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giovedì 27 settembre 2007

SUICIDIO DI MATTEO, LA PROCURA CHIEDE L`ARCHIVIAZIONE


(27/09/2007) La Procura si è detta "perplessa che sia diventata una icona gay un ragazzo che non lo era, ovviamente senza alcun pregiudizio morale sull`omosessualità". Insorge Arcigay
TORINO - La Procura di Torino ha chiesto l'archiviazione del caso del sedicenne che si è suicidato lo scorso aprile perchè deriso dai compagni di scuola che gli rimproveravano di essere troppo effeminato.
Ma la presunta omosessualità di Matteo non fu mai dimostrata tanto che la procura si è detta "perplessa che sia diventata una icona gay un ragazzo che non lo era, ovviamente senza alcun pregiudizio morale sull'omosessualità". Non ci sarebbe quindi nessuna ipotesi di reato ne' quella di istigazione al suicidio ne' episodi di bullismo ma neanche una sottovalutazione da parte della scuola del problema.

"Il fatto che Matteo fosse o meno omosessuale è del tutto irrilevante rispetto a quanto accaduto" insorge Franco Grillini e Arcigay. "Il punto vero era la situazione per cui un ragazzo di sedici anni veniva preso in giro perché accusato di essere 'troppo molle' o 'effeminato', in una sola parola 'checca'. Non sappiamo se le prese in giro erano bonarie o meno - ha continuato Grillini - sta di fatto che hanno avuto un esito disastroso e che un ragazzo di sedici anni si è suicidato. Sarebbe bene che i PM di Torino si attenessero ai fatti ed evitassero interpretazioni fantasiose che poco o nulla hanno a che fare con le technicalities dell'attività giudiziaria e, se proprio volevano farci conoscere la loro opinione di carattere sociologico, avrebbero potuto analizzare quel maschilismo e quel macismo che è il vero substrato culturale che sta alla base di violenza e bullismo".
SE NON LO INGOI SEI UNA CHECCA
(24/09/2007) Un ragazzino di undici anni è stato costretto dai compagni ad ingoiare un galleggiante da pesca per dimostrare di essere un vero uomo. Ma il ministro dell`Istruzione non ritiene necessario una campagna di prevenzione contro il bullismo omofobico


In provincia di Torino a pochi chilometri dalla città dove lo scorso aprile un sedicenne si è tolto la vita perché deriso dai compagni, si è verificato un altro episodio di bullismo omofobico. Un ragazzino di undici anni è stato costretto dai compagni di scuola ad ingoiare un galleggiante da pesca per dimostrare di essere un vero uomo. Lo studente è finito all'ospedale, dal quale è stato dimesso con sei giorni di prognosi, e sull'accaduto è stata aperta un'indagine interna. "Se non lo ingoi sei una checca gli urlavano contro i compagni" ha raccontato la madre ai giornalisti.

"Occorre rapidamente approntare un piano di lotta all'omofobia in ambito scolastico" commenta Franco Grillini che all'inizio dell'anno aveva presentato un'interrogazione sul fenomeno. Ma il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni sembra essersene dimenticato tanto che non ha ritenuto necessario l'inserimento specifico del bullismo omofobico nelle campagne di prevenzione della violenza nelle scuole. Così ancora una volta sono le associazioni a riempire i vuoti della politica.

Il 22 e 23 ottobre si terrà al Lingotto di Torino il convegno 'Educare alla diversità' organizzato dal Coordinamento glbt Pride insieme alle associazioni omosessuali e del Servizio Lgbt comunale. A Firenze invece il 26 e 27 ottobre 2007, durante il convegno per il superamento delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, saranno resi noti i risultati di un'indagine esplorativa sui bisogni e sulle esperienze degli omosessuali italiani.

giacomo.cellottini@gay.tv

martedì 25 settembre 2007

AHMADINEJAD: IN IRAN NON ESISTONO OMOSESSUALI


25/09/2007) In un intervento alla Columbia University il presidente dell`Iran ha negato l`esistenza di omosessuali, quindi delle tante esecuzioni. E poi non capisco perchè non si possa dissentire dall`Olocausto.

NYC - C'erano migliaia di attivisti gay con foto delle esecuzioni di giovani omosessuali ad accogliere ieri Ahmadinejad alla Columbia UNiversity. Ma se questo poteva immaginarlo, il presidente dell'Iran non si aspettava parole tanto forti dal presidente dell'università. "Non credo che Ella avrà il coraggio intellettuale di rispondere alle domande che le ho appena formulato. Lei esibisce tutti i tratti di un dittatore meschino e crudele".


Ad Ahmadinejad però il coraggio non manca, così sorridendo con un ghigno ha parlato di sè come uomo di pace ed ha accusato la stampa di stravolgere le sue dichiarazioni su Israele. Certo poi ha precisato: "non vedo perchè non si possa esprimere voci di dissenso sull'esistenza dell'Olocausto" anche perchè "sono i palestinesi a pagare il prezzo dell'Olocausto. Sia un referendum a decidere se Israele deve esistere" ha detto il presidente iraniano prima di rispondere alla domanda sul trattamento degli omosessuali e le esecuzioni capitali. "Noi abbiamo l'impiccagione, voi l'iniezione letale. E' la stessa cosa". Poi tocca ai gay: "noi in Iran non abbiamo omosessuali come avete voi nel vostro paese. Non abbiamo questo fenomeno, non so chi vi ha detto questo. La nostra nazione è libera".

E' stata Human Rights Campaign a prendere la parola per ricordare al Presidente ricordando gli atti di terrore, i pestaggi e le esecuzioni a cui sono stati sottoposti più di 4mila tra ragazzi gay e lesbiche uccisi dal 1978.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

Gentilini inquisito grazie al Circolo Mario Mieli 22/09/2007 di Lamanicatagliata. com


Finalmente una buona notizia dal fronte della giustizia. Il vice sindaco di Treviso, l’omofobo sceriffo Gentilini, è stato iscritto nel registro degli indagati grazie all’opera del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che già da tempo ha pubblicato sul suo sito il modulo di querela nei suoi confronti per istigazione a delinquere, dopo che in un’intervista rilasciata ad una radio agli inizi del mese di agosto, egli aveva lanciato una “pulizia etnica contro i culattoni”. “E’ un piccolo passo che ci riempie di orgoglio e ci fa ben sperare che anche in altre parti d’Italia, di fronte ad esternazioni razziste ed omofobe, altri omosessuali e transessuali abbiano il coraggio di denunciare gli atti e gli atteggiamenti discriminatori. Ci aspettiamo che tante altre persone scarichino dal nostro sito il modello di querela e lo inviino al più presto alla Procura della Repubblica. E’ ora di dire basta ai sorprusi perpetrati ai danni delle persone glbt, anche attraverso le vie legali. Speriamo soltanto che tutto finisca, come spesso succede in questi casi, nell’archiviazione. Il Circolo Mario Mieli vigilerà affinché ciò non succeda”.

lunedì 24 settembre 2007

24ore - CronacaRoma, 18:14PAPA: FO, MA COSA NE SA DELLA DONNA E DELLA FAMIGLIA?

Ma cosa ne sa il Papa della coppia, della famiglia, del rapporto tra
un uomo e una donna ed in particolare della donna? Parla di cose che
non conosce, che non vive... Cosi' il Premio Nobel per la Letteratura
regista ed attore di teatro Dario Fo replica alle affermazioni di
Benedetto XVI sulla 'crisi' della famiglia "minata nelle sue
fondamenta". "Qui ci si arroga il diritto di parlare, trattare di cose
che non si conoscono: vale per la vita di coppia per la famiglia come
per le condizioni di vita di chi e' sottopagato - precisa Fo - e senza
che nessuno osi replicare". Purtroppo la Politica non c'e' e se c'e',
dice Fo, e' debole. "Se ci fosse la Politica - dice - e non fosse
debole, direbbe al Papa 'fermati' non puoi entrare a piedi giunti
nella coscienza dei cittadini, perche' non tutti sono credenti e, in
uno Stato di diritto e laico, non e' permesso a nessuno di violare la
privacy fino ad entrare in casa altrui". C'e' chi dice che il Papa fa
in fondo il suo mestiere. "Certo che fa il suo mestiere: mira a
disorientare a confondere la gente mettendo assieme cose tra loro
diverse - spiega il Premio Nobel - E' da quando sono nato che la
Chiesa osteggia s'oppone ad ogni forma di civilta' conquistata dal
popolo italiano: l'aborto e il divorzio in testa o da conquistare come
l'eutanasia e l'accesso fecondazione assistita, il riconoscimento
delle coppie di fatto". Insomma, la Chiesa "mira a bloccare ostacolare
tutto cio' che puo' arricchire - conclude Fo - la liberta' e il
benessere della gente".

lunedì 3 settembre 2007

«Grazie a quelli che mi hanno dimostrato solidarietà» «Donate sangue, il bene vale più della rabbia»

Massimo, autore della lettera-denuncia dopo essere stato rifiutato come donatore in quanto gay, risponde ai messaggi dei lettori STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
«Ho letto il post della lettrice che dichiara di non voler più donare il proprio sangue dopo aver letto l'articolo: ti abbraccio ma, ti prego, continua a farlo! Lo facciano tutti quelli che possono, lo faccia chi non lo ha mai fatto. Il bene che ne può derivare credo valga più della rabbia». Così Massimo, autore di una lettera-denuncia pubblicata sul Corriere dopo essere stato rifiutato come donatore di sangue in quanto gay, risponde ai tanti lettori di Vivimilano.it che hanno partecipato alla vivace discussione suscitata dal suo intervento. «Grazie a quelli che mi hanno dimostrato solidarietà, grazie a chi mi ha offerto aiuto legale e grazie al giornalista che ha ricevuto la mia lettera. Grazie anche a quelli dalle opinioni un filo più ristrette, hanno messo pepe al forum» scrive ancora Massimo.
I COMMENTI - E sono stati davvero tanti i post di risposta alla lettera. La maggior parte di solidarietà e di rabbia, anche verso le successive dichiarazioni di Maurizio Marconi, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico («L'orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue, ma i dati epidemiologici mostrano invece che il rapporto omosessuale maschile è un comportamento a rischio»). «Visto che il nostro sangue non è necessario, non doniamolo!» scrive un lettore. Una ragazza: «È inaudito che esista una tale discriminazione a livello istituzionale in una regione che si fa gran vanto di essere all'avanguardia in tutto». Ma c'è anche chi va controcorrente: «Mi sembra più che giusta la posizione del medico e il rifiuto - scrive un lettore -. Forse molti non lo sanno ma i gay hanno continui e ripetuti comportamenti sessuali estremamente promisqui e ciò li espone a un rischio di malattie virali altissimo». E un altro: «L'importante è che non diventi un discorso ideologico, ma rimanga un diverbio obiettivo, basato su dati».
03 settembre 2007
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COMMENTI
Donazioni da parte di omosessuali
Lettore_6406
Lunedi 3 Settembre 2007, 18:00
Per quello che so, la finestra di rischio per il sangue infetto è di 3 mesi oggi. In più spesso, per carenza di sangue, si va spediti nell'utilizzo. Troppo rischioso perciò se i comportamenti a rischio sono conclamati e non mi riferisco solo ai rapporti gay, ma a tutto il resto. Al lettore che dice "Quanti dichiarano di essere stati dal dentista" rispondo che il mondo è pieno di superficiali e deficienti: io dichiaro tutto.
SANGUE FROCIO VADE RETRO!
Lettore_6407
Lunedi 3 Settembre 2007, 18:00
Nonostante la legge del 2001 dell'allora benemerito ministro Veronesi che aboliva il divieto per i gay di donare il sangue, è triste registrare ancora oggi una tale arretratezza del personale medico milanese, ancora pervicacemente pieno di pregiudizi antigay. Come cittadino omosessuale sono indegnato ancora di più se penso quanto bisogno ci sia di donatori di sangue. A questo punto mi viene da dire che i nostri concittadini eterosessuali non meritano affatto che noi si doni il sangue "frocio", se possono permettersi di rifiutarlo senza una reale e motivata giustificazione sanitaria (il sangue donato viene comunque analizzato!). Mi aspetto che siano proprio i pazienti bisognosi di donazioni a protestare in proposito!
Discriminazione o Spicciola Demagogia ??
Lettore_6394
Lunedi 3 Settembre 2007, 16:42
E' curioso come da un trafiletto di giornale con un titolo volutamente "accattivante e provocatorio" si inizi subito a GRIDARE alla discriminazione contro gli omosessuali mentre invece alcune VERE e PROPRIE DISCRIMINAZIONI che vengono sistematicamente perpetrate passino del tutto inosservate... Lo dice uno che è gay: è indiscutibile che le pratiche sessuali di un omosessuale siano di norma un pò più "rischiose" (evito di elencarle per buon gusto) ed è innegabile che ci sia una elevata promiscuità... Dark Room, Saune e quant'altro non sono una invenzione romanzesca. Con questo non voglio criticare chi le frequenta max libertà per tutti. Ma alla luce di questo è così sbagliato se un responsabile di un laboratorio evidenzia queste criticità (attesi anche i lunghi tempi di incubazione dellHIV e non solo di quello?) ??? Come gay non non mi sento assolutamente discriminato dalle considerazioni del responsabile del laboratorio che ha negato la donazione di sangue, anzi osservo solo una oculata analisi di un problema che esiste ed attiene NON alla sfera sessuale ed ai propri orientamenti quanto più agli "eccessi" sessuali che non sono infrequenti (intendiamoci non che vada meglio nel mondo eterosessuale). Visto che donare sangue è importantissimo ma salvaguardare la vita di chi lo riceve lo è altrettanto se non di più, non mi sembra che un ragionamento simile sia poi così fuori luogo. Quindi al posto di fare tanta demagogia sul sangue gay o meno.... è forse più importante impegnarsi per donare sangue "buono". E per favore non mettiamo ogni considerazione come una lotta o una discriminazione al mondo omosessuale.... quando molte di tali discriminazioni vengono consumate proprio dai gay nei confronti dei propri "simili". Un affettuoso saluto.
numeri
Lettore_6392
Lunedi 3 Settembre 2007, 16:29
Caro Massimo spero di non essere frainteso. Credo sia un discorso statistico. Se dai numeri risulta che la categoria gay e' piu' a rischio non vedo il perche' di tale reazione. Cioe' lo vedo (dal tuo punto di vista): ti senti discriminato nel momento in cui vuoi fare del bene per gli altri. Forse le tabelle di rischio sono scorrette (banalmente non aggiornate) e andrebbero ricalcolate. Non credo pero' ci sia una discriminazione di tipo "razziale" od omofobica. Del resto quando devi decidere le categorie adatte a un simile processo (cercando di minimizzare il rischio) e' necessario fissare dei paletti. Credo tu abbia fatto bene a sollevare il caso, magari quei numeri sono vecchi di 20 anni. Vorrei solo dire (ad altri lettori) di non partire in quarta con reazioni irrazionali: il decidere di non donare sangue e' veramente una contro-reazione rabbiosa che incide solo su chi ha bisogno di sangue. Affettuosamente Marco
tutto normale
mothc
Lunedi 3 Settembre 2007, 15:59
Ora non esageriamo. Io non faccio parte di nessuna associazione di donatori e dono il sangue. I questionari vengono fatti compilare a chiunque e chiunque risulti fuori dai parametri di sicurezza non può donare il sangue. E c'è di più: chi dona in ospedale "subisce" anche il test rapido ed è possibile che anche a questionario superato venga negata la possibilità di donare sangue, magari perchè ha un colesterolo talmente alto: discriminazione per gli obesi!? E' giusto sia così. Senza controlli non ha senso parlare di sangue donato come sangue utile. Un saluto. TH

COMUNICATO STAMPACON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

Il Sinodo della Chiesa evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi), riunito in sessione dal 26 al 31 agosto 2007 a Torre Pellice (TO), ha approvato oggi 31 agosto 2007 un ordine del giorno, scritto dalla REFO (Rete evangelica Fede e omosessualità ), contro l'omofobia, cioè l'odio verso le persone omosessuali e contro le persecuzioni che in Italia (soprattutto sociali ma anche fisiche) e in varie parti del mondo (dove spesso sono condannati alla pena capitale) i gay e le lesbiche devono subire. La proposta è stata fatta propria e presentata (visto che la REFO non aveva deputati al Sinodo) da un folto gruppo di pastori e rappresentanti delle chiese locali, tra cui spicca la firma della moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede la quale ha dichiarato di essere contenta che il Sinodo abbia approvato quello che lei ritiene "un atto dovuto" nella testimonianza cristiana, esortando le chiese a sostenere concretamente, il prossimo anno, le veglie ecumeniche contro l'omofobia che il 28 giugno di quest'anno hanno visto, in quattordici città italiane, una ampia partecipazione di cristiani di varie confessioni. Il dibattito ha evidenziato una sostanziale unità di intenti e una diffusa solidarietà ai fratelli e alle sorelle omosessuali.


Per info: www.chiesavaldese. org – www.refo.it
Refo Firenze 333.2876387 – refo.firenze@ gmail.com




Ecco il testo integrale dell'Odg approvato dal Sinodo valdese e metodista


Il Sinodo della Chiesa evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi)


CONSIDERATA


la condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di violenza fisica e psicologica;
la situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono esposte a persecuzioni nell'indifferenza quasi assoluta dei governi occidentali, disinteressati anche alla problematica della concessione del diritto d'asilo a coloro che sono soggetti, nel proprio paese d'origine, a minacce, pene corporali e sovente anche a pena capitale per il loro diverso orientamento affettivo;


ESPRIME


la propria solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e persecuzioni;
la propria preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia sociale e fisica in Italia;
la propria condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali;


INVITA


in vista dell'Assemblea- Sinodo BMV di Novembre 2007, le chiese ad appoggiare organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l'opinione contro il pericolo strisciante dell'omofobia e coloro che si impegnano per salvare dal boia migliaia di persone condannate ingiustamente a causa del loro diverso orientamento affettivo;
le chiese a sostenere le veglie ecumeniche di preghiera contro l'omofobia che, nell'ultimo anno, si sono susseguite in varie città d'Italia, specialmente il 28 giugno (giornata internazionale di festa del movimento di liberazione omosessuale) con l'appoggio trainante di alcune nostre comunità locali.


evviva le differenze
evviva la parità di diritti e doveri
contro tutte le omologazioni egualitariste
http://albamontori. blogspot. com

Solidarietà alle persone omosessuali e forte condanna delle discriminazioni e delle persecuzioni nei loro confronti.

Questo è il forte messaggio che arriva dall'annuale Sinodo della Chiesa valdese e metodista, che si conclude il 31 agosto 2007 a Torre Pellice (Torino), in cui è stato approvato a larghissima maggioranza un ordine del giorno, scritto dalla REFO (Rete evangelica Fede e omosessualità ) e da un folto gruppo di pastori e rappresentanti delle chiese locali, con cui i rappresentanti del Sinodo invitano le loro chiese «ad appoggiare organizzazioni, gruppi e iniziative tese a sensibilizzare l'opinione pubblica contro il pericolo strisciante dell'omofobia» ed esprimono «la solidarietà alle persone omosessuali oggetto di discriminazioni e persecuzioni, la preoccupazione per il repentino aumento degli episodi di omofobia sociale e fisica in Italia e la condanna ferma ed assoluta verso le persecuzioni e le condanne capitali emesse in molti paesi nei confronti di persone omosessuali».

Questa decisa presa di posizione parte dalla considerazione, spiegano i valdesi, della «condizione di discriminazione sociale e legislativa in cui versano molte persone omosessuali nel nostro paese che, limitando oggettivamente il loro diritto ad avere una affettività serena e responsabile, le rende oggetto di violenza fisica e psicologica» e della «situazione, lesiva per i fondamentali diritti umani, a cui sono sottoposti milioni di omosessuali nel resto del mondo là dove le persone omosessuali sono esposte a persecuzioni nell'indifferenza quasi assoluta dei governi occidentali».

La moderatora della Tavola valdese, Maria Bonafede ha dichiarato di essere contenta che il Sinodo abbia approvato quello che lei ritiene "un atto dovuto" nella testimonianza cristiana e ha esortato le chiese a sostenere concretamente, il prossimo anno, le veglie ecumeniche contro l'omofobia organizzate dai gruppi di credenti omosessuali che il 28 giugno di quest'anno hanno visto, in quattordici città italiane, un'ampia partecipazione di cristiani di varie confessioni.


Comunicato stampa a cura di GIONATA, newsletter informativa su "Fede e Omosessualità "
WebSite: www.gionata. org

mercoledì 15 agosto 2007

GLI SCERIFFI DELLA «NORMALITà» Rispetto al nazismo storico, quello strapaesano dei nostri giorni ha una sicura aggravante. Dispiega tutta la sua catti


Rispetto al nazismo storico, quello strapaesano dei nostri giorni ha una sicura aggravante. Dispiega tutta la sua cattiveria non più nell'intento di dominare il mondo, che è pur sempre un'impresa di torva grandezza, ma in quello assai più modesto di amministrare Verona e Treviso. Nel tentativo di carpire il voto dei coniugi di Erba, beninteso prima della strage che li ha precipitati dal campo moderato a quello estremista, sindaci e prosindaci leghisti, ma non solo, schierano guardie e ruspe per cancellare i moventi «moderati» del delitto estremista di Olindo e Rosa, loro ideali elettori: il fastidio per il rumore, il viavai equivoco, la sregolatezza, la contiguità con gli extracomunitari. Né si ritraggono, costoro, dall'impiegare eleganti metafore come quella della «pulizia etnica» per designare le proprie imprese d'ordine.

Politici e amministratori meno avvezzi al linguaggio da camicia bruna ubriaca, proprio del famigerato Gentilini, riassumono la repressione di ogni comportamento contrario alla morale comunale e allo stile di vita omogeneo e controllato che ne consegue con l'espressione, tanto velenosa quanto apparentemente innocua, di lotta al «degrado urbano». Ambulanti, nomadi, omosessuali, prostitute, immigrati, studenti nottambuli, amanti occasionali costituiscono il fattore umano del «degrado» da combattere al pari dei fattori inorganici come lo smog. E se lo «sceriffo di Treviso» e il sindaco di Verona Flavio Tosi sono considerati folklore, Cofferati e Chiamparino si presentano come campioni della «convivenza civile» formato Partito democratico. Tutti li accomuna una idea di normalità senza attriti e senza varianti, nonché l'appiattimento su un presunto senso comune, in buona parte costruito dai media.

Non si tratta di stravaganze occasionali, di fenomeni da baraccone, ma della traduzione, ciascuno al suo livello culturale, ciascuno guardando al proprio elettorato, di uno stesso inquietante clima culturale. Quello che ha prodotto il Family day e la forsennata campagna contro la procreazione assistita e il testamento biologico, quello che pretende la sicurezza, intesa come riduzione delle tutele e delle garanzie, essere «né di destra né di sinistra» (Veltroni). È l'assunzione, a volte implicita, altre esplicita, di quel «diritto naturale» e di quella verità prepotente propugnati dalla chiesa di Ratzinger, l'imposizione di una «condotta normale» rispetto alla quale tutto il resto è devianza quando non crimine.

Incontrastato, più spesso blandito, il fondamentalismo pontificio prosegue diritto per la sua strada, stringendo la mano a un agitatore antisemita come Tadeus Rydzyk, direttore della famigerata Radio Maryja, l'emittente polacca specializzata in campagne contro gli ebrei. La diplomazia vaticana può ben minimizzare il senso del breve incontro, ma lo scandalo non è che Ratzinger abbia ricevuto Rydzyk, bensì che la chiesa tolleri un simile obbrobrio nel suo seno... Di certo lo sceriffo di Treviso e il propagandista antisemita si piacerebbero, hanno una cultura comune e godono della medesima tolleranza.

domenica 12 agosto 2007

Alle Associaizoni glbt per manifestazione nazionale a Treviso

Alle Associazioni glbt:

Roma, 9 agosto 2007

Car* tutt*,
viste la demenziali dichiarazioni del Vice Sindaco di Treviso, contro le persone glbt, vi invitiamo a valutare la possibilità che il prossimo gay pride nazionale ( o altra manifestazione nazionale, viste le decisioni già prese dal movimento) si tenga nella città di Treviso.
Di seguito il comunicato stampa che abbiamo diffuso oggi.
Un caro saluto,
Rita Berardini - Sergio Rovasio
OFFESE AI GAY DAL VICESINDACO DI TREVISO: PROPORREMO ALLE ASSOCIAZIONI GLBT DI TENERE IL PROSSIMO GAY PRIDE NAZIONALE A TREVISO.

Dichiazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Sergio Rovasio, radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno:

"Le gravi e offensive espressioni del Vice Sindaco di Treviso Gentilini non meritano alcun commento. Del resto le volgarità da lui espresse, tra le altre, verso le persone lesbiche e gay dimostrano di cosa si alimenta politicamente questo xenofobo leader trevigiano. L'unica risposta è che le Associazioni glbt annuncino lo svolgimento del Gay Pride nazionale (o altra manifestazione nazionale del movimento), previsto nel giugno 2008, nella città di Treviso. Per questo invieremo all'Arcigay e alle altre Associazioni glbt una lettera con questo invito".

giovedì 9 agosto 2007

Un'Europa unita che tutela in forma diversa le coppie di fatto e prevede solo in tre paesi la possibilità di sposarsi per le coppie gay


Il matrimonio fra due persone dello stesso sesso è ammesso solo Olanda, Belgio e Spagna. Ma il riconoscimento delle coppie di fatto - anche se omosessuali - coinvolge in varie forme la maggior parte dei paesi Ue: Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Portogallo, Ungheria, Lussemburgo e altri Paesi.

la situazione in Italia
Comuni, Regioni e l'attesa legge nazionale
In Italia, dopo l'istituzione dei registri delle unioni civili in molti comuni, alcune regioni hanno contemplato le unioni di fatto nei propri statuti, in attesa della discussa legge nazionale sul modello francese dei Pacs.
Spagna
Il governo Zapatero ha approvato la legge che rende legale il matrimonio gay, garantendogli gli stessi diritti delle coppie eterosessuali
Belgio
Dal 1° giugno 2003 in vigore la legge che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Notaire.be francese
La prima volta a Belfast
Grazie al Civil Partnership Act 2004 le prima coppie di lesbiche del Regno Unito si è unita in "matrimonio" a Belfast Opsi.gov.uk francese
Olanda
Già dal '98 era prevista la registrazione di coppie gay. Dal 1 Aprile 2001, è possibile il matrimonio omossessuale. Justitie.nl inglese
Stesso sesso
In Olanda i matrimoni sottoposti al Same-Sex Marriage Act hanno molte similitudini con quelli che vincolano le coppie eterosessuali. Justitie.nl inglese
Coppie di fatto
I paesi scandinavi sono stati i primi a riconoscere i diritti alle coppie di fatto, la Francia ha adottato il Pacs e in Spagna si dicute il matrimonio per gli omosessuali
fuori dall'Europa
Canada
Il matrimonio omosessuale in Canada è legale a partire dal 20 Luglio 2005 Fr.wikipedia.org francese
Cosa succede negli USA
La Corte Suprema del Massachusets, in base alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, afferma il diritto delle persone omosessuali di accedere al matrimonio a pari condizioni rispetto ai cittadini eterosessuali

"Pulizia etnica contro i culattoni" La proposta shock del vicesindaco di Treviso, il leghista Giancarlo Gentilini


09/08/2007

Difficile stabilire il numero dei gay a Treviso. Dieci, cento, mille? Che siano tanti o pochi, una cosa è certa: il vicesindaco Giancarlo Gentilini non avrà la loro preferenza alle prossime elezioni amministrative. E forse neppure quella di alcuni eterosessuali. L'esponente leghista, già famoso per alcune sue proposte "fuori dal coro", non ha infatti raccolto grande simpatia attorno a sé quando ha annunciato di voler avviare una “pulizia etnica contro i culattoni”.

Una dichiarazione di guerra, una moderna crociata contro i gay che avrebbero trasformato il parcheggio del Ca' Foncello di via dell'Ospedale in un luogo d’incontro dove consumare rapporti sessuali, tra le molte proteste degli abitanti della zona. Il vicesindaco leghista non ha usato mezzi termini e, dai microfoni di Rete Veneta, ha dichiarato di essere pronto a dare disposizioni ai vigili urbani “affinché facciano pulizia etnica dei culattoni”.

Gentilini, più volte protagonista di polemiche infuocate l'ultima delle quali dopo il pestaggio dell'onorevole Wladimir Luxuria da parte della polizia russa, ha annunciato anche un “giro di vite” attraverso la videosorveglianza per stroncare il via vai di scambisti denunciato dagli abitanti nel parcheggio “a luci rosse”, dove è stata segnalata anche la presenza di prostitute. “Darò disposizione di rinforzare le telecamere. Ma a me interessa piuttosto fare i controlli mirati - ha detto ancora Gentilini -. Quando la mia polizia vigilerà nella zona, ci sarà un fuggi fuggi generale”.

Ormai è chiaro. I gay nella signorile cittadina veneta non sono benvenuti. “Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli – ha rincarato la dose il vicesindaco -. Qui a Treviso non c'é nessuna possibilità per culattoni e simili”. Insomma, i gay sono avvisati. È meglio fare fagotto prima di diventare bersaglio di una pulizia etnica moderna ma ben poco "politically correct".

mercoledì 8 agosto 2007

L’usura sta strangolando uomini e popoli.

E’ oggi fondamentale sottrarre l’emissione della moneta al sistema privato bancario e, per dare inizio a questa autentica “guerra di liberazione”, occorre denunciare i servi del sistema bancario, responsabile dell’indebitamento pubblico e causa dell’impoverimento delle nazioni.

Nazioni nelle quali il cittadino è chiamato a lavorare sempre di più per produrre beni e servizi di cui potrà godere sempre meno perché una parte sempre maggiore del suo reddito sarà assorbito da imposte, tasse, balzelli, tariffe monopolistiche non contrattabili e interessi di signoraggio sul denaro utilizzato.

Camerieri delle banche come l’attuale presidente del Consiglio Romano Prodi, un uomo della Goldman&Sachs, al tempo stesso presidente dell’Iri e consulente della multinazionale Unilever, protagonista, all’epoca, della discussa privatizzazione di Cirio, Bertolli e De Rica.

La Goldman&Sachs, appunto la banca d’affari che aveva finanziato nel 1993 la campagna elettorale di Prodi con un miliardo di lire versato sul conto corrente della ASE S.r.l. di cui lo stesso Prodi era socio insieme alla moglie.

Una banca strumento della svendita-rapina del patrimonio pubblico italiano e tra l’altro socia della Tav (Treno ad alta velocità). Una lobby che ha l’anno scorso ha piazzato il suo proconsole, Draghi, già direttore generale del Tesoro e presidente del comitato per le privatizzazioni (Enel, Telecom, Imi, Comit, Eni, BNL.) al vertice della Banca d'Italia.

Con la benedizione dell’altro personaggio legato al sistema bancario internazionale: l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, autore - da governatore della Banca d'Italia - di una delle più rovinose operazioni monetarie che la storia ricordi.
Draghi, con Prodi e il suo “maestro” Andreatta, era stato un perno di una perversa triangolazione: Banca centrale europea più banche d’affari, Commissione europea, governo italiano.

Una trimurti pericolosa che agiva e agisce attraverso la normativa imposta dal trattato di Maastricht, altro capolavoro studiato dalla cupola usurocratica per lo strangolamento dei popoli europei. Una trimurti alla quale partecipa l’attuale ministro dell’Economia, il finanziere Tommaso Padoa Schioppa, già vicedirettore della Banca centrale europea e uomo di fiducia dei banchieri privati.

A questi noti servi italiani della grande finanza, va aggiunto l’uomo forte del governo Prodi: quel Massimo D'Alema che, non dimentichiamolo, da presidente del Consiglio, con un decreto ad hoc, salvò le banche dopo la sentenza n. 2374 della Corte di Cassazione che aveva dichiarato illegittima la pratica usuraia dell’anatocismo. Una pratica vessatoria che ha fatto fallire tante imprese e tante sane attività economiche, provocando anche numerosi suicidi.

Abbiamo appena sollevato il velo sui nemici interni della libertà nazionale e della giustizia sociale. La guerra di liberazione è appena iniziata.

Nicolò Bellia - I media, il signoraggio, le banche

lunedì 6 agosto 2007

V-Day TELEFONATA AI POLITICI


Una bella telefonata da fare ai politici.
Un piccolo video di Vaffunculi contro la FALSA INFORMAZIONE per il Vaffanculo Day dell'8 settembre organizzato da Beppe Grillo

giovedì 2 agosto 2007

02/08/2007) Stefania, brutalmente percossa nella sua abitazione romana, è morta a causa dal violento pestaggio che le ha fracassato il cranio.



Una nuova vittima della transfobia nel nostro paese, un nuovo riconoscimento da appendere nel triste medagliere della nostra nazione, un nuovo sport che si chiama "ammazza la trans", l'Italia è campione del mondo...

Era di ieri la notizia dell'ennesima aggressione di una ragazza transessuale, brutalmente percossa nella sua abitazione romana, e di oggi il suo decesso, provocato dal violento pestaggio che le ha fracassato il cranio. Questi i fatti, poco importa la sua vita personale, a noi non interessano le notizie voyeuristiche riportate da alcuni quotidiani sulle presunte dinamiche dell'uccisione, quella è la vera pornografia, notizie che tentano di deviare l'attenzione collettiva sui presunti comportamenti della vittima.

Stefania, è questo il suo nome, ha pagato con la cosa più preziosa, sacra, la sua libertà, ha pagato con la vita, molte come lei sono vittime di una società che ci costringe a vivere al limite, che ci espone a rischi quotidiani, un paese incapace di tutelarci nei fondamenti più elementari sanciti dalla nostra costituzione. Stefania ha perso, e noi con lei, l'ultima lotta, quella tra la vita e la morte.

Il pensiero ancora vivo e forte di Emanuela DiCesare, orribilmente uccisa con simili modalità, deve far prender coscienza a noi e a chi ci governa, di fronte a queste martiri, i nostri sforzi come movimento transgender, sembrano essere vani, non bastano più le mediazioni, dobbiamo pretendere che questo sterminio abbia fine, non possiamo più tollerare di contare i decessi per mano di individui, assassini, che affrancati da una cultura distorta e da una mancanza di leggi a nostra tutela, possa sentirsi legittimato.

L'ondata di transfobia e omofobia nel nostro paese ha raggiunto livelli di assoluta emergenza, è giunto il momento di usare tutti quei mezzi che ci sono consentiti per fermare questo clima degno dei campi di sterminio. Crisalide AzioneTrans promuoverà una mobilitazione nazionale di tutto il movimento Transgender, LGBTQ, che vorrà coinvolgere tutti i movimenti e le istituzioni che non si riconoscono in un "alzata di spalle" di fronte a queste notizie e a tale situazione, la tutela delle persone rese deboli dalla mancanza di leggi opportune e dalla cultura dell'odio (transfobia, omofobia, xenofobia, discriminazioni di ogni genere) non può più attendere.

- Chiediamo ascolto al Capo dello Stato, in quanto garante della nostra costituzione, affinchè si pronunci, come ha fatto per le morti bianche, anche per mettere fine a questa carneficina.

- Chiediamo al governo leggi atte a tutelare la nostra condizione di vita.

- Chiediamo alle forze dell'ordine e alla magistratura, di posare la loro attenzione su questi fatti efferati, elevandosi a paladini della reale giustizia, ricordando loro che un gesto d'amore (sia esso etero, omosessuale, lesbico o transgender) non è reato.

Crisalide AzioneTrans si stringe intorno ai parenti ed amici di Stefania e dedica a lei e a tutte le altre vittime dell'odio e dell'indifferenza non solo il pensiero ma anche gli atti dovuti e fortemente voluti. L'indifferenza è colpevole quanto le mani insaguinate di questi assassini.

Ciao Stefania

Fabianna Tozzi Daneri
presidente nazionale Crisalide AzioneTrans