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giovedì 16 luglio 2009

L'omofobia dei media in Turchia


di Claudia Costabile*

Su 2.050 notizie pubblicate sui quotidiani turchi e riguardanti la comunità di gay, lesbiche, bisex, transessuali (Glbt) la maggior parte (46 per cento) è del tipo gossip/intrattenimento, il 22 per cento si trova negli editoriali, il 12 per cento nei titoli e il 18 per cento nelle sezioni arte e cultura.

Di queste notizie, 473 hanno reiterato stereotipi omosessuali, 450 hanno utilizzato linguaggi omofobici e 242 hanno trattato il fenomeno come un crimine.

Sono questi i risultati della Media Analysis of 2008, pubblicati recentemente nel report “Porre fine all’omofobia nei media” dall’associazione Kaos Gl, che si batte per i diritti delle persone Glbt in Turchia.

Lo studio ha analizzato la ricorrenza a stereotipi omosessuali e l’uso di linguaggi omofobici nei media turchi. Il report esamina la relazione tra il pubblico e i media, il sistema giornalistico e la censura, la regolamentazione dei media e il codice penale, il rapporto tra sessualità e mezzi di comunicazione di massa.

Sono state poi osservate le modalità con cui i principali quotidiani turchi parlano dell’omosessualità al grande pubblico. Ne risulta che solo Birgün, Radikal e Taraf danno connotazione non negativa all’argomento.

Capitolo doloroso

Kaos Gl ha iniziato la propria attività nel 1994 ad Ankara. L’impegno costante nella lotta per i diritti degli omosessuali ha fatto di quest’associazione, insieme a Lambda Istanbul, un punto di riferimento per molti Glbt, spesso considerati “malati mentali” da buona parte dei propri connazionali.

Quello delle discriminazioni sessuali in Turchia, del resto, è un capitolo particolarmente doloroso. Amnesty International si è recentemente espressa sull’argomento, denunciando la presenza di leggi inadeguate a tutelare i diritti umani e civili di Glbt. Leggi troppo indulgenti verso gli abusi di potere da parte dell’establishment militare nei confronti di questa comunità.

La violenza contro gay e lesbiche è molto diffusa. L’ultimo omicidio è stato commesso il 22 maggio scorso. La vittima un transessuale di Ankara.

È soprattutto all’interno dell’esercito che gli omosessuali subiscono mortificazioni fisiche e psicologiche. Qui, vengono sono sottoposti a visite mediche umilianti tese a confermarne l’effettivo orientamento sessuale. Una volta “etichettati” vengono esonerati dal servizio di leva in quanto incapaci di servire la patria .

Nonostante queste difficoltà, il movimento Glbt sta emergendo anche in Turchia, grazie soprattutto al lavoro di organizzazioni come Kaos Gl.

Fino a qualche anno fa gli omosessuali erano invisibili, mentre oggi proclamano con orgoglio il proprio orientamento sfilando per le strade principali delle grandi città, senza paura di mostrarsi pubblicamente. L’ultimo Gay Pride turco si è tenuto a Istanbul il 28 giugno scorso.

* per Osservatorio Iraq

[14 luglio 2009]

Il sito web di Kaos Gl

''Non è solo un'icona gay''. L'Osservatore romano riscopre Oscar Wilde


Città del Vaticano, 15 lug. (Adnkronos) - Non e' stato solo un esteta, un amante dell'effimero Oscar Wilde, il grande scrittore inglese dell'Ottocento che ai nostri giorni e' anche diventato un'icona gay. Anzi e' una delle personalita' del XIX secolo che con piu' lucidita' ha analizzato la modernita' e i suoi limiti, senza dimenticare iln suo incontro con il cattolicesimo e con lo stesso Pio IX che gli diede udienza nel 1877. E' quanto scrive l'Osservatore romano oggi pomeriggio in edicola dedicando un lungo articolo al saggio'' di Paolo Gulisano ''Il ritratto di Oscar Wilde'' pubblicato in questi giorni (Milano, Ancora, 2009).

Ancora nel pezzo si cita un altro studio sullo scrittore inglese del gesuita Antonio Spadaro critico letterario di ''La Civilta' Cattolica'', dal titolo: ''L'altro fuoco'' (Milano, Jaca Book, 2009). Wilde, rileva l'Osservatore, e' uno di quegli scrittori amati anche dagli studenti a scuola, tuttavia spesso vengono messi in luce solo alcuni aspetti della sua opera e della sua personalita'. Non c'e' solo ''il mero esteta'' o il ''Wilde icona del mondo gay che lo ha spesso celebrato come artista perseguitato per la sua omosessualita'''.

''Ecco che piano piano - scrive il quotidiano della Santa Sede - prende fuoco un altro Wilde rispetto a quello della vulgata: non solo un anticonformista che amava stupire la conservatrice societa' dell'Inghilterra vittoriana, ma anche un lucido analizzatore della modernita' con i suoi aspetti positivi e soprattutto inquietanti; non solo l'esteta, il cantore dell'effimero, il brillante protagonista dei salotti londinesi, ma anche un uomo che dietro la maschera dell'amoralita' si interrogava e invitava a porsi il problema di cio' che fosse giusto o sbagliato, vero o falso, persino nelle sue principali commedie degli equivoci (come L'importanza di chiamarsi Ernesto); un uomo scomodo e urticante che preferi' sempre la saggezza ai luoghi comuni combattendo tenacemente contro le false certezze del suo tempo ('le cose di cui si e' assolutamente certi non sono mai vere')''.

''Il cammino esistenziale di Oscar Wilde - afferma l'Osservatore - puo' anche essere visto come un lungo e difficile cammino verso quella 'terra promessa' che da' il senso all'esistere, un cammino che storicamente lo ha portato alla conversione al cattolicesimo, una religione che, diceva in uno dei piu' acuti e paradossali aforismi, 'era solo per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo anche quella anglicana'''. ''Wilde fu dunque - secondo Gulisano l'autore del saggio citato dal quotidiano vaticano - un uomo costantemente in ricerca del Bello e del Buono, ma anche di quel Dio che non aveva peraltro mai avversato, che aveva forse elegantemente rispettato, ma dal quale si fece pienamente abbracciare dopo l'esperienza drammatica del carcere, per arrivare a chiudere il suo itinerario umano in comunione con la Chiesa cattolica, adempiendo a quello che aveva scritto anni prima: 'Il cattolicesimo e' la sola religione in cui morirei' e cosi' realizzando forse l'auspicio che gli aveva rivolto Pio ix nell'udienza privata del 1877 - incontro forse sorprendente ma che giustamente Gulisano racconta nel suo saggio - nel corso del quale il Papa auguro' allo scrittore irlandese 'di compiere un viaggio nella vita per giungere alla Citta' di Dio'''.

''L'enigma di Oscar Wilde - si afferma ancora - e' dato quindi anche da questo suo percorso segreto, da questa sua ricerca che veniva mascherata nella magnificenza estetica della sua arte letteraria ma su cui ora viene fatta luce dal saggio di Gulisano, senza la pretesa di risolvere la profondita' di quel mistero''.

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/?id=3.0.3545195087

B. Aires, camera commercio gay/lesbo

(ANSA) - BUENOS AIRES, 15 LUG -Buenos Aires citta' 'gay friendly' crea la camera di commercio per la comunita' gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (Glbt).Il progetto, che conta con l'avvallo del comune punta a rafforzare 'il business della diversita'', ha precisato uno degli ideatori della nuova camera di commercio, Gustavo Noguera:'e' un'idea nata tra l'altro da un'esperienza degli Stati Uniti, al fine di rafforzare il business del turismo'.

http://www.ansa.it

Francesca e Regina scendono in difesa dei diritti dei diversi


Carrara, 16 luglio 2009 - "Per la libertà in difesa dei diritti". Uno striscione in consiglio comunale e un piccolo corteo a sostegno di Francesca, la transessuale che vuole riconquistare un posto nella società e che con le unghie, seppure smaltate, e con i denti intende difendere il proprio diritto a rifarsi una vita dignitosa e onesta. Così Francesca Reale, napoletana di nascita, ma carrarese di adozione, accompagnata da Regina, la mitica Regina Satariano, da sempre in prima linea nella difesa dei diversi, e dai rappresentanti di associazioni e gruppi di cittadini, si sono presentate in consiglio comunale, armate semplicemente di inseparabili lustrini, pallettes e tanta voglia di difendere i propri diritti sacrosanti.

Così con una manifestazione composta, Francesca e le altre si sono sedute in consiglio comunale dove sono stati votati due documenti (uno di maggioranza e uno di opposizione) che parlavano di difesa dei diritti, dignità del lavoro e della persona, rifiuto di ogni forma di razzismo. L’intento era uno schiaffo morale nei confronti di Gianni Musetti, quel consigliere della Destra che ha aperto il duro j’accuse contro il transessuale messo dall’Arci allo sportello di assistenza internet di Marina. Così se Mustetti è stato mosso nella sua invettiva da un pool di mamme disturbate dalla presenza del trans allo sportello cui hanno acccesso anche i giovanisismi, Francesca ha raccontato la sua storia.

Una storia fatta di difficoltà, cadute, delusioni e scivolate, ma che adesso è contrassegnata da tanta voglia di ricostruire, di andare fuori a testa alta, forte della sua dignità e della sua capacità di tirarsi fuori dai guai e voler ricominciare. «Sono a quello sportello da 4 mesi — racconta Francesca—, grazie a una legge della Regione che, di concerto con il ministero di Giustizia, punta al reinserimento lavorativo di chi ha avuto un passato burrascoso. Per poter accedere a quel progetto ho dovuto superare una serie di prove e colloqui che attestassero la mia volontà di fare sul serio. Da quando sono al lavoro non ho mai avuto una sola lamentela e sono convinta di essere benvoluta da tutti coloro che vengono al centro. Non faccio che ricevere complimenti e lodi per il mio comportamento. Ditemi voi cosa dovrebbe fare una persona che, dopo tante difficoltà, vuole riprovarci».

A sostegno di Francesca, Regina e Umberto Moisè, presidente dell’Arci (che va fiero di aver messo anche un altro trasnsessuale a un altro sportello Paas) i quali parlano di una vera e propria strumentalizzazione politica per colpire chi è diverso. Intorno a Francesca, oltre all’associaiozne Transgenere e il Consultorio regionale, rappresentati da Regina, anche l’Arci, Rifondazione, Associazione solidarietà proletaria, Sinistra critica.

E’ propriodi Sinistra Critica un documento di solidarietà «alla ragazza, bersaglio delle accuse omofobe e sessiste del consigliere Musetti. Episodio che ci dà la misura della crisi culturale che attraversa questo Paese». Non fa unpasso indietro lo stesso Musetti che, annunciando una protesta in piazza, scrive: «Le manifestazioni contro di me organizzate dall’Arci, dai Comunisti stalinisti e dai trans e l’ordine del giorno del consiglio non mi faranno cambiare la mia opinione. Il trans non è adatto a stare al contatto con il pubblico. La si mandi a fare l’operatore ecologico o qualche lavoro socialmente utile».

fonte; http://lanazione.ilsole24ore.com/massa_carrara/2009/07/16/206251-francesca_regina_scendono.shtml

Brasile: e il carcere aprì l' "Ala "glbt"


Dopo le insistenze della segreteria per i diritti umani del governo del Minas Gerais, nel carcere diSao Joaquim de Bicas, alla periferia di Belo Horizonte, è stato creata un'ala esclusivamente riservata ai detenuti gay, trans e travestiti. L'iniziativa ha ancora carattere sperimentale e mira a porre fine a tutti i tristi episodi di violenze, vessazioni, omofobia e discriminazione di cui sono vittime gli ospiti omosessuali e trans.

Finito il periodo di sperimentazione, se il progetto dovesse rivelarsi un successo, sarà ampliato a tutte le altre case circondariali del Paese.

Nell trans per il momento sono stati trasferiti solo venti detenuti. Oltre ad evitare di essere vittime della violenza di altri detenuti, coloro che resteranno nell'"Ala dos trans" godranno di alcuni diritti specifici, per così dire, come la possibilità di tenere i capelli lunghi. E al diffondersi della notizia, diverse sono state le reazioni. Da una parte c'è chi pensa che si tratti di una buona idea, perché in questo modo si eviteranno molte sofferenze in più ai detenuti lgbt legate solo al loro orientamento sessuale, ma dall'altro qualcuno si chiede se, essendo il carcere luogo di rieducazione, non sarebbe più utile tentare di "rieducare" i detenuti tenendoli tutti insieme con regole di convivenza pacifica e, quindi, di trovare altri modi per tutelare l'incolumità di alcune minoranze che non isolarle.

http://it.notizie.yahoo.com

Evian Roller Babies international version

venerdì 10 luglio 2009

Morta la transessuali dello scandalo con Ronaldo


Andrea Albertini , la transessuali dello scandalo con Ronaldo, e' morta all'alba di oggi a Rio de Janeiro. 'Andrea' era diventata famosa per aver denunciato il Fenomeno nell'aprile dell'anno scorso per non aver pagato il "servizio" a lei e ad altri due transessuali caricati in auto dal fuoriclasse dopo una partita del Flamengo al Maracana' a cui Ronie aveva assistito.

'Andrea' Albertini e' morta di meningite. Lo ha rivelato la madre Sonia a Rio de Janeiro. Secondo la donna, Albertini aveva avuto convulsioni martedi' scorso. Portata d'urgenza in ospedale, gli era stata diagnosticata prima una polmonite e poi, dopo una tomografia, una meningite in stato avanzato.
Sonia Albertini - era depressa e spaventata, diceva che se sopravvivesse sarebbe stata una vita da vegetale". "Perlomeno la gente si e' ricordata di lei quando e' morta, ha vissuto come voleva e non e' morta anonima e dimenticata", ha detto ancora la la sua madre.

Raja Gosnell per i Puffi!


- 10/07/2009 Se ne parlava da anni, ma sembra che anche i Puffi verranno finalmente rivisitati dal grande schermo: le creaturine del fumettista belga Pejo, apparse per la prima volta su Le Journal de Spirou nel 1959, e poi protagoniste di un famosissimo cartoon, ritorneranno in un film che mescolerà live action e animazione al computer, come già è stato fatto per Alvin Superstar. E chi chiamare alla regia, se non uno specialista di questo genere di prodotti?
A dirigere Smurfs (nome anglofono dei Puffi, che in originale si chiamano Schtroumpf) sarà infatti Raja Gosnell, lo stesso dei due Scooby Doo e di Beverly Hills Chihuahua. Il produttore Jordan Kerner si è ovviamente dichiarato entusiasta, sottolineando l'abilità di Gosnell nel narrare storie comiche e ricche di emozioni in cui le riprese "dal vivo" si integrano con personaggi animati "fotorealistici"... beh, a dire il vero Scooby Doo non è che fosse molto fotorealistico!
Nel film, comunque, appariranno tutti i più famosi componenti della famiglia dei Puffi (Grande Puffo, Puffetta...) nonché il perfido Gargamella, e la data di uscita è fissata per il 17 dicembre 2010; la sceneggiatura è stata scritta da J. David Stem (Finalmente a casa, Shrek 2), David N. Weiss (Shrek 2, Shrek Terzo) e Audrey Wells (George re della giungla?, Shall We Dance?).

fonte: http://www.spaziofilm.it

Madrid pride. ‘Orgullo 2009′, in centinaia di migliaia han preso d’assalto la capitale spagnola.

‘Qualche centinaia di migliaia di persone’ questa è la dichiarazione delle forze dell’ordine madrileno mentre per gli organizzatori dell’Orgullo 2009 di Madrid, il pride nazionale spagnolo le cifre si avvicinano al milione e mezzo di partecipanti.
Una vera marea umana ha invaso sabato 4 luglio tutte le vie madrilene, la marcia ha avuto inizio alle 18 da Puerta de Alcalá passando per la Gran Vía fino la Plaza de España dove si è tenuta la manifestazione conclusiva.
Molte le famiglie presenti con i bambini al seguito e molte anche le presenze all’Orgullo di personalità politiche, del mondo della cultura e del governo spagnolo. Il tema del pride madrileno era ”Escuela sin armarios” dove veniva denunciata la necessità di aprire le scuole alle discussioni sulle diversità affettivo-sessuali.

fonte: http://gaynews24.com/?p=1459

ORGULLO GAY CARACAS VENEZUELA 2009

INTERVISTA a Porpora MARCASCIANO realizzata a margine del Seminario sulla PROSTITUZIONE 7.7.2009

INTERVISTA a Porpora MARCASCIANO - M.I.T. Bologna, realizzata a margine del Seminario Nazionale dal titolo: PROSTITUZIONE - quali politiche e quali risposte, alla cittadinanza, alle persone che si prostituiscono, alle vittime di sfruttamento e tratta di esseri umani.
Durante l'evento - che si è svolto il 7 luglio 2009 in Roma, ex Hotel Bologna, Via di S. Chiara n.4 - è stato presentato un Rapporto di Monitoraggio sulle ordinanze in materia di prostituzione promosso da: CNCA, On the Road, Coop. Dedalus, MIT, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Consorzio Nova, ASGI ed al quale hanno partecipato complessivamente 26 enti di cui 23 che gestiscono direttamente unità di strada di intervento sociale nella prostituzione.
Clicca il link per scaricare il rapporto degli effetti delle ordinanze
http://www.ontheroadonlus.it/images/s...
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Clicca il link per l'intervista all'On. Livia TURCO - PD:
Clicca il link per l'intervista a Marco BUFO, ON THE ROAD: http://www.youtube.com/watch?v=OpZTII...
Clicca il link per l'intervista ad Andrea MORNIROLI, Cooperativa DEDALUS: http://www.youtube.com/watch?v=BH-Zpb...
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Clicca il link per la Playlist dedicata all'evento: http://www.youtube.com/view_play_list...
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http://www.articolo21.info
http://blog.libero.it/Pezzoli/
http://www.youtube.com/FedericaPezzoli

Yemen: giustiziato pubblicamente un violentatore di bambini

Yehya Hussein al-Raghwah è stato condannato a morte in Yemen. L'accusa è di aver prima violentato e poi ucciso e smembrato un bambino di 11 anni. Il piccolo era andato nel negozio di Yehya per tagliarsi i capelli, ma purtroppo ha trovato la morte. River-blog riporta l'intera storia.

Dopo aver fatto marciare il condannato per le vie della città, le forze di polizia lo hanno condotto in una piazza dove si sono radunati centinaia di persone. L'uomo è stato messo con la faccia a terra e un soldato gli ha sparato in testa.


fonte: http://www.gay.tv



Appello alla comunità internazionale

"Appello alla comunità internazionale. La democrazia in Italia è in pericolo": è il titolo che campeggia a caratteri cubitali sulla pagina di pubblicità sull'International Herald Tribune acquistata dal leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. A lato una grande foto di Di Pietro, che sovrasta il simbolo dell'Idv. Il testo è tutto puntato sul lodo Alfano, il cui meccanismo viene brevemente spiegato in inglese nei contenuti. Dopo le denunce di incostituzionalità sul testo da parte di "più di 100 costituzionalisti", viene ricordato che il 6 ottobre la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sullo scudo per le alte cariche, e racconta la cena nella casa del giudice della Consulta Mazzella cui presero parte anche Berlusconi e il ministro della Giustizia Alfano. "Faccio appello - si conclude il messaggio di Di Pietro - alla comunità internazionale perché faccia circolare queste informazioni ed eserciti la pressione necessaria per assicurare i principi di libertà democratica e di indipendenza della Consulta, così da scongiurare che la nostra democrazia in Italia venga trasformata in una dittatura di fatto

Non vogliamo centrali nucleari!


Da oggi il governo è libero di costruire centrali nucleari in Italia e di individuare siti per depositare le scorie radioattive: ma di quale sviluppo parliamo?
10 luglio 2009 - Giorgio Nebbia (Chimico)

Mascherato fra altre iniziative di carattere economico il governo ha “finalmente” fatto passare il suo tentativo di resurrezione dell’energia nucleare, accompagnato da scandalose norme che affidano al governo le decisioni, coperte dal segreto di stato, sulla localizzazione e costruzione di centrali e depositi di scorie radioattive, che prevedono l’intervento dell’esercito per fermare eventuali proteste e che prevedono compensi in denaro per chi accetta centrali o depositi nucleari, la tradizionale monetizzazione per i rischi di sicurezza e di salute..
Tentativo che si scontrerà con fattori di costi, difficoltà tecniche, con la constatazione che in Italia non esiste nessun posto accettabile per la localizzazione di centrali nucleari o di depositi di scorie radioattive.
Il governo ci prova: a noi resta, come cittadini, svegliarlo dai suoi sogni e far capire all’opinione pubblica che l’energia nucleare non è pulita, né economica, né sicura. A noi resta la protesta per evitare danni e costi e dolori futuri: “protest and survive”.

Nessun sito!
La scelta di una località adatta per “ospitare” una centrale nucleare presuppone alcune conoscenze: prima di tutto occorre sapere quante centrali e di quale tipo si prevede la costruzione. Le centrali nucleari cosiddette “di terza generazione” (EPR) hanno una potenza di circa 1600 megawatt ciascuna (le quattro a carbone di Cerano, vicino Brindisi, hanno una potenza totale di circa 2600 megawatt): ne esistono due, una finlandese a Olkiluoto, a metà del suo cammino costruttivo, una in Francia a Flamanville, che dovrebbe essere completata entro alcuni anni.
Si tratta di centrali che producono elettricità col calore che si libera in seguito alla fissione, mediante urto di neutroni, rallentati per passaggio attraverso acqua, dei nuclei di uranio-235 con formazione di vari sottoprodotti fra cui plutonio e numerosi nuclei più piccoli, tutti radioattivi. Il calore che si libera viene trasferito ad una massa di acqua sotto pressione a circa 150 atmosfere e circa 300 gradi che circola in un circuito “primario” di tubazioni, e viene poi trasferito ad altra acqua (circuito “secondario”) che si trasforma a sua volta in vapore e fa girare le turbine del generatore di elettricità. Un flusso di acqua di raffreddamento (circa 70 metri cubi al secondo, quattro volte la portata media alla foce del fiume Ofanto) trasforma di nuovo il vapore in uscita dalle turbine in acqua liquida che torna nella caldaia del circuito secondario. In queste centrali l’acqua del circuito primario del reattore, radioattiva, non viene a contatto con l’acqua del circuito secondario.
I reattori di terza generazione scoppiano come quello di Chernobyl ? Quasi certamente no perché sono circondati da un doppio involucro di protezione di cemento armato e sono dotati di speciali accorgimenti di raccolta del fluido del reattore, nel caso si verificasse una frattura nella zona contenente la radioattività.
Dove potrebbero essere messi ? Già le poche cose dette indicano che il reattore, il circuito delle turbine, gli impianti di presa e di circolazione dell’acqua di raffreddamento, sono grosse strutture, del volume di circa un milione di metri cubi, che contengono una massa di cemento, acciaio e materiali vari di circa un milione di tonnellate. La centrale deve essere installata in una zona dove è disponibile molta acqua di raffreddamento (dato lo stato e la portata dei nostri fiumi, l’unica soluzione è data dall’uso dell’acqua di mare), su suolo geologicamente stabile e senza rischi di terremoti: i due reattori in costruzione, quello finlandese e quello francese, sono in due promontori di rocce granitiche in riva al mare.
L’eventuale centrale dovrebbe essere vicino a un grande porto perché una parte dei macchinari deve essere importato via mare; il contenitore del reattore finlandese è stato costruito in Giappone. Qui comincia il lavoro degli analisti del territorio; si tratta di percorrere le coste italiane e vedere se si trova una zona adatta per una o per “il gruppo” di centrali annunciate. Ci sono naturalmente molti altri vincoli; ai tempi della precedente avventura nucleare italiana, dal 1975 al 1986, sono state fatte numerose indagini territoriali e fu elaborata una “carta dei siti” ritenuti idonei alla localizzazione delle (quattro) centrali nucleari allora previste, che erano più piccole e con minori vincoli di localizzazione. Allora le norme internazionali indicavano la necessità di avere, intorno alle centrali nucleari, una zona di rispetto del raggio di circa 15 chilometri nella quale non dovevano trovarsi città o paesi, strade di grande comunicazione e ferrovie, impianti industriali, depositi di esplosivi, installazioni militari.
La varie località proposte, in Piemonte, a San Benedetto Po in Lombardia, ad Avetrana in Puglia dovettero essere scartate dopo indagini territoriali più accurate, e l’idea di costruire centrali nucleari in Italia fu finalmente abbandonata dopo la catastrofe al reattore di Chernobyl.
Anche se la, o le, localizzazioni delle nuove centrali saranno coperte dal segreto di Stato, ci sarà pure un giorno in cui i cittadini di una qualche zona d’Italia --- il fiammifero acceso toccherà ancora una volta al Mezzogiorno ? --- vedranno arrivare sonde e geologi e ruspe e recinzioni e gli amministratori locali dovranno fare i conti con autorizzazioni e espropri. Sarà quello il tempo in cui gli abitanti delle zone interessate vorranno interrogarsi su quello che sta succedendo, sulla propria sicurezza futura, sul destino delle acque sotterranee e delle spiagge e coste.
Non sarà il segreto o il controllo militare a impedire ai cittadini di informarsi, di leggere le carte geologiche e la frequenza dei terremoti, le norme internazionali di sicurezza delle centrali. A parte il fatto che le centrali nucleari non producono energia a costi competitivi e che è irrisolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive, apparirà allora che non c’è neanche nessun posto in cui insediarle, nel rispetto dell’ambiente, in un Paese come il nostro geologicamente fragile, esposto a terremoti e frane, con coste già sovraffollate, spiagge erose e mari inquinati.


fonte:http://www.peacelink.it/mosaico/a/29910.html