WASHIGNTON - Il Connecticut legalizza i matrimoni gay. Un giudice infatti ha considerato legittima la richiesta avanzata da un'associazione di omosessuali che chiedevano una licenza matrimoniale. Le prime sono state concesse a una delle otto coppie che avevano presentato il ricorso. Solo alcuni giorni fa invece le nozze tra gay sono state messe fuorilegge in California, bocciate da un referendum popolare. (Agr)
Connecticut: La prima coppia sposataTranslate
giovedì 13 novembre 2008
Christina Aguilera
mercoledì 12 novembre 2008
SPAGNA. I VESCOVI CHIEDONO REFERENDUM CONTRO I MATRIMONI GAY

- A tre anni dall'approvazione della legge sui matrimoni omosessuali la Chiesa spagnola non rinuncia alla sua battaglia e, approfittando del referendum contro le unioni gay approvato in California, chiede che la stessa misura sia sottoposta al voto popolare.
"Questo modo di considerare il matrimonio per cui la differenza sessuale non ha alcun ruolo è contro la civiltà, non solo di quella cattolica ma di tutte le civiltà", ha dichiarato il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, cardinale Antonio Maria Rouco Varela, intervistato dalla radio dei vescovi, la Cope.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, le organizzazioni per la difesa dei diritti degli omosessuali hanno ribattuto che semmai il referendum dovrebbe riguardare le relazioni fra Stato e Chiesa, ricordando che i matrimoni omosessuali, stando ai sondaggi, sono considerati positivamente dalla maggior parte della popolazione.
SCHWARZY, SPERO CORTE SUPREMA ANNULLI REFERENDUM CONTRO MATRIMONI GAY
Sacramento, 10 nov. - Arnold Schwarzenegger spera che la Corte Suprema della California annulli il risultato del referendum che dichiara illegali i matrimoni gay. Ed e' convinto che i 18mila matrimoni che si sono gia' celebrati non possano essere ora considerati non validi. Il governatore repubblicano quindi si schiera con i militanti per i diritti degli omosessuali che da martedi' protestano pubblicamente, ed anzi li esorta a non arrendersi fino a quando non avranno la loro vittoria, proprio come faceva lui quando era body builder e doveva sollevare pesi troppo pesanti.
"Ho imparato che non bisogna mai arrendersi, e loro non si devono arrendere, devono rimanere concentrati finche' non otterranno la vittoria" ha detto l'attore che ha scelto la politica, confermando ancora una volta la sua completa eterodossia sui temi sociali rispetto al partito in cui milita.
Schwarzy si e' detto convinto che la Corte Suprema - che ha gia' dichiarato incostituzionali le leggi che vietano i matrimoni gay - dello stato potrebbe esprimersi contro la proposition8 che propone l'inserimento di un emendamento nella costituzione dello stato in cui si afferma che sono validi e riconosciuti solo il matrimoni tra un uomo ed una donna.
Fonte: ADN Kronos
lunedì 10 novembre 2008
Muore Miriam Makeba

Miriam Makeba - Chove Chuva
L'artista aveva 76 anni. Era nata a Johannesburg il 4 marzo 1932. Aveva speso tutta la sua vita per l'impegno civile ed è morta 'sul campo', a Castel Volturno, un luogo-simbolo della lotta alla criminalità ed alla sopraffazione, dove aveva voluto partecipare a tutti i costi, nonostante le non brillanti condizioni di salute, al concerto anticamorra a sostegno di Saviano.
Miriam Makeba era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi battuta contro il regime dell'apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Per questo era diventata delegato delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo, aveva causato la reazione del governo sudafricano che, nel 1963 - in pieno regime di apartheid - l'aveva costretta all'esilio ed aveva messo al bando tutti i suoi dischi.
Per tornare in Sudafrica, Miriam Makeba dovette attendere quasi 30 anni: soltanto nel 1990, infatti, Nelson Mandela riuscì a convincerla a tornare nella terra dove era nata (sua madre era di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa). Trasferitasi prima in Europa e poi negli Stati Uniti, proprio in quella lunga fase della sua vita, espresse il meglio di sè nel campo artistico. In America Miriam Makeba incise le sue canzoni più conosciute: Pata Pata, The Click Song e Malaika.
Nel 1968 si sposò con Stokely Carmichael, un attivista per i diritti civili. Il matrimonio scatenò grandi polemiche negli Stati Uniti e la sua carriera ne subì un notevole rallentamento. Si separò dal marito - con il quale si era trasferita in Guinea - nel 1973. Nel 1985, dopo la morte della sua unica figlia, Bongi, tornò a vivere in Europa.
Nel 2005 decise di dare il suo addio alle scene e lo fece con un memorabile tour, che toccò tutti i Paesi del mondo nei quali si era esibita. Ma il destino, per l'addio definitivo, le aveva riservato un altro appuntamento. Quello che ieri sera l'ha condotta sul palco di Baia Verde, a Castel Volturno, dove un pubblico accorso per una grande testimonianza di impegno civile, le ha riservato l'ultimo, indimenticabile applauso.
(10 novembre 2008)
Nicole Kidman diventa transessuale in The danish girl
Il quotidiano The Hollywood Reporter fa sapere che Anand Tucker dirigerà la pellicola, sceneggiata da Lucinda Coxon che ha adattato il romanzo di David Ebershoff “2000 Viking”.
Einar, intepretato dalla Kidman e Greta (Charlize Theron) erano una coppia eterosessuale, sposata e famosa nell'ambiente artistico di Copenhagen. Quando i loro ritratti iniziarono ad avere successo negli anni '20, Greta convinse Einar a mostrarsi al pubblico vestito da donna. Quello che iniziò come un innocuo gioco, si trasformò in una metamorfosi che portò Einar ad un intervento chirurgico, uno dei primi, nel 1931, che scioccò il mondo e mise a rischio il matrimonio con Greta.
Nicole Kidman è anche fra i produttori del film, che interpreterà a breve anche un altro ruolo dalla sessualità ambigua: sarà Dusty Springfield, nella biografia del musicista bisessuale. La Theron, ottenne l'Oscar nel 2004 per il suo ruolo di una serial killer lesbica in Monster.
A cena con Princesa tra i vicoli di Genova
“Vogliamo festeggiare il fatto che il Comune abbia deciso di lasciarci in pace , l’assessore Scidone ha detto che i bassi al ghetto non chiuderanno, quindi possiamo star tranquille almeno per due anni”
È quanto dichiarato da una delle partecipanti alla cena. Il gruppo ha festeggiato contemporaneamente la decisione del comune di non chiudere i bassi e la nascita dell’associazione “Princesa” che verrà presentata venerdì prossimo durante una conferenza stampa e che prende il nome dall’ormai celebre trans che ispirò l’omonima canzone di Fabrizio De André. Il sacerdote a dichiarato:
Le trans genovesi, incontrandosi e discutendo fra loro, si erano rivolte a don Gallo e alla Fondazione Fabrizio de André per risolvere la diatriba con il comune che le voleva fuori dal centro storico. Come vi avevamo già raccontato, prima che la loro richiesta di poter rimanere nel Ghetto fosse accettata soprattutto perché spesso sono le stesse proprietarie degli immobili in cui esercitano le loro attività, per sostenere la loro causa avevano realizzato un calendario ed avevano raccolto firme e testimonianze che raccontavano la loro vita e l’aiuto che costantemente danno al quartiere“Si tratta di un percorso iniziato in estate quando si è saputo che il Comune aveva intenzione di sfrattare le prostitute dai bassi. Le trans del ghetto si sono rivolte a me affinché mi facessi garante di incontri con gli assessori alla Città sicura Francesco Scidone e alle Politiche della casa Bruno Pastorino. Incontri che si sono tenuti nelle settimane scorse qui in Comunità“
Usa: il primo sindaco transgender eletto in Orego
Vedete la foto qui a fianco? Il personaggio ritratto è Stu Rasmussen, appena eletto sindaco della cittadina di Silverton nell’Oregon, Stati Uniti, proprio nello stesso giorno in cui il Paese eleggeva Barack Obama alla presidenza.
I quasi diecimila abitanti, votandolo in maggioranza, hanno scelto il primo sindaco transgender degli Stati Uniti o almeno dello stato dell’Oregon, come riporta anche il New York Times. La particolarità di Rasmussen è che egli è e si dichiara “un maschio eterosessuale”, con le fattezze di una donna; qualche anno fa, infatti, si è fatto impiantare due protesi al silicone (”i gemelli” li chiama lui) per avere il seno. Ma ciononostante ha una fidanzata da molti anni e si presenta con il suo nome da uomo.
In ogni caso, a quanto riportano i cronisti, la sua elezioni non dipende dal suo aspetto che non era una novità per nessuno, ma dalle sue posizioni politiche e dalle promesse fatte in campagna elettorale: strade, semafori, arredo urbano. I suoi concittadini gli hanno dato fiducia e l’hanno eletto. Congratulazioni.
venerdì 7 novembre 2008
Fioccano le prime multe del decreto anti-degrado: multati clienti e prostitute
Lo avevamo già ipotizzato ieri: basterà ventilare una multa da 500 euro per evitare i comportamenti che provocano degrado e disagi? Ci riferiamo in modo particolare alla prostituzione.
Un cliente davvero rinuncerà ad andare a prostitute se sa che se beccato rischia la multa? Una prostituta non andrà in strada per paura di prendere una multa?
A quanto risulta dai dati di ieri, nemmeno per sogno. Il giorno stesso dell'entrata in vigore del decreto sono scattate le prime tre multe.
La prima è toccata a un 60enne "beccato" nell'atto della contrattazione in via Orobia mentre era a bordo della sua auto.
Le seconda è stata fatta a una transessuale brasiliana 20enne in via Melchiorre Gioia intorno alle 2 di questa notte.
Alla stessa ora è scattata la terza multa sempre a una trans brasiliana di viale Zara, una 40enne.
Il sindaco ha firmato ben 6 decreti anti degrado contro droga, accattonaggio molesto, prostituzione,movida selvaggia e writer
Nello specifico
- è vietato l'uso e l'acquisto di stupefacenti in pubblico (non si potranno nè comprare nè consumare nè vendere droghe in pubblico, anche solo per uso personale)
- è vietata la prostituzione in luogo pubblico. Anche i clienti verranno multati (sia in macchina che a piedi) anche se solo colti a contrattare
- è vietato l'accattonaggio molesto (non si potrà usare minori, anziani o disabili per "impietosire" e guadagnare di più)
- è vietato imbrattare i muri
- è vietato consumare sostanze alcoliche all'aperto in bottiglie di vetro o lattine se si crea una situazione di pericolo dovuta a bottiglie abbandonate o rotte e quando si dà fastidio
Addetti al controllo e alle multe sono 10mila uomini (3mila vigili e 7mila tra poliziotti, carabinieri e guardia di Finanza).
Dovranno partire in seguito progetti di prevenzione, sostegno e recupero.
Intanto sulla rete i giovani si mobilitano su Facebook in un gruppo chiamato "Milano non è San Patrignano"
Ecco cosa scrivono:
Il Sindaco Moratti ha approvato ieri un'ordinanza ultrademagogica contro il consumo di droghe leggere. 500 Euro di multa per chi in luogo pubblico o aperto al pubblico fa uso, indivudalmente o in gruppo, di sostanze stupefacenti o le cede anche a titolo gratuito. Contestiamo il finto moralismo di facciata della Moratti, si tratta di un provvedimento inapplicabile, per fortuna, e assurdo per chiunque conosca davvero la città e non la guardi da un attico miliardario.
L'idea è di Pierfrancesco Maran, consigliere comunale del Pd.
Intanto anche Umberto Bossi, in merito alle ordinanze, ha dato della "bacchettona" al sindaco.
Ma le prostitute fanno sentire la loro voce attraverso internet e i blog. "Non possiamo stare sulle strade? E noi torneremo a lavorare in casa".
Le Iene - Elena Di Cioccio, le prostitute, le letterine
pubblicato: giovedì 09 ottobre 2008 da kaos in: Tv italianaElena Di Cioccio durante le Iene di ieri ha presentato un particolarissimo servizio ispirato alla preoccupante legge che vuole multare tutte quelle donne che in sede pubblica hanno i connotati di chi vuole “vendere” il proprio corpo per sesso.
Così ha deciso di vestirsi da Letterina di Passaparola (e non solo) per capire se avrebbe urtato la sensibilità di qualcuno, visto che nessuno, vedendole in tv per anni, non le ha mai considerate prostitute. Non essendolo, tra l’altro. Guardate un po’ cosa è successo.
RadioBlogger/5. Anche le prostitute bloggano.
November 3rd, 2008
Quinta puntata di RadioBlogger, su Radio Centro Suono, dedicata alle prostitute che bloggano. Reali o immaginarie (chi può dirlo), raccontano le loro esperienze di vita a luci rosse. Qualche tempo fa, Alessandro Gilioli, de l’Espresso, ha realizzato una bella inchiesta sul tema. La prima che segnalo scrive da Madrid, e il suo blog - senza immagini - è un esempio di crude realtà, on-line dal 2006. “Ho amici sparsi in giro per l’Europa - scrive - e nessuno di loro conosce la mia vera vita. Vendo sesso. Non è squallido, per me, come fatto in sè. E’ squallido il resto, il fatto che sia necessario nascondersi, che si corrano rischi, che non si venga accettati da nessuno, nè amici, nè amori”. Tra i racconti delle feste cui ha preso parte, quella di un “riccone russo”: “Come me c’erano altre sei “animatrici”, per circa una quindicina di invitati maschi (tra i trenta e i quaranta anni) e una ventina di bodyguard. Tipi rozzi, qualcuno parlava male inglese, gli altri si limitavano al russo (almeno così sembrava). Tremila euro, per un giorno e mezzo di disponibilità. Alla fine, a parte qualche esibizione più del solito, ho avuto sedici clienti, tutti serviti con cura e pazienza”. Tante le considerazioni, spesso amare, sulla sua professione: “Il mondo di oggi non ha spazio per quelle come me. Le usa, le getta, ma non le accetta. Ci sono eccezioni, ci sono luoghi e persone che riescono a guardarti come un essere umano, ma sono rari, e non sempre è facile trovarli. Chueca è il quartiere gay di Madrid, e le persone che vivono lì hanno una grande tolleranza verso tutto quello che riguarda il sesso Non riesco a ritagliarmi una vita in un angolo del mondo, e andarne fiera al di fuori di esso. Mi sento sbagliata. So di non esserlo, ma la società, le persone, mi portano a sentirmi così. Questo blog è un grande strumento, una liberazione. Riesco ad espormi, senza espormi, riesco a raccogliere commenti, impressioni, apprezzamenti, e purtroppo anche insulti, potendomi però difendere con la barriera dell’anonimato”. Più scherzoso il blog di Alexia, che si diverte, tra le altre cose, a fare l’elenco delle divise che le piace indossare: poliziotta, Hostess, cameriera, infermiera e così via. Rita, austriaca di 46 anni, gestisce il blog IoProstituta. Definisce il suo sito “una piattaforma di discussione su questo mestiere” in cui parla di sé e della sua vita, commenta le notizie uscite nei giornali sulla prostituzione, ma chiede anche ai clienti opinioni sulle loro esperienze con le lucciole. “Parlo della vita di tutti i giorni, di politica, società, economia. Ci tengo a far capire che siamo persone normalissime, non solo prostitute. Mette anche annunci su siti dedicati”. “Internet - spiega - mi porta in media 3-4 clienti al giorno, gente più istruita e generosa di quella che si trova con le inserzioni sui quotidiani. Nessuno sfruttatore e meno pericoli, perché non rispondo mai alle chiamate anonime. Non il mio blog, che non uso per trovare clienti”. Poi c’è Mara. La sua storia è molto lontana dal lusso: casalinga, quattro figli, abita in un paese vicino a Perugia dove il marito fa l’operaio e i soldi non bastano. Un paio d’anni fa, mentre stava chattando in Rete, ha ricevuto una richiesta di sesso a pagamento. Ha accettato e da allora ha iniziato a farlo con regolarità, due o tre giorni al mese: prima con annunci sui siti gratuiti, poi anche con il suo blog. “Penso che prostituirsi attraverso la Rete sia il modo migliore: chi ti contatta è gente che sta in ufficio, professionisti. Sono disposti a pagare più che per strada, anche se naturalmente vogliono un servizio migliore”, dice. “Io faccio tutto di mia volontà - sottolinea - senza sfruttatori, conoscendo prima il cliente per telefono. Certo, anche Internet ha i suoi lati negativi: quando in paese hanno scoperto il mio blog, tutti ne hanno parlato e mi hanno mandato perfino gli assistenti sociali. Ma io non mi vergogno, anche perché non faccio niente contro la legge”. Mara ha anche una ricetta per regolarizzare la prostituzione: la professione può essere svolta solo in abitazioni private (o in un equivalente messo a disposizione dai Comuni) da un massimo di 3 persone e in strada nei quartieri appositamente creati; creazione di un albo professionale; creazione da parte del ministero delle finanze di una tabella per stabilire i contributi comunali; creazione del libretto sanitario per le professioniste; ricevuta fiscale senza il nominativo del cliente; condomini possono lamentarsi e richiedere l’allontanamento delle professioniste dopo approvato disturbo.
Beyoncé ingaggia Drag Queen?
Siamo rimasti tutti impressionati dalla silouette e dalle movenze sensuali e femminili di Beyoncé nel video "Single Ladies". si può dire lo stesso delle sue ballerine. Pare infatti che una delle due "ladies", con cui balla nel clip, non sia esattamente una ragazza... anzi pare sia proprio una drag queen. ,. dopo tutto va di moda anche questo. Guardate le foto qui sotto per credere
Siam
Single Ladies - Beyonce
giovedì 6 novembre 2008
California: Sì ai diritti degli animali. No alle nozze gay
AGGIORNAMENTO 6 NOVEMBRE 2008
Fa impressione pensare che dopo una vittoria della democrazia su così larga scala, in California, le 18 mila coppie sposate non riusciranno a festeggiare il loro primo anno di matrimonio. Fa ancora più impressione sapere che le chiese cattolica e mormone hanno versato più di 20 milioni di dollari per finanziare la campagna per abolire il matrimonio gay. Venti milioni di dollari che avrebbero potuto essere usati in modi migliori, piuttosto che per impedire a persone che si amano di sposarsi.
La fiaccolata tenutasi durante la scorsa notte davanti al Municipio di San Francisco:
Tutti abbiamo il diritto di sposarci.
E per 500mila voti la gente della California, il grande bastione della tolleranza liberale, ha deciso di togliere a un gruppo di persone un diritto fondamentale: quello di proteggere la persona che amano.
E anche se Obama è stato eletto, e si potrà finalmente dire addio al regime presidenziale che ha promosso attivamente per otto anni paura e odio verso la comunità LGBT, molto rimane da fare.
La Proposition 8 non è passata solo grazie all'odio nei confronti dei gay. E' passata per l'ignoranza di molti nei confronti dei gay. E l'ignoranza si puo' gestire col tempo. E la pazienza.
Nel frattempo pero' la battaglia legale continua. Intanto i fautori del No on 8 non hanno ancora concesso la vittoria alla parte avversaria. Con 500mila voti di differenza e più di tre milioni di voti ancora da contare per motivi tecnici, il comitato non ha ancora mollato la spugna.
Allo stesso tempo sono pronte tre azioni legali contro i risultati del referendum. Un referendum che va contro i diritti fondamentali di una parte dei cittadini è considerato non costituzionale perchè la legge prevede che quando ci sono in gioco diritti fondamentali il referendum può avere luogo solo dopo l'intervento del Parlamento (e questo non è accaduto). Allo stesso modo limita il potere della Corte Suprema di tutelare i diritti di una minoranza, e lede il principio di eguaglianza negando un diritto fondamentale solo ad un determinato gruppo di persone.
"Se un referendum togliesse il diritto di parola alle donne ma non agli uomini tutti sarebbero d'accordo a definirlo limitativo delle libertà individuali" dicono i sostenitori del No on 8 .
Al momento pero' 30 stati degli Usa hanno introdotto nella loro costituzione tramite referendum o leggi di iniziativa popolare il divieto al matrimonio gay e il vulnus giuridico, in termini di discriminazione, è enorme.
tradotto da Giorgio Lazzarini
mercoledì 5 novembre 2008
USA/GAY: 'NO USA AI MATRIMONI GAY CI DICE CHE C'E' UN TABU' DURO A MORIRE'
COMUNICATO STAMPA
USA/GAY: “NO USA AI MATRIMONI GAY CI DICE CHE C'E' UN TABU' DURO A MORIRE”.
“COME PRIMA RISPOSTA SI LAVORI SULLE UNIONI CIVILI, ANCHE IN ITALIA"
Dichiarazione di Imma Battaglia
.
La sconfitta dei referendum sui matrimoni gay in America dimostra che c'è ancora molta strada e molto lavoro da fare per rompere un tabù culturale che ancora non è caduto. Il movimento gay non può che prenderne atto e rimboccarsi le maniche. Dal neo Presidente Obama, verso cui riponiamo le nostre speranze di cambiamento, è venuta in campagna elettorale una linea molto chiara:
"I believe civil unions should include the same legal rights that accompany a marriage license. I support the notion that all people – gay or straight – deserve the same rights and responsibilities to assist their loved ones in times of emergency, deserve equal health insurance and other employment benefits currently extended to traditional married couples, and deserve the same property rights as anyone else."
Su questa strada possono esserci punti di incontro ed è nostro diritto/dovere agire perché si arrivi anche in Italia a una prima legge. Lo dico anche a Fassino che ieri sera ha ribadito il "no" del PD ai matrimoni gay.
Di seguito i risultati definitivi dei referendum che avevano a che fare con i diritti LGBT, tutti persi anche se alcuni di poco.
| Referendum | SI (%) | NO (%) | OBAMA (%) | MC CAIN (%) |
| Arizona Proposition 102 Bando ai matrimoni gay | 56 | 44 | 45 | 54 |
| Arkansas Iniziative 1 Bando alle adozioni gay | 57 | 43 | 39 | 59 |
| Florida Amendment 2 Bando ai matrimoni gay | 62 | 38 | 51 | 49 |
| California Proposition 8 Bando ai matrimoni gay | 52 | 48 | 61 | 37 |
Alessandra Filograno
ufficio stampa DGP
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