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domenica 23 maggio 2010

Brasile. le transessuali, da adesso in poi sono riconosciute anche sui documenti con il nome femminile

Le transessuali Brasiliane e transgeder potranno usare d’ora in poi il loro nome femminile, che non riveli il loro sesso d’origine. Lo ha sancito un decreto del governo di Brasilia pubblicato giovedì 20 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, secondo il quale le persone trans e travestiti potranno usare il nome femminile da loro scelto sui cartellini di riconoscimento, sui documenti di uso interno, sulle e-mail, nel sistema. E' previsto l'uso della denominazione sociale (da cui la persona si riconosce, invece del nome di battesimo), su richiesta degli interessati e dei dati del Registro di sistema ad uso sociale delle informazioni, comunicazioni interne, indirizzo email, l'individuazione di uso interno funzionale dell'organo (badge), elenco delle estensioni e il nome utente nei sistemi informatici. Gli adeguamenti devono essere effettuati entro 90 giorni.

L'informazione sono state date dal ministero della Pianificazione.




fonte;http://www.dgabc.com.br/News/5811454/travestis-podem-usar-nome-social-em-orgaos-publicos.aspx

Prima donna-prete d'Italia all'organo suonava Luana, la trans salentina

ROMA - È stata ordinata nella chiesa Anglicana All Saints di via del Babuino a Roma la prima donna sacerdote in Italia: Maria Vittoria Longhitano, 35enne siciliana. Ha officiato la cerimonia della confessione Vetero-Cattolica il vescovo Fritz-Renè Müller, delegato della Conferenza espiscopale internazionale dell’Unione di Utrecht per l’Italia.

Maria Vittoria Longhitano potrà confessare, dire messa, dare l’eucarestia e celebrare tutti i sacramenti. Alla cerimonia dell’ordinazione hanno assistito i suoi familiari: in prima fila il marito, la madre e la sorella. «La Chiesa cattolica romana ha una base popolare pronta ad accogliere un ministero femminile perché senza donne la cattolicità, che vuol dire universalità, viene mutilata. Mi sento una persona che ha aperto una strada» ha detto Maria Vittoria Longhitano.

«Questo giorno - ha aggiunto Longhitano - l’ho atteso da quando sono nata. Oggi provo emozione, paura e un forte senso di responsabilità per la testimonianza che sono chiamata a dare come donna sacerdote. Mio marito è un uomo straordinario, una persona che mi comprende e mi sostiene. La nostra da oggi è una famiglia allargata».

A chi le chiedeva come la sua terra d’origine, la Sicilia, avesse accolto questa notizia, Longhitano ha spiegato: «Sono rimasta stupita dal sostegno, dalla solidarietà che non solo la mia famiglia anche tutta la Sicilia mi ha dimostrato. Mi aspettavo una regione maschilista e invece ho constatato che le cose sono cambiate. La domanda che la gente ci pone non è più come mai noi abbiamo una donna sacerdote ma perché i cattolici romani non possono averle». Presenti in 16 comunità, i Vetero- Cattolici non hanno accettato i dogmi del Concilio Vaticano I. La loro confessione religiosa è stata fondata negli anni 1873-1888.

L’ORGANISTA SALENTINA - Il rito di ordinazione di Longhitano è stato accompagnato da un coro di cui facevano parte anche gay e lesbiche, diretto da Giuseppe Peccia. A suonare l’organo Luana Ricci (nella foto qui a sinistra; ndr), che dopo lunghi anni passati a dirigere il coro del Duomo di Lecce, fu cacciata quando decise di cambiare sesso. Negli anni in cui ha diretto il coro della cattedrale del capoluogo salentino Luana era Marco Della Gatta. Ieri non ha nascosto l’emozione nel vedere una donna diventare sacerdote. «È stata un’esperienza significativa - ha sottolineato Luana - un segno dei tempi che cambiano. Un’apertura verso tutti, un segnale contro le discriminazioni. Una giornata che deve far riflettere tutti»

fonte:http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=337345&IDCategoria=1

L'essere trans "Storia di tutte noi"

Brasile 18/05/2010 - Keila Simpson,(transessuale) vice presidente della ABGLT, ha commosso la platea presente al convegno su i "Diritti Umani LGBT: scenari e prospettive" nell'auditorio Nereu Ramos nella Camera Dei Deputati. Il testo che ha recitato "Storia di tutte noi" di Rafael Menezes è disponibile sul sito della Commissione dei Diritti Umani e Minoranze:
www.camara.gov.br/cdh

Vi ripropongo la traduzione del testo, che avevo già pubblicato precedentemente:




Io sono l'inverso di quello che mio padre ha sognato per suo figlio.
Io sono sua figlia amata al contrario. Il mio involucro è di pietra, ma il mio interno è di gesso, tutte le volte che la pietra batte nel gesso, mi taglia all'interno. Proprio io mi taglio all'interno, solo io posso farlo, solo io ci riesco.

La carne interna che mi taglio nella carne esterna, che mi taglia e lo stesso che ammira il mio interno da fuori.





Io sono la rivolta sublime di me stessa. Sono quello che straripa dalla donna, solo che questa donna sono io. Sono quello che eccede di lei, ovvero io sono lei con un di più, con un bonus.

Sono una donna che ha la forza di un uomo, che ha un cuore lavorato nel ghiaccio, che posso essere tante, una ogni giorno della settimana.


Ho i capelli che voglio , le unghie del colore che voglio

, il seno della misura che voglio
e del materiale che posso permettermi di pagare, ma che io cambierei con una armatura medievale, una protesi blindata, a prova di proiettile, e di coltello. una protesi dura il sufficiente per proteggermi da una pallottola e dai coltelli, ma malleabile il sufficiente, per lasciare entrare l'amore .

Grezza ballerina dalle gambe di legno, sono stata espulsa dalla scuola di danza, e promossa al primo posto nella scuola della vita, esame di morte nella sedia della " Bombadeira" la mia prima lezione, era la pelle che cresceva e mi dava l'aspetto che sognavo. Il sudore freddo che scendeva dalla tempie , dalla paura di morire. come può la bellezza e la morte camminare dandosi la mano? nello stesso binario di una vita. Segnata dalle dita che segneranno fino alla fine. Fino a restare sdraiata, immobile e gelida in una umile bara che certamente un gruppo di amiche pagherà.

Nella mia strada, si qui le strade hanno padrone. Di giorno i lavavetri che graffiano la tua macchina se non li paghi.
Di sera le padrone delle strade ragazze come me o come altre qualsiasi, con pezzi di tessuto che fingono essere gonne, orecchini enormi, capaci di fare perdere l'equilibrio a una donna normale. I tacchi di acrilico danno un tono inaccessibile, una contraddizione con il motivo per cui sono li, con la sua vulnerabilità. Lei merita una medaglia.

Si ferma una macchina il conducente fa un segnale lui vorrebbe essere donna, più femmina di lei. Questa volta i litri di silicone, i capelli lunghi, quegli orecchini giganti e i tacchi di acrilico non gli importano, il suo desiderio è per quello che lei non fa vedere nelle strade. Questa volta sarà lei a ricordarsi un altra volta è vedersi da uomo, e la vita continua.

Tante muoiono, tante altre nascono ancora più belle è coscienti dei rischi che devano affrontare, e cosi loro vanno evitando gli spari, affrontando i pregiudizi e scappando dalla polizia.





ma sempre con un buon rossetto sulle labbra un bel paio di tacchi ai piedi, e nella maggior parte delle volte un vuoto nel cuore.

Lei non vuole penalizzarlo, non le importa dei loro figli, lei e molto di più di tutto quello.Aggiungi immagine
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Lei non necessita di redenzione .Ma del vostro rispetto.

testo di Rafael Menezes
tradotto da Vanessa Mazza
MauriziO Ghignatti

mercoledì 19 maggio 2010

Malawi: coppia omosessuale rischia i lavori forzati

Le associazioni per i diritti civili condannano l’arresto di Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga che avevano dichiarato apertamente di amarsi.

Una coppia di uomini del Malawi è stata riconosciuta colpevole di sesso gay, un crimine in base alle leggi che risalgono al periodo coloniale, in un processo che potrebbe mettere in guardia gli arretrati attivisti dei diritti umani di tutta l’Africa.

ATTI CONTRO NATURA - Steven Monjeza, 26 anni e Tiwonge Chimbalanga, 20 anni, sono stati condannati per atti innaturali e atti osceni, suscitando l’ira e la condanna degli attivisti in Malawi e nel mondo. La coppia, alla quale giovedì verrà impartita la condanna, potrebbe essere condannata a scontare fino a 14 anni ai lavori forzati.Monjeza e Chimbalanga sono diventati la prima coppia dello stesso sesso del Malawi che si è impegnata pubblicamente al matrimonio con una cerimonia simbolica nel dicembre scorso. Sono stati arrestati due giorni dopo e sono rimasti detenuti in condizioni difficili. L’omosessualità in Malawi è fuorilegge e rimane profondamente un tabù. Il magistrato Nyakwawa Usiwa-Usiwa ha trovato la coppia colpevole di sodomia – che ha descritto come “contro l’ordine della natura“. Ha aggiunto: “Lo Stato ha dimostrato il caso al di là di ogni ragionevole dubbio“. Il procuratore Barbra Mchenga ha chiesto al magistrato di infliggere loro una dura punizione, perché la coppia aveva lasciato una “cicatrice sulla moralità” in Malawi. “Non hanno mostrato alcun rimorso, nessun rammarico per la loro azione“, ha detto Mchenga. “Sembrava fossero orgogliosi delle loro azioni“.

UNA TRAGEDIA - Mauya Msuku, avvocato della coppia, si è appellato alla clemenza della corte.”Come trasgressori in primo luogo, non gli si dovrebbe somministrare una pena detentiva. Si tratta di un reato tecnico e la difesa è convinta che i due uomini abbiano già pagato per il reato“. E’ pur vero che una assoluzione può provocare indignazione nel paese, socialmente conservatore e impoverito,ma il verdetto di colpevolezza ha provocato non meno collera negli attivisti per i diritti umani. Gift Trapence, direttore del Centre for the Development of People, ha detto: “Io non sono convinto della condanna. I diritti umani sono stati calpestati“.Undule Mwakasungura, capo del Centre for Human Rights and Rehabilitation, ha ribadito che il Malawi non è mai stato “conciliante sulle questioni dei diritti umani“.”Siamo stati delusi. L’ omosessualità è un argomento che riguarda i diritti umani e la salute pubblica”. Richard Brigden, consulente legale per Southern African Litigation Centre, ha detto che la condanna è stata una “grande tragedia per tutti, perché non saranno più in grado di lottare per i diritti umani“. La sentenza renderebbe difficile per le persone lottare per i diritti dei gruppi minoritari come i gay“, ha aggiunto. Brigden ha aggiunto che circa 10.000 omosessuali non sarebbero più in grado di ottenere aiuto per combattere l’HIV perché continuerebbero a vivere nella paura di essere riconosciuti.

LA CHIESA STA COL GOVERNO - Inutile dire che la Chiesa in Malawi sostiene il governo, nell’affermazione che l’omosessualità è “peccato” e che l’Occidente non dovrebbe usare il proprio potere finanziario in Malawi per costringere ad accettare l’omosessualità. Ricordiamo che l’economia del Malawi si basa su donatori per il 40% del suo bilancio. Il sesso gay rimane illegale in 37 paesi dell’Africa ed è ampiamente diffamato. Si teme che la sentenza del Malawi possa costituire un precedente per altri governi desiderosi di reprimere i movimenti di liberazione sempre più assertivo.Mark Bromley, del Council for Global Equality, ha affermato: “Il verdetto è scandaloso e rappresenta un colpo devastante per i diritti umani nella regione. Fortunatamente il governo americano si unisce a molti altri governi e organizzazioni dei diritti umani per protestare contro questa ingiustizia“. Peter Tatchell, attivista britannico del gruppo di diritti Outrage! Ha contestato l’accertamento del giudice sul fatto che i due uomini fossero impegnati in un rapporto sessuale. “Questo è un verdetto scandaloso.Mentre Steven e Tiwonge hanno liberamente confermato il loro amore, non vi è alcuna prova credibile che essi stessero commettendo atti illegali omosessuali”. Ha poi aggiunto: “Faccio appello ai governi di tutto il mondo, in particolare al governo sudafricano, affinché condanni questo giudizio severo e bigotto e si impegni per invertire il verdetto“.



fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/63463/malawi-coppia-omosessuale-rischia/

Daniel Radcliffe prende parte a una campagna per la lotta contro il suicidio tra i giovani omosessuali.

Daniel Radcliffe ha già affrontato molte voci sulla sua presunta omosessualità. Ma la star di "Harry Potter" dà sempre la prova che non si preoccupa su questioni secondarie e non perdere l'opportunità di impegnarsi nella lotta per i diritti degli omosessuali. Ora la stella appare in una campagna dal Progetto Trevor, che assiste i giovani gay, lesbiche, transessuale in crisi.

Come potete vedere nel video qui sotto, il birichino Radcliffe ricorda che il Progetto Trevor può essere utile per aiutare le persone che vengono a tentare il suicidio perché non sono accettati.



TheTrevorProject.org.
fonte:http://www.altfg.com/blog/movie/daniel-radcliffe-trevor-project-gay-youth/

Rischia la pena di morte perché lesbica, appello di attrice iraniana (VIDEO)

ultimo aggiornamento: 19 maggio, ore 15:22
Londra - (Adnkronos/Aki) - In 'Cul de Sac', domani a Londra in anteprima, Kiana Firouz racconta con la sua storia la condizione dei gay nella Repubblica islamica: ''Il film contiene scene sessuali per le quali sarei soggetta alla pena di morte se tornassi in Iran''



Londra, 19 mag. (Adnkronos/Aki) - In occasione dell'anteprima di 'Cul de Sac', domani a Londra, l'attrice iraniana Kiana Firouz ha affidato all'Arcigay international una lettera scritta di suo pugno per chiedere sostegno a favore del suo asilo politico in Gran Bretagna.

Una richiesta che le era stata rifiutata dal British Home Office che, nonostante le abbia riconosciuto lo status di omosessuale perseguitata, non ha considerato opportuno concederle l'asilo. Eppure Kiana, nata 27 anni fa a Teheran, se dovesse essere estradata in Iran sarebbe condannata alla pena di morte.

Nel regime di Mahmoud Ahmadinejad, infatti, l'omosessualità è considerato un reato gravissimo. Se viene provato che una donna adulta e consenziente ha avuto rapporti sessuali con persone dello stesso sesso viene condannata a 100 frustate. Pena che si ripete per tre volte, mentre alla quarta si applica la sentenza capitale (articoli 127, 129, 130 del codice penale). Le modalità di verifica del lesbismo in tribunale sono le stesse utilizzate per l'omosessualità maschile (articolo 128).

Nel caso di Kiana, però, le scene lesbiche esplicite nel film, che narra la sua esperienza personale e descrive la condizione dei gay in Iran, varrebbero come prove dirette per la pena di morte. ''Il film contiene scene sessuali per le quali sarei soggetta alla pena di morte se tornassi in Iran - scrive Kiara -. Ora, l'unica speranza che mi resta e' il supporto della comunita'''.

Da qui, la decisione di Arcigay di unirsi all'appello lanciato dal gruppo EveryOne e da Amnesty International. Su Internet, inoltre, è stata diffusa una petizione internazionale che in pochi giorni ha raccolto più di 21mila firme. L'obiettivo è quello di rivolgersi al Governo britannico e all'Unione europea affinché alla Firouz possa essere immediatamente garantita un'adeguata protezione umanitaria e perché l'ordine di deportazione sia revocato.

''Secondo il mio avvocato - scrive Kiana - ci sono poche possibilità che le autorità mi concedano un permesso contro la decisione di un giudice''. Intanto domani, in occasione dell'antemprima di 'Cul de Sac' a Londra, Stefano Bucaioni di Arcigay Italia incontrerà l'attrice e scrittrice iraniana.

fonte:http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Rischia-la-pena-di-morte-perche-lesbica-appello-di-attrice-iraniana-VIDEO_414961801.html

Bielorussia: polizia disperde parata del gay pride, arresti



a Bielorussia è senza dubbio uno dei Paesi più duri per la comunità omosessuale locale. Una recente dimostrazione è senza dubbio la soppressione della manifestazione per i diritti lgbt, che nei giorni scorsi è stata disciolta dagli uomini delle unità speciali della polizia. Il piccolo Gay Pride, che si stava tenendo per le strade della capitale Minsk, era composto da non più di trenta persone, che coraggiosamente stavano manifestando per il proprio diritto di esistere, e di essere omosessuali. La piccola parata è stata immediatamente e bruscamente interrotta, a dimostrazione di un’odiosa politica omofoba.

L'agenzia 'Belapan' riferisce che il corteo di circa una trentina di persone aveva percorso appena 300 metri cantando e portando una bandiera arcobaleno lunga 12 metri. Il consiglio comunale non aveva dato l'autorizzazione alla manifestazione, citando il divieto alle riunioni di massa in vigore nella capitale.

fonte:http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=412855

Carfagna, gay: da bersaglio a icona

Roma
di Alessandro M. Caprettini

Nella giornata contro l’omofobia il ministro chiede scusa: "Avevo pregiudizi".

E gli stessi che la attaccavano adesso la idolatrano



C’è già chi parla di sua «virtuosa e rivoluzionaria umiltà» e chi la invoca addirittura come Santa Mara da Salerno. Forse è eccessivo, ma le lodi salite ieri al cielo dopo che la ministra più bella del mondo (come ebbero a definirla la tedesca Bild e l’inglese Times) ha confessato di essersi ricreduta sul mondo gay e di pretendere «la massima severità» dai giudici per chi commette un reato contro gli omosessuali, sono cosa non solo inattesa. Ma destinata a sconvolgere fin dalle fondamenta il cliché della bellona giunta in politica grazie al fisico sexy e a Silvio Berlusconi.

Chissà che faranno a questo punto i quotidiani stranieri che spesso si sono occupati di lei (con malizia). Che scriverà la progressista Vanguardia che criticò Mara Carfagna in lungo e in largo, con non nascosta perfidia, per il suo libro sulle dieci donne top in politica? Chissà se terrà nota della cosa il seguitissimo Huffington Post, sito gossip più visto negli Usa che finora si era limitato a produrre le sue vecchie foto sexy e a far sapere che da starlette s’era fatta ministro.

Per gay e lesbiche giunti al Quirinale per la Giornata contro l’omofobia e già emozionati per esser stati invitati a Palazzo per la prima volta, il discorso della titolare delle Pari Opportunità è stato quasi come una rivelazione. «Chiedo scusa alle comunità omosessuali per essere stata inizialmente guidata da un pregiudizio nei confronti delle istanze del loro mondo» ha ammesso la Carfagna. Non mancando poi di far sapere come nell’opera di ravvedimento, a darle una mano è stata negli ultimi tempi, la parlamentare del Pd Anna Paola Concia, già leader delle lesbiche italiane.

A due anni dunque dall’ultimo scontro, quando l’appena nominata ministro, ai «diversi» che chiedevano patrocinio per il Gay pride rispose consigliando «maggior sobrietà», si sostituisce un idillio sbocciato nel cuore delle istituzioni. «Ho sempre criticato Mara ma sul piano della politica, e quando ha fatto cose condivisibili l’ho riconosciuto. Ho cercato in questi anni di spiegarle cosa è il mondo omosessuale, di ragionare con lei. Lei l’ha capito» ha detto la Concia ringraziando il ministro. Non sarà un evento fantastico, ma certo peserà nella catalogazione del lavoro della Carfagna, fino a ieri impelagata a difendersi dai più velenosi gossip che a dar di conto della sua attività.

Che non è poca, né poca cosa, in realtà. Ha introdotto la legge sullo stalking, ha presentato un ddl (al vaglio delle Camere) che introduce multe e carcere contro la prostituzione in strada, quello per la creazione del garante per l’infanzia, quello contro le violenze sessuali e quello sulla protezione dei minori contro sfruttamento e abuso sessuale.
Nonostante tutto ciò, non erano poche le ironie che si continuavano a sprecare sul suo conto. Dell’estero abbiamo detto. In Italia partivano spesso e volentieri strali della sinistra contro il ministro accusato di oscurantismo per aver sostenuto nel 2007 che non vedeva «ragione per la quale lo Stato dovrebbe riconoscere le coppie omosessuali» vista tra l’altro la «loro sterilità». Né mancavano accenni maligni alle foto osé del suo calendario o commenti pepati sul fatto che non si fosse mai occupata di politica prima della sua inattesa discesa in campo.

Un fiorir di pettegolezzi che Santa Mara da Salerno ha dovuto sorbettarsi fingendo indifferenza ma che - secondo quelli che le sono più vicini - l’hanno ferita non poco. Ma dai e dai, i colpi l’han resa più forte. Non ha il timore di dire «ho sbagliato» come ha fatto ieri al Quirinale. E comincia a fare breccia non solo in avversari politici come la Concia, ma anche in associazioni Gay che non più tardi di due anni fa, a Catania, avevano ideato un carro intitolato a «Crudelia Carfagna» e che oggi sono quasi passati all’idolatria


fonte:http://diariopernondimenticare.blogspot.com/2010/05/carfagna-gay-da-bersaglio-icona.html

Portogallo: sì al matrimonio gay

Alla fine il presidente della Repubblica del Portogallo, Aníbal Cavaco Silva, conservatore doc, ha firmato e la legge che sancisce il diritto per le coppie omosessuali di contrarre il matrimonio civile è stata promulgata.
La norma era stata approvata dal parlamento portoghese lo scorso 11 febbraio. Il Capo dello Stato ha lasciato per mesi tutti col fiato sospeso, ma poi alla fine, nell'ultimo giorno utile, ha sottoscritto il provvedimento catapultando il Portogallo tra i paesi più avanzati dell'Unione Europea.
La legge prevede il diritto di sposarsi alle persone del stesso sesso, ma non il diritto per queste coppie all'adozione.
Cavaco ieri sera ha annunciato la sua decisione con un messaggio televisivo alla nazione di quattro minuti. Ha sottolineato il fatto che non condivida il contenuto della legge approvata dal parlamento, ma che non sta a lui modificare il volere dell'Assemblea.

Una battaglia durata mesi

Il Presidente ha poi ricordato che paesi come la Francia, la germania, la Gran Bretagna e la danimarca, che riconoscono questo diritto agli omosessuali, non chiamano matrimonio l'unione civile riconosciuta dal diritto. E ha criticato il parlamento portoghese per non aver fatto il necessario sforzo per trovare un compromesso sul comune sentire del paese.
Il governo socialista, infatti, ha approvato la norma senza i voti di tutti i partiti d'opposizione. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Jorge Lacão, ha definito la legge promulgata un "un passo verso la civiltà democratica", anche perché la norma è stata approvata con i voti della sinistra (socialisti, comunisti e Blocco di sinistra) e e con i voti di due partiti dell'opposizione: i socialdemocratici e i popolari.
Lo scorso 13 marzo, il presidente della Repubblica, ,ha anche richiesto un parere alla Corte costituzionale che ha concesso il disco verde.



fonte:http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Portogallo%3A+s%C3%AC+al+matrimonio+gay&idSezione=6949

L'FBI ROMPE UN TABÙ, SÌ AI TRANS

Addio al mito dell'agente federale super maschio incarnato in innumerevoli film da attori come il fisicato Bruce Willis in Codice Mercury, Denzel Washington in Attacco al Potere, l'atletico Steven Seagal in numerose pellicole tra cui Infiltrato speciale e il sempre affascinante Kevin Costner nell'intramontabile Gli Intoccabili. L'FBI, ovvero l'Ufficio investigativo federale americano, apre a 007 transgender gay, lesbiche e bisex per svolgere i propri delicatissimi compiti di lotta contro il crimine organizzato sia con azioni concrete sul campo che in dipartimenti come il recente CJIS (Criminal Justice Information Services Division - Divisione per l'Informazione alla Giustizia Criminale) che ha lo scopo di archiviare tutte le informazioni raccolte e necessarie. Lo conferma a Klaus Davi, conduttore di KlausCondicio su YouTube, la Direttrice del Comitato di Consulenza LGBT, Lynn Hoffman, confermando la svolta dell'agenzia. Ma la rivoluzione dell'FBI non si ferma qui. Lynn Hoffman conferma a Klaus Davi anche che "l'agenzia fornirà anche sostegno coppie accettando dipendenti che abbiano un partner o siano sposati, negli Stati dove è riconosciuto il matrimonio omosessuale e ne garantirà alcuni diritti come la malattia pagata per assistere il compagno oppure il pagamento delle spese in caso di trasferimento dello stesso". L'FBI si è dotata anche di consulenti per il mondo lesbo, gay, bisex e transgender che possano assistere alle esigenze di questi 007. Insomma, una svolta sicuramente anticipatrice di una tendenza che potrebbe coinvolgere le polizie di tutto il mondo. Nel suo documentario Davi ha realizzato un'intervista ad Agostino Saccà, già direttore di Rai Fiction, il quale, però, rivela un retroscena a proposito della serie tv Mio Figlio realizzata nel 2005 con Lando Buzzanca. "De Gennaro, allora capo della Polizia di Stato, fu un entusiasta sostenitore del progetto e favori' la proiezione della fiction in numerose scuole di Polizia". Non solo, anche Antonio Manganelli ha più volte ribadito che in Italia non c'è nessuna forma di discriminazione di agenti gay o lesbo.

fonte:http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=51959&idsezione=13#

Mithly, on-line la prima rivista queer del Marocco

di Laura Aletti

19 pagine dedicate alla cultura omosessuale magrebina, in un Paese dove essere gay è ancora un reato

Il primo mensile arabo dedicato all'omosessualità approda on-line. Mithly.net è il nuovo sito internet dedicato alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender in Marocco e nel mondo arabo. Il sito, per ora solo in arabo, ha pubblicato il primo numero dell'omonima rivista marocchina Mithly, uscito all'inizio di aprile.

Gli ostacoli sociali e religiosi nei confronti degli omosessuali in Marocco hanno permesso la stampa di un esiguo numero di copie, 200, diffuse clandestinamente nella sola città di Rabat. Attraverso il nuovo sito internet, i promotori dell'iniziativa sperano di allargare il numero dei propri lettori in tutto il mondo arabo: "La paura deriva dall'ignoranza e della mancanza di conoscenza - si legge all'interno del sito internet - con queste pagine vogliamo dare uno sguardo alla vita e alle idee dei membri della comunità omosessuale". Mithly diventa quindi uno strumento per contribuire alla crescita sociale, superando i pregiudizi.

Essere omosessuali in Marocco. Il termine "mithly", che da il nome sia al mensile cartaceo che al sito internet, è un gioco di parole: in arabo la parola significa allo stesso tempo "gay" e "come me". L'idea di dare vita ad un rivista in lingua araba che affronti la realtà culturale degli omosessuali in Marocco è di Samir Barkashi, 23 anni, coordinatore di Kif Kif, la prima associazione del Paese nata in difesa dei diritti dei gay. Il movimento ha preso vita in seguito ad un episodio avvenuto a Titouane, nel 2004, durante il quale 42 omosessuali furono arrestanti ad una festa di compleanno. In questa occasione la comunità omosessuale magrebina si sentì abbandonata dalle organizzazioni per i diritti umani. Di fronte a studenti universitari espulsi e a giovani cacciati dalle loro case, due mesi dopo l'incidente nacque nella città di Tangeri Kif Kif, per divulgare "la cultura gay in tutto il Grande Magreb".

Nonostante il Regno marocchino sia conosciuto per il suo laicismo (se paragonato ad altri paesi arabo-musulamni) e nonostante sia una nota meta per il turismo gay europeo, l'omosessualità è ancora oggi considerata un crimine, che comporta pene da sei mesi a tre anni di carcere. In questo clima sociale e culturale, la pubblicazione di Mithly non poteva certo passare inosservata: una tappa storica per chi combatte per la difesa dei diritti dei gay, un'eresia per i religiosi. Il giornale Attajdid, vicino al partito integralista islamico Giustizia e Sviluppo, si è pesantemente scagliato contro la rivista Mithly, accusandola di violare i valori islamici della società marocchina. Mourad, uno dei redattori, durante un'intervista rilasciata a Scirocco - voci dal Mediterraneo, ha ammesso: "Non si tratta di una cosa facile: dobbiamo lavorare con molta accortezza, e anche con molta paura, dal momento che l'omosessualità è criminalizzata dalla legge marocchina, così come le pubblicazioni cartacee che se ne occupano".

Il primo numero. Le 19 pagine del primo numero di Mithly hanno dedicato ampio spazio, anche attraverso un editoriale di Samir Barkashi, alla campagna mediatica mossa dai partiti e dalla stampa di area islamica contro il festival Muwazin che si terrà a Rabat dal 21 al 29 maggio e a cui dovrebbe partecipare, fra gli altri, Elton John. L'associazione gay Kif Kif era stata coinvolta durate le polemiche scatenatesi contro gli organizzatori del festival. Nel suo editoriale, Barkashi ha voluto affermare l'estraneità del movimento rispetto all'organizzazione del festival e alla scelta degli artisti invitati. I movimenti islamici in Marocco avevano chiesto che il concerto del cantante britannico fosse cancellato per via della sua dichiarata omosessualità. Durante un'intervista rilasciata al San Diego Gay&Lesbian News, Barkashi ha voluto precisare che "non è possibile cancellare un evento musicale per l'omosessualità di un cantante, questo andrebbe contro la libertà individuale delle persone e metterebbe in cattiva luce il nostro che è un festival internazionale".
Oltre a trattare questo tema di attualità, il primo numero di Mithly si propone di fare informazione, in particolare sul sesso sicuro per la prevenzione delle malattie venere; si parla inoltre di un ragazzo che ha fatto "coming out", ma anche riflessioni e spunti per parlare di uguaglianza di genere e di libertà in senso generale. I redattori ci tengono a precisare che si tratta di una pubblicazione soprattutto culturale, in cui si vuole dare spazio agli intellettuali omosessuali perché possano esprimere il loro pensiero.



fonte :http://it.peacereporter.net/articolo/21919/Mithly%2C+on-line+la+prima+rivista+queer+del+Marocco

"Oltre le differenze" 07.05.2010 - parte 3

terza parte della terza puntata di Oltre le Differenze - il programma radiofonico interamente dedicato al mondo LBGTQ.
Il tema è il mondo transessuale e transgender, intervista a Fabianna Tozzi Daineri presidente dell'associazione Transgenere





fonte:http://www.youtube.com/user/OltreLeDifferenze10

Sportello Trans Ala Milano Onlus

Lo Sportello Trans Ala Milano Onlus nasce nel 2009 dall’esperienza della fondatrice, Antonia Monopoli, maturata negli anni all’interno del movimento TLGBQIE, dell’ associazionismo e delle realtà politiche ed istituzionali a difesa dei diritti civili.

Lo Sportello Trans Ala Milano Onlus si pone l’obbiettivo di tutelare, supportare e difendere le persone Transgender e Transessuali, in un’ottica laica e a-politica, sviluppando buone prassi di inclusione sociale, sostenendo l’inserimento e reinserimento lavorativo, offrendo supporto specialistico anche avvalendosi della collaborazione con altri servizi.

Tenendo conto delle difficoltà che ancora adesso le persone Trans si trovano a dover affrontare per vivere serenamente la propria identità, il nostro impegno sarà speso su diversi livelli, coinvolgendo e sollecitando le istituzioni locali, regionali, nazionali e internazionali sulle tematiche di genere e sulla difesa dei diritti e delle pari opportunità.

Procedendo con la politica del "fare", più che quella di mera rappresentanza, la nostra Associazione intende sviluppare collaborazioni con tutte quelle realtà che condividono con noi una politica atta a migliorare la qualità della vita delle persone Trans, ritenendo che l’estensione dei diritti e delle pari opportunità non sia un bene solo verso chi ancora non ne gode appieno, ma un bene condivisibile con chi si riconosce nei principi di uguaglianza.

Lo Sportello Trans Ala Milano Onlus, è una realtà in continua evoluzione attiva nel volontariato sociale, impegnata nella tutela e nell’affermazione dei diritti di quanti si riconoscono transessuali e transgender, perseguendo finalità di solidarietà sociale, supporto e socializzazione per le persone T*, a difesa della loro salute fisica e psicologica.

Vivere la propria complessa identità di transgender e transessuale è particolarmente difficile in una società ostile.

Se cerchi sostegno, supporto e confronto, o semplicemente se vuoi conoscere la nostra realtà oltre giudizi e pregiudizi, contattaci: troverai accoglienza, professionalità e la possibilità di elaborare un percorso personalizzato.

Servizi:

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Supporto psicologico

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Assistenza endocrinologica

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Assistenza psichiatrica

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Assistenza nell’iter di riassegnazione

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Assistenza legale

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Mediazione culturale

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Supporto all’inserimento lavorativo (per persone trans straniere solo in possesso del permesso di soggiorno)

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Informazione sulle leggi e sulle disposizioni in materia di rettificazione chirurgica, anagrafica e inerenti alla condizione Trans.

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Gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto)

Giorni e orari del servizio

Mercoledì, dalle 9.30 alle 12.30, si riceve su appuntamento.

Dove e come trovarci:

Sportello Trans Ala Milano Onlus via Boifava 60/A, Milano 20142
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Responsabile: Antonia Monopoli

Lo sportello Trans collabora:

Il Blog del Film Documentario Crisalidi

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sabato 15 maggio 2010

17 maggio: Giornata mondiale contro l’omofobia




La Giornata internazionale contro l'omofobia (o IDAHO, acronimo di International Day Against Homophobia) è una ricorrenza promossa dall'Unione europea che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno. L'obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell'omofobia in tutte le sue forme, compresa la transfobia. Ideata da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie (Presses Universitaires de France, 2003), la prima Giornata internazionale contro l'omofobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla rimozione dell'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità. Nel 2007, in seguito ad alcune dichiarazioni di autorità polacche contro la comunità LGBT, l'Unione europea ha istituito ufficialmente la giornata contro l'omofobia sul suo territorio. In occasione di questa data (che verrà celebrata anche con un incontro ufficiale fra il Presidente della Repubblica Italiana e una delegazione di associazioni omosessuali)


Il Ministro per le Pari Opportunità e il Parlamento europeo hanno promosso una campagna istituzionale di sensibilizzazione contro l’omofobia, che spesso genera comportamenti violenti o discriminatori. Omofobia è un termine associato da sempre alla violenza contro gli omosessuali, ma oggi appare sempre più da intendersi come violenza di genere sui diversi atteggiamenti umani.

L’omofobia è un’avversione immotivata e irrazionale che come tutte le fobie è paura patologica. Per sopravvivere, la paura si inventa un pregiudizio e un nemico da accusare, umiliare, “prendere a pugni”. Vittima di questa superficialità discriminatoria non è quindi solo l’omosessuale, ma la società intera. Siamo tutti noi. Siamo costretti ad assistere ad aggressioni e molestie contro innocenti, gesti che dobbiamo considerare estranei alla vita civile. E quando questo accade, chiunque può essere il prossimo oggetto di persecuzione. Un fratello, un figlio, un amico. Le istituzioni non possono permettere che alcuni cittadini arrechino offesa o violenza ad altri cittadini. La lotta all’omofobia significa affermare i diritti umani in generale.



Tutti noi possiamo fare molto contro questo male della società affermando ogni giorno la cultura del rispetto, giudicando gli individui per quello che fanno e non perché li si crede diversi dagli altri. È giusto che ci sia una giornata contro l’omofobia, il rispetto per il prossimo passa anche attraverso la sensibilizzazione dei cittadini, portando il dibattito su questo tema, a tutti i livelli, da trattare nei limiti del buon senso e della misura e del rispetto verso gli altri. Senza slogan offensivi od osceni che accrescerebbero la violenza e la repulsione, evitando ingiuste discriminazioni. La diversità non deve essere violenza, la diversità dovrebbe indurre al dialogo e al confronto.

10 giorni di iniziative culturali in oltre 50 città e paesi dal nord al sud della Penisola. È questa l’azione che i comitati provinciali Arcigay portano avanti con determinazione per contattare e sensibilizzare le persone, attraverso stimoli come film o spettacoli teatrali, presentazioni di libri, momenti di confronto, laboratori di formazione.

Non solo iniziative nelle grandi città, come Roma o Milano, ma anche grandi eventi regionali in provincia come a Rimini, Bergamo o Pavia, o piccoli segnali di cambiamento in piccoli paesi della provincia, come a Saluzzo (Cuneo), a Cannara (Perugia), a Casalmaggiore (Cremona) o ad Arona (Novara).

“L’azione più grande di Arcigay è quella di valorizzare la relazione umana con la cittadinanza del nostro paese, che ha sete di conoscere le vite delle persone omosessuali e di comprendere esperienze differenti” – dichiara il responsabile dell’Area Territori di Arcigay, Marco Coppola – “è questo il senso del moltiplicarsi di eventi sempre più diffusi che raccontano famiglie e amori, che mostrano, sino nel paesino più sperduto della provincia italiana, la vita quotidiana delle persone lesbiche e gay.”

Inoltre in decine di città saranno affissi in questi giorni i manifesti della campagna “L’Amore Vince Sempre Sull’Odio”, promossa da Arcigay ed altre 10 associazioni, proprio per combattere la paura e l’omofobia.

Ecco - in aggiornamento - tutte le iniziative culturali e sociali che Arcigay, grazie ai suoi comitati provinciali, propone. Segnaliamo inoltre alcuni importanti eventi a cui Arcigay partecipa.

Le città
Alba, Aosta, Arezzo, Arona, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Cannara, Carrara, Casalmaggiore, Collestrada, Crema, Cremona, Cuneo, Firenze, Fossano, La Spezia, Livorno, Mantova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Pesaro, Piacenza, Pistoia, Pordenone, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Rovigo, Saluzzo, Savigliano, Siracusa, Torino, Torre Del Lago, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Verbania, Verona

ROMA
17 maggio 2010

Arcigay partecipa all'incontro delle Associazioni LGBT con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

CUNEO, ALBA, SALUZZO, FOSSANO, SAVIGLIANO 10-28 maggio 2010 - Arcigay Figli della Luna
I Colori dell'Amore - Un mese d'iniziative culturali ed artistiche per la lotta all'omofobia

BERGAMO
15-17 maggio 2010 - Arcigay Cives
11° NON ODIARE - Bergamo rifiuta l'omofobia
Convegno giuridico e iniziative culturali in città, tra cui la mostra fotografica Baci Rubati

BARI
13-19 maggio 2010 - Arcigay Liberi di Essere

Affissione della campagna Arcigay "L'Amore Vince Sempre" adottata dal Comune e affissa per le strade. Dibattiti, proiezioni del film "+ o -", Festival dell'Arte Gaya, infopoint in Università

MESSINA 15 maggio 2010 - Arcigay Makwan
Incontro per il dialogo inter-religioso

RIMINI 16 maggio 2010 - Arcigay Alan Turing e Emilia-Romagna
EMILIA-ROMAGNA DELLE DIFFERENZE
Un pomeriggio di riflessione, musica e divertimento nella centrale piazza Cavour


PERUGIA, COLLESTRADA, CANNARA 7-17 maggio 2010 - Arcigay Omphalos
CONTRO L'OMOFOBIA ADOTTA UN FINOCCHIO
Affissioni pubbliche, infopoint e 1° sagra del Finocchio

TRIESTE
14-17 maggio 2010 - Arcigay Arcobaleno

TRIESTE CONTRO L'OMOFOBIA La Libellula di Bert D'Arragon, Conferenza conclusiva del progetto A Scuola Per Conoscersi, Film L'Amore e Basta

PAVIA 16 maggio - Arcigay Lombardia - con coordinamento lgbtq* lombardo
L'AMORE SPIAZZA
manifestazione con
spettacolo, musica, dibattito e testimonianza

MILANO
17-21 maggio - Arcigay CIG

Tre iniziative di cultura, formazione e laicità

- 17 maggio - ore 20.45, Sala Guicciardini: dibattito a cura della Consulta per la laicità nelle istituzioni; ore 21, sede Arcigay Milano: incontro formativo
- 21 maggio ore 20, Auditorium Libreria Claudiana: Dibattito pubblico sulla sentenza della Corte Costituzionale

ROVIGO
17-22 maggio - Arcigay Politropia

Una settimana contro l'omofobia Letture, cinema, dibattiti ed immagini nella Sala della Gran Guardia

MANTOVA 11-15 maggio 2010 - Arcigay La Salamandra
Uniti contro l'omofobia, fiaccolata, 15 maggio
Conclusione della Rassegna Cinematografica Quasi Niente


LIVORNO 16-17 maggio 2010 - Arcigay Il Faro

Derive omofobiche e transfobiche Dibattito, infopoint e volantino

PADOVA
16-17 maggio 2010 - Arcigay Tralaltro

CHROMA di Derek Jarman Spettacolo teatrale prima nazionale, centro culturale Altinate-San Gaetano, via Altinate 71

RAVENNA
17 maggio 2010 - Arcigay Frida Byron

Flah Mob per le strade del centro e proiezione 2 Volte Genitori

PISTOIA
15 maggio 2010 - Arcigay La Giraffa

Flash mob Stop Omofobia in Piazza Gavinana ore 17

UDINE, PORDENONE
15-17 maggio - Arcigay Nuovi Passi

Affissioni con baci omosessuali per le strade in occasione dei 20 anni di Arcigay Udine

ROMA
16-21 maggio 2010 - Arcigay Gruppo Ora

- Domenica 16: Gay Street, via San Giovanni in Laterano: Mostra 'guarda in faccia la violenza' con ArciLesbica Roma e banchetto informativo
- Venerdì 21, sede Arcigay via Zabaglia 14: Inaugurazione mostra contro omofobia in collab. con Amnesty Intenational e ArciLesbica Roma. Fino al 6 giugno

PALERMO
17 maggio 2010 - Arcigay Palermo

Guerrilla Marketing - Azione di protesta non convenzionale
, ottenute attraverso l'utilizzo creativo di mezzi di comunicazione che fanno leva sull'immaginario e sui meccanismi psicologici.
- "Crime" propone di ricreare delle mini scene del crimine dove una sagoma in gesso con un testo che evidenzia che la causa del delitto è di matrice omofobica in vie pedonali della città.
- "The Wall" rivendica un muro in cui affiggere una lista dei morti per omofobia negli ultimi anni.

TRENTO
17 maggio 2010 - Arcigay 8 Luglio

Cinema Astra, Corso Buonarroti, ore 21.00
In collaborazione con ArciLesbica L'Altra Venere, con il patrocinio del Comune di Trento, proiezione di L'Amore e Basta (Italia - 2009, documentario) di Stefano Consiglio

SIRACUSA
17 maggio 2010 - Arcigay Siracusa

Ore 10.30, Saletta Grand Hotel Ortigia, via Mazzini 12, Lungomare di Ponente: Conferenza stampa di presentazione della campagna contro l'Omofobia "L'Amore Vince Sempre"

PESARO
13-17 maggio 2010 - Arcigay Agorà

13 maggio, Piazzale Collenuccio: banchetto di sensibilizzazione; 17 maggio ore 17.30, inaugurazione nuova sede, presso la struttura del Ferrhotel "Casa delle associazioni", in via del Miralfiore 4 (dietro la stazione FS); dal 17 maggio: 4 serate organizzate dal Cineclub Shining dedicate al cinema di Derek Jarman, via Passeri 33

BOLZANO/BOZEN
13 maggio 2010 - Arcigay Centaurus

Fiaccolata in Piazza del Grano in risposta all'aggressione omofoba del 8 maggio

VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ARONA (NO) 14-29 maggio 2010 - Arcigay Nuovi Colori
Affissione manifesti, cena & party

TREVISO 14 maggio 2010 - Arcigay Queerquilia
Venerdì 14 maggio ore 21, sede Arcigay, via Dandolo, 4: dibattito "Lotta contro l'omofobia, cosa abbiamo fatto a Treviso"

VERONA
15 maggio 2010 - Arcigay Pianeta Urano

Infopoint "L'amore vince sempre sull'odio" in Piazza Bra

CREMONA, CREMA, CASALMAGGIORE
15-28 maggio 2010 - Arcigay La Rocca
- Due presidi di sensibilizzazione sul tema dell'omofobia sabato 15 maggio dalle 15 alle 19 a Cremona in piazza Stradivari e a Crema in piazza Duomo.
- Affissione manifesti campagna "L'amore vince sempre sull'odio" dal 19 al 28 maggio
- Dibattito "Perché non accada più" - Casalmaggiore 16 maggio

BOLOGNA 17-18 maggio 2010 - Arcigay Il Cassero

- Silk, la pesante leggerezza dell'essere attivisti e attiviste
, Via Don Minzoni 18, 17 maggio ore 21: Proiezione di Homophopics - documentario, a seguire MILK - di Gus Van Sant;
- AMORI SENZA DIRITTI di Mimma Scigliano
, 18 maggio ore 18.30, IGOR Libreria, Via San Petronio Vecchio 3, Incontro con l’autrice e con Ilaria Trivellato, Famiglie Arcobaleno, modera Sara De Giovanni, responsabile Libera Università Omosessuale Arcigay Bologna

TORINO 17 maggio 2010
Arcigay Ottavio Mai partecipa all'UNIPRIDE organizzato da La Jungla
Palazzo Nuovo, Via Sant'Ottavio 20, ore 9.00: Dibattito "Il Rifiuto di Ciò che Non Si Conosce"; Facoltà di Agraria e Veterinaria, Grugliasco, Mostra NO omofobia , Flash Mob "Prendi a cuscinate l'omofobia"

Per consultare il programma completo degli eventi promossi a Torino e in Piemonte in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia potete consultare il Portale Irma del Comune di Torino: www.irma-torino.it

FIRENZE
17 maggio 2010 - Arcigay Il Giglio Rosa

Banchetti informativi
nelle piazze per distribuire volantini a passanti e
turisti. Campagna di
sensibilizzazione dove i protagonisti saranno i politici per dire no all'odio ed alla violenza. I protagonisti della campagna saranno:
Andrea Balducci, Massimo Mattei, Stefano Marmugi, Susanna Agostini,
Massimo Lensi, Alessandra Fiorentini, Donatella Poretti e Agostino
Fragai.

La campagna presto on line su www.arcigayfirenze.it

17 maggio 2010
Ore 17, Polo delle Scienze Sociali di Novoli tra viale Guidoni, via Forlanini e via di Novoli: Dibattito Chiesa cattolica, omofobia e diritti delle persone omosessuali con Pasquale Quaranta, Saverio Aversa e Giacomo Guccinelli (responsabile Rete Giovani Arcigay).
Organizzazione a cura di Sinistra Universitaria UdU.

NAPOLI
17 maggio 2010

NapoliGayPress presenta il Rapporto Omofobia Campania 2010 e la campagna web "I tuoi lo sanno che sei eterosessuale?"

MILANO
17 maggio 2010 - Teatro La Scala della Vita

Spettacolo "Accadde in un Pronto Soccorso"

CARRARA (MS) 17 maggio 2010 - Sportello Arcobaleno
Arci Carrara, Ass. radicale La Conca, Ass. Bandoni propongono un gazebo informativo in Via Roma angolo Via Verdi - Info Sportello Arcobaleno Via Loris Giorgi 3 - 0585.75275

LA SPEZIA
17 maggio 2010

Dibattito
presso il museo CAMEC di Piazza Cesare Battisti 1 organizzato con il patrocinio del Comune della Spezia e della Provincia della Spezia. Interviene tra gli altri Valerio Barbini Presidente Arcigay “L'Approdo” di Genova.

AOSTA
16-18 maggio 2010 - Arcigay Articolo 3

- Veglia di preghiera assieme alla comunità valdese, 16 maggio, ore 10,30 presso il tempio valdese, in via Croce di Città 11. Parteciperanno anche diversi esponenti de La Scala di Giacobbe, associazione di omosessuali credenti di Pinerolo, appartenente alla comunità cristiana di base “Viottoli”.
- Banchetto informativo, 18 maggio, dalle 10 alle 16 presso la fontana di via Croce di Città

TORRE DEL LAGO (LU) 15 maggio 2010
KISS-IN CONTRO L'OMOFOBIA
- Ore 22.30 Daniele Nardini intervista il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè
- Ore 00.00 Flash Mob: bacio collettivo contro l'omofobia c/o Mamamia, Viale Europa 5

BRESCIA
21-22 maggio 2010 - Arcigay Orlando

In risposta alla presenza di Joseph Nicolosi Conferenza Orientamemnto Sessuale e libertà - 21 maggio Un pomeriggio di ordinaria visibilità - 22 maggio

Leggi il REPORT OMOFOBIA ITALIA 2010 di Arcigay

fonte:http://www.piacenzasera.it/portfolio/personalizzazioni/HomePage.asp?id_prodotto=19051&id_categoria=4

fonte:http://www.arcigay.it/arcigay-contro-omofobia-nei-territori-2010