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mercoledì 18 febbraio 2009

L'appello di Arcigay


GUARIAMO L’ITALIA DAL PREGIUDIZIO

Siamo donne e uomini che operano nel mondo della comunicazione, della cultura, dello spettacolo, che vogliono reagire al tentativo di restaurare in Italia un clima di oscurantismo, imponendo una visione di maschile e femminile che non lascia spazio all’affermazione della personalità dei singoli, dei diritti civili e delle libertà.

In particolare è in atto una campagna che sostiene che si possa “guarire” l’omosessualità, attraverso fantomatiche e antiscientifiche “terapie riparative”, che vorrebbero riportare i gay, le lesbiche e i/le bisessuali ad una pretesa normalità.

Vogliamo riaffermare con serenità e fiducia che la storia non è passata invano. Difendiamo la laicità dello Stato, la conquista dei diritti delle donne, dei giovani, delle persone con diverse identità sessuali, etniche, religiose, come diritti umani fondamentali, patrimonio da salvaguardare e da promuovere.

Anche in Italia la società sta crescendo, attraverso un modo nuovo di organizzare e gestire le esistenze, le relazioni, le famiglie, i rapporti d’amore. Dignità e rispetto della persona restano i pilastri di questa società civile, l’amore l’elemento fondante delle nostre famiglie.

Aderiamo a questo appello che intende rinnegare i nuovi inquisitori, allargare l’orizzonte dei diritti, riconoscere l’amore al plurale, quell’amore di cui tutte e tutti siamo degni rappresentanti, fatto di responsabilità, di impegno reciproco, di fecondità, quell’amore che guarisce dalle ferite inferte dalla vera malattia sociale: il pregiudizio.

I nostri amori sono la dimostrazione di una felicità possibile ed autentica, che porta valore aggiunto ad una società che sta crescendo tra mille difficoltà, ma con un maggiore senso di responsabilità, più matura rispetto ad una politica spesso troppo sorda e cieca.

Nei nostri specifici ambiti, professioni, sentimenti personali, relazioni amorose, famiglie, intendiamo farci portavoci di una concreta realtà: anche in Italia è possibile una nuova stagione per i diritti civili e di libertà.

Sarà la miglior risposta alla volontà di far tornare il nostro paese ai secoli bui della censura, del pensiero unico, della violenza e discriminazione rispetto all’autodeterminazione delle persone.

Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali
Arci – Associazione nazionale
Arcigay, Associazione Lesbica e Gay Italiana
ArciLesbica – Associazione nazionale
Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali

Per ADESIONI:

ufficiostampa@arcigay.it

fonte:http://www.gay.it

POVIA OFFENDE I GENITORI DEI GAY


"Come presidente nazionale di AGEDO, associazione genitori e amici degli omosessuali, e mamma, una delle tante, tantissime, di un omosessuale, sono prostrata dalle parole indegne e poco rispettose della canzone di Povia, che si prende gioco di tutto il lavoro che noi facciamo da anni, cioe' quello di convincere i genitori che non esiste una loro responsabilita' nell'essere gay dei propri figli". E' quanto si legge in una nota di Rita De Santis, Presidente nazionale AGEDO che aggiunge: "Oltre alle inesattezze nei contenuti sulla psicanalisi, il brano fa riferimento all'omosessualita' come una condizione determinata da padri irresponsabili e madri oppressive.

Se cio' fosse vero il numero degli omosessuali crescerebbe esponenzialmente, quanti infatti hanno madri oppressive e i padri irresponsabili? La nostra associazione si occupa prevalentemente di genitori di gay, genitori lontanissimi dalla descrizione che ne fa Povia e che sono molto offesi da quelle parole. Chiediamo che Povia ci ripensi, quante volte abbiamo chiesto ai nostri figli di ripensare alle proprie scelte? Di non commettere errori? Glielo chiedono mamme e papa' stanchi che responsabilita' che non hanno vengano loro addossate come una colpe. L'omosessualita' quanto l'eterosessualita' dei nostri figli sono varianti naturali del comportamento umano. E' gia' gravoso di per se' sostenere i nostri figli gay, lesbiche, bisessuali, nelle difficolta' e nelle paure, essere due volte genitori, in un paese dove omofobia e discriminazione fanno ancora paura".

"Diamo a tutti e a tutte appuntamento alla manifestazione festosa Se M'Innamoro - conclude la nota - che si svolgera' per le strade di Sanremo sabato prossimo a partire dalle ore 15 in Corso Trento e Trieste, per mostrare tutti gli amori e difendere la dignita' dei nostri figli e delle nostre figlie".

fonte: Italpress

LAICITA


“Se ci si affida solo alla mediazione di potere, questo Paese avrà tra poco una legge contro il testamento biologico” ha esordito così Marco Cappato, parlamentare europeo e segretario dell’Associazione Coscioni, in apertura della conferenza stampa “Testamento biologico a Roma, subito!” svoltasi venerdì pomeriggio.
“L’unico modo di sventare questo tentativo – ha proseguito Cappato - è di appellarsi alla sensibilità dell’opinione pubblica che si è stretta attorno a PiergioGiorgio Welby, a Eluana e Beppino Englaro, a Luca Coscioni, a Giorgio Nuvoli e ai casi che questo Paese ha conosciuto, cercando di organizzarla e mobilitarla”.

L’obiettivo della conferenza stampa cui hanno preso parte Mario Staderini, membro della Direzione nazionale Radicali italiani, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, consigliere dell’Associazione Coscioni, è stato quello di divulgare la proposta di iniziativa popolare promossa dalla cellula Coscioni di Roma perché il diritto costituzionale di ciascun cittadino di scegliere le proprie terapie, venga rispettato e garantito. Perché ciò accada, l’Associazione Coscioni propone - attraverso una delibera depositata venerdì 6 febbraio - l’istituzione di un registro telematico dei testamenti biologici, facilmente aggiornabile e consultabile qualora ce ne fosse bisogno, da parenti, medici e magistrati, che fornisca la manifestazione certa e indiscutibile della volontà di ciascun cittadino in materia di dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari.

Dare la parola ai cittadini per fare capire alla classe politica quanto un argomento come questo sia vissuto e sentito nella vita quotidiana delle persone: questo lo scopo della campagna “100% liberi di scegliere” che a partire dal weekend del 20 e 21 febbraio – anniversario della morte di Luca Coscioni – inizierà su tutto il territorio romano e non solo, con incontri durante i quali si darà istruzione ai cittadini su come poter intervenire per poter difendere la propria libertà di scelta.

“Eluana Englaro ha subito 17 anni di calvari giudiziari per poter vedere riconosciuta la propria volontà” ha spiegato Mario Staderini. “Oggi invece, qualora fosse approvato questo registro telematico, tutti i cittadini avranno la possibilità di rendere pubblica la propria volontà”.

L’efficacia del registro telematico è insita nel poter creare una rete di “dialogo” tra i Comuni italiani, facilmente aggiornabile e accessibile. Altro elemento caratterizzante della proposta è quello di prevedere la spedizione ogni due anni da parte del Comune di residenza, di un’informativa alla persona che ha effettuato il testamento biologico in modo da rendere sempre attuale la propria volontà ed evitare che si possa temere che a distanza di tanti anni, la volontà non sia più riprendibile.

“Credo che ogni cittadino abbia ragione di dire “nessuno deve decidere per me”” ha dichiarato Mina Welby, membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni e delegata ai diritti umani al X Municipio di Roma. “Anche Piero, mio marito, non voleva che io decidessi per lui. Non voleva neanche che decidessi chi chiamare né chi dovesse assisterlo. Era tutto a potere suo e credo sia giusto che sia giusto che la persona, anche quando sofferente, debba avere il diritto di decidere”.

“Nessuno è costretto a compilare il testamento biologico – ha spiegato la Welby – ma è importante avere la possibilità di poterlo fare. C’è chi non se la sente perché non vuol decidere, perché non è capace, perché ha dei pregiudizi o perché un credente e la pensa diversamente, ma possiamo scrivere nel testamento biologico anche quello che vogliamo e non solo quello che non vogliamo. Fintanto che un malato è sveglio e cosciente, può decidere tutto, anche di non essere lavato, girato nel letto o messo seduto. Perché non potrebbe essere così quando non può più parlare o quando non è più capace di intendere e di volere?”.

“Non deve esserci alcuna strumentalizzazione dei disabili né pensare che in quanto tali non possano decidere” ha dichiarato Gustavo Fraticelli, pienamente d’accordo con la petizione avanzata.

“Non vogliamo scavalcare la legge nazionale – ha concluso Cappato – ma incidere su quella che verrà approvata e, a partire da Roma, vogliamo dare un segnale al Parlamento e al Governo perché lo Stato non si erga a giudice della vita dei cittadini ma ascolti e rispetti quello che davvero vuole il Paese”.

EMANUELA MEI
Fonte: RadioRadicale.it
“Se ci si affida solo alla mediazione di potere, questo Paese avrà tra poco una legge contro il testamento biologico” ha esordito così Marco Cappato, parlamentare europeo e segretario dell’Associazione Coscioni, in apertura della conferenza stampa “Testamento biologico a Roma, subito!” svoltasi venerdì pomeriggio.
“L’unico modo di sventare questo tentativo – ha proseguito Cappato - è di appellarsi alla sensibilità dell’opinione pubblica che si è stretta attorno a PiergioGiorgio Welby, a Eluana e Beppino Englaro, a Luca Coscioni, a Giorgio Nuvoli e ai casi che questo Paese ha conosciuto, cercando di organizzarla e mobilitarla”.

L’obiettivo della conferenza stampa cui hanno preso parte Mario Staderini, membro della Direzione nazionale Radicali italiani, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, consigliere dell’Associazione Coscioni, è stato quello di divulgare la proposta di iniziativa popolare promossa dalla cellula Coscioni di Roma perché il diritto costituzionale di ciascun cittadino di scegliere le proprie terapie, venga rispettato e garantito. Perché ciò accada, l’Associazione Coscioni propone - attraverso una delibera depositata venerdì 6 febbraio - l’istituzione di un registro telematico dei testamenti biologici, facilmente aggiornabile e consultabile qualora ce ne fosse bisogno, da parenti, medici e magistrati, che fornisca la manifestazione certa e indiscutibile della volontà di ciascun cittadino in materia di dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari.

Dare la parola ai cittadini per fare capire alla classe politica quanto un argomento come questo sia vissuto e sentito nella vita quotidiana delle persone: questo lo scopo della campagna “100% liberi di scegliere” che a partire dal weekend del 20 e 21 febbraio – anniversario della morte di Luca Coscioni – inizierà su tutto il territorio romano e non solo, con incontri durante i quali si darà istruzione ai cittadini su come poter intervenire per poter difendere la propria libertà di scelta.

“Eluana Englaro ha subito 17 anni di calvari giudiziari per poter vedere riconosciuta la propria volontà” ha spiegato Mario Staderini. “Oggi invece, qualora fosse approvato questo registro telematico, tutti i cittadini avranno la possibilità di rendere pubblica la propria volontà”.

L’efficacia del registro telematico è insita nel poter creare una rete di “dialogo” tra i Comuni italiani, facilmente aggiornabile e accessibile. Altro elemento caratterizzante della proposta è quello di prevedere la spedizione ogni due anni da parte del Comune di residenza, di un’informativa alla persona che ha effettuato il testamento biologico in modo da rendere sempre attuale la propria volontà ed evitare che si possa temere che a distanza di tanti anni, la volontà non sia più riprendibile.

“Credo che ogni cittadino abbia ragione di dire “nessuno deve decidere per me”” ha dichiarato Mina Welby, membro della direzione dell’Associazione Luca Coscioni e delegata ai diritti umani al X Municipio di Roma. “Anche Piero, mio marito, non voleva che io decidessi per lui. Non voleva neanche che decidessi chi chiamare né chi dovesse assisterlo. Era tutto a potere suo e credo sia giusto che sia giusto che la persona, anche quando sofferente, debba avere il diritto di decidere”.

“Nessuno è costretto a compilare il testamento biologico – ha spiegato la Welby – ma è importante avere la possibilità di poterlo fare. C’è chi non se la sente perché non vuol decidere, perché non è capace, perché ha dei pregiudizi o perché un credente e la pensa diversamente, ma possiamo scrivere nel testamento biologico anche quello che vogliamo e non solo quello che non vogliamo. Fintanto che un malato è sveglio e cosciente, può decidere tutto, anche di non essere lavato, girato nel letto o messo seduto. Perché non potrebbe essere così quando non può più parlare o quando non è più capace di intendere e di volere?”.

“Non deve esserci alcuna strumentalizzazione dei disabili né pensare che in quanto tali non possano decidere” ha dichiarato Gustavo Fraticelli, pienamente d’accordo con la petizione avanzata.

“Non vogliamo scavalcare la legge nazionale – ha concluso Cappato – ma incidere su quella che verrà approvata e, a partire da Roma, vogliamo dare un segnale al Parlamento e al Governo perché lo Stato non si erga a giudice della vita dei cittadini ma ascolti e rispetti quello che davvero vuole il Paese”.

EMANUELA MEI
Fonte: RadioRadicale.it

venerdì 13 febbraio 2009

LA STORIA DI SAN VALENTINO


' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.

I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino nato a Terni nell'anno 175 d.C. divenne così il patrono dell'amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l'unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con " dal vostro Valentino". Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.



una Batwoman lesbica prende il posto di Batman scomparso


I supereroi che combattono il crimine sono di varie fattezze umanoidi, ma fino ad ora non sono mai apparsi sotto forma di una donna lesbica.

La DC Comics, tuttavia, sta per buttare sotto i riflettori una lesbica dalla chioma infuocata che potrebbe spodestare l'ex Batman Bruce Wayne - che sembra aver sofferto di un incidente fatale nell'ultima serie di Batman.

Questa Batwoman, che di giorno si chiama Katherine "Kate" Kane, è descritta come una "tipa dai gusti lesbo che fa vita mondana la notte e sconfigge il male a notte fonda" e sarà la protagonista di una serie di dodici episodi che usciranno in giugno nel Regno Unito. Il personaggio di Batwoman è stato introdotto nel mondo dei fumetti per la prima volta nel 1956 come un possibile amore di Batman. Ma non si è scoperto che era lesbica fino al 2006, dopo che ha rivelato di essere stata l'ex amante di una donna detective.

Dato che la maggioranza di lettori di fumetti è maschile, ci chiediamo cosa sia passato per la testa di quelli della DC Comics per mettere Batwoman sull'altra sponda... A meno che, tra un combattimento e l'altro, non ci sia spazio per qualche titillante scenetta saffica.

ansa

"Contro la discriminazione"


MADRID (Spagna), 12 febbraio 2009 - Un club speciale, il Barcellona. Paga per avere lo sponsor sulla maglia, dando 1,5 milioni all'anno all'Unicef invece di riceverne una ventina da una grossa multinazionale. Versa un percentuale fissa del suo enorme fatturato alla fondazione del club perché investa in scuole e progetti sociali in giro per il mondo: lo scorso anno sono stati 2 milioni di euro. Ha cacciato dallo stadio gli ultras, che continuano a minacciare il presidente Laporta e la sua famiglia. E ha accolto tra i suoi club ufficiali la prima "peña" omosessuale. Lo scorso 8 febbraio sui muri del Camp Nou tra le centinaia di placche con i nomi dei club ufficiali dei tifosi del Barça ne è stata posta una nuova, quella della "Penya blaugrana de gais i lesbianes".
L'ESEMPIO TEDESCO - La Pbgl è stata creata seguendo modelli già esistenti in Germania, e l'idea è stata accolta senza problemi dal Barcellona, che ha approvato e sostenuto l'idea. Durante il passato fine settimana a Castelldefels, località di mare a due passi di Barcellona al Queer Football Fansclub Meeting si sono riuniti i rappresentanti di vari club gay legati al mondo del calcio. Un weekend di dibattiti, partite e iniziative varie culminati con la presentazione della placca al Camp Nou prima della partita con lo Sporting Gijon. Oltre che dalla Spagna i tifosi gay sono arrivati da Germania, Austria, Francia, Irlanda, Svizzera, Inghilterra. Il Qffm è stato organizzato dal Fare (Football Against Racism in Europe) e dalla Eglsf (European Gay & Lesbian Sport Federation) in collaborazione con il club del Barcellona.
CONTRO LA DISCRIMINAZIONE - In Germania il dibattito è aperto da anni, e tante squadre hanno i propri club gay. A Castelldefels c'erano i rappresentanti dei tifosi del Bayern Monaco, Bayer Leverkusen, Hertha Berlino, St. Pauli, Stoccarda, Karlsruhe, ma anche del Paris Saint Germain e della Football Association, la federazione inglese. "Non siamo una 'peña' normale - ha detto a Marca Pep Ribes, presidente della 'Penya blaugrana de gais i lesbianes' -, piuttosto un'organizzazione interessata a temi di omofobia e che vigila perché nel nostro club non ci sia alcun tipo di discriminazione. Vogliamo che il Barça, club pionieristico in tema di solidarietà, sia un mezzo per lottare per la normalità e contro la discriminazione. Mi sento male quando i tifosi urlano 'Guti maricon', per loro e per me. È un'offesa insopportabile, e come s'impediscono cori razzisti o fascisti così si dovrebbero impedire atteggiamenti omofobi. In questo senso abbiamo tanto da imparare dai tedeschi".

http://www.gazzetta.it
Filippo Maria Ricci

Gay Pride 2009

Circondata da un arcobaleno, la Lanterna, storico simbolo di Genova, sarà il logo del Gay Pride 2009, in programma nel capoluogo ligure il prossimo 13 giugno (ma la data potrebbe essere soggetta a modifiche, link in fondo alla pagina); il comitato organizzatore lo ha presentato ufficialmente.

«La Lanterna è il simbolo di tutti i cittadini, quindi anche noi “bulicci” genovesi abbiamo il diritto di adottarla» ha spiegato, usando un termine del dialetto genovese, il vicepresidente dell’Arcigay di Genova, Massimo Vianello, rispondendo alle critiche, scoppiate nei giorni scorsi soprattutto negli ambienti politici di centrodestra.


Con l’approvazione e la scelta della Lanterna, secondo gli organizzatori, si rivelerebbero anche infondate le insinuazioni di chi faceva notare che la sua forma fallica non sarebbe stata gradita negli ambienti dell lesbiche: il monumento sarà colorato di viola, il colore dell’Arcilesbica, e circondato da un’onda «rainbow», una forma tonda e femminile, simbolo della comunità Lgbtq (sigla che sta per lesbiche, gay, bisessuali, trangender, queer, intersessuali).

«È la luce dei tanti colori di Genova, città ricca di mille diversità che illumina non solo il Pride - ha spiegato Lilia Muras, dell’Arcilesbica nazionale - ma anche il Mediterraneo, dove spesso c’è necessità di affrontare il tema dei diritti».

Secondo quanto spiegato (link in cima alla pagina), nel logo vengono celebrati i quarant’anni di vita del movimento omosessuale: accanto alla Lanterna c’è un cerchio rosso con la scritta «40 anni in movimento». Riccardo Gottardi, segretario nazionale dell’Arcigay, ha ricordato che il 28 giugno del 1969, a New York, avveniva «l’ennesimo raid della polizia allo Stonewall Inn, bar frequentato da gay, ma soprattutto da transgender, e ci fu una ribellione»: fu la «rivolta di Stonewall».

«Quella notte di giugno è stata l’inizio di una svolta - ha detto Gottardi - e da quel giorno abbiamo fatto molta strada. Un compleanno che siamo orgogliosi di festeggiare in Liguria, dove il 5 aprile del 1972 è nato il movimento omosessuale italiano».

Per la prima volta, inoltre, il movimento include nel logo stesso del Pride esplicitamente anche le identità «queer» (termine “ombrello” per persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender) e «intersessuali».

In queste ore, infine, viene attivato il sito www.genovapride.it, dove nei prossimi giorni saranno pubblicate tutte le notizie sulle future iniziative.


http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com

Darwin celebrato da tutto il mondo


A duecento anni dalla nascita di Charles Darwin, la sua casa è diventata patrimonio nazionale e le isole che lo hanno condotto ad elaborare la sua teoria dell'evoluzione sono minacciate dall'eccessivo turismo.

Il bicentenario dell'uomo il cui libro "L'Origine delle Specie" ha trasformato la nostra concezione del mondo naturale è celebrato da scienziati, leader religiosi, storici, presidenti, ambientalisti e funzionari del turismo di tutto il mondo.

David Attenborough, i cui programmi televisivi sulla natura sono visti da milioni di persone nel mondo, ha dato una spiegazione molto semplice di questa eccezionale partecipazione.

"Senza Darwin, il mondo naturale avrebbe ben poco senso", ha detto a Reuters. "Darwin ha trasformato la storia naturale in una scienza".


L'importanza del naturalista del 19esimo secolo viene celebrata nella sua università di Cambridge, nella sua casa nel Kent -- adesso patrimonio nazionale -- e nelle isole del Pacifico al largo dell'Ecuador dove la sua teoria ha iniziato a prendere forma.

Migliaia di persone si sono recate alla più grande esibizione del lavoro di Darwin, al Natural History Museum di Londra, dove la maggiore attrazione è costituita da due ordinari uccelli imbalsamati provenienti dalle isole Galapagos, disposti su un cuscino di velluto in una vetrina all'ingresso:questi volatili hanno dato a Darwin la prima idea per la sua famosa teoria dell'evoluzione. Lo scienziato infatti aveva notato che gli uccelli erano leggermente diversi da un'isola all'altra, e aveva intuito che le specie con un antenato comune si evolvono nel tempo.

"E' la teoria più importante della biologia moderna, ed è fondamentale per il lavoro di tutti i nostri scienziati", ha detto Alex Gaffikin, che lavora al museo e ha aiutato ad allestire l'esibizione.

http://it.notizie.yahoo.comdi Peter Griffiths e Paul Casciato

martedì 10 febbraio 2009

Ciao Eluana


È la sera del 9 febbraio, poco dopo le 20. In Italia tutti parlano di lei. Al Senato si discute di un disegno di legge che vieti la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione a chi, come lei, è in stato vegetetativo. Il giorno dopo sono in programma manifestazioni nelle piazze: la gente vuole esprimere vicinanza a Beppino Englaro, alla sua battaglia. Difendere la Costituzione e i principi democratici che la determinano. Scontri, polemiche, dibattiti: tutto in suo nome. E mentre il mondo si agita, lei da questo mondo se ne va. Eluana Englaro alle 20 e 10 muore.

«Sì, ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo»: sono le poche parole, tra le lacrime, di Beppino Englaro. Solo, come è stato lasciato a lungo nella sua battaglia a difesa della volontà di sua figlia.

A chi gli ricorda che si è parlato molto di 'tutela della vita', Defanti risponde: «Quando mi agitano di fronte quelle due parole quasi a dirmi che io non tutelo la vita mi vengono i brividi. Io non sono un alfiere di morte, Beppino Englaro non tifa per la morte. Chi ha amato Eluana più di ogni altro sta solo rispettando le leggi e le sentenze. C'è troppa disinformazione sulle realtà cliniche e mediche come quella di Eluana. E c'è chi ha colto l'occasione per distorcere la realtà. Sento parlare di sofferenza non calcolata, di una donna sofferente e spenta da 17 anni che potrebbe avere figli, sono troppe le idiozie di questo tipo».

Eluana riposi, finalmente, in pace da. ( Giancarlo Pichillo.)

Quante schifezze abbiamo dovuto sentire, e quali danni ha provocato questa vicenda.
Così, per citare i più macroscopici: lo scontro istituzionale, l'annullamento della legittimità e sovranità della magistratura, lo sdoganamento del vero volto di Berlusconi che s'è giocato su un caso umano il suo potere da tiranno, l'arroganza e cattiveria della Chiesa che con le sue intrusioni provoca un conflitto istituzionale alla faccia dei rapporti Stato-Chiesa e della laicità dello stato, il dimenticatoio in cui è caduto il pacchetto sicurezza con le sue ronde private, la perdita del monopolio della forza garantito alle sole forze di polizia, i medici delatori, e ancora... il dimenticatoio che avvolge l'inadeguatezza di questo governo di ladri razzisti e criminali a reggere l'urto della crisi economica, della disoccupazione cavalcante, della precarietà fatta sistema, istituzionalizzata e quindi, per un gioco perverso e paradossale, stabilizzata.
Ho dimenticato qualcosa? Vogliamo ricordare che la legge sul testamento biologico è in parlamento da anni, che Veronesi c'ha perso gli anni, e che invece, come sempre, in Italia si legifera ad personam? Che schifo ascoltare "quelli per la vita", gli stessi che non alzano un dito per sconfiggere la pena di morte e che anzi la invocano (sempre contro gli extracomunitari, of course), o che partecipano alle nuove crociate che mietono vittime innocenti nei paesi già piagati da povertà e instabilità. I bambini, le donne e gli uomini di Gaza non se lo meritano il diritto alla vita di Eluana. Nossignore.
Non basterebbero 100 Gesù Cristo, con la loro umanità coraggiosa e la loro carica rivoluzionaria, a salvare questa nostra società ormai fascista e iniqua. Altro che liquidità.
Qui stiamo parlando di una nuova età del ferro.
Non bisogna mollare. Con la forza di una moltitudine resistente.
Eluana riposi, finalmente, in pace. Solidarietà piena alla famiglia.

con parole durissime è il presidente della camera e compagno di partito di Gasparri Gianfranco Fini, il cui comportamento, in questa vicenda, è stato impeccabile. "Gasparri - scrive in una nota - è un irresponsabile. Diovrebbe imparare a tacere". Pochi minuti dopo anche Schifani censura le intemperanze di Maurizio Gasparri, che tuttavia insiste: "Io sono una persona molto responsabile, che rispetta dalle più alte aurità istituzionali all'ultima persona in un letto d'ospedale".
Ma nonostante i Gasparri e i Quagliariello, la destra non ha alcuna intenzione di soffiare ancora sul fuoco. La conferenza dei capigruppo di palazzo Madama accetta la proposta che arriva dal Pd. La seduta riprenderà in mattinata con il voto sulle mozioni, ma intanto verrà messa in cantiere la legge sul testamento biologico, con l'obiettivo di prtarla in aula tra due settimane.
Neppure il Pd ci tiene a mantenere alta la tensione, e dunque rinuncia subito alla manifestazione "in difesa della Costituzione" convocata per il pomeriggio di martedì. Certo, Veltroni si era schierato contro la legge, ma lasciando libertà di coscienza ai parlamentari piddini e soprattutto rinunciando a ogni tentativo di ostruzionismo.






ROMA 14 FEBBRAIO «Ora basta!»: questo lo slogan con il quale Lorenza Carlassare, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Umberto Eco, Paolo Flores d'Arcais, Margherita Hack, Pancho Pardi, Stefano Rodotà hanno lanciato sulla rivista Micromega un appello per manifestare il 14 febbraio a Piazza Navona contro «la dittatura oscurantista». «La vita di ciascuno - è detto nell'appello - non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto di Berlusconi, trasformato in ddl dopo che Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa».

ROMA 14 FEBBRAIO «Cinismo, spregiudicatezza, 'cattiverià e tentazioni bonapartiste. Sono questi gli ingredienti che muovono il governo Berlusconi nella sua tetra strategia sul caso Englaro»: lo afferma Flavia D'Angeli (Sinistra Critica), invitando a fare del «No Vat Day», il 14 febbraio piazza della Repubblica a Roma, anche l'occasione di una protesta contro il premier.

fonte:http://www.unita.it
http://www.ilmanifesto.it/

venerdì 6 febbraio 2009

La più giovane transessuale al mondo a essere stata operata


BERLINO
La tedesca Tim Petras, a soli 16 anni, è la più giovane transessuale al mondo a essere stata operata per cambiare sesso. La procedura, portata avanti in gran segreto e pagata dal servizio sanitario nazionale, era stata autorizzata dopo che gli psicologi avevano confermato che si trattava «senza dubbio di una ragazza in un corpo maschile».

Così Tim (ora Kim), secondo quanto racconta il Daily Telegraph, iniziò dall’età di 12 anni la terapia ormonale, seguita ora, quattro anni dopo, dall’intervento chirurgico. «Mi è stato chiesto se ora mi sento una donna», ha affermato Kim, «ma in verità mi sono sempre sentita come una donna, ho soltanto smesso di stare nel corpo sbagliato». «So che il mio passato ritornerà sempre, ma spero un giorno di poter essere ricordata per qualcos'altro come la musica»
.

Al quotidiano britannico, la ragazza ha espresso tutta la sua felicità: «Ora posso andare al mare e indossare il bikini, andare in uno spogliatoio senza problemi, tutto è cambiato dopo questa operazione». In Germania per fare questo tipo di operazione bisogna raggiungere la maggiore età, ma Kim già a dodici anni aveva dimostrato, parlando con i medici, l'intenzione di farsi operare. Il Dr Achim Wuesthof, endocrinologo specialista degli adolescenti, ha detto al Daily Mail: «In base alla mia esperienza Kim è il più giovane paziente ad essere stato operato».


fonte: http://www.lastampa.it

Vladimir Luxuria: Luca non era Etero!

Povia porta a Sanremo la canzone del gay guarito e Vladimir Luxuria fa il verso su YouTube con il brano parodico “Luca non era etero”.
Luxuria aveva già presentato la canzone in alcune sue esibizioni dal vivo, ma ora quel brano è un vero e proprio videoclip, presente anche nel sito personale dell’artista ed ex parlamentare, sotto l’insegna Trans Sanremo.
Nel testo, la famiglia preoccupata che vorrebbe Luca come i suoi cugini –anche se loro si drogano-. Luca, candidamente risponde: «Mica sono malato, malato solo d'amore»

Arte ed Eros in mostra al centro di cultura gay

Verrà inaugurata sabato 7 febbraio alle ore 18 nei locali del Centro d´arte e cultura omosessuale (via Mattarella 64, Bagheria) l´esposizione “Erotica”, collezione d’arte contemporanea sul tema dell’Eros curata da Piero Montana.
In mostra le opere di Michele Allotta, Angelo Belvedere, Alessandro Di Giugno, Franco Castiglione, Carmela Corsitto, Lorenzo Guzzo, Marco Intravaia, Nino Maggio, Gina Nicolosi, Maria Rita Orlando, Natale Platania, Nino Rizzo, Maurizio Ruggiano, Salvo Parrucca, Giuseppina Riggi, Peppe Sabatino, Nuccio Squillaci, Valeria Troja.
La mostra, vietata ai minori di 18 anni, potrà essere visitata da sabato 7 febbraio a sabato 14 febbraio 2009 tutti i giorni, escluso il mercoledì, dalle ore 18 alle ore 20. L´ingresso è libero.

giovedì 5 febbraio 2009

Clandestini,Maroni:serve cattiveria (Nuovo razzismo, vecchio male)





I medici potranno denunciare all'autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Il Senato ha approvato l'emendamento della Lega al ddl Sicurezza che cancella la norma secondo la quale il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L'emendamento a firma Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio, ha avuto 156 sì, 132 no e un astenuto.

In particolare l'emendamento della Lega, all'articolo 39 del ddl sicurezza stabilisce che sia soppresso il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n.286 che recita: "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".

REGISTRO DEI 'CLOCHARD'
Nasce il "registro dei clochard". L'aula del Senato ha dato il via libera all'art. 44 del ddl sicurezza che istituisce il registro nazionale delle persone senza fissa dimora. I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro che verrà istituito presso il ministero dell'Interno. La disposizione che prevede la schedatura dei senza fissa dimora sarà avviata entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.

RONDE PADANE
L'aula di Palazzo Madama ha approvato l'articolo 46 del ddl sicurezza che istituzionalizza le cosiddette "ronde padane". Nella norma che ha ricevuto il via libera dal Senato si prevede, infatti, che gli enti locali saranno ''legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale''.

Ma, grazie ad un emendamento del Pd, primo firmatario Felice Casson, le ronde non potranno girare armate e non potranno ''cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio'' così come era stato previsto invece nel testo licenziato dalla commissione Giustizia del Senato.

IL SENATO APPROVA
L'Aula del Senato ha approvato con 154 voti a favore, 114 contrari e nessun astenuto il ddl sulla sicurezza del Governo. Il testo, che ora dovrà passare all'esame della Camera, prevede, tra l'altro, la tassa per il permesso di soggiorno da fissare in una cifra che potrà andare dagli 80 ai 200 euro.


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Berlino al via con Jude Law


Inizia la 59esima edizione del Festival di Berlino, che si concluderà il 15 febbraio con la consegna dell'Orso d'oro. Sono 18 i film in concorso che trattano l'amore in tutte le sue declinazioni, tanta famiglia e poi crimini di guerra, terrorismo e thriller. Grande attesa per la proiezione di sabato di "Rage" di Hans-Christian Schmid, un film collettivo in cui Jude Law è un irriconoscibile travestito, top model di punta di una casa di moda.


Ecco la prima immagine di Jude Law nel suo prossimo film 'Rage' della regista Sally Potter.

La pellicola, già terminata ma ancora senza data di distribuzione, sarà presentata in Concorso al Festival di Berlino (5-15 febbraio 2009) e segna il ritorno al grande schermo di Jude che, dopo 'Sleuth' aveva subito una battuta d'arresto. Ovviamente era al lavoro sui nuovi progetti: 'The Imaginarium of Doctor Parnassus' dove, insieme a Johnny Depp e Colin Farrell, era venuto in soccorso di Terry Gilliam in seguito alla scomparsa di Heath Ledger e l'attesissimo 'Sherlock Holmes' insieme a Robert Downey Jr, per il ritorno alla regia da single dell'ex marito di Madonna Guy Ritchie.


'Rage' è anche il rientro dietro la macchina da presa di Sally Potter, già regista dello straordinario 'Orlando con Tilda Swinton. Il soggetto di questo nuovo lavoro, come leggiamo nel sito ufficiale di Sally Potter, è "lo sfruttamento della bellezza nel raggiungimento del profitto. Annichilita dal marketing, attaccata dall'avanzare dell'età, truffata dal culto del mondo delle celebrities: l'Immagine è diventata tutto".


Jude Law interpreta il ruolo di Minx, una top model dalla bellezza sfolgorante che, con il dipanarsi della trama, si svela. Letteralmente. Pare che, man mano che Lui diventa una Lei, truccato e pettinato, aumenti il tasso di nudità in scena. "C'è stata molta forza in Jude, - continua la Potter - nel volersi mostrare così fragile e vulnerabile. E' stata una grande interpretazione". La storia, una tragicommedia, è ambientata in una casa di moda e filmata attraverso la telecamaera del cellulare di un ragazzo nei 7 giorni in cui, a causa di un incidente banale, si sviluppa un'indagine per omicidio.
Altri interpreti del film sono i premi Oscar Judie Dench e Dianne Wiest, Steve Buscemi, John Leguizamo, Lily Cole.

fonte:http://www.gay.tv