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martedì 15 maggio 2007

(11/05/2007) Iniziato oggi a Milano il Congresso Nazionale dell`Arcigay che si concludera` domenica con l`elezione del nuovo presidente.



aggiornamento 13 maggio
Ieri sera l’Arcigay ha festeggiato al Borgo di Milano il suo nuovo presidente. A prendere il posto di Sergio Lo Giudice, al quale il congresso ha riconosciuto il titolo di presidente onorario, è Aurelio Mancuso, 44 anni, fino a ieri segretario nazionale dell’associazione. E subito si respira aria nuova.

"Fino a ieri ci siamo affidati alla ragionevolezza, avanzando una proposta civile e umana come quella delle unioni civili. Oggi dobbiamo avere il coraggio di percorrere la strada della giustizia, chiedendo che anche l’Italia rimuova il divieto per gay e lesbiche di sposarsi con la persona che amano, come già Canada, Olanda, Belgio, Spagna e Repubblica del Sud Africa" ha detto Mancuso subito dopo l’elezione.
L’Arcigay ha anche un nuovo segretario, Riccardo Gottardi, che ha 30 anni ed è l’attuale presidente di Ilga Europe e un nuovo consiglio nazionale che da 60 è passato a 80 componenti.
Lasciandosi il passato alle spalle, l’associazione ha deciso di essere distante e distinta dai partiti stabilendo, per statuto, che presidente e segretario nazionali non possono ricoprire cariche pubbliche, partitiche o sindacali. Tra i vari ordini del giorno approvati, anche quello dell’adesione a Libera, network delle associazioni italiane che si battono contro la Mafia. auguri al nuovo direttivo.MANIFESTO
PER L'EGUAGLIANZA
DEI DIRITTI
http://www.matrimoniodirittogay.it/

sabato 12 maggio 2007

Può una piazza di fanatici arrestare la potenza dell'AMORE? lascia il tuo intervento in questa pagina

Nel giorno in cui le sensibilità religiose vengono strumentalizzate dagli uomini di potere, nel giorno in cui l'odio viene fomentato per dividere gli uomini e consolidare il potere di pochi, ecco una galleria che dimostra che dove c'è amore, c'è una famiglia. , pagano le tasse, si aman

BRASILE. GLI OMOSESSUALI BRUCIANO LA FOTO DEL PAPA



"Benedetto xvi,basta co l'inquisizione","L'amore non ha sesso""basta ipocrisia! preservativi e salute","jesù ama i gay".Striscione colorati,bandieri arcobaleno,tiare papale e copricapo a forma di condom(sopra):il viaggio del santo padre in brasile è stato accompagnato ache dalle contestazioni no violente delle organizzazione gay del paese(il molmento più aggressivo è stato quando, davanti alla cattedrale di san salvador,nello stato di bahia,i manifestanti hanno dato alle fiamme una foto del pontefice).Erano almeno 350 a san salvador,e molti altri si sono radunati a Rio e a San Paolo, durante le varie tappe della visita papale.il presidente del gruppo gay di Bahia,Marcelo Cerqueira,ha annunciato che proporrà alla conferenza nazionale dei vescovi brasiliani l'intituzione di una pastorale degli omossessuali, perchè im brasile"ci sono molti cattolici gay"el'omosessualità è una questione sociale che "non può essere tenuta nascosta".Secondo le associazioni per i diritti dei gay, almeno il 10% dei 185 milioni di cittadini brasiliani sarebbe omosessuale.
Homossexuais baianos protestam contra o Papa

PROTESTO CONTR O PAPA - RECIFE - PE - BRASIL

Protesto na Praça da Piedade

MALHAÇÃO DO JUDAS CONTRA HOMOFOBIA

venerdì 11 maggio 2007

Families Night, una candela accesa per le libertà individuali





Nella notte tra venedì 11 e sabato 12, giorno del family Day romano, voluto per scagliarsi contro i Di.Co. e contro il diritto di ognuno di formarsi una famiglia riconosciuta, accendiamo una candela sul davanzale delle nostre finestre per testimoniare che sì, noi all'amore, quello uguale per tutti, ci crediamo. Che per noi non esistono persone diverse dalle altre per come fanno l'amore

martedì 8 maggio 2007

Family Day,Favorevole o Contrario alla Manifestazione del 12 maggio?

Una voce soul al fianco di 007


LONDRA- La popstar inglese Amy Winehouse sarà la Bond-girl del prossimo film della saga di 007, che vedrà di nuovo l'apprezzato Daniel Craig nei panni dell'agente segreto. Lo riporta la stampa britannica, secondo la quale la produttrice Barbara Broccoli ha offerto alla Winehouse una parte nel seguito di «Casino Royale», dopo aver ascoltato il suo disco ed aver visto il video del singolo «Rehab». Secondo il News of the World, la Broccoli avrebbe definito la cantante «perfetta per il ruolo perchè coniuga alla perfezione il fascino retro delle donne che affiancavano una volta James Bond».
CHI E'- Fonde jazz e hip hop, canta come una diva nera anni Quaranta e racconta di tradimento, sesso e vizi notturni con lingua tagliente e slang. Questa è Amy Winehouse. Nasce a Camden (Londra) nel 1984. A 13 anni Amy comincia a strimpellare la chitarra che le hanno regalato i genitori. Ma la voce è tutta sua, un prodigio naturale che lei negli anni provvederà a rendere roca quanto basta a furia di sigarette e vita in giro per locali. Adolescente irrequieta, Amy studia alla scuola di teatro Sylvia Young, ma viene espulsa «perché non si applica» e per il suo look ribelle. Passa a una scuola solo per ragazze, ma le attività didattiche non la fanno esattamente impazzire, odia studiare e nel tempo libero si rintana nell'aula di musica per suonare il pianoforte o la chitarra. Qui avviene la scoperta e l'immersione nel jazz: a 16 anni inizia a studiarne la storia e a educare la voce, quindi entra in una Youth Jazz Orchestra. Parallelamente cresce anche la passione per hip hop e r'n'b moderni. Cominciano a girare voci sul nuovo talento fiorito in città. Così la Island Records non esita e se la accaparra subito.
IN CONCERTO- Da quanto riportato dal sito italiano di Mtv, il 26 ottobre al Rolling Stone di Milano sarà l' occasione per ascoltare dal vivo l'energia contagiosa di Amy Winehouse e la sua voce da brividi.
08 maggio Brits 2007: Amy Winehouse with Rhab

Italiani e fede: perché tanti si fanno sbattezzare


In latino si chiama “actus defectionis” e per la Chiesa è un nuovo problema: è l’atto con il quale si chiede di essere “sbattezzati”.
Solo in Italia si contano già 3 mila “sbattesimi”. “In realtà il numero è superiore, ma una statistica è impossibile perché tanti chiedono al parroco di essere sbattezzati ma non ci informano” sostiene Federico Sora, fondatore negli anni 80 dell’Associazione per lo sbattezzo, con sede a Fano nelle Marche. I moduli si possono scaricare su internet dal sito dell’Associazione per lo sbattezzo.
Per far fronte alle richieste anche la Cei ha predisposto moduli con i quali vescovi e parroci rispondono ai richiedenti invitandoli a considerare le conseguenze di questa decisione, che comporta la più grave delle pene canoniche, cioè la scomunica.
E nei giorni scorsi sono state pubblicate sul sito internet del Vaticano (www.vatican.va) le norme. Lo “sbattezzo”, spiega il cardinale Julián Herranz, già presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi, “non ha solo un carattere giuridico amministrativo ma si configura come una separazione dalla vita della Chiesa: suppone quindi un atto di apostasia, eresia o scisma”.
Per questo all’inizio vescovi e parroci convocavano quanti chiedevano di essere sbattezzati. Ma il garante per la protezione dei dati personali ha deciso che non è lecita la richiesta a recarsi personalmente in parrocchia per chiedere di essere cancellati dai registri. Anche per lo sbattezzo è stato introdotto così il “rito abbreviato”.

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LIVIA STA CON I TRANS


(25/04/2007) Credo che il servizio ospedaliero debba prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il corpo con la sua identita`.

ROMA - "Non ci trovo niente di scandaloso nel riconoscere ai transessuali maggiori attenzioni da parte del servizio pubblico. L'intimità della persona va rispettata e, quindi, credo che il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo. E' una questione di etica". Questo il commento della ministra Livia Turco sul disegno di legge annunciato da Vladimir Luxuria. Una legge che renda più accessibili, sul piano della rimborsabilità, gli interventi per transitare da un sesso all'altro.

Il ministro della Salute chiederà un parere al Consiglio Superiore di Sanità e al Comitato di bioetica: “Non mi sento di affermare che tutto ciò che riguarda il sesso vada considerato un diritto. Credo però che il servizio ospedaliero debba prendersi carico di chi ha bisogno di armonizzare il corpo con la sua identità. Mi chiedo inoltre se sia giusto che a rilasciare le autorizzazioni per il cambiamento di genere debba essere un tribunale anziché un'equipe medica”.

Livia Turco si è anche detta favorevole alla proposta di consentire ai transessuali la modifica del nome anche senza aver mutato connotati fisici. Il 20% dei circa 20 mila persone transgender italiane sono ‘transitati’ grazie al bisturi. L'80% invece convive con aspetto e attributi sessuali indesiderati perché non tutti possono operarsi privatamente, a caro prezzo. L'attuale sistema sanitario rimborsa alcune prestazioni chirurgiche ma solo per la correzione delle caratteristiche sessuali primarie (genitali).

redazione@gay.tv

PRIMA CANDIDATA TRANS IN SPAGNA


(27/04/2007) Attivista e scrittrice cattolica, Kim Perez si presenta come indipendente per la Sinistra Unita a Granada.
GRANADA - Kim Pérez, professoressa in pensione che presiede l’associazione di Identità di Genere dell’Andalusia, è la prima donna transessuale a candidarsi in Spagna. Attivista per i diritti glbt, scrittice, cristiana di sinistra, la Perez si presenta come indipendente con la Sinistra Unita nel comune di Granada.

Considera la sua candidatura “molto rappresentativa” perché mostra come il movimento transessuale inizia ad inserirsi "in maniera normale nella vita sociale sotto tutti gli aspetti. Ho accettato di candidarmi perché da sempre la Sinistra Unita sostiene i collettivi glbt” ha riferito la Peréz, segnalando che ricevere l’offerta da un altro partito sarebbe stato comunque “un onore”, nonostante abbia ricordato che in altre coalizioni "non si prende in considerazione la problematica e questo va superato".

Luca Zingale
redazione@gay.tv

Gay, Ferrero contro la Bindi: "Non invitati a Firenze, non vado"


Gay, Ferrero contro la Bindi: "Non invitati a Firenze, non vado"
Martedí 08.05.2007 12:23


"Non condivido la scelta del ministro Rosy Bindi di non invitare le organizzazioni omosessuali al convegno nazionale sulla famiglia di Firenze. Ritengo pertanto che nemmeno la mia partecipazione sia opportuna". E' quanto ha detto il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero. "I temi dei diritti di cittadinanza di tutti i cittadini al di là del loro orientamento sessuale e delle loro scelte di vita, avranno evidentemente altre sedi di discussione. Per quanto mi riguarda - ha detto Ferrero - sono impegnato come ministro della Solidarietà Sociale a promuovere una legge che fissi i livelli essenziali di assistenza per tutti i cittadini a partire da coloro che non sono autosufficienti".

"Ritengo infatti - ha osservato ancora il ministro - che la definizione di diritti certi ed esigibili per ogni cittadino, al di là che viva in famiglia o meno, a partire dai soggetti più deboli come i bambini o i non autosufficienti, sia il vero salto di qualità per costruire un welfare moderno".

FAMILY DAY, FINI: INFAME PENSARE CHE E' OSSEQUIO A CEI. "Attenzione a pensare che chi sabato va a piazza San Giovanni lo faccia in ossequio al volere delle gerarchie cattoliche, e chi al contrario va a piazza Navona lo faccia per difendere la laicità delle istituzioni. Sarebbe questo un modo barbaro e infame di concepire un problema molto più importante". Lo ha detto il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, nel corso di un convegno sulla famiglia.

Fini ha spiegato che "la famiglia sta a cuore a tutti, a chi crede e a chi non crede. Andare in piazza non deve diventare la cartina al tornasole per vedere chi è attento a cosa dice la Cei e chi no. Questo - ha concluso Fini - è
l'approccio più largo nel senso più bello".

India: Governo dice no a diplomatici omosessuali

(ANSA) - NEW DELHI, 7 MAG - E' scoppiato un caso diplomatico tra India e Canada sull'accreditamento di due coppie di diplomatici, entrambe formate da omosessuali . Il governo indiano ha rifiutato l'accreditamento in quanto si tratta di coppie omosessuali, una gay e una lesbica il cui matrimonio, seppure legale in Canada, non e' riconosciuto in India. Il ministero degli esteri indiano li ha poi ammoniti, ricordando che nel Paese l'omosessualita' e' reato.

giovedì 3 maggio 2007

A NYC UNA STRADA DEDICATA A SYLVIA RIVERA

glbtHistoryMonth.com - Sylvia Rivera


L'Agenzia di stampa americana PlanetOut Interactive Services, annuncia in un suo articolo che per la prima volta nel mondo, a New York una strada del Greenwich Village è stata dedicata a Sylvia Rivera, militante transessuale americana che diede vita per prima alla storica rivolta di Stonewall, negli Stati Uniti. Rivolta dopo la quale nacque il moderno movimento Trans, Gay e Lesbico mondiale. L'evento è stato volutamente associato alla "Giornata Mondiale della Memoria" delle persone Transgender uccise per odio o pregiudizio nel mondo. Evento che viene celebrato anche in Italia in otto città (Torino, Milano, Genova, Piacenza, Bologna, Firenze, Pescara e Catania).



Chi era Sylvia Rivera?

Rivera fu una delle prime contestatrici che gettò una bottiglia contro la polizia durante un raid all'interno del locale Stonewall, il 28 giugno 1969 (a quell'epoca negli USA era vietato ai locali pubblici servire da bere a gay, travestiti e transgender). Sylvia comprese il significato di quel momento e lo chiamò "punto di svolta" per i diritti delle persone LGBT.

Fece parte del primo movimento americano che chiedeva una legge di tutela delle persone gay e trans a New York.

Sucessivamente "gli attivisti abbandonarono i diritti delle persone transgender dalla legge per i diritti dei gay, nello sforzo di renderla più accettabile. Sylvia a questo proposito ebbe a dichiarare nel 1995: "Quando gli obbiettivi iniziarono a diventare quelli di "normalizzazione fu come se ci dicessero "Non abbiamo più bisogno di voi"."

Nonostante la sua vita difficile, nella quale lei per prima restò senza un'abitazione dove vivere, fondò insieme a Marsha P, Johnson "Azione Rivoluzionaria dei Travestiti di Strada (Street Transvestite Action Revolutionaries - STAR), al fine di procurare una sistemazione abitativa temporanea per altre persone della comunità transgender."

Dopo aver dato tanto al movimento per i diritti delle persone gay, lesbiche e trans, Sylvia si trovò spesso in difficoltà negli Stati Uniti.

Un momento di gloria per Sylvia accadde proprio in Italia, durante il "World Pride 2000" di Roma, dove fu invitata come ospite d'onore dal MIT. Nel commovente discorso che fece dal palco del Pride Mondiale, Sylvia dichiarò davanti ad una folla che l'applaudiva ad ogni passaggio "Voi siete tutti miei figli".

In quell'anno venne ospitata da Helena Velena e passò un'intera serata a raccontare alla stessa Helena ed a Mirella Izzo, e Matteo Manetti di Crisalide AzioneTrans le difficoltà di integrazione del movimento transgender al movimento gay e lesbico e che questa era la battaglia che ci lasciava in eredità: unire davvero il movimento GLBT.

Dopo una vita di grandi difficoltà, due anni dopo, il 19 febbraio 2002, morì per un tumore inguaribile.

A proposito di Sylvia (di origini certamente italiane) e del suo ultimo giorno di vita, Riki Wilchins, direttore esecutivo del Gender Pac scrisse sul Village Voice: "L'ultima domenica era collegata ai monitor, e ad una pompa di morfina, quando gli attivisti gay locali sono andati a trovarla al reparto di rianimazione per chiederle consiglio. Nonostante fosse mortalmente malata passò la notte a rimproverarli per non essere stati abbastanza inclusivi nei confronti delle persone transessuali e transgender.
Morì solo poche ore dopo, a soli 50 annni: una donna unica per tempi unici.

Gwendolyne Smith, fondatrice del Giorno della Memoria Transgender (Transgender Day of Remembrance) ha dichiarato che Non riuscirebbe ad immaginare nessun'altra persona che meritasse tale riconoscimento più di lei, attribuendo alla stessa Sylvia ed a Marsha P. Johnson il ruolo di madri del moderno movimento per i diritti delle persone transgender".

Melissa Sklarz, co presidentessa del LGBT Commitee of Community Board n. 2, ha dichiarato: "Proprio in questo periodo stiamo avendo problemi con i residenti del Greenwich Village i quali sostengono che le persone LGBT che bazzicano quella zona guastino il loro stile di vita. Abbiamo pensato che intitolare questo angolo di strada a questa icona che un tempo frequentava queste parti potrebbe ricordare a tutti la realtà storica del quartiere.

Per tutto il movimento transgender e transessuale questa notizia rappresenta una tappa storica, proprio nelle vicinanze di un evento di raccoglimento e di lotta come è il "Transgender Day of Remembrance". Ricordare le tante, troppe vittime dell'odio e del pregiudizio è un dovere per chi spera nel riconoscimento pieno dei diritti civili delle persone transgender in Italia e in tutto il mondo. Per questo motivo invochiamo una legge per il "Diritto d'asilo" per le persone trans e gay provenienti da paesi in cui la transessualità e l'omosessualità sono considerate condizioni "fuorilegge" o da paesi in cui i Governi lasciano agire "squadroni della morte" impunemente, come sta avvenendo ultimamente particolarmente nei paesi del Sud America (5 vittime e moltissime violenze contro attiviste/i trans in Argentina, quest'anno).

Per questo invochiamo una legge antidiscriminatoria che includa, senza ombra di dubbi, le persone transgender.

Per questo invochiamo una legge sullo stile di quella inglese, che conceda a tutte le persone trans documenti e stato civile adeguato al genere in cui vivono, per proteggerne la privacy ed anche la sicurezza.

Oggi è giorno di festa per noi che abbiamo conosciuto o personalmente o attraverso il famoso film Stonewall la figura di Sylvia Rivera e questo momento di festa porteremo nel lutto profondo di tutti gli eventi del Transgender Day of Remembrance domani, 20 novembre.

Perché è giusto che mentre commemoriamo le nostre vittime, contemporaneamente sappiamo dare valore alla vita di ognuna ed ognuno di noi, ed alle nostre eroine ed eroi.

Mirella Izzo

Crisalide AzioneTrans onlus


Fonte
Crisalide AzioneTrans

Matrimonio gay, lo Stato di New York ci prova

Nina Hagen New York New York


Presto i matrimoni gay potrebbero essere realtà anche nello Stato di New York.
Venerdì scorso Eliot Spritzer, Governatore Democratico di NY, ha presentato una proposta di legge che riconosce il diritto a contrarre matrimonio per le coppie formate da individui dello stesso sesso.
Un provvedimento che Spritzer aveva promesso ai suoi elettori nel corso della campagna elettorale che lo ha portato, nel novembre scorso, al vertice dello Stato di New York.
«Questa legge – ha dichiarato il Governatore – darebbe eguale protezione e responsabilità per tutte le persone che vogliono sposarsi», senza compromettere la fede religiosa, poiché «nessun uomo di chiesa o istituzione religiosa» sarà costretta a celebrare matrimoni gay.
La proposta di legge dovrà ora incontrare le resistenze del Senato a maggioranza Repubblicana dello Stato di New York.

Christian Poccia

Tutti pazzi per Ségolène


Non è stato amore a prima vista, quello tra la candidata alle elezioni francesi Ségolène Royal e i gay d’oltralpe. Un po’ tiepida sul matrimonio gay, non ha mai inserito molti riferimenti alla comunità glbt francese nei suoi discorsi, ha dato forfait a più d’un appuntamento gay a cui era stata invitata: tante le polemiche e tante le accuse che le sono state mosse negli ultimi mesi.

Ma qualcosa è cambiato. Giunta verso il rush elettorale finale, Ségolène, secondo il suo stile molto pragmatico, è scesa nel concreto schierandosi a favore della causa gay. Occorre migliorare la legislazione che garantisce le unioni omosessuali, ampliarne i diritti e garantire piena cittadinanza senza discriminazione ai gay e alle lesbiche. Risultato: più di metà dei delegati delle associazioni omosex francesi riunite nel coordinamento Inter-Glbt hanno votato il pieno consenso alla Signora della politica francese.

Daniele Stefanoni

Osservatorio Romano:Denuciare la chiesa è"terrorismo"-2magio 2007.




04/07/2007
SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA: SABATO 5 MAGGIO ORE 11.00 IN PIAZZA SAN PIETRO

Forti dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che stabilisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" , Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni manifesteranno, sabato 5 maggio alle ore 11, davanti allo Stato Vaticano in Piazza San Pietro, nella parte di territorio italiano che prende il nome di Piazza Pio XII. Militanti e dirigenti indosseranno cartelli con la scritta " SIAMO TUTTI ANDREA RIVERA", "NO VATICAN, NO TALIBAN" e "TUTTI A PIAZZA NAVONA, IL 12 MAGGIO".



Saranno presenti i deputati della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e Sergio D'Elia, della segretaria e della tesoriera di Radicali Italiani Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, del Segretario e del vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato e Rocco Berardo, del radicale storico e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni Angiolo Bandinelli, del responsabile del sito web di Radio Radicale Diego Galli, di Michele De Lucia della Direzione Radicali Italiani e di Sergio Rovasio della Direzione RnP.


Fonte
radicali.it