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giovedì 7 gennaio 2010

Letterman ironizza sul trans scelto da Obama. E' polemica


L'ironia di Letterman sul trans nominato da Obama scatena una grande polemica.

David Letterman è ancora una volta nell'occhio del ciclone a causa di una gag a cui ha dato vita nel corso di una delle ultime puntate del Late Show, celebre talk che il comico conduce sulla CBS.

Da anni ormai Letterman è celebre per le sue battute al vetriolo sui personaggi più importanti della vita mondana nazionale e internazionale, e stavolta ha deciso di non lasciarsi sfuggire l'occasione per fare ironia sull'elezione di Amanda Simpson, trans scelto dal Presidente degli Usa Barack Obama per un importante incarico al Dipartimento del Commercio.

Nel corso della prima parte del suo show, durante la quale abitualmente si esibisce in un monologo che commenta i fatti e le persone protagonisti dell'attualità, Letterman mostra una foto della Simpson, sorridente e ben truccata. A quel punto, una voce si leva dallo studio: "Oh mio dio, era un uomo! Amanda era un bellimbusto! Oh no!".

Ad urlare è Adam Kalter, annunciatore del Late Show e volto conosciutissimo a chi segue la trasmissione, che abbandona di corsa lo studio, dopo aver scoperto che Amanda, con cui lascia intendere di aver avuto una relazione, era un uomo….

La gag, accolta dal pubblico in sala con risate e applausi, è stata subito criticata da associazioni a difesa dei diritti umani e gruppi a sostegno degli omosessuali, che chiedono alla rete CBS, che manda in onda il programma, e al conduttore David Letterman, di scusarsi con Amanda Simpson e con tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla scena. "La decisione di ignorare che la signora Amanda Simpson sia incredibilmente ben qualificata per la sua posizione lavorativa per concentrarsi invece sulla sua identità di genere, riflette un sentimento di transfobia", ha scritto la Human Rights Campaign in una lettera inviata a Letterman. "La sua gag - recita ancora la lettera - afferma ed incoraggia un pregiudizio contro i trans americani, che li tiene lontani dal trovare opportunità di lavoro e di abitazione. Le chiediamo - scrive l'associazione rivolgendosi a Letterman - di scusarsi pubblicamente con Amanda Simspon e la comunità trans per questo sfortunato episodio".

Anche Jarrett Barrios, presidente della Gay & Lesbian Alliance Against Defamation ha chiesto al conduttore di scusarsi: "Promuovendo ingiuste e crudeli reazioni verso le persone trans, il David Letterman Show nutre l'epidemia di discriminazione e di violenza che sta colpendo i trasngender americani". Chissà se, come è avvenuto in passato, David Letterman prenderà atto di aver esagerato e deciderà di scusarsi….

fonte:http://www.trendystyle.it/notizie/57189/articolo.htm

Diritti omosessuali: giovane ligure ha un malore durante lo sciopero della fame


Savona. Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, una coppia di giovani omosessuali, sono dal 4 gennaio in sciopero della fame. Secondo quanto reso noto da diversi siti di comunicazione gay e dallo stesso Zanardi, ieri in serata è stato necessario l`intervento di una ambulanza e di una unità di rianimazione per uno choc anafilattico. Zanardi, in una comunicazione all'indirizzo gayitaliani.eu su cui è possibile assistere alla diretta dello sciopero della fame, spiega: "Con la nostra iniziativa nonviolenta intendiamo porre all'attenzione delle massime autorità istituzionali, innanzitutto ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il fatto che da anni giacciono ormai impolverate diverse proposte di legge sulle unioni civili e sul matrimonio gay e che la stragrande maggioranza della classe politica ignora. Questa mancanza di attenzione è gravissima ed evidenzia il forte grado di inciviltà".

fonte:http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=16&l_id=9&article_id=125512&l=it

Trans massacrata di botte dalla “banda del Valentino”


TORINO 07/01/2010 - Forse la stessa banda composta da quattro giova­ni italiani, ha colpito due volte al Valentino e poi lun­go il parco, giù fino in corso Galileo Galilei. Per indivi­duare i feroci aggressori so­no in corso delicate indagi­ni condotte dagli agenti del commissariato Centro e delle volanti della polizia. « Agiscono sempre allo stesso modo, a volto sco­perto e con violenza». La prima rapina è stata perpe­trata a notte fonda proprio davanti alla discoteca “Chalet”.

La “banda dei quattro” ha avvicinato un ventenne che stava raggiungendo la sua auto sportiva dopo una se­rata trascorsa a ballare. Gli aggressori non gli hanno ri­volto neppure una parola, lo hanno immobilizzato e poi colpito a calci, pugni e schiaffi. Infine, gli hanno sfilato il portafoglio che conteneva poche decine di euro e se ne sono andati lasciando il giovane quasi privo di sensi disteso sul selciato. Poco dopo, rapina “fotocopia” lungo il Po ma alla periferia della città.

Questa volta la vittima de­signata è stata una transes­suale residente in città che adescava i clienti della not­te. Anche in quest’occasio­ne i giovani rapinatori sono subito passati alle vie di fatto. Spintonata, insultata e pre­sa a pugni fino a rendere il volto della trans un’inguar­dabile maschera insangui­nata.
I malviventi si sono impos­sessati della borsetta che conteneva alcune centinaia di euro e sono poi scappati in direzione Moncalieri. Stranamente, però, in en­trambi i casi, nonostante le ferite riportate, le due vitti­me hanno rifiutato le cure mediche del 118.

fonte:http://www.cronacaqui.it/news-trans-massacrato-di-botte-dalla-banda-del-valentino_30732.html

L'inconsapevole e Silente Potere delle Donne


L'inconsapevole... e Silente Potere delle Donne
di Lucretia Serthra
editore Lulu - www.lulu.com

Il libro, scevro da misoginia e misandria, è un’analisi che pone sotto i riflettori gli incerti postulati relativi all'ampio libero arbitrio che le donne hanno in società nella scelta e gestione della loro immagine, ed il conseguente potere che ne deriva concatenato a molteplici ed insospettabili... influenze sociali.

Un'attenta e critica disamina, esclusivamente contemporanea, che avvince nella concreta realtà sociale quotidiana, la quale, a poco a poco, evoca ed appalesa correlazioni e sinergie che, usualmente, sfuggono la sensibile percezione, sono sottese o innominabili.

Un punto di vista che va oltre le cattedratiche ed eristiche convenzioni sociali, utilmente sofisticato e dissacrante, mirato a svelare le cause dei problemi, e non all'avido sciacallaggio emotivo dei medesimi, volutamente escluso ogni retaggio storiografico a favore dei passionali eventi contemporanei.

Lucretia Serthra, neo scrittrice di Torino ed autrice del libro, vive con equilibrio e senza enfasi la sua realtà di Transgender, rapportandosi apertamente con quotididiana disinvoltura e dignità alle complesse convenzioni sociali; questa libera esperienza unita alle sue connaturate peculiarità, è stata l’armonica e costante musa ispiratrice del libro.


Intervista a Lucretia Serthra:
http://www.libriescrittori.com/libri/intervista-a-lucretia-serthra/

Il libro è disponibile sul sito dell’editore www.lulu.com dove è possibile leggere l’intoduzione ed il primo capitolo

info lucretiaserthra@gmail.com
sito : http://ilpoteredelledonne.ilcannocchiale.it

martedì 5 gennaio 2010

Lady Gaga spaventa i fan e combatte gli omofobi



Lady Gaga inscena la propria morte sul palco durante il concerto di Capodanno a Miami in modo un po' troppo realistico, lasciando i fan in ansia

E anche la nuova decade è iniziata all’insegna di Lady Gaga. La star era una delle grandi protagoniste dei concerti che avrebbero dato il benvenuto al 2010 : ovviamente fra tutti il suo era il concerto più atteso, e come sempre la star non ha deluso.

L’evento si è tenuto presso il nightclub LIV di Miami, a bordo della piscina del lussuosissimo Fontainebleau Hotel e ovviamente non mancavano le grandi star anche fra il pubblico. Tra queste in particolare sono stati avvistati Chace Crawford, divo della serie Gossip Girl, Hayden Panettiere, star di Heroes, ma anche Akon e Chris Brown.

Lady Gaga ovviamente non ha lasciato che lo spettacolo passasse inosservato e ha ben pensato di far prendere un bello spavento ai fan inscenando la propria impiccagione durante la sua hit Paparazzi. Le finte ferite riprodotte sul collo della star, nonchè la finta morte, erano così realistiche, però, che ad un primo momento i presenti hanno creduto che la star fosse svenuta veramente sul palco riportando profonde ferite alla gola. Fortunatamente, però, Lady Gaga sta più che bene e non ha intenzione di fermarsi neppure per l’anno nuovo.

Sempre in questi giorni, la star avrebbe avuto a che fare con un interlocutore abbastanza tenace e convinto delle sue idee omofobe. Il condizionale in questo caso è d’obbligo perchè secondo alcuni siti si tratterebbe solo di una voce, eppure è stata confermata in varie occasioni e conoscendo Lady Gaga, non è neppure un atteggiamento che può stupire da parte sua. L’uomo si sarebbe avvicinato alla star mentre questa si trovava in un locale di Ottawa, Canada dove si era appena esibita, per esprimere la propria opinione sulle amicizie di Lady Gaga stessa. Secondo l’uomo, infatti, non solo Lady Gaga sarebbe un uomo ma la sua amicizia con Adam Lambert, star dichiaratamente omosessuale, la porterebbe a bruciare all’inferno. Lady Gaga è allora intervenuta per difendere il proprio amico, asserendo di non essere minimamente interessata agli insulti sulla propria persona, ma pregando l’uomo di non rivolgersi in quel modo ai propri amici dal momento che questo la metterebbe proprio sul piede di guerra. E detto ciò, la paladina dei gay Lady Gaga avrebbe rovesciato il proprio drink sulla testa del malcapitato ignorante.


fonte:http://music.fanpage.it/lady-gaga-spaventa-i-fan-e-combatte-gli-omofobi/

Lettera aperta alla Befana


Carissima Befana scrivo a te perché sei donna una di quelle donne che non ha bisogno di passare molto tempo in palestre e cliniche estetiche, perché tu sei quello che vuoi essere una portatrice di doni; ti scrivo a nome della mia associazione AGEDO, per chiederti un dono difficile, forse addirittura impossibile quello di far arrivare questo mio povero scritto il più in alto possibile, perche io e la mia associazione non abbiamo una grande voce in capitolo, non uffici stampa potenti non soldi per comprare una pagina su un giornale per dire a chi guarda ma non vede che noi genitori siamo molto preoccupati per queste morti continue nel mondo delle transessuali; si noi genitori perché anche i trans anche se incredibile hanno dei genitori che soffrono e si preoccupano ma che a volte non hanno la forza di uscire allo scoperto.

Cara Befana, guardando la televisione in questi giorni ho fatto delle riflessioni; se invece di Piazza San Pietro una signora un po’ entusiasta 2010 anni fa sarebbe corsa ad abbracciare Gesù li in Palestina , Lui non sarebbe caduto sotto il peso dei suoi paramenti, non sorretto da quel bastone pastorale che dovrebbe reggere gli affanni del mondo!

Gesù forse, anzi sicuramente si sarebbe fatto abbracciare e poi non avrebbe ignorato nei suoi discorsi il destino dei suoi fratelli e sorelle transessuali, morti nell’inferno di celle mostruose o ritrovate sul greto di un fiume in un sacco di spazzatura.

I nostri figli non sono immondizia, i nostri figli non sono di serie A, B oppure nel caso delle o dei trans di serie Z.

Gingilli di divertimento per facoltose e insospettabili persone quando diventano scomod* si cancellano perché tanto nessuno l* reclama.

Noi invece genitori Agedo reclamiamo; per piacere che qualcuno ci dica che fine hanno fatto e perché scompaiono i nostr* figli, perché nessun velo di pietà e di amore li ammanta dopo la morte o ancor meglio nella loro difficile vita.

Allora carissima Befana affido questa lettera a Facebook che dicono sia più veloce della tradizionale scopa e se qualcuno che legge può far arrivare in alto questo nostro messaggio lo faccia perché quelli che per l’opinione pubblica sono “ i trans per noi sono semplicemente figl*

Grazie

Rita De Santis presidente Nazionale AGEDO
http://www.agedo.org/
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http://www.facebook.com/profile.php?id=1558836974&ref=profile#/notes/rita-de-santis/lettera-aperta-alla-befana/226983282071

2010: l'Italia sarà uno stato laico?


di Monica Lanfranco

Lo spot, che dura circa tre minuti, inizia con l’inno nazionale, e sullo schermo della tv passano gli articoli della Costituzione dove si ricorda che tutti gli esseri umani hanno diritto a libertà, integrità del corpo, uguaglianza e pari opportunità. Poi la scena cambia e, di seguito, una giovane donna si presenta e dice di essere insegnante e lesbica, un giovane uomo si presenta e dice di fare il programmatore e di essere gay, un altro si presenta e dice di fare l’operaio e di essere eterosessuale, poi è la volta di una barista transessuale e di una prostituta. Si ritrovano insieme in una stanza con sullo sfondo la bandiera nazionale e dicono di avere una cosa importante in comune: godere, tutte, degli stessi identici diritti. Cittadine e cittadini di uno Stato laico che si basa sulla condivisione di diritti, e di doveri, che prima di tutto è lo Stato stesso che salvaguarda e difende.


Ma non siamo in Italia. Siamo in Perù, paese dell’America latina non privo di problemi sociali ed economici, eppure capace di pensare, finanziare e diffondere via tv e internet un messaggio politico e culturale così semplice e così forte.

Se si fa un confronto con lo spot promosso in Italia dal Ministero delle Pari opportunità contro l’omofobia, nel quale la scelta è stata quella di puntare sull’insistenza del ‘ti interessa sapere se questa persona è etero o omosessuale’, è subito chiaro qual è l’abissale differenza: in Perù l’accento è sui diritti, in Italia no.

Mi importa o non mi importa: una visione lontana dall’orizzonte dell’impegno civile sottesa dall’analisi di ‘cosa ci accomuna e cosa no’.

Non è un particolare, è la sostanza. È l’essenza dalla quale scaturiscono scelte politiche collettive, ed è, soprattutto, una dichiarazione di intenti sorretta da una visione laica della coesistenza della collettività e della cittadinanza. Lo spot peruviano sta girando in rete, ed è un bene, perché è ora di ricominciare a guardare con attenzione alle priorità di una agenda non solo virtuale di priorità politiche.

Il 2009 si chiude in Italia con alcune domande fondanti e universali alle quali le forze laiche non sono state capaci di dare risposte unitarie: un essere umano potrà, in questo paese, decidere come terminare la propria vita, a casa sua o in strutture dedicate? Una donna potrà scegliere tra l’aborto farmacologico o chirurgico, e lo potrà fare nel rispetto della legge 194 oppure la legge sarà modificata in senso restrittivo? Due donne, o due uomini, potranno dirsi famiglia oppure no, e quindi adottare, stare in graduatoria per l’assegnazione di una casa, godere della pensione reversibile del coniuge, oppure saranno inesistenti agli occhi del diritto e della politica? Chi proviene da altri paesi godrà della cittadinanza e dell’inclusione come soggetto di diritti e di doveri, se rispetta le leggi? La libertà di professare la propria religione sarà, legittimamente, garantita a ogni persona, restando però fuori dallo spazio pubblico, oppure la visione laica dello stato sarà affiancata da quella religiosa al punto, come già accade in Inghilterra e in Canada, che alla legge laica sarà affiancata la sharia islamica, e il Vaticano potrà continuare a influenzare in modo sostanziale l’agenda politica e legislativa del nostro paese?

Nascere, crescere, vivere, lavorare, avere diritti e condividerli, decidere del proprio corpo, della propria esistenza e quindi di come essa si evolva e prenda forma, nel rispetto dei limiti e delle possibilità che la comunità traccia per il bene comune, limiti e possibilità dei quali la laicità dello stato è ingrediente fondamentale.

Sembrano argomenti alieni per la politica italiana di questi ultimi due decenni, e lo sono davvero, perché di fatto la politica in Italia è diventata altro rispetto alla collettività della quale, appunto, la politica dovrebbe curarsi.

Un corto circuito molto più pericoloso di quello che appare, e nel quale stanno germogliando frutti velenosi e mai debellati: il razzismo, il sessismo, la xenofobia, l’omofobia, alla base dei quali ci sono ignoranza e paura, a loro volta alimentati da un drammatico deficit culturale che ha visto la tv diventare il principale strumento di formazione delle coscienze. Lontani dall’essere oscurantisti ed economicamente arretrati, i fondamentalismi sono modernisti e capitalisti e si oppongono con forza alla visione laica della società. L’altra faccia della globalizzazione è la frammentazione delle comunità secondo i binari della religione, dell’etnicità o della cultura. È questa la situazione sfruttata dai fondamentalismi, che ben si saldano con le politiche delle destre. Tacere su questa rimozione non solo fa fare a noi occidentali un gigantesco passo indietro nella storia del percorso dell'autodeterminazione, ma infligge un colpo mortale a chi lotta per la secolarizzazione in paesi e culture dove ancora la religione e il patriarcato sono legge. Sostenere la laicità dello stato, oggi, significa difendere la libertà responsabile di ogni persona. Ma la politica se ne accorgerà?


gonte:http://www.dongiorgio.it/pagine.php?id=1946&nome=prima

Campagna d'odio in Uganda. Evangelici Usa contro i gay in Africa

LOS ANGELES Tre missionari evangelici americani sono andati in Uganda l`anno scorso per insegnare come si "cura" l`omosessualità. Hanno sottostimato la reazione della popolazione locale: appena partiti gli americani, un deputato ugandese ha presentato una proposta di legge per imporre la pena di morte ai gay. Morte per impiccagione, per essere precisi. Oggi i tre missionari stanno cercando di prendere le distanze dai loro seguaci ugandesi, dicono che il messaggio è stato distorto, sostengono di non avere avuto intenzione di fomentare una reazione di odio così estrema.

«Tutto ciò è orribile - ha detto Don Schmierer, uno dei tre predicatori - alcune delle persone migliori che conosco sono gay». Ma è emerso che uno dei suoi colleghi, Scott Lively, ha partecipato alla stesura del disegno di legge presentato dal deputato David Bahati, e ha paragonato la sua campagna antí-gay in Uganda a una «bomba nucleare contro l`omosessualità». II governo americano e altre nazioni che inviano aiuti all`Uganda hanno immediatamente chiesto al governo di Kampala di cestinare la proposta di legge in palese violazione dei diritti umani. Ma il governo ugandese per il momento non pare intenzionato ad ascoltare le esortazioni delle al- tre nazioni, e sembra propenso solo a commutare la pena di morte in ergastolo. L`Uganda, un paese dove il messaggio cristiano evangelico ha attecchito in modo forte, era stata lodata più volte dall`amministrazione Bush per i suoi valori famìgliari e aveva ricevuto generose donazioni per finanziare le campagne di astinenza sessuale. L`Uganda è un paese dove il movimento cristiano ultraconservatore è fortissimo, dove la proposta diístituire borse di studio per studenti vergini non fa batter ciglio quasi a nessuno. Il terreno era quindi particolarmente fertile per il mes- saggio omofobico dei tre predicatori americani. Per tre giorni una platea di uomini politici, insegnanti e rappresentanti delle forze dell`ordine ugandesi hanno discusso, lo scorso marzo, come correggere un omosessuale e trasformarlo in un eterosessuale; hanno imparato che i gay sodomizzano i bambini, che il movimento gay è un`istituzione malvagia intenta a distruggere la società. «Questi predicatori hanno alimentato un fuoco che non possono più spegnere» ha detto al New York Times il reverendo Kapya Kaoma, che per sei mesi ha documentato il rapporto tra il movimento antigay ugandese e gli evangelici americani.


fonte:http://www.lucacoscioni.it/rassegnastampa/campagna-dodio-uganda-evangelici-usa-contro-i-gay-africa

Sul blog di Forza Nuova minacce al fotografo della mostra sulla visibilità trans "Generi di prima necessità"

4 gen 10

Torino - "Sul blog di Forza Nuova sono apparse minacce palesi al fotografo della mostra sulla visibilità trans "Generi di prima necessità" a seguito del comunicato stampa di denuncia sugli atti vandalici ad una foto rovinata con una svastica e una croce celtica". A comunicarlo in una nota è il Ufficio Stampa Coordinamento Torino Pride lgbt, il quale affema di voler chiedere la cancellazione di "queste minacce al fotografo della mostra da noi voluta, promossa e realizzata, anche grazie ai patrocini e contributi degli enti pubblici. Minacce che riportiamo di seguito:
31 dicembre
P.S: dove abita l'artista?
Mirko con calma ci stiamo informando
l' augurio che rivolgo agli autori di questa provocazione è che il 2010 gli riservi profonde lesioni rettali in seguito a ripetute violenze subite da manipoli di viados.. per il resto, spero che i camerati torinesi sappiano farsi sentire
1 gennaio
P.S. allora, l'indirizzo di 'sto cazzo d'artista,che andiamo a manifestare il nostro motivato entusiasmo artistico...
2 gennaio
ecco il pane per i suoi denti
si chiama A. F. ... un nome da tenere a mente".

fonte:
http://www.notiziegay.it/

lunedì 4 gennaio 2010

Violenza trans: giovedì 7 gennaio a Roma incontro delle associazioni per la difesa dei diritti e della dignità delle persone transessuali



EMERGENZA VIOLENZA CONTRO TRANSESSUALI: GIOVEDI’ 7 GENNAIO INCONTRO A ROMA DELLE ASSOCIAZIONI PER LA DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA’ DELLE PERSONE TRANSESSUALI. PROPOSTA DI PIANO DI AZIONE COMUNE.

Promosso dall’Associazione Radicale Certi Diritti, si svolgerà giovedì 7 gennaio 2010, dalle ore 14,30, presso la sede dei radicali, Via di Torre Argentina 76, un incontro tra le Associazioni che si battono per la difesa dei diritti e della dignità delle persone transessuali per concordare un piano di azione comune rivolto alle istituzioni, ai media e alla società civile finalizzato al superamento della grave situazione di emergenza di cui sono vittime le transessuali.

Tra i punti che verranno discussi:

- Richiesta di incontro urgente con il Ministro degli Interni;

- Lettera-appello agli editori e direttori dei media italiani riguardo la grave distorsione che viene data all’immagine delle persone transessuali;

- Richiesta di incontro con la Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati per la calendarizzazione delle Proposte di Legge 1066 e 1433 per maggiori tutele delle persone transessuali e per la proposta di legge (2802 e 2807) contro l’omofobia e la transfobia tornata in discussione;

- Testo da diffondere agli addetti ai servizi sanitari, sociali e di Pubblica sicurezza (Vigili Urbani, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitienziaria) riguardo migliori e adeguati trattamenti nei confronti delle persone transessuali;

- Documento – linee guida da proporre e/o concordare con Governo, Sindacati e Associazioni riguardo l’inserimento e la lotta alle discriminazioni nel mondo del lavoro delle persone transessuali.

L’incontro è aperto alle Associazioni, a tutte/i coloro che si trovano d’accordo ad avviare azioni specifiche comuni.

All’incontro hanno per ora confermato la loro presenza:

Leila Deianis – Associazione Libellula,

Rita Bernardini, deputata radicale; Roma;

Maria Gigliola Toniollo – Cgil Nuovi Diritti;

Porpora Marcasciano, Movimento Identità Transessuali;

Paola Concia, deputata Pd;

Avv. Federica Pezzoli, free lance;

Deborah Orlandini, Circolo Pier Paolo Pasolini – Lecce;

Darianna Saccomani, membro staff organizzativo Congresso italiano Transessuali e Transegender;

Imma Battaglia, Presidente DiGayProject;

Mirella Izzo, Presidente Associazione Crisalide PanGender;

Gruppo EveryOne;

Ivan Scalfarotto, Vice Presidente Assemblea Nazionale Partito Democratico;

Savero Aversa, Queer.SEL, per la cultura delle differenze di Sinistra Ecologia e Libertà;

Per preannunci di partecipazione e/o comunicazioni:

info@certidiritti.it

fonte:http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/547-certi-diritti-promuove-incontro-con-associazioni-difesa-transessuali.html

Unioni gay, sciopero della fame in piazza


Una coppia omosessuale di Savona, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, ha cominciato lo sciopero della fame per spingere il parlamento a prendere in esame le proposte di legge sulle unioni civili e i matrimoni gay

Hanno cominciato lo sciopero della fame affiché il parlamento metta in calendario le proposte di legge sulle unioni civili e il matrimonio gay. Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, arrivati da Savona, hanno ricevuto la solidarietà dell'associazione radicale Certi diritti, che ha aderito alla protesta organizzata in piazza Montecitorio. Alcuni esponenti dell'associazione inizieranno lo sciopero con loro.

In piazza Montecitorio, nel pomeriggio, erano attesi anche don Franco Barbero, esponente delle comunità cristiane di base, Sergio Rovasio, segretario associazione radicale Certi diritti, Donatella Poretti, senatrice radicale, Anna Paola Concia, deputata pd, Vladimir Luxuria, già parlamentare, Franco Grillini, ex parlamentare e direttore di Gaynet, Alessandro Cecchi Paone, giornalista, i rappresentanti regionali del movimento gay.



fonte:http://roma.repubblica.it/dettaglio/unioni-gay-sciopero-della-fame-in-piazza/1820347

domenica 3 gennaio 2010

Rio de Janeiro - Transessuali denunciano bar in Copacabana


RIO - Un gruppo di transessuali è stato espulso dal Balconi Bar, a Copacabana, a causa del loro orientamento sessuale. Il titolare del locale ha affermato di aver ordinato di non fare entrare persone di quel tipo. Il fatto è accaduto due mesi dopo che la città di Rio è stata eletta migliore destinazione gay nel mondo nel mese di novembre dello scorso anno.

Il cameriere ha chiamato la sicurezza, che, ha chiesto al gruppo di uscire dal locale subito. Una delle trans ha telefonato alla polizia, e hanno esposto denuncia.

Una di loro ha ricordato che stavano violando la legge dello stato n° 3406 del 2000, ma il gerente non l'ha ascoltata. Alcune clienti ridevano, gli altri clienti erano spaventati. E 'assurdo che ciò possa succedere in una città scelta come la migliore destinazione gay del mondo - ha criticato Indiana, che è rappresentante della ONG transessuali Arco-Iris, che difende i diritti degli omosessuali.

La legge, promulgata nel 2000 da l'allora governatore Anthony Garotinho, "prevede sanzioni per i locali che discriminano le persone a causa del loro orientamento sessuale", dice il testo, che prevede sanzioni pecuniarie e interdittive dei locali, nel caso di mancanza del suo rispetto.

Il gestore, Florisvaldo Bonaventura Silva, e i due della sicurezza sono stati portati negli uffici della polizia per testimoniare. Il responsabile del locale, ha confermato la versione dei transessuali.

Il proprietario ha dato ordine di non far entrare persone trans, perché abbiamo bagni maschile e femminile, e quindi avrebbero potuto causare imbarazzo ad altri clienti, uomini e donne - si giustifica, il gestore.

Ai primi di novembre dello scorso anno, la città di Rio è stata considerata la migliore destinazione gay al mondo, in un'elezione sponsorizzato dalla "Logo", un canale di MTV per il pubblico omosessuale, attraverso il sito TripOutGayTravel.com .

fonte:http://oglobo.globo.com/rio/mat/2010/01/02/travestis-registram-queixa-na-delegacia-depois-de-sofrer-preconceito-em-bar-de-copacabana-915435785.asp

Padre australiano porta figlio 14enne da una prostituta per curarlo dall’omosessulità


Un padre, nel Queensland in Australia, è in attesa di giudizio per aver costretto il figlio di 14 anni ad avere un rapporto sessuale con una prostituta (pensava che il ragazzo fosse gay e che quella fosse la cura).

Secondo il “Rockhampton Morning Bulletin”, il presunto incidente sarebbe accaduto nel 2007 durante un barbecue di famiglia.

Il padre, che non può essere ovviamente nominato, ha detto di aver telefonato a una ”professionista del sesso” mettendosi d’accordo per incontrarla in un motel sulla Yaamba Road, nel North Rockhampton.

Ai magistrati della corte di Rockhampton il “premuroso” genitore ha raccontato di avere aspettato fuori della stanza del motel, dopo aver detto a suo figlio che si aspettava di vedere un preservativo usato come prova del rapporto.
I fatti contestati sono venuti alla luce dopo la chiamata “liberatoria” del padre all’Unita di Investigazione per la protezione dei minori nel maggio 2008.

L’agente di polizia, che ha risposto alla chiamata, ha riferito che il padre avrebbe detto di avere portato il figlio quattordicenne dalla prostituta perchè aveva il sospetto che il ragazzo abusasse sul fratello minore e visto che la polizia non stava intervenendo su questo incestuoso rapporto tra fratelli lui aveva deciso di risolvere “a modo suo” .

La madre del ragazzo ha sostenuto che suo figlio, aveva detto in lacrime, che il padre lo aveva portato a vedere una prostituta, ma nulla di più.

Comunque i magistrati hanno sostenuto di avere prove sufficienti per accusare l’uomo di stupro del minore.La causa sarà esaminata in appello ad inizio 2010.

Complimenti a quel padre che con la sua stupidità e superficialità ha violato e macchiato in modo indelebile la fanciullezza di suo figlio… Ecco cosa porta l’ignoranza !

Fonte MondoQueer

Barack Obama fa la storia e nomina una donna transessuale nella sua squadra


Amanda Simpson è stata nominata dal Presidente Barack Obama consigliera del Dipartimento del Commercio ed è la prima transessuale a ricoprire una delle più alte carica nell’amministrazione statunitense. La Simpson ha voluto così commentare la sua nomina:

“Questa nomina è un grande onore per me e non vedo l’ora di lanciarmi in questa grande opportunità che mi si apre dinanzi. Inoltre, come una delle prime persone transessuali nominate dal presidente, spero che presto ce ne siano altre centinaia e che questa nomina apra le porte per molti altri”.

Amanda Simpson – laureata in fisica, ingegneria e amministrazione d’impresa – ha finora svolto compiti professionali nell’industria aeronautica, è stata istruttrice di volo e pilota. All’interno del movimento Lgbtq ha militato in organizzazioni di difesa dei diritti delle persone transessuali e nell’ultimo triennio ha fatto parte del National Center for Transgender Equality.


fonte:http://www.intraa.org/amanda-simpson/

sabato 2 gennaio 2010

Don Franco Barbero: pedofilia, omosessualità e gerarchie vaticane


Dopo aver ascoltato l’intervista telefonica che Federico Storti ha fatto a Don Franco Barbero, ho pensato: “ecco forse potrei credere in Dio… in un Dio che non fa distinzioni e che è lontano anni luce dal Vaticano e da qualsiasi gerarchia, che ha quale unico fine il governare ed a mio avviso umiliare l’integrità spirituale di ogni essere umano, al fine di mantenere il proprio potere ed i propri interessi… ecco in quel Dio non mi sarebbe difficile credere… poiché è un Dio che respira e vive realmente insieme a tutti noi…”. (introduzione a cura di Gianni Leone)

Intervista a Don Franco Barbero, prima parte.


F.S.: Don Franco, il 25 gennaio 2003, lei è stato “dimesso” dallo stato clericale e “dispensato dagli obblighi del celibato” con decreto di Papa Giovanni Paolo II, promulgato dall’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger.
Ci spiega il suo attuale “status” e il rapporto con le gerarchie vaticane?

Don Franco Barbero: Il mio status non è mutato per nulla, nel senso che io continuo ad esercitare il ministero e direi che l’intervento vaticano mi ha chiuso una finestra ma mi ha aperto un portone per cui in realtà devo constatare con sorpresa ed anche con tranquillità e gioia che ho potuto continuare il mio ministero in modo continuo, ordinato, diffuso, probabilmente non si sono resi conto che mi hanno “regalato” una non richiesta pubblicità per cui se devo essere sincero non ho constatato una diminuzione d’intensità e ho acquistato più libertà e mi permetto di essere molto chiaro, limpido nelle cose che dico. Tutto questo potrebbe, a mio avviso, essere un motivo di riflessione per tutti quei preti che hanno una paura dell’intervento vaticano, se si è liberi psicologicamente, culturalmente, teologicamente, si può continuare a svolgere un ministero con una rinnovata voglia di parole nuove, di segni nuovi, di presenze nuove. Quindi inviterei ad avere un po’ di coraggio. In tutto questo c’è nulla di eroico ma solo la voglia di essere onesti. Io a dirle la verità non potrei cessare di fare il prete, il teologo perché ce l’ho nel DNA e non c’è documento vaticano che possa cambiare il mio status in quanto è la teologia cattolica che cade in contraddizione nel voler tentare di ridurmi allo stato laicale… lei sa che dove c’è scritto sacerdote, c’è scritto per sempre,… allora il ministero che ora svolgo con una attitudine non sacrale, però mi consente di presiedere l’eucarestia, confessare, predicare, si tratta di vivere senza rabbia e con spirito costruttivo una nuova stagione della vita, di questo ringrazio molto Dio e credo che essere liberi dalla rabbia, dal risentimento, permette di compiere meglio le nostre battaglie, di comprendere che la nostra battaglia è contro tutte quelle strutture oppressive che abusano di Dio per interessi di potere umano. Abusare di Dio, abusare della Bibbia, abusare della fede, specialmente della fede dei semplici, per meri interessi istituzionali è ciò contro il quale dobbiamo impegnarci al fine di demolire la sacralità di strutture che si appellano e abusano del nome di Dio mentre sono solo di copertura per interessi spesso sporchi e disonesti.

F.S.: Sempre più spesso leggiamo di preti pedofili o comunque ministri di dio che “approfittano” dell’abito che indossano per perpetrare dei reati. Perché questi personaggi non sono pubblicamente additati ed espulsi dalla Chiesa? Perché la Chiesa è così razzista nei confronti degli omosessuali? Perché tanta differenza di comportamento nel condannare gli omosessuali ed invece perdonare i preti pedofili?

Don Franco Barbero: Guardi, la questione ha molte facce ed ha una storia lunga. Si tratta di una chiesa gerarchica che patriarcalizzandosi e strutturandosi in modo totalmente maschile e maschilista ha chiaramente creato un tessuto patologico, un tessuto che poi ha creato l’ipocrisia e la violenza. Se c’è un terreno minato è proprio quello dell’affettività e della sessualità nella chiesa cattolica perché dietro questa oblatività, dietro questo rinunciare a tutto c’è la suprema menzogna che è sovente tradotta con un invito a fare purché non si sappia. Voglio dire che in sostanza c’è una struttura che induce patologie, ed allora che cosa avviene quando si mantiene un celibato che è di pura facciata? Non perché non esistano celibi onesti, ma perché la maggioranza vive una vita nella contraddizione, nella menzogna. Sarebbe tempo di capire che è onesto lasciare che ognuno compia le scelte affettive, amorose, sessuali secondo la propria natura. Qual è poi l’elemento e la necessità di essere ipocriti? Rispetto alla pedofilia, la gerarchia sovente ha fatto confusione mettendo insieme pedofili ed omosessuali per condannare d’un blocco tutti. Nei casi di pedofilia la gerarchia conosce bene questa patologia, perché in questo caso si che si tratta di patologia, ma siccome la ragione ultima è la gloria ed il fulgore incontaminato dell’istituzione, essa non ha il coraggio di guardare in faccia il problema e semplicemente continua a spostare i pedofili da un ministero all’altro, creando molteplici occasioni di violenze. E’ chiaro che io non ho nulla di violento, ci mancherebbe, contro coloro che sono malati di pedofilia, non andrebbero abbandonati, ma curati, curati, ma nascondere e permettere che facciano danni infiniti e spesso irreparabili è certamente una colpa.
La Chiesa dovrebbe come ho detto guardare in faccia la realtà e quindi non nascondere quello che accade, ma voler bene a queste persone malate ed aiutarle ad uscire dalle proprie sofferenze e patologie, togliendo ogni possibilità di nuocere ad altre persone.
Rispetto all’omosessualità il problema l’hanno creato loro… l’omosessualità è diventata prima un problema, poi una malattia, poi un vizio, poi un peccato, hanno cioè creato una struttura ideologica, teologica, perversa in nome del modello unico eterosessuale, in nome della sacralità della famiglia, hanno chiuso gli occhi e dove non c’è l’adeguamento al modello c’è la perversione. È una struttura mentale devastata, che è facilmente comprensibile per chi conosce il mondo patriarcale delle gerarchie sacerdotali. Ed allora che cosa realmente succede? Si induce, anche qui abusando di Dio, una sofferenza paradossale in milioni di persone, etero, omo, trans, lesbiche. Tutti devono passare per “il pertugio del modello,” chi non entra in quel modello ed è un eterosessuale supponiamo ma separato, divorziato, anche lui fuoriesce dall’abito della disegnata perfezione e guardi qual è la perversione gerarchica, perché qui si tratta proprio di un abuso, si citano dei passi della bibbia decontestualizzati, prendendo un versetto qui ed un versetto la, sottraendoli all’analisi letteraria, storica e testuale e si usano i versetti come pallottole contro gli etero, gli omosessuali, i trans e le lesbiche. È incredibile questo atto di ignoranza storica, di perversione ermeneutica, cioè non si conoscono le regole della lettura di un testo antico. Penso che su questo punto siccome la gerarchia non ha il coraggio di guardare in faccia la realtà multiforme dell’amore, è condannata a vivere in un altro mondo… è una gerarchia che non può più parlare agli uomini ed alle donne d’oggi. Io sono lietissimo che finalmente tanti gay, tante lesbiche, tanti transessuali, tanti bisessuali, tante persone hanno capito che la gerarchia e Dio sono due continenti diversi, e quindi si può essere credenti cristiani anche cattolici e assolutamente prescindere in toto, radicalmente dall’insegnamento gerarchico, che è una semplice manipolazione delle scritture ed è un mantenimento delle persone nello spazio dell’angoscia, perché di persone infelici più facilmente si fa quel che si vuole… basta creare persone angosciate ed infelici per poterle governare meglio, ma chi si evolve e diventa un credente adulto, se è psicologicamente un uomo o donna adulta, trova una grande felicità nel buttare alle spalle le ideologie della gerarchia e di vivere tranquillamente a propria vita e di vivere la propria fede sotto il sorriso di Dio.
Perché Dio non è etero, dio non è omo, Dio è Dio e tiene tutti noi e tutte noi nel suo braccio, credenti, non credenti, etero, omo, trans, ma queste distinzioni che sono diventate barriere sono solo i frutti della non cultura e sono mantenuti da chi vuole attraverso un modello unico governare, ma questo tempo, signori nei palazzi sacri è finito, non ve ne accorgete, siete voi condannati alla solitudine perché incapaci di comunicare. Riuscite ancora a governare quel mondo di “infanzia negativa” con un po’ di Sindone, un po’ di Padre Pio, un po’ di Madonne vergini ed extra vergini, un po’ di apparizioni, un po’ di demoni, ma chi è che crede ancora a queste barzellette, un credente adulto si ribella, perché la fede è una cosa seria… Mi domando ma vogliamo una fede di persone adulte o vogliamo mantenere degli eterni fanciulloni? Quando veramente inizierete a non intrattenere il mondo con le storielle, per tenerlo fuori dai veri problemi che sono la giustizia, la felicità delle persone e la loro consapevolezza di essere adulti?

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