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mercoledì 14 maggio 2008

Armaud, Trans Di Dieci Anni, Grazie A Mamma E Papà


Armaud, trans di dieci anni, grazie a mamma e papà


Gay.it - Armaud, trans di dieci anni, grazie a mamma e papà
Quando si dice, alla natura non si comanda. Il piccolo Armand ha sentito di essere donna fin da tenerissima età, addirittura da quando aveva due anni: i vestiti che più sentiva adatti erano quelli femminili e la cosa è continuata anche quando ha cominciato a crescere. Il padre e la madre, Robert e Danielle, hanno subito capito quale fosse la vita che il figlio desiderava permettendogli, seppur nella cantina di casa, di indossare abiti da donna.

A dieci anni, Armaud vuole essere, a tutti i costi, una ragazza e i genitori ricorrono a medici specializzati in disordini mentali. Ma le soluzioni tentate non risultano efficaci e i medici, d'accordo con i genitori, iniziano una terapia ormonale per bloccare la crescita e preparare il piccolo alla transizione da uomo a donna.

La terapia in corso presso il Children Hospital di Boston porterà Armaud a non produrre steroidi sessuali tipici della crescita e dello sviluppo di un corpo maschile. Il piccolo non avrà né pomo d'Adamo, né pelurie e svilupperà una voce femminile. Quando sarà il momento, comincerà l'iter per diventare donna a tutti gli effetti, a cominciare dagli ormoni femminili. Armaud sta lentamente diventando Violet.
di Gay.it
Martedì 13 Maggio 2008

lunedì 12 maggio 2008

USA: GIOVANE TRANS QUASI SOSPESA A SCUOLA, I COMPAGNI SI TRAVESTONO PER SOLIDARIETA`. LE FOTO

09/05/2008) Una giovane transessuale di 17 anni viene derisa e insultata a scuola e minacciata di sospensione per il suo abbigliamento. I compagni di classe reagiscono con un gesto di solidarietà civile e ironico.

NEW YORK - Quando Micheal Loscalzo, studente 17enne che frequenta la Brewster

High School, ha manifestato il suo desiderio di diventare donna ed ha iniziato a vestirsi come una ragazza, è stato deriso da alcuni bulli e perfino aggredito.

I suoi compagni di scuola hanno però reagito con un gesto di solidarietà, presentandosi in classe con gonna e parrucca, mentre le ragazze si sono abbigliate in maniera maschile.

Una protesta civile e ironica per contrastare gli insulti gratuiti che Michael ha dovuto subire, ma anche rivolta contro i dirigenti scolastici che hanno minacciato di sospensione la giovane trans, per il suo abbigliamento giudicato "poco consono" all'ambiente scolastico.

redazione@gay.tv

TUTTI IN PULLMAN AL GAY PRIDE NAZIONALE DI BOLOGNA


L'HIPPIEHOUR e DGP

Organizzano un pullman per andare tutti insieme al Bologna Pride nazionale del 28 giugno.

Il pulman è da 56 posti, ma speriamo che le richieste saranno così numerose da doverne prenotare un altro.

Prenota il tuo posto prima possibile così da riuscire ad organizzarci nel caso ci fossero più richieste del previsto.

TUTTI AL BOLOGNA PRIDE !!!

Stando insieme il Pride comincerà già dal viaggio in pullman.

Costo euro 50 cad + in omaggio un rainbow-gadget!!!

Per prenotazioni e informazioni:
email: segreteria@digayproject.org
tel. 06 5134741

sabato 10 maggio 2008

Celine Dion il 3 luglio al DatchForum di Assago


Si terrà il 3 luglio 2008 al DatchForum di Assago (Milano) l'unica data italiana di Celine Dion. La diva canadese sarà a Milano con i brani del nuovo album Taking Chances, in uscita a novembre e anticipato dall'omonimo singolo, scritto da Dave Stewart degli Eurythmics.

Quello della Dion è un ritorno sulle scene dopo un lungo periodo passato a esibirsi al Caesar's Palace di Las Vegas in una interminabile serie di concerti sold-out.

Contatti:
Milano Concerti
info@milanoconcerti.net

giovedì 8 maggio 2008

SPAGNA: LA NIPOTE DEL CARDINALE SI SPOGLIA PER PROTESTA

MADRID - «Attraverso mio zio ho scoperto l'ipocrisia della Chiesa, che predica una cosa e fa il contrario» sono parole di Magdalena Rouco Hernández, nipote 26enne dell'arcivescovo Antonio Maria Rouco Varela, presidente della Conferenza episcopale spagnola, nonchè uno dei maggiori critici del governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero.

La ragazza, in segno di protesta contro lo zio e l'istituzione che rappresenta, ha deciso di spogliarsi per la copertina del settimanale spagnolo "Interviù". La sua iniziativa ha fatto scalpore in patria, dove l'arcivescovo è molto noto. «Mio zio non si stanca di ripetere che la famiglia è sacra, che noi la dobbiamo rispettare e dobbiamo lottare per essa, ma poi disprezza e abbandona la propria» accusa la ragazza.

Magdalena è nata a Tenerife nel 1981, in una famiglia molto religiosa, che l'ha educata a pregare ogni giorno, come faceva anche suo padre, il quale ha sempre nutrito una venerazione per il fratello minore, divenuto in seguito arcivescovo. «Mio padre faceva vedere a me e ai miei fratelli che mio zio era un essere superiore, una specie di santo», ricorda la giovane. A quanto pare, però, con il passare degli anni, la bella Magdalena ha dovuto cambiare opinione, delusa dal comportamento dello zio.

redazione@gay.tv

“ARRIVANO LE AMAZZONI A L’AQUILA”


Nasce ufficialmente il Comitato Promotore Arcilesbica “Le Amazzoni” a L’Aquila. Si espande quindi l’esperienza e l’attività del movimento GLBT della provincia con questa ulteriore iniziativa. L’associazione Arcilesbica si propone di divulgare una cultura ed una informazione sui diritti civili ed umani, in particolare quelli relativi alle donne. Saranno a breve intraprese attività contro lo sfruttamento sul lavoro, contro le discriminazioni e soprattutto contro la violenza nei confronti del genere femminile. Numerose anche le attività in agenda riguardanti la proiezione di film e la presentazione di libri sui generis. Arcilesbica “Le Amazzoni” di L’Aquila diviene quindi un supporto essenziale nei luoghi nevralgici di questa provincia che fa ancora fatica a riconoscere la donna come una identità individuale e la donna lesbica come un soggetto libero ed indipendente. Il Comitato promotore ringrazia la Presidente di Arcilesbica Nazionale – Francesca Polo – e la Segretaria della medesima associazione – Cristina Gramolini – che hanno a lungo lavorato ed interloquito con le donne aquilane affinché nascesse questa realtà così importante anche in Abruzzo. Infatti “Le Amazzoni” sono il primo comitato Arcilesbica a venire alla luce nella nostra regione. A livello locale l’associazione, sarà diretta dalla Responsabile del Comitato promotore – Carla Liberatore – e dalla vice Responsabile – Anna Maria Angelitti – persone note in Abruzzo per il loro impegno quotidiano ed instancabile sui temi della laicità e dei diritti civili ed umani.

Comitato Promotore Arcilesbica “Le Amazzoni” L’Aquila
Email: arcilesbica.aq@libero.it
Mobile : 339.8794768 – 320.2737126
Fisso : 0863.789364

martedì 6 maggio 2008

LA BANALITA` DEL MALE - cronaca - GAY.tv

"LA BANALITA' DEL MALE
Nel 1961 la filosofa e scrittrice tedesca Hannah Arendt seguì a Gerusalemme il processo di Adolf Eichmann, coordinatore della deportazione degli ebrei nei campi di concentramento nazisti. Il resoconto delle 120 sedute divenne un libro, La banalità del male, e un ritratto, quello di un intero popolo che si era macchiato di colpe atroci e crimini contro l'umanità. Le conclusioni della Arendt, molto sinteticamente, vertevano intorno ad un punto fondamentale, e cioè che 'le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, nè demoniaco nè mostruoso' e le persone che si erano macchiate del tentativo di sterminio di un popolo erano non necessariamente perverse e sadiche ma tragicamente normali. Eichmann lavorava presso presso una compagnia elettrica austriaca e si unì al partito nazista un po' per noia, chiedendosi semplicemente 'perchè no?'. Eichmann non era particolarmente intelligente, nè particolarmente stupido e non aveva nemmeno mai letto il Mein Kampf. Eichmann, nella cronaca della Arendt, era privo di qualsiasi stimolo, di qualsiasi scrupolo, di qualsiasi pur minimo dubbio che le sue azioni potessero avere delle conseguenze. Il male è banale perchè non agisce sul pensiero, sulla capacità di giudizio. Il male è banale quando"non riesci più a distinguere qual è il bene. Il male è banale perchè se vivi in una società che lo attua al di là di ogni consapevolezza diventa, tragicamente, normale. Nicola Tommaselli è morto per un motivo futile, che sia stato o meno il non voler dare una sigaretta a 5 ragazzini della Verona bene. Sul Corriere on line, 5 notizie più in basso c'erano le foto di un 14enne che ha dato fuoco ai capelli di un coetaneo e lo ha ripreso con un cellulare. Così, senza motivo.
Alessia Gargiulo
caporedattore GAY.tv

LA BANALITA` DEL MALE


E' morto Nicola Tommasoli, 29 anni, pestato fino ad essere ridotto in coma la notte del 1 maggio a Verona perchè si era rifiutato di offrire una sigaretta ai suoi aggressori.
Domenica Raffaele Dalle Donne, 19 anni, studente del Liceo Classico "Scipione Maffei", si è consegnato alle forze dell'ordine confessando di essere uno degli autori dell'aggressione. Il padre avrebbe detto ieri: "Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio".
Dalle Donne non ha collaborato all'arresto, avvenuto oggi, di altri due membri del branco, Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario.
Ancora latitanti e probabilmente fuggiti all'estero gli ultimi due aggressori, già identificati dalla polizia e rispondenti ai soprannomi di "Peri" e "Tarabuio".

Raffaele Dalle Donne era già stato in precedenza responsabile di aggressioni a sfondo razzista, violenza negli stadi ed è vicino agli ambienti di estrema destra veronesi.
Il coordinatore nazionale di Forza Nuova Paolo Caratossidis ha dichiarato: "I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova. Prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili".
Anche il Veneto Fronte Skinheads si dissocia dall'accaduto con un comunicato stampa: "Non saremo degli stinchi di santo, ne tanto meno seguiamo l’etica cristiana del porgere l’altra guancia, ma mai negli onorati ventidue anni di storia della nostra Associazione ci siamo resi responsabili di azioni così miserabili, stupide ed insensate! (...) FEROCI PIU’ CHE MAI!"
Il questore di Verona, Vincenzo Stingone, ha dichiarato: "Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras".
Il neo-Presidente della Camera Gianfranco Fini propone tolleranza zero nei confronti dei giovani aggressori, ma le bandiere israeliane e statunitensi bruciate alla Fiera del Libro di Torino sono "molto più gravi" e "l'aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi sono due fenomeni che non possono essere paragonati" perchè nell'aggressione di Verona non c'era alcun "riferimento ideologico", mentre a Torino l'antisionismo finisce per sfociare nell'antisemitismo, dando luogo a "pregiudizi di tipo politico-religioso".


redazione@gay.tv


Cristina, nata Marco, diventa suora, ma Roma dice 'no'


Da quando aveva 13 anni sentiva di essere donna, anche se biologicamente uomo. A 20 anni la transizione, poi la chiamata. Rifiutata dal Vaticano, Cristina è suora della chiesa della Riconciliazione.





Evidentemente, non tutte le vocazioni e le cosiddette 'chiamate' sono uguali. O almeno questo è quello che si deduce dalla vicenda di Cristina 40 anni, che fino a 20 era Marco. Lei, che ha scelto la strada della castità, della povertà e dell'obbedienza decidendo di diventare suora francescana, ha dovuto fare i conti con le gerarchie di Santa Romana Chiesa che della sua vocazione proprio non voleva sentire parlare. E così, dopo essersi vista chiudere la porta in faccia dal Vaticano, ha dovuto cercare una chiesa che accogliesse lei, la sua chiamata e il suo passato. Adesso è una religiosa della Riconciliazione, un comunità monastica molto piccola, vicina alla chiesa Anglicana e che si definisce vetero-cattolica.

Durante la veglia organizzata a Torino per le vittime dell'omofobia, la sua testimonianza ha toccato tutti. "Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore — ha raccontato Cristina al Corriere della Sera — perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata".

Ma l'esperienza più dolorosa, forse, per Cristina è stata quella con le gerarchie ecclesiastiche italiane. "La mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina continua a raccontare la suora -. Saputa la verità ha detto parole terribili: 'Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti'. Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì".

La sua storia, purtroppo, non è la prima di cui si viene a conoscenza, e probabilmente non sarà neanche l'ultima. Una vicenda simile è quella di suor Jeannine Gramick. Lei, statunitense, suora e lesbica fortemente ostracizzata dai vertici vaticani, ha anche scritto un libro dal titolo 'Anime gay'. Durante la presentazione del suo scritto in Italia, fu intervistata da 'il Manifesto'. Ecco un brevissimo stralcio delle sie dichiarazioni a Fulvio Fania:

Che cosa è per lei l'omosessualità?
Non dobbiamo parlare di omosessualità in astratto ma di persone che, per caso, hanno orientamenti omosessuali. Non mi piace neppure concentrarsi sull'atto sessuale, come fanno le gerarchie; dobbiamo rimettere al centro le persone e la liberazione che meritano come figlie e figli di Dio.

Ma esiste una morale naturale?
E' a questo tema che mi riferisco quando dico che c'è una sola teologia al potere. Se confrontiamo le conoscenze di oggi con quelle di S. Tomaso giungiamo a differenti conclusioni su ciò che è naturale.

di Gay.it
Lunedì 5 Maggio 2008

"Amore civile" - Nuove forme di convivenza e relazioni affettive. Roma, 10-12 maggio 2008


il prossimo sabato 10 maggio si terrà a Roma il convegno "Amore civile", prima parte di un evento di tre giorni sulle nuove forme di famiglia e relazioni affettive.Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale. it, dal significativo titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione dell'amore civile".

Il convegno ha rappresentato l'occasione per rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata sul concetto di "amore civile".

Amore civile significa mettere al centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del dialogo. Amore civile è anche accoglienza delle diversità , riconoscere che oggi la famiglia è composta da tante "diverse normalità ", e che in questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà dell'amore richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di stato.

http://www.radiorad icale.it/ amorecivile

Il successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza.

Con l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere umano nella sua complessità , si spera di superare una perversa dinamica per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici, riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica "corporativa" , hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.

Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni direttamente impegnate su queste istanze.

La conferenza "Amore civile" si terrà a Roma il prossimo 10, 11 e 12 maggio. Speriamo che vorrai essere tra i partecipanti di questo importante evento, che cade significativamente a pochi giorni dall'insediamento del nuovo parlamento.

Ti invitiamo a darci notizia della tua partecipazione all'indirizzo email: certidiritti@ radicali. it.

I lavori della conferenza saranno così articolati:

Sabato 10 maggio

9,30-19 – Convegno

Sala del Garante per la Privacy

Piazza Monte Citorio n.123/a

ore 21 - proiezione e dibattito sul film "Ti do i miei occhi"

Salone dell'Associazione Luca Coscioni

Via di Torre Argentina 76, 3° piano

Domenica 11 maggio

9-14 - Assemblea aperta con relatori e partecipanti

Salone dell'Associazione Luca Coscioni

Via di Torre Argentina 76, 3° piano

Lunedì 12 maggio

ore 12 – Conferenza stampa di presentazione dei risultati della conferenza


Marco Cappato (segretario Associazione Luca Coscioni) - Rita Bernardini (segretaria Radicali Italiani) - Sergio Rovasio (segretario associazione "Certi diritti") - Diego Galli (responsabile RadioRadicale. it) - Diego Sabatinelli (segretario Lega italiana per il divorzio breve)



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W le differenze - W la parità di diritti e doveri
abbasso la falsità e l'ipocrisia
abbasso le omologazioni egualitariste
condividi le informazioni e le esperienze
http://albamontori. blogspot. com

sabato 3 maggio 2008

AnnoZero 1 maggio Sgarbi attacca Travaglio


In questa puntata di AnnoZero Sgarbi ha ripetutamente insultato Travaglio che si è sempre astenuto da una reazione violenta

Ronaldinho e os travestis


FRANCIA, PERDE LA CITTADINANZA DOPO NOZZE GAY IN OLANDA


Frederic Minvielle, nato 37 anni fa nella località di Lorient, si è visto ritirare la cittadinanza francese dopo essersi sposato - legalmente - nei Paesi Bassi con il suo compagno, di nazionalità olandese. La faccenda sembra puramente burocratica ma è indizio dei molti problemi cui vanno incontro gli omosessuali i cui matrimoni contratti in Belgio, Olanda e Spagna non vengono riconosciuti negli altri paesi dell'Unione.

In Francia esistono i "Pacs", i patti civili di solidarietà per i conviventi anche gay; ma non il matrimonio. Minvielle, sposandosi, nel 2006 ha assunto la cittadinanza olandese. Se avesse sposato una donna non vi sarebbero stati problemi burocratici. Infatti in base alla convenzione in vigore tra Francia e Olanda è possibile mantenere una doppia cittadinanza solo in caso di matrimonio (eterosessuale): in tutti gli altri casi chi acquista una nazionalità perde automaticamente l'altra

E siccome, come ricorda il quotidiano francese Liberation, la Francia non riconosce le unioni omosessuali sancite all'estero, Minvielle di fatto si è trovato a non essere più francese. Con perdita del diritto di voto.

Quando si è recato al consolato per iscriversi nel registro elettorale Minvielle - che per la legge francese rimane celibe - si è visto chiedere la restituzione dei propri documenti. Cosa che si è rifiutato di fare: "Ho avuto l'impressione di essere stato rinnegato dal mio Paese, dalle mie radici, dalla mia eredità: sono stato trattato come un criminale e non ho fatto nulla di male".

Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto

Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto
di Gay.it
Venerdì 2 Maggio 2008

Gay.it - Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto

L'annuncio è stato fatto dal sindaco della capitale israeliana nel giorno in cui il Paese ricorda le vittime della persecuzione nazista. Un grande triangolo di ferro riporterà tutti i nomi.


Il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, ha annunciato che il Meir Garden della città sarà il sito che ospiterà un monumento in onore di tutte le vittime gay della persecuzione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Ecco cosa scrive Ynetnews.com, il sito di informazione israeliano più visitato:

Gay.it - Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto"Circa venticinquemila omosesuali zono stati perseguitati durante l'Olocausto e decine di migliaia di loro sono sitati uccisi perché il Partito nazista pensava che il loro orientamento sessuale fosse una perversione. Nei campi di concentramento in cui sono stati imprigionati, i gay erano costretti a portare un triangolo rosa, mentre le lesbiche una fascia nera. Il progetto per la costruzione del monumento è stato iniziato da Itai Pinkas, una dei leader della comunità LGBT e membro del Consiglio Comunale di Tel Aviv dove svolge il ruolo di consigliere del sindaco in materia di nuovi diritti.. Il monumento sarà il primo in Israele a commemorare queste vittime, anche se altri quattro ne esistono in tutto il mondo: a Sidney, Copenhagen, Berlino e Amsterdam. E' stato disegnato come un triangolo di ferro sul quale saranno incisi i nomi delle vittime".

Nelle immagini, i bozzetti del monumento.

Inaugurato il Bologna Pride 2008


LA STORIA - Si parte! Il calendario del Bologna Pride 2008 ha preso il via ufficialmente dal 1° maggio con l'inaugurazione della mostra fotografica "Bologna orgogliosa" che ripercorre 30 anni di iniziative froce nel capoluogo emiliano. La mostra è allestita in uno dei luoghi simbolo della città, la galleria di Palazzo d'Accursio, situata proprio sotto piazza Maggiore, e presenta 121 documenti fotografici dall'archivio del Centro di Documentazione Arcigay "Il Cassero" accompagnati da articoli tratti dalla stampa locale e nazionale dell'epoca, documenti video e filmati inediti. La prima manifestazione del "Circolo frocialista" cittadino avvenuta nel 1978, l'inaugurazione del Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata in Italia da un'amministrazione comunale a un circolo omosessuale nel 1982, il primo Gay Pride nazionale svoltosi a Bologna nel 1995 sono alcuni degli eventi simbolo della storia glbt italiana avvenuti sotto le due Torri e rappresentati nella mostra.

IL PERCORSO - Ma forse il vero segnale di partenza del Bologna Pride 2008, manifestazione nazionale dell'orgoglio gay, lesbico, bisex e transgender, l'ha dato il compromesso con le autorità cittadine che hanno confermato che la sfilata del 28 giugno terminerà in piazza VIII agosto. La piazza è sede della cosiddetta "piazzola", il più importante mercato cittadino degli ambulanti che avevano protestato contro l'eventualità di dover saltare un giorno di lavoro. Ma il sindaco Cofferati, i rappresentanti degli ambulanti e gli organizzatori del Bologna Pride, seduti insieme mercoledì al tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, hanno deciso che il mercato potrà regolarmente svolgersi per metà giornata, per far sì che la piazza "per le 15 sia sgombra in modo da essere pulita", come ha annunciato lo stesso Cofferati al termine dell'incontro. Con questa soluzione, si definisce il percorso del corteo, diviso in due parti: verso le 14.30 un primo corteo ("circa un migliaio di persone", secondo la stima del sindaco), rigorosamente a piedi e senza carri o camion, partirà dalle due torri e raggiungerà i Giardini Margherita lungo via Castiglione e via Santo Stefano. Di lì, attorno alle 15.30, la parata vera e propria con carri e - si spera - un maggior numero di partecipanti seguirà i viali, via dei Mille e via Irnerio, terminando appunto in piazza VIII agosto.

IL PALCO - Il palco per la conclusione della sfilata sarà allestito al lato del parco della Montagnola per non disturbare troppo gli alberghi che danno sul piazzale. Insomma, un pride corretto, perfettamente inserito nel tessuto cittadino, che rinuncia anche alla conclusione in piazza Maggiore dove, per fine giugno, sarà già installato il mega-schermo del "Cinema in piazza". Per ripagare la comunità glbt dall'indisponibilità del luogo simbolo di Bologna, ha spiegato Cofferati, «la proiezione del 26 sera sarà inserita all'interno del programma del Gay Pride»: agli organizzatori ora il compito di scegliere la pellicola da presentare in quell'occasione, «un film importante e significativo - afferma Flavio Romani,che ha da pochi giorni avvicendato Marcella Di Folco alla presidenza del Comitato organizzativo - che parla di noi e del nostro mondo e della nostra cultura alla città, evento che pur non essendo inserito nel programma ufficiale inaugura le serate del cinema bolognese anticipando la stagione cinematografica estiva di Piazza Maggiore».

LA SANTANCHÈ - Il compromesso, tuttavia, non ha messo a tacere le polemiche. Le perle di tolleranza più notevoli sono venute pochi minuti dopo la fine della riunione dalla bocca di Anna Montella, portavoce provinciale della Destra bolognese che si domanda sgomenta: «Chi assicurerà le esigenze degli altri cittadini di fronte alle sguaiate ostentazioni di anormalità che caratterizzano questo tipo di manifestazione?». La Santanchè dei tortellini si preoccupa per i residenti di Santo Stefano, il quartiere della "piazzola", «costretti a sopportare un corteo inizialmente non previsto; chi garantirà loro il sacrosanto diritto di passeggiare per il centro senza dover magari spiegare ai propri bambini, dato che non è più Carnevale, perché quello che sembra una donna è un uomo o viceversa?». Queste sono le vere domande che si pongono i cittadini!

di Giulio Maria Corbelli
Venerdì 2 Maggio 2008