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mercoledì 12 agosto 2009

Luca Zaia vuole una Rai dialettale, che chiuda ai gay


”La Rai deve essere un canale per promuovere i valori della famiglia, non per veicolare la cultura gay o le unioni gay. Anzi sarebbe bene che le associazioni gay invece di mandare talvolta in televisione personaggi macchiette, si decidessero a rendere visibili personaggi meno appariscenti”. Lo dice il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, in un’intervista a Klauscondicio.

”In ogni caso – continua Zaia – la Rai non deve dare priorita’ al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensi’ seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”. Questo senza discriminazioni perche’ ”la tv deve dare spazio a tutti ma la priorita’ della Rai deve essere promuovere la famiglia”.

nel senso che noi non siamo assolutamente a favore di una cosa del genere. Il Servizio Pubblico deve interpretare la società pubblica, quindi tutto quello che è l'assemblea dei soci che sono i 60 milioni di italiani che hanno degli orientamenti chiari : la centralità della famiglia, l'ordine pubblico, le tradizioni e la cultura. Credo che le comunità gay in primis debbano mobilitarsi per evitare la spettacolarizzazione e la ridicolizzazione degli omosessuali in tv che ne fanno alcuni. Cosa che va solo a loro discapito”.

C'è un matrimonio gay legale in Italia "Ecco come sono riuscito a registrarlo"

di STEFANIA PARMEGGIANI

C'è un matrimonio gay legale in Italia "Ecco come sono riuscito a registrarlo"

L'atto di matrimonio

ROMA - In Italia esiste almeno una coppia omosessuale legalmente sposata. Non per una scelta illuminata della politica, ma grazie alla burocrazia. Che si è ingarbugliata e, scambiando un nome maschile per femminile, ha finito per inserire nei registri dello stato civile le nozze celebrate a San Francisco tra due uomini.

In attesa del verdetto della Corte costituzionale - chiamata in causa dal Tribunale di Venezia e da quello di Trento che hanno considerato fondate le ragioni delle coppie omosessuali che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio - dai faldoni dello stato civile italiano esce una storia surreale, fatta di equivoci e vita vissuta. Una storia che permette ai suoi protagonisti di dirsi sposati di fronte alla legge in un Paese in cui non sono riconosciute come tali neanche le coppie di fatto.

Protagonisti un bancario italiano di 36 anni e il suo compagno, consulente aziendale francese di un anno più giovane. Si conoscono a Francoforte dieci anni fa e subito decidono di convivere. Sono una coppia solida, affiatata, vera. Ma sulla carta non esistono. Si trasferiscono a Parigi, acquistano casa, la ristrutturano, fanno progetti per il futuro. Ricacciano in un angolo, come un pensiero fastidioso, l'idea che la loro unione per l'amministrazione pubblica non valga nulla. Poi il viaggio che cambia la vita, una vacanza a lungo progettata nel West America. E una coincidenza: il loro volo decolla a settembre, nei giorni in cui la California accetta di sposare coppie dello stesso sesso e non residenti. Il referendum che abrogherà questa possibilità non si è ancora svolto, a San Francisco gli omosessuali esibiscono i documenti e si giurano fedeltà nella gioia e nel dolore. Alla fine saranno circa 18mila le unioni celebrate in quella breve stagione di libertà, tra maggio e ottobre 2008.

"Tra queste anche la nostra - spiega il 36enne -. Il mio compagno inizialmente era titubante, saremmo stati soli, senza famiglia e amici. Io invece lo desideravo perché volevo sentirmi finalmente una persona 'normale', non più di serie B. Pensavo inoltre che la domanda di trascrizione in Italia mi sarebbe stata rifiutata: volevo ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, combattere una battaglia di civiltà".

Scelgono una cerimonia privata, senza testimoni, un treppiedi con la telecamera a riprenderli e l'emozione di sentire che l'amore non ha barriere: "Prima e dopo di noi c'erano coppie eterosessuali, nessuna discriminazione". Qualche mese più tardi inviteranno amici e famigliari in Francia per una festa in cui proietteranno il video della cerimonia. "Abbiamo chiesto al giudice di pace di poterci sposare sotto la cupola del municipio e quando gli abbiamo spiegato che non ci saremmo scambiati le fedi, perché le avevamo già da anni, ha replicato che non era importante perché quello che contava era il cerchio che formavamo e che da adesso in poi ci avrebbe unito".

Riconosciuta l'unione in America e assicurati i diritti in Francia - "Qualche mese dopo ci siamo pacsati" - restava un'unica cosa: cambiare lo stato civile in Italia, da celibe a sposato. "Ho seguito la trafila burocratica, rimandando il certificato di matrimonio a Sacramento affinché le autorità notarili californiane lo apostillassero (convalidassero). Dopo averli fatti tradurre da un traduttore giurato, ho raccolto i documenti e li ho spediti al consolato italiano in California. In America sugli atti di matrimonio non vi sono indicazioni sul sesso dei contraenti, ma solo i nominativi. Il mio compagno ha un nome che termina con la 'e', scambiato spesso per femminile. Non hanno fatto domande, hanno messo tutti i timbri che servivano e hanno inviato l'incartamento al ministero degli Esteri a Roma, che a sua volta ha convalidato e trasmesso tutto in Italia al Comune dove risulto come residente all'estero". L'atto di matrimonio viene trascritto e il trentaseienne non è più celibe: "Sono sposato, sposato a tutti gli effetti... Peccato solo che mio marito figuri come moglie".

La vecchia idea di trasformare se stesso in un simbolo per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali è ancora presente: "Ho deciso di rinviare perché ci vuole energia per spendersi in prima persona, ma prima o poi lo farò: è assurdo che in Europa basti passare il confine per trovarsi da sposati a celibi". A meno che, una volta tanto, non sia la burocrazia a venire in aiuto.
(10 agosto 2009
http://www.repubblica.it

venerdì 7 agosto 2009

Brasile al primo posto per omicidi di persone transessuale




Ogni tre giorni, una transessuale è uccisa su questo pianeta. Un dato terrificante dall' osservatorio che controlla le morti delle persone trans, un progetto della ONG internazionale Transgender Europa, TGEU, in collaborazione con la rivista virtuale Liminalis. 204 transessuali sono stati uccisi nel periodo di un anno e mezzo. Nel 2008, sono stati uccisi 121 transessuali, mentre nel primo semestre del 2009, il numero raggiunge ora 83 casi, il che implica che questo anno le morti violente supereranno quelle dell'anno scorso.

Quello che colpisce è che questo numero, anche se sorprendente, può essere molto maggiore in quanto i casi sono considerati sono solo quelli denunciati. Secondo il Centro, gli omicidi si verificano in tutte le regioni del mondo, ma la maggior parte si è verificata nel continente americano. Il 75% degli omicidi dei transessuali nel mondo è focalizzata in America latina, nel 2008, ed siamo già all'88% nei primi sei mesi del 2009.

Il Brasile, con 59 omicidi, e gli Stati Uniti, con 16 morti di transessuali, nel 2008, sono in testa all'elenco dei paesi con più reati, segue la Colômbia con 11 omicidi, Honduras con il 5, il Messico e il Venezuela con 4.

Nel suo primo mese del 2009, il Brasile è al primo posto con più omicidi, 23 morti. Poi il Venezuela, con 20, e Guatemala con 10. Il numero di transessuali assassinati in Messico è di 6. In Europa nel 2008 sono stati registrati 7 omicidi di persone transessuali. In Germania, in Portogallo e in Spagna è stato ucciso un transessuale, mentre in Turchia e in Italia sono stati segnalati 2 omicidi. Nella prima metà del 2009, vi è stato un omicidio da transfobia in Spagna, Russia e Serbia, mentre in Turchia sono segnalati 5 casi.

In Iraq con 3 omicidi, Malesia e Singapore con un caso, sono state teatro di morte violenta di transessuali nel 2008. Nei primi mesi del 2009, un solo caso è stato registrato in Asia, è successo in India. In Africa, secondo il Centro, si è registrato un solo caso in Sud Africa nel 2008. Questo non significa che in suolo africano non succedano questo tipo di criminalità. Ciò che accade è, che semplicemente, non sono registrati da nessuna parte.

http://www.athosgls.com.br/noticias_visualiza.php?contcod=27321

Transessuale ? LA STORIA NATURALE DELLA TRANSESSUALITA':






Con la parola transessuale si indica generalmente una persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello anagrafico e fisiologico.

Secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Manuale di Classificazione dei Disturbi Mentali, IV edizione, redatto dall'Associazione Americana degli Psichiatri) e l'International Classification of Diseases (a cura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, X edizione[1]), la persona transessuale, soffre di "disturbo dell'identità di genere" o "disforia di genere" (DIG). Questo senso di distonia e disforia nei confronti del proprio sesso di nascita può svilupparsi già nei primi anni di vita, durante l'adolescenza o, più raramente, in età adulta.


Il termine "transessuale" viene coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma diventa di uso comune dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, che diventa ben presto testo di studio universitario, in quanto è il primo libro che indaga sulla transessualità con un approccio anche nosografico, affermando che si tratta dell'unica patologia classificata come psichiatrica a non essere curata psichiatricamente. Lo psichiatra infatti non "guarisce" la persona transessuale facendola nuovamente sentire a proprio agio con il suo sesso di origine, bensì avviando la persona a cui è diagnosticato il "Disturbo dell'Identità di Genere" alle terapie endocrinologiche e/o chirurgiche per iniziare il percorso di transizione.

Tale discrepanza è da inquadrarsi nel fatto che per molti decenni fra la fine dell'800 e i primi venti anni del '900 la persona transessuale veniva effettivamente sottoposta a tentativi di "guarigione", ovvero di scomparsa del "disturbo", sia attraverso la psicoterapia, sia attraverso la somministrazione di ormoni del proprio sesso genetico.
Tali tentativi furono fallimentari e determinarono un numero elevatissimo di suicidi fra le persone transessuali che subivano tali trattamenti. Soltanto intorno al 1960 si iniziò a pensare che l'unica "guarigione" della persona transessuale si potesse ottenere adeguando il corpo alla psiche e non viceversa.

Il movimento transessuale mondiale rifiuta l'inquadramento psichiatrico della propria condizione pur essendo consapevole del fatto che la propria condizione richiede l'intervento della medicina per trasformare la "disforia" in "euforia" o comunque in una stabilizzazione accettabile della qualità di vita.


Condizione umana e sociale

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la realtà transessuale investe entrambe le direzioni di transizione: esistono quindi transessuali maschi transizionanti femmina e transessuali femmine transizionanti maschio. Internazionalmente si usa l'acronimo "FtM" per indicare i trans da femmina a maschio e "MtF" ad indicare le trans da maschio a femmina.

Sebbene la percentuale di transessuali MtF sia storicamente più elevata rispetto agli FtM, pur rimanendo anche attualmente inferiore allo 0,001%[senza fonte], è altrettanto vero che negli ultimi anni questa percentuale sta andando nella direzione della parificazione. L'apparente "inesistenza" dei trans "FtM" è dovuta sostanzialmente alla maggiore "indistinguibilità" che essi raggiungono con gli uomini genetici.

Le persone transessuali, in occidente, pur essendo considerate "malate", subiscono sovente forti discriminazioni in ambito lavorativo e sociale, anche per l'inadeguatezza delle attuali leggi nazionali sul cosiddetto "cambiamento di sesso", ma soprattutto per uno stigma sociale che prende il nome di "transfobia".

La transfobia, apparentemente può sembrare una traduzione equivalente dell'omofobia. In realtà i due fenomeni hanno origini diverse, espressioni diverse anche se condividono il destino della discriminazione. Un tentativo di distinguere i fenomeni "transfobia" e "omofobia" è stato fatto da Mirella Izzo, presidente dell'ex associazione Crisalide AzioneTrans onlus, nell'articolo "Transfobia e Omofobia: differenze e similitudini.

Lo stigma sociale della persona transessuale è in genere molto più elevato rispetto a quello riservato alle persone omosessuali. Inoltre è altrettanto più elevato per le trans da maschio a femmina rispetto ai transessuali da femmina a maschio. Le motivazioni che possono essere trovate per questo dato di fatto sono molteplici e controverse:



  • l'omosessualità è visibile solo all'interno delle tendenze sessuali ed affettive di una persona mentre la transessualità comporta una netta trasformazione del proprio corpo e pertanto provoca la necessità di una totale inversione di valutazione della persona;
  • la transessualità da maschio a femmina è più stigmatizzata di quella da femmina a maschio perché viviamo in una società prevalentemente maschilista nella quale rinunciare alla "virilità" costituisce una ferita più percepibile della rinuncia alla femminilità.

In ogni caso lo stigma sociale verso le transessuali MtF è tale da rendere difficile l'inserimento lavorativo delle stesse. Se a questo si aggiunge che spesso le famiglie ripudiano il figlio transessuale e i costi della transizione, diventa evidente una spinta della stessa società affinché la transessuale si dedichi alla prostituzione per sopravvivere.

La prostituzione transessuale è un fenomeno recente che peraltro mette in discussione anche la classificazione degli orientamenti sessuali.

A peggiorare la condizione delle persone transessuali è una sorta di circolo vizioso nel quale la società, attraverso lo stigma, spinge la transessuale alla prostituzione, la quale poi viene dalla stessa società identificata come il lavoro unico e possibile delle transessuali, con ciò rendendo l'immagine della persona transessuale equivalente alla prostituzione, all'oggetto sessuale, alla trasgressione.

Questo circolo vizioso alla fine determina il peggioramento dell'immagine globale che si ha della transessualità e quindi della transessuale in cerca di lavoro.

27 / 3 / 2008

Sul piano normativo, il nostro paese e’ fra i meno avanzati in Europa nel riconoscimento sociale delle persone transessuali. In Italia il processo autorizzativo è regolato dalla legge 164/82 che prevede un percorso di almeno cinque anni che passa attraverso perizie psicologiche, terapie ormonali e un lungo periodo di prova senza il diritto al cambio del nome. Solo in seguito possono essere presentate le richieste di autorizzazione al tribunale per il cambio di sesso e di identita’. Numerosi i quesiti sull’iter di questo percorso, da quali sono i professionisti a cui rivolgersi a come comportarsi con il datore di lavoro. Ne parliamo con la presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e il giornalista Francesco Palese, che ha realizzato una inchiesta, fingendosi una trans in cerca di un posto di lavoro.

http://altrevoci.blog.rainews24.it/2009/03/27/transessuali-in-italia/

Il percorso di transizione

Normalmente, allo stato attuale, una persona che si ritiene transessuale deve in primis rivolgersi ad uno psichiatra che diagnostichi il "disturbo dell'identità di genere". Solo dopo questa certificazione può rivolgersi all'endocrinologo per la terapia ormonale sostitutiva (estrogeni ed antiandrogeni per le trans MtF, testosterone per i trans FtM). Deve inoltre essere assente nel codice genetico ogni riferimento all'intersessualità o pseudoermafroditismo. Senza questa diagnosi l'endocrinologo non potrebbe agire in quanto, in questo particolare caso, il suo compito è quello di ammalare organi sani.

Successivamente, o in accompagnamento alla terapia ormonale, la persona transessuale MtF può sottoporsi a trattamenti estetici-chirurgici (rimozione barba, mastoplastica additiva, rimodellamento di naso e viso, ecc.). Di norma questi interventi vengono considerati "chirurgia estetica" e sono a carico della persona transessuale. Per i transessuali FtM di norma non vi è bisogno di chirurgia estetica.

Effettuato il trattamento ormonale, secondo la legge 164/82 la persona transessuale può richiedere al Tribunale autorizzazione agli interventi chirurgici di conversione sessuale (penectomia, orchiectomia e vaginoplastica per le trans; mastectomia, isterectomia, falloplastica o clitoridoplastica per i trans). Ottenuta sentenza positiva, la persona transessuale ha diritto all'intervento sui genitali a carico del SSN.

Effettuato l'intervento, la persona transessuale deve nuovamente rivolgersi al Tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Ottenuta la sentenza positiva, tutti i documenti d'identità vengono modificati per sesso e per nome, con l'eccezione del casellario giudiziario e l'estratto integrale di nascita, documenti che possono essere richiesti esclusivamente dallo Stato o da Enti pubblici.

Alla fine di questo percorso, per la legge italiana un transessuale da donna a uomo diventa uomo a tutti gli effetti, compreso il diritto a sposarsi e ad adottare. Lo stesso vale per la transessuale da uomo a donna. Si rende quindi assai difficile o addirittura impossibile risalire al sesso originario di una persona.

LA STORIA NATURALE DELLA TRANSESSUALITA':

infatti, dato che i difetti di nascita in generale fanno parte della natura, sarebbe impensabile di immaginare un'era di Uomini senza transessuali. Ci siamo sempre stati, e in ogni tempo, la storia ha ricordato questo fatto.

L'unico indizio che abbiamo di transessuali paleolitici può arrivarci considerando le società dei popoli aborigeni che ancora vivono nell'età della pietra. I pochi rimasti sulla terra, nelle foreste pluviali del Sud America, o delle rimanenti incontaminate lande dell'Africa, tutti hanno posizioni reverenziali per i transessuali che sono nati tra loro. In tali società, le persone transessuali sono considerate magiche, parenti stretti degli dei o spiriti, e possessori di poteri sciamanici.

Ogni società nella storia ha avuto qualche nome, ruolo o modo di relazionarsi ai transessuali, dall'antica Canaan, alla Turchia all'India, fino ai nostri giorni.

Gli esempi abbondano. Per esempio, nell'antica Roma esistevano i "Gallae", Frigi, adoratori della Dea Cibele..
Una volta fatta la loro scelta di genere e religione, i fisicamente maschi Gallae, correvano lungo le strade e gettavano i loro genitali estirpati nelle porte aperte delle case, come un atto rituale.
Il padrone di casa che riceveva questi resti li considerava una grande benedizione. In cambio, il padrone di casa avrebbe curato il Gallae fino al pieno ristabilimento fisico. Il Gallae poi riceveva in cerimoniale abiti femminili, e assumeva una identità femminile. Solitamente erano vestiti come spose, o in altri splendidi abiti.
In India le pratiche rituali per gli individui transessuali, continuano fino ai giorni nostri. Chiamate Hijiras, questa setta di persone adorava anche una Dea, e si sottoponeva ad una sorta di riassegnazione chirurgica primitiva. Le Hijiras erano trattate in modo piuttosto ipocrita all'interno della società Indiana in quanto erano tanto disprezzate quanto riverite nello stesso tempo.
Le Hijiras sono spesso pagate per presenziare ad una benedizione di matrimonio, e per agire come un consigliere sociale e spirituale, ma sono anche considerate meno degne degli eunuchi. Ancora, a causa di alcune circostanze, quali la condizione sociale, ad esse è accordato lo stato di vera femmina.

I Dine, o Navajo, del sudovest degli Stati Uniti, riconoscono tre sessi invece che due. Per i Dine, ci sono Maschi, Femmine, e Nadles, i quali sono considerati qualcosa come entrambi e nessuno dei due sessi. Mentre quelli nati interesessuati o ermafroditi sono automaticamente considerati Nadle, gli individui fisicamente "normali" possono definirisi come Nadle basandosi sulla propria autodefiniizione di identità di genere. I Nadle una volta possedevano il più grande rispetto prima che i Navaho venissero conquistati e la loro cultura fosse cancellata dalla assunzione forzata del Cattolicesimo.

Tra i Sioux, le persone Winkte avevano analoghe funzioni, e gli individui potevano assumere completamente il ruolo del loro genere preferito. Le femmine fisiche vivevano come uomini guerrieri, ed avevano mogli, mentre i maschi fisici vivevano le loro vite completamente come donne. Nella società Sioux nessuna speciale magia era associata a questa realtà, era solo considerata un modo di correggere un errore della natura. Le persone Winkte provvedevano anche ad una sorta di primitiva operazione di riassegnazione, e la storia registra il processo usato dai maschi fisici: cavalcavano per giorni su una sella speciale, particolarmente dura, fino a frantumare i testicoli ed ottenere una effettiva castrazione dell'individuo.

Essere transessuali nelle antiche culture richiedeva anche una speciale forma di coraggio, anche se la società poteva aver abbracciato la transessualità!

Che si trattasse di "Sererr" dei Pokotos del Kenya, di "Xaniths" dell' Islamico Oman, di "Mahu" di Tahiti, oppure di "Sekrata" del Madagascar, la storia è essenzialmente la stessa: la transessualità era un fatto di vita, ed un posto nella società era trovato per le persone disforiche di genere per essere se stesse.

La moderna classificazione della transessualità e l'intervento medico di riassegnazione sessuale è stato per la prima volta tentato in Germania nel 1930. Einar Wegener cercò un trattamento e fu operato. Successivamente, visse come Lily Elbe, ma non per molto... l'intervento chirurgico ebbe tragiche complicazioni.
Il primo ben conosciuto transessuale sopravvivente post operativo fu l'americano ex G.I. George Jorgensen, che divenne Christine Jorgensen nel 1953. Christine divenne il centro di un ciclone pubblicitario a dispetto del suo tentativo di evirtarlo,e fece una scelta "minore" piuttosto che capitalizzare una sfortuna. . Christine divenne la prima "transessuale mediatica" - o come alcune transessuali la considerarono - una "Trans Martire", e sofferse sia i benefici sia la maledizione della fama. Christine, come risultato, apparve in alcuni film di hollywood e divenne abbastanza celebre da portare il transessualismo fuori dalle "mura private" ("closet" in originale. ndt) e renderlo visibile alla società post-industriale.

Per decenni solo rari esempi individuali di medici osarono trattare i transessuali, mentre il mainstream della comunità medica considerava la transessualità un mero disordine mentale senza basi biologiche. Il primo professionista che davvero provò ad aiutare i transessuali con compassione e studi scientifici fu il Dr. Harry Benjamin. Il Dr. Benjamin studiò e curò con attenzione i casi di transessuali, dedicando la maggior parte della sua carriera al progetto. I risultati dei suoi studi attentamente documentati, fu pubblicato nel 1966 nel suo libro "Il fenomeno transessuale". Questo lavoro portò direttamente a quei benefici che noi, moderne persone transessuali, possiamo godere, ed aprì le porte a seri studi sulla condizione.
Attualmente il worldwide Harry Benjamin International Gender Dysphoria Association continua il suo lavoro, ed aiuta a fissare gli standard di cura per il trattamento dei transessuali da parte dell'establishment medico.

Recenti studi delle funzionalità cerebrali hanno fatto luce su importanti possibilità riguardo le cause della transessualità, e le tecniche chirurgiche così come tutti gli altri trattamenti continuano a crescere. La società sta lentamente diventando nuovamente accettante sull'inevitabilità della presenza transessuale al suo interno, e potrà ben accadere che il futuro possa portare un grande aiuto per le persone transessuali che nasceranno nei prossimi anni.

In poche parole: i transessuali sono sempre esistiti. Nel mondo antico, la transessualità era sia accettata sia rispettata. Attraverso il tempo, i transessuali hanno tentato di correggere l'errore dei loro corpi, con vari risultati. Il mondo moderno e tecnologico alla fine fornisce un reale chance per i transessuali di correggere per davvero e finalmente gli errori della Natura.

http://it.wikipedia.org/wiki/Transessuale


SCRITTE OMOFOBE A GAY. IT: CIRCOLO MARIO MIELI, PUNIRE COLPEVOLI


(AGI) - Roma, 5 ago. - "Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime la propria totale solidarieta' a Gay.it e a tutto il suo staff per le scritte omofobe apparse sulle porte e sull'ascensore della sede". E' quanto si legge in una nota diramata dal circolo per il quale "questo ulteriore atto di intolleranza nei confronti della comunita' lgbtq si inserisce in un clima di piu' generale minaccia alle persone gay, lesbiche e transessuali, complice l'assenza di una legislazione che le tuteli e che, proprio per questa mancanza di deterrenza legale, sfociano spesso in violenze fisiche".
"Ci auguriamo che le autorita' competenti siano in grado di individuare i colpevoli di questo atto vandalico e che vengano puniti in maniera esemplare", conclude il comunicato.
http://www.agi.it

Almodovar dice: "perché il papa non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos'é oggi una famiglia?


La rivista tedesca "Die Zeit" cita le dichiarazioni del regista spagnolo, a modo di consigli utili per il pontefice.

Con la sottile spreguidicatezza che esala pure dalle sue pellicole, Almodovar dice: "perché il papa non si fa una semplice passeggiata fuori dal Vaticano e guarda cos'é oggi una famiglia? E' del tutto folle non riconoscere come vivono oggi milioni e milioni di persone. Le mie famiglie sono più reali di quelle del papa perché vivono non in base a qualche dogma ma ai compromessi dell'esistenza".

Ancora Almodovar aggiunge: "nel mondo dei miei film non ha alcun peso che il papa riconosca solo la variante cattolica della famiglia. Da oltre 20 anni giro film in cui la famiglia è un gruppo di persone, al cui centro c'é un piccolo essere del quale gli altri si prendono cura, amandolo e soddisfacendo i suoi bisogni, a prescindere se questo gruppo é composto da genitori separati, travestiti, transessuali o suore malate di Aids".

Almodovar si trova in Germania per il lancio del suo ultimo capolavoro "Abbracci spezzati".

La sua filmografia, come le canzoni di De Andrè, sono un riconoscimento alle molteplici identità e inclinazioni che formano e compongono la nostra società: prostitute, drogati, disabili, vedove, amanti occasionali, ammalati e la lista potrebbe continuare.

Come non citare "Tutto su mia madre", dove Manuela è un'infermiera argentina che vive a Madrid con suo figlio Esteban, diciassettenne. Il giorno del suo compleanno Esteban viene investito da una macchina e muore sul colpo. Manuela allora si trasferisce a Barcellona alla ricerca del padre di Esteban: il transessuale Lola. Nella disperata ricerca di Lola Manuela sarà affiancata dall'amica Agrado (anche lei transessuale), da una giovane suora e un'attrice lesbica innamorata di una giovane tossicomane.

Va ricordato che Almodovar, all'età di nove anni emigrò in Estremadura e lì studiò presso i frati Francescani e Salesiani, etichettando tale esperienza come negativa; e forse qualcuno la chiamerebbe una ferita esistenziale non rimarginata.

http://www.zeit.de/index

giovedì 6 agosto 2009

9 agosto Trans Pride Day

Il giorno 9 agosto dalle ore 18 fino a tarda notte, si terrà la prima edizione del Trans Pride Day.
L’evento ha come scopo la sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche legate all’identità di genere e le varie sfaccettature, organizzato dall’Associazione Trans Genere con la collaborazione del Priscilla Caffè.

L’ evento si terrà a Torre del Lago (LU) ed è inserito nella più importante festa LGBT italiana, My Mardì Gras.

Il programma definitivo è visibile all’indirizzo:
www.transgenere.it/blog/index.php/trans-pride-day-2009/

Vi aspettiamo per celebrare con noi la festa dei diritti

Fabianna Tozzi Daneri e Regina Satariano

Fabianna Tozzi Daneri
Presidente Associazione Trans Genere
Via Aurelia Sud, 596
Torre del Lago Puccini - Lucca
Tel. e fax 0584.350469
Sito web: www.transgenere.it

mercoledì 5 agosto 2009

Volevo dire due parole su questo povero mondo.


Volevo dire due parole su questo povero mondo. Questo mondo lasciato andare alla deriva sociale da governi solo interessati a rimanere nei "parametri" economici che ci hanno follemente imposti, seguendo indici che non hanno ormai più senso. L'auspicio migliore che ci possiamo attendere è che il pil, indice di crescita economica, continui appunto a crescere, per sostenere poi che cosa? l'economia? E' ormai evidente a tutti che il pil non rappresenta più nulla, non è null'altro che un rozzo tentativo di rappresentare uno sviluppo, che richiederebbe ben altri parametri.

Però ci si ostina a cominciare ogni discorso economico, citandolo immancabilmente, ignorando sistematicamente discussioni ed analisi sull'efficacia dello stesso. Ci siamo condannati da soli alla crescita eterna.

Quindi deve esistere un motivo per cui ci si augura che il pil cresca sempre.

Anche un bambino delle elementari sa che nulla al mondo può crescere in eterno, esiste una crescita, una stabilizzazione ed un declino, la natura stessa delle cose lo conferma.

Allora deduco che la crescita eterna è necessaria per sostenere un debito che continua a crescere al ritmo di 15 miliardi di euro al mese, parlo dell'Italia ovviamente, per un ormai evidente ed assurdo patto di non belligeranza, tra gli interessi del potere economico (banche) e gli stati.

Quindi preferiamo sottrarre risorse, ad uno stato, che libero da "vincoli" ignobilmente sottoscritti all'unanimità (loro), potrebbe utilizzare, per cambiare la vita del mondo stesso.

Abbiamo visto ultimamente, dove può arrivare l'egoismo del potere economico, se lasciato libero di agire per l'esclusivo proprio interesse, può distruggere strati sociali di popolazioni, quasi fosse una peste moderna.

Il sistema di banche centrali private interconnesse, assurdamente fatte percepire come pubbliche, ed intese come organi di controllo dell'emissione monetaria, non fanno altro che il proprio interesse, spacciandolo per comune. Stabilità dei prezzi, controllo dell'inflazione, queste le giustificazioni più correnti, facendo credere che questa funzione, nessuno stato potrebbe assumerla. Si sa i politici sono corrotti.

L'indipendenza delle banche ! Indipendenza dal potere! Queste sono i dogmi di chi controlla tutto.

Salvo chiedere aiuto allo stato quando il gioco sfugge di mano.

Siamo proprio sicuri tutti che la nostra omertà su questi argomenti, sia eticamente corretta?

Che sia giusto non parlarne? Perlomeno avanzare qualche dubbio sul sistema.

Penso che oggi, si abbia l'occasione di ripensare in toto il sistema capitalistico del mondo intero, ricordandoci sempre che il tempo, la vita a nostra disposizione, implacabilmente si esaurisce, e ciò che lasciamo su questa terra, cioè i nostri figli, subiranno tragicamente le conseguenze delle nostre scelte, in parte già scritte.

Maurizio Ghignatti

Grillo168 - Noi: i cittadini

martedì 4 agosto 2009

Venezuela: Ondata di censura, Chavez fa chiudere 34 organi di informazione


Forte polemica nel paese, la deriva dittatoriale e' sempre piu' evidente

Caracas - Il governo del presidente venezuelano Hugo Chavez ha ritirato le licenze di 34 canali televisivi e stazioni radio, ufficialmente per “ragioni amministrative”, e ha sottolineato che altre 200 stazioni radio e televisioni sono nel mirino, rilanciando la polemica sulla libertà d’espressione in Venezuela.

Le televisioni e le radio colpite dal provvedimento hanno sospeso le loro attivita’ nel corso del fine settimana e centinaia di persone si sono radunate presso le loro sedi in segno di protesta.

“No alla censura”, si poteva leggere sui manifesti branditi dai dimostranti riuniti davanti agli uffici del gruppo CNB, un network radiofonico la cui attività è stata sospesa da Chavez, mentre su altri cartelli campeggiava la scritta: “popolo del Venezuela, apri gli occhi, è una dittatura!!”.

http://www.voceditalia.it

Chiesa Episcopale Los Angeles nomina vescovi 2 religiosi gay


LOS ANGELES (Reuters) - I vertici della Chiesa episcopale di Los Angeles hanno nominato vescovi due religiosi, un uomo e una donna, dichiaratamente omosessuali con una decisione destinata ad acuire le tensioni nella Comunione anglicana di tutto il mondo.

La decisione segue l'annuncio di sabato scorso da parte della Diocesi episcopale del Minnesota della scelta di tre candidati a vescovo del Minnesota, tra i quali c'è anche una religiosa lesbica di Chicago.

Le nomine giungono poche settimane dopo che la Chiesa episcopale, ovvero il braccio americano della Comunione Anglicana che conta 2 milioni di fedeli, ha eliminato il bando de facto sulla consacrazione a vescovi di religiosi gay.

La decisione viene considerata da alcuni come una sorta di "tregua" tra le fazioni liberale e conservatrice all'interno della Chiesa episcopale e della più vasta Comunione anglicana che conta 80 milioni di fedeli in tutto il mondo.

La Diocesi episcopale di Los Angeles ha detto sul proprio sito Web di aver nominato sei religiosi in vista dell'elezione del prossimo dicembre di due aiuto-vescovi, che ha il compito di assistenti del vescovo di una diocesi.

L'unità della Chiesa è stata oggetto di pressioni dal 2003, quando la Chiesa Episcopale ha consacrato Gene Robinson del New Hampshire primo vescovo della storia Anglicana noto per avere una relazione gay.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE57204D20090803

A Tel aviv l'ultimo saluto alle vittime del odio.


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Tra commozione e sdegno centinaia di cittadini hanno partecipato in Israele ai funerali delle due vittime dell’attacco nella sede 'Agudah, Associazione israeliana per i diritti del singolo, dove si riuniscono da più di 15 anni molte persone della comunità lgbt israeliana.

Mentre parte del paese è sotto choc per l’aggressione, la polizia sta dando la caccia all’uomo che con il volto coperto, sabato scorso, ha fatto fuoco su un gruppo di giovani, uccidendone due, Fonti mediche hanno riferito che uno dei dodici ragazzi rimasti feriti durante la sparatoria accaduta nel circolo è morto. Uno degli undici rimasti è in gravissime condizioni e rischia di non superare la giornata. Le vittime dell'attacco contro la comunità lgbt, ora sono tre.

Il Parlamento israeliano molti partiti concordano nel dire che la strage è da considerarsi ‘un vero e proprio attacco alla democrazia’; parole di piombo anche e soprattutto da parte del Capo dello Stato, Peres, dal primo ministro Benyamin Netanyahu, e dai rabbini capo di Israele, Yona Metzger e Shlomo Amar. Mentre la polizia è alla forsennata ricerca dell’individuo che ha compiuto l’orribile gesto, la strada principale che si inizia a battere è proprio quella legata all’omofobia. Il capo della polizia, Shahar Ayalon, ha detto che, in sua ipotesi, ’crede sia un episodio di stampo essenzialmente criminale’.


sabato 1 agosto 2009

Il Consiglio federale di Rio punisce psicologa che offriva terapia per 'curare' l'omosessualità


RIO - Una psicologa a Rio è stata punita da parte del Consiglio federale di Psicologia (PCP) per aver offerto una terapia di "cura" all'omosessualità maschile e femminile. Alves Justino Rozangela è accusata di trattare l'omosessualità come una malattia, che contraddice una risoluzione pubblicata dieci anni fa dal Consiglio, che vieta e condanna l'indicazione di qualsiasi "trattamento" o "cura" per i gay. L'avvocato della psicologa ricorrerà in giudizio.

Utilizzando parrucca e occhiali da sole, ha lasciato il tribunale dicendo che non vuole essere stigmatizzata dal movimento omosessuale. Il presidente della Associazione di Sostegno all' essere umano e alla Famiglia (ABRACEH), la psicologa ha detto che si sente censurata.

-"Non mi hanno impedito di agire come una professionista, ma mi hanno impedito di svolgere il lavoro che faccio da 20 anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l'omosessualità una malattia, e garantisce che qualsiasi persona può richiedere il trattamento. Sono specializzata in psicologia clinica, e non mi occupo solo di questi casi" - Rozangela ha affermato che, molti dei più noti professionisti del Brasile ricevono pazienti con questa richiesta.

- Gli psicologi non offrono questo servizio, ma chiunque può trovare un professionista che applichi tale trattamento. Penso che ci siano psicologi in tutto il paese che vogliono che questo diritto sia garantito.

-Nel suo blog personale, la psicologa definisce l' ABRACEH come un'associazione composta "da parte di professionisti, istituzioni e consulenti che valorizzano la persona umana, dal concepimento alla morte naturale, e della famiglia, secondo i principi cristiani". Anche nel suo blog, la psicologa dice che "la cura è una psicoterapia a lungo termine, tuttavia, afferma che esiste la possibilità di uscita dalla omosessualità per coloro che vogliono lasciare volontariamente. Una petizione che circola su Internet a favore di Rozangela ha avuto circa duemila firme.

La punizione inflitta dalla PCP è stata applicata dal Consiglio regionale di Psicologia di Rio.

- "Si auspica che, dopo ciò, non ripeta la pratica" - ha detto il presidente del Consiglio federale di Psicologia, Humberto Verona.

Verona ha detto che il Consiglio federale di Psicologia non potrebbe estendere la pena, revocando la registrazione professionale da psicologa, perché si tratta di un organismo ricusatorio.

Il Consiglio controllerà che questa pratica di cura, non venga più eseguita, in caso contrario, potrà subire un nuovo processo.

fonte:http://oglobo.globo.com/rio/mat/2009/07/31/conselho-federal-pune-psicologa-do-rio-que-oferece-terapia-para-curar-homossexualismo-757054792.asp

Bocca Mafiosa

Caldo afoso, sindaco transgender nella bufera per aver indossato un abito troppo sexy


Stu Rasmussen, il primo sindaco transessuale nella storia degli Stati Uniti d'America, eletto nella cittadina di Silverton nell'Oregon, proprio nello stesso giorno in cui il Paese eleggeva Barack Obama alla presidenza.
E' sotto accusa per aver indossato un "vestito sexy" a una riunione del consiglio direttivo della gioventù.
Il sindaco Stu Rasmussen, per difendersi ha detto:
"Nel giorno incriminato, la temperatura era di 32 gradi, con umidità superiore al 50%. Il caldo era appiccicoso,
Il mio abbigliamento , era perfettamente adatto alle circostanze; durante il giorno,ho ricevuto molti complimenti per l'abito indossato