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lunedì 14 giugno 2010

DESOLAZIONE DI UN BAMBINO DISFORICO



Di Daniela Lourdes Falanga

Venerdì 13 marzo 2009 alle ore 18.42

Nella mia camera osservavo con attenzione i giochi che non avrei mai potuto usare. Erano bambole, spesso io stessa consigliavo a mia sorella la scelta nell’acquisto. Potevo solo contemplarle, perché il silenzio del desiderio non richiedeva alcun permesso.
Non mi era concesso scegliere perché tutto ciò che decidevo corrispondeva a desideri lontani dalla mia sessualità. Non mi era permesso dividere il mio tempo con chi condivideva i miei pensieri, perché un bambino è un bambino e una bambina non è un bambino.
Così propesi verso la solitudine e l’immaginario che non mi tradiva, non raccontava di me, che però si impresse per sempre nella mia storia procurandomi dolori insicurezze e amarezze che oggi riesco a controllare, ma che non mi renderanno mai una vita felice.

P.S. E' ciò che si può raccontare per non rischiare di fare vittimismo. La breve realtà romanzata di un bambino e le sue non scelte.


Commenti su facebook:

Sofia Pagano
Sofia Pagano
Mi hai fatto commuovere Daniela.
Mi sono rivista bambina,ho avuto flash di me a quattro anni,ricordi nitidi che mi accompagnano quotidianamente.
La presa di coscienza lenta ma chiara di una disforia che non mi ha mai abbandonata e con la quale faticosamente ma felicemente ho imparato a convivere.
Grazie Daniela!
13 marzo 2009 alle ore 19.08
Laura Meloni
Laura Meloni
Cara amica, non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice. Spero che tu possa viverla in questa tua nuova coraggiosa vita. Ti mando mille baci e mille coccole.
13 marzo 2009 alle ore 19.19
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Non voglio attirare tristezza, ne fare vittimismo. Leggete solo per sapere un pò di più del vissuto transessuale.
13 marzo 2009 alle ore 20.17
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Non ho avuto problemi di gender con i giochi di infanzia, i miei giochi erano all'aperto con le mie amiche, tutte bambine.Il vestire l'indossare qualcosa da bambina mi attirava di più ma non potevo farlo ovviamente, a 8 anni la cosa diventò più pressante. La mia solitudine e i veri dolori iniziarono con la pubertà. Io vorrei invece poter vivere la pubertà, l'adolescenza e i miei 20 anni, che non ho mai vissuto.
13 marzo 2009 alle ore 21.03
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Laura purtroppo ce la siamo presa in quel posto, la parte di vita persa, è perduta per sempre, e questo dopo avermi fatto deprimere mi fà incazzare all'infinito.
13 marzo 2009 alle ore 21.05
Daniela Lourdes Falanga
13 marzo 2009 alle ore 22.55
Darianna Saccomani
Darianna Saccomani
Ho vissuto la mia infanzia tutto sommato felicemente. Certo, l'isolamento è stato il rifugio per non dover fare i conti con i miei desideri, con quello che sentivo facesse parte di me.
La mia infanzia e la mia adolescenza sono state contrassegnate dall'esigenza di corrispondere a quello che gli altri vedevano di me, così piano piano ho costruito la mia maschera.
Nel percorso di transizione ho dovuto comprendere, quindi imparare, a riconciliarmi con la mia storia, con quel vissuto che - mi piace o meno - è il mio vissuto è quello che fa di me la persona che sono.
Sono una transessuale, ed ad oggi, sono proprio contenta di esserlo. Stanca di tante cose, ma piuttosto incavolata per il presente, non tanto per il mio passato.
Quello è comunque passato ed è stato utile, formante e non lo rinnego in nessuna delle sue parti.
Bacio
14 marzo 2009 alle ore 0.28
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Mia cara amica, immagino, anche se non posso comprendere mancandomene l'esperienza, la difficoltà che hai vissuto, ma, certo non dimenticata, la cosa non andrebbe superata? Come vivi il tuo presento oggi?
Oppure queste suggestive immagini sono un invito ad impedire che altri bambini vivano la solitudine che hai dovuto attraversare tu, come le tue amiche?
Un caro abbraccio.
14 marzo 2009 alle ore 17.34
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Ovvio che sono in invito ad impedire. La cosa è talmente profonda è come un abuso sessuale, visto che si l'impedimento a vivere si potrae ben oltre l'adolescenza, ti segna per il resto della tua vita. Certo lo superi con una certa % non al 100 ma sarai una persona pi... Mostra tuttò dura delle altre, nel mio caso anche più aspra, cinica e sadica e che si fida poco degli altri. Per tua informazione qualche giorno fà si è suicidata una giovane donna transessuale, non si è suicidara certo per come si era svegliata quella mattina.
14 marzo 2009 alle ore 19.49
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Ovvio che non si sia suicidata perch... Mostra tutto è la mattina si era svegliata con la voglia di farlo nata improvvisamente.
Quel che voglio dire è che la profonda amarezza, l'asprezza e il cinismo purtroppo isolano oltre che dalle inconcepibili discriminazioni, spesso anche dall'integrazione nella normalità. Io considero Daniela una amica, non una amica trans. Una amica estremamente sensibile e capace di riflessioni profonde, non una amica trans estremamente sensibile e capace di riflessioni profonde. Non so se riesco a spiegare quel che voglio dire.
Un abbraccio a Daniela e un saluto a chi partecipa alla discussione.
14 marzo 2009 alle ore 22.22
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Caro Raffaele, è ciò che spero pensino un giorno delle trans.
15 marzo 2009 alle ore 13.05
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
La discriminazione la transfobia l'omofobia a lei connessa è una questione incolturale, quindi penso che tutti sono colpeveli e nessuno è innocente, in questa umanità. Infatti disprezzo l'umano. Mi vergogno di appartenere al genere umano. Io ho una forte esigernza di isolamento dall'umanità.
15 marzo 2009 alle ore 13.11
Giacomazzo Mugler Anna
Giacomazzo Mugler Anna
Non ho un passato trans,essendo nata donna genetica, ma conosco bene, come tu sai l'ambiente... se posso permettermi carissima Daniela cambierei il nome del tuo gruppo.... in " Una donna per amica, non una trans per amica" alla fine cos'è una trans?? il passato rimane passato, nessuno lo può cambiare,ma il presente.... vivilo, e vivilo da donna quale sei, non ancora e sempre da trans...
un abbraccio...
15 marzo 2009 alle ore 22.41
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Ho scritto una nota per raccontare parte di una storia. Io vivo la mia vita serenamente, ma abbiate la consapevolezza di accettare le ingiustizie di una vita, del non rispetto, la rabbia di Katia, conseguenza di tutto ciò. Dire -vivi la tua vita da donna quale sei- è come dire il problema non esiste. Abbiate cura di rispettare il male che l'insensibilità procura.
16 marzo 2009 alle ore 3.16
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
E poi Anna, tu che sei meravigliosa, pensi che un operazione ti cambi la vita? Sai, avrei potuto lasciare alle spalle un trascorso non desiderato, ma le sofferenze influiscono, indeboliscono. E ti confido un'altra verità: il mio aspetto mi ha evitato umiliazioni e discriminazioni quasi sempre, ma c'è chi come me non è, e comunque merita rispetto e considerazione. Il trascorso di chiunque accompagna e plasma, felice o infelice che sia.
16 marzo 2009 alle ore 3.30
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Sono molto combattuto in quanto faccio fatica ad intervenire in un mondo che non posso conoscere bene, non essendo donna, tuttavia mi chiedo (non in maniera retorica) se sia pi... Mostra tuttoù utile per arrivare a ciò che si augura Daniela, l'atteggiamento di Katia o quello di Anna.
Onestamente credo che ignorare la situazione non possa essere una soluzione, ma anche la corazza di cinismo e lo spettro del passato non aiutano nella piena acquisizione del diritto al pari riconoscimento di ogni identità.
Io so che quando parlo con Daniela mi rivolgo e penso a lei come a una donna che spesso porta in sè tanta tristezza e sempre tanta sensibilità. Sicuramente entrambe eredità del suo trascorso, ma che fanno di lei una donna meravigliosa.
Sogno che un giorno questo mio sentire diventi la normalità. Risposte al momento non ne ho, ma grazie dell'invito a riflettere.
16 marzo 2009 alle ore 7.23
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Mi spiace, dico mi spiace perch... Mostra tutto è facendo il percorso che ho fatto pensavo di risolvere un problema e finiva li, invece se ne sono aperti altri 100mila, il percorso ha migliorato una questione "la disforia" ma ne ha peggiorate altre ha aperto notevoli contenziosi con e contro la società umana. Il percorso mi ha illuminata a 360° ho iniziato ad analizzare la società partendo dal mio punto di vista poi l'ho fatto da tutti i punti di vista. Il cuore la mia anima vuole vendetta, coscentemente e incoscentemente cè una voce che mi dice qualcuno dovrà pagare, qualcuno deve pagare.
16 marzo 2009 alle ore 8.19
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Katia, prendo atto, pur non condividendolo, del tuo punto di vista, ma vorrei solo invitarti a smettere di considerare la società come un organismo monolitico.
16 marzo 2009 alle ore 9.06
Giacomazzo Mugler Anna
Giacomazzo Mugler Anna
Cara Daniela, credo tu abbia frainteso ci... Mostra tutto ò che volevo dire io... ti pare che io non sappia che il problema non esiste, così come non esistono le discriminazioni? Non ignoro assolutamente nulla, nè la sofferenza, nè tutto il passato che alcune persone devono vivere per diventare poi come sentono di essere..tu sai bene primo come sono, secondo il lavoro di volontariato che ho fatto quindi direi che le cose le so bene e vissute da vicino. Non penso nemmeno che un'operazione possa cambiare la vita, ho semplicemente detto che tenendo presente il bagaglio genetico di ognuna, però cerchiamo di andare avanti, di lottare lì dove lo si può fare, ma non di rimanere ancorati ad un passato di sofferenza, ora possiamo anche sorridere.... Il succo del mio discorso era semplicemente non sottolineiamo sempre la difficoltà, e la tristezza di molte situazioni, pur sapendo ed essendo consapevoli che c'è ed esiste, ma cerchiamo di aprirci all'esterno anche con la gioia e l'amore..tutto qui...bacio
16 marzo 2009 alle ore 9.49
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Raffaele vorrei tanto che fosse solo un punto di vista purtroppo non lo è, è molto più profondo.
17 marzo 2009 alle ore 20.22
Raffaele Antonio Vilonna
Raffaele Antonio Vilonna
Comprendo sia più profondo, ma non ho titolo alcuno per chiamarlo in altro modo. Posso solo, per quanto inutile sia, e magari anche malvisto, darti il mio affetto.
17 marzo 2009 alle ore 20.27
Maria Lia
Maria Lia
dani.....che dire...sei stata grande,poche righe che contengono una vita.brava
11 maggio 2009 alle ore 1.42
Massimo Filipponi Detto Kolkov
Massimo Filipponi Detto Kolkov
Non è una semplice nota.... è una poesia, una vera e propria prosa verso un volto dell'esistenza e della vita...
11 ore fa
Marco Calafiore
Marco Calafiore
Che bellezza nei tuoi occhi di bambina.
3 ore fa
Zoe Monroe
Zoe Monroe
STAVO PER SCRIVERE LA STESSA COSA DI MARCO ;MI ASSOCIO A CIO' CHE HA SCRITTO.
2 ore fa
Carlo Cremona
Carlo Cremona
quegli occhi li conosco, li riconosco e mi ci riconosco.
2 ore fa
Maria Lia
Maria Lia
non tanto i giochi mi facevano soffrire,quanto il fatto dello specchio. Fin dalla primissima infanzia ,ricordo il desiderio irrefrenabile di mettere scarpe,gonnellina di mia sorella. Ma la mia piu' grande angoscia e' stata la puberta',dove l'impossibilita' di vivere esattamente come le mie amiche,mi procurava un dolore indicibile.
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Valeria Gambocci
Valeria Gambocci
Una parte della nostra esistenza che molti dimenticano............
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Si @Maria Lia, è un dolore che nasce e ci accompagna, lede l'anima e il corpo fino alla morte, proprio durante la pubertà, e ridà vita solo ai più forti.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
per quanto si faccia, il ricordo del passato rimane!
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
Rimane, ci forgia, come ho scritto nella nota.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
vero, quello che dice Katia l'ho provato anch'io! Con il percorso portato a termine,credevo finesse., ma il problema con "gli altri" non finisce mai. Pero' bisogna anche guardare avanti, altrimenti rimaniamo impantanate nelle sabbie mobili della paranoia e questa e' la mia impressione. Sbaglio???
circa un'ora fa via Facebook Mobile
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
La sofferenza forgia. La mia sofferenza mi ha forgiata come la katana dei samurai, strati su strati. E' dura ora arrivare allo strato più profondo, al primo degli strati, se solo ci provi, ti ha già sezionato affettato.
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
@Maria Lia è proprio così. Questa nota nasce per dare agli altri la possibilità di sapere un pò di più della nostra vita, soprattutto di quella parte che precede la transizione e di cui tutti poco sanno e molti non vogliono sapere. Siamo stati anche noi bambini.
circa un'ora fa
Katia Sopranzetti
Katia Sopranzetti
Mi ricordo quando a 11 anni volevo le scarpe di corda quelle con i lacci che si allacciano al polpaccio stile greco, alla richiesta, mio papà mi stupii che acconsentisse, l'amara scoperta quando all'upim mi fece vedere che scarpe intendeva lui, l'espadrilas e la risposta che mi diede al mio no io volevo quelle, ovviamente un no non sono da maschio !!!
circa un'ora fa
Daniela Lourdes Falanga
Daniela Lourdes Falanga
@katia, io per quei no ho pure subito violenza, fino al punto di inventarmi un'altra me nella fantasia e non chiedere più. La solitudine.
circa un'ora fa
Maria Lia
Maria Lia
un'incubo, un ricordo a ferro e fuoco,mio padre che minacciava di tagliarmi i capelli che portavo lunghi.una violenza psicologica che arrivava a quella fisica. Cominciai a 16 anni a prendere contatti con amiche in transizione che mi consigliarono androcur 50 e tace ,ma quando si evidenzio' quel seno che tenevo nascosto mi trovai di fronte una sola scelta,lasciare la famiglia. Io che non conoscevo la vita,le sue brutture mi ritrovai sola una sera a guadagnarmi la vita,la felicita'.ma quante delusioni e brutte avventure.






Daniela Lourdes Falanga
FONTE:http://www.facebook.com/daniela.falanga#!/note.php?note_id=152526760656&id=1575301728&ref=mf

venerdì 11 giugno 2010

Fischiamo via questa omofobia

Domani 12 giugno 2010 il pride di Milano inizierà con un grande fischio collettivo.


Il Paese va indietro e noi ricordiamo gli anni 70 quando, per prevenire le aggressioni, una catena di fischi allertava dei pericoli. Sull'omofobia il Governo latita, la Regione snobba, il Comune tace.

Il 12 giugno il Pride di Milano inizierà con un sonoro e reboante fischio corale. Dopo i crudeli e meschini attacchi omofobi di Milano e Roma occorre che la comunità e tutti i cittadini denuncino questi tristi episodi che, ormai ogni anno, stanno caratterizzando l'estate degli italiani.

"Ai tempi di Harvey Milk per sfuggire agli attacchi e denunciare tempestivamente i soprusi ogni persona che rischiava di essere vittima di reati d'odio aveva un fischietto con cui faceva scattare l'allarme e chiamava i rinforzi. Le forze dell'ordine, vittime anch'esse dei tagli di questa crisi economica causata dalle banche e pagata dai cittadini, non possono garantire una sicurezza che dà un senso al vivere collettivo e che è diventata solo una chiacchiera demagogica di chi ci governa per infondere paura nei 'diversi' e accalappiare voti facili" dichiara Marco Mori, presidente dell'Arcigay di Milano, CIG Centro di Iniziativa Gay.

"Le persone trans sono doppiamente discriminate da questa cultura fatta di benpensanti, che di giorno negano alle persone trans il lavoro e
di notte le sfruttano per soddisfare le proprie evasioni di piacere, con la complicità dei media che associano il transessualismo alla prostituzione e legittimano le violenze. La risposta a ogni tipo di barbarie, fisica e verbale deve essere comune, collettiva, di tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la legalità di questo Paese e prevenire e gridare all'arme è dovere civico di tutti" aggiunge Antonia Monopoli, portavoce trans del pride milanese.

Conclude Stefania Cista, Presidente di Arcilesbica Zami, portavoce del Pride:
"L’omofobia è un male sociale al pari del razzismo e antisemitismo, così si esprime il parlamento europeo attraverso la risoluzione del 18 gennaio 2006. Mentre nel resto dell’Europa si assiste a passi da gigante verso una cultura del rispetto e della libertà, l’Italia persiste nel suo ostinato silenzio nonostante i continui attacchi verso persone gay, lesbiche e trans, senza contraddire mai chi istiga all’odio attraverso discorsi omofobici. Il 12 giugno a Milano chiediamo a tutta la cittadinanza e alle istituzioni di rompere questo clima di complicità prendendo una posizione forte e chiara contro gli
atti omofobici e per affermare pari diritti e pari dignità per tutte le persone."

Saranno distribuiti migliaia di fischietti alla partenza del pride di Milano, in Piazza castello alle ore 16 il 12 giugno.

ll Pride non è una manifestazione contro qualcuno o qualcosa, ma una manifestazione "PER" i diritti, la laicità, l'uguaglianza, la libertà di essere se stessi e un momento di forte denuncia sociale e politica verso chi lede i diritti e la libertà dei cittadini italiani.

Quest'anno, il corteo partirà dal luogo che è stato nelle passate edizioni il punto tradizionale d'arrivo: il Paese va all'indietro, arretra in tutti i sensi. Così, come 40 anni fa dobbiamo ancora proteggerci da soli. Andremo simbolicamente all'indietro lungo il classico percorso e partiremo così fischiando via l'omofobia.

dal sito :http://www.arcigay.it/fischiamo-via-questa-omofobia-pride-milano-2010

«Perché vado coi trans»

in Sotto le lenzuola

Le testimonianze di chi va alla ricerca di "quel qualcosa in più": uomini sposati, fidanzati, single, padri di famiglia, giovani e meno giovani. E le storie di chi si traveste e si vende e di chi a trans ci va col marito. Infine il parere di un terapeuta



Amori a pagamento, clandestini, consumati di nascosto in auto , in un appartamento di periferia. Amori considerati "trasgressivi", incontri piccanti che se capitano a un vip, a un politico o a un calciatore finiscono sui giornali. Amori di cui non si parla, per non essere giudicati, additati, etichettati. Sono migliaia gli uomini che ogni anno fanno sesso con una trans . E le donne non se ne fanno una ragione. Cosa cercano? Cosa vogliono? Cosa chiedono? Sono gay? Sono etero col vizietto? Sono insoddisfatti? Le domande sono tante. Le risposte arrivano dai nostri lettori, da quelli che a trans ci sono andati e hanno deciso di raccontarci perché. C'è chi è alla ricerca del batticuore, chi ha moglie e figli ma si traveste e si vende per amore, chi a trans ci va con la moglie per fare qualcosa di diverso, chi con la fidanzata fa sesso stupendo ma vuole variare, chi è insoddisfatto del rapporto con le donne. E c'è anche uno psicoterapeuta, che prova a fare luce tra i pensieri. Perché le risposte migliori a queste domande, non arrivano dai giornali ma dai lettori.

Quell'amore forsennato
Mario: «Noi uomini in fondo siamo perenni bambini e come tali abbiamo bisogno di continue coccole e di essere amati intensamente. Dopo qualche tempo di convivenza e di condivisione, le donne perdono le loro affettuosità per motivi di carriera, per il sopraggiungere di un figlio o altro ancora. Per tali motivi, dopo qualche tempo, ci sentiamo trascurati e poco amati. Ciò ci induce a cercare altrove le sensazioni di un tempo. E non per una questione di sesso, che è relativo, ma per un fatto di mero sentimento d'amore di cui siamo alla forsennata ricerca da sempre. Tali emozioni si possono trovare, perché no, anche in un trans, se disposto ad ascoltarci e ad amarci con forte intensità».

Coi trans anche se il sesso con la mia ragazza è stupendo
Nasone: «Forse posso parlare con cognizione di causa visto che vado a trans! anticipo che la vita sessuale con la mia ragazza, va non bene, ma benissimo quindi voi vi chiederete perché vado a trans!?! perchè è un amore diverso sono donne, hanno corpi di donne ma godono come un uomo... la maggior parte delle persone che vanno a trans sono solo attivi compreso me quindi è da sfatare lo stereotipo che ci vuole prettamente passivi».

La trans piace anche a lei
Beppe: «Forse non sapete che non ci sono solo uomini che vanno a trans. Magari trasgredendo in coppia, ma c'è anche qualche donna che ha avuto quest'esperienza e non ne parla così male, è solo questione di tempo... Perché la redazione non fa un servizio anche su questo? Ma forse preferite dare sempre addosso agli uomini, rende di più».

Io, sposato, con figli, trans per divertimento
Giuseppe: «Io son maschio, sposato con figli e di tanto in tanto in privato divento donna offrendomi però gratuitamente e non nascondo che son tanti gli uomini che ricorrono a me sia per la trasgressione e sia per la mia immensa partecipazione a quello che è l'atto sessuale».

Quello che le donne non sanno dare
F76london: «Nessuna donna può dare il piacere a un uomo che può dare un trans. È una questione di natura: nessuna donna potrà mai conoscere il corpo, le sensazioni, i piaceri di un uomo, come un uomo stesso, e viceversa. Gli uomini possono regalare piaceri infiniti, esagerati, giusti, immensi, attenti agli uomini stessi, perché conoscono perfettamente il loro corpo, i loro desideri e i loro piaceri».

Siamo tutti un po' gay, ma lo nascondiamo
Claudio: «Più che quello che le donne non danno io direi di spostare l'attenzione su "quello che gli uomini non hanno il coraggio di ammettere" e sarò esplicito: tutti noi, intesi come uomini nel termine assoluto, neghiamo l'esistenza, nei nostri atteggiamenti erotici, dell'istinto omosessuale. Non ammettiamo quindi la nostra parte opposta e rimane per noi la parte DEBOLE, con cui "fare i conti"con le proprie compagne o dare sfogo al nostro puro istinto senza vergogne»

Ebbene sì, siamo egoisti senza freni
San Vincenzo: «Non penso, che le donne non siano capaci d'amare. Sono soprattutto madri e di amore ne hanno da vendere. Il problema è che l'uomo è egoista, e non rispetta i tempi delle donne che sono diversi da quelli dell'uomo. La donna ragiona con il cuore l'uomo solo con il pene. Sono solo trasgressioni belle buone e buone, e ormai non ci accontenta più. Dopo i trans cosa verrà ancora per soddisfare l'ego maschile???».

Lo psicoterapueta: perché il trans è la donna perfetta
Doppiotrikster: «Sono un medico, psicoterapeuta. Ho diversi pazienti che vanno con i trans. Non voglio far lo specialista: mi limito a riportare il "vissuto" di chi me ne ha parlato. Effettivamente il "trans" SEMBRA in grado di dare una atmosfera che la donna del cliente non dà più: ascolto, attenzione, desiderio. Credo che, inconsciamente o no, il trans si comporti esattamente come (lui biologicamente uomo) ritiene debba comportarsi una "vera" donna con il proprio partner. In questo senso, ho sentito molti uomini dirmi che il "trans" non crea o risolve i problemi che creano le donne. Credo che, buona o malafede che ci sia in questo tipo di relazione, ciò significhi comunque una grave e grande confusione sul ruolo della donna: alla fine, il "trans" è sì una donna "perfetta2, ma solo perché vissuta da un uomo per un altro uomo. Si rivela allora una "non-donna". Ma perché gli uomini hanno bisogno di una "non-donna" con queste caratteristiche?» .

Di Donna.

dal sito di :http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/perche-vado-coi-trans-ne2852.phtml


I commenti dei lettore di questo articolo leggete qui http://donna.libero.it/leggi_commenti.php?idn=perche-vado-coi-trans-ne2852.phtml



" Alejandro "per Lady Gaga il video è un omaggio alla comunità gay

Lady GaGa torna a far discutere con il suo nuovo video "Alejandro", che puoi vedere in questa pagina!

La canzone è il terzo estratto dal disco "The Fame Monster" e il video è stato diretto da Steven Klein. La tematica è fortemente religiosa ma, stando a quanto dichiarato da Klein, l'intenzione non è quella di presentare una lettura negativa dell'operato della Chiesa. Tuttaltro: si tratta di descrivere la lotta interiore del personaggio interpretato da Gaga nel video, ovvero la perenne lotta tra il bene e il male.

Al termine del video, Lady GGga sceglie il bene e si trasforma in suora!

Inutile dire che, anche questa volta, la cantante si mostra estremamente sexy, erotica e trasgressiva...

Per Lady Gaga il video è un omaggio alla comunità gay

Il Daily Mail, celebre tabloid inglese molto attento alla vita delle star, chiarisce oggi che per Lady Gaga il singolo è una celebrazione del suo amore e apprezzamento per la comunità gay.
“Sono ammirata – ha dichiarato la cantante in una recente intervista – dal loro coraggio e il loro amore nelle relazioni”." Ha spiegato: "I gay sono stati la mia più grande opportunità nella vita, perché mi supportano e realmente capiscono quello che faccio." Giudicate voi stessi. Il video attraverso il quale la geniale ed eccentrica artista americana mette in risalto alcuni importanti riferimenti alla storia e ai recenti scandali di pedofilia che hanno colpito la Chiesa Cattolica di Papa Benedetto XVI.

il regista Steven Klein ha parlato di ciò che sta dietro alla realizzazione di “Alejandro”, l’ultimo video di Lady Gaga. Prima di lavorare con Gaga, Steven Klein non aveva mai diretto un video vero e proprio: è stato solo dopo aver visto un live della cantante che Steven ha avuto l’ispirazione. “Sono andato a vedere un suo concerto a New York e ho avuto la sensazione di vedere le esibizioni artistiche degli anni ‘90. Non vedevo qualcosa del genere da tanto tempo” ha detto Klein ad MTV tramite mail. “Successivamente Gaga mi ha chiesto di fare qualcosa per questa canzone particolare, e in passato ho rifiutato un sacco di richieste simili, ma questa volta sentivo uno spirito narrativo che avrebbe potuto creare qualcosa di davvero interessante, così ci siamo allineati sulla stessa visione per questo film” ha detto il fotografo. I due hanno lavorato a stretto contatto e hanno prodotto “Alejandro”, quel concentrato di surrealismo gotico che avete potuto vedere voi stessi pochi giorni fa. Klein ha inoltre spiegato molto chiaramente qual è l’autentico significato del video: “Parla del desiderio di una donna di resuscitare un amore ormai morto e che non è in grado di affrontare la brutalità della situazione che sta vivendo. Il dolore di vivere senza il tuo vero amore”.



Made in Brasil . Alejandro, Ha come modello principale il brasiliano Evandro Soldati che appare in alcune scene del clip, brandendo una pistola d'oro. Nel 2008 ha firmato un contratto di esclusiva con Armani ed è il volto di tutte le linee di re Giorgio: da Armani Jeans ad Emporio Armani, dalla linea Jewelry al profumo Red Fragrance all'underwear. Evandro Soldati è conosciuto semplicemente come Evandro nel mondo della moda. E' il brasiliano più amato dai brasiliani, come ha decretato il portale Made in Brazil ed è sulla cresta dell'onda già da diversi anni. Nato il 17 aprile 1985, ha iniziato per caso a fare il modello: la madre lo iscrive ad un concorso indetto dalla Ford Models mentre Evandro ancora frequentava il liceo e non pensava minimamente ad una carriera nel fashion system. Il suo primo lavoro importante è stato la copertina de L'Uomo Vogue nel 2004; seguono quelle per GQ Style e American GQ, editoriali per i-D, Arena, Vanity Fair, V Magazine, Out. Fotografato da tutti i maggiori fotografi da Bruce Weber a Steven Klein, da Mario Testino a Terry Richardson. Recentemente ha posato senza veli per l'obiettivo di Mert Alas & Marcus Piggott con la supervisione di Marc Jacobs per il libro fotografico "Visionaire 52 Private", sponsorizzato da Louis Vuitton. Impossibile nominare tutte le case di moda per le quali ha sfilato o posato.

Valentino, Versace, Louis Vuitton, Dolce e Gabbana, Iceberg, Calvin Klein, Roberto Cavalli, DSquared, Ungaro, Bottega Veneta: tutti hanno voluto Evandro.Da buon brasiliano Evandro si diletta praticando la capoeira, la danza/arte marziale brasiliana, e giocando a calcio. Non ama molto quando deve stare attento a ciò che mangia per via della linea e nemmeno allenarsi sollevando pesi ma spesso fa jogging a New York, dove vive, prima con un amico modello, poi con la fidanzata Yasmin Brunet. La cosa migliore dell'essere un modello è "viaggiare gratis in tutto il mondo. Conosci posti nuovi ed ho potuto imparare l'inglese ed anche un po' di italiano". Incredibilmente bello anche nelle foto candid del backstage come nelle polaroid d'agenzia o negli scatti rubati per strada, vagamente somigliante ad un giovane Tom Cruise ma molto più fascinoso oltre che molto più alto.







fonte:http://madeinbrazil.typepad.com/madeinbrazil/page/2/

Intercettazioni: meglio le sbarre di una galera, che le sbarre di questo governo!

Il Senato, con quello che si può tranquillamente definire un “colpo di Stato” ha votato la fiducia al Governo dando così il via libera alla legge bavaglio. Ci troviamo di fronte ad una dittatura che impone le proprie scelte, una dittatura di stampo criminale e piduista, che spudoratamente aggiunge un altro tassello ad un mosaico antidemocratico, teso a difendere “la cricca” ai danni di tutto il popolo italiano. La battaglia è appena all’inizio. Non mi fermo continuerò a fare informazione. LIBERTA’, sono disposto a finire in galera pur di difendere la LIBERTA’. Preferisco le sbarre di una galera alle sbarre di un Governo criminale e censorio.

Le intercettazioni sono uno strumento utile ed insostituibile. Uno strumento che venendo a mancare avvantaggia solo i criminali. Ora è tempo di non rimanere a guardare, ma di agire. E’ arrivato il momento di svegliarsi, di non pensare solo a se stessi. Questa legge ci porta indietro nel tempo e ci porta ai tempi del fascismo. Siamo ad un passo da una vera e propria dittatura, la marcia su Roma è stata fatta… un branco di corrotti ha conquistato il comando dello Stato in questo nuovo ventennio… e come fece il Re a suo tempo, oggi il Presidente Napolitano, sembra non avere la forza di dire NO.

164 “si” e 25 “no”, sono questi i numeri che hanno permesso l’approvazione del ddl.

NON CI CUCIRETE LA BOCCA.

Resistere con tutte le forze, per amore di un paese che è prossimo alla morte.

No ad una legge liberticida. No ad una casta che vuole difendere un proprio interesse mantenendo il paese all'oscuro di quello che fa. No al silenzio. Si alla Libertà.


La LIBERTA’ non ha prezzo ma io sono disposto a pagare un prezzo altissimo pur di essere libero! Non cederò MAI alla violenza di uno Stato nelle mani di criminali.


fonte:http://www.mondoraro.org/2010/06/10/intercettazioni-meglio-le-sbarre-di-una-galera-che-le-sbarre-di-questo-governo/

giovedì 10 giugno 2010

WASHINGTON - Nuova politica federale Usa rende più facile per le persone transgender cambiare il genere sui passaporti.

WASHINGTON - La comunità transgender applaude il Dipartimento di Stato USA per la nuova legge che riguarda i cambiamenti di genere sui passaporti.

La nuova legge, che va in vigore oggi, permette ai richiedenti di cambiare il proprio sesso sul passaporto con la presentazione della certificazione di un medico che conferma subito che la persona in questione ha iniziato i trattamenti clinici per la transizione di genere, così si può ottenere un passaporto con corso di validità limitata, se il medico indica che il ricorrente è in una fase di transizione di genere.

In precedenza, i candidati dovevano presentare un certificato medico che egli aveva già compiuto un'operazione di cambiamento di sesso.

Le nuove norme sono più coerenti con i passaporti e con le procedure di cambiamento di genere in altre nazioni, nonché le politiche in materia di documenti di identità, come le licenze di guida e certificati di nascita, in un certo numero di stati.

"Il cambiamento della politica di oggi consentirà a molti americani transgender un documento di identità che rifletta accuratamente la loro vera identità e di viaggiare con meno timore di discriminazioni e molestie", ha dichiarato Joe Solmonese, presidente dell'Associazione per i diritti umani Campaign (HRC). "Ringraziamo il Dipartimento di Stato per l'adozione di questo importante passo e mi congratulo con le numerose organizzazioni che hanno spinto per questo cambiamento storico nella politica".

HRC include la revisione della politica di genere su i passaporti come parte del proprio programma per un cambiamento positivo, una serie di raccomandazioni politiche per l'amministrazione Obama. Inoltre, i colleghi del Consiglio per la Globalizzazione dell'uguaglianza, in particolare il Centro Nazionale per l'uguaglianza Transgender (NCTE) e la National Gay and Lesbian Task Force, hanno esercitato pressioni sul Dipartimento di Stato per avviare questo importante cambiamento.

Il NTCE ha definito la decisione un passo avanti e molto significativo , un trattamento degno e umano delle persone transgender.
"Vogliamo estendere il nostro ringraziamento all'amministrazione Obama, e in particolare al Segretario di Stato Hilary Clinton, per comprensione della necessità di questo cambiamento e quindi di rendere i viaggi più sicuri per le persone transgender", ha detto Mara Keisling, direttore esecutivo di NCTE. "Questo dimostra come le cose stanno cambiando nella politica di governo Usa, tutto questo ha un impatto diretto nella vita delle persone, in questo caso, per il meglio."

Per anni, NCTE ha contribuito con il Dipartimento di Stato a cambiare le loro regole su indicatori di genere sul passaporti e nei consolati per la regolarizzazione di nascita all'estero (CRBA), l'equivalente di un certificato di nascita per i cittadini americani nati al di fuori degli Stati Uniti. In precedenza per il Dipartimento di Stato era necessario dare prova della chirurgia irreversibile di cambiamento di sesso, anche se vi furono eccezioni per situazioni temporanee, passaporti provvisori per consentire a qualcuno di viaggiare per la chirurgia.

NCTE e sostenitori, hanno sottolineato con il Dipartimento di Stato che questa politica ha inutilmente richiamato l'attenzione sui transgender viaggiatori il cui l'aspetto e il documento erano in contrasto. In alcune destinazioni, questo aveva il potenziale per creare una situazione estremamente pericolosa quando un viaggiatore è bandito come un transgender in un ambiente poco accogliente o in presenza di personale di sicurezza con pregiudizi.

Nei prossimi giorni, NCTE pubblicherà le modalità definitive che spiegano appieno i nuovi orientamenti e definiscono le regole con cui le persone transgender potranno modificare i loro passaporti e CRBAs.

Molte persone - dai funzionari eletti ai sostenitori LGBT - hanno lavorato per anni per cambiare queste politiche e meritano un grazie. Particolarmente importante il lavoro fatto dai repubblicani Barney Frank e Steve Israel nella Camera dei Rappresentanti; gay e lesbiche nella Agenzie per gli Affari Esteri, che rappresentano i dipendenti LGBT e alle loro famiglie che lavorano in uffici per gli affari esteri del governo degli Stati Uniti; tutti i nostri alleati delle organizzazioni LGBT che si sono impegnati in questo lavoro, compreso il Center per l' uguaglianza globale, la Task Force, il Centro Nazionale per Lesbian Rights, Lambda Legal e il Human Rights Campaign, e coloro che lavorano sulle politiche mediche, tra cui l'American Medical Association e la World Professional Association for Health transessual.


fonte:http://sdgln.com/news/2010/06/10/new-federal-policy-makes-it-easier-transgender-people-list-gender-changes-passports

martedì 8 giugno 2010

Il primo congresso Mondiale di identità di genere riunisce più di 700 transessuali e transgender provenienti da 60 paesi.


Più di 700 attivisti transgender e transessuali provenienti da 60 paesi hanno partecipato al primo Congresso Mondiale sulla identità di genere dei diritti umani, svolti dal 04-06 Giugno presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Barcellona (Spagna .)

E 'la prima volta che i vertice internazionale hanno organizzato un evento di questa portata sulla base di un'idea della ONG Human Rights Watch, i rapporti EFE.

I ministeri della uguaglianza e degli Affari Esteri di Spagna, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e la Norvegia hanno anche preso parte a questo incontro proponendo si di raccogliere a livello mondiale "e dare voce ad un collettivo sotto rappresentati nella società, che intende rivendicare apertamente i loro diritti contro le discriminazione e violenza che hanno di fronte.

I partecipanti chiedano che "i diritti umani devono essere uguali per tutti, indipendentemente da identità di genere della persona".

Un altro risultato positivo di questa Conferenza è stata l'adozione della Dichiarazione di Barcellona', la carta che porta la base di tutte le esigenze dei vari gruppo rivolto a tutti gli Stati, organizzazioni internazionali, associazioni e ONG .


gonte:http://actualidad.rt.com/actualidad/internacional/issue_9596.html

Gay Pride di San Paolo è articoli sulla stampa nazionale



São Paulo: milioni di partecipanti alla più grande parata dell'orgoglio gay in tutto il mondo



La stampa nazionale ha pubblicato articoli riguardanti i diversi approcci al 14 LGBT Pride Parade, svoltasi Domenica 6 a San Paolo. Oltre 3 milioni di persone hanno partecipato all'evento, il cui tema era "Vota contro l'omofobia". Leggere i seguenti articoli pubblicati su quotidiani Folha de S. Paulo, O Estado de S. Paulo e The Globe.

La gente di San Paolo hanno un senso di eccesso, come gli organizzatori del Gay Parade. Per diversi anni, hanno annunciato in ogni edizione più di tre milioni o più partecipanti, una figura forse un po 'esagerata.

Tuttavia, il Gay Pride a San Paolo, la cui 14a edizione si è svolta questa Domenica, accumulando superlativi. Nella città brasiliana con più di 20 milioni di abitanti, il più grande del Sud del mondo, sulla Avenida Paulista, gay, lesbiche, bi, trans e curiosi hanno affollato con orgoglio. Una marea umana cresce anno dopo anno, fin dalla prima edizione nel 1997 e che oggi, secondo gli organizzatori, è la più grande parata dell'orgoglio gay in tutto il mondo, davanti a San Francisco e Sydney.

Anche il pubblico è ormai quanto di più variegato e quanto di meno "militante" possibile: è ormai comune vederci famiglie intere con ragazzini, turisti ignari e soprattutto gli abitanti di San Paolo, che hanno adottato la Parada come una festa della città, della quale approfittare indipendentemente dagli orientamenti sessuali.

A garantire il colore rimangono un'infinità di drag queens e altri personaggi. Gli stessi organizzatori hanno ormai preso atto di questa trasformazione: «È finita la fase in cui dovevamo attirare l'attenzione sull'omofobia e sui diritti dei lgbt», i gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, «adesso pensiamo a conquistare forza politica», ha detto Manoel Antonio Ballester al microfono in apertura della manifestazione.

Elezione nel mese di ottobre
Dal festival, ma anche l'attivismo: il marzo di quest'anno aveva adottato una dimensione politica, a margine della campagna per le elezioni presidenziali di ottobre, adottando il tema della sfilata "voto contro l'omofobia".

Organizzazioni per la difesa dei diritti LGBT hanno indicato che, anche se il Brasile era una società relativamente aperta all'omosessualità, 198 omosessuali sono stati uccisi lo scorso anno in attacchi omofobi.

Non a caso il motto della sfilata di quest'anno è Votiamo contro l'omofobia, difendiamo la cittadinanza. Secondo SPTuris, l'ente turistico paulista, quest'anno sono giunti per l'occasione mezzo milione di turisti, che generano introiti per 250 milioni di real (poco più di cento milioni di euro). «Il turismo lgbt è un segmento in continua crescita», conferma Luiz Sales, direttore della SPTuris.






Pieno di famosos trio di Salete Campari è stato il più animato della Parade
Ogni anno la bionda drag queen Salete Campari partecipa al Pride LGBT Parade in San Paolo con un trio elettrico. E quest'anno non è stato diverso completa di molti famosi e super banner con la sua immagine piena di rimprovero.

Approvata dal trio di La Salette, la "Stars and Stars", il designer Alexandre Herchcovitch, la scarpa designer Fernando Pires, performer Isabella di Skates, l'attrice Adriana globale Birolli (Isabel di "Living Life") e l'attrice transessuale Phedra D. Cordoba, il gruppo di São Paulo Il Satyros. Questi i nostri video come il passaggio di "Stars and Stars":



La cabina del Comune di San Paolo per il Gay Pride, che si trova accanto al MASP, concentrato un gran numero di personalità. Al suono di Cher, Spice Girls, Ricky Martin e remixato da Fabio Junior, ha dato un tono diverso alla sfilata. le foto qui sotto.http://mixbrasil.uol.com.br/_includes/pop_galeria.php?id_galeria=621