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mercoledì 27 febbraio 2008

NEPAL. ELEZIONI, 5 GAY CANDIDATI CONTRO TABU' SOCIETA'


KATHMANDU, 26 FEB - Tra i candidati alle elezioni del Nepal del 10 aprile, ci saranno anche cinque gay, pronti a difendere i diritti degli omosessuali e a sfidare i tabu' di una nazione conservatrice che discrimina e condanna

questo tipo di orientamento sessuale che viene considerato innaturale.

Lo ha reso noto uno dei candidati.

''Ci presenteremo alle elezioni per combattere le discriminazioni nella nostra societa''', ha detto oggi Sundil

Babu Pant, fondatore del gruppo per i diritti gay Blue Diamond Society.

I 5 candidati appartenenti alle liste del piccolo partito comunista nepalese, aspirano a diventare membri della nuova

assemblea costituente del Nepal composta da 601 seggi.

Pant punta alla vittoria appellandosi al voto di migliaia di gay e transgender del suo paese.

A dicembre, la corte suprema aveva ordinato al governo di porre fine alle discriminazioni contro i gay e di tutelarne i diritti. La legislazione del Nepal considera l'omosessualità un

crimine, tanto da punirla con la reclusione.

SONDAGGIO GAY.IT. I GAY AL 50% VOTANO IL PD, IL 5% SOCIALISTI

ROMA, 26 FEB - Il voto dei cittadini omosessuali premierebbe i partiti moderati e non quelli piu' radicali: al Pd andrebbe il 50% delle preferenze, al Pdl il 25%, alla Sinistra

Arcobaleno il 15%.

Almeno stando a quanto emerge da un sondaggio realizzato dal sito Internet Gay.it al quale hanno partecipato

circa 10.000 ''navigatori''.

Buono anche il risultato ottenuto dai Socialisti di Enrico Boselli, a cui andrebbe il 5% delle preferenze, ben piu' del dato nazionale generale, che li vede all'1%.

Merito, secondo il sito, delle posizioni sostenute da questo partito sui temi che riguardano la comunita' gay.

Il Pdl di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini raccoglie quindi il voto di un gay su tre. Il dato rimane sostanzialmente immutato rispetto alle intenzioni espresse dai lettori alla

precedente tornata elettorale.

I ''piccoli'' del centro cattolico si spartiscono uno scarso 3%: Casini e' al 2%, Rosa Bianca ottiene lo 0,3%, Udeur lo 0,5%.

Meno di quanto riesca a conquistare La Destra di Storace alla quale va comunque il 4% delle simpatie degli elettori gay. Si deve accontentare del 1,6% il Pcl di Ferrando.

'Non mi sorprende vedere come, nonostante la Sinistra Arcobaleno sia piu' determinata del Pd a portare avanti le istanze dal mondo gay, Bertinotti raccolga solo un terzo delle

preferenze espresse - e' il giudizio di Daniele Nardini, direttore dei contenuti di Gay.it - la comunita' lgbt ha ancora fiducia nel partito di Veltroni, nonostante sui temi a lei cari - coppie di fatto, omofobia e stalking - abbia ricevuto delusioni cocenti dal precedente governo''. ''Per questo - conclude - Veltroni ha una grande responsabilita' nei confronti

della comunita' lgbt che, a quanto sembra, e' intenzionata a rinnovare la fiducia alla sua parte politica''.

NASCE L`ASSOCIAZIONE RADICALE LGBT `CERTI DIRITTI`

(26/02/2008) Si batterà in campo politico, giuridico e culturale per la tutela dei diritti civili in materia di identità di genere, contro la violenza omofobica e sulle donne, per la liberazione sessuale. Primo congresso a Roma l`1 marzo. Leggi come partecipare >

Il prossimo 1 marzo nascerà a Roma l'Associazione radicale 'Certi diritti' che ha, tra i suoi obiettivi, quello di battersi in campo politico, giuridico e culturale per l'accesso all'istituto del matrimonio per le persone omosessuali, la tutela dei diritti civili in materia di identità di genere ed intende caratterizzare il suo impegno in favore di campagne informative sull'educazione sessuale, contro la violenza omofobica, contro la penosa, umiliante e discriminatoria legge 40 sulla fecondazione assistita e per promuovere campagne contro la violenza domestica sulle donne.


Con questi e altri obiettivi l'Associazione intende essere protagonista della Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia e ispirerà il suo impegno alle lotte nonviolente di quanti hanno combattuto e vinto il razzismo, la segregazione e la discriminazione per garantire l'universalità dei diritti civili. Anche per questo vogliamo dedicare la nostra iniziativa alla memoria di Makwan Moloudzadeh (il ragazzo di 21 anni impiccato in Iran il 5 dicembre 2007 perchè accusato di aver commesso atti omosessuali) e a coloro che hanno sofferto abusi , discriminazioni e violenze a causa della propria condizione sessuale.

INFORMAZIONI LOGISTICHE SUL CONGRESSO COSTITUTIVO:

I lavori, si svolgeranno sabato 1 marzo, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 20, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, Via Quattro Novembre, 149 (tra Via Nazionale e Piazza Venezia).
Per partecipare e votare al Congresso costitutivo con inclusa l'iscrizione all'Associazione per il 2008 - occorre versare la quota di almeno 30 Euro. Ci si può iscrivere anche presso la sede congressuale. Senza l'iscrizione non si ha diritto di voto. Ovviamente anche i non iscritti possono assistere ai lavori.
Informazioni e preannunci di partecipazione all'indirizzo certidiritti@radicali.it

Nell'ambito del Congresso sono previste le seguenti relazioni:

Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia, Bruno De Filippis, Giurista;

Le famiglie nella Costituzione, cosa non dice l'art. 29. Trucchi e manipolazioni nel dibattito pubblico; Mario Di Carlo, Avvocato;

La rete Lenford, avvocatura per i diritti LGBT Associazione italiana di avvocati che si occupa della tutela giudiziaria delle persone (e coppie) omosessuali. Francesco Bilotta, Avvocato, Docente di Diritto Privato presso l'Universit di Udine.

Il movimento di liberazione sessuale, alcune proposte di azione , Enzo Cucco, Direttore Fondazione Sandro Penna di Torino;

L' Europa dei diritti, di Ottavio Marzocchi, radicale, funzionario del Gruppo Alde del Parlamento Europeo;

Le adozioni per le persone gay, perch no? di Chiara Lalli;

Il no al registro delle unioni civili a Roma, di Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma.

redazione@gay.tv

NOI E ANNA TATANGELO FIGLI DELLO STESSO DIO

(26/02/2008) Sono bastate poche note a farla entrare nei nostri piccoli cuori di gay. `Il mio amico`, la canzone che Anna Tatangelo ha presentato al 58° Festival di Sanremo, è già tormentone. Chi non vorrebbe farsi coccolare come un gatto da lei, ora? di Nadir

Per chiudere, vi lasciamo con il testo di 'Il mio amico'. Raccomandiamo vivamente di impararlo a memoria: il prossimo gay pride è alle porte.

Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando da mattina
Con il viso stanco e ancora di po’
Di trucco
lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me

Ma poi si chiude dentro di sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse

Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…

Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più


Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…

martedì 26 febbraio 2008


http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=89843

I commenti dei lettori, De Andrè e molti siti affrontano la questione salita alla ribalta grazie al reality del Grande Fratello e alla presenza della gallaratese Silvia Burgio

Senegal: due gay lapidati dalla folla inferocita


Un africano tra i 17 e i 18 anni ed un anziano europeo sarebbero stati vittime di un linciaggio pubblico da parte di una folla inferocita a causa della loro omesessualità. E' accaduto a Kaolack, nella parte ovest del Senegal, La fonte della notizia è il sito francese tetu.com che ha riportato il racconto di un testimone oculare che racconta di avere assistito a questi fatti lo scorso 14 febbraio. Il testimone ha chiamato la Polizia dal suo ufficio dopo avere assistitito inorridito al linciaggio.

La Polizia è arrivata sul luogo una mezz'ora dopo l'allarme, provocando la fuga della folla riunita ed ha prelevato i due uomini: "il bianco era talmente malconcio che ho pensato fosse morto" conclude il testimone. Non è chiaro cosa ne sia stato dei due presunti omosessuali linciati, ma secondo le voci che circolano sarebbero "morti per le ferite riportate". Gli agenti, poi, hanno arrestato due persone sospettate di avere preso parte al linciaggio.
Ricordiam che il Senegal è lo stesso paese in cui qualche settimana fa furono arrestate delle persone per avere partecipato ad un finto matrimonio gay sulla spiaggia. Le autorità sono poi state costrette a rilasciare gli arrestati.

EX PIONERE MICROSOFT LASCIA 65 MLN DLR A FONDAZIONE GAY

Washington, 24 feb. - Ric Weiland, uno dei primi collaboratori di Microsoft, ha donato 65 milioni di dollari ad associazioni per la difesa dei diritti degli omosessuali. Lo ha annunciato oggi la Fondazione Pride, in cui Weiland ha svolto anche incarichi direttivi per diversi anni. Morto suicida due anni fa a seguito di una forte e lunga depressione, Weiland era compagno di scuola di Bill Gates e nel 1975 partecipo' alla nascita di Microsoft: all'epoca, ci lavoravano in cinque.

Lascio' poi l'impresa nel 1988.

Weiland era gia' noto per la sua filantropia: in beneficenza, infatti, ha donato in tutto 160 milioni di dollari a fondazioni gay, e ad associazioni impegnate nella lotta contro l'aids.

ARCILESBICA, ROMA SIA IN PRIMA FILA NELLA LOTTA PER ASILO POLITICO AI GAY


"Nessuno tocchi le lesbiche, i gay, i transessuali. Dopo la moratoria dell'Onu sulla pena di morte nulla sembra cambiato per chi nel mondo viene perseguitato e

condannato a morte. E' urgente manifestare e protestare perche' il

Governo Inglese conceda asilo a chi rischia la pena capitale perche'

omosessuale". Lo ha affermato Francesca Grossi, segretaria nazionale

di Arcilesbica e presidente del circolo di Roma che nel pomeriggio

prendera' parta alla manifestazione di protesta davanti all'ambasciata

britannica.



"E' altrettanto urgente - ha sottolineato la Grossi - che

l'Italia faccia un passo avanti. Le donne di Arcilesbica chiederanno

un incontro urgente ai candidati a sindaco di Roma, perche' Roma sia

promotrice di una iniziativa a favore dell'asilo politico per le

persone omosessuali e transessuali che rischiano la pena di morte solo

per il fatto di essere gay".



venerdì 22 febbraio 2008

L'Europa apre le porte alle adozioni per le coppie gay




Coppie eterosessuale conviventi, purchè registrate come unioni di fatto, single e coppie omosessuali potrebbero presto avere ogni diritto ad adottare un bambino. Lo potrebbe stabilire la nuova Convenzione europea sull'adozione dei minori: una svolta per tutti coloro che vogliono adottare un bambino e non sono sposati. Il nuovo testo, in elaborazione dal 2002 differisce da quella attualmente in vigore datata 1967 che prevedeva la possibilità di adozione solo per le coppie eterosessuali sposate. Il documento attualmente in esame, che dovrebbe essere firmato dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa nella prossima riunione del 5-6 maggio, estende il diritto di adozione anche alle coppie eterosessuale non sposate e ai single, e apre le porte all'adozione anche per le coppie gay.

La convenzione, fanno sapere dal Consiglio d'Europa, permette ai singoli Stati di scegliere in che modo aderirvi, optando, cioè, per un'adesione totale piuttosto che parziale (ad esempio preferendo attuare solo la parte che riguarda le coppie eterosessuale conviventi e non le altre). Nel primo caso, però, lo Stato che decidesse di ratificare la convenzione nella sua versione integrale, deve anche adeguarsi alle indicazioni riportate dal testo, ovvero permettere la registrazione di unioni civili eterosessuale o omosessuali e mettere in atto tutte quelle disposizioni che permettano l'attuazione totale della convenzione.

Per quanto riguarda le coppie omosessuali, la disposizione è ancora vaga, ma segna indubbiamente un notevole passo avanti, stabilendo quantomeno la possibilità dell'adozione da parte delle coppie gay o lesbiche, se lo Stato membro lo vuole. Ancora una volta, il documento, infatti, lascia ai singoli Stati la libertà di decidere se prevedere l'adozione per le coppie gay sia sposate, sia registrate come unione di fatto, sia conviventi stabilmente e in quali modalità.

martedì 19 febbraio 2008

Firmate, e passate parola alle donne, e agli uomini che hanno intelletto d'amore

16 febbraio 2008

LIBERADONNA

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo. it/liberadonna


Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta!

L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere "cose", terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.

Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l'arroganza ipocrita di "difendere la vita". Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazion e delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l'ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.

Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).

Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.


PRIME FIRMATARIE:
Simona Argentieri
Natalia Aspesi
Adriana Cavarero
Cristina Comencini
Isabella Ferrari
Sabina Guzzanti
Margherita Hack
Fiorella Mannoia
Dacia Maraini
Alda Merini
Valeria Parrella
Lidia Ravera
Rossana Rossanda
Elisabetta Visalberghi


Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo. it/liberadonna


lunedì 18 febbraio 2008

ULTIMA ORA, IL NOSTRO ORRORE QUOTIDIANO

Pensate ancora che essere transgender sia un vizio, un capriccio della mente o una libera e arbitraria scelta?
Guardate questo bambino:

Si chiamava Cameron McWilliams, viveva nello Yorkshire in UK,
aveva 10 anni e si sentiva una bambina.
In famiglia avevano sottovalutato il suo tormento.
E' stato trovato morto nella sua cameretta, in abiti parzialmente femminili, affacciato alla finestra di una casa da cui non usciva quasi mai
per l'ignoranza della gente.
Ulteriori indagini della polizia accerteranno le cause della sua morte.
N.B.: foto e articolo pubblicati originariamente sul quotidiano on line "The Star" il 15 febbraio 2008

Transgender Children-Out Of The Shadows


ISRAELE: ESTESO DIRITTO D'ADOZIONE ALLE COPPIE GAY


Gerusalemme, 10 feb. - Il ministro israeliano della Giustizia, Meni Mazuz, ha deciso che alle coppie omosessuali sara' consentita anche l'adozione di bambini non legati geneticamente a nessuno dei due partner.

Sara' cosi' esteso il diritto all'adozione, finora riconosciuto soltanto nel caso che il bambino fosse di uno dei partner.

"E' stato deciso che non vi e' alcun impedimento giuridico a consentire che una coppia dello stesso sesso, o uno dei

partner, adotti un bambino che non appartenga a nessuno dei due", si legge in una nota del ministero.

L’EQUIVOCO

DI SODOMA





Nella bibbia ebraica non si trova un’esplicita condanna della omosessualità. La parola sodomia deriva infatti da un equivoco di fondo: la colpa degli abitanti di questa città di sale, infatti, fu quella di ignorare il dovere di ospitalità - principio questo fondamentale nelle società che abitano l’aspro deserto. Nulla, che abbia a che vedere con la sfera sessuale. La Torah proibisce di giacere con un uomo così come si giace con una donna. È sulla base di questo dettato, oltre che su un principio più generale di rispetto dell’ordine costituito originariamente da Dio - egli mise in terra un uomo e una donna, perché si conoscessero a vicenda - che la tradizione ebraica successiva interpreta la famiglia. Secondo il pensare comune di maestre e rabbini, l’omosessualità non rientra nel contesto ammissibile di quello che è stato per secoli e millenni l’unico ordine sociale del popolo ebraico: padre, madre e figli. Tanto che, quasi da sempre, gli ebrei chiamano se stessi «figli di Israele», in una ininterrotta catena di generazioni. L’ebraismo non condanna l’amore fisico, non lo considera una colpa - frutto dell’amaro boccone di Eva e Adamo - bensì una benedizione: l’eros, e con esso l’armonia della coppia, è il meccanismo che consente la sopravvivenza fisica e storica. Proprio in nome di quel «crescete e moltiplicatevi» che è più volte ripetuto nel testo sacro, l’ebraismo ha una posizione molto aperta nei confronti della fecondazione artificiale e di tutto ciò che aiuta la funzione «creativa» della famiglia. Il fatto che Israele approvi oggi in questo merito una legislazione fortemente innovativa, che consente l’adozione di bambini a coppie omosessuali, riconduce per un verso, e paradossalmente, a questo senso sacrale della famiglia, all’importanza che questa istituzione riveste da sempre nella storia del popolo ebraico. D’altro canto, questa normativa rivela, a dispetto di certe dita puntate, quanto poco teocratico sia Israele oggi, capace com’è di elaborare un’idea di famiglia così laica e capiente. Un’idea che è certamente una svolta rispetto alla tradizione religiosa e che pone questo antico-nuovo paese all’avanguardia.

ABORTO: ITALIA ALLO SBANDO?


Mettiamo un attimo da parte lo sbigottimento, del tutto legittimo quando ci si ritrova a parlare di rimettere mano ad una legge che esiste in Italia da 30 anni e che, soprattutto, funziona. Parliamo di aborto e della legge 194.

Lunedì sera Silvana S., 39enne di Arzano, rientra nella sua camera di degenza al Nuovo Policlinico di Napoli dopo aver subito alla 21esima settimana un aborto terapeutico: il figlio che aspettava soffriva della sindrome di Klinefelter, un'alterazione ormonale. Dopo 20 minuti 7 agenti di polizia l'hanno raggiunta nel reparto, senza mandato e con l'autorizzazione del magistrato Vittorio Russo che se ne assume la responsabilità telefonicamente. La polizia agiva in seguito ad una denuncia anonima in cui si diceva: "correte, correte, qui dentro stanno facendo un feticidio, una donna è chiusa nel bagno e sta buttando il feto nel water".
La polizia ha interrogato Silvana, la vicina di letto ricoverata per gravidanza a rischio, acquisito la cartella clinica e sequestrato il feto.
L'aborto era stato effettuato entro la 23esima settimana di gestazione, quindi entro i paramentri della legge 194. Due settimane fa Silvana aveva scoperto che il bambino che avrebbe dato alla luce aveva un difetto dei cromosomi che poteva comportare ritardo mentale, problemi al cuore, diabete e l'assenza di alcuni ormoni. Da venerdì 8 febbraio le sono stati somministrati i farmaci per stimolare le contrazioni dell'utero. Lunedì il feto era morto. Ha continuato la terapia e lunedì sera è stata operata per ripulire l'utero.

Oggi il quotidiano Liberazione è uscito con il titolo a tutta pagina "Siamo tutte assassine". Ieri in tutta Italia, da Milano a Bologna, da Firenze a Roma, migliaia di donne hanno manifestato in difesa della legge 194, poche giovani e più adulte. "Le donne che hanno più o meno la mia età hanno una grande reattività su questi temi - ha notato Emma Bonino - magari perché ricordano gli aborti clandestini, o hanno potuto usare la 194. Ma certo è che la generazione più giovane non sa cosa sta accadendo. Lo vedo con mia nipote Marta. Mi ascolta sgomenta. Lei è di una generazione che ha conosciuto la libera scelta su quando e come essere madre, quando e con chi vivere. Non ha segnali della messa in discussione di questa libertà".
Non ha evidentemente segnali del fatto che già quest'estate Avvenire, il quotidiano dei vescovi (quindi evidentemente persone che hanno a che vedere con l'aborto un giorno si e l'altro pure), auspicava un 'tagliando' per la legge 194: "Il ministero - scriveva il 29 agosto la ex militante femminista, poi portavoce del Family Day, Eugenia Roccella - potrebbe fornire indirizzi e regole, stilando delle linee guida, senza toccare la legge. Per mettere qualche paletto basta un atto amministrativo, senza modificare la legge, e probabilmente il ministro potrebbe contare su un'ampia area trasversale di consenso. C'è stato un tavolo dei volonterosi sui temi economici. Perché non provare a farne uno sui temi della vita umana?"
Ma, come sottolinea sempre Emma Bonino, più che attualizzare una legge che funziona perchè ha ridotto il numero degli aborti ed eliminato la piaga di quelli clandestini, o portare la questione sui tavoli della politica, si tratta di rendersi conto che la questione è già sui tavoli della politica. Ma molto probabilmente per i motivi sbagliati. "Vedo scatenarsi una cagnara politica (...) e lo scopo è solo quello di fare una crociata ideologica per portare scompiglio, in particolare nel centrosinistra. Leggo che Ferrara sarebbe pronto a lanciare su questo tema una 'lista civetta' di stampo sanfedista, ovviamente per spaccare il Partito democratico".

Dicevamo, la lista civetta di Ferrara. Il direttore del Foglio, già noto per le sue posizioni contro l'aborto, sta combattendo una guerra per far si che una moratoria che doveva essere presentata all'Onu per denunciare l’aborto a fini eugenetici in India e in Cina si trasformi in una battaglia per il diritto alla vita. Ed in una lista politica, la sua lista Pro life.
L'amico Silvio aveva annunciato di essere favorevole alla moratoria e all'inserimento all’interno dell'articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, quelle che afferma che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona” della postilla “dal concepimento fino alla morte naturale”, come chiede da mesi l'amico Giuliano. Anche se nel Pdl c'è piena libertà di coscienza su questi temi. Questi temi tipo il paragonare una donna che abortisce ad un boia che esegue una sentenza di morte.
Poi c'è stato il caso del Policlinico di Napoli e a Berlusconi è sembrato il caso di lasciare "questi temi" fuori dalla campagna elettorale. "Negli ultimi mesi (n.d.r. Ferrara) è stato rapito da questa missione, ma io penso che l'aborto non è un problema da inserire nell'agone politico, è un tema che attiene alle coscienze (...) Io passo giorni e notti a concentrare 18 sigle di partiti in una, e ora l'amico Ferrara propone un'altra lista". Ah, ecco. Lasciamo l'aborto fuori dalla politica e dalla campagna elettorale.

Sandro Bondi, ad inizio gennaio, all'indomani della richiesta di moratoria sull'aborto di Ferrara, e all'indomani della benedizione della richiesta di moratoria sull'aborto di Ferrara da parte del Cardinale Ruini, insomma Sandro Bondi ha pensato che fosse giusto "rivedere le linee guida della legge 194 sulla base delle necessità di tener conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori". La Binetti non se lo era fatto ripetere due volte ed aveva addirittura rilanciato la proposta di Bondi con un "sono disponibile a dare il mio contributo alla formazione di una maggioranza trasversale (...), sulla salvaguardia della vita non valgono logiche di schieramento o posizioni di partito. Nel Pd e in parlamento siamo in più di quanti si creda a ritenere indispensabile la rivisitazione della legge 194. Sarebbe demenziale invocare disciplina di partito su temi che toccano al fondo la coscienza e le ragioni della convivenza civile". Apriti cielo. E in un'intervista al Secolo d'Italia rilasciata l'altro ieri ha tirato in ballo anche Veltroni, che fino ad ora si è limitato a dire che la legge 194 è " utile ed equilibrata", dichiarando che "è ovvio che Veltroni è d'accordo con me. Io ho sottoscritto un manifesto dei valori dove è esplicito il riferimento alla tutela della vita". Salvo dire, a Repubblica del 14 febbraio, che "no, la 194 e la 40, sulla fecondazione artificiale non vanno toccate". Durissima comunque la replica alla senatrice teodem di Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd e vicinissimo a Veltroni: "la posizione del Partito democratico è che la 194 non va cambiata perché è una buona legge. Semmai ci possono essere parti della legge che vanno applicate meglio...la Binetti ovviamente può esprimere il suo punto di vista".

Del tutto evidente come, per quanto si tenti più o meno disperatamente di tenerlo fuori dalla politica e dalla campagna elettorale, l'aborto E' ora come 30 anni fa, politico. Ed è purtroppo campagna elettorale. Purtroppo per Silvana di Napoli. L'unica nota positiva, se così possiamo permetterci di definirla, è il fronte compatto che, come titolava Il Tempo ieri, ha fatto mettere la Binetti nell'angolo dal Pd ed ha fatto scendere in piazza il Pd, ma anche i verdi, comunisti, radicali, Arcigay, Cgil...Ha fatto in modo che anche le ragazze, anche quelle che come dice la Bonino la ascoltano sgomente e in quelle piazze non ci sono scese, cominciassero a rendersi conto che quello che viene dato per scontato, forse tanto scontato non è. E che probabilmente è arrivato veramente il momento di discuterne, nel Pd, come nel "paese reale".

Maurizia Paradiso in 24 ore candidata e scaricata


Arcigay e MIT, Movimento italiano transessuali, rendono pubblico un episodio di cui è stata protagonista la pornostar Maurizia Paradiso: «L'inesistente bacino elettorale che caratterizza il Partito per il Sud - si legge nel comunicato congiunto diramato dalle due associazioni - potrebbe lasciare indifferenti i lettori per questo comunicato. Per quanto ci riguarda il fatto che stiamo per denunciare non è che la punta di un iceberg del clima di odio ed omofobia che esiste in Italia.

Purtroppo ne è stata vittima un volto noto e amato della televisione e del popolo lgbt come Maurizia Paradiso. A Maurizia è stato chiesto di candidarsi come capolista al Senato, non si sa bene per quale ragione ma la più accreditata si presume sia l'utilizzo gratuito della sua immagine, per il sopradetto PPS e di farsi carico ella stessa delle spese per la campagna elettorale nel collegio.

Maurizia, donna tosta e tenace, un cane sciolto del movimento, non pensava minimamente che quella candidatura sarebbe sfociata in un'elezione ma sarebbe però servita per promuovere e portare a conoscenza i temi a noi più cari come l'omofobia, il razzismo e i diritti di gay lesbiche bisessuali e trans. Proprio quei diritti che a lei sono stati negati dal presidente del partito ing.

Domenico Iannantuoni che prima la tessera e la insigna avvolgendola con la bandiera e denominandola "Il nuovo Masaniello del Sud" e dopo la fa cacciare dal vicepresidente Luigi Cerritelli, candidato per il medesimo partito al Senato in Lombardia, nel giro di 24 ore. Il tutto è documentabile con immagini e filmati in nostro possesso che provvederemo a mettere a breve su youtube.

Capiamo che in questi momenti di convulse formazioni - conclude il comunicato - delle liste elettorali anche un partito irrilevante, come il Partito per il Sud, possa far comodo ma non capiamo veramente come un partito vicino alla destra abbia potuto sfruttare l'ingenuità politica di una persona e poi calpestarne la sua dignità.»