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martedì 30 ottobre 2007

GENDER BENDER 2007


30/10/2007) A Bologna da 30 ottobre al 4 novembre il Festival Internazionale sulle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.


All'indomani del convegno di Ready e del discusso manifesto con il neonato omosessuale, ecco quello del Gender Bender, il festival di cinema e arti visive organizzato dal Cassero di Bologna. Un giovane Hitler, assorto e casalingo, quasi sognante, è seduto in abito a quadri ad un tavolo da cucina mentre pela patate. Tutta un'altra storia. Daniele Del Pozzo, ideatore e direttore del festival, invita a pensare diversamente, nel vero senso della parola: "Mettersi nei panni degli altri, anche se si tratta di un’uniforme poco conforme alle nostre solite abitudini, a volte può aiutarci a vedere le cose da un’altra prospettiva, facendoci vivere ciò che altrimenti crederemmo impossibile".
Perchè più che parlare di nascita o scelta o ereditarietà o genetica, è interessante parlare di cambiamento, di possibilità, di transizione. Di diversità come opportunità e non come barriera e ghetto. Di confini che si spostano continuamente, piuttosto che di muri che separano. Per poter "vedere le persone e le loro differenze come portatrici di ricchezza anziché minacce da cancellare". Vi aspettiamo a Bologna, dove qualcuno pensa ancora che un'altra storia e un altro mondo siano possibili.

Dal 30 ottobre al 4 novembre Bologna è la sede di una serie di eventi, molti in anteprima nazionale, che vanno dalle proiezioni cinematografiche agli spettacoli di teatro e danza, installazioni, concerti dal vivo e dj set, incontri con autori e autrici, party. Sei giorni tra il Teatro San Martino, Il Cassero, il Cinema Lumiere e molte altre location che porteranno a Bologna il meglio di ciò che sta accadendo nel mondo dell'arte e che è stato visto nei festival cinematografici internazionali, nell'ambito delle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.
Noi vi segnaliamo cosa assolutamente non dovete perdervi.


RARA, di Sylvano Bussotti. Artista, compositore, nella sua lunghissima carriera ha collaborato con John Cage, Derek Jarman e Carmelo Bene. Al Gender Bender presenta in versione restaurata ed in prima assoluta RARA, un lungometraggio in cui compaiono molti dei protagonisti del panorama artistico italiano degli anni Sessanta, da Franca Valeri a Julian Beck, da Carlo Cecchi a Dacia Maraini, da Laura Betti a Dario Bellezza, fino al soprano Cathy Berberian, immortalati in una serie di ritratti ricchi di suggestioni oniriche e surreali. Realizzato tra il 1967 e il 1969, RARA (film) verrà accompagnato dall’esecuzione dal vivo di una nuova partitura, appositamente ideata ed eseguita dal Maestro Bussotti per l’evento.

Frans Poelstra, his dramaturg and Bach, di United Sorry. La United Sorry, duo formato dal ballerino austriaco Frans Poelstra e dal drammaturgo e artista performativo olandese Robert Steijin costruisce lo spettacolo sul confronto diretto tra le Variazioni Goldberg di Johan Sebastian Bach, la danza di Poelstra, i commenti di Steijn e lo sguardo del pubblico.
In questo apparente caos, le variazioni di Bach, la nudità dei corpi, la complicità amorosa della coppia danzatore-drammaturgo diventano tutte condizioni sperimentali ed intuitive messe in atto per rappresentare una forma particolare di bellezza, intesa come comunione fra lo spirito e la natura, fra il corpo e la ragione, fra lo humour e l’amore che passa, in maniera sorprendentemente inedita e spiazzante, attraverso la relazione tra due uomini nudi in scena.
Snow White, di Ann Liv Young. Trasposizione danzata e recitata della celebre fiaba dei fratelli Grimm, riletta secondo un immaginario contemporaneo dalla sorprendente Young, una delle più promettenti figure della scena performativa newyorkese.
La nuova versione della storia si concentra su Biancaneve - interpretata dalla stessa Young – sul Principe e sulla Matrigna, interpretati da due donne. La protagonista canta classici del pop portati al successo da Beyoncè, Mary J. Blige, Withney Houston, ma reinterpretandoli in chiave punk. In questa rilettura rabbiosa, le tre performer si presentano sul palco vestite di pesanti sneakers nere e body di lycra, spogliandosi e vestendosi compulsivamente, quasi a caso.


Seven Easy Pieces, di Babette Mangolte. Il film documenta le sette performance che Marina Abramovic tenne al Guggenheim Museum di New York nel 2005 e con cui reinterpretò alcune celebri performance di Bruce Nauman, Vito Acconci, Valie Export, Gina Pane, Joseph Beuys, realizzate dagli artisti tra il ’65 e il ’74. Sempre dedicata alla Abramovic, Imponderabilia, omaggio nel trentesimo anniversario della storica performance che l'artista eseguì alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 1977.

SOGGETTIVA, una serie di incontri con le più importanti rappresentanti della letteratura lesbica contemporanea di area anglosassone, a cura di Arcilesbica Bologna.
Apre la rassegna Sarah Water, segnalata nel 2003 dalla prestigiosa rivista letteraria Granta, i suoi romanzi sono tutti ambientati nell’Inghilterra Vittoriana, restituita al lettore grazie ad un’impeccabile ricostruzione storica. I suoi complessi intrecci sentimentali tra le protagoniste, toccano diversi generi letterari – dal noir alla ghost story, al romanzo di formazione. L’autrice è nota in Italia per i successi editoriali Ladra e Affinità. Al Gender Bender presenta il suo ultimo libro Turno di notte. Poi ancora incontri con Stella Duffy, Ali Smith e Mary Dorcey.

Gennaro Cosmo Parlato, in Che cosa c'è di strano? Interprete versatile, raffinato e dalle strabilianti doti vocali. Il programma offre un particolare pomeriggio musicale: nel suo speattacolo, Gennaro - già ospite fisso di Piero Chiambretti nelle due ultime edizioni di Markette e autore della sigla del Dopofestival a Sanremo - presenta al pubblico una curiosissima rilettura del meglio e del peggio della canzone italiana degli Anni ’80.

E ancora: Give Piece of Ass a Chance, l’ultimo lavoro dell’enfant terrible del cinema canadese Bruce La Bruce; il lungometraggio Hedy di Andy Warhol, con protagonisti la sua prima “Superstar” Mario Montez e Jack Smith, con la colonna sonora dei Velvet Underground; il documentario Jack Smith and the Destruction of Atlantis di Mary Jordan, sul re dell'underground americano; Lagerfeld Confidential, un ritratto inedito e sorprendente dello stilista Karl Lagerfeld diretto da Rodolphe Marconi, selezionato dall’ultima Berlinale; Avant que j'oublie di Jacques Nolot, selezionato dall’ultima edizione del festival di Cannes, meditazione amara e disincantata sulla vita, l’amore e il tempo che passa
Per il programma completo vi rimandiamo al
http://www.genderbender.it/ita/home.asp

mercoledì 24 ottobre 2007

FORUM DI GAY.tv SFRUTTATO DAGLI OMOFOBI

23/10/2007) Un`associazione di genitori che vorrebbero guarire i propri figli dall`omosessualità usa un forum di GAY.tv per dimostrare che i giovani gay soffrono della propria condizione.
E' stato un utente di GAY.tv a scoprire che "l'omofoba e reazionaria" AGAPO, gruppo di genitori di omosessuali in difficoltà, ha inserito sul proprio sito, insieme al link della Narth (National Association dor Research & Therapy of Homosexuality, gente che cura l’omosessualità quindi), quello di un forum di GAY.tv. Esattamente è stato linkato il post dal titolo 'Motivi della sofferenza dei gay'. Un post che era stato aperto nel forum 'Gay e Chiesa', da un utente anonimo non registrato, tale SAB.

"I motivi del fatto che molti gay soffrono sono giù o arrivano al suicidio - scrive SAB - a volte non sono la chiesa e nemmeno la società come voi dite bensì sono i comportamenti di molti gay che sono infedeli, illudono, parlano dietro, sono molto traditori e non mantengono la parola, ti dicono cose, poi magari vanno alle saune con degli altri e lo sapete tutti quanti benissimo".

Nata nel 2006, AGAPO è un'associazione di genitori con figli omosessuali che "trova sterile la disputa sull’omosessualità come variante naturale del comportamento umano al pari dell’eterosessualità". E' un'associazione omofoba che odia i propri figli e li manda dallo psicologo. Punti di riferimento per questo gruppo sono la Chiesa (una parte del sito è ripresa da genitoricattolici.org) e l'associazione americana Narth di Joseph Nicolosi, che si occupa della 'terapia riparativa' dell’omosessualità. L’amaro in bocca scende quando vai a scoprire che in Italia una stretta collaboratrice del prof. Nicolosi è la dott.ssa Chiara Atzori, medico infettologo presso l’ospedale 'Sacco' di Milano.

EX PAZIENTE DI NICOLOSI: LA TERAPIA NON FUNZIONA

"A chi ritiene la nostra iniziativa omofoba e reazionaria - scrive AGAPO - consigliamo innanzitutto di leggere bene quello che c’è scritto davvero nel nostro sito". Lo abbiamo fatto, ecco cosa c’è scritto:

- nessuno di noi rigetta il figlio omosessusale nemmeno dopo mesi o anni di "militanza" di questi nostri stessi figli nei Cruising bar o analoghi locali dei circuiti Gay;

- Non vogliamo costringere nessuno alle cure dall’omosessualità... ci battiamo perchè chi soffre della sua condizione psicologica, abbia la possibilità di farsi aiutare nell’uscita dalla vita gay;

- consigli ad un ragazzo: effettivamente protezione una ragazza non te la potrà dare, ma anche un uomo (omosessuale) te la può dare solo in apparenza perché in fondo cerca protezione pure lui;

- un ragazzo che è contento di aver scoperto questa sua tendenza, che, nella società attuale è normalmente accettata, anzi è considerata di gran moda, o forse no, la vive con disagio;

- ...le cause dell’omosessualità siano da ricercare in genetica, e che, di conseguenza, propone la resa e l’accettazione di una natura più forte che occorre ragionevolmente assecondare per poter vivere meglio ed in modo libero. Quello che però spesso non sappiamo, o non vogliamo riconoscere, è che l’omosessualità nell’essere umano è un problema della sviluppo, quasi sempre il risultato di rapporti familiari problematici, che niente hanno a che fare con la genetica.

- amore è quella solidarietà possibile solo se confidiamo in Dio, amore a volte significa una parola in meno ma una preghiera in più, amore significa anche affidare tuo figlio alle cure di esperti che, come te, mettono l’amore al primo posto, anche nello strutturare una possibile terapia.

L'omosessualità è sempre definita un problema e ridotta a semplice attrazione sessuale. Così i genitori vengono rassicurati: il proprio figlio non è gay ma, più semplicemente, ha una sindrome da attrazione verso lo Stesso Sesso. Il sito contiene anche testimonianze e consigli per i genitori che, come le persone che vi scrivono, si sentono in colpa e non vogliono accettare la realtà: "non incolpatevi per l’omosessualità di vostro figlio, che non è necessariamente legata alla condizione familiare, come nel caso di coloro che sono stati sessualmente abusati o introdotti negli ambienti gay".


GAY.tv ai commenti preferisce le parole di Judy Shepard, la mamma del ragazzo pestato a sangue e lasciato morire a 21 anni nel deserto del Wyoming (USA). A nove anni dalla morte di Matthew, Judy ha lanciato il 12 ottobre il sito MatthewPlace con lo scopo di combattere l'omofobia e il suicidio dei giovani LGBT e ha lanciato un appello ai genitori che non accettano l'omosessualità del proprio figlio: "come possono dei genitori abbandonare i loro ragazzi solo per essere come sono? Mio figlio mi è stato portato via da due uomini che non avevano imparato altro che l'odio. I nostri figli hanno bisogno di noi e meritano di essere trattati meglio di quanto non siano".

Continuiamo a lottare per l’amore di tutti, anche di quelli che ci odiano.

«Messaggio forte e chiaro. L'omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare»


(23/10/2007) Ancora una volta la Toscana si conferma la regione all`avanguardia sulla promozione dei diritti glbt. Questa volta lo fa con un manifesto shock.
— Il testimonial è un neonato. Un bel bambino roseo e paffuto, la mano sinistra protesa verso la bocca nel gesto, sublime e atavico, della suzione del pollice. Una perfetta e tranquillizzante icona dell'infanzia, quell'immagine, se non ci fosse qualcosa di inusuale e «diverso». Una fascetta da polso sulla quale, invece del nome del piccolo, c'è scritto homosexuel, omosessuale in francese. Il neonato gay è l'ultima trovata di una campagna pubblicitaria contro le discriminazioni di genere che la Regione Toscana ha presentato ieri con il patrocinio del ministero delle Pari opportunità provocando proteste e polemiche. Il manifesto, stampato in migliaia di copie, sarà affisso sui muri delle città toscane, negli uffici pubblici, davanti alle scuole
«Con questa immagine lanciamo un messaggio forte e chiaro — spiega De Giorgi —. L'omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare». L'immagine del neonato gay è stata realizzata dalla fondazione canadese Emergence, organismo che si batte contro la discriminazione di genere, e ceduta gratuitamente alla Toscana. Regione italiana all'avanguardia in questo campo, che già nel 2004 ha varato una legge contro le discriminazioni sessuali e pochi mesi fa ha presentato una carta prepagata, con un contributo pubblico, per agevolare l'inserimento nel mondo del lavoro di transessuali e transgender. Anche allora ci furono polemiche.
Dopo la card prepagata per le persone transgender, il divieto di discriminazione per orientamento sessuale e il Florence Queer Festival, la Toscana si conferma ancora una volta la regione italiana più all'avanguardia nella promozione dei diritti glbt. E lo fa con una campagna regionale patrocinata dal Ministero delle Pari opportunità che "affronta con forza ed in modo efficace una delle questioni di fondo di un tema eticamente discusso, sottolineando come l’omosessualità non possa essere considerato un vizio, ma una delle tante espressioni della personalità di un individuo".

Il manifesto sara' anche il logo di una due giorni di incontri contro le discriminazioni che si svolgerà a Firenze, il 26 e 27 ottobre prossimi nell'ambito del festival della creatività alla quale parteciperanno anche la ministra Barbara Pollastrini, i presidenti di Regione Toscana Claudio Martini e Puglia Nichi Vendola ed Oliviero Toscani. L'appuntamento sara' anche l'occasione per lanciare 'Ready', ovvero la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale nata nel 2005 e di cui fanno parte anche i Comuni di Firenze, Roma, Torino e Bologna e le Regioni Toscana e Piemonte.
redazione@gay.tv
CORRIERE DELLA SERA.it

martedì 23 ottobre 2007

Diffondi la petizione per De Magistris, copia il codice e inserisci il banner nel tuo blog!

Appello per la Giustizia - Per De Magistris


POLONIA: L`OMOFOBO KACZYNSKI PERDE LE ELEZIONI



(22/10/2007) Dopo due anni di politiche omofobe e ricatti all`Europa il partito `Legge e Giustizia` dei gemelli Kaczynski perde le elezioni anticipate. Il liberale Donald Tusk e la sua `Piattaforma Civica` formerà il nuovo governo.

VARSAVIA - La Polonia ha deciso: il partito nazionalista 'Legge e Giustizia' dei gemelli Kaczynski è stato sconfitto alle elezioni dal partito liberale di Donald Tusk con un vantaggio di circa 13 punti. Sarà 'Piattaforma Civica' a formare il governo con il 43,6% insieme al partito dei contadini all'8,6%.


In parlamento entra anche il LID degli ex comunisti e dissidenti laici con il 12,6% mentre il PIS dei Kaczynski ottiene il 31,3% (nel 2005 il PIS vinse con il 28,6% contro il 26,4% di Piattaforma Civica). Nei voti del partito nazionalista ed euroscettico vanno conteggiati anche i voti anche dei cattolici integralisti e antisemiti della Lega delle Famiglie Polacche, partito che nel 2005 era aveva conquistato l'8,2% ed ora quasi scomparso a causa degli scandali combinati in 2 anni di governo.

La sconfitta dei gemelli K e del motto 'Dio, patria e famiglia' è un'ottima notizia per la comunità glbt che è stata target di continui attacchi verbali, psicologici e fisici con campagne di intimidazione che ricordavano quelle naziste contro gli ebrei. Il governo Kaczinsky ha vietato ai professori gay di insegnare, ha messo al bando i teletubbies perchè sospettati di promuovere l'omosessualità sessuali ed ha sempre vietato i lGay Pride. Due anni di politica omofoba ma non solo. I gemelli Kaczynski hanno ricattato l'Europa sui temi etici fino a due giorni prima delle elezioni anticipate.

RICATTO 1 - Il 27 settembre scorso il Cosiglio d'Europa ha istituito per il 10 ottobre la prima Giornata Europea contro la Pena di Morte. D'accordo tutti gli stati membri eccetto la Polonia che ha posto il veto e voterà contro fino a quando una simile iniziativa non sarà adottata anche contro l'aborto e l'eutanasia.

RICATTO 2 - Il trattato semplificato, che prende il posto della Costituzione europera rigettato da Francia e Paesi Bassi con il referendum del 2005, è stato approvato nella notte tra giovedì e venerdì dai 27 capi di stato dell'Unione Europea riuniti a Lisbona. Mettere 27 paesi d'accordo significa fare compromessi e a perderci sono ancora una volta i gay. La Polonia ha ottenuto ciò che voleva: la non applicazione della Carta dei diritti Fondamentali e in particolare le disposizioni sui diritti delle miniranze sessuali. Ha esultato Kaczynski: "la Polonia ha riportato un enorme successo. Ha ottenuto tutto quell oche voleva".

LEGA CONTRO L`OMOSESSUALITA` ATTACCA SITO GAY

22/10/2007) Fantomatici quanto imbecilli hacker hanno raso a zero il database di gayspace. La nostra solidarietà

La redazione di GAY.tv esprime massima solidarietà agli amici e colleghi di gayspace.it per il brutale attacco omofobo ricevuto da hacker imbecilli appartenenti ad una fantomatica 'Lega contro l'omosessualità'. Invitiamo gli amici di gayspace.it ad agire legalmente contro queste persone che hanno evidenti problemi con la propria omosessualità repressa e trasformano la ricchezza di una diversità in un'occasione di violenza. Ai responsabili dell'attacco pernicioso auguriamo una vita di amore, pace, serenità ed accettazione di se' stessi.


redazione@gay.tv

A Firenze la mostra omosex di Milanodal 26 ottobre nella palazzina reale della stazione di s.maria novella







«Vade retro» organizzata da Vittorio Sgarbi con alcune opere molto contestate


Napoli, Savona, Campobasso, Udine, Campione d’Italia e anche la città del Santo, Padova. Tra tutti quelli che si sono candidati ad ospitare la mostra omosex «Vade retro», organizzata da Sgarbi al Palazzo della Ragione di Milano negli scorsi mesi e mai aperta, l’ha spuntata Firenze. Qui, dal 26 ottobre, nella Palazzina Reale della Stazione di Santa Maria Novella, Artematica potrà esporre la mostra con la scultura di Paolo Schmidlin «Miss Kitty», con Papa Benedetto XVI con una molletta tra i capelli, un perizoma e delle autoreggenti, la fotografia di ConiglioViola con Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi, che si ferma in auto vicino a un transessuale con Gesù al posto del transex e anche la foto di Paul M. Smith, modificata digitalmente, che mostra un uomo con i baffi seduto su una sedia con le gambe aperte e al posto del sesso maschile i genitali femminili.


160 OPERE - «Non abbiamo patrocini – afferma Sgarbi – e l’assessore Gozzini, che prima ci aveva appoggiati, ora ci contrasta. Ma noi andiamo avanti ed esponiamo tutte le 160 opere. Come si potrebbe vietare una mostra simile nella città di Michelangelo e Leonardo che erano omosessuali?». Oggi c’erano polemiche a Firenze e «Arcigay e Arcilesbica ci hanno sostenuti: hanno fatto cartoline con una foglia di fico che copre le vergogne (non è questa la parola usata da Sgarbi, ndr) del David». Insomma, Firenze vedrà (in sede chiusa, a pagamento, non vietata, ma senza patrocini) la mostra che non si è vista a Milano. «Poi – assicura Brunello di Artematica – si sono prenotate già Londra e Taormina».

sabato 20 ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete



Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it



«Registro per blog e siti internet»
Spunta un ddl con i limiti. Prc, Rnp e Verdi contro, rivolta nel web. Grillo: no al bavaglio governativo

MILANO — «Non finiscono mai di provarci — scrive Valentino Spataro, su civile.it —. Potessero, chiederebbero la carta d'identità a chiunque parli in pubblico». E Paolo De Andreis, su «Punto informatico»: «Questo disegno di legge è un errore macroscopico, frutto di ostinata ignoranza. Ma nessuno glielo contesterà». Sbagliava, almeno su questo punto, perché a difendere i diritti di Internet è scesa in campo la corazzata dei blog, Beppe Grillo. Con un post dei suoi, lapidario e apocalittico, che denuncia «il bavaglio dell'informazione» e annuncia «la fine della rete», nonché un suo eventuale trasloco «in uno Stato democratico».

A difendere il provvedimento sull'editoria licenziato in sordina il 12 ottobre dal Consiglio dei ministri, è dovuto intervenire Ricardo Franco Levi. Che ha scritto a Grillo: «Non vogliamo tappare la bocca di nessuno». Ma, viste le reazioni, difficilmente il Parlamento varerà la legge così com'è. La temuta museruola sarebbe occultata nell'articolo 7 del ddl, che prevede l'iscrizione al Roc, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali... anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». Quanto basta per infiammare la blogosfera. Si potrebbe obiettare che la registrazione è una formalità burocratica — fastidiosa quanto si vuole — ma ininfluente. Se non fosse che l'iscrizione «rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa». Nel senso che blog e siti dovrebbero avere un editore e un direttore responsabile che risponderebbero di diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata). Di qui, secondo Grillo, «il rischio galera», perché i blogger risponderebbero per «omesso controllo» anche dei commenti. Franco Levi prova a rassicurare: «Vogliamo solo regolamentare il settore».

Quanto all'obbligo di registrazione, «non pensiamo al ragazzo che fa un proprio sito o blog», ma a «un vero e proprio prodotto editoriale ». Levi ammette che «la distinzione è sottile», ma appunto per questo sarà affidata al Garante per le comunicazioni. Il quale però, nella persona di Nicola D'Angelo, gela tutti: «Attenti o finirà che i blog si faranno dall'estero». Quanto alla responsabilità, spiega Levi, «le stesse regole che valgono per i giornali stampati devono valere per quelli online». Replica di Grillo: «È un perfetto paraculo prodiano». Antonio Di Pietro, fiutato il rischio impopolarità, si è precipitato a seguire le orme di Grillo. Scusandosi dal suo blog per non aver «intercettato» il disegno di legge, che pure ha firmato, e annunciando la sua contrarietà allo stesso, «a costo di mettere in discussione l'appoggio al governo». Altri stop arrivano da Verdi, Rifondazione e Rosa nel Pugno. Tra i blogger lo sconcerto e la rabbia montano e scatta perfino una petizione con 600 firme in un giorno. Massimo Mantellini ( Manteblog) parla dell'Italia come di «una landa tecnologicamente depressa». E Giuseppe Granieri, autore del libro «Blog generation » di «una norma inapplicabile e pericolosa che va contro la grammatica della rete, aperta alla libera interazione». Roberto D'Agostino ( Dagospia) è indignato: «Neanche in Cina c'è una legge così. Questo è un Paese dove i giornalisti possono finire ancora in galera per diffamazione. Io ho ricevuto decine di querele per diffamazione e vengo già equiparato a un editore». Luca Sofri ( Wittgenstein): «Diffido dagli eccessivi allarmismi di chi vede i blogger in galera, ma queste regole rigide sono una sciocchezza. I reati devono essere puniti ovunque siano commessi, in strada, sui giornali o sui blog. Detto questo, già ora non c'è affatto licenza di diffamazione in rete».

Alessandro Trocino
20 ottobre 2007

CORRIERE DELLA SERA.it

venerdì 19 ottobre 2007

GAY TRAVESTITI DA SUORE RICEVONO L`EUCARESTIA. VIDEO


(18/10/2007) L`arcivescovo di San Francisco George Niederauer non si è accorto di aver dato l`eucarestia a due attivisti gay truccati e travestivi da suore.


L'arcivescovo di San Francisco George Niederauer è anziano e deve avere problemi di vista per non essersi accorto, domenica scorsa, di aver dato l'eucarestia a due attivisti gay truccati e travestivi da suore.

L'episodio ha fatto il giro del mondo grazie a YouTube tanto da spingere l'arcivescovo a scusarsi per l'errore. "Verso la fine della fila, due persone vestite stranamente sono venute a ricevere l'eucarestia" ha scritto in una lettera ai fedeli della diocesi pubblicata San Francisco Chronicle. Ma in realtà erano due militanti di 'Sisters of Perpetual Indulgence', gruppo nato nel 1979 nella comunita' gay di San Francisco.

redazione@gay.tv

MILANO: 18ENNE VIOLENTATO DA DUE EGIZIANI


18/10/2007) Accusati di stupro e rapina due ragazzi di 19 e 21 anni. Uno dei due avrebbe commesso materialmente l`abuso, l`altro faceva il palo.
Gli hanno chiesto una sigaretta per poi costringerlo a seguirli nel vicino Parco Lambro e violentarlo.

Il 29 settembre a Milano un diciottenne è stato rapinato e stuprato da due egiziani, di 19 e 21 anni, entrambi senza permesso di soggiorno, senza fissa dimora e con precedenti. Sarebbe stato il diciannovenne a trascinare il giovane dietro una siepe e costringerlo con botte e minacce ad avere un rapporto sessuale completo. Prima di darsi alla fuga i due hanno sottratto soldi e cellulare alla vittima, che ha riconosciuto i due egiziani e reso possibile il loro arresto.

Proprio ieri il parlamento ha votato a grande maggioranza il via libera ad una corsia preferenziale in Commissione Giustizia per lo stalking (molestia insistente) e la violenza omofobica. Ma il giorno in cui arriverà una legge contro i crimini d'odio verso i gay, sarà sempre troppo tardi.

fonte: corriere.it
redazione@gay.tv

giovedì 18 ottobre 2007

ARCIGAY: PRIMA VOLTA PARLAMENTO ITALIANO VICINO ALL'EUROPA


Dobbiamo esprimere soddisfazione per il fatto che oggi la Camera dei Deputati a larga maggioranza (hanno votato contro solo la Lega e La Destra di Storace) ha dato via libera alla corsia preferenziale alla commissione Giustizia di due importantissimi argomenti.



Le questioni stralciate dal pacchetto antiviolenza sono lo stalking e l'estensione della legge Mancino ai reati d'odio perpetrati contro le persone per il loro orientamento sessuale e identità di genere. Questo risultato è stato possibile grazie al lavoro paziente di tutti i deputati lgbt (lesbiche, gay, bisessuli e trangender), del Ministro Barbara Pollastrini, dei gruppi della sinistra e del presidente della Commissione Giustizia della Camera Pino Pisicchio. Ringraziamo inoltre i gruppi parlamentari del centro destra che hanno voluto con il loro voto dare un segnale di civiltà e di responsabilità civile coerentemente come avviene in quasi tutti i paesi d'Europa. La lotta contro la violenza sessuale alle donne e contro i crimini d'odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali da la misura di quanto una democrazia sia matura e attenta ad affrontare con serietà la tutela di ogni cittadina e di ogni cittadino.



Ci auguriamo che ora, visto il voto in aula, la commissione giustizia possa fra poche settimane discutere e approvare in sede legislativa questi due importanti provvedimenti. Confidiamo infine che anche al Senato si possa riproporre l'ampia maggioranza trasversale che è emersa alla Camera su argomenti che consento al Parlamento italiano di fare un passo verso l'Europa.







Aurelio Mancuso



presidente nazionale Arcigay

lunedì 15 ottobre 2007

INDIA: ARRIVA PRIMO PROGRAMMA TV SU OMOSESSUALI E TRANSEX

Per la prima volta,

l'omosessualita' sara' discussa in una trasmissione televisiva indiana. E, sempre per la prima volta nella storia televisiva del paese, a condurre sara' un transessuale.

La trasmissione sara' proposta dall'emittente Star Vijav a

Chennai, la capitale dello stato meridionale del Tamil Nadu.

Rose, un transessuale di 28 anni, e' stato il primo a ricorrere all'operazione di cambio del sesso di cui in India si abbia notizia ufficiale.

Proprio sulla scorta delle difficolta' incontrate con genitori e parenti sul suo nuovo stato, sui suoi nuovi abiti da donna, sul nuovo nome femminile, Rose ha deciso di proporre la

trasmissione per aiutare, dice, quelli come lui ad uscire allo

scoperto.

''Ogni anno - spiega Rose - noi transessuali ci ritroviamo a

Koovagam (un villaggio del Tamil Nadu, ndr), per discutere dei

nostri problemi. Il programma sara' come una riunione continua e

non e' riservato ai soli transessuali o omosessuali, ma e'

diretto a tutti, per cercare di far capire i nostri problemi e

tentare finalmente di farci accettare come parte della societa'.

Non vogliamo scioccare nessuno ne' offendere, solo far

prendere coscienza della nostra esistenza''.

Per ora il programma andra' in onda per un mese. Non ci sono

infatti i soldi per trasmetterlo piu' a lungo. Ma Rose, il

canale televisivo e i produttori sono certi del successo e

confidano in sponsor.

In India l'omosessualita' non e' solo un tabu', come tutto il

sesso, ma e' anche reato e si rischia la galera per sodomia. Gli

unici omosessuali accettati sono gli ''hijras'', eunuchi (anche

se non tutti sono fisicamente tali) che hanno una funzione

religiosa, apotropaica e beneaugurante. (ANSA)

sabato 13 ottobre 2007

Monsignore si dichiara gay, sospeso


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT - Il Vaticano ha confermato di aver sospeso un monsignore di Curia che aveva confessato di essere un gay attivo.Il presule - che aveva parlato sotto anonimato e con il viso oscurato - e' stato riconosciuto e allontanato immediatamente dal suo incarico. Su lui, la Santa Sede ha aperto un procedimento. A confermare sostanzialmente la notizia, anticipata da 'Repubblica ', e' intervenuto il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

Cacciata dal bagno delle donne fa causaKhadijah Farmer, 28enne lesbica ammette: «Non ho un aspetto femminile, ma sono stata donna tutta la vita»

è accaduto in un ristorante di new york. Il locale accusato di discriminazione
NEW YORK- Non deve essere stata una bella serata quella che Khadijah Farmer ha trascorso in un ristorante di New York. La donna è stata infatti cacciata dal bagno del locale riservato alle signore da un cameriere che non credeva che lei fosse donna. A Khadijah, 28 anni, è stato ordinato di lasciare il bagno delle donne anche dopo che lei aveva mostrato a un incredulo cameriere il suo documento d'identità.

AZIONE LEGALE - La Farmer, che è lesbica, ha ammesso di non avere un aspetto decisamente femminile. «Però sono stata una donna tutta la vita - ha detto - . La mia patente di guida indica chiaramente a che sesso appartengo». L'azione legale è stata presentata a nome di Khadijah dal Transgender Legal Defense and Education Fund presso la Supreme Court di Manhattan contro il locale, che è stato accusato di discriminazione.

BARZELLETTINA...

Prodi in groppa al suo cavallo Furio sta aspettando il verde per attraversare la strada, quando una bambina su una bicicletta nuova di zecca si ferma accanto a lui.

"Bella bici - dice il premier - te l'ha portata Babbo Natale?"
"Certo che me l'ha regalata lui" risponde la bimba.

Dopo aver scrutato la bicicletta, il presidente del consiglio Prodi consegna nelle mani della piccina una multa da 5 euro.
"La prossima volta -le dice- dì a Babbo Natale di mettere sulla bicicletta una luce posteriore".

La bambina, per nulla intimorita, lo guarda e gli dice:"Bel cavallo, signore. Gliel'ha
portato Babbo Natale?"
"Certo che me lo ha portato lui" risponde Prodi con aria stupita e divertita.
"Allora - continua lei -la prossima volta dica a Babbo Natale che i coglioni vanno sotto il cavallo, non sopra"

P. S.:Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinqueMILA

Simon