliaia di euro per una notte di sesso e sniffate.

Un piccolo mondo atroce che attira la peggiore
umanità, un tombino socchiuso in cui è facile
scivolare: ‘Sesso, rapine, ricatti e cocaina,
’ dice Luana”.

Se queste parole le leggessero i miei genitori, tanto
per fare un esempio, cosa penserebbero di me?

“I travestiti”, “i trans”: ci si arroga il diritto di parlare
di qualcuno senza la minima conoscenza di quel qualcuno.

Non ci sono travestiti che si prostituiscono: un travestito
è una persona che, per andare a un ballo in maschera a
carnevale, si traveste da donna (o da uomo, se è una donna),
da coccodrillo, da Batman, da comò Luigi XV
ecc., e che poi, terminata la festa, smette quei panni e
torna ad essere ciò ch’era prima.

Quelle che, purtroppo per loro, spesso stanno in

strada a prostituirsi, sono le trans, non i trans:

I trans sono quelle donne che intraprendono il percorso

di transizione opposto al mio, cioè dal femminile –

tramite terapie ormonali e accorgimenti chirurgici

– transitano verso il maschile.


Io sono dunque una trans: ho fatto il percorso inverso:
chissà per quante volte ancora dovrò ripetere queste
parole, tanto semplici e banali, ma, a quanto sento e
leggo, tanto difficili da recepire.
Ed è molto importante recepirle, e obbligatorio per chiunque:
perché se non si sa “cosa” sia una persona, non si fa
altro che relegarla in un ghetto di tenebre e dolore, facendole assai male.
Io non posso credere che una società così bella
e civile e buona e giusta come la nostra, voglia far
del male a delle persone…

(29 ottobre 2009)
fonte:http://www.facebook.com/vanessa.mazza?ref=profile#/note.php?note_id=201243234516&id=1600661190&ref=mf

Maicol: «Mi sento una donna nel corpo di un uomo"

`Transessuali e prostitute hanno qualcosa da dire`, conferenza stampa Certi Diritti

Si svolge il 3 novembre a Roma, in via di Torre Argentina 76 dalle ore 15.30 la conferenza stampa promossa dall'Associazione Radicale Certi Diritti "Transessuali e prostitute hanno qualcosa da dire". L'evento mira a dare voce alle trans che troppo spesso i media (e non solo) hanno denigrato. denotando mancanza di rispetto oltre che di informazione. A fronte dei recentissimi fatti di cronaca che vedono coinvolte persone transessuali, è quasi certa la presenza di una delle trans legate alla vicenda dell'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Intervengono inoltre Monica Rossellini (Presidente), Pia Covre (Presidente Comitato delle Prostitute), Marco Cappato (Segretario Associazione Luca Coscioni), Sergio Rovasio (Segretario Associazione Radicale Certi Diritti), Porpora Marcasciano (Movimento Italiano Transessuali), Donatella Poretti (Senatrice radicale-Pd), Andrea Maccarrone (Presidente Circolo Mario Mieli Roma).

redazione@gay.tv

fonte:http://www.gay.tv

Thailandia: incoronata Miss trans 2009




La giapponese Ai Haruna, 37 anni, è stata eletta Miss International Queen 2009, concorso di bellezza dedicato ai transessuali tenutosi a Pattaya, città a 150 km da Bangkok (Tailandia). Nella foto la vincitrice riceve un bacio di congratulazioni dalla brasiliana Daniela Marques (seconda classificata, a sinistra) e dalla tailandese Kangsadal Wongdusadeekul (terza classificata).


Mentre in Italia le persone fanno cadere le amministrazioni in rappresentano una vera e propria industria, senza che questo causi il minimo imbarazzo. Anzi.

E' raggiante Haruna. È la più bella di tutte. Lo ha stabilito la giuria a Pattaya, in Thailandia, che l’ha incoronata transessuale più bella del mondo. Il titolo di "Miss International Queen" 2009 è così andato, oltre tutte le aspettative, alla giapponese - nata uomo 37 anni fa - scelta tra 20 candidate selezionate in tutto il mondo. E aver vinto il concorso, dice Haruna, sarà l’occasione per diventare portavoce nella causa per il rispetto dei trans.
Il titolo riconosciuto ad Haruna è una cosa seria in Thailandia, dove i transessuali fanno parte del tessuto sociale del Paese e la tolleranza è la regola. A dimostrarlo anche i milioni di thailandesi che hanno seguito in diretta lo spettacolo della premiazione di Miss transessuale trasmesso da Pattaya, località balneare nota nel mondo soprattutto per essere una destinazione per il turismo sessuale.
«Sono molto, molto felice - ha detto Haruna in lacrime, indossando la corona appena conquistata (incastonata di falsi diamanti) e fasciata in un abito di lamè -. Vorrei che competizioni come questa mostrino a tutti che ci si deve amare e vivere liberamente». «Il modo di vita giapponese è più tradizionale e i transessuali non sono liberi - ha aggiunto -. Ma in Thailandia fanno quello che vogliono».
Ma oltre le lacrime di gioia, le luci e i lustrini, nel backstage dello spettacolo non possono che emergere storie di discriminazione e frustrazione: «Il mio sogno è che un evento come questo possa tenersi negli Stati Uniti», ha detto la concorrente americana, Sunny Dee-Lite, di 32 anni. «Sono qui per mostrare al mondo che non sono un mostro», ha aggiunto Camilia Dzelma, 22 anni di Singapore e di famiglia musulmana.


fonte:http://www.gazzettadiparma.it
fonte fotos:http://www.lastampa.it

Addio, Alda Merini


Alda Merini aveva 78 anni, essendo nata il 21 marzo 1931 nel capoluogo lombardo. Era stata protagonista, negli ultimi anni della sua vita di una serie di apparizioni teatrali e anche di un documentario presentato alla mostra del Cinema di Venezia quest'anno, Alda Merini. Una donna sul palcoscenico, di Cosimo Damiano Damato.





Pianto dei poeti.

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto
dalle turbe angosciose di declino
io sono l'acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.

Alda Merini.

Dicevi di te:

«Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace di cambiare di misura»

Morta a Milano Alda Merini 1 novembre 2009