Il presidente dell’Arcigay di Bergamo interviene sulla scritta contro omosessuali e transessuali comparsa su un muro di Città Alta, a pochi passi da porta San Giacomo. L’invito è a “non banalizzare” certi episodi.
"Una studentessa universitaria, Laura, ha segnalato con preoccupazione e sconcerto la scritta che invitava all’uccisone con il gas di gay e trans, trovandola offensiva per gay e trans, ma anche e certamente pure per gli eterosessuali. Siamo contenti che questa mattina una privata cittadina, Carla Turolla Turati, candidata alle prossime elezioni per il Consiglio comunale, si sia presa il disturbo di andare a cancellare la scritta che invitava all’uccisone con il gas di gay e trans, testimoniando la sensibilità di chi non accetta queste cose.
La banalizzazione “politica” degli episodi di omofobia va presa molto sul serio: punta a screditare qualunque di azione volta a censurare o a criticare l'omofobia; accredita come lecite parole e posizioni razziste e antigay; genera un pressapochismo confuso per cui scritte di questo tenore sono assimilabili a scarabocchi sul muro e, per analogia, la violenza (verbale o fisica) contro la nostra comunità è comparabile a qualunque altro fatto sgradevole;
Nei primi cinque mesi del 2009 le cronache hanno riferito di sei omicidi di tipo omofobico, 26 aggressioni, 5 casi di estorsione e 2 episodi di bullismo. Naturalmente questi dati sottostimano largamente il numero di abusi e violenze contro gli omosessuali, perché spesso la vergogna spinge le vittime dell'omofobia al silenzio.
Il nostro parlamento nazionale non è riuscito a emanare nemmeno una legge contro i crimini d'odio diretti agli omosessuali; qui in lombardia il leghista Prosperini ha chiesto per noi l'esecuzione con la garrotta, il consigliere comunale di Bergamo Paparo ha paragonato l'amore omosessuale alla zoofilia.
Bene, cara Laura, a te che hai visto la scritta mentre andavi in pullman all'Università e l'hai segnalata chiedendo di cancellarla, io voglio chiedere scusa perché come adulti non siamo riusciti a lasciare alla tua generazione un paese migliore, ma solo questo desolante paesaggio.
Trovo rincuorante che ci siano persone come te non disposte a tollerare questo stato di cose ed invitiamo tutti quanti a reagire contro questa violenza verbale e fisica e a spendersi un po’ per reclamare la giustizia che ci spetta".
Luca Pandini
presidente del Comitato Provinciale Arcigay Bergamo “Cives”
Presidente@arcigaybergamo.it
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sabato 16 maggio 2009
"Non si banalizzino certi episodi"
Gay Pride: Francia, transex non saranno più "malati"

PARIGI - La transessualità non sarà più considerata come un'affezione psichiatrica in Francia: lo ha dichiarato oggi il Ministero della Sanità, sottolineando che si tratta "di un segnale forte inviato a tutta la comunità" nella giornata internazionale contro l'omofobia.
La ministra Roselyne Bachelot si è rivolta "in questi ultimi giorni" all'autorità competente per facilitare la pubblicazione di un decreto in materia. Finora, i transessuali potevano beneficiare di un esonero dal ticket sanitario per ricorrere a cure di una malattia a decorso lungo classificata ALD23 per "disturbi ricorrenti o persistenti".
"I transessuali vivono questa classificazione in ALD23 - ha detto una portavoce del Ministero - come una stigmatizzazione, perché può indurre una confusione fra il disturbo dell'identità di genere e l'affezione psichiatrica". La portavoce ha precisato che l'assistenza sanitaria per disturbi di identità di genere continuerà ad essere garantita.
http://www.swissinfo.ch/
Mosca, manganelli contro il Gay pride Ammanettati venti manifestanti






MOSCA - Tensioni tra polizia e dimostranti del Gay pride a Mosca nel giorno della festa canora Eurovision che oggi terrà la sua finale nel megastadio dell'arena olimpica della capitale. La polizia ha arrestato stamane almeno 20 attivisti poco prima dell'avvio della manifestazione costata oltre 42 milioni di dollari.
Le organizzazioni degli omosessuali russe hanno deciso di tenere lo stesso la loro parata nonostante il divieto del sindaco omofobo Jurij Luzhkov. La polizia è in stato di allerta da ieri con migliaia di reparti speciali antiguerriglia pronti a intervenire in tutta la città. In Russia fino al 1993 l'omosessualità era considerata un crimine e solo nel 1999 ha smesso di essere classificata come una malattia mentale.
Proprio per la visibilità di Eurovision, che fa impazzire i russi come soltanto il festival di Sanremo in Italia, gli omosessuali hanno deciso di scegliere il 16 maggio per la loro manifestazione. All'appuntamento non autorizzato vicino ad un ateneo nella parte sudoccidentale di Mosca, i manifestanti gridavano "L'omofobia è una vergogna per la Russia!" e "Diritti uguali per tutti". Una ventina di loro sono stati ammanettati poco dopo, mentre cercavano di parlare con i giornalisti. Fra i fermati c'è anche Nikolai Alekseev, fondatore del sito gayrussia.Ru e principale organizzatore della manifestazione.
Le prime avvisaglie di disordini si erano avute giovedì, quando diversi manifestanti si sono messi a lanciare uova contro i concorrenti di Eurovision 2009, giunti allo stadio Olympiisky per le prove. "Il 7% dei russi è gay" ha sottolineato Alekseev, eppure "negli ultimi 4 anni abbiamo cercato in tutti i modi di ottenere il permesso di sfilare, e non ci è mai stato concesso dalle autorità". E ancora una volta, nel 2009, è venuto un niet secco dal sindaco Yurij Luzhkov.
Da qui l'idea di salire in qualche modo sul carro della 54esima edizione dell'Eurovision, organizzata dalla Russia. Oltretutto all'inizio della settimana una coppia di lesbiche, Irina Fedotova e Irina Shapitko avevano chiesto per provocazione di ufficializzare il loro legame a uno dei municipi più omofobici in Europa, Mosca appunto. Ma la risposta è stata secca: "Non possiamo accettare la loro richiesta" poiché non "conforme al principio della volontaria unione tra un uomo e una donna".
fonte:
http://www.repubblica.it/
giovedì 14 maggio 2009
Povera Patria
Dopo Susan Boyle...
Guardate che cosa e succeso nella versione svedese del programma che ha lanciato Susan Boyle e ci fa pensare: Cosa la genti e in grado di fare per apparire?
mercoledì 13 maggio 2009
PEGASO D’ORO CONTRO L’OMOFOBIA 1- edizione

Arcigay, la più importante associazione nazionale lesbica e gay, attribuisce da quest’anno il premio Pegaso d’Oro a una personalità del mondo dello spettacolo che con dichiarazioni, prese di posizione, atteggiamenti, si sia distinta a sostegno della dignità delle persone omosessuali, bisessuali e transgender.
Il premio viene assegnato il 17 maggio di ogni anno perché la comunità LGBT festeggia la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia.
Per la sua prima edizione Arcigay ha deciso di attribuire questo premio a Simona Ventura, showgirl e conduttrice TV de L'Isola dei Famosi e di Quelli che Il Calcio, che sarà dunque la madrina dell'evento di gala.
Durante la serata sarà inoltre attribuito a Vladimir Luxuria, presente alla festa, il premio speciale Pegaso Arcobaleno come personaggio LGBT dell'anno.
Si ricostituirà dunque per il pubblico LGBT la coppia di personaggi che nella stagione appena concluso è riuscita a penetrare nel muro di pregiudizi che affollano la televisione popolare con un linguaggio nuovo e una sincera determinazione.
La consegna dei premi avverrà durante un gala che si svolgerà a Milano, domenica 17 maggio presso il Karma Club, in via Fabio Massimo 36, a partire dalle ore 21.00.
La serata inizierà con una cena a invito alle 21.00 e proseguirà con uno spettacolo di intrattenimento drag dalle ore 22.30. La premiazione avrà luogo alle ore 23.00.
Il Pegaso è il cavallo alato della mitologia greca. Forte e potente nella corsa, ha grandi ali che gli permettono di spiccare il volo. Pegaso è dalla sua nascita nel 1985 il simbolo di Arcigay, del nostro impegno collettivo per fare volare in alto una nuova idea di società, per mettere le “ali alla libertà”.
LA SERATA E' ORGANIZZATA
DAL COMITATO ARCIGAY DI MILANO "CENTRO DI INIZIATIVA GAY"
Il Galà PEGASO D’ORO si svolgerà
DOMENICA 17 MAGGIO
Presso KARMA PRIVE’ @ BORGO DEL TEMPO PERSO
Via Fabio Massimo, 36 Milano
Cena h 21.00
Spettacolo h.22.30
Premiazione h. 23.15
Pacchetto che include cena, spettacolo e ingresso in discoteca nel dopocena con 1 consumazione: 50,00€
Info e prenotazioni: 340.715.00.82 – 338.734.57.88
N.B. la serata si configura come un galà ed è pertanto opportuno prevedere un abito formale.
Imma Battaglia o il ‘Mastella dei froci’? ‘Sto con Vendola ma mi piace Silvio’. ‘Non sono comunista’.
Perché si candida con Sinistra e Libertà?
“Perché Nichi Vendola da sempre ha lottato per la sua omosessualità ma anche e soprattutto perché è un politico di carriera e ha dimostrato di essere un gran politico, onesto moralmente, culturalmente e intellettualmente. Poi nel Paese c’è un problema enorme. Manca l’identità di sinistra e tra Franceschini e Vendola io scelgo quest’ultimo. C’è un pericolo per la nostra democrazia dovuto al fatto che non c’è un’opposizione. Da solo Di Pierto non basta e il Pd è in una fase di assestamento. Intorno a Vendola può invece ripartire un progetto di sinistra”.
Che non è possibile con Franceschini?
“Lui rappresenta l’indeterminazione del Pd”.
La sua è quindi una candidatura che vuole lottare per il riconoscimento dei diritti civili. Ma i Dico sono praticamente spariti dall’agenda politica…
“Purtroppo sì. Ma nel programma di Sinistra e Libertà sono al primo posto. Diritti civili non vuol dire solo diritti delle coppie ma anche testamento biologico, fecondazione… L’unica speranza che ci rimane in questo Paese è che dall’Europa, dove ormai siamo rimasti gli ultimi insieme alla Grecia, riparta un’ondata di civiltà”.
E’ ottimista sulla possibilità di un riconoscimento delle coppie di fatto in Italia?
“No. Il mio è un impegno civile per una lista che spero superi il 4%. La mia candidatura è un grido di dolore. Sono ottimista su una ricompattazione della sinistra. Affinché in futuro possa fare da leva sulla questione dei diritti civili”.
Se dovesse dare un voto a Franceschini e a Berlusconi sull’impegno sui diritti civili?
“Zero a zero e palla al centro. Vendola presidente del Consiglio aprirebbe una nuova era per questo Paese”.
Sulla scia di Zapatero in Spagna?
“Sì, spero che Nichi Vendola possa diventare lo Zapatero italiano. E’ un augurio, un desiderio, un sogno. Non ho mai voluto candidarmi ma credo in questo progetto così come inizialmente ho creduto nel Pd. Mi auguro che con Nichi riparta una nuova stagione. E’ una speranza che si può realizzare. L’Italia ha bisogno di sinistra, di riformismo, di socialismo”.
Nella lotta per i diritti civili quale ruolo ha la Chiesa?
“E’ uno Stato estero e una rappresentanza religiosa è giusto che ci sia. Mi auguro che si possa iniziare un dialogo aperto e sincero con tutti. Che si possa ricominciare con la stagione dei diritti, senza scontri. Che sia una stagione di approfondimento, di conoscenza, di comprensione e di condivisione”.
Qual è la sua posizione sulla Turchia?
“Sono completamente a favore dell’ingresso nell’Ue. Il Papa, nel suo recente viaggio, ha parlato di unione e di vicinanza tra le religioni. Sono convinta che l’ingresso sia importante per garantire una visione moderna e moderata dell’Islam, che invece passa sempre come una religione integralista e nemica. Sono le frange estreme che fanno prigionieri i moderati. Ankara in Europa sarebbe una ricchezza per tutti. Soprattutto dal punto di vista culturale. Io sono per le contaminazioni”.
E quindi è anche favorevole a una società multietnica?
“Sì, nel momento in cui non ci sono più i confini. Che sono stati abbattuti soprattutto dalla rete. La multietnicità è fondamentale in una nazione che si definisce democratica, civile ed accogliente. Diverso è però il problema dello sfruttamento della povertà e del commercio dei barconi. Il problema dell’immigrazione è mondiale e va affrontato con serietà. Deve essere garantita la possibilità per tutti di poter accedere a una vita migliore. Ed è un problema che non deve riguardare una sola nazione”.
Perchè la chiamano “il Mastella dei froci”?
“(ride, ndr). E’ un modo per ferire la mia libertà di pensiero. Intanto non lo sono mai stata, né sono comunista. Sono convinta che si cresce attraverso il confronto sereno anche con i nemici. Per esempio ho accolto con piacere la proposta sulle Unioni Civili di Brunetta e Rotondi (nel 2008). Sono convinta che faremo dei passi avanti solo lavorando insieme. I diritti civili non possono essere l’ago della bilancia tra destra e sinistra. Si tratta di diritti umani. Il rispetto passa dall’avere rispetto delle differenze”.
Un giudizio sul premier…
“Non sono anti-berlusconiana. Il presidente del Consiglio ha portato delle grandi novità di comunicazione nella politica e ha introdotto una novità nei tempi di reazioni rispetto alle azioni che sono esempi da studiare e comprendere piuttosto che avversare. Ho sempre detto che Berlusconi non è il mio nemico. Il mio nemico è l’integralismo, l’ignoranza, i concetti precostituiti, i pregiudizi. Le persone devono confrontarsi per cambiare idea. La ricchezza è pensare, il pensare è libero e anche l’agire. La contraddizione è un pregio. L’immobilismo è il mio nemico”(Affari italiani)
Omicidio da Arancia meccanica a Milano contra una trans. Rito abbreviato per il 21enne.
Il fatto la notte del 29 luglio. Due ragazzi caricarono in auto Samantha, trans del Brasile, e l’uccisero dopo violenze agghiaccianti.
Verrà giudicato con rito abbreviato davanti al Gup di Milano Davide Giuseppe Grasso, il giovane di 21 anni che nel luglio scorso, con un amico minorenne, si rese protagonista di un feroce omicidio, definito dagli stessi inquirenti «da Arancia meccanica». La vittima, una trans Samantha (all’anagrafe Gustavo Rangel Brandau, 30 anni, dal Brasile) fu presa di mira forse perché era la più esile e indifesa del gruppo delle trans di via Novara; fu uccisa dopo aver subito violenze terrificanti da parte di Grasso e di un altro ragazzo minorenne di origine marocchina. Entrambi confessarono.
L’OMICIDIO - Il difensore dell’imputato, l’avvocato Roberta Ligotti, ha chiesto il rito abbreviato condizionato al confronto con il minorenne che quella sera partecipò all’omicidio e il giudice ha disposto il rito alternativo. In caso di condanna, l’imputato avrà diritto allo sconto di un terzo della pena. La difesa ha anche chiesto una perizia sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato, Davide Giuseppe Grasso. La notte del 29 luglio 2008, dopo aver rubato un’auto, il giovane con un amico marocchino di 17 anni (che risponderà delle accuse davanti al Tribunale dei minorenni) aggredì una transessuale brasiliana di trent’anni. I due, drogati e ubriachi, lo caricarono a forza sull’auto e lo portarono in un piazzale della Tangenziale Ovest di Milano, dove lo ferirono con numerose coltellate, lo violentarono e lo gettarono in un fosso, dove morì. L’udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 13 luglio. (Il Corriere della Sera)
LA NOTTE BRAVA - Secondo le ricostruzioni della polizia e le confessioni degli arrestati, la notte del 29 luglio i due giovani, dopo aver rubato una Ford Escort e probabilmente assunto stupefacenti, si sono diretti in via Novara, zona frequentata da transessuali. Hanno abbordato una coppia di trans brasiliani, Paola e Samantha, cercando di ottenere un rapporto sessuale senza pagare. Al rifiuto è nata una lite: Paola è riuscita a fuggire, mentre Samantha è stata bloccata, picchiata, presa di peso e gettata nell'auto. Qui è stata ripetutamente colpita, ma è riuscita a scendere. Ripresa, è stata caricata nuovamente sull’auto, sotto l’occhio elettronico di una telecamera di sicurezza del Comune che ha ripreso la scena (guarda il video).http://milano.corriere.it
New York, passa il primo voto legge che legalizza matrimoni gay

L'Assemblea dello Stato di New York ieri ha approvato una legge che legalizza i matrimoni gay, ma il provvedimento deve ancora superare il difficile esame del Senato.
a misura, introdotta il mese scorso dal governatore David Paterson, è passata per 89 a 52 nella Camera bassa dello Stato, dove i democratici hanno un ampio margine.
Una legge analoga fu approvata dalla stessa assemblea per 85-61 nel 2007.
"I neworkesi dovrebbero avere il diritto di sposare chi vogliono. I partner che non possono entrare a far parte di un matrimonio civile e i loro figli sono privi della protezione legale su cui contano le coppie sposate", ha detto il portavoce dell'Assemblea, Sheldon Silver.
La legge ha un futuro incerto nel Senato di New York, dove la maggioranza dei democratici è più risicata.
Se la legge passerà, New York seguirà Connecticut, Massachusetts, Maine, Vermont e Iowa, che hanno legalizzato i matrimoni gay.
Anche il New Hampshire ha approvato una legge in tal senso, che però deve ancora essere firmata dal governatore.
La California ha legalizzato i matrimoni gay per un breve periodo, finché gli elettori si sono espressi a sfavore in un referendum l'anno scorso.
Letteratura: Gay Talese Riscrive i Suoi Due Maggiori Bestseller

New York, 11 mag. - (Adnkronos) - Lo scrittore statunitense Gay Talese, 77 anni, pioniere del New Journalism insieme a Tom Wolfe, ha aggiornato due suoi bestseller di sesso e crimine, da tempo introvabili nelle librerie: ''Onora il padre'' (1971), uno studio sulla famiglia criminale del mafioso Joseph Bonanno, e ''La donna d'altri'' (1980), una sorta di reportage sulla rivoluzione sessuale. L'editore americano HarperCollins ha rimesso in commercio i due libri di grande successo, che si presentano ora ai lettori con nuove introduzioni: Pete Hamill presenta ''Honor Thy Father'' e Katie Roiphe ''Thy Neighbor's Wife''. E per ciascun libro Talese ha scritto una postfazione che si propone come un aggiornamento delle storie da lui raccontate in precedenza. ''Se tu hai messo tanto tempo a scrivere un libro quanto ne ho impiegato io e quel libro poi e' esaurito, e' finito fuori commercio, allora e' come se tutto quel tempo fosse stato rimosso e tu, peraltro, non sei neppure piu' giovane'', ha dichiarato Gay Talese nato negli Usa da padre di origine italiana, emigrato da Maida, in provincia di Catanzaro. Per scrivere ''Onora il padre'' Talese impiego' sette anni, mentre per ''La donna d'altri'' nove. Gestazioni cosi' lunghe sono motivate dal fatto che Talese e' un perfezionista, un ossessivo pensatore che scrive e riscrive decine di volte lo stesso paragrafo, una 'pratica' da lui maturata in un decennio di professione giornalistica al ''New York Times'' e poi al mensile ''Esquire''. Per aggiornare ''Onora il padre'' Gay Talese e' riuscito ad ottenere la collaborazione di alcuni componenti del clan Bonanno, discutendo con loro come vive la terza generazione, come la famiglia ha vissuto l'esperienza della prigione e quali sono oggi gli affari che impegnano gli eredi del boss mafioso. La postfazione di ''La donna d'altri'' racconta come sono cambiate le relazioni sessuali negli ultimi trent'anni, anche in seguito alla comparsa dell'Aids e alla diffusione del ''sesso virtuale'', prima con le videocassette e poi con internet.
Mosca: respita norma contro gli insegnanti e i militari gay

Siamo abituati a ricevere notizie funeste dalla Russia, per quanto riguarda i diritti delle persone lgbt che certo, da quelle parti, non se la passano affatto bene. E' di pochi giorni fa, infatti, l'ennesimo divieto di organizzare il Gay Pride a Mosca, che pure ospita l'Eurovision Song Contest, molto amato dal pubblico gay di tutta Europa. Questa volta, però, arriva una buona notizia, o forse sarebbe meglio dire una scampata cattiva notizia.
La Duma, la camera bassa del parlamento federale, ha respinto una proposta di legge che prevedeva il divieto di insegnamento e di qualsiasi lavoro educativo o nelle forze armate, per gay, lesbiche, trans e bisessuali. Per essere precisi, il testo specificava: "chiunque dimostri uno stile di vita e un orientamento omosessuale". Naturalmente, il divieto non diventava effettivo una volta che la legge fosse stata approvata, ma era retroattiva. Insomma centinaia di licenziati in tronco e chissà quante persone costrette a rinunciare a fare il professore o il militare.
Sono stati solo 90 i voti favorevoli a questa legge barbara e medievale, mentre ne sarebbero serviti 226 perché fosse approvata. Come dire, pericolo scampato, per questa volta.
martedì 12 maggio 2009
Festival internazionale di cinema a tematica trans, Bologna

Prende il via giovedì 14 al Cinema Lumiére di Bologna la seconda edizione di Divergenti, festival cinematografico dedicato alle tematiche transgender, che vuole scardinare gli stereotipi e aiutare a riconoscere la normalità nelle differenze. Organizzato dal MIT (Movimento Identità Transessuale) in collaborazione con la Cineteca di Bologna, il festival ha il patrocinio di Regione, Comune e Provincia. In programma sedici proiezioni, provenienti da tutto il mondo, tra cui molte in anteprima nazionale. E i temi toccano tutte le sfaccettature del mondo transgender, dalle storie vere che hanno fatto epoca come quella di Romina Cecconi o di Giorgia O'Brien, fino agli aspetti legati all'immigrazione e al mondo transessuale multietnico. La manifestazione si concluderà domenica 17, giornata mondiale contro l'omofobia che quest'anno è dedicata proprio alla transfobia. "In Italia l'odio, la violenza e le aggressioni verso i trans sono in aumento vertiginoso, tanto che tra le democrazie cosiddette avanzate, l'Italia è al primo posto per il numero di omicidi di transessuali", ha denunciato il presidente del MIT, Porpora Marcasciano, durante la conferenza stampa di presentazione del festival.
| GIOVEDI 14 | ||||
| Ore 20.00 Inaugurazione seconda edizione Divergenti Presentano: Marcella Di Folco, Porpora Marcasciano, Luki Massa Sono invitati per un saluto al pubblico: Alberto Ronchi Assessore Cultura Regione Emilia Romagna;Simona Lembi, Assessora Cultura e Pari Opportunità Provincia di Bologna; Angelo Guglielmi, Assessore Cultura e Università di Bologna; Gian Luca Farinelli, direttore Cineteca di Bologna. |
14-17 maggio 2009
Cinema Lumiére, via Azzo Gardino 65, Bologna
il programma completo do festiva lo trovate qui.
http://www.mit-italia.it/divergenti09/programma.htm
Istanbul, una trans chiamato detective

«Io sono una bella di notte e un uomo di giorno». Un’inchiesta pericolosa che non interessa la polizia. È stata uccisa Buse, travestito. Indaga il primo detective transgender. Un noir libertario nella Istanbul sotterranea.
«Io sono una bella di notte e un uomo di giorno». Forse una volta, quando il sospetto era preferito all’intreccio, qualcuno avrebbe potuto definire questo libro un noir a pretesto, perché è evidente, sottinteso al mistero di un omicidio da chiarire, l’intento di rivendicare una parità e un diritto contro la discriminazione. La detective che narra in prima persona la sua inchiesta è un travestito, giovane, benestante, di successo, passabilmente felice. Di giorno progetta sistemi antihacker per i computer di ditte importanti, di notte dirige un suo club, nel cuore di Beyoglu, il quartiere della vita notturna di Istanbul. Un mattino, una delle ragazze, la più elegante e ricercata del suo club, viene a trovarla e sconvolta le rivela il pasticcio in cui s’è infilata. Un uomo potente, che non può essere compromesso in nessun modo, teme lo scandalo e la minaccia: e chi potrebbe aiutare una come lei? La ragazza nei guai si chiama Buse, che significa «bacio» e, prevedibilmente, dopo quella disperata richiesta è scomparsa. L’amica inizia e cercarla, presto scopre che Buse è stata uccisa, e a spingerla a improvvisarsi detective sono le circostanze, ovvero l’indifferenza della polizia e la caccia che aprono contro di lei certe organizzazioni, criminali e di nazionalisti tradizionalisti. E da questo momento inizia per il lettore un itinerario alla Maigret negli interni di un'umanità varia e movimentata, nel loro piccolo tran tran e nei divertimenti, nelle confessioni e nei loro sogni: l’umanità parallela, a suo modo integrata, dei travestiti e degli omosessuali di una grande e intricata Istanbul. Un itinerario, accidentato, e pur narrato con tratti di umorismo e ironia, ma che non può che sfociare, dal mondo scandaloso e sotterraneo, in quello in superficie delle persone «normali», in cui l’irreprensibile conformismo confina con il più vile delitto.
Mehmet Murat Somer (Ankara, 1959) è l’autore di una serie di polizieschi ambientati nei quartieri della trasgressione ad Istanbul. È oggi uno degli scrittori di punta di una letteratura, quella gay in Turchia, contenente una forte domanda di parità e di tolleranza, pur nei toni dell’avventura e del divertimento.
Traduzione di Anna Lia Proietti Ergün312 pagine 13.00 Euro
| http://www.sellerio.it |
Cher non cambia mai: stesso vestito di 17 anni fa

Cher ha sessantuedue anni, ma è sempre in splendida forma.
Lo ha nuovamente dimostrato al concerto svoltosi nel weekend al "Mandalay Bay Events Centre", a Las Vegas, durante il quale la cantante indossava un "vestito" già in usato in precedenza, nel 1992, con reggicalze e tacchi a spillo, che lascia ben poco spazio alla fantasia.
Giacca di pelle, body nero effetto nude look con gli strass e una chioma più vaporosa, ecco come si è mostrata nei giorni scorsi al pubblico.
