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lunedì 14 dicembre 2009

L'Immacolata concezione trans fa scandalo a Torino


di Roberto Schinard



«È una rappresentazione oscena
che offende la sensibilità e il buon gusto di chiunque, non soltanto dei cattolici». Così il capogruppo di An-Pdl al Comune di Torino, Roberto Ravello, definisce una foto esposta nella mostra transgender "Generi di prima necessità" allestita in via Lagrange, col patrocinio di Comune e Regione.

Nell'opera intitolata "Immacolata concezione" è raffigurato un transessuale intento ad allattare un bambino. «È inaccettabile - aggiunge il politico - che il Comune abbia permesso questa installazione e per di più nel periodo natalizio. Ne chiediamo l'immediata rimozione. Nel prossimo Consiglio Comunale il sindaco Chiamparino dovrà dare spiegazioni».

Immediata la replica del curatore Christian Ballarin: «Oscena e inaccettabile non è certo la foto ma oscene sono le parole del capogruppo di An-Pdl che, davanti a una mostra dedicata alla Giornata mondiale contro la violenza alle persone transessuali, non trova di meglio che invocare il buon gusto! Esistono Madonne Nere, Madonne che lacrimano sangue, Madonne rappresentate secondo differenti culture e sensibilità. Perché non può esserci una Madonna interpretata da un trans? Forse per qualcuno le persone trans sono brutte, sporche e cattive? Che si prendano la responsabilità di dirlo, allora, anziché balbettare ipocrisie su opere apprezzate e di alto valore artistico».

La mostra è allestita fino al 31 dicembre e le opere fotografiche esposte sono di Antonio Fontana.


fonte:http://www.gay.it/channel/arti/27687/L-Immacolata-concezione-trans-fa-scandalo-a-Torino.html

GF-shock: scontro in diretta tra il trans e la madre. I VIDEO

'Tragico' litigio in diretta tra Gabriele, il trans ex concorrente del Grande Fratello, e sua madre Patrizia. Una serie di accuse e rivelazioni clamorose hanno coinvolto i due. La madre ha dichiarato che il figlio è nato da uno stupro da lei subito a 18anni, e ha accusato Gabriele di aver abbandonato la nonna, trovata morta bruciata viva. Altrettanto choccanti le accuse del trans... IL LITIGIO IN 3 VIDEO

Lunedí 14.12.2009 09:07



La prima parte del litigio


La seconda parte del litigio


La terza e ultima parte del litigio

fonte:http://www.affaritaliani.it/entertainment/gf_shock_scontro_in_diretta_tra_trans_la_madre141209.html

Berlusconi picchiato: ecco il video e le foto dell’aggressione

Attacco al Presidente del Consiglio

Hanno fatto il giro del mondo in pochissime ore le immagini del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il volto insanguinato e l’espressione smarrita dopo l’attacco avvenuto ieri in Piazza Duomo a Milano, quando il Premier, dopo aver chiuso un comizio, è stato colpito al volto dal lancio di una statuetta.

Tutto è avvenuto attorno alle 18:20, quando Berlusconi, appena sceso dal palco dopo il suo discorso, stava salutando alcuni presenti tra i tanti che si erano avvicinati per salutarlo, una folla di sostenitori del PDL tra cui si era però intrufolato Massimo Tartaglia, un uomo di 42 anni con problemi mentali (così si è saputo qualche ora dopo) che, elusa la scorta, è riuscito ad avvicinarsi a poca distanza dal presidente e a colpirlo violentemente con il lancio di un souvenir di quelli che si trovano in vendita nella piazza davanti al Duomo di Milano.

Un gesto grave che ha causato a Berlusconi la frattura del setto nasale, una ferita lacero-contusa al labbro per cui sono stati necessari alcuni punti di sutura, e un dente fratturato, un gesto violento verso la seconda carica dello Stato che ha fatto immediatamente il giro del mondo grazie alla Rete. Già dopo una mezz’ora anche le versioni online dei principali giornali stranieri titolavano la home page riportando la notizia dell’attacco a Silvio Berlusconi, arrivando sulla notizia prima di altri media e prima della televisione stessa, come spesso capita all’informazione sul Web.

Un “tam-tam” mediatico che ha dato subito ampio risalto all’accaduto e che, come sempre capita in queste occasioni, ha diviso il popolo della Rete, espressosi come sempre più spesso accade tramite la creazioni di gruppi su Facebook, in opposte fazioni tra chi condannava senza mezze misure il gesto violento e chi, invece, ne approvava l’esecuzione.

Al solito il pubblico ha trovato nel Web il mezzo per esprimere il proprio punto di vista e non subire passivamente l’informazione che TV e giornali hanno diffuso e diffonderanno sul tema. Non tutte le posizioni ovviamente sono condivisibili ma rappresentano pur sempre un disagio verso il clima politico che si è venuto a creare in questi anni in Italia.

Tornando a Facebook, va detto però che proprio la creazione di simili gruppi, espressione di sentimenti opposti, rischia di ritrascinare nuovamente la Rete sul banco degli imputati in quel processo senza fine che vive proprio di queste occasioni per prendere vigore.

Già stamattina, ad esempio, il TG5 Mattina offriva una panoramica, con tanto di schermate prese da Facebook, per evidenziare le risposte del popolo del Web, un’azione che probabilmente verrà seguita anche da altri organi di stampa e che non farà altro che dare risalto e rilevanza al pensiero di quanti vedono nella Rete un luogo di “anarchia” e di inciviltà.

La speranza insomma è che non si faccia come in passato, quando fu dato fin troppo peso a gruppi discutibili creando un po’ di confusione in chi non ha chiaro cosa sia un social network e cosa sia il Web 2.0: si spera che stavolta si dia più spazio al fatto in sé e non ai commenti di chi, per partito preso o per semplice voglia di andare controcorrente, si metterà su posizioni “estreme”.

fonte:http://www.oneweb20.it/14/12/2009/berlusconi-picchiato-ecco-il-video-e-le-foto-dellaggressione/

Aggressione Berlusconi, Governo annuncia oscuramento web


Il Governo Berlusconi contro i siti web e le pagine Facebook che inneggiano a Massimo Tartaglia. Dopo l'aggressione subita ieri dal presidente del Consiglio a Milano il ministro dell'Interno Roberto Maroni e quello per le Politiche Comunitarie Ronchi annunciano un giro di vite contro internet. A quanto pare i "complici" di Massimo Tartaglia on line vedranno oscurate le loro pagine web.

Dopo l'aggressione a Berlusconi il popolo del web è in tumulto. Ed è in particolare Facebook a segnalarsi per un doppio fiume di persone: c'è chi manifesta solidarietà al presidente del Consiglio e c'è chi appare non disdesgnare il gesto di Massimo Tartaglia. Sul social network, inoltre, ci sono segnalazioni di gruppi che hanno raccolto migliaia di fan di Berlusconi in maniera sospetta.

"Stiamo valutando di oscurare i siti internet che incitano alla violenza": queste le parole del ministro dell'Interno Roberto Maroni. "La nostra polizia postale e le altre forze di polizia, con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa, cercheranno di capire e di individuare chi ha lanciato messaggi di minaccia o di odio", ha dichiarato Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno; "ci proviamo già altre volte si sono avuti risultati. Lo sforzo sicuramente ci sara".

Sulla stessa falsariga il ministro Andrea Ronchi: "è scandaloso e moralmente inaccettabile ciò che stiamo leggendo in queste ore: si tratta di espressioni vergognose. E' ora di dire basta ai seminatori d'odio e a chi vuole instaurare in Italia un clima da guerra civile".

Giovanni Carzana

fonte:http://magazine.ciaopeople.com/Cellulari_Web-10/Internet_&_dintorni-31/Aggressione_Berlusconi,_Governo_annuncia_oscuramento_web-16909

venerdì 11 dicembre 2009

Provocazione Quella sovranità della moneta in mani private


Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande
maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro. Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.
Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.

Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.

fonte:http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1#1

mercoledì 9 dicembre 2009

Candy: il primo magazine sull'estetica trans



In tempi di polemiche, dove le e i trans vengono sbattuti in ogni angolo di televisione, esce Candy Magazine: 'La prima rivista di moda dedicata al travestitismo, transessualità, cross-dressing e androginia'.

di Davide_Bombini
13 Novembre 2009

Candy Magazine, forse involontariamente, ha dato a tutti una lezione di stile e di vita. Nel periodo (ciclico) dove le e i transgender vengono mercificati, strumentalizzati e trasformati in fenomeni da baraccone, Candy si proclama “ La prima rivista di moda interamente dedicata alla celebrazione del travestitismo, della transessualità, del cross-dressing e dell’androginia, in tutte le loro manifestazioni”.

Un elogio su tutti i fronti di quella realtà che spesso viene individuata come un'anomalia inspiegabile dalla quale, motivati dall'ipocrisia e dalla superficialità profonda, è bene prendere le distanze.

Il periodo è particolare: oltre al caso Marrazzo dove, lo voglio ricordare, sono coinvolte transgender che si prostituiscono (trans = prostituta è un'idiozia), si discute di Gabriele, il trans del Grande Fratello, in Finlandia un Pastore decide di rivelare il proprio vero sesso, continuando a servire messa e altri casi simili.

A posare per la copertina è Luke Worral, il modello dei modelli, fidanzato di Kelly Osbourne, travestito e bellissimo.

Il mag è stato stampato in sole 1000 copie: non tutti hanno le capacità per metabolizzare un oggetto come questo. Le foto sono state realizzate dal sapiente Brett Lloyd, mentre la pubblicazione ha la protezione Luis Venegas, già patrono di Electric Youth! e Fanzine 137

CANDY 1 from Luis Venegas on Vimeo.



fonte:http://beta.gay.tv/articolo/3/8735/Chi-e--questa-ragazza--Luke-Worrall

martedì 8 dicembre 2009

Le trans nello stato di Bahia (Brasile) avranno diritto di utilizzare il nome sociale



La decisione è stata presa dal segretario per lo sviluppo sociale e la riduzione della povertà, nello Stato di Bahia, Valmir Asuncion, attraverso il decreto n. 220 del 27 novembre 2009 che autorizza i transessuali ad usare i nomi come sono conosciuti socialmente, in tutti i documenti in generale.
La decisione è già entrata in vigore nei 417 comuni dello stato di Bahia, ed obbliga chiunque a rivolgersi alle persone trans col genere femminile.
La stessa cosa si verificherà nello stato di Piauì, dove anche qui, per la legge n°5.916/2009, a nome della deputata Flora Izabel(PT), le persone transgender avranno documenti che riporteranno il nome che ciascuno vorrà scegliere, e quindi saranno così identificate in tutti i rapporti che avranno con le istituzioni governative, scuole, ospedali ecc.

Le Nazioni Unite (ONU) ha lanciato negli ultimi 16 giorni in Brasile, una campagna legale volta a combattere i vari tipi di pregiudizio, soprattutto contro gay, lesbiche, travestiti e transessuali. Il messaggio principale del "come te" ci ricorda che ognuno è umano e merita rispetto.

Nel video su pregiudizi nei confronti di transessuali, un gruppo di persone molto diverse, la maggior parte in Brasile, dice che "come te, ho amici, famiglia, ho dei progetti, piani di lavoro, ho fiducia , credenze e speranze ...". Potete vedere il video cliccando qui sotto:

Per tornare all'Italia, dove questi argomenti sono ben lontani dall'essere discussi con serietà, e dove la mancanza di rispetto nei confronti delle persone transgender dilaga, soprattutto in parlamento, auguriamoci che il nostro ministro delle Pari Opportunità legga queste notizie.




fonte:http://mixbrasil.uol.com.br/pride/ativismo/trans-da-bahia-vao-poder-usar-nome-social-em-sistema-de-assistencia-social.html

Una decisione senza precedenti in Brasile. Una trans ha cambiato sesso e nome nel suo certificato di nascita


Una decisione senza precedenti in Brasile.
Una trans ha cambiato sesso e nome nel suo certificato di nascita.

Maite Schneider Caldas de Miranda di 37 anni, non ha mai avuto un lavoro con un contratto formale, presentare i documenti ufficiali le ha sempre causato imbarazzo nella vita, mostravano una persona che non era.
Il suo caso è stato il primo che un giudice brasiliano ha considerato, per essere in grado di includere una rettifica al cognome, Schneider, ora ufficiale, oltre al nome. Fino ad allora, l'inserimento di un cognome non poteva che essere dato dalla contrazione del matrimonio.
Maite Schneider, è attrice, poetessa ed attivista militante per i diritti Glbt in Brasile.http://www.casadamaite.com/

Drag queen comanda Flash Mob in una grande spiaggia australiana

Sicuramente tutti noi abbiamo già visto un flash mob . Manifestazioni artistiche possibili soltanto grazie a Internet. Le persone con lo stesso interesse si uniscono per trovare un posto per presentare una performance pubblica, così la settimana scorsa, la famosa drag queen australiana Joyce Mange, nella spiaggia Bondi Beach, ha organizzato una performance entusiasmante.
All'inizio sembravano solo 4 gatti, ma dopo qualche minuto l'entusiasmo dilagante ha coinvolto l'intera spiaggia.
Guardare per credere, molto carino!

UGANDA ANTI GAY CONCERTO SPONSORIZZATO DA PEPSI


La Pepsi ha sponsorizzato un concerto della star jamaicana Beenie Man, noto cantante omofobo, che istiga all'omicidio di omosessuali. L'Uganda è un paese dove può essere molto pericoloso, fare queste affermazioni, anche perchè l'omosessualità è punita con l'ergastolo o la pena di morte.
Probabilmente la società Pepsi non è al corrente delle crudeltà che accadono in quel paese.
In Uganda quest'anno si è verificata un'impennata di persecuzioni alla comunità GLBT, che sono state pubblicamente denunciate attraverso radio tv e giornali. L'ultima proposta di legge del parlamento consente la condanna a morte di omosessuali, e impedisce di fatto la difesa nei tribunali con una condanna di sette anni per i difensori.
Speriamo in un futuro prossimo che anche queste persone sia trattate in maniera paritaria a chiunque altra.

tradotto:Ghignatti

fonte:http://www.gather.com/viewArticle.action?articleId=281474977936930&grpId=3659174697244816&nav=Groupspace

lunedì 7 dicembre 2009

Sindaco Torino celebra nozze gay

Il primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, unirà a nozze nei prossimi giorni, anche se soltanto simbolicamente, due donne. Una dirigente del Comune ed un'educatrice vivono insieme da una decina di anni e hanno maturato negli ultimi tempi il desiderio di coronare la loro unione con il matrimonio. Ne hanno parlato con il sindaco che si è detto d'accordo. La cerimonia, tuttavia, anche se ci saranno i testimoni, sarà priva di valore giuridico.

"Credo sia giusto che persone dello stesso sesso che si amano possano desiderare di regolarizzare la loro posizione e vedersi così riconoscere i basilari diritti della coppia" ha sottolineato il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.

Le due donne interessate, una dipendente del Comune, Antonella D'Annibale, 45 anni, operatrice del settore Pari Opportunità, e Debora Galbiati Ventrella, 44 anni, educatrice professionale, di famiglia operaia e valdese, da anni impegnate nella battaglia per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, si dicono molto grate al sindaco.

Se con loro si schierano (ovviamente) le associazioni gay e i radicali tra cui Silvio Viale, il gruppo An-Pdl parla di "propaganda irresponsabile, spot politico, scoop teso a modificare la struttura sociale della città".
fonte:http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo467847.shtml

Diocesi episcopale Los Angeles nomina vescovo una lesbica


SAN FRANCISCO (Reuters) - La diocesi episcopale di Los Angeles ieri ha nominato vescovo assistente una donna reverendo dichiaratamente lesbica, un passo destinato a scatenare nuove tensioni nella comunità anglicana sulla questione del clero gay.

Il reverendo Mary Glasspool, 55 anni, di Baltimora, è il primo sacerdote dichiaratamente omosessuale scelto come vescovo episcopale dopo Gene Robinson del New Hampshire, la cui consacrazione nel 2003 scosse profondamente l'unità della Chiesa.

L'elezione di Glasspool dovrà essere approvata dalla Chiesa nazionale.

La questione del clero gay ha spinto alcune congregazioni a lasciare la Chiesa episcopale e a formare una Chiesa nordamericana rivale che vanta 100mila fedeli. Le chiese anglicane in regioni come l'Africa hanno tagliato i rapporti con i più liberali confratelli americani.

A luglio la Chiesa episcopale, che ha 2 milioni di fedeli, ha tolto una moratoria sull'elezione di vescovi gay.

"Sono molto eccitata per il futuro dell'intera Chiesa episcopale, e vedo la diocesi di Los Angeles aprire la strada verso il futuro", ha detto Glasspool sul sito web della diocesi.

Se la sua elezione sarà ratificata, Glasspool verrà ordinata vescovo il prossimo maggio per assistere il vescovo J. Jon Bruno in una diocesi con 70mila fedeli.

E' stata eletta vescovo assistente anche Diane Bruce.


fonte:http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5B503020091206

Iran, duri scontri a Teheran la polizia spara i lacrimogeni

Arrestate le madri delle vittime della repressione del luglio scorso





TEHERAN
- Tensione alle stelle in Iran in occasione della giornata dello studente. Duri scontri tra polizia e sostenitori del leader dell'opposizione Mir Moussavi, si stanno verificando a piazza Enghelab, nei pressi della principale università di Teheran. Due donne, vestite di verde (il colore scelto dagli oppositori del regime) sarebbero state arrestate, mentre (secondo un sito web vicino all'opposizione) sono stati disattivati i collegamenti cellulari nelle zone centrali della capitale e attorno all'università. "Gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni contro gruppi di manifestanti che scandivano slogan anti Ahmadinejad" dicono alcuni testimoni. E c'è chi parla di colpi di pistola sparati in aria. Dall'interno dall'università arrivano grida di 'Allah Akbar' (dio è grande) e slogan anti-governativi. Stesse scene sono segnalate all'università Sharif, l'ateneo scientifico più prestigioso dell'Iran. Le forze di sicurezza sono presenti in maniera massiccia anche in altri punti dell'area centrale di Teheran, specialmente sulla Piazza Haft Tir, da dove nei mesi scorsi sono partiti cortei dell'opposizione.

Oggi, in Iran, si celebra la giornata degli studenti, per commemorare l'uccisione di tre giovani nel 1953 da parte dei servizi segreti del regime. E proprio per staccare la spina sull'opposizione, le autorità di Teheran, sabato, hanno sospeso gli accrediti ai corrispondenti stranieri. Nelle ultime settimane i siti riformisti avevano dato notizia degli arresti di diversi dirigenti studenteschi, mentre la polizia aveva fatto sapere che sarebbe intervenuta ""severamente" contro qualsiasi manifestazione "illegale".

Madri arrestate.
Secondo il sito riformista Mowjcamp oltre una decina di madri di giovani morti nelle manifestazioni di protesta dell'estate scorsa sono state arrestate mentre si radunavano come ogni settimana in un parco di Teheran. Le madri, precisa il sito, sono state affrontate dalla polizia durante un raduno che tenevano sabato nel Parco Laleh, nel centro della capitale. Gli agenti hanno cercato di farle sgomberare, ma quando le donne hanno opposto resistenza, diverse di loro sono state arrestate. Da mesi, ormai, le madri delle vittime nella repressione delle proteste, accompagnate da altre donne attiviste, si riuniscono ogni sabato al Parco Laleh per chiedere giustizia.

fonte:http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/iran-9/scontri-universita/scontri-universita.html

sabato 5 dicembre 2009

No-B day, grazie alla rete il popolo viola invade tutto il pianeta.




"ARRIVA LA RIVOLUZIONE VIOLA"
"Siamo più di un milione". E' quanto hanno riferito dal palco di San Giovanni gli organizzatori del No B-Day. "Siamo tutti noi, il popolo viola - aggiungono -. Quanto abbiamo detto che eravamo circa 500mila ancora la piazza non si era riempita. Ora sono piene anche tutte le vie laterali, forse siamo anche quasi un milione e mezzo".
La rivoluzione viola sta arrivando, noi vogliamo solo finire questa manifestazione e farla metabolizzare agli italiani, non puntiamo ad altro». Cosi Gianfranco Mascia, uno dei principali organizzatori del No-B Day, ha commentato lo svolgimento della manifestazione. La testa del corteo sta per arrivare a via Labicana. «Sta andando meglio di come ci aspettavamo, alle 12 piazza della Repubblica era già gremita - spiega ancora - non pensavamo che il passaggio dal virtuale al reale avrebbe funzionato così bene. È un successo di tutti gli italiani, siamo andati al centro dell'agenda politica». Quanto ai motivi che hanno spinto gli organizzatori del corteo a scendere in piazza per chiedere le dimissioni del governo Mascia aggiunge: «chiediamo le dimissioni di Berlusconi innanzitutto per il suo bene e per consentirgli di difendersi meglio».

Ad accogliere i manifestanti sulla piazza già' diverse migliaia di persone che stanno ascoltando la musica rock diffusa dal palco allestito sulla piazza. Mentre il sole sta tramontando sono centinaia le bandiere che punteggiano la folla: da quelle rosse di Rifondazione Comunista e del quotidiano l'Unita', a quelle bianche di Di Pietro-Italia Dei Valori, si stanno man mano mescolando gli stendardi viola portati dagli esponenti della società' civile che hanno scelto questo colore per rappresentare la loro non appartenenza politica. Sulla piazza persone di tutte le eta': tanti i giovani, ma tantissime anche le famiglie con bambini, le coppie di mezza eta', gli anziani e gli immigrati. Quasi tutti indossano qualcosa di viola: sciarpe, maglioni, gilet o gonne e c'e' anche chi, come qualche ragazza, e' scesa in piazza completamente vestita di viola, dalle scarpe al berretto. ''Siamo 350 mila''. E' quanto affermano gli organizzatori in testa al corteo del No B Day, ormai quasi in vista di piazza San Giovanni in Laterano a Roma.

''Si fa solo i c... suoi e a pagare siamo noi'' gridano i manifestanti. ''Buffone, buffone''. ''Ladro e mafioso''. E' quanto scandiscono i manifestanti del No B Day a Roma che sono giunti ormai a via Merulana.In molti cartelli si elogia il presidente della Camera Gianfranco Fini: ''Meno male che Gianfranco c'e''', recita uno slogan. Molti i riferimenti in positivo al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ci sono anche dei manifestanti che si fanno fotografie vicino alle migliaia di manifesti sui muri del No B Day.

LA DIRETTA SULLA TV DANESE - Il No B day trasmesso in diretta dalla Tv danese, oltre che da Rainews 24, Sky Tg24, Red Tv e You Dem. Ad annunciarlo sono gli organizzatori della manifestazione, che rendono noti anche alcuni dettagli dell'iniziativa. ''Possiamo essere soddisfatti - ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori - del fatto che ci sara' la diretta di una rete televisiva pubblica nazionale: quella Danese. Infatti abbiamo saputo che il canale televisivo pubblico della Danimarca ha deciso di mandare in onda non solo P.zza San Giovanni, ma seguira' tutto il corteo. Una bella dimostrazione di democrazia nei confronti di chi - alla RAI - ha preferito non concedere la diretta TV. Vorra' dire - conclude Mascia - che chi vorra' seguire la diretta in Italia dovra' collegarsi - via satellite - con la tv danese''. Per altro anche se nessuna rete Rai diffusa su segnale analogico seguira' la manifestazione, lo fara' Rainews 24, che va su satellite e digitale terrestre.

ORE 18.40: folla in piazza san Giovanni
Sicuramente siamo più di un milione». Lo ha detto Gianfranco Massa, uno degli organizzatori del No B Day, riferendosi al numero delle persone presenti a piazza San Giovanni. Le stime della questura parlano invece di 90 mila persone.

In piazza si stanno alternando sul palco diversi oratori, nessuno appartenente a partiti.

«Sono qua per chiedere un paese normale, il Parlamento è intasato da gente che non pensa al bene del Paese ma a quello di pochi che approfittano di leggi ad personam per salvarsi il fondoschiena». Così la cantautrice Fiorella Mannoia ha spiegato, intervistata da Rainews 24, i motivi della sua partecipazione al `No B day´ in piazza San Giovanni.

Applausi contro Pd e Chiesa. Fragorosi applausi e segnali di apprezzamento hanno salutato, tra la folla di piazza San Giovanni in Laterano a Roma, l'intervento dell'attore Ulderico Pesce, che nel corso del suo intervento dal palco ha chiesto a gran voce: «dov'è il Pd, dov'è Bersani, dov'è la chiesa, dov'è il papa» facendo riferimento alla crisi economica e sociale del paese.

Ma è Salvatore Borsellino, fratello del giudice ammazzato dalla mafia, ad infiammare più di chiunque altro la piazza. Borsellino sale sul palco con ‘l’agenda rossa’ in mano ed esordisce affermando: “Il vero vilipendio è che persone come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni. Schifani non vuole chiarire i rapporti avuti con la mafia nel suo studio professionale”. Interrotto più volte dall'ovazione della folla, il fratello del magistrato prosegue: “Oggi finalmente alcuni collaboratori di giustizia raccontano la verità su come Berlusconi è andato al potere, su come hanno sostenuto il suo partito. A me delle escort e del processo Mills non mi importa nulla. Io sono qui perchè la mafia esca fuori dallo stato e dalle istituzioni, e io sono qui per difendere il diritto di Berlusconi, per difendere il suo diritto ad essere processato, così potrà dissipare i dubbi che lo riguardano”. “Come si può accettare - ha proseguito Salvatore Borsellino - un presidente del consiglio il cui partito è sorto con i capitali della criminalità organizzata, la quale ora lo ricatta. Non dobbiamo permetterlo, dobbiamo essere noi a cacciarlo”. “La criminalità - ha proseguito - lo ha messo lì - ha detto ancora - e ora lo vuole cacciare perché non ha rispettato i patti. Succede a lui quello che è accaduto a Salvatore Lima”. Borsellino ha infine citato tutti i nomi degli agenti di scorta del fratello Paolo morti con lui nell'attentato: “quei ragazzi sono i nostri eroi, non Vittorio Mangano; quello è un loro eroe”. Borsellino ha quindi detto che ci sono decine di agenti disposti a far da scorta ai “giudici coraggiosi”. “Questi giudici - ha concluso - non li faremo uccidere, faremo noi da scorta a loro”.

Alla manifestazione c'erano anche Nanni Moretti, Silvio Orlando e Ascanio Celestini.Di Pietro: resistenza a governo fascista. «È la prima giornata di una resistenza attiva prima di dare la spallata finale ad un governo piduista e fascista», ha sottolineato il presidente dell'Italia dei valori Antonio di Pietro, presente al No B day.

Bindi: qui il popolo indignato e non frustrato. «Qui non c'è un popolo di frustrati, ma di indignati», ha osservato Rosi Bindi, presidente del Pd, presente anche lei nonostante le divisooni del partito alla manifestazione. «Quando le persone si incontrano - ha proseguito - c'è sempre un valore aggiunto, ed è molto positivo che qui ci siano molte persone, soprattutto giovani e donne che ancora hanno una capacità di indignazione e reazione rispetto alla vita del paese».

Fra i politici presenti al No B day anche l'ex leader del Pd, Dario Franceschini, l'ex candidato alla segreteria Ignazio Marino, il presidente della Puglia, Niki Vendola, l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, e il segretario del Prc Paolo Ferrero che ha affermato: «L'opposizione è qui».

YOUTUBE: Le immagini del "No B Day di Roma". Youtdem.tv trasmette le immagini della manifestazione nata dalla rete e non dai partiti. Una manifestazione che ha spaccato il Pd, Bersani infatti non è presente, ma le secondo file hanno deciso di partecipare e con loro anche la televisione ufficiale di partito. Il direttore di Youdem.tv, Walter Verini, spiega perchè: "Il Partito Democratico deve esserci, deve ascoltare queste persone, anche senza essere d'accordo. Se non fossimo qui avremmo avuto più difficoltà a farci capire. Basta vedere come sono stati accolti i nostri esponenti".

Il popolo viola invade tutto il pianeta



Sprazzi di viola a Parigi, Berlino, Londra, Barcellona e persino a Sydney hanno colorato oggi il 'No B Day' degli italiani all'estero. Mentre a Roma si teneva infatti la "manifestazione madre", piccoli gruppi di italiani e stranieri si sono fatti sentire anche in giro per il mondo. Con canti, slogan e striscioni che andavano dallo scontato "Silvio go home" ai più irriverenti "Too much Viagra drives you crazy" (troppo Viagra fa impazzire), o "I love the Constitution not the prostitution", trascinati per le strade di Sydney.


Si è inizato in Australia

Proprio la città australiana - per via del fuso orario - ha aperto le danze con il primo appuntamento della giornata, quando in Italia erano ancora le 4 del mattino. Tra le cento e le centocinquanta persone si sono riunite al grido di "Berlusconi go" nella piazza davanti al consolato italiano per un raduno lanciato, sulla scia di quello di Roma, da gruppi di ragazzi sul web.


A Berlino alla Porta di Brandeburgo

Un pò più affollate le manifestazioni europee. A Berlino ce n'erano 400, sotto la Porta di Brandeburgo, a chiedere al premier, diciamo così, di farsi da parte. Anche qui a farla da padrone slogan e striscioni del tipo 'La mafia non esiste. Berlusconi e Dell'Utri invece sì" e "No B Day Everyday".

A Parigi Paolo Flores D'Arcais

Quattrocento anche a Parigi, al Trocadero, per un sit-in dove hanno preso la parola anche Paolo Flores D'Arcais, direttore di MicroMega, e Beatrice Biagini, responsabile del Pd per la capitale francese.

A Londra letti testi di Saviano

I 300 manifestanti londinesi si sono dati invece appuntamento davanti al consolato d'Italia, dove sono stati letti testi di Roberto Saviano e poesie di Andrea Camilleri. "Questa protesta nasce come un movimento fatto di persone - ha detto uno degli organizzatori, il dottorando dell'Università di Bristol Luca Marseglia -. È una manifestazione apartitica ma molto politica. Non ha colori, se non il viola della transizione".

In Spagna "No B Day" in 4 città

In Spagna poi il "No B Day" è andato in scena non solo nel cuore della capitale, ma anche a Barcellona, Siviglia e La Coruna. A Madrid c'erano 200-300 persone davanti all'ambasciata italiana. Altre 300 hanno aderito all' iniziativa a Barcellona, a Porta dell'Angelo, accanto alla Rambla. Poche decine invece gli autoconvocati di Siviglia, in Andalusia, e La Coruna, in Galizia. "In Spagna, ma non solo, l'Italia di oggi è vista come un paese mal governato, un pò come la contea di Nottingham, quella di Robin Hood, dove il cattivo sta al potere. Con la sola differenza che i cittadini italiani navigano nell'ignoranza tra un tg falso, uno abusivo e un Grande Fratello", ha gridato al megafono Massimo Cricchi, uno degli organizzatori della manifestazione catalana.



fonte:http://www.italiainformazioni.com/giornale/politica/73645/roma-siamo-350mila.htm

http://www.leggonline.it/articolo.php?id=36870
http://www.affaritaliani.it/ultimissime/flash.asp?ticker=051209184947
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=83126&sez=HOME_INITALIA&ssez=POLITICA
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=7822:no-b-day-dal-palco-salvatore-borsellino-infiamma-la-piazza-via-la-mafia-dalle-istituzioni&catid=43:11-ottobre&Itemid=150
http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2009/12/5/YOUTUBE-Le-immagini-del-No-B-day-di-Roma/53884/
http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Il%20popolo%20viola%20invade%20tutto%20il%20pianeta&idSezione=5075
foto:http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?media=13645&tipo=photo&id=377542&cat_principale_page=1&canale=0&canale_page=1

Dove, come, quando No Berlusconi Day





Si parte oggi alle 14 da P.zza della Repubblica

Si farà il seguente percorso:

Via delle Terme di Diocleziano
Via Giovanni Amendola
Via Cavour
P.zza Esquilino
Via Liberiana
P.zza Santa Maria Maggiore
Via Merulana
Viale Manzoni
Via Emanuele Filiberto
P.zza San Giovanni

A piazza San Giovanni si inzia con la musica alle 15.30

Alle 16.30 inizio interventi:

Massimo Malerba Portavoce NBD
Ascanio Celestini Attore
Domenico Gallo Magistrato
Ragazzi di Corleone – Terre confiscate dalla mafia
Salvatore Borsellino – Agende Rosse
Liisa Liimatainen – Giornalista finlandese
Alessandro Gilioli – Blogger
Ulderico Pesce – Attore
Dario Fo & Franca Rame
Mustafà Sarr – Immigrazione – White Christmas
Moni Ovadia – Attore, Regista, Musicista
Renato Accorinti – Comitato NO PONTE
Carlo Cosmelli – Docente Fisica – La Sapienza
Margherita Hack – Scienziata astrofisica
Claudia Pellini – Federica D’alessandro Insegnante precaria – Studentessa
Antonio Tabucchi Scrittore – VIDEO
Giorgio Bocca – Giornalista
Josè Saramago – Scrittore (testo letto)

Francesca Fornario – Autrice satirica
Ascanio Celestini – Attore

Dalle 18.30

Inizio concerto con

Roberto Vecchioni
Paola Turci
Tete de bois
Er Piotta

e tanti altri…

fonte:http://www.noberlusconiday.org/