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martedì 11 maggio 2010

Era andata a porgere l'ultimo saluto all'uomo che per ventuno anni le era stato accanto in una fase cruciale della sua vita, ma

Era andata a porgere l'ultimo saluto all'uomo che per ventuno anni le era stato accanto in una fase cruciale della sua vita, ma Regina Satariano si è ritrovata vittima di un'aggressione

Un rapporto lungo ventuno anni. Poi lui ha un malore e dopo tre giorni di terapia intensiva, muore. Lei gli resta accanto fino alla fine, fino a quando, prima del funerale, non viene aggredita dalla sorella e da un dipendente della Asl.La lei in questione è Regina Satariano, dirignte nazionale dell'Associazione Trans - Genere, proprietaria del Priscilla a Torre del Lago e presidente del consorzio Friendly Versilia. Il lui, invece, è l'uomo che l'ha accompagnata per moltissimo tempo fin dall'inizio della sua transizione "quando andavo in giro con la parrucca e le tette finte. Non era facile, ma lui mi presentava a tutti come la sua donna e ne era orgoglioso". Un uomo facoltoso di La Spezia morto qualche giorno fa e di cui Regina preferisce non fare il nome e che era il suo ex compagno.

"Domani andrò a denunciare l'aggressione subita davanti all'obitorio e per la quale il Coordinemanto delle associazioni Transgender vuole costituirsi parte civile - spiega Regina a Gay.it -. E più che la violenza subita, quello che resta dentro sono le minacce, gli insulti e la cattiveria. La mancanza di rispetto davanti ad un legame così forte e lungo".
Ma veniano ai fatti che si svolgono la settimana scorsa a La Spezia, dove l'ex compagno di Regina viveva.
"Lo avevo sentito che era già in ospedale, ma con la prospettiva di uscire di lì a poco - racconta l'imprenditrice -. Gli dissi che era meglio aspettare di vederci fuori dall'ospedale per evitare di creare qualche imbarazzo con la sua famiglia. Purtroppo finisce in terapia intensiva e a quel punto corro in ospedale. Per fortuna mi fanno entrare e lì incontro la sorella che non avevo mai visto prima. Lei mi chiede se lo conoscessi e io le spiego che sì, ci conoscevamo da 21 anni".

Non ha chiesto chi fossi, ma coglie un po' di imbarazzo e si allontana così da permettermi di baciarlo sulla fronte". Dopo tre giorni passati in terapia intensiva, purtroppo, l'uomo non ce la fa. "Quando vado a dargli il mio ultimo saluto all'obitorio dopo che lo avevano già vestito - continua Regina - mi rendo conto che aveva addosso dei vestiti che in vita non avrebbe mai usato, informale com'era. Lo faccio notare e la sorella mi dice che non devo permettermi di dare consigli perché lei non sa chi sia e mi conosce da solo due giorni. Cerco di spiegarle che in 21 anni non s'è mai vestito così, ma non serve a nulla". Regina, prima di dire addio per sempre a quella persona così importante nella sua vita, decide di preparare un messaggio che lo accompagni nel suo ultimo viaggio. "Avevo scritto una lettera e, insieme ad una foto, avevo chiesto che gli venisse messa nella tasca della giacca - spiega -. Quando la sorella vede da dietro il vetro che parlo con la persona a cui avevo chiesto il favore e gli passo questo foglietto dice 'che schifo'. Le rispondo di farsene una ragione, perché era una foto a cui lui teneva moltissimo".

Resasi conto che forse il tono usato aveva potuto inasprire gli animi, Regina va poi a scusarsi con la sorella del suo caro amico. "Mi sono avvicinata chiedendole scusa e porgendole la mano, ma lei ha chiuso le braccia - contiua Regina -. A quel punto le ho detto che mi dispiaceva per lei, ma che ventuno anni di rapporto non sono un giorno e doveva accettarlo. Lei, per tutta risposta, mi dà un calcio sugli stinchi. Non le rispondo a tono per rispetto dei defunti esposti, ma me ne vado".
Per qualche strana ragione, i manifesti dell'agenzia funebre non riportano il luogo e l'ora dei funeali e Regina chiama l'agenzia stessa per saperli. Scopre così che l'indomani il corpo sarebbe stato esposto fino dalle 9.30 alle 10.30 e che dopo ci sarebbero stati i funerali. Si reca, quindi, ancora una volta all'obitorio e chiede ad un dipendente dove recarsi per abbracciare il suo carissimo amico ancora una volta.

"Ero in compagnia del presidente di un'associazione gay di La Spezia - racconta - e busso alla porta per sapere dove andare ad un dipendente. Questo mi aggredisce verbalmente, mi minaccia, mi urla qualsiasi cosa, che io non sono nessuno. Io chiedo la cortesia di farmelo salutare, spiego che non voglio altro che abbracciarlo. Mi spintona buttandomi fuori, mi chiude una mano nella porta che riapre vedendo che mi era diventata rossa. Spingo la porta e chiedo se il mio biglietto era stato messo nella giacca. Ero molto commossa. Mi spiega che la sorella l'aveva tolto perché non voleva alcuna cianfrusaglia. Io ero allibita, perché non solo quella donna aveva disposto la chiusura della bara un'ora prima del previsto impedendo di salutarlo, ma si era anche impossessata di qualcosa di personale, gesto che è stato definito furto dalla polizia che è intervenuta poi".

A quel punto arriva la polizia, l'uomo si fa refertare raccontando che nella colluttazione si erano rotti gli occhiali.
"Io non l'ho toccato e non mi ero neanche accorta che si fossero rotti gli occhiali che erano caduti - spiega Regina -. Racconto alla polizia la storia del biglietto e un'agente chiede che fine avesse fatto. La sorella, a quel punto, lo tira fuori dalla borsa". Poi il funerale al quale Regina partecipa con molta discrezione, seduta in fondo alla chiesa.
"La cosa più bella è stata che alla fine sono stata attorniata da tutti i suoi amici - racconta commossa - che mi hanno detto di essere felici di conoscermi finalmente perché lui per anni li aveva assillati con "la sua donna di Viareggio" e sarebbe stato felice se ci fossimo conosciuti. Non so perché la sorella abbia reagito così, perché tanta rabbia e tanta cattiveria davanti ad una persona che era stata importante per suo fratello per ben 21 anni. Se fossi in lei mi chiederi perché non aveva mai saputo niente del nostro rapporto. Forse suo fratello non la considerava degna di entrare in contatto con una storia così bella".

Regina è stata refertata e il medico le ha dato una prognosi di dieci giorni. Domani mattina, insieme al suo avvocato, si recherà alla polizia di La Spezia a sporgere denuncia per aggressione.

fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/29767/Al-funerale-dell-ex-compagno-trans-aggredita-dai-familiari.html

Gay contro "convegno omofobo"

La comunità gay italiana e bresciana è mobilitata contro un convegno in programma per il prossimo 21 e 22 maggio a Roncadelle, nel Bresciano. Il relatore principale è Joseph Nicolosi, lo psicologo statunitense promotore delle terapie riparative per "guarire" gay e lesbiche dall'omosessualità.
“Ad organizzare l'evento, tra gli altri”, si legge in una nota pubblicata sul sito gay.it e che ha portato ai commenti inviperiti di numerosi lettori (leggi qui), “il Gruppo Lot di Luca di Tolve, che non è nuovo ad iniziative simili. Tema delle ‘due giornate di formazione’ destinate ad un pubblico selezionato ed accessibili solo per iscrizione, è ‘Identità di genere e libertà”
“Niente di nuovo per quanto riguarda Di Tolve”, prosegue l’articolo, “alla cui storia si sarebbe ispirato Povia per la sua ‘Luca era gay’, e Nicolosi le cui teorie sono fin troppo note. Ma basta leggere l'elenco dei relatori e delle sigle delle associazioni che organizzano o patrocinano per trovare alcune sorprese. Tra gli organizzatori, ad esempio, si legge "Medici Cattolici Brescia", mentre tra i promotori figura "Medicina & Persona" che si dichiara "libera associazione fra operatori sanitari". Medici e sanitari, dunque, professionisti che dovrebbero attenersi alle linee guida ufficiali dettate dall'Oms, al Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e ai codici etici degli ordini professionali”.
Non più tardi di qualche settimana fa, per esempio, continua il documento, “l'Associazione degli psicologi e degli psichiatri cattolici (Aippc) ha controbattuto al Cardinal Bertone e alle sue affermazioni sul presunto legame tra pedofilia e omosessualità, per non parlare del fatto che l'Ordine nazionale degli Psicologi ha ufficialmente dichiarato che "...è evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna 'terapia riparativa' dell’orientamento sessuale di una persona", come ha scritto l'allora presidente dell'Ordine Giuseppe Luigi Palma. Inutile ricordare, tra l'altro che proprio a maggio del 1990 l'Oorganizzazione mondiale della sanità depennava l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali definendola ‘una variante naturale del comportamento umano’”.
Ma c'è di più, secondo la comunità gay. “Tra i relatori, oltre a Nicolosi figurano l'infettivologa Chiara Atzori, le cui teorie omofobe sono ormai conosciute, il dottor Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta (anch'egli evidentemente in netto contrasto con la posizione ufficiale del suo ordine professionale) e perfino uno psicoterapeuta nonché giudice onorario presso il Tribunale per i Minori di Milano, il dottor Giancarlo Ricci, volto noto di alcuni salotti televisivi in cui ha più volte esposto le sue teorie”.
Alla prima "giornata di formazione" sono ammessi "psicologi, psicoterapeuti, counsellors, insegnanti, educatori e sacerdoti", mentre alla seconda possono partecipare "i membri delle organizzazioni coinvolte".
“Specialmente nel primo caso”, protestano i gay, “appare evidente come si tratti di figure professionali che hanno a che fare con i bambini nell'età formativa più importante o, in genere, con soggetti particolarmente influenzabili e condizionabili perché in una posizione di debolezza. Chissà se l'Ordine degli Psicologi e quello dei Medici condividono la partecipazione di loro membri a queste iniziative e se le considerano parte dell'aggiornamento e della formazione continua cui dei professionisti dovrebbero sempre sottoporsi”.

fonte;http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/18273/1/

GAY BACIA IL COMPAGNO: PICCHIATI A BOLZANO

Due ragazzi sono stati picchiati a Bolzano all'uscita da un locale gay. Uno di loro ha riportato un trauma facciale ed ha denunciato il fatto alla polizia. Il fatto è avvenuto nella notte fra sabato e domenica. La polizia sta ora indagando per identificare i quattro aggressori. Sulla vicenda è intervenuta l'associazione Gaylib:«È inaudito - ha detto il referente di Gaylib Michele Beozzo - che nella tranquilla e dorata Bolzano accadano simili episodi, soprattutto a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro l'omofobia e, neanche a dirsi, solo il giorno successivo alla visita in città del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, promotrice lo scorso autunno di un'energica campagna contro la violenza verso i gay». Carfagna era intervenuta a Bolzano nella campagna elettorale per le comunali in calendario domenica prossima.

L'INTERVISTA RILASCIATA ALL'ALTO ADIGE «Mi hanno scaraventato a terra e preso a calci ovunque, addirittura in faccia, più volte. Ho tentato di difendermi, ma erano in troppi. E così mi sono chiuso a riccio, per evitare colpi al viso e al ventre. Ma non la smettevano. A un certo punto ero convinto che mi avrebbero ammazzato. Poi, hanno capito che qualcuno aveva allertato la polizia, e sono scappati via a bordo di due auto».

Insultato, rapinato e selvaggiamente picchiato da sette sconosciuti per aver scambiato in pubblico un casto bacio sulle labbra col suo fidanzato. È accaduto a Simone Giovannini, un 23enne ragazzo gay di Laives (nella foto insieme al suo compagno), cittadina alle porte di Bolzano.

Sabato notte, dopo essere uscito da una festa gay-lesbo alla discoteca “Sei come sei” di Bolzano, assieme al suo compagno Simone Rossi di Egna, il ragazzo è stato aggredito nel piazzale davanti al pub “Soul Kitchen”, mentre ordinava da mangiare in un chiosco sulla strada.

Ha riportato un serio trauma cranico, una frattura multipla al braccio sinistro e contusioni ovunque. Gli hanno anche portato via portafogli, duecento euro, documenti, cellulare, occhiali da sole firmati.

Gli hanno strappato di dosso una decina di orecchini. La prognosi dei sanitari del pronto soccorso è di almeno 25 giorni, eventuali complicazioni escluse.

Simone ha il viso gonfio, specie sul lato sinistro. Dietro l’o recchio, un ampio, vistoso ematoma. Un altro nell’interno labbra. «Ma se dovessi mostrarli tutti, ci metterei mezz’ora», commenta con quel po’ di autoironia che gli è rimasta.

Ha difficoltà a parlare, ché di recente ha subìto un’operazione chirurgica alla mandibola. E ora il pestaggio deve aver compromesso qualcosa. «La muovo con difficoltà: c’è il rischio d’una seconda operazione. Oggi, comunque, è peggio di ieri. Sento male dappertutto, domenica mi duolevano solo testa e braccio».

Accanto a lui sta Simone Rossi, il suo ragazzo, che racconta: «Eravamo stati alla festa del “Sei come sei” per il secondo anniversario del locale. Quando il disco-pub ha chiuso, verso le 4.30, siamo usciti per mangiare qualcosa assieme ad amici e amiche. Ci siamo avvicinati al bancone del chiosco, nel parcheggio, e abbiamo ordinato.

Poi, ci siamo scambiati un breve bacio sulle labbra, castissimo, perché in pubblico ci comportiamo così. Subito si è avvicinato un giovane: carnagione scura, pizzetto, piuttosto stempiato. Non parlava tanto bene l’italiano, ma abbastanza per offenderci con battute pesantissime sulla nostra omosessualità».

Lo sconosciuto si è rivolto soprattutto a Giovannini. «Io - spiega quest’ultimo - gli ho gentilmente chiesto di non disturbarci e gli ho detto che erano fatti nostri. Ma lui niente, ha preso a spintonarmi. Io l’ho allontanato, e in quel momento lui ha urlato agli altri di raggiungerlo».

«Saranno stati almeno sette-otto», racconta Rossi. «L’hanno scaraventato a terra e hanno cominciato a colpirlo a calci, prima uno, poi l’altro, poi tutti assieme». Rossi non è intervenuto. «Non sarebbe servito, erano troppi».

Il titolare del chiosco ha telefonato al 113. Lo stesso ha fatto anche il titolare dell’imbisssu due auto - una Punto e una Citroën - e sono scappati via». Sul posto sono arrivate quattro volanti della polizia, cui Rossi ha consegnato i due numeri di targa, scritti in fretta e furia su un bloc notes al chiosco dei würstel.

«Nonostante fossi coperto di sangue, non è che ci abbiano dato più di tanto retta», commenta Giovannini. «Visto che mi reggevo in piedi da solo, mi hanno consigliato di farmi medicare in ospedale e di sporgere querela lì».

fonte:http://www.leggo.it/articolo.php?id=60705&sez=CRONACA

DIVERGENTI Festival Internazionale Cinema Trans

Divergenti
Festival internazionale di cinema trans
DAL 19 AL 23 MAGGIO 2010
Cinema Lumiére, via Azzo Gardino 65, Bologna

Lezioni di fair play

La foto di Renée Richards mentre disputa la sua partita a tennis è emblematica, è la metafora di una partita ben più difficile, quella che le persone transessuali giocano tutti i giorni. Quel forte e orgoglioso colpo di racchetta non è sferrato contro un ignoto avversario, ma contro un sistema che nega, esclude… uccide! Quel colpo di racchetta simboleggia la risposta di Divergenti alla mala informazione che avvolge e svilisce l’esperienza transessuale. Attraverso suoni, immagini, parole, proponiamo il “nostro” sguardo sul mondo, la nostra orgogliosa gara di resistenza nell’agone della vita.
Uno sguardo sul mondo che spazia dai Femminielli napoletani, con l’omonima opera di M. Buono, C. Fornari, P. Riccardi, ai muxe messicani, con il colorato e divertente documentario Auténticas, intrépidas y buscadoras de peligro di Alejandra Islas.
Quest’edizione del festival ha scelto inoltre di mettere a fuoco il rapporto delle persone transessuali con il mondo dello sport, proponendo la storia di Renée Richards con Second Serve di Anthony Page, interpretato dal Premio Oscar Vanessa Redgrave, mentre Erik(A) di Kurt Mayer ci racconterà di Erik Schinnegger, nel 1966 campionessa del mondo di sci femminile, la cui carriera terminò bruscamente quando un test sul sesso rivelò che in realtà era un uomo.
Rinnovando la sua vocazione internazionale, Divergenti propone film da vari paesi, tra cui segnaliamo dalla Grecia il suggestivo e coraggioso Strella di Panos H. Koutras, premio Berlinale 2009; Khastegi (Sex My Life) di Bahman Motamedian, che ci racconta le sfide della comunità trans iraniana; lo spagnolo ¿Iguales? di Javier de la Torre; dalla Corea del Sud la sorpresa Mok-yok (The Bath) di Lee Mi-rang; il docu-sperimentale francese FtoM di Sarah Claudon e dalla Svizzera l’animazione La Défoule di Séverine Leibundgut, una chicca del 1995 di solo un minuto e mezzo. Infine l’importante scoperta italiana del 2009, La bocca del lupo, raffinato film di Pietro Marcello, con le vite resistenti dei suoi personaggi chiuderà l’avventura di quest’anno di Divergenti.

Buona visione

Porpora Marcasciano
direttora festival
Luki Massa
direttora artistica e curatrice festival


Divergenti 'unico festival cinematografico in Italia, e tra i pochi in tutto il mondo, dedicato al tema del transessualismo e transgenderismo.

Arricchiscono il Festival dibattiti e incontri con regist* e protagonist* di alcuni dei film in programmazione, delegazioni di altri festival, mostre, performance e altri eventi.

Divergentii è un evento realizzato dal M.I.T. Movimento-Identità-Transessuale, associazione di volontariato impegnata nella difesa e tutela dei diritti, della salute e della dignità delle persone transessuali, travestiti e transgender.

Divergenti è stato progettato e realizzato da un’équipe con varie competenze professionali al suo interno - esperti di cinema sia in ambito culturale-artistico sia in ambito tecnico sia esperti e protagonisti dell’esperienza transessuale.

Divergenti intende incentivare, promuovere e dare ampia visibilità alla produzione artistica e culturale sulla questione Transessuale/Transgender, per stimolare una conoscenza corretta, seria e approfondita dell’esperienza trans, scevra dai facili stereotipi che nel tempo gli sono stati cuciti addosso e incentrata invece sulla presa di parola e sul protagonismo delle soggettività trans.

L'evento è realizzato con il patrocinio di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla cultura, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Cineteca di Bologna, Dottorato di Ricerca di Studi di Genere Università di Napoli Federico II, CGIL Regione Emilia Romagna.

sito web > www.mit-italia.it

Segreteria organizzativa
MIT - Movimento Identità Transessuale
Via Polese, 15 – Bologna
T. +39 051 271666 F. +39 051 271666
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Info
Porpora Marcasciano
ditettora festival
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Luki Massa
direttora artistica e curatrice festival
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lunedì 10 maggio 2010

Thailandia: premiata a Pattaya la trans più bella



Ogni anno si tiene a Pattaya, nota località turistica della Thailandia, la finale di Miss Tiffany Universe, una singolare manifestazione che premia le più bella trans thailandese. La vincitrice di questa edizione è stata la 19 enne studentessa di Bangkok Miss Nalada Thamthanakhorn che ha ricevuto un assegno di 100 000 Bath ed una Honda Jazz.

La 13° edizione di Miss Tiffany Universe si è aperta il 5 Maggio con 28 bellezze concorrenti in una varietà di prove durante 4 giornate di competizione. Le dieci finaliste sono poi state sottoposte ad una prova di quiz a cui dovevano rispondere nel più breve tempo possibile. Alla fine ha vinto la numero 26, Nalada Thamthanakhorn.

Oltre al premio di Miss Tiffany Universe la giuria ha assegnato altri quattro premi: Media Favourite Award, Best Dressed Award, Friendship Beauty Queen Award, Best Complexion Award. Le vincitrici hanno ricevuto un premio in denaro di 20 000 Bath.

La vice direttrice del Miss Tiffany Show, Ms. Alisa Phanthisak, in chiusura del concorso ha ribadito il successo di questa 13° edizione che ha sorpassato tutte le precedenti in tutti i sensi nonchè l’effetto promozionale che ha la manifestazione nell’accettazione della comunità trans thailandese e mondiale agli occhi del mondo.












FONTE:http://www.pattayadailynews.com/en/2010/05/07/pattaya%E2%80%99s-tiffany-%E2%80%98miss-unlimited-sexy-star%E2%80%99-bikini-contest/

http://www.thanhnien.com.vn/News/Pages/201019/20100509161309.aspx

Morte di Tatiana, esame del dna per due trentenni

Svolta nelle indagini per l'omicidio di Aldomiro Gomes, la transessuale uccisa nelle campagne tranesi il 18 febbraio del 2007, conosciuta con il nome "Tatiana".

Il 19 maggio due trentenni (uno di Trani, uno di Cerignola) si sottoporranno alla prova del DNA. Gli inquirenti vogliono verificare se il sangue dei due giovani (formalmente indagati per concorso in omicidio) sia compatibile con lo sperma rinvenuto in un preservativo trovato la sera dell'omicidio nei pressi della vettura della transessuale. I due indagati si sono detti disponibili a sottoporsi al prelievo di sangue.

Traniweb ha seguito tutte le tappe della vicenda:

19 Febbraio 2007: Il corpo seminudo e con il cranio fracassato di un cittadino brasiliano è stato scoperto stamani nelle campagne in contrada Schinosa, alla periferia di Trani nei pressi di via Duchessa d'Andria. Si tratta di Aldomiro Gomez (transessuale, nota nell'ambiente con il nome di "Tatiana"), di 56 anni, già nota alle forze dell’ordine. Sul posto sono giunti i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari. Secondo i primi accertamenti dei Carabinieri, Tatiana sarebbe stata uccisa a poca distanza da dove è stato trovato il corpo. I militari, guidati dal comandante del Reparto operativo di Bari, tenente colonnello Vincenzo Trimarco, hanno trovato l’auto della vittima, una vecchia Fiat Uno di colore grigio, utilizzata come "alcova", che da anni si era trasferito a Trani. Gli investigatori stanno cercando l’oggetto contundente utilizzato dall’assassino, probabilmente un bastone o un attrezzo metallico. Sembra non fermarsi l'ondata di violenza nei confronti di gay, travestiti e transessuali che frequentano la zona. Questo gravissimo episodio è solo l'ultima di una serie di aggressioni che si sono verificate sempre più frequentemente nelle campagne tranesi.

21 Febbraio 2007: Spunta un'agendina con i nomi e i numeri di telefono di professionisti e insospettabili colletti bianchi nell'nchiesta sull'omicidio di Aldomiro Gomes, l'hanno ritrovata i carabinieri tra i documenti del la transessuale. Aldomiro Gomes, 57 anni, transessuale di origine brasiliana, detta Tatiana è stato ritrovato ieri mattina, nelle campagne di contrada Schinosa, da un uomo che fa abitualmente footing in quella zona. Aldomiro Gomes, per molti "la brasiliana" aspettava i clienti in macchina, alla periferia della città. Chi voleva incontrarlo sapeva di trovare la Uno grigia nei pressi di una cooperativa vinicola. Ci pensava lei ad accompagnare il cliente di turno che, a bordo della propria auto lo seguiva addentrandosi sempre di più nelle campagne verso Corato. La vittima è stata colpita alla testa con un oggetto appuntito, forse un piccolo bastone o una pietra, macchie di sangue sono state trovate in tutto l´abitacolo e dai primi esami emerge che Gomes non sarebbe morto subito ma avrebbe cercato, invano, aiuto.

22 Febbraio 2007: Ucciso da qualcuno che gli ha schiacciato la testa tra la portiera dell'auto e il piantone della carrozzeria, non prima però di averlo colpito con un corpo contundente, forse un bastone. Ad ammazzare il transessuale di origini brasiliane potrebbe non essere stata una sola persona, ma almeno due. Il che avvalorerebbe la tesi di una vera e propria imboscata ai suoi danni e non di un delitto d'impeto avvenuto al termine di un rapporto sessuale.

22 Ottobre 2008: I Carabinieri del RIS hanno consegnato gli esami di laboratorio effettuati su dei campioni di liquido seminale contenuti in due preservativi trovati vicino al luogo in cui fu rinvenuto il cadavere del trans, conosciuto con il nome di Tatiana. Secondo quanto emerge dallo stretto riserbo degli investigatori i campioni saranno utilizzati per la comparazione con il DNA di una decina di sospettati, già sentiti dai militari, alcuni abituali clienti della vittima, altri vecchie conoscenze delle forze dell'ordine. I primi farebbero parte della cerchia ristretta di persone che frequentavano il trans, nomi di insospettabili, contenuti in un'agendina ritrovata nella Fiat uno della vittima.


fonte:http://www.traniweb.it/trani/informa/12736.html

"Un weekend con un transessuale di Chiasso", premiato Jacek Pulawski




TICINO - Il fotografo ticinese Jacek Pulawski ha vinto a Zurigo lo Swiss Photo Award 2009 con la serie di immagini "Un weekend con un transessuale di Chiasso". È la prima volta che il riconoscimento per il miglior lavoro fotografico dell'anno, dotato di 15'000 franchi e giunto alla dodicesima edizione, va a un ticinese.

Il lavoro premiato, realizzato in un "classico bianco e nero", racconta in otto immagini una "storia avvincente" e convince sia dal punto di vista fotografico che per "l'impegno personale e l'interesse sincero del fotografo per la situazione dei 'sex workers' in Ticino", scrive la giuria in una nota.

"Con il suo sguardo diretto e documentaristico Pulawski riesce a mostrare la realtà che si cela dietro agli spesso banali comunicati di polizia sulle retate e sui controlli nei bordelli ticinesi".

La giuria ha assegnato altri quattro premi: quello per la "Fotografia redazionale" è andato a Peter Bohler (Los Angeles) per una serie di fotografie realizzate in un campo di allenamento per i soldati americani diretti in Iraq; nella categoria "Free" ha vinto Denis Jutzeler (Petit-Lancy GE) con un lavoro intitolato "Jardin idéal".

Il premio per la "Fotografia pubblicitaria" è stato assegnato a Jonathan Heyer (Zurigo) per la serie di immagini "America in Crisis". Nella categoria "Fine Arts" la giuria ha premiato la serie di ritratti intitolata "Galerie des ancêtres" realizzata da Gabi Vogts (Zurigo).

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella serata a Zurigo nel grande padiglione della ex sottostazione dell'azienda elettrica di Zurigo "ewz-Unterwerk Selnau". Qui saranno esporti fino al 16 maggio i lavori premiati, come pure quelli degli altri 17 finalisti nominati dalla giuria. Fra questi figura anche un altro ticinese, Reto Albertalli di Morbio Inferiore.

Foto Jacek Pulawski

fonte:http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=554309&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3

Lite in bagno, trans spruzza spray urticante

"Anche se hai le tette non puoi pisciare in questo bagno". Al sentire queste parole, José D.S., transessuale 31enne, ha estratto una bomboletta di spray urticante e l'ha spruzzato in faccia al giovane che lo aveva offeso. E' successo questa notte all'una e trenta alla discoteca "Karma" di via Fabio Massimo. Un cliente di 20 anni ha accompagnato la fidanzata nel bagno femminile del locale, ma quando all'interno ha trovato una transessuale ha incominciato a insultarla. "Non puoi entrare in questo bagno", gli ha detto continuando a offenderla. Senza esitare la 31enne si è difesa con lo spray, acquistato in libera vendita. La lite si è conclusa con l'arrivo di una volante della polizia, che ha denunciato la transessuale perché irregolare. Il 20enne è stato invece trasportato all'ospedale Policlinico.

fonte:http://www.affaritaliani.it/milano/lite_in_bagno_trans_spruzza_spray_urticante100510.html

Identità omosessuale e transessuale alla Sapienza


di Elena Romanello

Il 12 e il 13 maggio l'Università La Sapienza di Roma ospiterà il Convegno Io sono, Io scorro, sull'identità transessuale, lesbica e omosessuale, presso l'Aula Magna in via dei Marsi 78.

Queste due giornate vogliono essere di informazione e di riflessione su argomenti che in altri Paesi sono oggetto di dibattiti culturali di alto livello e di studi nelle università, mentre da noi vengono derisi e sottovalutati, con il risultato che ci si trova molto indietro per il riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali e transgender.

Il 12 maggio si parlerà di Omosessualità nella storia, nella cultura e attraverso le teorie: Concita Di Gregorio presiederà interventi in cui si parlerà di omogenitorialità, dei diritti in Europa e in Italia, dell'omofobia, di psicologia e omosessualità. Il 13 maggio invece l'argomento sarà Identità fuori norma: transessualismo e transfobia, con Anna Rita Ravenna che introdurrà contributi sulle identità di genere, dal punto di vista sociale, psicologico e medico.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito http://iosonoioscorro.blogspot.com/ o mandare una mail a iosono.ioscorro@gmail.com

fonte:http://www.nuovasocieta.it/attualita/5696-identita-omosessuale-e-transessuale-alla-sapienza.html

Givenchy sceglie la modella trans Lea T



Un tempo era Leo, assistente personale di Riccardo Tisci, stilista ormai da anni brillantemente alla guida della maison Givenchy. Oggi è Lea T., bellissima top model transessuale che appare fra i testimonial della nuova campagna pubblicitaria autunno inverno 2010 2011 della griffe, simbolo della dicotomia uomo-donna che ne ha caratterizzato lo stile nelle ultime collezioni.

'Lea è sempre stata molto femminile: superfragile, molto aristocratica' ha dichiarato Riccardo Tisci in un'intervista rilasciata al magazine WWD 'E poi è parte della famiglia'. Una famiglia composta dalla sua modella prediletta, l'italiana Mariacarla Boscono e quest'anno allargata ad altri numerosi componenti, Malgosia Bela, Catherine McNeil, Simon Nessman, Jonathan Marquez e Paolo Rolden, tutti in posa per questa nuova campagna pubblicitaria Givenchy che sicuramente non passerà inosservata.

Le foto sono state realizzate da Mert Alas e Marcus Piggott nel loro studio a Parigi e catturano, ognuna con uno scatto di gruppo, la parte maschile e quella femminile della brasiliana Lea, attirata prima da una donna, poi da un uomo, in un gioco di contraddizioni dove l'omosessualità apparente in verità nasconde una doppia identità o forse, più probabilmente, una e molteplice, come quella della griffe Givenchy.

fonte:http://lei.excite.it/givenchy-sceglie-la-modella-trans-lea-t-N44135.html

venerdì 7 maggio 2010

Samantha: un fiocco rosa per i diritti delle transessuali

Milano. L'associazione prende il nome da Gustavo Brandau, in arte Samantha, stuprata e massacrata l'anno scorso da due delinquenti ora in carcere. Il simbolo è un fiocco rosa, un rosa vivace, acceso, come Brenda e Samara che ci hanno raccontato come vivono e a cosa sperano possa servire questa associazione che stanno mettendo in piedi grazie all'iniziativa di Debora Piazza, giovane avvocato milanese in questi giorni in Tribunale per difendere un'altra trans, vittima di estorsione e violenza da parte di un gruppo di zingari. Servizio di Claudia Bellante




fonte:http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=9162

La Danimarca dà il via libera all'adozione per le coppie gay, ma solo se 'sposate'

ultimo aggiornamento: 04 maggio, ore 19:00
Copenhagen - (Adnkronos/Dpa) - Il Parlamento danese ha votato a favore della proposta di legge che permette a due partner dello stesso sesso di diventare genitori adottivi. Il deputato liberale Lauritzen:"Potranno farlo solo se la loro unione è regolarmente registrata". Gran Bretagna, donna omosessuale indicata come 'padre' nell'atto di nascita della figlia. Nozze gay, per la Consulta i ricorsi sono inammissibili

Copenhagen, 4 mag. - (Adnkronos/Dpa) - Il parlamento danese ha votato a favore della proposta di legge che introduce la possibilità per le coppie omosessuali regolarmente registrate di fare richiesta per le adozioni. La proposta, inizialmente respinta dal governo, è passata grazie all'alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati 'dissidenti' del Partito Liberale al governo. In Danimarca esiste già la possibilità per i cittadini non coniugati di ottenere adozioni indipendentemente dall'orientamento sessuale, e alle coppie omosessuali è permesso prendere in adozione eventuali figli avuti dai due partner durante relazioni precedenti.

Il voto di oggi rappresenta una nuova conquista nella battaglia per i diritti delle coppie gay. "Non posso accettare che la legge escluda a priori qualcuno da un diritto a causa della razza, del colore, della religione o dell'orientamento sessuale", ha dichiarato il deputato liberale dissidente Karsten Lauritzen. "L'unico modo per dire no alla discriminazione era quello di votare a favore".

fonte:http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/La-Danimarca-da-il-via-libera-alladozione-per-le-coppie-gay-ma-solo-se-sposate_342289995.html

Matrimonio Gay: ancora novità in diversi paesi

Novità in materia di unioni civili tra omosessuali. In Argentina la Camera dei deputati ha approvato la legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso mentre la Danimarca ha dato il il via libera alladozione per le coppie gay, ma solo se sposate. Sono ormai diversi i paesi occidentali che riconoscono matrimoni o unioni civili tra persone dello stesso sesso. Manca però l'Italia. Ecco una scheda aggiornata di cosa accade nei diversi paesi:

OLANDA: E' il primo paese che sin dal 2001 ha consentito i matrimoni gay equiparandoli in tutto e per tutto ai matrimoni eterosessuali. La legge olandese riconosce alle coppie gay che convivono da almeno tre anni anche il diritto di adottare bambini, purche' olandesi.

BELGIO: nel 2003 vengono autorizzati i matrimoni gay e il Belgio diventa il secondo Paese dell'Unione Europea a consentire il matrimonio tra partner dello stesso sesso.

PORTOGALLO: e' di pochi giorni fa il via libera della Corte Costituzionale portoghese alla legge che consente i matrimoni gay. La legge era stata approvata lo scorso febbraio dal Parlamento.

SPAGNA:
risale al 2005 la legge che permette matrimonio e adozione a coppie gay.

GERMANIA: La legge sulle unioni omosessuali risale al 2000 e consente alle coppie dello stesso sesso di farsi registrare ufficialmente presso il municipio, di portare un cognome comune e di avere diritti ereditari sul partner.
Nel 2004 il parlamento di Berlino adotta una serie di regole a tutela delle unioni civili tra persone dello stesso sesso con la possibilità di adottare figli di precedenti matrimoni o nati attraverso il metodo dell'inseminazione artificiale.

FRANCIA:
il 13 ottobre 1999 viene approvato il Pacs (Patto civile di solidarieta') che prevede anche norme fiscali per presentare una denuncia dei redditi in comune, facilitazioni per mantenere l'appartamento in affitto in caso di morte dell'intestatario, sconti sulla tassa di successione, congedi in caso di eventi gravi al partner, facilitazioni per la previdenza sociale. E' disciplinata anche la fine del rapporto.

GRAN BRETAGNA:
nel 2004 la Germani approva un alegge che riconosce alle coppie gay gli stessi diritti di quelle sposate. Si tratta del Civil Partnership Bill.

PAESI SCANDINAVI:
Già in precedenza, nel 1989 la Danimarca aveva riconosciuto le unioni degli omosessuali riconoscendo loro il diritto di ufficializzare il rapporto. Ieri un tribunale ha riconosciuto anche il diritto di adozione per le coppie gay registrate. I matrimoni gay sono riconosciuti anche in Norvegia, Islanda, Finlandia e Svezia.

USA: Negli Stati Uniti i matrimoni gay sono riconosciuti in 5 stati (Iowa, Connecticut, New Hampshire, Massachusetts e Vermont). Dal mese scorso si è aggiunto anche il distretto federale di Washington. In California i matrimoni gay si sono celebrati solo per un breve periodo del 2008 perchè una sentenza della Corte Suprema dello stato ha bloccato le unioni civili dichiarandole una violazione della costituzione dello stato. Restano valide le migliaia di unioni strette prima della sentenza.


(Data: 05/05/2010 13.19.00 - Autore: Roberto Cataldi)
fonte:http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_8412.asp

Sì della Camera alle nozze gay: voto storico in Argentina

Storica votazione alla Camera argentina. Per la prima volta un Parlamento dell’America Latina ha infatti discusso, votato e approvato il progetto di legge che permette di contrarre un regolare matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. In Messico era già accaduta mesi fa la stessa cosa ma, in quel caso, si trattava di una misura approvata dal municipio della capitale e i matrimoni gay in quel paese oggi possono essere celebrati solo a Ciudad de Mexico.

In Argentina no, la legge ha valenza nazionale, dalla Terra del Fuoco a Missiones, passando per Cordoba, Rosario, Mendoza e Buenos Aires, la Parigi sudamericana che si è autonominata qualche anno fa prima città gay friendly del Cono Sur. Dodici ore di discussione con ampi scambi di vedute – ma sempre molto civili rispetto ad altri lidi – che hanno visto alla fine prevalere con 125 voti a favore e 109 contrari la “libertà di azione” e, dunque, l’ok ai matrimoni civili tra persone dello stesso sesso.

Una maggioranza trasversale che alla fine è stata raggiunta grazie ai voti decisivi per raggiungere il quorum dei deputati del Frente Para la Victoria, l’alleanza del peronismo che appoggia Cristina e Néstor Kirchner mentre si è astenuta Elisa “Lilita” Carriò, avversaria della “presidenta” alle ultime presidenziali e molto sensibile alle istanze della Chiesa.

Nella nuova norma, che nelle prossime settimane passerà all’esame del Senato prima di entrare in vigore come legge dello stato (ma la maggioranza dei blocchi che l’appoggiano non dovrebbe riservare sorprese), sono stati sostituiti i termini “marito” e moglie” con quello di “contraenti”. Decisivo il pronunciamento a favore della legge dell’ex presidente Néstor Kirchner mentre la peronista di opposizione Cynthia Hotton, che ha votato contro, ha denunciato in aula di avere ricevuto “minacce di morte” per la sua posizione in merito.

Il dibattito è stato seguito da tutte le principali associazioni che in Argentina si battono per i diritti degli omosessuali a cominciare dalla Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans (LGBT) e dalla Comunidad Homosexual Argentina (CHA) e da Alex Freyre e José María Di Bello, la prima coppia gay ufficialmente sposatasi lo scorso 28 dicembre ad Ushuaia, in Patagonia. Tierra del Fuego.

Immediate le proteste della Chiesa Cattolica che si oppone alla nuova legge e anche all’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso che nel paese del tango ha fatto molto discutere nei mesi scorsi, dopo che due minori erano stati affidati da un tribunale ad una transessuale.

di paolo.manzo

fonte:http://blog.panorama.it/mondo/2010/05/06/si-alle-nozze-gay-voto-storico-in-argentina/

USA: leader cristiano anti-gay sorpreso con un “rent boy”

George Rekers Alan, un noto attivista anti-gay è stato pizzicato, di ritorno da un viaggio di 10 giorni in Europa, in compagnia di un giovane escort, Lucien. Rekers si è difeso dicendo di aver ingaggiato il giovane, tramite il sito Rentaboy.com, solo per essere aiutato con i bagagli, ma che non aveva capito quale fosse il lavoro di Lucien se non a viaggio cominciato. Rekers ha garantito di non aver avuto alcun contatto fisico con il giovane.

Il giovane escort però racconta una storia ben diversa. Rekers lo avrebbe pagato per degli "spogliarelli" domestici. "E' chiaramente un omosessuale che lotta contro la sua stessa natura" ha detto il giovane al Miami New Times, aggiungendo che "sarebbe il caso che lasciasse i suoi impegni politici".

Rekers continua strenuamente a difendersi anche su Facebook: "Mi sono avvicinato a questi peccatori proprio con l'intento di aiutarli" e ancora:"Ero reduce da un'operazione che non mi permetteva di sollevare pesi".

I dubbi però restano molti. Il Miami New Times, infatti, ha fotografato Rekers in aeroporto, di ritorno dall'Europa, che spingeva il carrello delle valigie mentre il giovane Lucien gli stava accanto. Sembra anche abbastanza inverosimile che si possa accedere ad un sito che propone ragazzi carini e muscolosi e non capire il senso del termine "ragazzo in affitto" (rent a boy).

fonte:http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo480944.shtml