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martedì 13 novembre 2007

ARCIGAY ALL`ATTACCO DI DARIA BIGNARDI


12/11/2007) L`associazione LGBT furibonda per la presenza di Forza Nuova a `Le invasioni barbariche`, definita oltraggiosa. Chiesta una puntata riparatrice con ebrei, immigrati e omosessuali. La Bignardi tace sul suo blog
ARCIGAY: OLTRAGGIOSO SPOT PER FORZA NUOVA DALLA BIGNARDI CHIEDIAMO TRASMISSIONE RIPARATRICE

Abbiamo assisto allibiti alla puntata di venerdì sera delle "Invasioni Barbariche" condotta da Daria Bignardi. Nel corso della trasmissione si è parlato del fenomeno dei gruppi dell'estrema destra e lo si è fatto avendo in studio solo il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Belfiore e un ex militante d'estrema destra.

Si è trattato per noi di un fatto gravissimo vista la pericolosità di quel movimento politico per le sue tesi neo fasciste. In studio nessuna possibilità di contraddittorio che ponesse in luce le storture di un sistema politico italiano che consente a dei partiti come FN di esistere nonostante lo vieti la Costituzione. Ci chiediamo come sia possibile che in un paese democratico, nato dalla Resistenza, si possa dare una così importante possibilità di propaganda a gruppi di cui da tempo molte associazioni e gruppi, compresa Arcigay, chiedono la messa fuori legge.

Per sottolineare la faziosità della trasmissione rileviamo che diverse sono state le interviste raccolte in sedi di gruppi di skinhead e di Forza Nuova dove si negava l'Olocausto, si sostenevano le idee del fascismo, la simpatia per il nazismo, l'odio verso gli immigrati e la difesa della famiglia cattolica. Tutto condito con una facciata di rispettabilità favorita da un atteggiamento mite della conduttrice mentre scorrevano immagini di gagliardetti neri con i teschi, effige del duce e così via.

Chiediamo agli autori della trasmissione e a Daria Bignardi una puntata riparatrice dove tutte quelle minoranze (ebrei, immigrati e omosessuali) prese di mira negli ultimi anni dai gruppi d'estrema destra italiani, possano prendere parola. Sono di dominio pubblico i fatti di cronaca di inaudita violenza e barbaria di cui queste minoranze sono state fatte oggetto e ci stupisce che a esse non venga mai data voce.

Naturalmente ci aspettiamo, vista come è stata costruita la trasmissione di ieri sera, che non vi siano i soliti sacerdoti o appartenenti alla destra a fare da contraddittorio.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

GLI AFFARI DI "FAMIGLIA" NON VI RIGUARDANO


(13/11/2007) Il rapporto biennale del Cisf si chiede perchè etichettare con il nome di "famiglia" stili di vita diversi: le coppie omosessuali danno vita a relazioni "radicalmente differenti" dagli etero e non creano valore aggiunto alla società.
Mettiamoci d'accordo. In questi giorni sono state presentate due ricerche, una è il rapporto dell'Istat sulla vita quotidiana nel 2006, l'altra il decimo 'Rapporto sulla famiglia in Italia'del Cisf, il Centro studi internazionale sulla famiglia delle edizioni San Paolo.

Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, a dispetto del non-dibattito sulle unioni civili (a parte quando se ne occupano quei comunisti della Treccani, ovviamente), il numero delle libere unioni in Italia è aumentato dalle 564 mila del 2003 alle 637 mila del 2006. Il numero delle famiglie con figli è diminuito e il numero di componenti per ciascuno dei 23 milioni di nuclei familiari è infatti di 2,5. Una famiglia che muta, si evolve, si adatta ai tempi che corrono.



Ma veniamo al Cisf. Il titolo del rapporto, curato dal professore di Sociologia della famiglia dell'Università di Bologna Pierpaolo Donati, è 'Ri-conoscere la famiglia: quale valore aggiunto per la persona e la società?'. La tesi di fondo sono in realtà 9 tesi di fondo: ossia 9 contributi esterni di studiosi che si interrogano su cosa sia, da dove venga e dove stia andando l'istituzione familiare.
Partendo dai presupposti che la rappresentazione della famiglia odierna è falsata e che la maggioranza della popolazione vive in una famiglia normo-costituita, il rapporto si chiede tra l'altro perchè etichettare come "famiglia" stili di vita diversi: "che senso ha rivendicare il riconoscimento dell'essere famiglia per una mera situazione di fatto o per un puro desiderio privato? Perché mai chiedere di essere riconosciuti come famiglia se si sostiene che si vive più felici senza sposarsi, senza fare differenze di gender, senza volere figli, o avendoli senza legami solidi e duraturi con il partner?". Che è un po' come chiedere ad uno al quale è vietato nuotare: scusa, ma perchè vuoi proprio nuotare se non lo hai mai fatto e non ti è permesso farlo?

Dicevamo, perchè accanirsi tanto? Perchè le coppie omosessuali chiedono di essere riconosciute come famiglie se, come dice il rapporto Cisf, danno vita a relazioni "radicalmente differenti" da quelle delle coppie eterosessuali? Qualche esempio: la durata di una coppia omosessuale è "una piccolissima frazione rispetto a quella delle coppie etero sposate"; chi vive in coppie omosessuali ha "un numero di partner enormemente superiore a quello delle coppie sposate, anche se una piccola percentuale è monogama (almeno per un certo periodo)"; l'impegno nella relazione è di durata breve o comunque limitata; le coppie omosessuali hanno "indici di morbilità dovuti al tipo di relazioni vissute che sono decisamente superiori a quelli delle altre coppie"(n.d.r. dicesi morbilità la frequenza di una malattia in una popolazione); "la probabilità delle violenze intime nelle coppie omosessuali è decisamente superiore a quella che si registra nelle coppie eterosessuali" e , dulcis in fundo, "i bambini cresciuti da un padre e una madre in famiglie tradizionali presentano livelli più elevati di felicità, salute, e successo rispetto ai bambini allevati da coppie omosessuali". Io ho sentito dire che alcuni bambini cresciuti da etero riescono anche a volare.
Un'intera tesi del rapporto, curata dagli economisti Luigino Bruni e Luca Stanca, è dedicata proprio allo studio del tasso di felicità in famiglia e i risultati delle indagini su 138 mila persone provenienti da 75 nazioni mostrano come il livello di benessere dell'individuo aumenti nell'ambito familiare. Ovviamente essere sposati rende più felici che essere conviventi, che però è sempre meglio dell'essere single. Sposati con figli poi è il top della felicità. Ma persino essere vedovi è meglio che essere single.

In conclusione, tanto per non usare inutili eufemismi, "solo la famiglia come relazione di piena reciprocità tra i sessi e le generazioni crea quel valore aggiunto che le altre forme non creano, anzi consumano". E, ovviamente, rende felici.


alessia.gargiulo@gay.tv

LICENZIATA PERCHE` LESBICA DALLA GOODYEAR

(12/11/2007) Melissa Sheffield era stata vittima di mobbing per il suo orientamento sessuale: il giudice le ha dato ragione e le ha concesso un risarcimento record.


WASHINGTON - Una donna dello Stato di Washington ha ottenuto 4,4 milioni di dollari come risarcimento in una causa per discriminazione contro la compagnia che l'aveva assunta,la Goodyear Tire & Rubber. Melissa Sheffield aveva denunciato di essere vittima di mobbing da quando i suoi superiori avevano scoperto il suo orientamento sessuale. Il giudice, esaminati i fatti, ha condannato la compagnia a pagare 318mila dollari in stipendi arretrati, 40mila in benefici perduti e 4 milioni in stress emozionale.

Melissa aveva cominciato a lavorare per la Goodyear nel 94 e nel 99 era diventata store manager. Alla fine del 2002 la Sheffield aveva presenziato con la sua compagna ad una cena aziendale dove era presente Waide Adams, futuro capo di Samantha. Una volta passato di grado, Adams, l'aveva messa alle dipendenze di un service manager, Dave Johnson, noto per la sua omofobia e Johnson aveva prontamente informato i dipendenti del fatto che la Sheffield era lesbica e portava un'arma da fuoco al lavoro (cosa proibita dalle regole Goodyear).
Dopo le proteste della Sheffield per la presenza dell'arma, Johnson l'aveva minacciato davanti a tutti di "puntarle l'arma addosso e pisciare su di lei".
Ulteriori lamentele non avevano fatto altro che far ergere nei confronti di Samantha il classico muro di gomma. In seguito ad indagini interne, Johnson fu trasferito e la Sheffield declassata per aver baciato la compagna in negozio: il suo stipendio passò da 55mila euro l'anno a 13 dollari l'ora, con una nuova mansione di magazziniera che non poteva eseguire soffrendo la Sheffield di ernia. Successivamente fu licenziata.
La Goodyear ha detto di accettare il verdetto del giudice.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

venerdì 9 novembre 2007

la nuova lobby ai vertici dell`industria cinematografica. Tutte donne e tutte lesbiche

THE HoLLywood WORD
07/11/2007) La chiamano `Rubyfruit Mafia`: la nuova lobby ai vertici dell`industria cinematografica. Tutte donne e tutte lesbiche. Senza quote rosa, l`onda del cambiamento che sta contribuendo a sdoganare la cultura GLBT è tutta al femminile.
Sono donne, sono potenti, sono ai vertici dell'industria cinematografica più influente del mondo. E sono lesbiche. Oltreoceano la chiamano la 'Rubyfruit Mafia', la Mafia dei fruttirubini, liberamente ispirato alla 'Rubyfruit Jungle' di Rita Mae Brown. Una vera e propria corporazione di produttrici, sceneggiatrici, responsabili di strategie marketing che detta legge tra le colline di Hollywood. Personaggi pubblici che scelgono di vivere a volto scoperto la loro omosessualità, rivendicando apertamente il loro diritto ad amare. Una rivoluzione che forse ci metterà decenni a varcare i confini del dorato mondo hollywoodiano. Un fulgido quanto raro esempio di donne che fanno rete, che sanno emergere da sole senza bisogno di quote rosa di alcun tipo, che stanno contribuendo a creare e veicolare contenuti se non di rottura, quantomeno di sdoganamento della cultura omosessuale.

Ilene Chaiken (1), ideatrice del serial 'The L World'; ha 50 anni ed è madre di due bambini. Nina Jacobson (2), 42 anni ex presidente di Buena Vista Motion Pictures Group, oggi socia di Steven Spielberg; Forbes l'ha inserita tra le 100 donne più potenti del mondo. Dana Rudolph (3), fondatrice ed editrice di Mombian. Carolyn Strauss (4), capo della programmazione del canale satellitare HBO e artefice di successi come 'I Soprano' e 'Six Feet Under'. Carla Hacken (5), executive della società di produzione Fox 2000.



Christine Vachon (6), cofondatrice della Killer Films, ora hit-maker di successi indipendenti. Chynthia Wornham (7), principale sponsor del Sundance Film Festival. Per creare il personaggio di Jennifer Beals in 'The L World' la musa ispiratrice è dichiaratmente stata la partner della Wornham, Ann Philbin (8), direttore dell'Hammer Museum di Los Angeles. Ellen DeGeneres (9), conduttrice di un popolarissimo show tv, quest'anno ha presentato gli Oscar; la sua fidanzata, Portia de Rossi (10), fa l'attrice.

Cynthia Nixon (11), l'avvocato dai capelli rossi di 'Sex and The City', divide casa con la sua compagna Christine Marinoni (12). Angela Robinson (13), regista, oggi è tra i produttori di 'The L World'. Rosie O'Donnell (14) ha condotto per anni un famosissimo show televisivo, ma oggi ha deciso di dedicarsi alla sua famiglia allargata, composta da tre figli adottati, dalla compagna Kelli Carpenter (15), e dal figlio di quest'ultima.


Hillary Rosen (16), amministratore delegato della Recording Industry Association of America, fautrice della chiusura di Napster, si è recentemente separata da Elizabeth Birch (17), ex direttrice di Human Rights Campaign. La quale, attualmente, è fidanzata con l'attrice Lily Tomlin (18). Un amore da favola anche quello tra Melissa Etheridge (19), premio Oscar per la colonna sonora di 'Una Scomoda Verità, e Tammy Lynn Michaels (20), attrice

Linda Villarosa (21), ex editrice del 'New York Times'. Kara Wisher (22), giornalista del 'Wall Street Journal', e la sua compagna Megan Smith (23), executive di Google. Cheryl Jacques (24), ex senatrice del Massachusetts. Mary Cheney (25), amministratrice di Aol e figlia del vice presidente degli Stati Uniti.

nadir@gay.tv

15ENNE STUPRATO A DUBAI: ACCUSATO DI OMOSESSUALITA


08/11/2007) I 3 violentatori, di cui uno sieropositivo, rischiano la condanna a morte ma, essendo l`omosessualità vietata negli Emirati Arabi, anche la giovane vittima è sotto processo.
DUBAI - Un ragazzo svizzero-francese di 15 anni ha testimoniato in tribunale di essere stato violentato da tre uomini a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il giovane è stato prelevato dal gruppo all'uscita di un centro commerciale e violentato ripetutamente sui sedili di un auto. Gli stupratori rischiano la condanna a morte, ma dal momento che nel sistema penale arabo l'omosessualità è vietata, il fatto di aver praticato atti omosessuali ha portato la vittima ad essere indagata al pari dei violentatori. Tra l'altro uno dei tre violentatori è sieropositivo e, in ospedale per i controlli, la vittima è stata anche insultata da un medico perchè omosessuale. In Francia la madre del ragazzo, Veronique Tobert, giornalista, sta conducendo una battaglia attraverso il sito internet www.boycottdubai.com dove è possibile anche dimostrare la propria solidarietà alla vittima.

domenica 4 novembre 2007

Rula Jebreal e l'immigrazione;nterviste del blog beppegrillo.it


La sua analisi è semplice e di buon senso. In Italia i partiti mettono sempre i loro interessi e, alcuni, anche le loro ideologie al primo posto. Poi vengono i cittadini. Se c'è un problema che si arrangino. Se la situazione sfugge di mano si fa un decreto legge che lascia le cose come prima. Questa classe politica ha fatto il suo tempo. Speriamo che se ne vada in fretta prima che l'Italia si disintegri.
Un ufficiale dei Carabinieri ci spiega come i politici gestiscono la nostra sicurezza. Si pone alcune domande, vorrei il vostro aiuto per le risposte. Trovate i nomi dei responsabili per:
- i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni
- lo stato di degrado della stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma
- l'esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio e le centinaia di altri nelle stesse condizioni in tutta Italia, dalle rive del Tevere alla periferia di Milano.

"Caro Beppe,
l'episodio della Signora Giovanna Reggiani stuprata e massacrata a Roma suscita orrore e sdegno. Il sangue, il dolore, la paura degli italiani ricadano sulla coscienza di governanti, politici e alti funzionari che hanno gestito in questi ultimi dieci il “sistema sicurezza”. Hanno disperso con arrogante approssimazione i valori professionali, democratici e civili della legge 121/81 nata dal coinvolgimento nei tremendi anni dell’aggressione terroristica di tutte le forze sociali, politiche, sindacali, senza distinzione di ideologia. I nuovi ministri dell’Interno e Capo della Polizia stanno evidenziando la carenza di personale e di fondi in cui operano le Forze dell’ordine. Ma il problema non è di oggi. A nessuno poteva sfuggire la problematica “globalizzazione” con gli inevitabili riflessi sociali anche criminogeni per il nostro Paese.
Perché allora e da chi in questi anni é stato indebolito con una gestione più attenta a cordate, ambizioni, malintesa competizione tra le forze di polizia, proprio il “settore della sicurezza” con provvedimenti contraddittori ignorati dall’opinione pubblica?
Un esempio: un recente decreto legislativo ha messo in “pensione anticipata obbligatoria” (si badi bene, non a domanda) centinaia di funzionari di polizia con un prezioso bagaglio di esperienze nella lotta a terrorismo, criminalità diffusa e organizzata a livello nazionale e internazionale, emigrazione clandestina, droga, riciclaggio.. Non solo ma ne ha ridotto strutturalmente l’organico per il futuro. Ciò in assurda controtendenza con quanto avviene nel mondo del lavoro e mentre tanto si discute di “scalone” per aumentare l’età pensionabile! Paradossalmente oggi si chiedono più tutori dell’ordine; ovviamente da formare! Inoltre il “sistema sicurezza” ha dovuto rinunciare a migliaia di poliziotti e carabinieri “ausiliari”.
Le “volanti” sono diminuite dovunque (a Roma addirittura dimezzate), la manutenzione dei mezzi è ardua, la benzina scarseggia, diversi commissariati (si pensi a quello di S.Antimo dove un tabaccaio è stato recentemente ucciso ) e stazioni dei carabinieri sono stati chiusi o rischiano di esserlo. Comunque tutti funzionano con organico e orari ridotti, ed è miracolo vedere i decantati “poliziotti di quartiere”.
Il cosiddetto pacchetto sicurezza è un lento ripensamento importante ma rischia di essere solo un alibi di facciata; in queste condizioni persino un aggravamento della macchina operativa se non se non si interviene a livello globale, a 360 gradi, sul delicato e complesso circuito “controllo del territorio-applicazione della legge- certezza del della pena- giustizia- vivibilità sociale”.
In questo quadro occorre individuare con serietà e coraggio le cause e responsabilità a tutti i livelli di tanta approssimazione nel curare il “bene-sicurezza” come servizio di democrazia effettiva:
- chi ha seguito i negoziati di allargamento comunitario alla Romania senza porre condizioni?
- chi doveva curare la vivibilità della fatiscente e buia stazione ferroviaria di Tor di Quinto a Roma?
- chi doveva controllare lo squallido ed esplosivo accampamento di rom in quella zona priva di ogni servizio?
I proclami tardivi, le risposte retoriche, le alzate di spalle, gli scaricabarile non bastano più.
Per quel che riguarda la Polizia l’opinione pubblica sappia del sottile processo di controriforma che ha svilito la riforma democratica voluta dalla legge 121/81. In queste condizioni è ancora più grande il ringraziamento verso tutti i “tutori dell’ordine”, a qualsiasi corpo appartengano, per il quotidiano difficile impegno svolto nell’interesse delle Istituzioni democratiche e della collettività." Ennio Di Francesco, già ufficiale dei carabinieri e dirigente della Polizia di Stato; promotore del movimento democratico di polizia; in “pensione anticipata d’ufficio”

venerdì 2 novembre 2007

SORELLE MARINETTI, LE SUFFRAGETTE DELLA MUSICA ITALIANA

31/10/2007) Un viaggio nel mondo del trio canterino delle Sorelle Marinetti, partendo dalla `Sagra della Salsiccia` per arrivare a Gennaro Cosmo Parlato. Sempre, e rigorosamente, en travesti.

Sono cresciute ascoltando il Trio Lescano e il Quartetto Cetra. Oggi i loro miti musicali entrano a far parte del loro primo disco, in uscita a gennaio. Un viaggio all'indietro nel tempo nel mondo delle Sorelle Marinetti, partendo dalla 'Sagra della Salsiccia' in Brianza per arrivare a Gennaro Cosmo Parlato. Sempre, e rigorosamente, en travesti.

La loro biografia ufficiale le descrive come 'figlie improbabili della fulgida epopea dell’Eiar', e prosegue dicendo che 'le tre sorelle canterine sono cresciute ascoltando – con un’ostinazione che rasentava l’autismo – i grandi nomi della canzone degli anni ’30'. Le Sorelle Marinetti, la nuova scoperta di Giorgio Bozzo (si dice che le abbia scovate nel corso di un ruspante concercerto per voci nuove), la musica e il bel canto ce l'hanno nel sangue. Cantano praticamente da sempre: hanno iniziato da ragazzine, davanti allo specchio con una spazzola a fare da microfono, sono poi diventate le coriste di Gennaro Cosmo Parlato. E oggi si preparano per il loro primo disco, in uscita a gennaio. Nel frattempo, da Chiambretti a Costanzo, sono richiestissime anche in tv. Intervista a Scintilla, Turbina e Mercuria, le Sorelle Marinetti.

Primo progetto discografico per le Sorelle Marinetti. Emozionate?
Siamo molto contente, stiamo lavorando al nostro disco in uscita all'inizio del 2008. Proviamo tanto, perchè per un trio la cosa più difficile è riuscire a cantare in maniera armonizzata. Fortunatamente le cose stanno andando splendidamente. Ci troviamo molto bene anche con la nostra jazz band, diretta dal maestro Schmitz e composta da Luca Cacucciolo al pianoforte, Riccardo Tosi alla batteria, Paolo Dassi al contrabbasso, Raffaele Brancati al clarinetto e al sax, Riccardo Gibertini alla tromba e Alberto Bollettieri al trombone.

Scintilla, Turbina e Mercuria, cognome Marinetti: passione per il futurismo?
Sì e vero, ci rifacciamo al futurismo, e a quel periodo storico. I nostri nomi descrivono le nostre personalità: Turbina, la più grande, è il motore del gruppo, talvolta anche il trattore; Scintilla, la più giovane, è la peperina del trio, mentre Mercuria è la sorella più equilibrata, sognatrice e anche un po' oca.

Con dei caratteri così diversi, è difficile andare d'accordo?
Bisogna tenere le fila, far quadrare tutto. Turbina, da brava sorella maggiore, deve darsi un gran da fare per mantenere le redini. Dal punto di vista vocale, invece, tra di noi c'è ormai una fusione perfetta.

Domanda tanto scontata quanto imprescindibile: i vostri modelli di riferimento?
Ci riferiamo principalmente al panorama musicale degli anni '30 e '40: il Trio Lescano, il Quartetto Cetra, le Andrews Sisters, Silvana Fioresi. Ma ci teniamo a specificare che noi, a differenza delle nostre colleghe, non siamo mai state iscritte al partito fascista.


La leggenda vuole che Giorgio Bozzo vi abbia scovato in un 'ruspante concerto per voci nuove': confermate?
E' tutto vero: si trattava della 'Sagra della Salsiccia', in Brianza. Giorgio Bozzo si trovava lì in vacanza e ci ha notate durante una nostra performance. Siamo venute a Milano, ci ha dato una bella ripulita, ed eccoci qua.

Cosa troveremo nel vostro primo disco?
Ci saranno molti brani del panorama musicale anni '30 e '40: abbiamo riscoperto e reinterpretato diverse canzoni di quel periodo storico. Potete già ascoltare le nostre versioni di “Tuli Tulipan” e “La gelosia non è più di moda” del Trio Lescano e di “Non sei più la mia bambina” di Delia Lodi sul nostro sito (www.lesorellemarinetti.it). Amiamo cantare queste canzoni, che hanno dei testi molto dolci. Ci saranno anche dei brani solo con pianoforte e voce. Il disco, che uscirà il 14 gennaio, conterrà 14 tracce.. e una sopresa.

Com'è stato accompagnare Gennaro Cosmo Parlato in tour?
Divertente, molto divertente. Ma è una cosa passata. Ora siamo noi le protagoniste dei nostri show, con un palco tutto nostro.

Possiamo considerarvi come una risposta talentuosa alle sorelle Carlucci?
Ci piace definirci le 'suffragette della musica'. Dopo tanta violenza musicale, dopo tanti anni di cose fritte e rifritte, ci piace tornare a dare spazio alla vera canzone italiana. Ma siamo comunque molto moderne, e abbiamo degli ideali: ad esempio, ci battiamo per il voto alle donne.


Cosa dice nonno Marinetti delle vostre velleità artistiche?
Il nostro nonno, Filippo Tommaso Marinetti, ormai se ne è andato da parecchio tempo. Ci ha lasciato però in eredità un cognome importante. Non come quelle squinzie romane - i Centocelle Nightmare, per intenderci - che non sanno che nomi darsi: appena arrivano al successo lo sai come si fanno chiamare? 'Visconti'.

Da ragazze improvvisavate davanti allo specchio, usando le spazzole come microfono. Oggi che siete delle professioniste è cambiato qualcosa?
Eravamo professioniste anche prima, quando ancora non c'era nessun progetto ufficiale. Oggi cambia solo il riconoscimento da parte dell'industria discografica.

Avete mai litigato per lo stesso uomo?
Ma no, gli uomini ci piacciono tutti! Scherzi a parte, fortunatamente abbiamo gusti molto diversi, per cui da brave sorelle non ci rubiamo mai i fidanzati.

Guardando il panorama musicale successivo agli anni 30 e 40, al quale vi rifate, quale canzone vi piacerebbe reinterpretare?
Indubbiamente ci piace guardare alle grandi interpreti del bel canto. In questo senso, Mina può essere considerato un nostro riferimento, ma anche Maria Jottini. Pensando all'estero, Cher è uno dei personaggi che ci piace di più. Preparatevi: nel disco ci sarà una sorpresa dedicata proprio a lei.

Che ne pensate delle vostre cugine d'oltremanica, le Puppini Sisters?
Sì, beh, sono bravine anche loro. Abbiamo recentemente scoperto anche in Francia c'è un trio che sta facendo qualcosa di simile. Ma noi siamo italiane, ed naturalmente abbiamo qualcosa in più rispetto a tutte le altre.

Se doveste adottare una quarta sorella pescando dal mondo dello spettacolo chi scegliereste?
Abbiamo una parente in Argentina, Glenda Marinetti. Ha sposato un facoltoso produttore di carne, ed è andata lì ad allevare manzi. Se proprio dovessimo scegliere una quarta sorella, rimarremmo in famiglia e andremmo a recuperare Glenda in argentina.

Accanto a quale file video vorreste essere collocate nelle future teche Rai?
La risposta è semplice, in mezzo a i nostri miti: tra il Trio Lescano e il Quartetto Cetra.

Per chiudere: volete salutare il pubblico di GAY.tv?
Ci sentiamo molto vicine al pubblico gay, al quale mandiamo un bacio grande. Però c'è una domanda che non ci hai fatto e alla quale invece vogliamo assolutamente rispondere: 'Qual è il vostro sogno nel cassetto?'.

Chiedo venia. Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Il nostro sogno nel cassetto è di cantare per il contingente italiano in Afganistan, di esibirci per loro e convincerli a tornare a casa. Ragazzi, venite qui: c'è tanto da fare in Italia!

nadir@gay.tv

Scrivo di sesso ma vado ancora al liceo


(31/10/2007) A 15 anni ha scritto un libro che si intitola `Stranieri` e che parla di droga, omosessualità, sesso. E in copertina ci ha messo nome e cognome.
Il tuo libro si intitola 'Stranieri' e affronta anche il tema del viaggio. Un viaggio non fisico ma che porta il protagonista a scoprire se stesso. Ti è mai capitato di sentirti straniero?
Sì,so che le persone non sono affatto come dicono di essere, che al mondo si è soli davvero e sulla famiglia non si può contare eternamente. Non sono un ragazzo triste, ma mi sento inadeguato nella vita. Sono un cane randagio, sono riservato e schivo. Poi dipende anche dalle persone, c'è con chi familiarizzo subito e mi affeziono terribilmente entrando nella loro quotidianità.

"Ogni esperienza è bella e ha un suo valore; anche la più atroce arricchisce". Questa frase viene pronunciata dal protagonista del tuo libro. Sei tu quella persona?
Sì, voglio dire che dopotutto la vita è bella. Credo che anche l'esperienza più atroce, una volta passata, la si possa definire bella. Ha un suo valore, intendo che è comunque formativa. Anzi tenerla segreta, soffrire senza essere plateali aiuta ad accettare ciò che è successo e addirittura a dimenticare. Confidarsi con gli altri non sempre aiuta, è difficile trovare persone degne di ascolto, chi le trova è fortunato. Io faccio tesoro di ogni esperienza.

Perchè scrivere a quindici anni "un libro che parla di sesso, droga e amori omosessuali"?
E' nato tutto in modo molto naturale, scrivo perchè è terapeutico, quando ho scritto non avevo scelto delle tematiche precise da trattare. Sicuramente è un libro nato dall'esigenza di dire la mia. Ero stanco di sentire parlare gli adulti di adolescenza, anche loro sono stati adolescenti ma in un altro contesto e poi non sopportavo gli stupidi moralismi di chi discuteva di sesso e di morale, di chi definiva ciò che è giusto o sbagliato. Possiamo condannare la droga perchè porta ad un danneggiamento fisico, ma non si possono condannare le scelte dell'individuo che non recano alcun danno.

L'esperienza più estrema che hai fatto?
Ahah in ambito sessuale? Non trovo nulla di estremo nelle mie esperienze, le reputo propedeutiche. Vorrei tanto scoparmi una mia amica insieme a sua madre che è giovanissima, sembrano sorelle. Spero di non avere desideri estremi come fare sesso su un cadavere, una madre la trovo ma un cadavere?



Come vede un ragazzo della tua età i suoi coetanei? Come viene vissuta o percepita l'omosessualità?
Non sono asociale anche se posso sembrarlo, sono un ragazzo che ha il suo gruppo di amici con il quale esce e si comporta come ogni adolescente, ma la maggior parte dei coetanei li vedo distanti. Non sopporto i figli di papà, le persone bigotte e chi accetta i processi di omologazione. Da piccolo la situazione era tragicomica perchè tutti parlavano di videogame, cartoni animati e figurine di calciatori, mentre io giocavo a nascondino, a pallavvolo e ad urinare nelle scale del palazzo. Per quanto riguarda l'omosessualità, guardandomi intorno, noto che è vissuta in silenzio,che si è ipocriti,che c'è chi si convince ad essere ciò che non è invece di essere sereno con se stesso. L'atto sessuale tra due ragazzi che si dichiarano etero è visto come qualcosa di accettabile, quello fra due ragazzi che si dichiarano gay è visto come disturbo.

Sei innamorato?
Innamorato non lo sono mai stato, posso provare un forte sentimento, una forte attrazione ma non chiamo questa amore. Noto molta falsità nel dire ti amo in questa età. Le ochette puttane lo dicono per avere un regalo a San Valentino, i puttanieri lo dicono per avere in cambio pure un "regalo". Non è facile trovare una persona da avere sempre accanto, o scappo io o scappa lei, attualmente però sono molto legato ad una ragazza della mia età, ci stiamo frequentando.

Prima le orge così come l'uso di sostanze stupefacenti sembrano entusiasmare il giovane John ma alla fine il protagonista sembra uscire da un incubo...
L'incubo era pure la paura di non conoscere cosa significassero le visioni che aveva. Le orge e l'uso di sostanze sono un'avventura ma anche un rischio: rimanere perpetuamente in questo stato di baldoria adolescenziale creando delle barriere fra lui e la realtà. L'uso delle droghe è palesemente negativo e distruttivo, ma i giovani non le usano perchè cercano la distruzione, le usano perchè rappresentano una distrazione. John vuole toccare tutto rimanendo immune,la verità che ha sempre tenuto dentro è che in fondo era una persona debole e insicura e credeva che certe esperienze potessero dargli una sicurezza interiore.

Sono le visioni che lo accompagnano per tutto il libro a "salvarlo". E' la sua coscienza a dar vita a quelle situazioni? E possiamo parlare anche di 'fede'?
Non proprio, è qualcuno che si sta servendo di lui per uno scopo. Io credo che se si morisse senza aver portato a termine qualcosa di importante ci porteremmo dietro una sete e una rabbia tale da permetterci di comunicare con il mondo terreno.

Qual è il tuo rapporto con la fede. Il libro sembra contenere una critica alla Chiesa..
Io credo in Dio, in qualcosa che ha creato la terra, l'universo. Non so se è lo stesso Dio che mi presenta la Chiesa, non penso. Il mio Dio non terrorizza, è transigente e non è, come potrebbe sembrare, un Dio costruito a mio piacimento, ha scritto in ognuno un principio per farci muovere intelligentemente nel mondo. Non sono tanto d'accordo con le parole che spesso pronunciano gli ecclesiastici: condannano, giudicano le scelte delle persone, parlano in nome di Dio quando Dio non ha mai parlato, fanno riferimento alla Bibbia, ai Vangeli che sono stati scritti da uomini. La Chiesa vuole sofferenza, condanna ogni forma di piacere, come se la capacità di provare piacere fosse una punizione data da Dio. Non reputo persone di fede chi si piange addosso, chi intende fare del bene soltanto recitando preghiere in un luogo di culto. Ci sono anche dell'eccezzioni, chi ha davvero aiutato il prossimo. Avere fede significa credere in quello si fa.

Frequenti ancora il liceo classico. Che rapporto hai con la scuola? Sei soddisfatto dell'attuale programma scolastico?
Frequento l'ultimo anno, mi trovo bene pur se è un ambiente che non mi piace molto, c'è chi fa il signorotto capitalista e chi il rivoluzionario: atteggiamenti!
Del programma scolastico sono soddisfatto, del sistema della scuola no. Poi per quanto riguarda le ultime riforme proposte da Fioroni non sono totalmente d'accordo. Si parla anche di dare più soldi alla scuola privata. Io sono in una scuola dove mancano le porte nei bagni, i riscaldamenti non vengono accesi, se li accendono è uno spreco di energia perchè non riscaldano minimamente l'ambiente, si deve stare attenti perfino a non graffiarsi con i chiodi arruginiti dei banchi. Spero che in futuro, per gli altri, vi siano scuole più decorose, che la preparazione non sia finalizzata soltanto al voto, che sia una scuola accessibile a tutti, con i testi scolastici dati dallo Stato, attività di recupero pomeridiane, più iniziative e maggior tempo libero da dare agli studenti perchè possano dedicarsi ad altri interessi.

Hai un libro preferito che magari senti il bisogno di rileggere ogni tanto? E quale avresti voluto scrivere tra quelli letti?
Non potrei mai desiderare scrivere qualcosa di qualcun'altro, pure se parliamo di capolavori. Un libro che ho letto due volte è stato "Il libro dell'inquietudine" di Pessoa, solitamente ne voglio leggere così tanti che leggere un libro che conosco lo vedo come un torto.

Sei già al lavoro sul prossimo libro?
Sì, ma è ancora presto per dire cosa sarà.

redazione@gay.tv

martedì 30 ottobre 2007

GENDER BENDER 2007


30/10/2007) A Bologna da 30 ottobre al 4 novembre il Festival Internazionale sulle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.


All'indomani del convegno di Ready e del discusso manifesto con il neonato omosessuale, ecco quello del Gender Bender, il festival di cinema e arti visive organizzato dal Cassero di Bologna. Un giovane Hitler, assorto e casalingo, quasi sognante, è seduto in abito a quadri ad un tavolo da cucina mentre pela patate. Tutta un'altra storia. Daniele Del Pozzo, ideatore e direttore del festival, invita a pensare diversamente, nel vero senso della parola: "Mettersi nei panni degli altri, anche se si tratta di un’uniforme poco conforme alle nostre solite abitudini, a volte può aiutarci a vedere le cose da un’altra prospettiva, facendoci vivere ciò che altrimenti crederemmo impossibile".
Perchè più che parlare di nascita o scelta o ereditarietà o genetica, è interessante parlare di cambiamento, di possibilità, di transizione. Di diversità come opportunità e non come barriera e ghetto. Di confini che si spostano continuamente, piuttosto che di muri che separano. Per poter "vedere le persone e le loro differenze come portatrici di ricchezza anziché minacce da cancellare". Vi aspettiamo a Bologna, dove qualcuno pensa ancora che un'altra storia e un altro mondo siano possibili.

Dal 30 ottobre al 4 novembre Bologna è la sede di una serie di eventi, molti in anteprima nazionale, che vanno dalle proiezioni cinematografiche agli spettacoli di teatro e danza, installazioni, concerti dal vivo e dj set, incontri con autori e autrici, party. Sei giorni tra il Teatro San Martino, Il Cassero, il Cinema Lumiere e molte altre location che porteranno a Bologna il meglio di ciò che sta accadendo nel mondo dell'arte e che è stato visto nei festival cinematografici internazionali, nell'ambito delle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.
Noi vi segnaliamo cosa assolutamente non dovete perdervi.


RARA, di Sylvano Bussotti. Artista, compositore, nella sua lunghissima carriera ha collaborato con John Cage, Derek Jarman e Carmelo Bene. Al Gender Bender presenta in versione restaurata ed in prima assoluta RARA, un lungometraggio in cui compaiono molti dei protagonisti del panorama artistico italiano degli anni Sessanta, da Franca Valeri a Julian Beck, da Carlo Cecchi a Dacia Maraini, da Laura Betti a Dario Bellezza, fino al soprano Cathy Berberian, immortalati in una serie di ritratti ricchi di suggestioni oniriche e surreali. Realizzato tra il 1967 e il 1969, RARA (film) verrà accompagnato dall’esecuzione dal vivo di una nuova partitura, appositamente ideata ed eseguita dal Maestro Bussotti per l’evento.

Frans Poelstra, his dramaturg and Bach, di United Sorry. La United Sorry, duo formato dal ballerino austriaco Frans Poelstra e dal drammaturgo e artista performativo olandese Robert Steijin costruisce lo spettacolo sul confronto diretto tra le Variazioni Goldberg di Johan Sebastian Bach, la danza di Poelstra, i commenti di Steijn e lo sguardo del pubblico.
In questo apparente caos, le variazioni di Bach, la nudità dei corpi, la complicità amorosa della coppia danzatore-drammaturgo diventano tutte condizioni sperimentali ed intuitive messe in atto per rappresentare una forma particolare di bellezza, intesa come comunione fra lo spirito e la natura, fra il corpo e la ragione, fra lo humour e l’amore che passa, in maniera sorprendentemente inedita e spiazzante, attraverso la relazione tra due uomini nudi in scena.
Snow White, di Ann Liv Young. Trasposizione danzata e recitata della celebre fiaba dei fratelli Grimm, riletta secondo un immaginario contemporaneo dalla sorprendente Young, una delle più promettenti figure della scena performativa newyorkese.
La nuova versione della storia si concentra su Biancaneve - interpretata dalla stessa Young – sul Principe e sulla Matrigna, interpretati da due donne. La protagonista canta classici del pop portati al successo da Beyoncè, Mary J. Blige, Withney Houston, ma reinterpretandoli in chiave punk. In questa rilettura rabbiosa, le tre performer si presentano sul palco vestite di pesanti sneakers nere e body di lycra, spogliandosi e vestendosi compulsivamente, quasi a caso.


Seven Easy Pieces, di Babette Mangolte. Il film documenta le sette performance che Marina Abramovic tenne al Guggenheim Museum di New York nel 2005 e con cui reinterpretò alcune celebri performance di Bruce Nauman, Vito Acconci, Valie Export, Gina Pane, Joseph Beuys, realizzate dagli artisti tra il ’65 e il ’74. Sempre dedicata alla Abramovic, Imponderabilia, omaggio nel trentesimo anniversario della storica performance che l'artista eseguì alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 1977.

SOGGETTIVA, una serie di incontri con le più importanti rappresentanti della letteratura lesbica contemporanea di area anglosassone, a cura di Arcilesbica Bologna.
Apre la rassegna Sarah Water, segnalata nel 2003 dalla prestigiosa rivista letteraria Granta, i suoi romanzi sono tutti ambientati nell’Inghilterra Vittoriana, restituita al lettore grazie ad un’impeccabile ricostruzione storica. I suoi complessi intrecci sentimentali tra le protagoniste, toccano diversi generi letterari – dal noir alla ghost story, al romanzo di formazione. L’autrice è nota in Italia per i successi editoriali Ladra e Affinità. Al Gender Bender presenta il suo ultimo libro Turno di notte. Poi ancora incontri con Stella Duffy, Ali Smith e Mary Dorcey.

Gennaro Cosmo Parlato, in Che cosa c'è di strano? Interprete versatile, raffinato e dalle strabilianti doti vocali. Il programma offre un particolare pomeriggio musicale: nel suo speattacolo, Gennaro - già ospite fisso di Piero Chiambretti nelle due ultime edizioni di Markette e autore della sigla del Dopofestival a Sanremo - presenta al pubblico una curiosissima rilettura del meglio e del peggio della canzone italiana degli Anni ’80.

E ancora: Give Piece of Ass a Chance, l’ultimo lavoro dell’enfant terrible del cinema canadese Bruce La Bruce; il lungometraggio Hedy di Andy Warhol, con protagonisti la sua prima “Superstar” Mario Montez e Jack Smith, con la colonna sonora dei Velvet Underground; il documentario Jack Smith and the Destruction of Atlantis di Mary Jordan, sul re dell'underground americano; Lagerfeld Confidential, un ritratto inedito e sorprendente dello stilista Karl Lagerfeld diretto da Rodolphe Marconi, selezionato dall’ultima Berlinale; Avant que j'oublie di Jacques Nolot, selezionato dall’ultima edizione del festival di Cannes, meditazione amara e disincantata sulla vita, l’amore e il tempo che passa
Per il programma completo vi rimandiamo al
http://www.genderbender.it/ita/home.asp

mercoledì 24 ottobre 2007

FORUM DI GAY.tv SFRUTTATO DAGLI OMOFOBI

23/10/2007) Un`associazione di genitori che vorrebbero guarire i propri figli dall`omosessualità usa un forum di GAY.tv per dimostrare che i giovani gay soffrono della propria condizione.
E' stato un utente di GAY.tv a scoprire che "l'omofoba e reazionaria" AGAPO, gruppo di genitori di omosessuali in difficoltà, ha inserito sul proprio sito, insieme al link della Narth (National Association dor Research & Therapy of Homosexuality, gente che cura l’omosessualità quindi), quello di un forum di GAY.tv. Esattamente è stato linkato il post dal titolo 'Motivi della sofferenza dei gay'. Un post che era stato aperto nel forum 'Gay e Chiesa', da un utente anonimo non registrato, tale SAB.

"I motivi del fatto che molti gay soffrono sono giù o arrivano al suicidio - scrive SAB - a volte non sono la chiesa e nemmeno la società come voi dite bensì sono i comportamenti di molti gay che sono infedeli, illudono, parlano dietro, sono molto traditori e non mantengono la parola, ti dicono cose, poi magari vanno alle saune con degli altri e lo sapete tutti quanti benissimo".

Nata nel 2006, AGAPO è un'associazione di genitori con figli omosessuali che "trova sterile la disputa sull’omosessualità come variante naturale del comportamento umano al pari dell’eterosessualità". E' un'associazione omofoba che odia i propri figli e li manda dallo psicologo. Punti di riferimento per questo gruppo sono la Chiesa (una parte del sito è ripresa da genitoricattolici.org) e l'associazione americana Narth di Joseph Nicolosi, che si occupa della 'terapia riparativa' dell’omosessualità. L’amaro in bocca scende quando vai a scoprire che in Italia una stretta collaboratrice del prof. Nicolosi è la dott.ssa Chiara Atzori, medico infettologo presso l’ospedale 'Sacco' di Milano.

EX PAZIENTE DI NICOLOSI: LA TERAPIA NON FUNZIONA

"A chi ritiene la nostra iniziativa omofoba e reazionaria - scrive AGAPO - consigliamo innanzitutto di leggere bene quello che c’è scritto davvero nel nostro sito". Lo abbiamo fatto, ecco cosa c’è scritto:

- nessuno di noi rigetta il figlio omosessusale nemmeno dopo mesi o anni di "militanza" di questi nostri stessi figli nei Cruising bar o analoghi locali dei circuiti Gay;

- Non vogliamo costringere nessuno alle cure dall’omosessualità... ci battiamo perchè chi soffre della sua condizione psicologica, abbia la possibilità di farsi aiutare nell’uscita dalla vita gay;

- consigli ad un ragazzo: effettivamente protezione una ragazza non te la potrà dare, ma anche un uomo (omosessuale) te la può dare solo in apparenza perché in fondo cerca protezione pure lui;

- un ragazzo che è contento di aver scoperto questa sua tendenza, che, nella società attuale è normalmente accettata, anzi è considerata di gran moda, o forse no, la vive con disagio;

- ...le cause dell’omosessualità siano da ricercare in genetica, e che, di conseguenza, propone la resa e l’accettazione di una natura più forte che occorre ragionevolmente assecondare per poter vivere meglio ed in modo libero. Quello che però spesso non sappiamo, o non vogliamo riconoscere, è che l’omosessualità nell’essere umano è un problema della sviluppo, quasi sempre il risultato di rapporti familiari problematici, che niente hanno a che fare con la genetica.

- amore è quella solidarietà possibile solo se confidiamo in Dio, amore a volte significa una parola in meno ma una preghiera in più, amore significa anche affidare tuo figlio alle cure di esperti che, come te, mettono l’amore al primo posto, anche nello strutturare una possibile terapia.

L'omosessualità è sempre definita un problema e ridotta a semplice attrazione sessuale. Così i genitori vengono rassicurati: il proprio figlio non è gay ma, più semplicemente, ha una sindrome da attrazione verso lo Stesso Sesso. Il sito contiene anche testimonianze e consigli per i genitori che, come le persone che vi scrivono, si sentono in colpa e non vogliono accettare la realtà: "non incolpatevi per l’omosessualità di vostro figlio, che non è necessariamente legata alla condizione familiare, come nel caso di coloro che sono stati sessualmente abusati o introdotti negli ambienti gay".


GAY.tv ai commenti preferisce le parole di Judy Shepard, la mamma del ragazzo pestato a sangue e lasciato morire a 21 anni nel deserto del Wyoming (USA). A nove anni dalla morte di Matthew, Judy ha lanciato il 12 ottobre il sito MatthewPlace con lo scopo di combattere l'omofobia e il suicidio dei giovani LGBT e ha lanciato un appello ai genitori che non accettano l'omosessualità del proprio figlio: "come possono dei genitori abbandonare i loro ragazzi solo per essere come sono? Mio figlio mi è stato portato via da due uomini che non avevano imparato altro che l'odio. I nostri figli hanno bisogno di noi e meritano di essere trattati meglio di quanto non siano".

Continuiamo a lottare per l’amore di tutti, anche di quelli che ci odiano.

«Messaggio forte e chiaro. L'omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare»


(23/10/2007) Ancora una volta la Toscana si conferma la regione all`avanguardia sulla promozione dei diritti glbt. Questa volta lo fa con un manifesto shock.
— Il testimonial è un neonato. Un bel bambino roseo e paffuto, la mano sinistra protesa verso la bocca nel gesto, sublime e atavico, della suzione del pollice. Una perfetta e tranquillizzante icona dell'infanzia, quell'immagine, se non ci fosse qualcosa di inusuale e «diverso». Una fascetta da polso sulla quale, invece del nome del piccolo, c'è scritto homosexuel, omosessuale in francese. Il neonato gay è l'ultima trovata di una campagna pubblicitaria contro le discriminazioni di genere che la Regione Toscana ha presentato ieri con il patrocinio del ministero delle Pari opportunità provocando proteste e polemiche. Il manifesto, stampato in migliaia di copie, sarà affisso sui muri delle città toscane, negli uffici pubblici, davanti alle scuole
«Con questa immagine lanciamo un messaggio forte e chiaro — spiega De Giorgi —. L'omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare». L'immagine del neonato gay è stata realizzata dalla fondazione canadese Emergence, organismo che si batte contro la discriminazione di genere, e ceduta gratuitamente alla Toscana. Regione italiana all'avanguardia in questo campo, che già nel 2004 ha varato una legge contro le discriminazioni sessuali e pochi mesi fa ha presentato una carta prepagata, con un contributo pubblico, per agevolare l'inserimento nel mondo del lavoro di transessuali e transgender. Anche allora ci furono polemiche.
Dopo la card prepagata per le persone transgender, il divieto di discriminazione per orientamento sessuale e il Florence Queer Festival, la Toscana si conferma ancora una volta la regione italiana più all'avanguardia nella promozione dei diritti glbt. E lo fa con una campagna regionale patrocinata dal Ministero delle Pari opportunità che "affronta con forza ed in modo efficace una delle questioni di fondo di un tema eticamente discusso, sottolineando come l’omosessualità non possa essere considerato un vizio, ma una delle tante espressioni della personalità di un individuo".

Il manifesto sara' anche il logo di una due giorni di incontri contro le discriminazioni che si svolgerà a Firenze, il 26 e 27 ottobre prossimi nell'ambito del festival della creatività alla quale parteciperanno anche la ministra Barbara Pollastrini, i presidenti di Regione Toscana Claudio Martini e Puglia Nichi Vendola ed Oliviero Toscani. L'appuntamento sara' anche l'occasione per lanciare 'Ready', ovvero la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale nata nel 2005 e di cui fanno parte anche i Comuni di Firenze, Roma, Torino e Bologna e le Regioni Toscana e Piemonte.
redazione@gay.tv
CORRIERE DELLA SERA.it

martedì 23 ottobre 2007

Diffondi la petizione per De Magistris, copia il codice e inserisci il banner nel tuo blog!

Appello per la Giustizia - Per De Magistris


POLONIA: L`OMOFOBO KACZYNSKI PERDE LE ELEZIONI



(22/10/2007) Dopo due anni di politiche omofobe e ricatti all`Europa il partito `Legge e Giustizia` dei gemelli Kaczynski perde le elezioni anticipate. Il liberale Donald Tusk e la sua `Piattaforma Civica` formerà il nuovo governo.

VARSAVIA - La Polonia ha deciso: il partito nazionalista 'Legge e Giustizia' dei gemelli Kaczynski è stato sconfitto alle elezioni dal partito liberale di Donald Tusk con un vantaggio di circa 13 punti. Sarà 'Piattaforma Civica' a formare il governo con il 43,6% insieme al partito dei contadini all'8,6%.


In parlamento entra anche il LID degli ex comunisti e dissidenti laici con il 12,6% mentre il PIS dei Kaczynski ottiene il 31,3% (nel 2005 il PIS vinse con il 28,6% contro il 26,4% di Piattaforma Civica). Nei voti del partito nazionalista ed euroscettico vanno conteggiati anche i voti anche dei cattolici integralisti e antisemiti della Lega delle Famiglie Polacche, partito che nel 2005 era aveva conquistato l'8,2% ed ora quasi scomparso a causa degli scandali combinati in 2 anni di governo.

La sconfitta dei gemelli K e del motto 'Dio, patria e famiglia' è un'ottima notizia per la comunità glbt che è stata target di continui attacchi verbali, psicologici e fisici con campagne di intimidazione che ricordavano quelle naziste contro gli ebrei. Il governo Kaczinsky ha vietato ai professori gay di insegnare, ha messo al bando i teletubbies perchè sospettati di promuovere l'omosessualità sessuali ed ha sempre vietato i lGay Pride. Due anni di politica omofoba ma non solo. I gemelli Kaczynski hanno ricattato l'Europa sui temi etici fino a due giorni prima delle elezioni anticipate.

RICATTO 1 - Il 27 settembre scorso il Cosiglio d'Europa ha istituito per il 10 ottobre la prima Giornata Europea contro la Pena di Morte. D'accordo tutti gli stati membri eccetto la Polonia che ha posto il veto e voterà contro fino a quando una simile iniziativa non sarà adottata anche contro l'aborto e l'eutanasia.

RICATTO 2 - Il trattato semplificato, che prende il posto della Costituzione europera rigettato da Francia e Paesi Bassi con il referendum del 2005, è stato approvato nella notte tra giovedì e venerdì dai 27 capi di stato dell'Unione Europea riuniti a Lisbona. Mettere 27 paesi d'accordo significa fare compromessi e a perderci sono ancora una volta i gay. La Polonia ha ottenuto ciò che voleva: la non applicazione della Carta dei diritti Fondamentali e in particolare le disposizioni sui diritti delle miniranze sessuali. Ha esultato Kaczynski: "la Polonia ha riportato un enorme successo. Ha ottenuto tutto quell oche voleva".

LEGA CONTRO L`OMOSESSUALITA` ATTACCA SITO GAY

22/10/2007) Fantomatici quanto imbecilli hacker hanno raso a zero il database di gayspace. La nostra solidarietà

La redazione di GAY.tv esprime massima solidarietà agli amici e colleghi di gayspace.it per il brutale attacco omofobo ricevuto da hacker imbecilli appartenenti ad una fantomatica 'Lega contro l'omosessualità'. Invitiamo gli amici di gayspace.it ad agire legalmente contro queste persone che hanno evidenti problemi con la propria omosessualità repressa e trasformano la ricchezza di una diversità in un'occasione di violenza. Ai responsabili dell'attacco pernicioso auguriamo una vita di amore, pace, serenità ed accettazione di se' stessi.


redazione@gay.tv

A Firenze la mostra omosex di Milanodal 26 ottobre nella palazzina reale della stazione di s.maria novella







«Vade retro» organizzata da Vittorio Sgarbi con alcune opere molto contestate


Napoli, Savona, Campobasso, Udine, Campione d’Italia e anche la città del Santo, Padova. Tra tutti quelli che si sono candidati ad ospitare la mostra omosex «Vade retro», organizzata da Sgarbi al Palazzo della Ragione di Milano negli scorsi mesi e mai aperta, l’ha spuntata Firenze. Qui, dal 26 ottobre, nella Palazzina Reale della Stazione di Santa Maria Novella, Artematica potrà esporre la mostra con la scultura di Paolo Schmidlin «Miss Kitty», con Papa Benedetto XVI con una molletta tra i capelli, un perizoma e delle autoreggenti, la fotografia di ConiglioViola con Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi, che si ferma in auto vicino a un transessuale con Gesù al posto del transex e anche la foto di Paul M. Smith, modificata digitalmente, che mostra un uomo con i baffi seduto su una sedia con le gambe aperte e al posto del sesso maschile i genitali femminili.


160 OPERE - «Non abbiamo patrocini – afferma Sgarbi – e l’assessore Gozzini, che prima ci aveva appoggiati, ora ci contrasta. Ma noi andiamo avanti ed esponiamo tutte le 160 opere. Come si potrebbe vietare una mostra simile nella città di Michelangelo e Leonardo che erano omosessuali?». Oggi c’erano polemiche a Firenze e «Arcigay e Arcilesbica ci hanno sostenuti: hanno fatto cartoline con una foglia di fico che copre le vergogne (non è questa la parola usata da Sgarbi, ndr) del David». Insomma, Firenze vedrà (in sede chiusa, a pagamento, non vietata, ma senza patrocini) la mostra che non si è vista a Milano. «Poi – assicura Brunello di Artematica – si sono prenotate già Londra e Taormina».