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mercoledì 9 settembre 2026

Voci e Volti della Bisessualità: Saffo di Lesbo, l'arte dell'amore oltre la censura storica

Dipinto preraffaellita di Simeon Solomon del 1864 che ritrae la poetessa Saffo seduta in un giardino mentre abbraccia affettuosamente la poetessa Erinna.
“La tenerezza e la complicità all'interno del tiaso nel dipinto preraffaellita 'Saffo ed Erinna in un giardino a Mitilene' di Simeon Solomon (1864).

Benvenute e benvenuti al secondo appuntamento della nostra collana dedicata alla storia della fluidità affettiva. Dopo il Vicino Oriente e il legame tra David e Gionata, questa settimana viaggiamo verso la Grecia arcaica, nel VII secolo a.C., sull’isola di Lesbo. Qui incontriamo una delle voci poetiche più potenti, raffinate e censurate della storia occidentale: Saffo, la donna che Platone definì “la Decima Musa”.
Il tiaso: un laboratorio di arte, educazione e desiderio
Saffo guidava il tiaso di Mitilene, una comunità educativa e religiosa dedicata ad Afrodite e alle Muse. In questo spazio protetto — lontano dai vincoli della società patriarcale greca — le giovani donne della nobiltà ricevevano un’educazione fondata sulla poesia, la danza, la musica e l’espressione dei sentimenti.
Nei frammenti giunti fino a noi, Saffo canta la passione, la gelosia, la nostalgia e il desiderio verso le sue fanciulle (Anattoria, Attis, Gongila) con una trasparenza emotiva che ancora oggi lascia senza fiato:
“Subito un fuoco sottile mi corre sotto la pelle… e un tremito tutta mi scuote.”
(Frammento 31)
La fluidità di Saffo: oltre le etichette binarie
La cultura pop moderna ha legato il nome di Saffo alla nascita dei termini saffico e lesbica. Ma la storia letteraria ha spesso dimenticato la totalità della sua esperienza umana. Saffo non cantava solo l’amore per le donne. Nella sua produzione troviamo:
  • Canti nuziali (gli epitalami);
  • Celebrazioni del matrimonio;
  • Desiderio verso figure maschili;
  • Un matrimonio con Cercila;
  • La maternità di sua figlia Cleide, a cui dedicò versi di tenerezza assoluta.
Secondo alcune leggende — pur romanzate — avrebbe vissuto anche una passione travolgente per il giovane traghettatore Faone. Nella Grecia arcaica il desiderio non era una questione di genere, ma di charis, la grazia e la bellezza. Saffo amava la bellezza ovunque essa risiedesse: una fluidità che oggi chiameremmo bisessualità.
Secoli di censura: tra roghi e riscritture
Il vero dramma della figura di Saffo è la censura sistematica che ha subito.
🔥 Il rogo dei libri
Nel Medioevo, con l’avvento di morali più rigide, gran parte delle sue opere fu distrutta. Nel 1073, Papa Gregorio VII ordinò il rogo pubblico dei suoi poemi a Roma e a Costantinopoli. Oggi possediamo solo frammenti, salvati per miracolo o citati da autori antichi.
✏️ La “ripulitura” accademica
Nei secoli successivi, la critica letteraria ha operato una doppia censura:
  • Alcuni studiosi hanno “addomesticato” Saffo, trasformando i suoi versi d'amore in metafore di amicizia;
  • Altri l’hanno incasellata rigidamente come icona esclusivamente lesbica, cancellando i suoi scritti legati al mondo maschile e alla maternità.
Entrambe le operazioni hanno tradito la sua complessità.
Restituire verità a Saffo
Raccontare Saffo oggi significa liberarla dalle gabbie in cui la storia ha cercato di rinchiuderla. Significa celebrare una donna che tremila anni fa ha avuto il coraggio di mettere al centro del mondo il proprio io, le proprie passioni e un desiderio fluido che non accettava compromessi.
Restituire a Saffo la sua complessità affettiva significa fare giustizia a tutte le persone che, ancora oggi, vedono la propria identità negata o ridotta a metà da chi non riesce ad accettare un amore senza confini.
Nel Mese della Visibilità Bisessuale, celebriamo chi ha scardinato gli schemi e acceso la luce dell’orgoglio.
— vanessa mazza TLGBQI+
📚 Fonti storiche e bibliografiche di riferimento:
  • I frammenti poetici e la vita: I versi citati e i dettagli biografici dell'autrice fanno riferimento alle voci storiche enciclopediche dedicate a Saffo su Treccani e alla ricostruzione storiografica e filologica consultabile su Saffo (Wikipedia).
  • La censura e la persecuzione letteraria: La distruzione dei manoscritti lirici ordinata in epoca medievale e la riscrittura accademica dei suoi testi sono ampiamente documentate dagli studi sulla discriminazione storica di genere, come approfondito nel saggio monografico su Saffo di Lesbo (La Mente è Meravigliosa).

giovedì 4 giugno 2026

📝 "Ai miei tempi certe cose non esistevano!"... Sicuri? Parliamo del Battaglione Sacro di Tebe 🏳️‍🌈🏛️

 

La copertina del saggio "Il Battaglione Sacro" di James Romm, edito da Keller, che ricostruisce la storia del leggendario corpo militare tebano.

Mentre in questo momento sono immersa nella lettura de "La canzone di Achille" 🏛️✨, ho trovato questo splendido saggio di James Romm, "Il battaglione sacro" (Keller Editore). Mi incuriosisce tantissimo e non ho potuto fare a meno di pensare a come la storia, a volte, smonti i pregiudizi con un pizzico di ironia.

Avete presente la classica frase nostalgica "Anticamente non esistevano queste cose" riferita all'omosessualità?
Bene, la storia antica ci porta nel IV secolo a.C. per scoprire che non solo esistevano, ma venivano celebrate ai massimi livelli della società e persino... in guerra! Come cita la copertina di questo libro: «Tra i "300" famosi della Storia, pochi meritano di essere ricordati quanto quelli del Battaglione sacro dell'antica città greca di Tebe».
Ma chi erano esattamente?
Non parliamo di un gruppo qualunque, ma del corpo militare d'élite più letale, temuto e rispettato di tutta la Grecia antica, capace di sconfiggere persino gli invincibili spartani.
La loro particolarità?
Questo esercito era composto esattamente da 300 soldati, ovvero 150 coppie di uomini legati da un profondo legame sentimentale. I generali antichi avevano capito una verità psicologica straordinaria: un soldato che combatte fianco a fianco con la persona che ama non si ritirerà mai, non mostrerà vigliaccheria e combatterà con un coraggio sovrumano pur di proteggere il proprio partner o di non sfigurare davanti ai suoi occhi.
Per quasi quarant'anni sono rimasti imbattuti, diventando leggenda. Quando alla fine caddero valorosamente nella battaglia di Cheronea, il re nemico Filippo II di Macedonia, vedendoli tutti schierati e caduti uno accanto all'altro, scoppiò in lacrime e disse: "Sia dimenticato chiunque sospetti che questi omen abbiano fatto o subito qualcosa di vergognoso".
Una riflessione importante per l'inizio dei festeggiamenti del Pride:
Oggi iniziano le celebrazioni del Pride Month, un momento di visibilità, orgoglio ma anche di profonda consapevolezza. Spesso, mentre noi in Italia ed Europa possiamo parlarne e manifestare, dimentichiamo quanto questi eventi siano un privilegio e un dovere collettivo. Nel mondo ci sono ancora troppi paesi in cui l'esistenza stessa di una comunità LGBT+ non è permessa, dove amare liberamente o essere se stessi è un reato punito con il carcere o con la vita.
Ricordare il Battaglione Sacro ci mostra che le nostre identità e i nostri legami non sono una "moda moderna", ma hanno radici millenarie nella storia dell'umanità. Finché nel mondo ci sarà anche solo una persona costretta a nascondersi, fare memoria e lottare sarà l'unica strada possibile. 🛡️❤️
Voi cosa ne pensate di questa pagina di storia dimenticata? Lasciate un commento qui sotto.
— vanessa mazza TLGBQI+