Translate

venerdì 4 settembre 2009

SAN VITTORE, GUARDIA ABUSA DI UNA TRANS


MILANO - Abusi sessuali, violenza fisica e psicologica su chi può solo sottostare. L'aguzzino, secondo la Procura della Repubblica, un agente penitenziario di San Vittore, la vittima, una detenuta, transessuale. Un'indagine difficilissima, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Isidoro Palma e che attende la verifica dell'incidente probatorio davanti al giudice delle indagini preliminari Guido Salvini. Perché da una parte c'è lo stimato graduato, 35 anni sulla breccia senza demeriti, e dall'altra una transessuale brasiliana, con condanna a cinque anni per rapina. Due parole con peso diverso? Il pubblico ministero, dopo un'istruttoria vasta, accusa l'agente di custodia e individua quattro specifici episodi avvenuti nello stanza dei sotto-ufficiali del carcere di San Vittore, a due passi dall'infermeria tra il giugno e il settembre del 2008. Episodi, non denunciati, ma confessati, all'inizio, dalla stessa trans brasiliana a un operatore carcerario, che non se la sente di prenderle alla leggera, che stila una relazione, che attiva un'indagine condotta dalla stessa polizia penitenziaria, che confluisce in un fascicolo della Procura della repubblica per violenza sessuale aggravata. LA VITTIMA, la transessuale, si comporta con le modalità di chi non sa se può o non può: inizialmente nega anche ai suoi compagni l'esistenza dell'inchiesta, ma al pubblico ministero racconta i particolari di quelle quattro volte col secondino. Che lo prelevava dalla cella e lo faceva entrare nel locale dei sotto-ufficiali. Un pomeriggio alle quattro, durante un cambio guardia, poi altre tre volte, di notte e nei fine settimana. la detenuta riporta la stessa versione a un funzionario del consolato brasiliano, la riferisce in una lettera a una amica detenuta e trasferita in altra prigione. Per capire la portata delle accuse, si interrogano tutti le transessuali in quel periodo detenuti: e nessuno dichiara di avere subito abusi. La conferma della versione della giovane giunge da un altra detenuta, italiana,che invece conferma agli inquirenti la storia, se non altro perché la stessa ragazza gliel'aveva raccontata in tempi non sospetti. L'indagato dichiara assoluta estraneità ai fatti, i suoi colleghi lo sostengono, dichiarando che sarebbe impossibile, dentro San Vittore, condurre un detenuto dalla cella al locale delle guardie, senza essere notati.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=82605

Forbes,Rio e' la citta' piu' felice


Roma dopo Barcellona e Madrid ma batte Parigi e Buenos Aires

(ANSA) - ROMA, 3 SET - Rio de Janeiro e' considerata la citta' piu' felice al mondo, seguono Sidney e Barcellona. Roma e' 8/a, ma batte Parigi e Buenos Aires. Lo dice la classifica stilata dalla rivista Forbes, basata sul sondaggio di un'azienda Usa di ricerche di mercato, la Gfk, che ha raccolto le opinioni di 10 mila persone sparse in una ventina di Paesi, in giro per il mondo. Il giornale sottolinea che si tratta di una lista su come queste citta' vengono percepite nel mondo, non su come sono nella realta'.

http://notizie.it.

martedì 1 settembre 2009

GISELLA LA PIU’ BELLA TRANS DI ITALIA, INCORONATA SABATO AL PRISCILLA




Si è tenuto Sabato 29 agosto, nello Spazio Eventi del Priscilla Caffè a Marina di Torre del Lago, la manifestazione del Miss Trans Italia 2009, giunto alla sua 17° edizione.

Gisella, ballerina per passione, e per professione, ventidue anni, brasilana di origini, gli occhi come due stelle. Era arrivata a Torre del Lago da Treviso, dove abita e lavora, in ritardo di ben tre ore, ed ha rischiato di non poter partecipare. Gli organizzatori l’avevano inizialmente cancellata dalla lista delle partecipanti perchè assente, e solo per un soffio ha potuto sfilare, prima in abito da sera e poi in costume. “E’ stata colpa di un ingorgo per la strada”, si è giustificata al suo arrivo al Priscilla. Ritardo che però pare le abbia portato fortuna. Il sogno nel cassetto? Perfezionarsi nella sua professione. Al secondo posto Sonia Marchesi, di Piacenza, fa l’estetista, specializzata nella ricostruzione delle unghie, ma il suo sogno è quello di aprire un allevamento di chiwawa: ” che fallirebbe subito – ha affermato ai microfoni al mattatore della serata Fabio Canino – mi piacciono troppo e me li terrei tutti con me”. La fascia del terzo posto è invece andata a un avvocatessa di Potenza, Morena Rapolla, con un sogno nel cassetto da “guerriera fino alla fine”: diventare magistrato, vincendo il concorso che sta preparando.

Un edizione che è stata arricchita dalla direzione artistica e dalla conduzione di Fabio Canino, affiancato dalla fondatrice e organizzatrice del concorso Regina Satariano.

Non sono mancati gli scintillanti ospiti, Gennaro Cosmo Parlato e Platinette, amici e grandi artisti che ci regaleranno emozioni e divertimento con le loro esibizioni.

Il concorso alla sua 17° edizione si avvia verso “la maggiore età” ed è per questo motivo che i momenti di riflessione e la valenza sociale di questa grande iniziativa troveranno spazi dedicati.

La storia della manifestazione nacque nel 1992 da una forma di protesta della quale Regina e Anastasia si fecero portavoce, la negazione ad una ragazza Trans di partecipare al concorso di Miss Italia, nel tempo, visto l’interesse ed il successo di Miss Italia Trans, la scelta di proseguire con questa iniziativa, dando l’opportunità alle ragazze Trans di poter concorrere ad un concorso di bellezza e contestualmente portare il nostro paese a conoscenza di una realtà troppo spesso mistificata e fraintesa, la condizione umana delle persone Trans. Dopo 17 anni molte cose sono cambiate nella società ed i diritti delle persone Trans sono stati in parte compresi anche se non del tutto, per questo motivo Miss Italia Trans accresce la propria visibilità e la propria valenza, spettacolo di intrattenimento ed evento portatore di conoscenza e informazione sulle tematiche .

http://www.misstrans.net/home.asp

domenica 30 agosto 2009

VLADIMIR LUXURIA AL PRISCILLA CAFFE' CON LE FAVOLE NON DETTE

Italia, anni ’50. Una bambina che, guardando gli occhi spauriti degli animali in gabbia, non riesce a resistere all’impulso di liberarli, si imbatte in una donna, anche lei reclusa in un circo e condannata al riso degli altri. Anche nei suoi confronti, la bambina non saprà resistere all’impulso di renderla libera, con l’aiuto, stavolta, dei suoi amici di una vita, gli animali.

Sedicesimo secolo. Un bambino, ultimo di una famiglia molto numerosa e molto povera, è dotato di una voce strabiliante, il suo canto ammalia. Ama la sua famiglia e vorrebbe rimanere con loro, ma la malattia di una sua sorella e la povertà dei mezzi lo costringono ad accettare una proposta che viene da Roma, dal Vaticano, di cantare nel coro delle voci bianche, per il Papa. La forzata reclusione e diversità non gli impediranno di salvare un bambino come lui da identico destino, grazie alla sua arte sublime che saprà scuotere le fortezze vaticane.

Sicilia, ai giorni nostri. Davide è un bambino un po’ strano, che dice di parlare con il vulcano Etna: ‘Issu’, lo chiama; i suoi coetanei lo deridono, suo padre lo considera una maledizione; solo sua mamma gli è vicino e lo ama, ne sa addirittura indovinare i colori delle vesti sgargianti che indossa, pur essendo non vedente. Ma la cecità fisica degli occhi corrisponde alla piena visione dell’anima e, grazie al suo amore, la madre salverà il piccolo Davide, proprio grazie al suo amico migliore, ‘Issu’.

Una sirenetta dei nostri giorni, un travestito brasiliano in procinto di scendere sul marciapiede, salva un bel principe, curandolo nella sua povera casa; il principe avrà sempre un ricordo vago di quella funesta notte, ma lei non potrà più dimenticarlo, se ne è innamorata perdutamente.


Un pinocchio di oggi, un ragazzino perdigiorno, ultimo della classe, che si imbatte sempre in compagnie sbagliate, non ha la mamma ed è convinto di essere nato dal padre. Sarà l’amore di una donna, non sua madre, semplicemente una donna senza figli, a restituirgli il senso della vita.

Vedremo il libro, ma già da questa breve traccia si può intuire che l'attenzione è rivolta in modo particolare ai bambini: bambini che sembrano un po' "diversi" da quelle delle favole tradizionali e sono, giustamente i protagonisti di queste favole non dette. La spontaneità, l'amore per gli altri, la generosità sono sentimenti ed emozioni che fanno da filo conduttore.
La scelta di dare all'Unicef la vincita dell'Isola dei famosi sottolinea la particolare sensibilità nei confronti del mondo infantile, un universo che è privo di pregiudizi e che è in forte sofferenza in questi nostri anni.


Vladimir Luxuria - Le favole non dette
192 pag., € 16,50 - Bompiani (Narratori italiani)
ISBN 978-88-452-6277-7


L'autrice


Vladimir Luxuria
Vladimir Luxuria

Foggia, 1965

Nome d'arte di Wladimiro Guadagno. Ha iniziato la sua carriera artistica a Foggia, organizzando feste ed eventi culturali, in quegli anni si possono già segnalare alcune sue esibizioni dal vivo. Traferitasi a Roma nel 1985, si è laureata in lingue e letterature straniere con una tesi su Conrad. Sempre a Roma inizia nel 1991 anche una piccola attività cinematografica. Anni difficili che, su sua stessa ammissione, la costrinsero a prostituirsi per mantenersi. Nel 1993 entrò nel movimento per i diritti della comunità GLBT (gay, lesbica, bisessuale e transgender) e assunse la direzione artistica del Muccassassina, un evento settimanale di riferimento per la comunità LGBT, organizzato dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Inizia a collaborare con alcune testate politiche (L'Unità, Liberazione) e con programmi radiofonici e televisivi. Il suo impegno politico la conduce a Montecitorio, eletta nelle liste di Rifondazione Comunista nel 2006. Caduto il Governo Prodi, Luxuria torna al mondo dello spettacolo e prende parte alla popolare trasmissione L'isola dei famosi dove esce vincitrice. Ha pubblicato nel 2007 il suo primo libro, Chi ha paura della Muccassassina.

Articoli, recensioni, interviste su Wuz
I libri in commercio di e su Luxuria
Il sito ufficiale

giovedì 27 agosto 2009

compleanno di Karl Einrich Ulrichs



COMUNICATO STAMPA
[http://www.facebook .com/groups. php?ref=sb# /group.php? gid=27870690871]


L' Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ invita il 30 agosto prossimo gli appartenenti alla Comunità GayLebicaTransQueer , le associazioni e le persone eterosolidali a celebrare assieme il 184° compleanno di Karl Einrich Ulrichs, nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione omosessuale, che consideriamo il "Nonno Gay" del movimento di liberazione omosessuale mondiale.

"Fino al momento della mia morte guarderò con orgoglio indietro a quel giorno, 29 agosto del 1867, quando trovai il coraggio di lottare faccia a faccia contro lo spettro di un'antica idra irata che da tempo immemorabile stava iniettando veleno dentro di me e dentro gli uomini della mia stessa natura. Parecchi sono stati spinti al suicidio perché tutta la loro gioia di vivere era sciupata. Infatti, sono orgoglioso di aver trovato il coraggio di assestare a questa idra il colpo iniziale del pubblico disprezzo".

Ricorderemo il suo incredibile coming-out, in occasione del suo 42° compleanno, probabilmente il più drammatico e coraggioso della storia GLBTQ, oltre che il primo di cui abbiamo notizia, che gli è costato persecuzioni, esilio, povertà.

Lo ricorderemo per rinnovare il nostro impegno a lottare concordemente assieme per far sì che l'omofobia, "antica idra irata" scompaia al più presto e definitivamente dal costume sociale.

Dopo il termine dell' affettuosa cerimonia di omaggio ci ritroveremo, come di consueto, per un pranzo conviviale.

per l'Associazione"Fondazione Luciano Massimo Consoli"

Claudio Mori, Alba Montori, Riccardo Peloso, Paolo Violi, Maya Checchi, Daniele Priori, Ciri Ceccarini, Carla Liberatore

Diffondete questo messaggio
Per aderire e / o partecipare ( per il pranzo è necessario prenotare)
email: orsogrigio@hotmail. com tel. 064820013



--
W le differenze - W la parità di diritti e doveri
abbasso la falsità e l'ipocrisia
abbasso le omologazioni egualitariste
condividi le informazioni e le esperienze
http://albamontori. blogspot. com

martedì 25 agosto 2009

Brasile:Lula, é giusto che sia cosí



Scriviamo questo pezzo dedicato alla recente sanatoria brasiliana per gli immigrati, ci sia perdonata la schematicitá, per 4 specifici motivi. In primis per invitarvi alla lettura, sul portale “Globalvoices”, d’un interessantissimo articolo di Paula Góes dedicato al tema: si analizza la questione migratoria in Brasile sotto molteplici profili, non trascurando neppure le controversie che l’emanazione della suddetta legge ha provocato.

Chi voglia approfondire puó quindi cliccare sul seguente link. In secundis per il desiderio di condividere coi nostri lettori – e mantenere nei nostri archivi – l’ultima parte del discorso pronunciato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva (nella foto in alto nel giorno della firma dell’atto), in occasione della presentazione del provvedimento: bello, d’una umanitá inferiore solo al suo valore documentale.

In tertiis per dar voce alla protesta giuntaci privatamente da un lettore nostro connazionale, che ha deciso di ricorrere alla sanatoria lulista: «FRANCESCO é arrivata la risposta di recife per la filiacao e i PORCI DI MERDA VOGLIONO questo:copia del passaporto italiano richista di iscrizione all aire{1merda che non voglio fare}richiesta di certificato di isrizione consolare{altra merda}2 fotografie e comrpovante di residencia oltre che 88 reais…….».

Non ha ottenuto dal Consolato d’Italia a Recife quell’assistenza che non solo sarebbe stata doverosa, ma che altre strutture diplomatico-consolari italiane in Brasile hanno invece, in condizioni analoghe, saputo offrire. (Il lettore vive a São Luís, la cui Agenzia consolare italiana si é dichiarata incompetente a redigergli un semplice atto di filiação, quello che indica i nomi dei propri genitori.

Scaricata la grana al Consolato di Recife, la sede consolare della capitale pernambucana ha richiesto per quell’atto tutta una serie di documenti che – giova la pena ripeterlo – altri consolati del Belpaese non hanno naturalmente richiesto, ndr). In quartis perché proprio in questi giorni in Italia esiste il reato di clandestinitá, che, per dirla con Marco Tarquinio, «ha in se’ la carica negativa di un giudizio sommario e ingiusto.

Non solo perche’ nessun essere umano puo’ mai essere definito ‘clandestino’ sulla faccia della Terra, ma perche’ nella concreta realta’ italiana questo reato rischia di diventare non un’arma contro l’irregolarita’ (di stranieri e italiani) bensi’ uno strumento persecutorio». Vi lasciamo al citato discorso di Lula.

«So quanti brasiliani vivono in Paraguay, più di 400 mila. So quanti brasiliani vivono in Bolivia; decine di migliaia di brasiliani sono sparsi per il mondo. Ed è giusto che sia così, è giusto che si crei un mondo senza frontiere, o con frontiere più malleabili, che permettano non solo a macchine, prodotti agricoli e merci di attraversare le frontiere, ma che la persona umana sia vista dal suo lato migliore e non si pensi all’uomo come fonte di cattiveria solo perché ha attraversato una frontiera.

Continueremo ad essere duri nella lotta al narco traffico. Continueremo ad essere duri contro il contrabbando. Continueremo ad essere duri contri i crimini internazionali. Ma è anche vero che dobbiamo essere generosi con gli esseri umani di qualunque parte del mondo che qui vogliano venire a stabilirsi e preparare il loro futuro. È questo il progetto di legge che il Brasile si appresta a discutere in parlamento.

Ho detto poc’anzi: il Brasile è ciò che è a causa della mistura che formiamo fin dal 1500, con portoghesi, tedeschi, italiani, arabi, giapponesi, spagnoli, cinesi, latinoamericani. Tutti quelli che arrivarono furono trattati con dignità. Ho detto a tutti i governanti: non vogliamo nessun privilegio per nessun brasiliano, in nessuna parte del mondo. Vogliamo solo che voi trattiate i brasiliani all’estero come noi trattiamo gli stranieri in Brasile: come fratelli, come amici e come brasiliani.

Spero che il parlamento con generosità voti rapidamente questo progetto di legge. Un abbraccio e buona fortuna».

fonte:http://blog.musibrasil.net

(Francesco Giappichini)

Gay Village, arrestato l'aggressore


E' stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile capitolina, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata questa mattina dal gip del Tribunale di Roma, il 40enne accusato di aver aggredito, la notte tra venerdi' e sabato scorso, due ragazzi gay nel quartiere dell'Eur a Roma.

Il 40enne era stato semplicemente denunciato a piede libero. La decisione aveva scatenato aspre critiche. Lo stesso sindaco di Roma Gianni Alemanno era intervenuto chiedendo di procedere almeno a un fermo nei confronti dell'aggressore.
Ieri, la Procura aveva fatto marcia indietro e aveva chiesto l'arresto dell'aggressore. Richiesta oggi accolta dal giudice per le indagini preliminari.

L'uomo, che è stato arrestato nella sua abitazione alla periferia di Roma, sara' sentito nelle prossime ore dal gip per l'interrogatorio di garanzia a cui partecipera' anche il pm Pietro Pollidori. L'aggressore e' accusato di tentato omicidio in relazione all'accoltellamento di Dino, uno dei due omosessuali aggrediti nel quartiere Eur. Deve rispondere anche di aver colpito alla testa con una bottiglia l'altro ragazzo gay.

Leggi anche:
Gay Village, le risposte della rete
La Procura chiede il carcere per il responsabile dell'aggressione al Gay Village
Coppia gay aggredita, scontro tra Procura e Comune

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/08/25/gay_village_arrestato_laggressore.html

sabato 22 agosto 2009

La Susan Boyle brasiliana si chiama Lívia Mendonça è bellissima canta Maria Bethania ...ed è transessuale.




Le audizioni del programma televisivo Idolos nella città di Fortaleza(Brasile), la versione brasiliana di XFactor, ha riservato una sorpresa per il pubblico. E' stata la presentazione di Lívia Mendonça, che ha mostrato un potenziale incredibile ed incantato la giuria, ricordando una delle più grandi cantanti del Brasile, Maria Bethania. Ma la grande sorpresa doveva ancora venire..
La testimonianza di sua madre ha lasciato, gli spettatori, nel dubbio pronunciando la frase " rispetto per la sua preferenza sessuale". Come si può interpretare? Si potrebbe pensare che la ragazza fosse lesbica. Sbagliato. La verità è che Livia Mendonça è una transessuale.

Lívia Mendonça, 20 anni, che lavora nel salone di bellezza con sua madre e non ha alcuna esperienza nel cantare in pubblico, è
stata incoraggiata dalla madre a dimostrare la sua qualità vocale, nel famoso programma Idolos. " Il mio sogno è quello di cantare, e non ho bisogno di soldi, solo cantare", ha detto poco prima della sua presentazione. Lívia, nel dire che non aveva mai cantato , ha dato l'impressione che la ragazza fosse solo una principiante che voleva apparire in televisione. Pure l'inganno! Lívia ha liberato una bellissima voce, e un timbro vocale naturale molto particolare, come quello della famosa cantante Maria Bethania, oltre alla leggerezza nei gesti e alla postura.

"Mi auguro che Livia non sia riconosciuta per la sua transessualità, ma per il suo talento di cantante", ha detto la madre. Quando ha lasciato la stanza, Lívia era molto emozionata e felice, in particolare, dice in questa intervista con Rodrigo Faro conduttore del programma, che la sua gioia in quel momento era data anche dal fatto di essere una transessuale è che era la prima volta che una transessuale entrava far parte di un programma televisivo di musica, guadagnando l' approvazione unanime della giuria.

Le persone con questo devono iniziare ha capire che ogni essere umano è unico, con le sue scelte e con la sua personalità, che non sempre ciò che si vede è reale, basta con i pregiudizi, è ora che la gente inizi ad aver rispetto degli altri e della loro individualità, come deve essere per chiunque. L'augurio che mi faccio è che riconoscimenti come questo siano sempre più frequenti, dato che l'ideale sarebbe che una notizia simile non sia nemmeno una notizia da postare su un blog.

Lívia auguri, il tuo talento è innegabile.

Vanessa Mazza.

venerdì 21 agosto 2009

Il racconto dei migranti sbarcati a Lampedusa: "Alla deriva, almeno dieci imbarcazioni ci hanno ignorato"




Presenta tutte le caratteristiche di una delle peggiori tragedie del mare degli ultimi anni. Con un risvolto ancora più agghiacciante: se infatti il racconto dei cinque migranti eritrei giunti ieri a Lampedusa su un gommone in condizioni fisiche pietose, secondo cui almeno dieci imbarcazioni nel canale di Sicilia avrebbero incrociato la carretta di disperati senza fermarsi a prestare soccorso, venisse confermato, si aprirebbe una pagina davvero triste della storia italiana. Sarebbero infatti almeno 75 le vittime della traversata durata circa 23 giorni, stando a quanto raccontato dai sopravvissuti.
"Almeno dieci imbarcazioni ci hanno ignorato" - "Siamo partiti il 28 luglio da Tripoli - hanno raccontato a uno dei mediatori culturali dell'organizzazione Save the children. - Eravamo in 78, per lo più eritrei e solo in minima parte etiopi. Dopo una settimana sono terminati cibo, acqua e benzina, i cellulari erano scarichi. Il gommone è andato alla deriva, spinto dal vento e dalle correnti. Le persone che morivano venivano gettate in mare". Le autorità maltesi in questi giorni hanno recuperato dal mare 5 cadaveri che potrebbero essere di altrettanti migranti morti durante la traversata del canale di Sicilia. Tra le cinque persone soccorse e portate in ospedale, tutte di nazionalità eritrea - e quindi potenzialmente in possesso dei requisiti per la richiesta dell'asilo politico - anche una giovane donna e due minorenni.
"Servono politiche per prevenire queste tragedie" - Le organizzazioni che si occupano di diritti umani non stanno in silenzio. Carlotta Bellini, responsabile protezione di Save the Children Italia, definisce "inaccettabile l'indifferenza crescente nei confronti dei migranti. È fondamentale - aggiunge - che principi quale quello del soccorso a migranti che rischiano la vita, in mare, tornino a essere rispettati. È altrettanto importante che l'Italia e l'Unione Europea adottino adeguate ed efficaci politiche di gestione dei flussi migratori misti, ossia composti da persone con bisogni di protezione differenti. Solo con queste politiche - conclude Bellini - è possibile prevenire queste tragedie".
L'Unhcr: perché nessuno li ha soccorsi? - E già ieri la rappresentante dell'Unhcr, Laura Boldrini ha lanciato il suo grido d'allarme: "Perché nessuno li ha soccorsi?". "E' allarmante - sottolinea la portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati della Nazioni Unite - che per oltre venti giorni queste persone abbiano vagato nel Mediterraneo senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse. E' un triste primato. E' come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare. E' come se fosse passato il messaggio: 'Chi arriva via mare è un vuoto di perdere'". L'Unhcr ricorda, inoltre, che "la quasi totalità degli eritrei che arrivano in Italia sono richiedenti asilo, persone in pericolo che cercano protezione e a cui l'Italia riconosce questo bisogno e questo diritto".
Maroni frena: capire come si sono svolti i fatti - Ma per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la parola d'ordine è "prudenza". Il titolare del Viminale ha chiesto una relazione al prefetto di Agrigento con l'obiettivo, spiega la portavoce di Maroni, Isabella Votino, di "sapere come si sono svolti i fatti, perché la vicenda presenta aspetti da chiarire e la versione fornita dai migranti è da verificare in quanto stanno emergendo elementi che contrastano con quanto riportato dai superstiti. L'unica cosa certa è che grazie all'intervento della Guardia di finanza sono state salvate cinque vite". Ma gli stessi agenti delle Fiamme gialle che hanno prestato i primi soccorsi sostengono che imbarcazioni di quelle dimensioni vengono solitamente utilizzate per trasportare almeno 70-80 migranti lungo le rotte della speranza.
Franceschini: provo orrore, il governo risponda - Dal Pd intanto arriva un'interrogazione al governo sulla vicenda e un'accusa contro le politiche messe in atto dal governo sull'immigrazione clandestina. "Provo orrore davanti al racconto dei cinque eritrei sopravvissuti al lungo viaggio disperato verso l'Italia - afferma il segretario, Dario Franceschini. - Una nuova terribile strage nei nostri mari. Se, come tutto lascia prevedere, ci sarà la conferma dei 75 annegati, dei venti giorni passati alla deriva nella battutissima e sorvegliatissima zona del canale di Sicilia si porranno terribili domande". "Una cosa - evidenzia Franceschini - è il contrasto all'emigrazione clandestina, tutt'altra è il mancato rispetto dei diritti umani e delle regole internazionali, dell'obbligo al soccorso in mare a chi rischia la morte".

domenica 16 agosto 2009

Lady Gaga nuda per Out Magazine: "Sono gay"


Lady Gaga non smette mai di stupire e provocare: ultima in ordine temporale è la notizia che Lady Gaga ha posato nuda per il giornale gay americano "Out Magazine".

La cantante si è inoltre dichiarata gay nell'intervista al giornale: "Voglio che sia chiaro prima che iniziamo questa cosa insieme (parlando del mega tour americano con Kanye West, previsto per ottobre): sono gay. La mia musica è gay. I miei show sono gay. Ed amo il fatto che lo siano. Ed amo i miei fan gay e il fatto che verranno ai nostri spettacoli. Che resteranno gay."

Lady Gaga si esibirà sul palco degli MTV Video Music Awards 2009, che si terranno a New York il 13 settembre 2009. Siamo certi che, come sempre, saprà stupirci regalandoci una performance anticonvenzionale.

Di seguito potete vedere la copertina del numero di settembre di Out Magazine e tutti gli scatti presenti nel giornale:

ABDELLAH TAïA è IL PERSONAGGIO GAY


Lo scrittore marocchino Abdellah Taïa ha ricevuto il premio "Personaggio gay dell'anno". Il titolo viene assegnato annualmente nel corso della manifestazione My Mardi Gras organizzata a Torre del Lago.L'autore de "L'esercito della salvezza" ha osato parlare pubblicamente della propria omosessualità, venendo così ripudiato dalla famiglia e dovendo vivere nel terrore che di ripercussioni religiose.Taia è il primo uomo apertamente gay di alto profilo culturale nel suo Paese e sta cercando di portare avanti una crociata per parlare della questione omosessuale nel Nordafrica. In Marocco, infatti, ancor oggi la legge è molto restrittiva e prevede ben tre anni di carcere per chi si macchia del reato di "inversione sessuale".

venerdì 14 agosto 2009

L'Iraq "liberato" uccide i gay


Pare che le milizie sciite e l’esercito regolare abbiano trovato a Baghdad un terreno di salda collaborazione: la voglia di ripulire l’Iraq dalla piaga dei tanta, gli omosessuali. Secondo il più recente rapporto di Human Right Watch in arrivo dall’Iraq, questa è la più recente evoluzione della guerra sociale che continua a travagliare il Paese.

Le 67 pagine di «”They Want Us Exterminated”: Murder, Torture, Sexual Orientation and Gender in Iraq» documentano la campagna di rapimenti, torture ed esecuzioni contro i gay iniziata con il 2009 e con centinaia di vittime già all’attivo. Le torture includono stupri di gruppo e ferite permanenti inflitte ai presunti gay. Ecco il racconto, raccolto in aprile, di uno dei sopravvissuti: «Confessare cosa? chiesi. “Il lavoro che fai, l’organizzazione di cui fai parte, e che sei un tanta”. Per giorni sono stato picchiato e umiliato... e poi mi hanno violentato. Per tre giorni». Nel rapporto alcuni medici testimoniano di aver visto cadaveri o ricevuto in cura uomini con ferite grottesche.

I dettagli, violentissimi, li lasciamo a chi consulterà il rapporto, che dovrebbe essere reso pubblico il 17 di agosto, ma di cui già circolano alcune anticipazioni. Secondo l’organizzazione per i Diritti Umani, l’azione è iniziata nella zona sciita della capitale, Sadr City, quartiere famoso nella storia di Baghdad per la sua strenua resistenza al regime di Saddam. Oggi è il quartier generale del gruppo politico e militare della milizia di Moqtada al-Sadr. Da quell’area, la campagna di persecuzioni si è estesa a altre città grazie alla segreta collaborazione con le milizie sciite di membri dell’esercito regolare composto in maggioranza da Sunniti.

La paura del «terzo sesso» e della «femminilizzazione» dell’Iraq è divenuta negli ultimi mesi un tema propagandistico delle milizie sciite; in realtà le campagne antigay sono ricorrenti in molti Paesi musulmani. Se l’Iran è diventato famoso per le impiccagioni, altrettanto famose sono le persecuzioni dei gay in Egitto. Nel caso dell’Iraq c’è tuttavia una notevole differenza: il ruolo che ancora oggi vi hanno gli Stati Uniti. Dopo la decisione Usa di non occuparsi più direttamente della sicurezza nel Paese (le truppe americane sono raccolte in alcune guarnigioni cittadine) il compito è passato all’esercito regolare iracheno. Ma può Washington ignorare violazioni di tali portata?

LUCIA ANNUNZIATA _http://www.lastampa.it

Tanti auguri Magic 50 anni di successi

L'ex playmaker dei Los Angeles Lakers festeggia mezzo secolo di vittorie: fenomeno in campo e ora a capo di un impero finanziario, ha saputo vincere anche la sieropositività


NEW YORK, 14 Agosto 2009. Buon compleanno Magic Johnson. Il fenomeno che ha reso stellari i Lakers degli Anni 80 compie 50 anni e l’America, sportiva e non, gli tributa una simbolica standing ovation. Al di là delle celebrazioni, pubbliche e private, e dello spazio sui giornali e gli speciali televisivi (interessante l’idea di NbaTv che propone le classifica delle 50 migliori giocate della carriera di Magic) il compleanno di Earvin Johnson ha un sapore speciale per quello che l’ex playmaker rappresenta per il pubblico a stelle e strisce.

molto magic — Un fenomeno sul parquet, capace di far girare la testa con le sue giocate da cinema, con i suoi famosi “no look pass”, con la ricerca ostinata dello spettacolo non estemporaneo ma come mezzo per raggiungere il successo e con la sua incredibile versatilità, Magic ha saputo vincere anche le sfide più dure fuori dal campo, superando ostacoli inimmaginabili. Cinque titoli Nba con i leggendari Lakers dello Showtime, tre titoli da Mvp in bacheca, le mitiche sfide con Larry Bird e la consapevolezza di essere considerato come il più grande playmaker della storia della pallacanestro, raccontano solo in parte lo straordinario cammino di Magic Johnson.

Magic Johnson ha vinto cinque titoli Nba. Ap
Magic Johnson ha vinto cinque titoli Nba. Ap

addio e ritorno — Più logico allora parlare di quella surreale giornata di novembre del 1991 (il 7 per la precisione) quando il fenomeno dei Lakers annunciò al mondo, incredulo, di essere sieropositivo. Parole pesanti come macigni, soprattutto allora, quando della terribile infezione si sapeva ancora troppo poco. Sieropositività e Aids allora sembravano nell’immaginario generale una cosa sola. Magic a soli 32 anni sembrava arrivato al capolinea, non solo della sua carriera sportiva. Almeno questa era l’opinione generale, figlia di una notevole ignoranza in materia. Invece dal 1991 a oggi Magic ha fatto cose forse ancora più straordinarie di quelle mostrate sul parquet con la maglia gialloviola. Un paio di rientri al basket giocato (all'All Star Game e all'Olimpiade di Barcellona con la conquista dell’oro con il Dream Team), poi una felice carriera da commentatore tv e, soprattuto, da uomo d'affari.

vincente, sempre — Ma soprattutto vanno sottolineati i successi nella sfida più difficile, quella contro il virus Hiv. Magic, infatti, è diventato il più grande insegnate in materia negli States. Con la sua battaglia ha educato milioni di persone, sfatando miti e tabù e diventando un vero punto di riferimento. Ma Earvin Jonshon è anche uno dei più geniali businessman afroamericani che l’America può vantare. Dopo aver iniziato con investimenti relativamente piccoli (un cinema multisala e alcuni Starbucks), soprattutto nelle zone più a rischio e spesso dimenticate delle metropoli americane, Magic in pochi anni ha creato un vero e proprio impero economico. Investimenti coraggiosi, ma sempre vincenti, hanno portato la Magic Johnson Enterprises così in alto da essere valutata lo scorso anno intorno ai 700 milioni di dollari. L’ennesimo successo di un fenomeno che a 50 anni non ha nessuna intenzione di rallentare. Buon compleanno Magic Johnson, quindi, e grazie di tutto.

http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/14-08-2009/tanti-auguri-magic-501033503920.shtml

giovedì 13 agosto 2009

Nora La gatta che suona il piano


Le sue performance musicali impazzano tra il popolo della rete, al punto che i suoi video su Youtube hanno registrato oltre 20 milioni di contatti dal debutto nel 2007. Una storia unica quella di Nora, una gatta Grey Tabby di cinque anni che vive a Filadelphia, capace di saltare sullo sgabello, strofinarsi sui tasti e suonare delle melodie al pianoforte. La sua musica è stata descritta come una contaminazione tra jazz e Philip Glass e tra i suoi ammiratori ci sono anche delle celebrità. Tra queste Billy Joel, che le ha spedito una partitura e una foto autografata e la regina delle casalinghe Martha Stewar, che le ha fatto recapitare un busto di Bach.
Il talento di Nora non nasce per caso. La sua padrona, Betsy Alexander, tiene lezioni di piano e la gatta ama imitare gli studenti. Tuttavia Betsy non ha mai cercato di addestrarla. Si accorse che sapeva suonare una sera di quattro anni fa, quando sentì qualcuno al piano e trovò Nora che accarezzava i tasti con le zampine.

Delitto d'onore: uccisa dallo zio perché era stata stuprata


Nuovo delitto d'onore in Giordania, il 14esimo dall'inizio dell'anno: un uomo ha ucciso una nipote di 16 anni, sparandole nove volte, per difendere l'onore della famiglia perchè la ragazza era stata violentata, secondo la stampa locale, dai suoi stessi cugini. Da quello stupro due mesi fa era nato un figlio dato alla luce con l'assenso e il sostegno dei genitori. Un affronto che però lo zio, venuto a conoscenza della vicenda solo quattro giorni fa, ha deciso di non lasciar correre: è entrato in casa della nipote con una pistola in pugno, si è diretto nella sua stanza e senza dire una parola, davanti al padre, le ha sparato mentre dormiva. Adesso, l'assassino dovrà scontare 15 giorni di carcere in attesa che il giudice formalizzi le accuse contro di lui. In galera sono anche i due responsabili dello stupro della ragazza. Nessuno dei tre però, se condannato, dovrà scontare una pena severa.

Ogni anno in Giordania, Paese in cui secondo l'Ong Human Rights Watch almeno il 50% delle donne è vittima di violenza domestica, vengono commessi in media 15-20 delitti d'onore che in base alla legislazione locale sono puniti con una pena che va da 3 mesi a massimo un anno di carcere. Mogli, madri, sorelle, figlie uccise dai propri parenti perchè sospettate di tenere comportamenti "sfrontati" o vittime di violenze sessuali, una storia che si ripete nella moderna Amman come nelle zone rurali. Una pratica contro la quale si sono impegnati in prima persona anche re Abdallah e la regina Rania, che per combattere i "delitti d'onore" ha lanciato un appello su YouTube. Ma i loro sforzi per modificare gli articoli 98 e 340 del codice penale giordano, che garantiscono le attenuanti ai colpevoli di questi crimini, sono finora falliti.

http://www.corriere.it