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giovedì 22 maggio 2008

INDIA: SEPARATE DALLE FAMIGLIE, DUE DONNE SI DANNO FUOCO PER AMORE

India - Due donne indiane, separate dalle rispettive famiglie perchè avevano una relazione, si sono date fuoco e sono morte per rivendicare il loro amore. I corpi martoriati di Christy Malar, 38 anni, e della sua partner identificata come Rukmani, 40, sono stati scoperti domenica nella casa di una delle due a Sathangadu.

Le due sono morte abbracciandosi e così sono state trovate dalla polizia. Entrambe erano sposate con due uomini, come è consuetudine nella società indiana. La polizia di Thiruvallur riporta che le donne, amiche dall'adolescenza, avevano una relazione che era nota alle famiglie le quali per anni hanno cercato di separarle con ogni tipo di violenza. Gli agenti riportano inoltre che Christy e Rukmani hanno cercato di baciarsi negli ultimi istanti di vita. Con un'amara ironia, le due famiglie hanno acconsentito affinchè le due venissero cremate insieme. Le associazioni per i diritti civili indiani chiedono ormai da anni l'abolizione della legge contro l'omosessualità.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

GAMBIA: FUORI I GAY DAL PAESE O PAGHERANNO PESANTI CONSEGUENZE

Gambia - Gay e lesbiche hanno 24 ore per lasciare il paese o dovranno sopportare pesanti conseguenze. Così ha detto il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, il quale non ha però precisato a che tipo di persecuzioni andranno incontro gli omosessuali gambiani.

Non è difficile comunque immaginarle, data la tirannia a sfondo religioso islamico del presidente. Già con l'attuale legislazione infatti chi è sospettato di atti omosessuali è condannato a 7 anni di prigione. Lo scorso anno Jammeh si rese inoltre protagonista di un altro episodio sconcertante, non tanto per le persecuzioni con cui impose e continua ad imporre la dittatura al suo paese, ma per avere sostenuto di aver scoperto una miracolosa cura contro l'HIV composta da un impacco di erbe e due banane da mangiare a digiuno.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

Roma, ancora raid verso transessuali

Dopo il servizio del TG1 che ha mostrato le immagini da Roma degli arresti di alcuni transessuali circondati da un "pubblico" violento, il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli rende nota la segnalazione di "una persona allarmata e sconvolta" che si è presentata nella sede dell'associazione "per aver assistito ad una surreale scena di violenza ai danni di una transessuale. L’episodio - continua la nota del Mieli - è avvenuto a Roma tra la via Prenestina e la via Collatina, luogo abituale della prostituzione transessuale. Secondo quanto riferito, la transessuale era rincorsa e aggredita da due uomini con le teste rasate e giubbotti neri. Sul luogo era ferma un’auto delle forze dell’ordine, che assistevano impassibili senza intervenire."

Il Comitato Bologna Pride ha espresso "la propria vicinanza alla comunità gay lesbica e trans di Roma, ribadendo il proprio sdegno per una politica che assiste inerte all'instaurarsi di questo clima fascista." Il comitato organizzatore del Pride nazionale che si terrà a Bologna il prossimo 28 giugno, rivolge un ivto urgente "Al Governo, e in particolare al suo ministro Mara Carfagna", e cioè "l'urgenza di inserire questi temi al più presto nell'agenda dei lavori. La nudità per quelle transessuali, ma anche per una cover girl da calendario come è stata la signora Carfagna, è merce di un mercato, un mezzo di sostentamento. E se a poche fortunate serve ad accumulare ricchezze, ad altre, come alle transessuali della via Prenestina, basta a mala pena a sopravvivere. Questa considerazione - conclude il comitato - potrebbe aiutare il ministro a fare un uso sano e intelligente di quel passato che sembra così ostinatamente voler mettersi alle spalle."

mercoledì 21 maggio 2008

ROMA, TRANS ARRESTATE: L`INTOLLERANZA VA IN DIRETTA TV. VIDEO


COMUNICATO STAMPA M.I.T. - MOVIMENTO IDENTITA' TRANSESSUALE E

COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DELLE PROSTITUTE
Che in Italia le cose fossero cambiate ce ne eravamo accorti, ma da quanto si è visto ieri (n.d.r. 19 maggio maggio) sul TG 1 delle ore 20, la prova è sotto gli occhi di tutti, o quantomeno sotto gli occhi di quanti e quante hanno a cuore la democrazia. Il telegiornale mostrava le scene della folla inferocita contro le transessuali in una zona della capitale. Le interviste ai cittadini “esasperati” erano intramezzate da scene di vera caccia all’uomo da parte di giovani, molti dei quali con le teste rasate. Si capiva benissimo la piega che aveva preso la protesta, anzi che piega è stata fatta prendere al disagio della periferia romana. Baldi giovani, con una buona dose di esagitazione, si lanciavano tra i cespugli alla caccia delle prede sotto gli occhi delle telecamere e delle forze dell’ordine. L’obiettivo era centrato sulla “cattura” (questi i termini usati nel servizio) di due transessuali da parte dei baldi giovani che ricordavano verosimilmente gli stessi che hanno colpito a Verona. Le due malcapitate aggredite e insultate venivano trascinate nelle macchine della polizia indifferente a quanto accadeva e circondate da una folla inferocita. A noi sono venuti i brividi!

Dopo mesi di una pericolosa strategia della tensione basata tutta sulla sicurezza che individua nell’immigrato e nel diverso in generale colui che attenta alla tranquillità dei cittadini, dopo una campagna di odio lanciata dalle gerarchie ecclesiastiche contro tutte le persone non conformi, dopo mesi e mesi di campagna politica centrata tutta sulla creazione delle più assurde fobie, questo è il risultato! Nell’ora di massimo ascolto, quello trasmesso dal telegiornale non ci è sembrato il servizio di una paese civile ma quello molto più populista di una paese arretrato. Come associazioni e come democratici non possiamo e non vogliamo restare in silenzio aspettando che il peggio avanzi perché quello che si è visto in televisione ieri è quanto di peggio l’Italia può produrre. Denunciamo il clima di odio e di intolleranza che non risolve i problemi ma minaccia la sicurezza dei più deboli. Denunciamo l’indifferenza della politica e delle istituzioni verso una violenza trans fobica, omofoba, razzista che sta diventando ogni giorno più forte. Ci appelliamo a tutte e tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, perché di questo si parla, di non restare in silenzio, di rispondere all’avanzata dell’odio e della violenza che sta facendo precipitare l’Italia verso un baratro che sembrava scongiurato per sempre. Quello che si è visto è vergognoso e va condannato.

MARCELLA DI FOLCO, PORTAVOCE PRIDE NAZIONALE
“Il servizio andato in onda sul TG1 delle 20 del 19 maggio 2008 è stato un servizio indegno per il servizio pubblico. Il racconto di un linciaggio, un accanimento mascherato da giustizia privata, nello quale lo Stato, cioè le sue divise, sospende leggi e diritti e abdica le sue funzioni alla folla inferocita. Una grave legittimazione della furia di strada. Riprese e tono del servizio degne di un filmato amatoriale di Forza Nuova. E’ già da un po’ di tempo che anche l’informazione, anche quella che dice di non aver colore, si è piegata alle logiche dello strillone senza esercitare alcuna razionalità critica contro questa strategia dell’odio verso tutto ciò che è diverso, verso tutto ciò che ‘non può stare nel mio giardino’. I soggetti sociali più deboli diventano un fastidio da eliminare, la violenza contro di essi legittima.
Questo clima d’odio, di violenza ed intolleranza transfobica, omofobica, e razzista sta divenendo un mefitico veleno che traspira dalla politica, passa attraverso l’informazione e sta corrodendo democrazia, senso civico e vivere comune. Le forze democratiche di questo paese debbono ribellarsi a tutto ciò.
Invitiamo dunque tutti coloro che non condividono questo tipo di informazione a boicottare un servizio pubblico che non corrisponde più a tale caratteristica ma che è piuttosto propaganda di Stato, uno Stato sull’onda di una deriva fascista, verso il quale è bene reagire subito. Pretendiamo che il direttore Gianni Riotta si scusi pubblicamente e in particolar modo con la comunità trans per l'indegno spettacolo”.

AURELIO MANCUSO, PRESIDENTE NAZIONALE ARCIGAY
Ha ragione da vendere il Comitato Organizzatore del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno. Il servizio andato in onda lunedì 19 maggio nell'edizione serale del TG1 era vergognoso e dava voce ai peggiori istinti razzisti, transfobici e omofobi. Il tutto è avvenuto in alcuni minuti di riprese dove si potevano notare ragazzotti con le teste rasate che urlavano "via i froci" ed altri insulti, dando anche vita ad una caccia alle trans in mezzo ai cespugli. In redazione si sono ben guardati di dare voce anche alle associazioni trans, in rappresentanza della vittime dell'aggressione, che perlomeno spiegassero per quali ragioni queste persone siano anche costrette a prostituirsi. Non vogliamo negare che esistono problemi legati alla prostituzione di strada che vanno affrontati, per esempio, riformando la ormai obsoleta legge Merlin. Esporre però alla gogna mediatica alcune prostitute trans, come è stato fatto dalla testata giornalistica Rai, è davvero vergognoso. Il servizio pubblico ha delle responsabilità e dovrebbe essere rispettoso della pluralità delle voci per la dignità di tutte e di tutti.
D'altronde dobbiamo sottolineare come il Tg1, al pari di tutti gli altri telegiornali e di molte trasmissioni di approfondimento RAI, abbiano da tempo deciso di annullare completamente la voce del movimento lgbt italiano, dando solo e sempre spazio alle opinioni dei politici e delle gerarchie cattoliche.
Per tutte queste ragioni il boicottaggio proposto per sabato 24 maggio dal Comitato Pride è una buon'idea, che speriamo sia raccolto da milioni d'utenti.

redazione@gay.tv

sul problema dei rom


alla luce di quello che sta succedendo con i rom
dato che sul web e in tv se ne parla sopratutto male
vorrei dare un contributo
culturalmente e umanamente realistico
dato che ho letto e seguito molto
prima ancora di questo scempio mediatico:

citando qualche fatto
di questi ultimi giorni
si parla tanto di sporcizia,
volendo ammettere che davvero
sono tutti sporchi,mi viene in mente che
intanto loro non muoiono di malattie
infettive pur non vaccinandosi,
noi pur vaccinandoci
ci ammaliamo anche con l'estrema pulizia;
li accusano di rubare i bambini,
un caso assurdo è di quella rom
che aveva rubato un bambino sotto
gli occhi della mamma
in un paese dove lo straniero è visto male
e poi dicono che questi rom sono super organizzati,
a me sembra ci sia qualcosa che non torna
come è venuto fuori nella trasmissione di gad lerner!
pensate che per qualche caso detto in tv
si possa parlar male di tutti i meridionali?
molti ricorderanno la situazione dei meridionali al nord,
che oggi tra l'altro votano lega nord,
e degli italiani all'estero
che dicono tanto bene dell'italia
ma che all'estero ci sono rimasti!
a hollywood ancora ci dipingono
mafiosi con l'accento siciliano!
ma forse era vero che molti di noi
erano mafiosi o stavano con i mafiosi
e forse era anche vero
che noi meridionali eravamo cafoni,sporchi
ma rimanendo al nord ci siamo evoluti,
perso molto delle tradizioni
e diventati tutti distinti,formali e snob...
torniamo al tema principale:
bisogna fare distinzione intanto
tra nomadi,rom,rumeni, zingari
parole cosi mal usate in questi giorni,
ma sicuramente non senza un motivo!
molti pensano che rumeno e rom
significhi la stessa cosa,
la parola rom che in lingua romance
cioè di questa etnia,
significa uomo,persona, non ha niente a che vedere
con la parola romania,che era una provincia
dell'impero romano,ci sono rom in romania
come ovunque nel mondo,
l'etnia è detta anche roma
ma mica sono italiani di roma?!
zingaro è un termine dispreggiativo
con cui noi italiani chiamiamo i nomadi
in genere e anche le persone sciatte,apparenteme nte sporche
che non corrispondono al nostro concetto
di persona civile,parola che deriva da egiptian,
perchè la prima ondata
documentata nella storia
risale all'anno 1000:
una popolazione nomade arrivò in europa dall'egitto,
da allora a seconda del paese di sosta,
in UK,USA li distinguono col termine gipsy
in francia gitane
in germania zigeuner
in romania tigan
in ungheria cigan
in spagna gitan
in portogallo gringo
e cosi via;
nomade è colui
che si sposta a seconda
delle stagioni o del tipo di ambiente
favorevole a se e al bestiame,
sono di solito circensi,pastori, commercianti. ..
come lo sono ancora alcuni
abitanti della mongolia e dell'india,
dei deserti del nord africa,
chi si sposta entro i confini del popolo
che li ospita o in quelli del paese
nativo,confini decisi da chi li ha
conquistati o da chi ha voluto piu o meno
salvaguardarsi, o chi si sposta
oltre questi a causa della mancanza
di territori liberi dovuta a espansione
demografica, guerre... .
lo erano alcune tribu di lakota,
nativi d'america,prima di
esser reclusi nelle riserve
dai coloni europei
e dagli evangelisti
mentre
i sinti che dagli anni 50 stanno in italia
o i caldaras in romania o
o i kalè in andalucia
i manuche in normandia
e tantissimi altri in USA
mandati nel '600 a popolare la louisiana
per liberarne l'olanda e l'inghilterra
o quelli arrivati piu recentemente
per sfuggire ai campi di sterminio nazzisti,
non sono piu affatto nomadi!
e neanche quelli che venivano kiusi nei campi italiani da mussolini,
ben 80 campi in tutta italia,
quelli scampati,dato che morivano abbandonati
tra sporcizia,mancanza di acqua e cibo,
sono tutti sedentari!
molti di questi che vengono a sostare
recentemente nel nostro paese,
son rimasti nomadi
mentre noi
ahimè
siam diventati sedentari
nel corso dei secoli
e tra queste due realtà
in mezzo
c'è l'abisso!
problema analogo è tra i sedentari e gli animali,
noi continuiamo a costruire
convinti ke la terra sia nostra
poi ci troviamo gli orsi nel giardino
i cinghiali nella piscina,
a loro non puoi spiegare
l'assurda realtà di noi sedentari,
la nostra illusione
di vivere in una sorta di benessere
circondati da modelli ke
non appagheranno mai e che
inquinano e devastano!
come comprendere quindi
i nomadi come pure gli animali
che come i primi
vivono la loro vita in modo naturale
anche se oramai stravolta?
è ovvio che si puo sfociare
in delinquenza, ma esiste anche tra
i sedentari e non bisogna mai dimenticare
che dove c'è la delinquenza
c'è lo zampino della nostra malavita
che controlla la malavita straniera
che gli serve nel proprio paese
con la strumentalizzazione dei massmedia,
l'ausilio dei politici,braccio destro
dell'economia, poi la banca vaticana
giusto per rimanere sul territorio!
come far capire a un sedentario
che dice di vivere in sintonia
con gli altri
che pensa in realtà solo
al proprio interesse
e a calpestare il prossimo,
che vota come rappresentante
del proprio paese un furbo
che è riuscito a scamparla?
come far capire ke
come esseri viventi i rom
hanno il diritto di essere
anche loro e
vivere le loro tradizioni?
come far capire al governo
ke dovrebbero far si
che certi mestieri
tipo rigattiere,artista di strada
non dovrebbero piu essere illegali?
come fargli capire
ke le diversità vanno prima di tutto comprese?
è triste anche costringerli
a diventare come noi:
carta di identità
vaccini
andare a scuola
parlare la nostra lingua
proprio come è successo
con gli africani in USA e i nativi americani...
come al solito la diversità
viene calpestata
alla luce di una presunto
modello che dovrebbe
far funzionare il sistema
mentre giova solo a pochi!
pensate bene
prima di fare delle considerazioni
e
credere a tutto quello che si dice in tv
per il resto
il problema con i rom
è nulla di fronte a tutti
i problemi del nostro paese
e
non certo si risolveranno
cacciando via questa gente

Disse Berthold Brecht commediografo tedesco:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè
rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano
antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano
fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero
comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Meditate gente meditate...........

lunedì 19 maggio 2008

Due leggi contro l'omofobia e per i diritti dei trans


In occasione della giornata contro l'omofobia che si è celebrata sabato scorso, Paola Concia, deputata del Pd e Rita Bernardini onorevole del gruppo Radicali del Pd e segretaria dei radicali Italiani, hanno depositato dueproposte di legge, una contro l'omofobia, di cui è prima firmataria Concia, e una per la difesa dei diritti delle persone transessuali, prima firmataria Rita Bernardini. "Questa legge offrirà a milioni di cittadini la garanzia del riconoscimento del principio di uguaglianza che la Costituzione della Repubblica enuncia all'articolo 3 - ha dichiarato Paola Concia -. Le proposte presentate oggi consentiranno al Parlamento di riprendere la riflessione sui diritti civili, anche in vista dell’approvazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che deve avvenire entro il primo gennaio 2009".

Gay.it - Due leggi contro l'omofobia e per i diritti dei transLa prima delle due proposte, già depositata nella scorsa legislatura da Franco Grillini, vuole garantire l'attuazione delle direttive sulla parità di trattamento come previsto dalle disposizioni europee, con particolare riferimento alla direttiva 2000/78/CE del Consiglio, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, e alla direttiva 2000/43/CE del Consiglio, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica. L'obiettivo è quello di far si che l'ordinamento garantisca lo stesso trattamento e la stessa protezione a tutti i cittadini a prescindere dal motivo della discriminazione.

Gay.it - Due leggi contro l'omofobia e per i diritti dei transLa seconda proposta di legge che riguarda la correzione dell'attribuzione del sesso, anche questa già presentata da Grillini durante la legislatura precedente, mira invece a garantire un livello maggiore di protezione dell'identità delle e dei transessuali. Le tante storie di transessuali e transgneder, insieme alle ricerche effettuate in questi campi, dimostrano che l'equilibrio psico-fisico non prevede necessariamente l'intervento chirurgico all'apparato genitale per il cambio di sesso che, invece, in molti i sentono costretti a subire per 'regolarizzare' una situazione che altrimenti risulta intermedia, nonché fonte di discriminazioni, privazione dei diritti fondamentali (compresa la riservatezza dei dati personali sensibili).

Gay.it - Due leggi contro l'omofobia e per i diritti dei transNon a caso negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo ha progressivamente riconosciuto l'esistenza di un diritto fondamentale all'identità di genere che, anche sotto l'aspetto del riconoscimento giuridico, non deve necessariamente dipendere dall'intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali.

LIBRI: DIURNA. LA TRANSESSUALITÀ COME OGGETTO DI DISCRIMINAZIONE


Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine "transgender"?

Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista "insider" sulla tematica: quello di una persona trans.

Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal "benpensante" mondo contemporaneo occidentale.

"Diurna" è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita.

Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.

"Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno.

Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi.

La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano.

Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu.

Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande.

Nelle risposte può stare il senso di una vita"

Il libro

Autore: Monica Romano

Titolo: Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione

Pagine: 160

Collana: Nuovi ritmi

Mese di uscita: maggio 2008

Per acquisti online e presentazioni: Tel. 02 29402156 - info@costaenolan.it

sabato 17 maggio 2008

IV Giornata mondiale contro l'omofobia 17 maggio 2008


Il 17 maggio si celebra in più di quaranta nazioni la Giornata Internazionale Mondiale contro l'omofobia, un'iniziativa lanciata qualche anno fa dal curatore del Dictionnaire de l'homophobie, il francese Louis-Georges Tin, con lo scopo di portare, un domani, a una risoluzione delle Nazioni Unite che sancisca l'inaccettabilità della criminalizzazione dell'omosessualità nel mondo.

A tutt'oggi, infatti, sono più di 80 gli stati membri dell'ONU che considerano ancora reato gli atti sessuali tra adulti dello stesso sesso, anche se consenzienti. In 7 di questi stati tale 'crimine' può anche essere punito con la pena capitale, in quelli restanti la prospettiva è la galera. Per quanto riguarda l'Italia la mancanza di leggi palesemente repressive non toglie che l'omofobia (ovvero l'avversione più o meno marcata verso tutto ciò che non rientra nella 'normalità' eterosessuale) è ben presente e si esprime in vario modo e a vari livelli: dagli atti di bullismo scolastico contro i compagni percepiti come 'diversi' a pestaggi e violenze ai danni di gay, lesbiche e trans (anche all'interno del nucleo familiare, come nel recente caso della madre che ha accoltellato la figlia quando questa le ha detto di essere lesbica).

Gay.it - L'omofobia è una malattiaIn ambito politico abbiamo esponenti di forze di governo che invocano la "pulizia etnica contro i culattoni" (parole del leghista Giancarlo Gentilini) senza che il partito al quale appartengono prenda provvedimento alcuno, mentre a livello legislativo la totale impossibilità per le coppie omosessuali di essere riconosciute e tutelate, come avviene nella maggior parte del resto d'Europa, è innegabilmente una forma d'omofobia istituzionalizzata. La data è stata scelta perchè il 17 maggio 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità depennò l'omosessualità dall'elenco ufficiale delle malattie, un dato di fatto che ancora oggi trova le resistenze di certi ambienti e di certi personaggi che si ostinano a voler curare una condizione personale che fa parte dell'identità della persona e che parologia non è.

Molte sono le iniziative che sono state allestite anche quest'anno per sensibilizzare sul problema. A Bruxelles, sede del Parlamento Europeo, questo pomeriggio Ilga-Europe in collaborazione con la International Law Organization ha organizzato alla Royal Flemish Academy una lezione sul tema delle famiglie lgbt dal titolo Famiglie differenti, stessi diritti? tenuta da due accademici esperti del settore, la britannica Loveday Hodson dell'Università di Leicester e l'italiano Matteo Bonini Baraldi dell'Università di Bologna. Moltissime anche le iniziative in Italia organizzate dall'associazionismo impegnato nei diritti civili e lgbt. A Verona, città recentemente teatro di violenze di stampo nazifascista, Arcigay ha deciso di aderire alla manifestazione "Nicola è ognuno di noi" e di unificarla al posto dell'iniziativa precedentemente prevista a Treviso (dove opera come vicesindaco il suddetto Gentilini) sfilando nel corteo che partità dalla stazione Porta Nuova alle 15. A Bologna, intanto, è in corso "Stop omofobia", una tre giorni di informazione, sensibilizzazione e performance in strada promossa dagli attivisti del Comitato Bologna Pride e della rete QueeRing Bo, per ribadire che "l'omosessualità non è una malattia, ma una strada da percorrere consapevolmente". Domenica 18 maggio in piazza Nettuno "Nettuno mi può giudicare", una giornata informativa che vede coinvolte tutte le associazioni che, unite dal motto "per la laicità e l'autodeterminazione", hanno a cuore l'impegno contro le discriminazioni: Il Cassero, Arcilesbica, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Amnesty International, Sexy Shock, UAAR e altre, dando l'inizio a un percorso di lotta al pregiudizio e alla discriminazione che culminerà col Pride nazionale del prossimo 28 giugno per il quale giungeranno pullman da tutta Italia.

Gay.it - L'omofobia è una malattiaTante le iniziative anche a Roma. Il Circolo Mario Mieli si mobilita per "mettere in luce che in realtà ad essere ripugnante è l'omofobia stessa, e che essa debba essere scardinata nella sua logica sociale e combattuta apertamente." In tandem con l'Arcigay capitolina per questa sera alle 20,30 è stata organizzata presso la Casa del Cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni n. 1 (Villa Borghese) la proiezione di Altromondo di Fabiomassimo Lozzi, un documentario che "affronta in modo diretto e scomodo il tema dell'omosessualità in Italia, politicamente scorretto nel raccontare le tante sfumature di un mondo a molti sconosciuto ma non per questo invisibile". Sabato alle 17,30 presso la sede del Mario Mieli in Via Efeso 2/A Gianni Farinetti presenta Il segreto tra di noi, una vicenda familiare ambientata in una cascina delle Langhe di Bormida, a cui faranno seguito una performance dal vivo dell'attore e cantante Alessandro Fontana e poi la proiezione del film The Laramie Project, che riscostruisce l'assassinio dello studente americano Matthew Shepard, che nell'ottobre 1998 venne torturato e ucciso da due ragazzi in una località vicino a Laramie, nel Wyoming, in quanto gay. Domenica 18 maggio alle 19,00 un incontro col regista di Altromondo e con lo scrittore Antonio Veneziani, i cui racconti hanno ispirato il film. «L'omofobia non è uno slogan, - dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - ma vuol dire calpestare la dignità e la vita delle persone omosessuali e trans: occorre riflettere su quanto la vita di molti venga condizionata da una strisciante discriminazione, che si trasforma in insulti o in violenza fisica che vede come sfondo la famiglia, la scuola, le Università, i luoghi di lavoro. Per questo è importantissimo l'impegno delle Istituzioni verso la nostra comunità: apprezziamo la decisione del presidente Zingaretti di far aderire la Provincia di Roma alla rete READY delle pubbliche amministrazioni contro l'omofobia, augorandoci che la provincia diventi protagonista di tale rete, così come lo è stato il Comune negli scorsi anni.» Sabato 17 dalle ore 11 alle 20 l'Arcigay di Roma ha organizzato un gazebo informativo su queste tematiche in piazza di San Lorenzo in Lucina, dove verrà presentata la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line 800 713 713 dedicata al contrasto del bullismo omofobico nelle scuole e della discriminazione sui luoghi di lavoro. Dal canto suo l'associazione Di'Gay Project ha organizzato per il 16 maggio alle 18.30 la presentazione di "Omocidi, gli omosessuali uccisi in Italia", il libro di Andrea Pini che racconta le vittime della violenza omofoba e razzista negli ultimi dieci anni in Italia e che sarà presente per parlare di questo allarmente trend dalle cifre impressionanti (111 persone uccise nell'ultimo decennio per cause direttamente collegate alla sessualità della vittima).

Moltissime altre iniziative sono organizzate in questi giorni in tante altre città italiane, come Bergamo, Catania, Firenze, Pisa, Bari, Napoli, Perugia, Salerno, Siracusa, Trieste. Sono troppe per poterle elencare in modo dettagliato ma per un elenco completo si può consultare il sito Omofobia.it

La realtà politica e sociale riguardo l'omosessualità in Italia.




Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha recentemente affermato che in Iran gli omosessuali non esistono. Questo documentario, trasmesso il 18 febbraio dalla canadese CBC e sottotitolato da me in italiano, mostra la difficile situazione delle persone glbt persiane.



omofobia in Europa


Dedicato a Matteo, 16 anni,
UCCISO dall'ignoranza di "persone" come GiovanniBocconi, convinti che dietro ad un "Aggredisci il ricchione" detto sghignazzando non ci sia nulla di male...
Un mondo migliore...

APPELLO URGENTE ALLA COMMISSIONE EUROPEA


Care amiche e cari amici, come forse sapete la Commissione Europea sta elaborando una Direttiva europea anti-discriminazione estesa a vari campi della vita dei cittadini dell'Ue che è oggetto in queste settimane di confronti e solleciti da parte di Ong, Associazioni, Gruppi che si battono per i diritti civili in tutta Europa.
In occasione della giornata mondiale contro l'omofobia (sabato 17 maggio), insieme al Partito Radicale nonviolento e all'Assocazione Radicale Certi Diritti abbiamo promosso un Appello alla Commissione Europea, al Consiglio europeo, ai Governi dei paesi membri dell'Ue affinché la futura direttiva anti-discriminazione includa anche l'orientamento sessuale tra le ragioni di discriminazione da combattere, nei settori attualmente esclusi dal diritto europeo, quali l'accesso a beni e servizi (inclusa la casa), l'educazione, la sicurezza sociale (incluse la protezione sociale e i servizi sanitari), l'immigrazione e l'asilo politico.
Il testo dell'Appello lo potete trovare al seguente link www.radicalparty.org/lgbt_discrimination/form.php
Vista l'importanza, e qualche buona possibilità che le nostre richieste vengano accolte, vi chiediamo di aderire e di promuovere anche attraverso i vostri siti, mailinglist, amiche e amici l'Appello.
Grazie mille, speriamo di raccogliere quante più firme possibili.
Un caro saluto,
Sergio Rovasio, Segretario Associazione radicale Certi Diritti
Ottavio Marzocchi, Responsabile di Certi Diritti per le questioni europee; Membro intergruppo Lgbt al Parlamento Europeo

CALIFORNIA, SENTENZA STORICA: SI AI MATRIMONI GAY

SAN FRANCISCO - Con 4 voti a 3 la corte suprema della California ha deciso una sentenza storica abolendo il divieto ai matrimoni gay.
Ieri quindi è stata una data storica in cui la California diventa il secondo stato americano dopo il Massachussets a legalizzare il matrimonio tra omosessuali. La Corte ha abolito la prop 22, una legge votata dagli elettori che impediva il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La motivazione è che le unioni civili non sono sostituto accettabile per garantire la parità tra coppie. Tra 30 giorni, data della pubblicazione della sentenza si aprirà la stagione dei matrimoni gay in California, con l'eccezione degli istituti religiosi che non sono tenuti alla celebrazione degli stessi se contrari alla loro etica.

Il governatore Schwarzenegger si è detto a favore della sentenza e contrario all'iniziativa di referendum che vuole vietare nella costituzione i matrimoni gay.
E' un giorno di vittoria per Gavin Newsom, il sindaco di San Francisco che nel 2004 rilascio' 8000 licenze matrimoniali a coppie gay e lesbiche prima di essere fermato dalla corte suprema. Da lì iniziò un lungo processo di appelli alle varie corti per vedere riconosciuti i matrimoni omosex. Fino alla sentenza storica di ieri.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

giovedì 15 maggio 2008

15 maggio 2008 - Incendiati i campi rom a Ponticelli, alle porte di Napoli. I nomadi in fuga; gli abitanti del paese festeggiano. E'' iniziata la guer


15 maggio 2008 - Incendiati i campi rom a Ponticelli, alle porte di Napoli. I nomadi in fuga; gli abitanti del paese festeggiano. E'' iniziata la guerra tra poveri.

LA FIGLIA SI FIDANZA CON UNA RAGAZZA: LA MADRE TENTA DI ACCOLTELLARLA


PESARO (14 maggio) - Il fatto che la figlia sedicenne si fosse innamorata di una ragazza di 18 anni non è riuscita a digerirlo: al culmine di un litigio, le ha sferrato una coltellata all'addome con un coltello da cucina, per fortuna colpendo la fibbia della cintura che la figlia indossava. E' accaduto nel circondario di Pesaro, in una famiglia come molte altre: padre contabile in un'azienda, madre casalinga e tre figli studenti. La ragazza aveva confessato ai suoi di nutrire una passione amorosa per un'amica conosciuta da poco. Padre e madre erano rimasti scioccati dalla rivelazione e avevano tentato in tutti i modi di fare in modo che la figlia troncasse la relazione.

Qualche giorno fa (ma la notizia è stata resa nota solo oggi), all'ora di pranzo, l'ennesima discussione fra madre e figlia. In preda ad un raptus, la donna ha afferrato una lama e si è scagliata contro la ragazza, che solo per un caso non è rimasta ferita. Il padre si trovava in un'altra stanza e a chiamare il 113 è stata la sedicenne: «Venite - ha gridato all'operatore - mia madre sta andando fuori di testa... mi vuole ammazzare». Una volante è accorsa sul posto e per la madre è scattata una denuncia per tentate lesioni aggravate. Della vicenda sono stati informati sia la procura della Repubblica di Pesaro sia la procura dei minori di Ancona.

Fonte: il Messaggero

Cindy Lauper costruira un riparo per i giovani GLBT



Cindy Lauper ha annunciato che costruirà un rifugio per accogliere i ragazzi di strada della città di New York.

La casa, che si chiama True Colori, è il risultato di un partenariato con la cantante americana ONG's New York West End intergenerazionale Residence, e utilizzati per ospitare i giovani gay, lesbiche, bisessuali e transessuali da 18 a 24 anni.

A decisione è giustificata dal fatto che nella città di New York, circa il 40% della popolazione di strada è GLBT. Secondo lei, la più sconvolgente è a parte la sofferenza e la discriminazione in cui vivono, sono ancora spesso picchiato".

mercoledì 14 maggio 2008

USA SHOCK: TERAPIA ORMONALE PER I BIMBI TRANSGENDER

Fanno discutere le teorie dell'endocrinologo americano Norman Spack, direttore di una nuova clinica nata in seno al Children’s Hospital di Boston, che - prima negli Stati Uniti - offre trattamenti ormonali a bambini in età prepuberale che manifestano i disagi legati alla disforia di genere. La terapia mira a prevenire il normale sviluppo sessuale, tipico dell'adolescenza, ritardando la caratterizzazione sessuale dei giovanissimi pazienti che, in alcuni casi, hanno appena 7 anni di età. I trattamenti sono stati avviati in fase sperimentale ed impiegano ormoni che potrebbero portare ad una serie di preoccupanti effetti collaterali, inclusi spasmi e perdite ematiche, secondo quanto denunciato dal ricercatore Ari Taube, uno dei più accaniti critici del Dott. Spack. Secondo lo specialista, l'assunzione di estrogeni nell'infanzia potrebbe aumentare il rischio futuro di sviluppare cancro al seno e causerebbe l'infertilità nell'età adulta.

Non sono pochi a considerare Norman Spack come un abbietto criminale, e nonostante ciò alcune famiglie hanno deciso di affidarsi alle sue cure per aiutare i loro figli affetti da disforia di genere. E' il caso, ad esempio, di Robert e Danielle e del loro figlio Armand, che dalla tenera età di 2 anni sente di appartenere al sesso opposto e che ora, a 11 anni compiuti, ha intrapreso una terapia ormonale che ha bloccato il suo normale sviluppo, lasciandolo in uno stadio di preadolescenza praticamente asessuata. «In questa maniera si può letteralmente prevenire la differenza fisica fra maschi e femmine» assicura Norman Spack. Privato artifcialmente del testosterone, Armand è cresciuto senza peluria, la sua voce non è divenuta più profonda, non ha sviluppato il pomo d’Adamo e la crescita in altezza è rallentata. Ciò ha assicurato una nuova tranquillità al ragazzo, almeno secondo le dichiarazioni dei genitori, che raccontano di come il bambino abbia intrapreso una nuova esistenza, facendosi chiamare Violet e cominciando ad indossare abiti femminili. Il prossimo passo della cura sarà quello di sottoporlo ad iniezioni di ormoni femminili, che modelleranno il suo corpo assecondando la sua "predisposizione mentale". Rimane il fatto, però, che dare la possibilità di intervenire sul proprio sesso a ragazzi che ancora non si sono sviluppati completamente pone un dilemma etico imponente, che preoccupa molte associazioni e specialisti, nonostante la cura sia già stata sperimentata in Olanda con un certo successo. Il gruppo MassResistence, ad esempio, che in Massachusetts si batte contro gli eccessi della bioetica e in difesa dei diritti civili LGBT, si è schierato in maniera fortemente critica nei confronti del trattamento, arrivando a parlare di ''abuso su minori'' e di ''esperimenti medici degni dei nazisti''.

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