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lunedì 24 gennaio 2011

Brasile: transessuale ispira programma televisivo su la transessualità.


L'eco della partecipazione della transessuale Ariadna nel grande fratello in Brasile ( BBB 11) sono i più positivi che ci si poteva aspettare. Il tema della transessualità, da niente è diventato l'argomento più chiacchierato del momento. Questo fine settimana, il "Fantastico" uno dei programmi televisivi più visti nella tv Brasiliana ha mostrato un vasto e meraviglioso reportage sul tema.

L'articolo parla della lotta per aver il nome femminile nei documenti, spiega che cosa è la transessualità e ricorda il primo intervento di adeguamento di genere in Brasile. Tra gli esempi positivi, anche una cantante trans che si era operata ancora adolescente e ora è una cantante di successo.



Sono contenta che l'argomento sia finalmente trattato con serietà e rispetto, spiegando che cosa è e cosa non è la transessualità.

Fonte:http://paroutudo.com/2011/01/24/a-partir-de-exemplo-de-ariadna-do-bbb-11-fantastico-faz-reportagem-sobre-vida-das-transexuais/

martedì 18 gennaio 2011

Transessualità. Informare per Educare!


Video illustrativo sulla Disforia di Genere (transessualismo).
Contro ogni forma di discriminazione..prima di parlare INFORMATI!!

Arcigay Firenze. Grazie al sindaco per sostegno a trans senzatetto

Nella serata di sabato 15 gennaio 2010 Arcigay Firenze riceveva una richiesta di aiuto da parte di Mario (nome di fantasia), transgender che sta completando il proprio percorso da donna a uomo.

Mario, di origine pugliese, dopo essere stato rifiutato dalla famiglia, e dopo essere stato licenziato dal proprio luogo di lavoro, nel Nord Italia, oggetto di gravi discriminazioni per la sua ormai avanzata transizione di genere, si trova a vivere da oltre un anno all'interno dell'abitacolo della propria autovettura, senza opportunità di lavoro né progetti di vita che gli consentano un inserimento sociale adeguato.

Il ragazzo, dopo aver girovagato per mesi in cerca di lavoro, giunto a Firenze dall'Emilia Romagna, passando per il senese, senza ormai più alcuna risorsa per il proprio sostentamento, in preda alla fame e al freddo, si è rivolto al servizio di telefono amico di Arcigay Firenze (340 8135204), chiedendo disperatamente ai volontari un luogo caldo
dove trascorrere alcune notti e dove consumare un pasto, visto che era costretto al digiuno ormai da giorni.

I rappresentanti di Arcigay Firenze provvedevano immediatamente a contattare le strutture adibite all'emergenza freddo della città, ma la maggior parte risultavano complete o, vista l'ora tarda del sabato, ormai chiuse. Di contro, l'albergo popolare di Firenze, che ospita unitamente soggetti di sesso maschile, e così diversi istituti di accoglienza gestiti da suore, pur avendo posti disponibili riferivano di non poter accogliere Mario, nonostante il suo aspetto fisico maschile, a causa dei suoi documenti di identità, che lo identificavano sia nel nome di battesimo che nel sesso di appartenenza ancora come donna.Dopo innumerevoli telefonate e inutili tentativi di persuasione per la
presa in carico del ragazzo da parte di una struttura comunale di accoglienza, Arcigay Firenze provava a contattare telefonicamente il sindaco di Firenze Matteo Renzi. "Renzi ha risposto immediatamente alla nostra richiesta di aiuto urgente," spiegano gli attivisti, "data anche dal fatto che il ragazzo versava in una condizione fisica e psicologica assai precaria.

Subito, il Sindaco, nonostante l'ora tarda, ha contattato l'assessore alle Politiche Sociali Stefania Saccardi che, anche grazie alla straordinaria disponibilità e all'aiuto di Marzio Mori di Caritas Firenze, ha subito individuato una
struttura a Sorgane che avrebbe potuto ospitare temporaneamente il ragazzo, fornendogli un'assistenza immediata che avrebbe scongiurato un'aggravarsi della sua situazione. Ringraziamo di cuore il sindaco Matteo Renzi e l'assessore Saccardi" proseguono i rappresentanti di Arcigay Firenze, "perché con un gesto umano e senza alcuna esitazione
hanno dimostrato la giusta sensibilità e attenzione verso una persona in seria difficoltà, permettendoci di iniziare - ci auguriamo in ausilio con i Servizi Sociali del Comune di Firenze - un percorso di reale integrazione per Mario nella nostra città, affinché si delinei per lui un futuro di serenità, lontano dai drammi che ha dovuto finora
attraversare.

"Siamo grati" concludono, "anche a tutti coloro, tra cui il presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi, che, avvertiti dai
nostri volontari, si sono dimostrati pronti e disponibili a ricercare soluzioni tempestive per Mario, al fine di prestargli assistenza e potergli donare la speranza di una vita migliore".

(Nella foto Matteo Renzi, foto di Roberto Vicario - Wikicommons)

lunedì 17 gennaio 2011

Brasile: più di 250 crimini omofobi nel 2010


Secondo una ricerca, nella sua fase finale, del Gruppo Gay di Bahia (GGB), che da 12 anni controlla i dettagli degli omicidi di omosessuali documentati nella stampa di tutto il paese, più di 250 gay, lesbiche, transessuali e travestiti sono stati uccisi a causa della loro l'orientamento sessuale lo scorso anno. Il 65% dei morti erano gay, il 32% trans e il 3% lesbiche, dice lo studio preliminare.


La relazione annuale è ancora in fase di ultimazione, ma già registra un aumento del numero di omicidi in più del 30% rispetto allo scorso anno. Nel 2009 ci sono stati 198 omicidi di omosessuali. Questa è la prima volta che si registra un numero di più di 200 casi, che fa del Brasile la nazione che ha più crimini omofobici nel mondo.

La mancanza di leggi che puniscono la discriminazione contro gli omosessuali e il maschilismo sono tra le cause del triste primato. In un'intervista alla rivista Terra Magazine, il fondatore di GGB, antropologo Luiz Mott ha detto che l'impunità e la mancanza di testimoni, contribuiscono alla mancata risoluzione dei casi. "Nel decennio precedente, è stato ucciso, in media, un omosessuale ogni tre giorni. Negli ultimi anni, la media è aumentata a un omicidio ogni giorno e mezzo. C'è una escalation che riflette la crescente violenza in Brasile, soprattutto per quanto riguarda i crimini letali. In generale, l'impunità è grande, ma è più alto quando la vittima è gay, perché la gente non vuole mettersi in gioco, a testimoniare. C'è ancora molto tabù, molti pregiudizi. "

- In pratica, la popolazione continua con lo stesso alto livello di intolleranza che si riflette non solo in omicidi, ma nel bullismo che avviene nelle scuole, per esempio. C'è un intera omofobia culturale ed istituzionale che ancora esiste ed è nelle chiese evangeliche e cattoliche, i grandi centri di produzione di tali munizioni ideologiche.

Mott ha anche confrontato la persecuzione degli omosessuali nei paesi con la pena di morte. "Sommando il numero di paesi dove esiste la pena di morte per gli omosessuali, le esecuzioni non raggiungono le 20 per anno, quindi il Brasile ha in pratica una pena di morte diluita, ma molto più severa di quelle della maggior parte dei paesi omofobi del mondo. "

Fonte:http://www.revistaladoa.com.br/website/artigo.asp?cod=1592&idi=1&moe=84&id=17296

sabato 15 gennaio 2011

Primo museo Usa su movimento omosessuale apre a San Francisco


Nel quartiere gay di 'Castro' in mostra un secolo di storia.


San Francisco - Il primo museo degli Stati Uniti dedicato alla storia del movimento omosessuale aprirà i battenti oggi in uno storico quartiere gay di San Francisco. Il "Gay Lesbian Bisexual Transgender History Museum" è il secondo centro museale di questo tipo nel mondo, dopo quello equivalente già aperto a Berlino, Germania.Il museo sarà inaugurato oggi nel quartiere di Castro: tra gli oggetti esposti ce ne saranno alcuni che sono appartenuti ad Harvey Milk, primo consigliere comunale della città ad avere rivendicato la sua omosessualità. La storia di Milk, assassinato nel 1978, è stata oggetto di un film che aveva per protagonista principale l'attore premio Oscar, Sean Penn."Abbiamo fatto l'impossibile perché questo museo sia ricco, diverso e sorprendente come la comunità dei gay, lesbiche, bisessuali e transessuali", ha dichiarato uno dei responsabili del museo, Paul Boneberg.Migliaia di turisti visitano ogni anno il quartiere Castro "alla ricerca della cultura omosessuale", ha sottolineato Boneberg. "Nel nostro museo scopriranno i tesori dei nostri archivi che riflettono circa un secolo di storia" del movimento omosessuale, ha garantito.(fonte afp)

TM News
Giovedì 13 gennaio 2011
Fonte:http://www.diariodelweb.it/Articolo/Mondo/?d=20110113&id=181388

Godelli presenta iniziativa «Un triangolo rosa» Lunedì 17 ore 20.45 cinema Abc


BARI - Anche Bari avrà una targa commemorativa dell’eccidio nazifascista di migliaia di persone omosessuali, riproducendo il celebre (ma spesso dimenticato) triangolo rosa identificativo delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) nei campi di sterminio. Un simbolo per ricordare alle generazioni di oggi ciò che è accaduto e che può ancora accadere. Anche nel III millennio infatti, sono molti i Paesi che puniscono, torturano e perseguitano le persone omosessuali, praticando un razzismo di stato che, oggi come allora, si alimenta dell’indifferenza dell’opinione pubblica mondiale.

L’iniziativa dal titolo «UN TRIANGOLO ROSA in memoria dello sterminio nazifascista delle persone omosessuali e di tutte le persecuzioni, di ieri e di oggi» è dell’Associazione Between di Bari e verrà presentata dall’assessore regionale alla Cultura Silvia Godelli, a margine della rassegna cinematografica «BE MOVIE - viaggio nella cultura omosessuale e transessuale, il prossimo lunedì 17 gennaio, in occasione delle celebrazioni del «Mese della Memoria», alle ore 20.45 presso il cinema Abc di Bari (luogo dove si sta svolgendo la rassegna).
Dopo la presentazione sarà proiettato il film di Nicolò Donato «FRATELLANZA - BROTHERHOOD« (Marc’Aurelio d’oro al Festival Internazionale del Film di Roma del 2009), un viaggio nei neonazismi di oggi attraverso la prospettiva di un impossibile amore gay. La rassegna BE MOVIE, in corso ogni lunedì all’ABC di Bari, è organizzata dall’Associazione Culturale «Between» e dall’Agis / Centro di cultura cinematografica ABC, sala capofila del circuito «D’Autore» di Apulia film commission, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo.

REGIONE.PUGLIA.it
Venerdì 14 gennaio 2011
Fonte:http://www.diariodelweb.it/Articolo/Cultura/?d=20110114&id=181724

Luxuria, «Io, sessuologa per finta» In primavera il suo primo romanzo


«Si sdrai per favore» è in scena al teatro Forma di Bari
Il libro, edito da Bombiani, sarà ambientato a Foggia.

In primavera pubblicherà il suo primo romanzo, per la Bompiani. Intanto Vladimir Luxuria è sessuologa per finta in «Si sdrai per favore», in scena domani e sabato al teatro Forma di Bari. Un’occasione per parlare col transgender foggiano di tabù, dell’Italia e dell’amata Puglia. Ma anche di politica.Proprio partendo dall’happening nel quale l’ex parlamentareinterpreta l’improbabile esperta dell’Università «Lasolunga» di Roma. «Scelgo alcuni spettatori a caso -racconta -e li faccio sdraiare sul lettino. E conoscendo lo spirito dei baresi penso che lo spettacolo lo faranno soprattutto loro».

Girando i teatri della penisola che idea si è fatta degli italiani e del loro rapporto con il sesso?
«Un’idea a metà, perché dopo tanti anni la prima volta che scendo sotto Roma. Certo, quando vai in una piccola realtà gli spettatori si conoscono tutti, quindi c’è un certo imbarazzo a raccontarsi nei particolari. Ma spesso mi sono capitate donne sfacciatissime».
Che quadro viene fuori?
«In Italia si continua ad affrontare il sesso con morbosità, aspettative, angosce, o peggio ancora, con tragici silenzi. Invece, più se ne parla più diminuiscono le gravidanze indesiderate. E magari c’è anche meno bisogno di spendere soldi in psicologi: quelli seri, non come me».
Cosa le piace di più del teatro?
«L’idea che la gente esca di casa, per staccarsi da uno schermo, che sia il computer o il televisore». Con la politica ha chiuso?
«Mai parlare di porte chiuse. Ma oggi sarei pronta a sostenere qualsiasi altra persona che al mio posto volesse parlare di argomenti spariti dall’agenda di questo governo».
Argomenti ancora sentiti a sinistra?
«A parte Nichi Vendola, tutti gli altri hanno steso una trapunta».
A proposito di porte, Elisabetta Gardini non voleva che lei oltrepassasse quella della toilette per signore in Parlamento. L’ha più incontrata?
«Una volta venne a vedere un mio spettacolo sul tema dell’infibulazione. Arrivò in camerino e mi disse: su certi temi non ho difficoltà a schierarmi con te».
Di cosa parlerà il suo romanzo?
«L’ho ambientato tra Bari, la città di mia nonna materna, e Foggia, dove spero di poter portare un mio spettacolo. Da quando sono diventata famosa non mi è mai stata data l’occasione. È un sogno, più che esibirmi al Metropolitan di New York o all’Olympia di Parigi».
Cosa le manca di più della sua terra?
«La famiglia e i vecchi amici, con cui continuo a mantenere un forte legame. Anche nelle mie frequentazioni a Milano e Roma cerco le radici. Ogni tanto alzo il telefono e chiamo Renzo Arbore, che, tra l’altro, è nato il mio stesso giorno, il 24 giugno. E, infatti, come tutti i cancro, anche lui non riesce a recidere il cordone ombelicale. A volte mi dico: si dovrebbe fare come Siddharta, non voltarsi più indietro, puntare lo sguardo avanti. Ma in realtà c’è tanto bisogno di guardarsi intorno» .

Di : Francesco Mazzotta
13 gennaio 2011
(ultima modifica: 14 gennaio 2011)
Fonte:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2011/13-gennaio-2011/luxuria-io-sessuologa-fintain-primavera-suo-primo-romanzo-181246925117.shtml

Arte: 'No money no sex', la prostituzone vista da Hypnos


È una raffigurazione dell'organo sessuale femminile l'ultima provocazione di Gilberto Di Benedetto, in arte Hypnos, 'No money no sex': l'opera con cui il pittore vuole porre l'accento sull'attuale scena politica. «Gli italiani amano andare a puttane -spiega Hypnos-. Questa non è una novità. La cronaca è piena di storie del genere, che vedono protagonisti vip (del mondo dello spettacolo, della politica, del giornalismo) e belle gnocche a pagamento. Naturalmente il vizietto non riguarda gli italiani soltano». «Anche oltre i confini nazionali -continua l'artista-, da questo punto di vista, ne succedono di tutti i colori, dall'Europa all'America. Prostituzione e politica, bellezza e potere, vanno spesso a braccetto. Ma certamente non sono solo i politici a preferire sempre più il sesso a pagamento. E non sono solo i politici ad essere attratti dalla prostituzione transessuale. Ma perchè gli uomini preferiscono pagare, anzichè conquistare? Proprio nella domanda possiamo individuare una risposta: la conquista di una donna (o di un uomo, esiste anche la prostituzione maschile, anche se in misura inferiore), ha bisogno dei tempi giusti. Può succedere di portarsi a letto qualcuno la sera stessa, appena conosciuto, ma sono eccezioni: follie di una notte, forse. Ma la regola, se di regole si può parlare, visto che in amore non ne esistono, è cominciare dalla classica fase del corteggiamento».

Fonte:http://www.lunico.eu/2011011535916/arte-rassegne/arte-no-money-no-sex-la-prostituzone-vista-da-hypnos.html

VISITA DI CERTI DIRITTI A REPARTO TRANS DI REBIBBIA: I TAGLI DEI FONDI E IL SOVRAFFOLLAMENTO TRA I PROBLEMI PIU’ GRAVI


L’Associazione Radicale Certi Diritti si impegna a fare visita alle 17 carceri italiane in cui sono recluse le persone transessuali.

Roma, 15 gennaio 2011

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

Questa mattina, sabato 15 gennaio, una delegazione di radicali, composta da Rita Bernardini, deputata radicale del Pd e Presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti, Giuseppe Rossodivita, Consigliere Regionale radicale del Lazio, Leila Deianis, Presidente dell’Associazione Libellula e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, si sono recati in visita nel Carcere romano di Rebibbia, accompagnati dal Direttore, Carmelo Cantone.

La visita è stata fatta nel reparto delle persone transessuali all’interno del quale sono rinchiuse 25 persone, quasi tutte straniere. La condizione delle persone transessuali nel carcere è del tutto incompatibile rispetto ai bisogni e all’assistenza medica specialistica di cui necessitano. Tra i problemi più gravi vi è quello del sovraffollamento e della mancanza di attività lavorativa. In tutto il reparto vi sono solo due persone lavoratrici e l’assistenza sanitaria specialistica, come per tutta la popolazione detenuta in Italia, è del tutto inadeguata.

In tutta Italia le persone transessuali detenute sono 168 distribuite in 17 carceri italiane. La maggior parte delle persone transessuali detenute si trovano nelle carceri di Napoli, Roma, Firenze e Belluno. Quasi tutte sono persone extra-comunitarie e molte si trovano in regime detentivo per violazione della legge sull’immigrazione. Vi sono molte persone transessuali in condizioni di forte disagio. L’Associazione Radicale Certi Diritti si impegna a fare visita a tutti e 17 i reparti distribuiti in Italia.

Più in generale, nel solo Carcere di Rebibbia quest'anno sono stati fatti ingenti tagli ai fondi destinati dall’Amminstrazione Penitenziaria ai detenuti lavoratori per un importo complessivo di 650.000 Euro. Tra i più gravi problemi riscontrati nel carcere di Rebibbia, che ha nel Reparto Nuovo Complesso 1.670 detenuti, con una capienza di 1.200, vi è quello dei gravi tagli fatti alla manutenzione delle strutture che sono per tutto l’anno pari a 50.000 Euro. Come termine di paragone basti pensare che il Palazzo del Consiglio Regionale del Lazio, di Via della Pisana a Roma, ha una destinazione per la manutenzione di un importo di oltre 8 milioni e mezzo di Euro ogni anno.

Fonte:http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/989-visita-di-certi-diritti-a-reparto-trans-di-rebibbia-i-tagli-dei-fondi-e-il-sovraffollamento-tra-i-problemi-piu-gravi.html

venerdì 14 gennaio 2011

S ale a oltre 500 il bilancio delle vittime delle tremende alluvioni che stanno devastando da martedì il sudest del Brasile.





Un salvataggio emozionanti di una casalinga, Ilair Pereira de Souza, 53 anni, è stata salvata da vicini di casa con una corda, il suo cane è stato spazzato via.


L’ennesimo fenomeno naturale si è abbattuto con estrema violenza. Questa volta a farne le spese sono gli abitanti di una piccola cittadina intorno a Rio De Janeiro, un alluvione di dimensioni catastrofiche, uno dei disastri naturali più importanti della storia di questo paese. La forte alluvione a creato un’enorme valanga di fango, scesa giù dalle montagne circostanti alla zona e ha travolto migliaia e migliaia di case provocando cosi all’incirca 500 morti. I superstiti di questa sconvolgente catastrofe hanno trovato rifugio in una vecchia palestra e qui anche Albertino Lazaro, un uomo di 54 anni che ancora sotto schok afferma: ” E’ inverosimile ciò che abbiamo vissuto, una cosa mai vista prima, sembra la guerra del Vietnam.” spiega l’uomo: ” ci siamo rifugiati in questa vecchia palestra, meglio che stare li fuori in mezzo al fango.” In effetti la situazione li intorno è davvero disperata come sembrano disperati i volti degli oltre 10.000 tra uomini, donne e bambini che sono rimasti senza un tetto. Sono state spazzate via dall’alluvione oltre 150 edifici. Un bilancio sconvolgente. Ancora più sconvolgente è il numero delle vittime, che è salito a oltre 500 nelle ultime ore, ma purtroppo si teme che questo numero sia destinato a salire nelle prossime. Le ricerche dei soccorritori vanno avanti senza soste nella speranza di salvare (cosa abbastanza improbabile) persone intrappolate sotto le macerie. L’ennesima catastrofe quindi a cui l’uomo può ben poco, soprattutto in questa zona a rischio per questo tipo di incidenti. Infatti la zona di Serrana, situata appena fuori Rio De Janeiro è una zona circondata da molte montagne ed ogni volta la pioggia crea notevoli disagi.

Simone Benvenuti www.calcioa.it


Fonte: www.calcioa.it

Fonte:http://nicholasgimenes.blogspot.com/2011/01/enchentes-no-rio-fotos-videos-ajuda.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogdonicholas+%28Blog+do+N%C3%ADcholas%29

mercoledì 12 gennaio 2011

UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO


13 gennaio 2011

Giornata Mondiale per il dialogo tra Religioni e Omosessualità
´UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO´

Giovedì 13 gennaio 2011 | ore 17.00 | Piazza Pio XII
(nei pressi di piazza San Pietro)
Incontriamoci e portiamo un fiore per non dimenticare, mai

Come ogni anno la comunità lgbt ricorda Alfredo Ormando, che il 13 gennaio 1998 si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro, in segno di protesta contro l'omofobia vaticana. Fu trasportato all'ospedale Sant'Eugenio dove morì dopo dieci giorni di atroce agonia.

A tredici anni di distanza da quel tragico episodio che scosse profondamente la comunità lesbica, gay e trans internazionale, è importante continuare a riflettere su quel gesto disperato e doloroso di un uomo che ha scelto di rinunciare alla propria vita a causa dell'ostilità vaticana nei confronti delle persone lgbt.

"Un fiore per Ormando": incontriamoci giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 17.00 in piazza Pio XII (nei pressi di piazza San Pietro). Portiamo un fiore per commemorarlo, riflettere e non dimenticare, mai.

Arcigay Roma Gruppo ORA
www.arcigayroma.it
Segreteria
Dal lunedì al Sabato dalle 16.00 alle 20.00
tel 06 64501102
fax 06 64501103
info@arcigayroma.it

Ufficio Stampa
347 9578685
ufficiostampa@arcigayroma.it

Gay Help Line
lunedì, mercoledì, giovedì e sabato dalle 16.00 alle 20.00
800 713 713

CATTOLICI APRANO AL DIALOGO CON I GAY: TERRENO COMUNE LA CONDANNA A VIOLENZE, CARCERE E OMICIDI DI GAY, LESBICHE E TRANS


(12/01/2011) - Una lettera aperta ai cattolici italiani e oltre 300 inviti a vescovi e cardinali per un incontro, così Arcigay celebrerà quest’anno la giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità che si terrà, domani 13 gennaio.

La ricorrenza nasce per la commemorazione di Alfredo Ormando, giovane siciliano che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco a Roma in Piazza San Pietro per protestare contro l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nei confronti degli omosessuali.

Nella lettera aperta Arcigay che si rivolge ai credenti, a teologi e all’associazionismo cattolico tutto si legge: “Mentre scriviamo in 7 Paesi per l’omosessualità è prevista la pena di morte, e per ben 80 Paesi essere gay o trans è un reato punito con l'arresto o la detenzione arbitraria, trattamenti crudeli, inumani e degradanti. Ci permettiamo pertanto di rivolgerci a voi per stimolare una riflessione finalizzata all'affermazione e alla tutela dei diritti umani fondamentali e la salvaguardia della vita e della libertà di molte donne e uomini che subiscono questo genere di violenze, nella consapevolezza che la promozione e la difesa della vita umana possa essere un terreno sul quale trovare delle convergenze e delle positive collaborazioni”.

Nell’invito di incontro con i Vescovi Arcigay i comitati provinciali dell’associazione chiedono di aprire “un proficuo dialogo fra differenti visioni e permettere un confronto in grado di individuare un terreno comune di impegno, finalizzato al rispetto della dignità umana e al progresso civile del mondo in cui viviamo”.

Arcigay che ricorda che in sede ONU è stata avanzata “la proposta di una depenalizzazione internazionale per il reato di omosessualità sottoscritta da tutta l'unione europea e da molti altri stati” vorrebbe riflettere insieme ai vescovi “nella consapevolezza che la promozione e la difesa della vita umana possa essere un terreno sul quale trovare delle convergenze e delle positive collaborazioni”.

Arcigay vorrebbe anche aprire un canale di confronto sulle cosìdette “teorie‘riparative’” perché “millantare miracolistiche guarigioni, oltre che a diffondere teorie contrarie e ampiamente condannate dalla scienza, sono atti che contribuiscono a perpetuare una discriminazione sociale in grado di generare sofferenza ed emarginazione”.

L’invito è stato accolto con tempestività da Monsignor Giudici di che, in una nota, afferma: “in merito alla richiesta di dialogo formulata dall'associazione non esistono obiezioni, purché questo confronto non avvenga sotto i riflettori ma venga utilizzato come occasione per comprendere meglio le problematiche umane che riguardano questo tema''. Mons. Giudici si augura ''che non ci siano discriminazioni ed è anche disponibile, lui stesso con tutta la comunità cristiana, ad una lettura più attenta del problema”.

Nella giornata di domani sono previste la commemorazione di Alfredo Ormando, dalle 17 a Roma in Piazza Pio XII, con Arcigay Roma e diverse sigle dell’associazionismo lgbt romano. Arcigay Catania, sempre alle 17, organizzerà una commemorazione in Piazza Duomo.

Fonte:http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=58033&idSezione=1

Neonazisti/ Fli presenta interrogazione su gruppi antisemiti


Governo si attivi su ricognizione movimenti operanti in Italia

Roma, 12 gen. (TMNews) - Il deputato di Futuro e Libertà per l'Italia Alessandro Ruben ha presentato oggi alla Camera un'interrogazione a risposta scritta al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, affinché il governo riferisca in Parlamento "sullo stato delle indagini e si attivi per una ricognizione dei gruppi e movimenti esplicitamente antisemiti, operanti in Italia anche solo attraverso il web". Lo rende noto l'ufficio stampa di Futuro e Libertà per l'Italia.

"Le agghiaccianti vicende dell'Arizona - dichiara Ruben - mostrano come la tenuta della democrazia e della libertà passi anche attraverso una costante vigilanza contro ogni forma di intolleranza e discriminazione razziale, tanto più se questo prende la forma di sedicenti gruppi politici inneggianti al nazismo e all'antisemitismo. Nonostante l'impegno quotidiano delle Forze dell'Ordine a contrastare questo tipo di fenomeni, la notizia diffusa dal quotidiano' La Repubblica' ci impone di invitare il governo a non sottovalutare la questione".

Fonte:http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/1_gennaio/12/neonazisti_fli_presenta_interrogazione_su_gruppi_antisemiti,27835230.html

Ricky Martin, felice gay nel suo nuovo video


Dopo una breve introduzione che pone il tema - la lotta per l'uguaglianza, contro l'oppressione - le immagini sono chiare, le persone sono belle. Ricky in primo luogo, naturalmente!

Questo è il primo video di Ricky Martin dopo il suo coming out Nel marzo del 2010, e da verro evidente il suo piacere nel trovare la musica dopo il silenzio, per dimostrare che è davvero un "felice omosessuale". Così gustiamo questo dolce duetto con Joss Stone. E voglio dire che la parti migliore di noi, sei tu, Ricky!


Il video
de The Best Thing About Me Is You, révélé aujourd'hui.

Vogliono obbligarmi al “divorzio di Stato”


Alessandra Bernaroli Dopo che è diventata una donna transessuale, il Comune di Bologna vuole “divorziarla d’ufficio” da sua moglie. Lei si oppone e il caso è finito in Tribunale.

Lei è ufficialmente una donna dal 2009. E chiede che il suo matrimonio, contratto quando era un uomo, rimanga valido. Perché?

Per gli stessi motivi per i quali io e mia moglie ci siamo sposate: per amore e perché condividiamo un progetto di vita insieme.

Nel frattempo, però, lei ha cambiato sesso.

È un evento molto grande. Ma nella vita capitano anche eventi più gravi e le persone restano insieme. Il cambio di sesso non ha modificato il rapporto con mia moglie.

Come è possibile?

Perché con le operazioni chirurgiche e il cambio di documenti io ho risolto un mio malessere personale, dovuto a una patologia specifica che si chiama “disforia dell’identità di genere”. Ma sono sempre io. Lei ha capito e seguito il mio percorso ed è rimasta con me. Non vedo perché un oscuro burocrate possa arrogarsi il diritto di decidere per noi su un aspetto fondamentale come il matrimonio.

L’oscuro burocrate sarebbe il funzionario del Comune di Bologna che vorrebbe annullare il suo matrimonio? Cosa è successo di preciso?

Dopo la sentenza del Tribunale, che ha sancito il mio cambio di sesso e di documenti, ho chiesto di rinnovare la carta di identità. Ma tardava ad arrivare. Io mi sono permessa di chiamare il Comune di Bologna e mi hanno passato un funzionario: lui mi ha detto che attendeva il divorzio perché non gradiva vedere due donne sposate sullo stesso stato di famiglia.

Ma alla fine i documenti li ha avuti?

Sì, ma hanno diviso arbitrariamente lo stato di famiglia. Al punto che si sono inventati due numeri civici diversi e inesistenti (un /a e /b) per me e mia moglie. Lei figura sposata con me, io ho la dicitura “stato civile non documentato”.

È legale?

Nessuna legge permette a un ufficiale civile di sciogliere una famiglia già formata. Oltretutto senza neppure avvertirci! È abuso d’ufficio e alterazione di atti, sui cui mi riservo di fare causa.

Perché si riserva?

Perché adesso sono impegnata in un’altra causa: quella per far annullare il “divorzio d’ufficio” che si è inventato il Comune.

In base a cosa? In Italia il matrimonio omosessuale ancora non esiste...

Guardi, è lì l’errore: il mio è un matrimonio transessuale, non omosessuale.

Qual è la differenza?

Un omosessuale è una persona i cui unici problemi derivano dal fatto che la società lo discrimina, ma che sta bene con se stessa, si riconosce per quella che è.

Per i transessuali non è così?

La disforia dell’identità di genere fa sì che una persona non si riconosca nel suo corpo. Per questo, tramite ormoni e chirurgia, ha bisogno di adeguarlo alla sua identità di genere interiore. Io mi sentivo una donna anche quando avevo un corpo maschile. Questo sul piano individuale. Poi c’è il fatto che mentre per il matrimonio gay si tratta di celebrare nuove nozze, il mio matrimonio esisteva già, è solo nato come matrimonio tra due persone di sesso diverso. Noi non chiediamo di introdurre nuove leggi.

La normativa attuale cosa dice?

Nel 1987 la legge sul divorzio è stata aggiornata, “annovellata” si dice in termini giuridici, per includere il caso del transessualismo. E il cambio di sesso è stato aggiunto tra le possibili cause per la richiesta di divorzio da parte del coniuge. Possibile, non automatica.

Quindi il divorzio deve avvenire solo se lo chiede uno dei coniugi?

Esatto. Su questo, in primo grado, ci ha dato ragione il tribunale di Modena. Ha esaminato il nostro ricorso contro il cambio di documenti deciso dai comuni di Bologna e di Massa Finalese (dove ci siamo sposate) e ha riconosciuto che il nostro matrimonio è valido.

Venerdì prossimo, però, un tribunale dovrà di nuovo pronunciarsi sul vostro caso...

Sì, l’Avvocatura dello Stato ha fatto appello contro la sentenza. È molto probabile che dovremo arrivare al terzo grado di giudizio, la Cassazione.

Ma perché avete scelto la via giudiziaria?

Abbiamo provato a rivolgerci alla burocrazia comunale: non ci hanno mai risposto chiaramente. Per non darci i documenti ci hanno persino detto che era rotta la macchina! Ci siamo appellate anche ai politici locali, visto che il Comune di Bologna si vanta di essere all’avanguardia nel rispetto dei diritti delle persone. Anche lì nessuna risposta. Siamo state obbligate. Le assicuro che io avrei preferito mantenere la mia riservatezza.

Ora cosa si augura?

Che venga bloccato questo divorzio di Stato. È pazzesco che la burocrazia voglia cancellare la mia famiglia. Il paradosso è che noi siamo sposate anche in Chiesa!

Questo con lo stato civile non c’entra, ma per la Chiesa il sacramento è sempre valido?

Certo. Non credo che alla Chiesa venga in mente di chiedere a una famiglia di rompersi e a due coniugi di divorziare: è contrario ai suoi principi.

Di :Elena Tebano

elena.tebano@rcs.it

Fonte:http://city.corriere.it/2011/01/12/interviste.shtml