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mercoledì 16 luglio 2008

VIRILI AL VOLANTE


Chiedesi indagine onde capire motivi per cui l´Ospedale militare informò la Motorizzazione che il giovane Danilo Giuffrida, in quanto omosessuale dichiarato, non – dicesi non – era in possesso dei «requisiti psicofisici richiesti» per la guida, tanto da sospendergli la patente. Ora è intervenuta la condanna dei Ministeri della difesa e dei trasporti per discriminazione sessuale. Ma pregasi notiziare perché a giudizio di codesti Enti, tutti maiuscoli, un gay non fosse adatto alla guida. Sarà forse stato, nella psicologia buromilitare, uno slittamento progressivo del detto «donna al volante pericolo costante»? Evidentemente l´Ospedale, la Motorizzazione, il Minidif e il Minitrasp mantengono l´idea che per mettersi in strada ci vuole una certa virilità. Meglio, una virilità certa. Può darsi che gli Enti giudicassero più consoni alla guida atteggiamenti maschi come le corna, il medio alzato, gli insulti sanguinosi, i sorpassi a destra, il virile urlo «coglione!» dal finestrino. Ovvero vige il principio che l´omosessualità è sintomo di comportamenti instabili. E come noto non c´è nulla di peggio dell´instabilità: sbandamenti, dérapage. Problemi che in genere si risolvono con l´Abs. Ma anche, come avrebbe detto il rimpianto colonnello Buttiglione, con una guida da macho.

di EDMONDO BERSELL
di la Repubblica

martedì 15 luglio 2008

Yasmine, la trans perseguitata: «Adesso sono libera»

TORINO — Ci sono voluti sedici anni, ma alla fine Yasmine ce l'ha fatta. Ora è una giovane donna bionda, jeans e maglietta con il volto di Marilyn Monroe: «Devo ringraziare i medici italiani. Adesso sono libera». La sua è una storia che comincia a Istanbul, dove fin da ragazzo — quando ancora era un maschio per la famiglia e per la legge — sapeva di essere e di sentirsi una donna. A vent'anni, da studente di chimica, e dopo 18 mesi di servizio militare, le prime cure ormonali.

Jasmine, la trans perseguitata in Turchia (Emmevi)
Jasmine, la trans perseguitata in Turchia (Emmevi)
Ma clandestine, perché in Turchia ogni tipo di intervento per cambiare sesso era ed è vietato. Poi, lo scontro in famiglia e le persecuzioni, la difficoltà a restare nel quartiere di sempre e a trovare lavoro, l'intervento di chirurgia plastica imposto per mutilare il seno fatto crescere con i farmaci. «Una vera e propria tortura», l'hanno definita i medici italiani. Dopo le liti e l'operazione per cancellare la «vergogna», Yasmine, che nel frattempo si è laureata, trova il coraggio di fuggire.

Prima tappa l'Olanda, dove altre persone come lei le consigliano di spostarsi in Italia: lì, le spiegano, i medici sono specializzati e le cure gratuite per chi dimostra di averne davvero bisogno. Lei arriva a Roma dove, cinque anni fa, incontra un sacerdote, don Luigi Ciotti. Il suo Gruppo Abele accoglie da sempre ogni tipo di persone in difficoltà e Yasmine, che è rimasta intrappolata nel suo corpo di uomo-donna non ancora perfetto, si trasferisce a Torino per essere curata alle Molinette. Intanto, l'Italia le ha riconosciuto lo status di rifugiato «per discriminazioni sessuali» come è già avvenuto in passato anche per i gay che nel Paese d'origine subiscono persecuzioni. «Ho fatto ogni tipo di lavoro, le pulizie, la badante — racconta la donna, che ora ha 36 anni e un'identità, anche sui documenti, che corrisponde a quella che ha sempre cercato — pur di finire le cure e ottenere il mio obiettivo. Nel 2006, sono stata operata, ci è voluto ancora tempo per arrivare alla fine del percorso ma ora sono finalmente me stessa. Sono grata all'Italia. Rimpiango le mie sorelle, la mia città, ma laggiù non avrei mai potuto trovare aiuto, rispetto e cure». Adesso Yasmine cerca un lavoro e lotta per ottenere i documenti necessari a veder riconosciuti, almeno in parte, i suoi studi. «Non voglio più essere un'ospite in Italia, una "rifugiata", anche se è stato fondamentale per me. Ora sono una persona intera, ho un nuovo nome, troverò un lavoro migliore». Rimpianti? «È difficile innamorarsi e essere ricambiata. Anche se qui siete più liberi, l'unico ragazzo che ho avuto mi ha lasciata perché non aveva il coraggio di dire la verità in famiglia». La storia di Yasmine, donna e transessuale arrivata da Istanbul, non è isolata. Ieri alle Molinette il Centro per i Disturbi dell'Identità di genere ha fatto il bilancio dei primi tre anni di attività: cento pazienti curati, arrivati dall'Italia ma anche da Francia, Turchia, Brasile, Repubblica Dominicana, e trenta già operati con successo. «Curiamo chi ha bisogno di adattare il suo corpo alla sua reale identità — ha spiegato l'urologo Dario Fontana, che dirige il reparto — per arrivare all'intervento la strada è lunga e prevede cure e esami psichiatrici, endocrinologici e ormonali. Ma, alla fine, il risultato può cambiare la vita di queste persone».

Vera Schiavazzi
15 luglio 2008

sabato 12 luglio 2008

LE `GRAZIOSE` DI VIA DEL CAMPO, I TRAVESTITI CANTATI DA DE ANDRE` IN MOSTRA A CAPRI.

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa

(da "Via del Campo" di Fabrizio De Andrè)

"Via del Campo c'è una puttana, gli occhi grandi color di foglia, se di amarla ti vien la voglia, basta prenderla per la mano" canta De Andrè in "Via Del Campo" nel 1967. La via del centro storico di Genova, un tempo quartiere controverso che ospitava i travestiti della città, viene celebrata alla galleria Imperatore di Capri, dal 10 al 27 luglio con una mostra della fotografa genovese Lisetta Carmi.

E' lei nel 1965, ad entrare in contatto con "le graziose" cantate da De Andrè e a vivere fianco a fianco con loro per 6 anni. I loro drammi, le loro difficoltà, gli arresti e gli amori tormentati dei travestiti vengono immortalati dall'obiettivo della fotografa genovese.

Fra tutte la Morena, a cui è dedicata la prima strofa del brano di De Andrè. Di giorno ha un banco al mercato come Mario Dorè, di notte diventa donna e "vende a tutti la stessa rosa". Scatti che ci mostrano anche la Gitana, "capo" del gruppo di Via del Campo; Elena, che nella vita di tutti i giorni manovra una gru all'Italsider e di notte diventa una bionda femme fatale; e Pasquale, il gentleman napoletano che da uomo mette solo giacca e cravatta ma che quando si traveste non indossa altro che "straccetti".

Foto inedite che la Carmi aveva raccolto in un libro stampato solo in mille copie, dimanticato da tutti e mai valorizzato. Dieci anni dopo la pubblicazione del volume, fu Barbara Alberti ad accorgersi della bellezza degli scatti. Comprò tutte le copie del libro che stavano per andare al macero e le diffuse ovunque, regalando alla Carmi la notorietà che meritava.

E ora, a Capri, quegli splendidi portraits riprendono vita e si mostrano in tutta la loro poesia. Loro, quelle donne di Via del Campo, quelle che "tutta la notte stan sulla soglia", le donne dei versi di De Andrè.

redazione@gay.tv

CROAZIA. APPROVATA LEGGE ANTI-DISCRIMINAZIONI

Legge, sentenza, giudizio

(Apcom) - Il parlamento croato ha approvato la legge contro la discriminazione, suscitando lo sdegno della Chiesa cattolica. Malgrado le pressioni del clero, secondo il quale così si apre la strada alle coppie di fatto e all'adozione da parte di genitori omosessuali, a favore della norma ha votato una larghissima maggioranza: 117 deputati su 153.

Dando il via libera, il parlamento ha approvato un emendamento che prevede un periodo di tre mesi di monitoraggio degli effetti della legge. Dopo quest'arco di tempo, se sarà ritenuto necessario, saranno apportare delle modifiche. All'approvazione si è arrivati dopo una guerra di dichiarazioni tra la Chiesa e il vicepremier Jadranka Kosor, sostenuta da diverse ong, che ha difeso la linea dell'esecutivo.

Il clero di Zagabria si sente soprattutto tradito dall'Unione democratica croata (Hdz), la formazione conservatrice al potere che, tra l'altro, nella campagna elettorale delle ultime elezioni ha potuto contare sull'appoggio incondizionato degli ecclesiastici. Per rispondere alle critiche, il governo del premier Ivo Sanader ha ricordato più volte che prima del voto la Chiesa ha ricevuto donazioni statali per circa 15 milioni di euro. Stando alla legge approvata, qualsiasi discriminazione sarà vietata e sanzionata. L'adozione non rientra nella nuova norma. Questa la reazione del cardinale Josip Bozanic: "Sono semplici pedine tutti coloro che voltano le spalle ai valori cristiani in nome del potere, del danaro o del governo".

(Apcom)

venerdì 11 luglio 2008

Attualità - Picchiata negli Usa, insultata in Italia


La notizia è questa: una donna transessuale, Duanna Johnson, di Memphis (Usa) è stata picchiata brutalmente da un agente di polizia nello Shelby County Criminal Justice Center, dove si trovava in arresto con l'accusa di prostituzione.
"Lui stava cercando di farmi avvicinare a lui e io ho risposto dicendogli che quello che stava usando non era il mio nome, che mia madre non mi aveva dato il nome di 'frocio' o 'lui-lei'. Allora lui si è incavolato e si è avvicinato" racconta Duanna. E quando si è avvicinato ha iniziato a colpirla ferocemente sul volto più e più volte con il metallo del distintivo. Poi, dopo essersi allontanato un attimo, è tornato e l'ha colpita di nuovo e di nuovo. Alla fine l'ha ammanettata e lasciata a contorcersi di dolore sul pavimento.
A osservare la scena altri agenti (nessuno ha reagito...), ma soprattutto una videocamera. E le immagini sono finite nelle mani di Action News 5. Scoppia lo scandalo. FBI e polizia di Memphis aprono inchieste.
La notizia arriva anche sull'edizione internet de "il Giornale". Un titolo in prima pagina (riportato nell'immagine in alto): "Memphis, agente picchia viados: video". Ci clicchi sopra e parte il video del pestaggio. Neppure una parola, detta o scritta, di spiegazione.
Evidentemente per gli pseudo-liberali de "il Giornale" la violenza è solo uno show, un atto voyeuristico. E una donna transessuale è solo un viados. Parola che suona come un nuovo schiaffo sul volto della vittima.


trans e clienti, monito del sindaco: "attenti, abbiamo le vostre foto"

chiediamo se questa informazione è coerente.

Perché dovremmo, noi persone transessuali, senza diritti per quanto riguarda gli elementi fondamentali della nostra vita – il riconoscimento delle nostre relazioni, il rispetto del nostro habeas corpus – perché dovremmo pagare anche una tassa per vederci offendere e inseguiti come animali da caccia in un mostruoso e sanguinolento safari?


viado è in origine un termine slang insultante (da desviado: "deviato", "pervertito") e viene usato per designare in maniera spregiativa e offensiva omosessuali in generale.

RAVENNA - La prostituzione si combatte non solo con la repressione, ma anche con la paura. Almeno così pare a sentire le parole del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che per fronteggiare il problema delle ‘lucciole' in riviera ha rivelato di aver fotografato i trans e i clienti che con essi contrattavano una prestagione tra Lido di Classe e Lido di Savio. Foto che, dice il sindaco, "si trovano nel mio cassetto e serviranno da deterrente contro la prostituzione".

L'annuncio di Matteucci è destinato evidentemente a destare più di una preoccupazione tra le decine e decine di clienti dei trans che affollano, tra le vivaci

Contro la prostituzione maschile, ma non solo, Matteucci è pronto ad usare il pugno duro: "Controlleremo i permessi di soggiorno e andremo a verificare perché molti di questi viados sono registrati come badanti. Controlleremo severamente anche chi affitta loro gli appartementi". Già perché il problema della prostituzione nei due lidi ravennati non è solo in strada, ma riguarda anche condomini e appartamenti affittati dai viados per svolgere la propria ‘professione'.

Il sindaco di Ravenna, sotto il cui territorio rientrano le frazioni di Lido di Classe e Lido di Savio, si dice contrario a fare della prostituzione un reato, ma si dice convinto che sia giusto sanzionare chi si prostituisce per strada e i clienti che ne usufruiscono

COMUNICATO STAMPA - RIFLESSIONI SUL REATO DI PROSTITUZIONE


Il Ministro Maroni ha invitato pubblicamente alla riflessione riguardo il reato di “adescamento”, quindi di prostituzione. Nella speranza che l’invito non fosse esclusivamente rivolto ai Parlamentari, ci permettiamo alcune riflessioni che sottoponiamo al Ministro ed a chiunque dovrà assumersi responsabilità in merito all’argomento.

Come è noto, la prostituzione – specie quella “in strada” – è formata da donne in gran parte extracomunitarie e sotto trafficking e da persone transessuali, anch’esse spesso extracomunitarie e sotto trafficking (fatto che si vuol rendere poco noto per affermare l’immagine della “trans” che “batte” perché le piace farlo), ma con una più alta percentuale anche di italiane.

Come responsabili nazionali di AzioneTrans, la nostra competenza è più specifica per la prostituzione transessuale e su questa ci permetteremo alcune considerazioni più approfondite, dopo una più generale sul “reato di prostituzione” in sé. Pensare di mettere nelle carceri donne che spesso arrivano in Italia attraverso dei veri traffici di carne e sono costrette a prostituirsi, dovrebbe far ribollire il sangue ad ogni uomo e donna, di qualunque “colore politico” sia. Punire le vittime è operazione semplice ma inutile (dove sono tutte queste carceri femminili? Quanti giudici e processi?) ed ha il sapore pesante della beffa.

Per quanto riguarda la prostituzione transessuale - spesso la più biasimata dalla gente e dai media - per quanto riguarda le extracomunitarie valgono le stesse considerazioni fatte per le donne sotto trafficking.

Per le “trans” cittadine italiane che si prostituiscono, crediamo di poter dire senza tema di smentita, che considerarle criminali in uno Stato che non ha mai applicato le Direttive Europee e le pronunce della Corte di Giustizia Europea che, in modo esplicito, stabiliscono l’obbligo di applicazione delle norme sulle pari opportunità fra i sessi, anche per chi intenda o sia nel percorso di transizione da un sesso all’altro, rappresenti un vero accanimento anti umanitario, ai limiti della violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Invitiamo il Ministro Maroni e tutte le forze politiche del parlamento a riflettere sull’incredibile ingiustizia che comporterebbe punire chi si prostituisce perché non ha una chance di trovare lavoro. Potremmo elencare centinaia di casi di transessuali che, superati i primi test in Aziende che cercavano personale, sono poi state respinte perché con documenti “non in regola” (con cosa? In realtà sono perfettamente in regola secondo le leggi italiane) o “perché si vede” anche se già rettificate all’anagrafe.

Se prima non si mettono in atto tutte quelle disposizioni che obbligano alle pari opportunità anche per le persone transessuali, se non si combatte contro uno stigma sociale ingiustificato dai fatti (la transessualità non produce alcun danno alla comunità), se non si provvede a dare documenti adeguati anche a chi non possa o intenda sottoporsi ad una chirurgia “pesante”, se insomma, da una parte lo Stato induce alla prostituzione proprie cittadine e dall’altra le punisce, si determina un vero sopruso inumano ed ingiusto.

Ci permettiamo di ricordare al Ministro, al Governo tutto, che la richiesta di AzioneTrans su questi temi, presentata da poco al Comune di Roma, è stata fatta immediatamente propria dal sindaco, Gianni Alemanno, importante esponente dei partiti che compongono l’attuale Governo.

Attivarsi contro palesi ingiustizie, evidenti distorsioni di un sistema che rinchiude proprie cittadine nei ghetti, per la semplice condizione umana che vivono, non dovrebbe essere né di sinistra né di destra, ma di semplice buonsenso e umanità.

Rifletta sig. Ministro e riflettano tutti i parlamentari anche su questo, prima di procedere con norme che servono solo a stigmatizzare ancora di più, chi è costretta alla prostituzione e a nient’altro.

E per quanto riguarda la regolamentazione della prostituzione, pur essendo preferibile al reato, resta un “cerotto” che non interviene nell’unico processo che potrebbe contrastarla. Uno Stato attivo nel combattere tutte quelle situazioni sociali, culturali ed economiche, che portano donne e transessuali a vendere il proprio corpo.

Genova – Roma, 9 giugno 2008

Per AzioneTrans

Mirella Izzo Francesca Busdraghi

Presidente Nazionale Segretaria Nazionale

COMITATO GAY E LESBICHE PRATO CONTRO ARCIGAY


Le lesbiche e i gay del Comitato Gay e Lesbiche Prato intendono esprimere attraverso questo Comunicato le riflessioni generali e specifiche su quanto accaduto prima, durante e dopo il Pride Nazionale a Bologna.



Un elemento rilevante è la nostra solidarietà a Graziella Bertozzo, con la quale condividiamo l'attivismo e il sostegno ai temi portati avanti da Facciamo Breccia e sicuramente in prima linea anche da lei.

La nostra è un'associazione giovane, ma sappiamo che la nostra esistenza deve un GRAZIE a chi, come Graziella, da anni porta avanti il Movimento GLBT, con la propria vita, con il proprio sudore, con le risa, le lacrime, la testardaggine e la resistenza, l'opposizione ferma a qualsiasi forma di razzismo, di fascismo e di clerical-fascismo, di violenza. Un grazie al suo impegno volontario e disinteressato affinché tante persone possano beneficiare un giorno di uno stato migliore rispetto a quello di oggi.



Nel nostro statuto associativo abbiamo voluto ribadire il legame che intercorre fra impegno per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, trans e l'antirazzismo, l'antifascismo, l'anticlericalismo, la lotta del movimento delle donne. La violenza portata avanti dalla Destra neofascista e clericale nonché dal Vaticano ha la stessa matrice e affonda le sue radici nella violenza maschile sulle donne, nella xenofobia, nell'omofobia, lesbofobia, e transfobia. Per questo motivo riteniamo che non si possa dialogare con quelle realtà che negano i principi fondanti della nostra democrazia, come p. es. i gruppi neofascisti, xenofobi e razzisti, perché ciò significherebbe rinnegare i principi e i valori in cui crediamo e per i quali ci battiamo.



Purtroppo assistiamo ad episodi preoccupanti di intolleranza politica o di vera e propria violenza e discriminazione nei confronti delle minoranze, talvolta anche più deboli ed emarginate, vittime di questa nuova ondata razzista, xenofoba e omofoba.



Gli esempi potrebbero essere innumerevoli, ma ci fanno sentire particolarmente indignati/e l'episodio accaduto in piazza San Pietro agli/alle attivisti/e di Facciamo Breccia durante lo scorso Pride Roma 2008, fermati/e per aver srotolato pacificamente uno striscione e denunciati/e per manifestazione non autorizzata, la vicenda accaduta sotto il palco del Pride nazionale Bologna 2008 all'amica Graziella durante l'intervento di Porpora Marcasciano, le dichiarazioni sorprendenti della ministra Carfagna al suo esordio di governo, il progetto leghista di raccolta delle impronte digitali di cittadini e cittadine rom.



Non riteniamo in alcun modo condivisibile l'intervento di polizia per evitare che Graziella portasse avanti lo srotolamento d'uno striscione che aveva fatto sfilare con noi nel corteo del Pride e che rivendicava un fatto importante nella storia del Movimento GLBT italiano.



Ed in ogni caso è da ritenere spiacevole che sotto il palco di un Pride una donna lesbica sia stata portata via a quel modo, ci è sembrata una reazione esagerata e sfuggita di mano. Ed infatti all'inizio pensavamo che quanto accaduto sarebbe stato gestito proprio come un malinteso.



Prima del Comunicato del Direttivo del Bologna Pride avremmo voluto semplicemente chiedere alle lesbiche, ai gay, alle/ai bisessuali, alle/ai trans che hanno organizzato il Pride a Bologna, evento pacifico, soltanto di festa per alcune persone, anche di TESTARDA rivendicazione di PARITA' DIGNITA' LAICITA' per altre, di chiarire prima possibile quanto accaduto.



Ci sembra purtroppo grave che il Comunicato del Bologna Pride non abbia chiarito la spiacevolezza di quanto accaduto ed abbia avallato un'accusa del tutto infondata nei confronti di Graziella.



Un altro fatto importante che si è poi aggiunto è stato il Comunicato di Aurelio Mancuso che rappresenta Arcigay e di Francesca Polo che rappresenta Arcilesbica.



Dai Comunicati si evince la criminalizzazione di FACCIAMO BRECCIA, a cui il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha aderito fin dall'inizio, come tentativo di zittire le molte realtà GLBT che non si sono mai riconosciute o non si riconoscono più nel percorso politico di Arcigay ed Arcilesbica, e che non si vergognano mai di aver chiesto, di chiedere, di pretendere sempre PARITA' DIGNITA' LAICITA'. Ricordiamo peraltro che quest'ultima rivendicazione, divenuta poi uno slogan politico particolarmente incisivo ed efficace di tutto il movimento è entrata a pieno diritto nelle piattaforme dei Pride anche e soprattutto grazie al sostegno di FACCIAMO BRECCIA.



In questi comunicati si legge che FACCIAMO BRECCIA, e quindi il coordinamento nelle varie realtà anche GLBT che lo compongono e sostengono, realtà non tutte di Bologna, non ha collaborato al Pride Nazionale di Bologna. Parlando di collaborazione, ci sentiamo di ricordare alcuni avvenimenti passati che hanno contribuito a determinare lo svolgersi di fatti attuali:

Il percorso che ha portato al Pride Nazionale Unitario a Roma l'anno scorso e a quello Nazionale a Bologna quest'anno è iniziato con una riunione a Roma che ha escluso molte realtà presenti invece agli Stati Generali il 30 settembre 2006. Non sappiamo se sia stata una scelta determinata oppure una semplice svista, sta di fatto che la nostra associazione ha accettato quanto deciso, suo malgrado, da altre parsone e associazioni. Il Comitato Gay e Lesbiche Prato ha sempre sostenuto la necessità di avere i Pride Nazionali nella capitale, nessuno/a a gennaio 2007 ci ha chiamate/i. Tuttavia abbiamo partecipato alla creazione di un pride unitario, terminato il quale purtroppo siamo stati/e esclusi/e ancora una volta dalla discussione con il senatore Salvi a proposito dei CUS. Nessuno/a di noi aveva dato delega di rappresentarci ad Arcigay ed Arcilesbica.



Abbiamo partecipato ad una riunione il 6 aprile 2008 a Roma presso il Circolo Mario Mieli ed abbiamo espresso nuovamente il disagio per la nostra esclusione, tuttavia abbiamo condiviso che il Pride a Roma fosse locale e che il Nazionale fosse a Bologna. Questo anche perché alla fine della suddetta riunione la delegazione del Comitato Bologna Pride aveva affermato che avrebbe indetto, presumibilmente in data 20 aprile, una riunione aperta a Bologna per prendere parte ai lavori per la piattaforma del Pride. Non ci risulta di essere mai state/i coinvolte/i, non ci è mai giunta nessuna comunicazione per promuovere il Pride Nazionale, né ci è stato chiesto di esprimerci per esempio su temi come il puraido di Italo che non avremmo mai potuto né concepire né condividere e che ha determinato una reazione di grande stupore in molte associazioni e gruppi GLBT. Il Pride è sì momento di festa e rivendicazione per tante e tanti, ma Italo, da "buon" neofascista, non avrebbe partecipato a questa gioia; più probabilmente avrebbe tentato di bloccare il Pride come accaduto due anni fa a Catania.

La nostra associazione partecipa a FACCIAMO BRECCIA fin dall'inizio, ma da quanto si legge da Aurelio Mancuso e Francesca Polo saremmo state/i più di peso al Movimento che "fermento".

Il Comitato Gay e Lesbiche Prato non si è mai ritrovato nella politica di Arcigay ed Arcilesbica e non riteniamo necessario che il Movimento GLBT italiano debba essere rappresentato da una sola voce. La stessa FACCIAMO BRECCIA non è da noi vissuta come un'alternativa ad Arcigay/Arcilesbica e da che ci risulti non lo è mai stata.

Di volta in volta abbiamo ritenuto di partecipare alle manifestazioni promosse da FACCIAMO BRECCIA, abbiamo sfilato ai Pride nello spezzone di NO VAT.

Noi del Comitato Gay e Lesbiche Prato vogliamo un Movimento GLBT nazionale plurale e unitario ad un tempo (modello che ci pare presente in FACCIAMO BRECCIA) e non un Movimento unitario "istituzionalizzato" fittizio che si impone come unico referente politico di tutto il mondo GLBT. Il nostro desiderio è di poter partecipare con le nostre specificità e di poter essere fermento politico rilevante.

Affermiamo inoltre che la mancanza di dialogo e di discussione all'interno del Movimento GLBT nazionale e ancor peggio le lotte interne e gli ostracismi, come quello accaduto in questa occasione con la criminalizzazione di FACCIAMO BRECCIA, non portano sicuramente vantaggi al perseguimento degli obiettivi comuni che sono e restano l'affermazione e la rivendicazione dei diritti civili di gay, lesbiche, bisessuali e trans contro ogni discriminazione ed emarginazione.

Chiediamo quindi:

al Direttivo del Comitato Bologna Pride di chiarire un episodio uscito fuori controllo e che secondo noi è scaturito dalle divergenze fra Arcigay-Arcilesbica e FACCIAMO BRECCIA e che purtroppo la vicenda di Graziella Bertozzo ha in qualche misura catalizzato. Un episodio che sicuramente si sarebbe dovuto gestire diversamente, come divergenza nel modo di manifestare, non come attacco fisico e violento rivolto allo svolgimento del Pride, alla stessa stregua di un'incursione di fascisti di Forza Nuova.

Ad Aurelio Mancuso e Francesca Polo, ad Arcigay ed Arcilesbica, chiediamo di chiarire meglio quanto espresso nel loro Comunicato poiché l'attacco rivolto a FACCIAMO BRECCIA ci investe direttamente e sicuramente viene percepito e vissuto come ennesimo tentativo di voler prevalere come sola voce nel rapporto con la politica.

Inoltre riteniamo che i chiarimenti debbano esserci prima di tutto per impedire che Graziella Bertozzo subisca una denuncia infondata da parte delle autorità, fatto che sarebbe di grave ingiustizia per una persona che tanto si è prodigata nella sua vita per la causa del Movimento GLBT di questo paese.

Infine ad Arcigay e Arcilesbica chiediamo che non venga criminalizzato il fatto di avere un'altra idea di manifestare al Pride e soprattutto che si tenga conto delle peculiarità dei diversi Movimenti GLBT. Esprimendo il nostro dissenso nei confronti di Arcigay non ci auguriamo ovviamente che tale movimento scompaia, ma che rispetti il fatto di non essere la sola realtà rappresentativa degli ideali portati in corteo da tutte tutti e tutt* ai Pride.

Prato, li 07 luglio 2008

LUXURIA, PROSTITUZIONE, DIBATTITO SEGNATO DA DISCRIMINAZIONE DI CLASSE

'La discriminazione di classe si insinua anche nel dibattito sulla prostituzione''. E' quanto afferma Vladimir Luxuria, ex parlamentare del Prc commentando il provvedimento proposto dal governo in materia. ''Secondo il ddl del governo -spiega all'ADNKRONOS Luxuria- solo la prostituta proprietaria di una villa con ingresso indipendente e magari viale alberato potra' continuare ad esercitare la sua professione''. ''Sara' consentita -prosegue Luxuria- solo la prostituzione di lusso a prezzi alti per coprire le spese, per clienti facoltosi, gli altri si arrangino. La discriminazione di classe -evidenzia- si insinua anche nel dibattito sulla prostituzione: in barba alla legge Merlin sara' reato prostituirsi per strada e, per chi lo fa in un condominio, bastera' che si opponga anche un solo condomino per scacciarla, anche per motivi moralistici e non di effettivo disturbo, peggio ancora se transessuale. Gli effetti di questo ddl -conclude Luxuria- saranno solo maggior clandestinita'. criminalizzazione e violenza''.

VILLAFRANCA: LA GIUNTA DICE NO ALLA FESTA DELL'ORGOGLIO GLBT


A Villafranca la giunta dice no alla festa dell'Orgoglio gay lesbico transessuale. SIT IN di protesta contro una giunta omofoba. Domenica 13 luglio 2008 dalle 16.00 alle 23.00 davanti al Comune di Villafranca - C.so Garibaldi, 24 Villafranca.

Il circolo Pink denuncia la presa di posizione omofoba e razzista degna della solita destra che a Viullafranca senza il coraggio di motivarla politicamente impedisce la festa del Pride minacciando di chiusura il circolo privato che l'avrebbe ospitata.

Ringraziamo l'ArciKroen che ha messo a disposizione i propri spazi per lariuscita di questa festa e denunciamo il ricatto mafioso che la Giunta ha imposto al circolo stesso per continuare a lavorare sul territorio. La festa del Pink quindi è stata negata per la discriminazione di qualche zelante amministratore.

Teniamo a precisare che tutte le richieste e le norme burocratiche erano state rispettate dall'ArciKroen, cosa peraltro confortata dal fatto che già altre feste erano state fatte nelle settimane precedenti e con le stesse modalità da attori diversi.

La festa del Pink, il Pride, l'Orgoglio gay, lesbico e transessuale quello però non andava bene alla provincialotta Villafranca e quindi ecco da parte delle istituzioni locali la reazione scomposta e ingenua contro chi ospitava la festa e l'incapacità politica di affrontare chi quella festa l'avrebbe fatta.

Per rispondere a questo grave atto di discriminazione e di omofobia il Pink organizza per la giornata di domenica 13 luglio 2008 un sit in davanti al comune di Villafranca. Porteremo li il nostro Pride che a questo punto diventerà di protesta.

Invitiamo tutte le associazioni gay lesbiche e transessuali, le raltà di movimento, le persone , i gruppi ad unirsi a noi per rispondere colpo su colpo ad ogni forma di limitazione delle libertà individuali e di discriminazione messa in atto da delle Istituzioni sempre più razziste.

Vi comunichiamo inoltre che la festa fissata per domenica 13 luglio 08 presso l'Arci Kroen di Villafranca Verona non ci sarà anche per non mettere in difficoltà un circolo appena aperto e ricattato dalla Giunta sul proseguo delle attività future. Tutto viene spostato davanti al Comune di Villafranca.

Il Circolo pink di Verona

per adesioni: info@circolopink.it

per mandare una mail di protesta al sindaco di Villafranca FACCIOLI MARIO
mirko.faccioli@comune.villafranca.vr.it

giovedì 10 luglio 2008

La Camera boccia le pregiudiziali al Lodo Alfano. D'alema a Berlusconi: fatti processare

Atteso in serata il via libera al Lodo Alfano dalla Camera
Atteso in serata il via libera al Lodo Alfano dalla Camera

L'Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione al
ddl sul Lodo Alfano, la norma che blocca i processi per le quattro più alte cariche dello Stato. I voti a favore sono stati 230, 296 i contrari, 26 gli astenuti (Udc). L'Assemblea è passata poi all'esame all'esame degli emendamenti che sono circa 280. Il via libera al lodo Alfano dovrebbe giungere entro la serata.

D'alema: "soluzione pasticciata"
Il Lodo Alfano "è una soluzione pasticciata e confusa. E' una leggina che è un errore politico volto a tutelare l'interesse per presidente del Consiglio e lo espone al dibattito umiliante di questi giorni". Lo ha affermato Massimo D'alema in Aula durante la discussione del Lodo Alfano. D'Alema in aula ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.

Il Parlamento Europeo boccia le misure di emergenza sui nomadi

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato la risoluzione presentata dai gruppi del centro sinistra e liberaldemocratici che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani, con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti.

Il testo chiede al governo italiano di attendere il parere della Commissione Europea sulla misura, definita dalla risoluzione in contrasto con le norme Ue contro la discriminazione. Una richiesta di rinvio del voto, presentata dal Ppe, era stata precedentemente respinta dalla maggioranza dell'aula.

La Commissione Europea ieri aveva inviato una seconda lettera al governo italiano chiedendo "conferma" delle informazioni fornite dal ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso dell'incontro informale dei ministri della Giustizia a Cannes. Il commissario europeo alla Giustizia, la libertà e la sicurezza Jacques Barrot ha spiegato di aver ricevuto ieri sera una prima risposta. Una prima lettera era stata inviata il 3 luglio.

mercoledì 9 luglio 2008

Di Pietro in piazza

"Sequestro di funzioni parlamentari a fini estorsivi con ricatto e riscatto": questo secondo il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro è il 'reato' che sta commettendo il governo Berlusconi. Di Pietro dal palco della manifestazione di piazza Navona ha ricordato che "qui c'è la vera democrazia, la vera politica e non l'antipolitica". "Andate a rileggervi le proposte della P2 sulla giustizia - ha attaccato Di Pietro rivolgendosi alla platea -, una giustizia asservita al potere. Questo e' un comportamento da nuova P2 anzi vecchia perche' sono sempre loro, erano iscritti prima...".

"L'antipolitica - ha proseguito l'ex pm - è quando un pregiudicato si candida per non andare in galera e quando fa fare leggi per la propria impunita'". "Con tutti i problemi che ha il paese - ha attaccato Di Pietro - e' possibile che ci dobbiamo occupare solo di quelli di Berlusconi con la giustizia" perché "noi abbiamo bisogno di cariche dello Stato che siano innocenti e non impunite".

"Sono tra quelli che ha voluto organizzare quest'incontro - ha detto di Pietro in piazza - per far sapere al palazzo qua vicino che qui c'è la democrazia, la politica, non l'antipolitica , ogni volta che i cittadini si riuniscono in piazza per far sentire la proprio a voce questa e politica, ogni volta che un pregiudicato si candita per sfuggire alla galera quella è antipolitica".

Sulle leggi ad personam proposte dal governo Di Pietro ha promesso che: "abrogeremo queste leggi in volute in violazione della costituzione noi proporremmo un grappolo di referendum per abolire queste leggi informeremo i cittadini su quello che succede quando c'e' emergenza democratica si sta al fronte non si scappa".

Travaglio attacca Quirinale e Pd
Il suo intervento è intessuto di accuse e sfottò irriverenti contro Silvio Berlusconi ma il vero obiettivo di Marco Travaglio sono Quirinale e Pd, accomunati dall'accusa di accondiscendenza con il leader del Pdl. Anche se nel corso del pomeriggio l'applausometro di piazza Navona ha tributato il suo omaggio a Giorgio Napolitano è molto più forte l'ovazione che accoglie questa frase di Travaglio: "Fino ad ora il Quirinale ha firmato tutto, compresa l'aggravante razziale. Speriamo che la smetta".

Sono anche molto applauditi dalla piazza i continui riferimenti al centrosinistra, cioé al Pd, che dialoga con il premier che Travaglio descrive così: "E' come una mantide religiosa, fa una scopatina con un leader del centrosinistra e poi se lo mangia. Il bello è che ogni volta ne trova uno nuovo che gli va incontro sorridendo". "Quello di Berlusconi è il governo più ridicolo della storia: abbiamo un ministro della Giustizia, Alfano, che spara cazzate tutti i giorni e ha il record di aver presentato in un mese ben cinque leggi incostituzionali", ha affermato il giornalista Marco Travaglio. Per Travaglio Berlusconi in campagna elettorale ha fatto di tutto "per perdere ma quando lui arretra anche l'opposizione lo fa: la sua più che una vittoria è stato un sorpasso in retromarcia". Per il giornalista la sinistra in questi anni si è data il compito "di risuscitare ogni volta Berlusconi, anche quando appariva politicamente morto". Travaglio ha quindi criticato aspramente l'attività del governo in tema di intercettazioni e sul censimento dei nomadi definendo "orrenda" l'idea di prendere le impronte digitali dei bambini.

L'intervento della Guzzanti
Durissimo intervento di Sabina Guzzanti in piazza Navona, che ha contestato senza mezzi termini la questione del gossip sulle presunte intercettazioni che riguarderebbero le conversazioni di Berlusconi su alcune ministre. Per la Guzzanti, "è uno sfregio, mettila dovunque ma non alle Pari opportunità", ha detto a proposito di Mara Carfagna esprimendo un pesante apprezzamento. La Guzzanti ha iniziato il suo intervento cantando una filastrocca: "Osteria delle ministre...se a letto sei un portento figuriamoci in Parlamento". L'attrice sferra un duro attacco contro Papa Ratzinger. Per Guzzanti è anche colpa del Pontefice se il governo Prodi è caduto perché "è stata montata una polemica inesistente" sull'intervento negato al Papa all'università di Roma, mentre "non c'è un motivo al mondo per cui Ratzinger avrebbe dovuto inaugurasse l'anno accademico de La Sapienza".

martedì 8 luglio 2008

10 e 11 luglio - Meeting di San Rossore "Contro ogni razzismo"

Due giorni per "Capire le differenze, valorizzare le diversità". La Regione Toscana il 10 e l'11 luglio invita tutti a partecipare al Meeting Internazionale contro il razzismo a San Rossore

A 70 anni dalla firma delle leggi razziali, avvenuta proprio nella tenuta di San Rossore nel settembre del 1938, la Regione Toscana dedica l’edizione 2008 del Meeting Internazionale ad una approfondita riflessione sul tema del razzismo in ogni sua forma.
Oggi la paura è una presenza forte nell’opinione pubblica. L’immigrazione potrebbe essere un’opportunità, ma le difficoltà di integrazione sono tante e violenza e razzismo sono in crescita.

Per saperne di più: www.regione.toscana.it

Marco Travaglio - Il pizzo di Berlusconi