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giovedì 17 dicembre 2009

HONDURAS: ATTIVISTA PER I DIRITTI GAY UCCISO A TEGUCIGALPA


Tegucigalpa, 17 dic. (Adnkronos/dpa) - Un attivista per i diritti degli omosessuali in Honduras, Walter Trochez, e' stato ucciso da sconosciuti in una strada di Tegucigalpa. Lo riferiscono i media del paese latinoamericano.

Trochez lavorava per il centro di difesa dei diritti umani Ciprodeh. Le motivazioni del suo assassinio non sono chiare. Secondo il Movimento di Resistenza Nazionale che appoggia Manuel Zelaya, Trochez era stato arrestato due settimane fa dopo aver chiesto il ritorno al potere del presidente deposto in giugno.

Il ragazzo, già la settimana precedente era stato sequestrato da alcuni uomini che l’hanno selvaggiamente picchiato: era stato dapprima incappucciato e poi interrogato sul movimento di cui faceva parte e sulle iniziative che stavano promuovendo. Era stato anche minacciato di morte, ma questo non l’ha fermato dal continuare a lottare per i valori in cui credeva, la libertà prima di tutto. Ha insistito seguendo la sua strada, alzando le braccia per protestare e per richiedere i diritti di cui si faceva portavoce.

fonte:http://www.libero-news.it/adnkronos/view/244657

Germania/ Sindaco Berlino: non ho una ricetta per l'amore (gay)

Germania/ Sindaco Berlino: non ho una ricetta per l'amore (gay)

Wowereit da 16 anni è felicemente fidanzato con dottore Kubicki
Roma, 16 dic. (Apcom) - Il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, celebre per la frase "Ich bin schwul, und das ist gut so", cioè "Sono gay e va bene così", parla del suo amore, anche se, ammette, non ha una vera ricetta per far durare la relazione. Eppure sono 16 anni che il 56enne socialdemocratico sta felicemente con il dottor Joern Kubicki. L'amore - ha confidato alla rivista femminile Freundin - è sempre una sfida: "Parlare è importante, ma prima o poi bisogna anche venirne a capo. Tentare di capire gli altri, è molto più importante". Contro gli attacchi si difende così: "Quando ricevo un'ennesima lettera a causa della mia omosessualità, vado avanti a rappresentare tutte le persone che non sono in grado di difendersi come me".

fonte:http://www.apcom.net/newsesteri/20091216_153431_36d04c3_78755.html

GB: forum BBC su pena morte per gay


(ANSA)- LONDRA, 17 DIC -E' polemica sul Forum aperto sul sito web della BBC, sulla proposta di legge, in Uganda, di introdurre la pena di morte per gli omosessuali.Il forum e' stato rimosso dopo che sono iniziate a fioccare le proteste, ma intanto aveva gia' ricevuto 633 commenti, 206 dei quali pubblicati prima della chiusura. Molti parlamentari hanno espresso il loro sgomento: Joyce, laburista si e' detta ''sbalordita'', per Featherstone, liberaldemocratica'' La Bbc attizza le fiamme dell'odio''.

fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/12/17/visualizza_new.html_1647131241.html

Una lettera geniale che circola in internet. "Omosessulità: chi di bibbia ferisce di bibbia perisce"


Laura Schlessinger è una conduttrice radiofonica statunitense che, col suo programma The Dr. Laura Show, accoglie le richieste di aiuto degli ascoltatori dispensando consigli di matrice ultraconservatrice e cattolica!
Se nessuno di voi ha avuto il "privilegio" di ascoltare questa pseudo-radiomaria, si precipiti a cercare lo streaming on line per farsi 2 risate!
Recentemente ho visto su diversi blog la trascrizione di una lettera che un ascoltatore avrebbe mandato alla suddetta dottoressa in risposta a una sua arringa contro l'omosessualità.
Non posso dire con certezza che la lettera sia autentica, ma di certo fa morire dal ridere (anche se il contenuto è tragico) e penso che sia il caso di farla girare un pò!
Oggi mi dedico ai cut&paste data la mia incapacità di connettere, ma penso che meglio di così, chiunque l'abbia scritta, non si potrebbe fare!

"Cara Dottoressa Schlesinger,
le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con piu' persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale,
gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che cio' e' un abominio. Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
2. Quando do fuoco ad un toro sull'altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev. 1.9).
Il problema è con i miei vicini. I blasfemi sostengono che l'odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.).
Il problema è: come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne s'offendono...
4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.
Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perchè non posso possedere schiavi francesi?
5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte.
Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Lev. 11:10), lo sia meno dell'omosessualità.
Non sono d'accordo. Può illuminarci sulla questione?
7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all'altare di Dio se ho difetti di vista.
Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere.... La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c'è qualche scappatoia alla questione?
8. Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27).
In che modo devono esser messi a morte?
9. In Lev 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
10. Mio zio possiede una fattoria. E' andato contro Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo;
anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perchè usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico).
Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare.
E' proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture?
Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei conosce questi argomenti molto meglio del sottoscritto, per cui sono sicuro che potrà rispondere a queste semplici domande.
Nell'occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è eterna e immutabile."

fonte:http://mrlem.giovani.it/diari/2946528/chi_di_bibbia_ferisce_di_bibbia_perisce.html

mercoledì 16 dicembre 2009

Eritrea, fuga di squadra dal regime


È la terza volta che membri della formazione approfittano di una trasferta per scappare

Da Massimo A. Alberizzi

NAIROBI — A Nairobi è impossibile rintracciare dodici giocatori della nazio­nale di calcio eritrea che si sono rifiuta­ti di tornare nel loro Paese dopo una partita per un torneo organizzato dalla Cecafa, la lega che comprende le nazio­ni dell’Africa orientale e centrale. Gli at­leti se la sono svignata e si sono com­pletamente dissolti nella capitale kenio­ta, ospiti di amici o parenti, o comun­que di altri dissidenti che hanno pensa­to di lasciare il Paese più repressivo di tutta l’Africa e rifugiarsi all’estero. E’ la terza volta che la nazionale eritrea, invi­tata a qualche competizione internazio­nale, rifiuta di tornare in patria. In Eritrea nessuno ha dato la notizia. Nel Paese, infatti, non esistono giorna­li liberi e i giornalisti (quelli che eserci­tavano questo mestiere seriamente) so­no stati messi in galera o sono scappati all’estero.

Gli organi di stampa sono strettamente controllati dal regime. L’Eritrea occupa l’ultimo posto nella classifica della libertà di stampa in Afri­ca. I calciatori si sono resi irreperibili (a tal punto che neppure la polizia kenio­ta sa dove siano finiti) dopo la partita con la Tanzania persa per 4 a 0 e quindi l’esclusione dal torneo. In un primo tempo il regime di Asmara aveva nega­to la fuga. Ma lo stesso segretario della Cecafa, Nicholas Musonye, aveva con­fermato la notizia: «L’accompagnatore della squadra ha aspettato invano al­l’aeroporto, i calciatori non si sono pre­sentati. Alla fine il jet è partito senza di loro». «Neanch’io so dove siano finiti — ha aggiunto —. Non so neppure se intendono restare qui o lasciare il Ken­ya. Abbiamo comunque avvisato le au­torità della loro scomparsa. La federa­zione calcio eritrea ha fatto il possibile per far partecipare i ragazzi al torneo. Loro probabilmente avevano idee di­verse ».

Solo dopo la conferma della Cecafa, il ministro dell’informazione eritreo, Ali Abdu, ha dovuto ammettere la fu­ga. «Non è una buona notizia — ha di­chiarato alla Bbc —, ma comunque se decideranno di rientrare in patria rice­veranno un caloroso benvenuto, sebbe­ne l’abbiano tradita. Questa è la loro ca­sa dove possono tranquillamente vive­re e lavorare». La proposta è stata accolta con una clamorosa risata dagli ambienti della diaspora eritrea in Kenya, tutti dissi­denti, scappati con fughe spesso ro­cambolesche. «Chi torna in Eritrea fini­sce direttamente in galera o in campo di rieducazione — racconta Ghirmai, uno di essi —. Il regime non perdona. Molti di noi sono fuggiti per non finire ammazzati o torturati». L’Eritrea è il Paese africano dove la repressione è più feroce. Il suo presi­dente, Isayas Afeworki, negli anni 70 e 80 era considerato un sincero combat­tente per la libertà. Una volta al potere si è trasformato in feroce dittatore. Nel Paese non esiste la costituzione, né giornali liberi. Sono vietati i partiti poli­tici e tutti devono fare un servizio mili­tare dalla durata illimitata. La paranoia dei dirigenti è tale che le spie e i tradito­ri sono visti ovunque. Il 18 settembre 2001 sono stati arre­stati ministri e gli alti funzionari del go­verno che avevano «osato» criticare la mancanza di libertà e che avevano chie­sto democrazia e giustizia. Accusati di tradimento, finiti in un gulag senza la­sciare traccia. Mentre erano stati tutti eroi della guerra di indipendenza con­tro l’Etiopia. Tra loro Petros Solomon, ex capo dell’intelligence, e Hailè Wol­densaye (detto Duro), ex ministro de­gli esteri. L’Onu ha denunciato che migliaia di persone scappano ogni mese dal Paese. Molti dei profughi, dopo un viaggio in­fernale, arrivano sulle coste del Medi­terraneo e si imbarcano sulle carrette del mare per raggiungere l’Italia. Il regi­me nega ma basta andare in Sudan, a Kassala, e avvicinarsi al confine con l’Eritrea. Nonostante la frontiera sia controllatissima, è sufficiente che pas­sino 5 minuti e qualche profugo arriva. Pronto a raccontare la sua storia stra­ziante, terribile e dolorosissima.

malberizzi@corriere.it

fonte:http://www.corriere.it/esteri/09_dicembre_16/alberizzi-fuga-squadra-eritrea_5a7f1b50-ea0e-11de-8d37-00144f02aabc.shtml

Italia dietro alla Spagna


Nella classifica 2008 dell'Eurostat i più ricchi sono i lussemburghesi, seguiti da irlandesi e olandesi. Il Belpaese è tredicesimo, sopra alla media dei ventisette, ma sotto quella dell'eurozona.

Nella classifica 2008 del prodotto interno lordo pro capite l'Italia risulta essere in tredicesima posizione nell'Ue, sotto la media dell'eurozona e dietro a tutte le principali economie europee, compresa la Spagna. E' quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall'Eurostat, l'ufficio statistico comunitario. Ponendo a 100 il valore medio europeo, il paese più ricco del vecchio continente è il Lussemburgo, con un valore due volte e mezzo superiore alla media (276). Seguono l'Irlanda (135), i Paesi Bassi (134) e l'Austria (123). L'Italia, a quota 102, arriva dopo la Germania (116), la Gran Bretagna (116), la Francia (108) e, appunto, la Spagna (103). Subito dopo il Belpaese compaiono Cipro (96), la Grecia (94) e la Slovenia (91), mentre i cittadini più poveri restano quelli degli Stati di più recente annessione all'Unione. A chiudere la classifica sono infatti la Bulgaria, con un valore pari a 41, preceduta dalla Romania (47). Nello stesso rapporto l'Eurostat mette a confronto il livello generale dei prezzi nei ventisette Stati membri nel 2008. Dai dati risulta che il paese più caro in Europa è la Danimarca, seguita dall'Irlanda e dal Lussemburgo. L'Italia, in undicesima posizione, ha dei prezzi leggermente superiori alla media Ue, e ha scavalcato il Regno Unito, che risente della caduta del 30% del valore della sterlina.

fonte:http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=1258&ID_sezione=404&sezione=In%20diretta%20da%20Bruxelles

MATRIMONIO GAY, PRESSING SULLA CORTE COSTITUZIONALE


La Corte d'appello di Firenze, in data 3 dicembre 2009, ha depositato un'ordinanza di remissione alla Corte costituzionale sul caso di una coppia di persone dello stesso sesso che si era vista rifiutare dal Comune di Firenze la richiesta di pubblicazioni matrimoniali.

Smentendo il Tribunale di primo grado - precisa Antonio Rotelli, presidente di Avvocatura per i diritti LGBT Rete Lenford - la Corte d'appello fiorentina ha affermato che il diritto di sposarsi è un diritto fondamentale, manifestazione della dignità umana e come tale riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea resa vincolante dal Trattato di Lisbona, in vigore dal primo dicembre scorso.

"Il progresso della sensibilità comune - si legge tra l'altro nell'ordinanza - ha ormai felicemente emancipato l'omosessualità dal ghetto dell'emarginazione, se non di aperta repressione, in cui ideologie autoritarie del passato l'avevano confinata, facendo comprendere e rispettare alla generalità dei consociati un modo di essere che risponde a moti insindacabili dell'animo umano".

Riconoscere dignità alle famiglie omosessuali - conclude l'avvocato Rotelli - è un passo fondamentale verso il rispetto dei singoli cittadini italiani gay e lesbiche, troppo spesso vittime di discriminazioni e violenze.

Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford che sostiene la difesa della coppia fiorentina, invita tutti le coppie omosessuali a presentare presso il loro Comune di residenza una richiesta di pubblicazioni matrimoniali per poterla impugnare dinanzi ai tribunali in caso di rifiuto.

www.retelenford.it

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Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:



“La Corte d’Appello di Firenze nei giorni scorsi ha rimesso alla Corte Costituzionale la decisione sul merito di un ricorso presentato da una coppia gay che aveva ricevuto un diniego, da parte del Comune di Firenze, alle pubblicazioni per il matrimonio.



Questa decisione dimostra che la Corte d’Appello di Firenze, come quelle di Venezia e di Trento, ritiene fondate le ragioni del ricorso, presentato quando il Comune si era opposto alle pubblicazioni per il loro matrimonio Si conferma così, se ancora ve ne fosse bisogno, che la campagna di Affermazione Civile, lanciata due anni fa dall’Associazione Radicale Cerit Diritti e da Avvocatura Lgbt – Rete Lenford, finalizzata al riconoscimento del diritto al matrimonio civile per le coppie gay, è una strada molto importante per il superamento delle disuguaglianze e delle discriminazioni verso la persone omosessuali.



Gran parte della classe politica si ostina a non voler riconoscere e regolamentare il matrimonio e le unioni civili per questo abbiamo avviato la strada legale, così come accadde negli Stati Uniti contro la segregazione razziale che fu abolita grazie alla Corte Suprema.



Un altro passo avanti è stato compiuto per l’uguaglianza e i diritti delle persone lesbiche e gay.

fonte:http://www.gaynews.it/view.php?ID=83734

Voto storico a Washington: "Sì alle nozze gay"


Washington, 15 dicembre 2009 - Washington è a un passo dal riconoscere giuridicamente i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il consiglio cittadino ha approvato oggi la proposta per introdurre nell’ordinamento le nozze tra omosessuali e ora alla norma serve solo l’avallo del Congresso degli Stati Uniti che ha l’ultima parola sulle norme della capitale.

Il sindaco di Washington ha già detto che è intenzionato a firmare il provvedimento che ha 30 giorni per essere discusso in Campidoglio prima di divenire automaticamente legge. Nella maggior parte dei casi se i parlamentari non si esprimono vale la regola del silenzio assenso.


Il voto è arrivato a larga maggioranza con 11 dei 13 consiglieri “comunali” schierati a favore. Una vittoria che compensa in parte le sconfitte del movimento per i diritti civili delle settimane scorse. Sia lo Stato di New York che quello del New Jersey hanno infatti bloccato l’approvazione di norme simili, dopo asprissime battaglie politiche nelle rispettive aule parlamentari.


Il voto di oggi arriva dopo un lunghissimo scontro che nelle ultime settimane ha visto in prima fila la diocesi locale che è arrivata a minacciare di interrompere i servizi sociali ai poveri della città se le “nozze gay” venissero effettivamente riconosciute. Il nodo su cui si batte la Chiesa cattolica è che la proposta, pur non obbligando le istituzioni religiose a consacrare le unioni gay, obbliga gli uffici della diocesi a riconoscere gli stessi diritti alle persone sposate, a prescindere dal sesso del coniuge.


A oggi sono cinque gli Stati americani che riconoscono il valore giuridico delle nozze tra omosessuali: Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont e New Hampshire (dove la legge entrerà formalmente in vigore a gennaio).

fonte:http://quotidianonet.ilsole24ore.com/esteri/2009/12/16/271553-voto_storico_washington.shtml

martedì 15 dicembre 2009

Roma - blitz escort sauvage davanti al Palazzo Grazioli



Oggi 100 donne, studentesse, precarie, migranti hanno manifestato di fronte a Palazzo Grazioli contro il ddl Carfagna e il blocco alla commercializzazione della RU486, approvato ieri dalla commissione salute del Senato.
Nonostante l’inutile aggressività della polizia le donne sono riuscite ad aprire uno striscione con su scritto:
“NESSUNA CASA E’ PIU CHIUSA DI PALAZZO GRAZIOLI. NO ALLA LEGGE CARFAGNA”. Rossetti rossi e ombrelli rossi, simbolo
internazionale delle sexworkers, sono stati i simboli scelti per comunicare la nostra solidarietà alle prostitute di strada che con la nuova proposta di legge rischiano l’arresto. Tra gli slogan “Ma quali Escort, ma che
moralità, vogliamo diritti in tutte le città”, “Basta ipocrisia, basta sfruttamento, libere di scegliere in ogni
momento”.
L’azione ha voluto denunciare le politiche di governo e parlamento contro la libertà di scegliere delle donne, che
si concretizzano in misure e proposte di legge che in nome della sicurezza perimetrano la nostra libertà e controllano i nostri corpi.Il comunicatoLa giornata mondiale contro la violenza sulle donne in Italia cade nel pieno del secondo scandalo di “sesso e potere” dell’anno. Dopo le escort di Berlusconi arrivano le trans di Marrazzo.
E le imbarazzanti rivelazioni sui meccanismi di reclutamento delle donne interni alla PDL e per le cariche elettive e di governo lasciano il posto all’ennesimo mistero italiano, l’omicidio di Brenda, in cui potere politico, criminalità organizzata e carabinieri si sovrappongono e confondono in un quadro inquietante.Ma non sono serviti gli scandali e le rivelazioni sulle abitudini, i gusti e la propensione al sesso a pagamento di alcuni suoi eminenti rappresentanti a costringere la classe politica italiana ad abbandonare le ipocrisie e a fare i conti con la realtà.

Mentre l’opposizione, bacchettona e morbosa, inorridisce di fronte alle frequentazioni tanto di Berlusconi che di Marrazzo e lancia la crociata anti-Berlusconi parallelamente alle purghe interne, abbiamo una maggioranza di governo che fa passare con la solita scusa della sicurezza la legge Carfagna contro la prostituzione, il cui leader Berlusconi rivendica per sè il diritto alla privacy. La libertà è di tutti e non solo delle alte cariche dello stato: se Palazzo Grazioli è zona franca, allora entriamo noi!

La legge Carfagna, anticipata dalle ordinanza dei sindaci, vuole apparentemente essere un intervento punitivo contro lo sfruttamento della prostituzione, ma in realtà, invece che punire gli sfruttatori, colpisce solo le prostitute di strada e i loro clienti con l’arresto, additandole tra i nemici pubblici numero uno.
Lungi dal contrastare la tratta delle migranti spesso minorenni, costringe le prostitute a ritornare alle case chiuse – bandite dalla legge Merlin del 1958 – luoghi di ghettizzazione, sfruttamento e violenza fuori da qualsiasi visibilità e controllo. Molto più utile sarebbe abolire lo status di clandestinità, condizione sine qua non dello sfruttamento sessuale e non delle e dei migranti.

Tutto questo accade mentre le statistiche parlano di una fetta sempre più ampia della popolazione maschile che ricorre al sesso a pagamento. In più il caso D’Addario ha reso esplicito che la prostituzione non è fatta soltanto di sfruttamento e costrizione ma può essere una libera scelta per quanto per alcuni difficile da comprendere.

Nel momento in cui le prostitute e i loro clienti hanno avuto tale e tanto “autorevole” visibilità ci saremmo aspettate maggior rispetto per delle lavoratrici e maggior onestà nell’ammettere che non si può punire e condannare pubblicamente ciò di cui si gode nel privato delle proprie case.

Infine, apprendiamo con indignazione che ieri la commissione salute del Senato ha votato un documento che pone il veto alla commercializzazione della RU486, la pillola abortiva al centro del più ampio dibattito sulla libertà di scelta.
Le inquietanti motivazioni di tale voto sono l’ennesima testimonianza di come ad avere la giusta rilevanza non sia il tema della tutela della salute fisica e psicologica e della libertà delle donne ma, al contrario, la necessità di costruire sempre più capillari e intrusive pratiche di controllo sui nostri corpi.

No al reato di clandestinità
No alle case chiuse
No alla segregazione e allo sfruttamento
Per il diritto di scegliere della propria vita e sul proprio corpo
Verità per Brenda

Libertà, diritti e dignità per tutt@

Studentesse e precarie in solidarietà con le sex workers

fonte:http://feministwhore.wordpress.com/2009/12/07/protest-in-italy/

Giovedi 17 dicembre Giornata Mondiale contro la violenza sulle Sex Workers


In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle Sex Workers, che si celebra ogni anno il 17 dicembre, l’Associazione Radicale Certi Diritti, il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e l’Associazione La Strega da Bruciare, terranno presso la sede dei radicali, in Via di Torre Argentina, 76 – Roma (III° Piano), dalle ore 15, una Conferenza Stampa – Incontro Pubblico

sulla condizione delle prostitute in Italia e sui temi relativi alle proposte di regolamentazione della prostituzione.

All’incontro parteciperanno:

Pia Covre, Presidente Comitato diritti civili delle prostitute;

Monica Rosellini, Presidente Associazione La Strega da Bruciare;

Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti

Donatella Poretti, Senatrice radicale - Pd

Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani;

Andrea Morniroli, Cantieri Sociali

Associazione On the Road

SexyShock;

Escort Sauvage;

MIT, Movimento identità transessuale;

Andrea Maccarrone, esponente della Comunità lgbt;

Franco Grilini, presidente Gaynet;

Emanuela Costa, gruppo Le Graziose di Genova;

Leila Deianis, Associazione Transessuali Libellula;

Durante l’incontro verranno distribuite spillette con la scritta “ANCHE IO SONO UNA PUTTANA”

Perché è importante celebrare la data del 17 dicembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle sex workers:

Troppo spesso l’omicidio o la violenza su una Sex Worker viene indagato in maniera superficiale e priva di autentica indignazione. La condanna morale, la stigmatizzazione e la mancanza di riconoscimento del lavoro sessuale ha portato ad una generalizzata criminalizzazione di chi ha scelto questa attività anche se non infrange nessuna legge.

Questo impedisce di avere il controllo sul proprio lavoro e sulla propria vita, ci mette al margine della società e ci espone a rappresaglie e violenze inaudite.Questo diventa un terreno fertile su cui crescono sfruttamento incontrollato, abuso e costrizione, orari di lavoro inaccettabili, condizioni di lavoro insalubri, ripartizione ingiusta dei guadagni e irragionevoli restrizioni della libertà di movimento

Parlare di prostituzione e Sex Work in Italia è una faccenda veramente spinosa, tutti e tutte quelle che ne parlano sembrano "non sapere nulla di ciò di cui si sta parlando". Come se fossero investiti/e da un senso di legittimità diffusa a dire la propria, per altre/i, sulle loro spalle, senza pensare di interpellarle/i. Presupponendo che questi/e ultimi/e non abbiano una voce.

E allora è stata prodotta una spilletta "anche io sono una puttana", riprendendola da un collettivo di donne catalane. Piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della "vergogna" comunemente associata al mestiere. Perche' alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell'"epiteto" che ancora oggi - tutte le donne sanno - corrisponde ad un'offesa. "Puttana", ben lungi da designare una professione, e' innanzitutto qualcuna che "la da' via". Il sottotesto, ci fosse bisogno di spiegarlo, e' che la cosa peggiore che una donna puo' fare, e' avere una vita sessuale di cui disporre liberamente.

E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se fare la puttana e' un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perche' tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci! SIAMO TUTT* PUTTANE.

fonte:http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/533-giornata-mondiale-contro-violenza-sex-worker-invito-a-torre-argentina.html

Houston, eletto un sindaco gay


Annise Parker è il nuovo primo cittadino della città del Texas. È la prima volta che un candidato dichiaratamente gay viene eletto in un grande centro degli Stati Uniti, il quarto per popolazione. "Questa elezione ha cambiato il mondo per gay, lesbiche, bisessuali e per la comunità transgender. Allo stesso modo cambierà in meglio le vite di tutti i cittadini di Houston, e questo è il mio impegno", ha dichiarato la Parker dopo l'elezione.
La Parker, che ha ottenuto il 53.6% delle preferenze, si è imposta sull'ex procuratore Gene Locke in una campagna che si è giocata molto sulle preferenze sessuali del neosindaco: attivisti anti-gay e gruppi conservatori hanno condannato "il comportamento omosessuale" della Parker. Duri attacchi da cui Locke ha cercato di prendere le distanze, anche se due suoi collaboratori hanno finanziato questi gruppi. La Parker ha invece potuto contare sull'appoggio delle organizzazioni in difesa dei diritti degli omosessuali.

fonte:http://www.repubblica.it

Gruppi Facebook: Milioni di utenti sono passati senza volerlo da fan della mozzarella e della pizza a sostenitori di Silvio Berlusconi

Sono numerosissimi i gruppi Facebook che durante la notte hanno cambiato nome. Milioni di utenti sono passati senza volerlo da fan della mozzarella, pizza e Ferrari a sostenitori di Silvio Berlusconi. L'ipotesi più accreditata sembrerebbe un furto d'identità che avrebbe permesso ai maleintenzionati hacker l'amministrazione dei gruppi del noto network. Sono moltissimi gli insulti e improperi per il furto telematico da parte degli utenti sulla piattaforme incriminate. Non manca chi vede lo zampino della politica, che si sarebbe procurata pagando, i consensi virtuali che gli mancano. Per ora il numero degli iscritti dei gruppi scende a ritmi vertiginosi, ma bisognerà aspettarsi una stabilizzazione che permetterà, se la situazione rimarrà attuale, una buona utenza e quindi una importante comunicabilità. Attenti alle imitazioni!














Gruppo "Solidarietà a Silvio Berlusconi" due milioni di persone che sul social network avevano aderito ad una campagna per il terremoto in Abruzzo e che, da un momento all'altro si sono trovati "iscritti" a una pagina completamente diversa.

Gruppo "Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia", 400mila fan del Made in Italy, ora inconsapevoli sostenitori del presidente del Consiglio.

Gruppo: il gruppo "No a Facebook a pagamento", trasformato in un gruppo di solidarietà al premier quasi due milioni di sostenitori.

fonte:http://www.analisicompleta.it/

Aggressione a Berlusconi. Radio Padania, "Menare i ragazzi dei centri sociali per dare l'esempio"




clicca per ascoltare un estratto della trasmissione

Lunedì. Primo pomeriggio. A Radio Padania sono convinti che l’aggressione di ieri al premier sia il frutto di un clima d’odio che mira a Berlusconi per colpire la Lega. Ed il consueto palinsesto viene modificato per lasciar spazio ad un'esamina degli atti violenti di cui i militanti leghisti sarebbero stati vittime negli ultimi anni.

Quando gli ascoltatori vengono invitati ad intervenire in diretta, giunge una telefonata che, giusto per gettare acqua sul fuoco, propone di sfruttare il momento favorevole (Maroni al ministero dell’Interno) per "mettere le mani addosso ai 'capi' dei centri sociali e fargli male, per dare l’esempio".

La telefonata s’interrompe bruscamente. Un po’ di buonsenso avrà portato il regista a staccare la linea? Macché. "La telefonata purtroppo è caduta", si lamenta il conduttore. Che non sente il dovere di spendere nemmeno una parola di deplorazione, ma che anzi si compiace di come il senso dell’intervento si sia comunque potuto cogliere.

... Radio Padania Libera, ovvero l’emittente di un partito di governo. Il tutto mentre gli esponenti della maggioranza giocano a recitare il ruolo delle carmelitane scalze a fronte di una "opposizione sobillatrice d’odio".

d.s.
fonte:http://danielesensi.blogspot.com/2009/12/aggressione-berlusconi-radio-padania.html

lunedì 14 dicembre 2009

L'Immacolata concezione trans fa scandalo a Torino


di Roberto Schinard



«È una rappresentazione oscena
che offende la sensibilità e il buon gusto di chiunque, non soltanto dei cattolici». Così il capogruppo di An-Pdl al Comune di Torino, Roberto Ravello, definisce una foto esposta nella mostra transgender "Generi di prima necessità" allestita in via Lagrange, col patrocinio di Comune e Regione.

Nell'opera intitolata "Immacolata concezione" è raffigurato un transessuale intento ad allattare un bambino. «È inaccettabile - aggiunge il politico - che il Comune abbia permesso questa installazione e per di più nel periodo natalizio. Ne chiediamo l'immediata rimozione. Nel prossimo Consiglio Comunale il sindaco Chiamparino dovrà dare spiegazioni».

Immediata la replica del curatore Christian Ballarin: «Oscena e inaccettabile non è certo la foto ma oscene sono le parole del capogruppo di An-Pdl che, davanti a una mostra dedicata alla Giornata mondiale contro la violenza alle persone transessuali, non trova di meglio che invocare il buon gusto! Esistono Madonne Nere, Madonne che lacrimano sangue, Madonne rappresentate secondo differenti culture e sensibilità. Perché non può esserci una Madonna interpretata da un trans? Forse per qualcuno le persone trans sono brutte, sporche e cattive? Che si prendano la responsabilità di dirlo, allora, anziché balbettare ipocrisie su opere apprezzate e di alto valore artistico».

La mostra è allestita fino al 31 dicembre e le opere fotografiche esposte sono di Antonio Fontana.


fonte:http://www.gay.it/channel/arti/27687/L-Immacolata-concezione-trans-fa-scandalo-a-Torino.html

GF-shock: scontro in diretta tra il trans e la madre. I VIDEO

'Tragico' litigio in diretta tra Gabriele, il trans ex concorrente del Grande Fratello, e sua madre Patrizia. Una serie di accuse e rivelazioni clamorose hanno coinvolto i due. La madre ha dichiarato che il figlio è nato da uno stupro da lei subito a 18anni, e ha accusato Gabriele di aver abbandonato la nonna, trovata morta bruciata viva. Altrettanto choccanti le accuse del trans... IL LITIGIO IN 3 VIDEO

Lunedí 14.12.2009 09:07



La prima parte del litigio


La seconda parte del litigio


La terza e ultima parte del litigio

fonte:http://www.affaritaliani.it/entertainment/gf_shock_scontro_in_diretta_tra_trans_la_madre141209.html