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venerdì 19 febbraio 2010

Ecco i venti parlamentari che vanno con i trans

Giovedí 18.02.2010 12:13


Franco Grillini, ex deputato e fondatore-presidente onorario di Arci-gay, rivela ad Affaritaliani.it che - secondo lui - "ci sono in Parlamento una ventina tra deputati e senatori che vanno con i trans, sia a Roma sia da altre parti". Poi ricorda che "un parlamentare mi chiedeva consigli e gli dissi che sarebbe bastato prendere un volo low cost e andare a Praga o a Parigi per non farsi vedere da nessuno. Era uno della destra". Ma "sono quasi tutti di seconda fila, poco conosciuti. E fanno parte di tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Le fantasie sessuali sono equamente distribuite a prescindere dalle idee politiche".

"Mezza Italia va a trans e il Parlamento è lo specchio del Paese", spiega Grillini. "C'è l'idea che i parlamentari se la spassino, per qualcuno è così. Ma la stragrande maggioranza non ha vita sociale e non si diverte, perché l'unica preoccupazione che ha è quella di essere rieletto. Non hanno una vita sessuale. Il vecchio detto siciliano 'meglio comandare che fottere' è verissimo, il potere è anti-erotico. Io ero diventato un confessore dei parlamentari: tra maschi c'è la competizione e con le donne, poche, non si poteva parlare e quindi avevano trovato l'omosessuale e psicologo al quale confessare anche i problemi di erezione". E infine racconta: "Distribuivo il Viagra alla Camera, perché gli onorevoli erano conosciuti e avevano problemi ad andare in farmacia o dal medico. Si vergognavano. Una volta comprai dieci confezioni e spesi ben 100 euro. Il Viagra costa".


fonte:http://www.affaritaliani.it/politica/sesso-trans-parlamento180210.html

lunedì 15 febbraio 2010

Arcigay: richiediamo con forza il matrimonio

Paolo Patanè e Luca Trentini

Si conclude a Perugia il XIII Congressonazionale. Standing ovation per l'approdo della Binetti all'UDC. Eletto ilnuovo presidente Paolo Patanè

Si conclude oggi a Perugia il XIIICongresso nazionale di Arcigay, da 25 anni la maggiore Associazione lesbica egay italiana, che conta più di 180.000 soci.

I circa 200 delegati hanno ribadito conforza nella mozione programmatica approvata e in più documenti politicil'urgenza delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender italiane divedere riconosciuta la parità di dirittiper tutti i cittadini. In particolare si è riaffermata la richiesta dell'accessoal matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso, anche attraverso laprogrammazione di iniziative e campagne nei prossimi mesi.

All'inizio dei lavori della giornata, ilcongresso ha accolto con una standing ovation il passaggio di Paola Binetti, contro cui l'associazione ha in corso unacausa civile per le sue affermazioni omofobiche, nel suo giusto partito, l'UDCresponsabile della vergognosa votazione del Parlamento che in ottobre ha promossola pregiudiziale contro i differenti orientamenti sessuali, paragonandoli azoofilia, incesto e pedofilia.

Sono stati eletti i nuovi organidirigenti. Il siciliano Paolo Patanèha sostituito Aurelio Mancuso come presidentenazionale, mentre il bresciano LucaTrentini prende il posto di Riccardo Gottardi come segretario nazionale. Patanè, primo firmatario della mozioneapprovata, Essere Futuro, è da treanni coordinatore di Arcigay Sicilia e responsabile Salute. Il congresso hainoltre eletto il nuovo consiglionazionale, composto da 73 persone, esponenti di tutti i 46 comitatiterritoriali e ha riconfermato l'udinese Alberto Baliello come presidente delCollegio Garanti

Nonostante l'acceso dibattito tra le duemozioni che si confrontavano, il congresso ha approvato in maniera condivisauna serie di ordini del giorno che impegnano l'associazione in differentipriorità: un fondamentale impegno nelle politiche di prevenzione da HIV, la costruzione di nuovi strumenti di formazione e relazione per la socializzazionedelle persone lgbt, la messa in rete delle buone pratiche per lo sviluppo dei comitati provinciali e deicircoli, il proseguimento della lottacontro lo sviluppo delle antiscientifiche teorie riparative, che con lacollusione delle gerarchie ecclesiastiche vorrebbero riportare le persone lgbtnell'invisibilità e nella sofferenza.

fonte:http://www.arcigay.it/arcigay-richiediamo-forza-matrimonio-gay-e-lesbico-congresso2010

venerdì 12 febbraio 2010

Genitori gay sono al centro di una campagna in Portogallo.

Uomini e donne che hanno figli e ad un certo punto della vita si dichiarano gay è oggetto di una campagna in Portogallo. Nel video realizzato dall'agenzia Lowe Ativism, padre e figlio viaggiano in auto e ricordano scene dell'infanzia del ragazzo, quando suo padre era sempre presente.

Scoprendo l'omosessualità di suo "padre", la coppia non nasconde una certa confusione, ma poi pone la domanda: "un padre gay, sarà meno padre per questo?" La domanda serve come un aggancio per il messaggio centrale della campagna. "La famiglia è l'amore, l'affetto e comprensione. Prima di giudicare cosa è giusto o sbagliato, pensa."



fonte:http://mixbrasil.uol.com.br/pride/ativismo/pais-gays-sao-foco-de-campanha-fofa-da-ilga-portugal-confira-video.html

Transessualità: In Francia non è più considerata una malattia


Il Ministero della Sanità di Parigi lo ha annunciato
con un decreto. Invito all'Oms a fare altrettanto

LA DECISIONE ERA STATA PRESA ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA CONTRO L'OMOFOBIA

Transessualità: In Francia
non è più considerata una malattia

Il Ministero della Sanità di Parigi lo ha annunciato
con un decreto. Invito all'Oms a fare altrettanto

PARIGI - Il transessualismo non sarà più considerato un disagio psichico in Francia, che così diventa la prima nazione al mondo a fare uscire la transessualità dalla lista delle affezioni di pertinenza psichiatrica. A stabilirlo è un decreto pubblicato mercoledì da parte del ministero della Sanità di Parigi.

LA DECISIONE IL MAGGIO SCORSO - Il responsabile del dicastero, Roselyne Bachelot, aveva annunciato la decisione il 16 maggio 2009, alla vigilia della giornata mondiale della lotta all'omofobia e alla transfobia. In quell'occasione numerose personalità del mondo scientifico e politico avevano espresso la volontà di chiedere all'Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale. Il transessualismo compare in due dei maggiori manuali diagnostici internazionali di psichiatria, l'American Psychiatric Association's Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM IV) e l'International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (ICD III)

Redazione online
12 febbraio 2010
fonte:http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_12/transessualismo-non-malattia-francia_5bea953c-17f4-11df-b8a8-00144f02aabe.shtml

No Vat 2010: una manifestazione contro l’ingerenza vaticana nella politica e nella società

Il 13 Febbraio 2010 per il quinto anno il popolo di “Facciamo Breccia” (www.facciamobreccia.org) scende in piazza Bocca della Verità a Roma a partire dalle 14.00 contro il Vaticano, per denunciarne l’invadenza nella politica italiana.

Una giovanissima associazione si è assunta un compito davvero difficile in un’Italia conservatrice: protestare contro l’invadenza delle istituzioni cattoliche nella politica italiana e nella società, mirando a raggiungere autodeterminazione, laicità e antifascismo. Così da cinque anni e per cinque edizioni il coordinamento Facciamo Breccia scende in piazza con il No Vat Day, che vede l’adesione di associazioni, minoranze organizzate, gruppi e singoli cittadini attraverso il sito www.facciamobreccia.org.

“L’11 febbraio 1929 – si legge sul comunicato del coordinamento - i Patti Lateranensi sancivano la saldatura tra Vaticano e regime fascista, oggi le destre agitano il crocifisso per legittimare un ordine morale in linea con l’integralismo delle gerarchie vaticane, lo strumentalizzano per costruire un’identità nazionale razzista e una declinazione della cittadinanza eterosessista e familista”.

Un’iniziativa che si pone così in netto contrasto con le ultime vicende sul Crocifisso, che hanno visto anche il Partito Democratico schierarsi contro la sentenza Ue e presentare un progetto di legge, firmato da ben undici senatori PD, che imponga il simbolo cattolico nelle aule delle scuole italiane (se ne parla nell’articolo di Francesca Barca) ed evidenzia la sempre crescente scomodità istituzionale nel conciliare le ingerenze cattoliche con la realtà democratica del Paese.

E di ingerenze ne sa qualcosa il giudice Luigi Tosti, condannato ad un anno di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici per essersi rifiutato di tenere udienze in aule dove viene esposto il Crocifisso. Al giudice-imputato, che ne aveva fatto richiesta, è stata anche vietata la registrazione dell’udienza.Si tratta di una condanna allucinante – dichiara Tosti attraverso le righe de La Voce d’Italia - nessuna religione dovrebbe pretendere di arrogarsi tali diritti, nemmeno se viene professata dalla maggioranza dei cittadini. Pensate se la maggioranza degli Italiani divenisse Testimone di Geova, sarebbe giusto che venissero vietate le trasfusioni di sangue solo perché questo è un precetto previsto da tale credo? [...] Siamo di fronte ad una maggioranza che impone la sua ideologia religiosa, questo è quanto emerge da questo accaduto!”.

Fonte: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=6960&titolo=Tosti%20’La%20Chiesa%20cattolica%20e’%20la%20piu’%20grande%20associazione%20a%20delinquere%20della%20storia’

Così la rete di “Facciamo Breccia” si ritrova nuovamente a protestare per rinnovare un desiderio di laicità: “Dobbiamo constatare la diffusa e asfissiante presenza di un’etica cattolica – si legge sul sito dell’associazione - un modello di politica che propone come uniche alternative di rinnovamento il moralismo e il giustizialismo. Sappiamo che se oggi il Vaticano appare meno interventista è solo perché non ne ha bisogno: già nel nostro paese possiede il monopolio dell’etica che abbraccia indistintamente governo e opposizione parlamentare che fanno a gara - come sempre - ad inginocchiarsi all’altare del giustizialismo e del buonismo ipocrita”.

Articoli corelati: http://www.agoravox.it/nasce-in-italia-democrazia-atea

La strana coppia LuLa Luxuria & La Russa Lei rivela: "Pronta a candidarmi col Pdl"



Dopo che il ministro della Difesa ha aperto ai gay nell'Esercito, l'ex deputato di Rifondazione confessa: "Sono moralmente onesta. Vado dove posso migliorare la vita della gente. A sinsitra mi hanno dato della vigliacca e della traditrice, ma ho ricevuto molti più elogi"


Roma, 12 febbraio 2010 - Politicamente, LuLa (Luxuria & La Russa) sono la coppia del giorno. Tanto imprevista quanto imprevedibile. la scintilla è scoccata durante la trasmissione "la vita in diretta" e da allora il crescendo è stato rossiniano. Lei, ex deputato di Rifondazione Comunista, primo transgender eletto in Parlamento, già bersaglio degli attacchi di Alessandra Mussolini ("Meglio fascisti che froci") e degli strali di Roberto Castelli ("Per me è il signor Guadagno") .

Lui, ex fascista, ex missino, oggi ministro della Difesa e uno dei coordinatori del Pdl, pronto ad aprire ai gay nell'Esercito. Lei oggi confida in un'intervista al Corriere: «Adesso non ho tempo e non mi candido neanche a Miss Italia. Ma se me lo chiedessero più avanti forse non direi di no: vorrebbe dire che è nata una nuova destra liberale, alla Sarkozy».

E ancora: «Con la Carfagna ho già collaborato. Se lei o un altro ministro mi chiedessero di lavorare a un progetto sui diritti civili, lo farei volentieri». E la sinistra oggi extraparlamentare? «Non sono mai stata militante. L'unica tessera che ho è quella. Sono moralmente onesta: vado dove posso migliorare la vita della gente». Qualcuno se l'è presa: «Mi hanno dato della vigliacca e della traditrice. Ma mi sono arrivati molti più elogi».

I maligni ricordano che il papà di Luxuria era un fedelissimo di Almirante. Vladimir annota: «Dopo essere trattata per anni come una Cicciolina ridicola (copyright Mastella), sentire un ministro che dice che ho lavorato meglio di molti suoi colleghi, mi riempie di orgoglio. E poi perché queste cose sulle caserme non le ha dette prima Parisi?». Quanto basta per dimenticare le molte scortesie ricevute. Come quando Elisabetta Gardini la incrociò nella toilette di Montecitorio e rimase «traumatizzata», sentendosi «violentata».

Con Giorgia Meloni che chiosava impietosa: «Il Parlamento è diventato un circo Barnum». Anche a sinistra non sono mancati sarcasmi e battutacce da cinepanettone («da falce e martello a falce e pisello»). Grazie alla caparbietà e a un'imprevista preparazione, Luxuria ha conquistato spazio e giudizi benevoli.

Attestati di stima da Marina Berlusconi - «È preparata, ragionevole, con un grande senso dell'umorismo» - e persino da Castelli: «È intelligente, corretta, per nulla volgare». Maurizio Gasparri, facendo uno sforzo, ha detto di non trovarla affatto «sciocca». Lei incassa ed esibisce le credenziali: «Partecipai a una festa del Tricolore. E a un'iniziativa leghista». Di Berlusconi disse di non odiarlo: «Anche lui si trucca e mette i tacchi».

fonte:http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/02/12/292168-ecco_strana_coppia.shtml

Forlì - "La transessualità è una malattia"


Questa è la frase del capogruppo Pdl Angelo Sampieri che ha infuocato il consiglio comunale dell'altra sera. Furente replica dell'omologo dell'Idv Tommaso Montebello

FORLI' - Si doveva discutere di un ordine del giorno sull'omofobia e invece si è discusso e basta. A far scatenare la polemica in consiglio comunale l'altra sera, le dichiarazioni del capogruppo Pdl Angelo Sampieri che si è prodigato a sottolineare come l'omosessualità sia condizione ben diversa dalla transessualità, essendo quest'ultima una vera e propria malattia. Alle parole del consigliere berlusconiano hanno fatto replica gli esponenti dell'Italia dei Valori attraverso il loro capogruppo Tommaso Montebello.

Montebello ha parlato di opposizione retrograda e oltranzista, Sampieri di transgender come "malati", da separare dall'argomento omofobia. La tesi dell'esponente Pdl si basava sulla considerazione della transessualità come problema di natura medica e non come inclinazione sessuale: malattia che trova le sue radici nella psiche e che viene invece curata intervenendo sul corpo.
Nella denuncia di Montebello, che chiama in causa il coordinatore del centrodestra Alessandro Rondoni, le frasi pronunciate dall'opposizione manifestavano la preoccupazione che, sensibilizzando le persone sulle diversità con interventi di prevenzione e condanna di atteggiamenti di carattere omofobo, si correva il rischio di trasformare l'eterosessualità in omosessualità.

Rondoni non ha perso tempo e ha replicato immediatamente. Per l'ex candidato sindaco, nel documento presentato dalla maggioranza si discriminavano l'uomo e la donna in base alle inclinazioni sessuali, mentre - secondo Rondoni - in natura esistono l'uomo e la donna in quanto tali, indipendentemente dalle rispettive attitudini sessuali. Rondoni ha poi concluso le sue dichiarazioni sottolineando come avesse chiesto il rinvio di tale seduta per limare certe espressioni, in modo da poter giungere ad un voto condiviso. Proposta che - ha concluso un amareggiato Rondoni - non è stata concessa.

fonte:http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Forli/Politica/articoli/128742/La-transessualit--una-malattia.asp

La polizia del Kenya arresta diversi omosessuali duranti un matrimonio gay


Pubblicato il: 02.12.10, 15:01 / Israel News
La polizia keniota fermò un matrimonio gay, sulla costa dell'Oceano Indiano, Venerdì e arresto diversi sospetti omosessuali, ha detto la polizia.

L'omosessualità è illegale in questo paese dell'Africa orientale. Il matrimonio tra due uomini era stato programmato per avere luogo in una villa privata nella località balneare di Kikambala. George Matundura, un alto comandante della polizia, ha detto che cinque persone sono state arrestate dopo che gli ufficiali hanno preso d'assalto l'indirizzo. Verano visti in tribunale presto, ha aggiunto. (Reuters)

fonte:http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3848213,00.html

Gb, i calciatori non partecipano allo spot pro-gay

Nessun calciatore della Premier League ha aderito alla proposta di partecipare a uno spot contro l’omofobia: “Troppi timori”

Nemmeno un calciatore della Premier League, la serie A del calcio inglese, ha accettato di prendere parte a uno spot contro l’omofobia, per paura di essere ridicolizzato o ghettizzato da pubblico e compagni. Lo scrive l’Independent. la richiesta era stata inoltrata dall’associazione calciatori professionisti britannici a calciatori e agenti: lo spot voleva utilizzare volti noti per colpire un tabù che, nel mondo dello sport, è ancora fortissimo. Lo scorso mese l’ex capitano della nazionale scozzese di rugby Gareth Thomas ha fatto outing, dichiarando la propria omosessualità: ma l’unico calciatore apertamente gay in Inghilterra, Justin Fashanu, fu perseguitato e finì per suicidarsi nel 1998.

Nessun volto
Lo spot, girato dall’agenzia Ogilvy, è stato comunque realizzato, ma con una forma completamente diversa dall’originale. E, soprattutto, senza un solo volto noto. Gordon Taylor, capo dell’associazione calciatori, ha detto: “Tutti presumono che i calciatori siano sicuri di sé. Ma su temi come questi non è semplice esporsi”. E ha ricordato quando “i calciatori neri non osavano nemmeno parlare dell’istanza razziale”

“Froci”
La questione dell’omosessualità nel calcio era riemersa nel 2006, quando l’attuale capitano della nazionale inglese, Rio Ferdinand, parlò dei gay come “faggot”, più o meno “froci”. Dopo quell’episodio, Rio Ferdinand ha detto di aver compiuto un percorso di crescita personale e di conoscenza, e ora è l’unico ad aver nominato quello dell’omofobia nel mondo tra i problemi del mondo del calcio.


12 febbraio 2010
fonte:http://city.corriere.it/2010/02/13/milano/documenti/gb-calciatori-non-partecipano-spot-pro-gay-20673450388.shtml

giovedì 11 febbraio 2010

"La bocca del lupo", un amore bellissimo in una Genova decadente


Uno sguardo rivolto ai senza tetto e agli emarginati, una storia d'amore difficile e per questo bellissimo e una città, Genova, che ha perso il suo antico fascino di città portuale. C'è tutto questo nel film di Pietro Marcello La bocca del lupo in uscita nelle sale il 12 febbraio. Il film del giovane regista è stato commissionato dalla Fondazione Marcellino dei Gesuiti di Genova e ha conquistato la 27esima edizione del Torino Film Festival e ora si sottopone al giudizio del pubblico.
Una storia d'amore nata dietro le sbarre - La pellicola narra la storia di Enzo, un uomo che torna a Genova dopo aver trascorso venti lunghissimi anni in carcere. L’uomo attraversa cercando i luoghi della sua infanzia ormai in dismissione fino alla sua casa nel ghetto della città vecchia. Qui l’aspetta la sua compagna Mary, una transessuale che ha conosciuto e amato dietro alle sbarre. La coppia sogna di andare a vivere in una casetta in campagna e abbandonare gli abissi della loro realtà genovese.

Marcello: "Ho visto la faccia di Enzo e non l'ho più lasciata - Marcello ha girato a lungo per Genova alla ricerca degli elementi per il suo film. "Andavo in giro per il centro storico di Genova per raccogliere idee sul film - ha raccontato il regista - quando ho incontrato la faccia pazzesca di Enzo e non l'ho più lasciata". "Mio padre era un marittimo - ha raccontato il regista - e si imbarcava a Genova, conosco quel mondo e ho cercato di raccontarlo perché non c'é più, perché ne resti qualcosa".

fonte:http://spettacoli.tiscali.it/articoli/cinema/10/02/11/la-bocca-del-lupo.html

Gb/ Alexander McQueen era depresso: forse si è impiccato


Roma, 11 feb. (Apcom) - Lo stilista britannico Alexander McQueen, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto questa mattina nella sua lussuosa abitazione dell'esclusiva zona di Green Park a Londra, era depresso per la morte della madre Joyce avvenuta una settimana fa. Lo riporta l'edizione online del Sun secondo la quale McQueen si sarebbe impiccato. "Alle 10 è stata chiamata un'ambulanza. Alexander è stato trovato impiccato", afferma una fonte citata dal tabloid britannico.

McQueen era molto legato alla madre e nei giorni scorsi aveva postato sulla sua pagina Twitter una serie di messaggi da cui traspariva che era molto giù di corda. Madre e figlio erano apparsi insieme in un giornale nel 2004 in cui Joyce intervistava McQueen. Nell'intervista la madre gli aveva chiesto quale fosse la sua paura più grande. E lui aveva risposto: "Morire prima di te".

Apertamente gay, McQueen una volta aveva descritto se stesso come "la pecora rosa della famiglia". Nel 2000 aveva sposato il produttore cinematografico George Forsyth. La cerimonia si era svolta su uno yacht di proprietà del principe del Gambia nell'isola di Ibiza e Kate Moss, una amica stretta dello stilista, era la damigella d'onore.

Nato a Londra nel 1969, il più piccolo di sei figli di un tassista, McQueen aveva abbandonato la scuola a 16 anni iniziando subito a lavorare nel mondo del design e della moda. Nel 1996 era stato assunto come direttore creativo da Givenchy con cui era rimasto fino al 2001, anno in cui aveva lasciato la maison e aveva fatto conoscere il proprio nome nella scena dell'alta moda con sfilate trasgressive al punto di essere definito l'hooligan della moda. Dal 2001 lo stilista era entrato a far parte del gruppo fiorentino Gucci.

McQueen ha vinto quattro volte il premio britannico per il miglior designer dell'anno e numerosi riconoscimenti internazionali. Lo stilista avrebbe dovuto presentare la sua ultima collezione alla settimana della moda di Parigi il mese prossimo.


fonte:http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/11/gb_alexander_mcqueen_era_depresso_forse_si_e_impiccato,22941776.html

Cgil e Guccini contro il razzismo ricordando Mandela


Si chiama “La libertà degli altri – la pelle ha tanti colori, il sudore uno solo”, la manifestazione promossa dalla Cgil che si terrà questa sera al Palasport Mandela Forum di Firenze, per celebrare il ventesimo anniversario della scarcerazione dello storico leader dell’ANC sudafricano Nelson Mandela e per rilanciare la lotta “contro il razzismo, la xenofobia e le nuove schiavitù”.
Nel corso della serata interverranno l’ambasciatore del Sudafrica, Thenjiwe Mtintso, il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani e il presidente della regione Toscana, Claudio Martini.

Vera protagonista della serata sarà però la musica: sul palco del Mandela, infatti, saliranno Paola Turci, Nada, i Tetes des Bois e Francesco Guccini, come sempre accompagnato dal chitarrista argentino Flaco Biondini.
L’ingresso è naturalmente gratuito, e l’inizio della manifestazione è previsto per le ore 21.

Nel corso della serata interverrà anche Paolo Hendel, già protagonista con la Cgil della manifestazione dello scorso 4 aprile al Circo Massimo a Roma, e sarà letta la poesia composta da Adriano Sofri dopo i fatti di Rosarno, ripresa da “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
E’ notizia di oggi, intanto, che il Partito Democratico è di nuovo in trattativa con la Federazione della Sinistra che, in vista delle prossime elezioni regionali, chiede al centrosinistra di rimuovere dal programma qualsiasi apertura all’ipotetica costruzione di “centri di accoglienza” sul territorio regionale, per chiudere l’accordo politico.

A voi i toccanti versi di Sofri.

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo
,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,

Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)

Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi”.

Mattia Nesti

fonte:http://www.newnotizie.it/2010/02/11/cgil-e-guccini-contro-il-razzismo-ricordando-mandela/

mercoledì 10 febbraio 2010

LAICITà. L’ALTRA FACCIA DEI DIRITTI UMANI


Mai come negli ultimi tempi abbiamo sentito tante volte l’espressione diritti umani sulla bocca di esponenti delle gerarchie vaticane. Dal caso Englaro, alla depenalizzazione dell’omosessualità, ai 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, non c’è stato un solo giorno in cui non abbiamo sentito un richiamo al primato della morale (cattolica) travestito degli abiti, laicamente più comodi, del diritto naturale. Ora il problema è che questo abito apparentemente comodo è una camicia di Nesso. Con l’espressione diritto naturale non ci si riferisce di certo a quello a cui si riferiva Grozio. Non si tratta infatti di argomentazioni basate sulla ragione, bensì dell’applicazione normativa della morale cattolica. Oppure, i principi del cattolicesimo si possono discutere? In tal caso non sarebbero più dei principi. La Chiesa cattolica è espressione di verità, oppure, è un’opinione? Può essere posta in discussione? Senza dubbio ci troviamo nel primo caso, ossia nell’ambito della «verità». Diversamente, dovremmo poter immaginare un Papa che cambia idea sulle unioni omosessuali, sulla legge del divorzio, riguardo alla legge sull’aborto, sul controllo delle nascite eccetera. In questo senso le religioni dogmatiche sono conservatrici per definizione: non vi può essere un Papa “progressista”, poiché non può porre in discussione principi che non dipendono da lui.

A prescindere dall’essere favorevoli o contrari su queste o altre questioni, un laico non deve rispondere a problemi in base a una ricerca della giusta interpretazione di un dogma, ma ragionare sulla bontà o meno di un’idea in quanto tale. Essere laici implica il circoscrivere la propria fede a un fatto di coscienza individuale; essere laici significa cercare di risolvere problemi tentando di concepire la migliore legge possibile in funzione della collettività, e non di imporre la propria fede, in funzione di un dogma (indiscutibile in quanto tale), sugli altri. Ciò non equivale a un “relativismo” spicciolo, dove ogni opinione è uguale a un’altra, ci si pone invece nella condizione di pensare leggi in grado di rispondere a una data esigenza, al fine di regolamentare al meglio la vita di una comunità di individui. Per far questo non è necessario fondare un’etica.

Con questo non vogliamo dire che la Chiesa cattolica debba tacere su aspetti della vita considerati fondamentali per la propria missione salvifica, anzi, la possibilità di esprimersi su diverse tematiche è parte integrante del gioco democratico. Eppure, sembra che manifestare una posizione contraria a quella della Chiesa cattolica, per molti politici – anche di sinistra –, significhi esporsi a un costo intollerabile in termini di perdita di consenso. Perciò, tra battersi per il rispetto della dignità della persona (quali la cessazione delle cure di fine vita, l’abolizione della pena di morte per gli omosessuali nel mondo, l’estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso) e il consenso, sarà più saggio e conveniente – a loro giudizio – scegliere il secondo.

La seconda spiegazione (meno evidente) è che nel nostro Paese abbiamo da sempre delegato alla Chiesa cattolica il campo dell’etica, come se fosse una sua prerogativa esclusiva. All’attuale pontefice – che tanto bene conosce l’Italia – ciò è chiarissimo, al punto da aver ribadito non solo che la divisione tra Stato e Chiesa (bontà sua!) è giusta, ma che a quest’ultima spetta un primato sull’etica. Insomma, un’etica laica sembrerebbe non esistere.

Ora, mentre la prima spiegazione, purtroppo, si lega a uno scarso senso delle istituzioni da parte della classe dirigente politica italiana, la seconda spiegazione è assolutamente inconsistente dal punto di vista giuridico. Non si vuole qui sostenere che un ordinamento giuridico sia insensibile a scelte valoriali, il punto è che tali scelte sono state compiute dal legislatore Costituente e vanno via via tradotte in norme e prassi interpretative che seguano questa unica direzione: il rispetto del diritto di ciascuno a realizzare se stesso (art. 2 cost.) autodeterminandosi nelle proprie scelte di vita (art. 13 cost.).

Quello che la Corte costituzionale definisce il principio supremo della laicità, comporta che a tali valori e non a quelli di una confessione religiosa (almeno sulla carta maggioritaria) si dia la prevalenza nell’agone politico nell’amministrazione della giustizia. Ferma ovviamente la libertà dei cattolici di autodeterminarsi nelle proprie scelte di vita alla luce delle Sacre scritture.

Tra l’atteggiamento della Santa sede e quello di uno Stato laico c’è questa differenza: seguendo le direttive vaticane i cattolici hanno il pieno diritto di conculcare la libertà di coloro che non la pensano allo stesso modo; seguendo il modello di uno Stato laico a tutti viene data la possibilità di essere liberi, rimanendo i cattolici nel pieno diritto di conformare la propria vita alla loro fede.

Chissà se anche in Italia – come è accaduto qualche giorno fa in Spagna – ci sarà un giudice che avrà il coraggio di ordinare che i crocifissi vengano tolti dagli edifici pubblici? Per il momento l’unico giudice che si è rifiutato di tenere udienza a Camerino perché in un’aula c’era un crocifisso ha subito una condanna a 7 mesi e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per omissione di atti di ufficio e interruzione di pubblico servizio, oltre a varie sanzioni disciplinari dal CSM. È solo un esempio, un episodio tratto dalla cronaca, che suona paradossale per uno Stato laico, mentre è assolutamente coerente con uno Stato confessionale.

Francesco Bilotta – ricercatore di diritto privato nell’Università di Udine.

Luca Taddio – Partito Socialista Fvg / Radicali Italiani

giovedì 29 gennaio 2009 , di http://www.gaynews.it/view.php?ID=80610

A Roma il convegno su prostituzione e mercato nero delle persone transgender, per sfatare miti e stereotipi.


Giovedì 11 febbraio 2010 a Roma, nella Sala Auditorium Unicef dalle 15:30 alle 19:30, si terrà il secondo convegno "Il non detto: la tratta delle persone transgender", voluto dall'associazione Libellula Transgender Roma e Cgil Nuovi Diritti, per far luce su un argomento ancora completamente ignorato dai media.
Nella percezione comune transessualismo e prostituzione sono ancora troppo spesso considerati sinonimi, dando sostanza a uno stereotipo duro a sparire e tuttavia, il fenomeno della tratta a fini di sfruttamento sessuale per le persone transessuali resta nascosto e sempre più dimenticato.
L’ottantacinque per cento delle persone transgender che si prostituiscono sono vittime di racket, subiscono minacce e violenze.
I loro diritti sono violati.
Ecco allora da dove nasce il bisogno di continuare a fare informazione su questi lati ancora troppo in ombra della nostra società, con il desiderio di trovare risposte ed individuare strumenti di intervento efficace.

fonte:http://www.gay.tv/articolo/1/10271/La-tratta-delle-persone-transgender

Milano/ Omosessualità dei genitori non crea disagi ai figli

Giovedí 28.01.2010 19:28

Il tribunale dei minorenni di Milano ha stabilito che l'omosessualità di una coppia di genitori non è causa di disagio per i figli, soprattutto se questi sono stati cresciuti secondo "uno schema tipicamente familiare". È quanto ha scritto in un provvedimento il giudice Emanuela Aliverti nell'ambito di una causa che vede, al centro, la separazione di una coppia di donne che per nove anni hanno convissuto e che, attraverso l'inseminazione artificiale hanno deciso di avere due figli. Alla separazione la donna che non è la madre biologica e che non ha alcun legame giuridicamente tutelato con i due bimbi, dopo essersi sentita dire che non poteva più vedere i bambini, ha presentato ricorso al Tribunale dei minori per l' affidamento condiviso e la regolarizzazione del diritto di visita.

Il ricorso venne dichiarato inammissibile per "difetto di legittimazione". Gli atti vennero trasmessi al pm affinchè valutasse l'apertura di un procedimento a tutela dei due ragazzini, un maschio e una femmina, ora di 8 e 10 anni. I giudici avevano espresso preoccupazione per lo stato "psico-fisico" dei due a causa dell'interruzione dei rapporti con una figura che si era posta come genitore. All'esito dell'istruttoria il Tribunale ha archiviato il caso dopo aver verificato l'adeguatezza della madre biologica a svolgere il proprio ruolo di genitore. Quanto ai bimbi è emerso che non hanno sofferto disagi per il contesto di vita in cui hanno vissuto e vivono, cioè una madre che prima aveva una compagna e ora ne ha un'altra, e con un padre biologico che conoscono e che vive con un uomo.

fonte:http://www.affaritaliani.it/cronache/milano_omosessualita_dei_genitori_non_crea_disagi_ai_figli280110.html