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venerdì 17 luglio 2026

NON È UN EROE. È UNA DISTRAZIONE.


Siamo arrivati al punto in cui rispettare la legge è diventato una colpa, mentre vantarsi della ferocia è diventato un titolo di merito. Se difendi la Costituzione, se pretendi che la giustizia venga applicata nei tribunali e non sui marciapiedi, vieni insultato come “buonista”.
E sapete che c’è? Ben vengano i buonisti. Perché chi giustifica chi uccide spacciandosi per “legittima difesa” è peggio dei criminali veri: ha perso l’umanità, la civiltà e il senso dello Stato.
⚖️ IL CASO ROGGERO: I FATTI, NON LA PROPAGANDA
Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per duplice omicidio volontario dalla Corte di Cassazione. Non ha “difeso” il suo negozio: ha inseguito i rapinatori in fuga, fuori dal locale, sulla strada. Ha sparato per uccidere quando non correva più alcun pericolo. Ha persino preso a calci un corpo a terra.
E non è la prima volta che usa la violenza: nel 2005 ha fatto irruzione armata in casa dell’ex fidanzato della figlia, puntando una pistola carica contro lui e i suoi genitori. Per quell’episodio ha patteggiato una condanna e gli è stato revocato il porto d’armi. Questo non è un “padre esasperato”: è un uomo che ha scelto la violenza come linguaggio.
⚖️ COSA DICE LA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA (Art. 52 C.P.)
La legge italiana protegge i cittadini, ma stabilisce confini invalicabili per evitare la barbarie del far west:
  • Cos'È la legittima difesa: È la necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro un pericolo ATTUALE. Significa che la minaccia deve essere in corso in quel preciso istante (es. il rapinatore ti sta puntando una pistola contro dentro il negozio).
  • Cosa NON È la legittima difesa: Non è vendetta, non è punizione, non è inseguimento. La legittima difesa finisce quando finisce il pericolo.
Nel caso Roggero, il gioielliere ha inseguito i rapinatori fuori dal negozio, sulla strada, mentre erano ormai in fuga. Ha sparato per uccidere quando non correva più alcun rischio e ha persino preso a calci un corpo a terra. Questo non è difendersi: è un'esecuzione sommaria. Lo Stato ha il monopolio della forza; se ognuno si facesse giustizia da sé, torneremmo alla legge del taglione.
Se Roggero si fosse chiamato Mohamed e avesse ucciso due italiani in fuga, la stessa destra starebbe urlando alla pena di morte. Il "privilegio bianco" e l'opportunismo politico cancellano la legalità. Noi invece stiamo con la legge, con lo Stato di diritto e, sì, con l'umanità delle anime buone.
🧨 MA LA DOMANDA VERA È: PERCHÉ PARLANO SOLO DI ROGGERO?
Perché serve a coprire le truffe politiche. Mentre la destra urla alla grazia, la sanità piemontese affonda sotto il peso delle liste d'attesa e del collasso pubblico. E mentre si finge indignazione per un gioielliere disarmato dallo Stato ma che sparava lo stesso, alla Camera la maggioranza approva lo "Stabilicum", la nuova riforma della legge elettorale.
 LA LEGGE ELETTORALE: IL VERO SCANDALO
Mentre si parla di Roggero, il governo spinge una legge che:
  • Blocca le liste dei candidati: voti il simbolo ma i parlamentari li scelgono i capi di parti;
  • Regala un super-premio di maggioranza blindato a chi raggiunge appena il 42% dei voti;
  • Stravolge l'equilibrio dei poteri costituzionali.
È una legge che blinda il potere, non che rappresenta il popolo. Se Roggero si fosse chiamato Mohamed e avesse ucciso due italiani in fuga, la stessa destra starebbe urlando alla gogna pubblica. Il "privilegio bianco" e l'opportunismo politico cancellano la legalità.
👑 LA LEZIONE MONUMENTALE DI MATTARELLA
Alla fine ha dovuto rispondere direttamente lui, il Presidente della Repubblica in persona. Ed è una risposta MONUMENTALE. Per ore l’hanno sciaguratamente tirato per la giacchetta sulla grazia. Hanno sciacallato oltre ogni modo una sentenza impeccabile.
E di fronte a questa canea sollevata da Salvini, Vannacci, dal ministro Crosetto e dall'annuncio del Ministro della Giustizia Nordio sull'avvio dell'istruttoria, Sergio Mattarella ha convocato Nordio al Quirinale per dargli una clamorosa lezione di stile e di Costituzione.
Il Capo dello Stato ha puntualizzato i limiti del Guardasigilli e, citando Luigi Einaudi, ha gelato il governo: "È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
La grazia è una prerogativa esclusiva del Quirinale, non merce di scambio per i vostri comizi. Un messaggio di una chiarezza assoluta che rimette al loro posto questi dilettanti della politica, questi avventurieri della propaganda. Ancora una volta c’è stato bisogno di Sergio Mattarella per rimettere i puntini sulle i, difendere le istituzioni, riaffermare lo Stato di diritto e riscattare la dignità di questo disastrato Paese. Menomale che Sergio c’è!
💬 ORA DICCI LA TUA NEI COMMENTI:

  • Secondo te, chiedere la grazia per un'esecuzione in strada non rischia di sdoganare definitivamente la giustizia privata da Far West?
  • Credi anche tu che il caso Roggero sia stato scientemente amplificato per nascondere il blitz sulla legge elettorale e il disastro della sanità pubblica?
  • Essere definiti "buonisti" oggi è davvero un insulto, o è diventato l'unico modo rimasto per difendere la Costituzione contro la ferocia dei social?

    • — vanessa mazza TLGBQI+
    Fonti:
    – Fanpage – Sentenza definitiva della Cassazione
    – Corriere della Calabria – Conferma della Cassazione
     – Quotidiano Piemontese (ricostruzione)
    – Giornale La Voce (precedente 2005)
    – Braitala News (precedente 2005)
    –Ansa (nota del Quirinale)

giovedì 16 luglio 2026

Oltre l'astensionismo: la legge elettorale fatta per governare contro la metà degli italiani

Fotografia panoramica dell'aula parlamentare di Palazzo Montecitorio a Roma quasi vuota durante una sessione di voto
L'Aula della Camera a Palazzo Montecitorio: il luogo in cui si decidono le regole del voto. Con lo "Stabilicum" i banchi rischiano di riempirsi solo di parlamentari nominati dall'alto, tagliando fuori la scelta diretta dei cittadini.
ROMA
– In Parlamento si sta discutendo la nuova legge elettorale, nota come "Stabilicum". La maggioranza di destra la racconta come una grande vittoria per la stabilità e per i cittadini, ma basta guardare dietro le quinte per capire che la realtà è completamente diversa. Le votazioni in corso alla Camera dei Deputati stanno svelando una verità fatta di inganni matematici, poltrone blindate e pesanti litigi interni al governo.
Ecco una guida semplice, punto per punto, per smontare i trucchi della politica e capire cosa sta succedendo davvero.
1. L'arroccamento anti-astensionismo: barricati nel palazzo
Oggi in Italia metà della popolazione ha smesso di andare a votare perché non si sente ascoltata né rappresentata. Di fronte a questo enorme problema, la risposta del governo non è stata quella di fare una legge per riavvicinare le persone alla democrazia.
Al contrario, si sono barricati nel palazzo, disegnando una legge su misura con una soglia fissa al 42%. Se la coalizione raggiunge questa percentuale, scatta un massiccio super-premio di maggioranza (70 deputati e 35 senatori in più regalati sulla carta). In questo modo, una minoranza reale nel Paese può trasformarsi in una maggioranza assoluta in Parlamento, ignorando del tutto chi sceglie di astenersi e governando, di fatto, contro la metà degli italiani.
2. Il bluff delle preferenze: la metafora del gelato

Il governo va in televisione a dire: "Vogliamo dare il potere di scelta ai cittadini!". Nei fatti, però, hanno inventato un trucco.
Per capirlo, immaginiamo questo scenario:
La mamma ti dice: "Oggi andiamo in gelateria e puoi scegliere tu il gusto che preferisci!". Tu sei felicissimo. Ma quando arrivi lì, scopri che la mamma ha già comprato una vaschetta di gelato al cioccolato e ti dice: "Ecco, adesso puoi scegliere il cioccolato!".
Questa non è una vera scelta, è una presa in giro.
Con la nuova legge funziona nello stesso modo: l'elettore può anche scrivere sulla scheda il nome del politico che preferisce (la preferenza), ma i primi posti della lista (i capilista) sono già decisi e blindati dai capi dei partiti a Roma. Quei nomi scelti dall'alto passano davanti a tutti e vincono automaticamente. Il voto dei cittadini serve solo a far vincere il partito, ma le poltrone stabili se le assegnano da soli.
3. Liste bloccate nei collegi: l'ennesima bugia sul "potere al popolo"
Il governo ripete che vuole dare più forza agli elettori, ma l'uso delle liste bloccate nei collegi dimostra l'esatto contrario. Con questo sistema, le persone non possono scegliere i propri rappresentanti sul territorio. I parlamentari vengono calati dall'alto dalle segreterie politiche. Se un cittadino non apprezza il candidato scelto per la propria zona, non ha modo di scartarlo: è obbligato a votare il pacchetto chiuso deciso dai leader. È un sistema che serve a nominare "fedelissimi" che risponderanno solo ai capi del partito, non ai cittadini.
IL DIETROFRONT: I siluri alla Camera e le spaccature interne
Il palazzo di vetro della maggioranza è andato in frantumi in Aula alla Camera. Sfruttando lo scrutinio segreto e i regolamenti parlamentari, le contraddizioni del centrodestra sono emerse in tutta la loro gravità, svelando una coalizione divisa in cui ognuno viaggia per conto proprio.
  • Il crollo sulle preferenze: L'emendamento chiave della maggioranza (a prima firma Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc), che doveva introdurre il sistema di preferenze "truccato", è stato incredibilmente bocciato a voto segreto per un solo voto di scarto (188 contrari e 187 favorevoli). I "franchi tiratori" interni alla stessa maggioranza hanno affondato la linea di Giorgia Meloni.
  • L'affondo sulla parità di genere: L'Aula ha bocciato a voto segreto (223 no contro 142 sì) l'emendamento presentato da Elena Bonetti (Azione) che chiedeva di inserire l'alternanza obbligatoria uomo-donna nelle liste elettorali. La destra ha preferito fare muro compatto pur di cancellare le tutele per la rappresentanza femminile.
  • Lo stop tecnico sul terzo mandato: A confermare il clima di caos e la foga della Lega di piantare le proprie bandierine, l'emendamento leghista (a prima firma Panizzut) che mirava a estendere il terzo mandato per i governatori delle Regioni è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza della Camera. Il testo è stato respinto per "estraneità di materia" rispetto alla legge elettorale nazionale, svelando il maldestro tentativo del partito di Salvini di forzare i regolamenti di Montecitorio pur di blindare i propri equilibri locali.
La voce delle opposizioni: "È una truffa contro i cittadini"
I leader delle minoranze parlamentari (PD, M5S, AVS, Italia Viva e +Europa) hanno duramente attaccato il testo della maggioranza, unendo le forze per smascherare l'inganno istituzionale in corso. 
Dure le parole dei leader del Movimento 5 Stelle, che hanno guidato la protesta per avere "vere preferenze":
"Siamo davanti a una farsa indegna. Il governo finge di voler dare la parola agli elettori, ma poi blinda i capilista per salvare le poltrone dei soliti noti. Noi abbiamo chiesto di eliminare del tutto i nominati dall'alto: i cittadini devono poter scegliere direttamente, senza trucchi. Questa riforma è solo un abito sartoriale cucito per mantenere il potere sulla pelle degli italiani." 
Dall'assemblea del Partito Democratico e dalle altre forze progressiste (AVS, Italia Viva e +Europa) si leva una forte accusa anche sul fronte dei diritti e della parità di genere:
"È un paradosso inaccettabile che l'Italia abbia la prima premier donna della sua storia e che, contemporaneamente, la sua maggioranza voti in blocco contro l'alternanza di genere nelle liste elettorali. Fanno propaganda sulla pelle delle donne ma rifiutano la parità sostanziale. Questa legge riduce i seggi della rappresentanza, regala super-premi a chi ha solo una minoranza nel Paese e, soprattutto, umilia il Presidente della Repubblica." 
4. L'attacco finale: ridotto il ruolo del Presidente della Repubblica
L'obiettivo nascosto di tutta questa operazione è infatti legare la legge elettorale alla riforma costituzionale del "Premierato". Mettendo direttamente sulla scheda il nome del Premier, il governo punta a ridurre il Presidente della Repubblica a una figura puramente decorativa.
Il Capo dello Stato perderebbe così i suoi poteri storici di mediazione e di garanzia nei momenti di crisi, come la nomina del Premier o lo scioglimento delle Camere. Tutto il controllo verrebbe concentrato nelle mani di una sola persona, eliminando l'arbitro neutrale che garantisce l'equilibrio democratico della nostra Costituzione e la tutela di tutti i cittadini.
La battaglia parlamentare andrà avanti al Senato, ma la maschera del governo è già caduta alla Camera.
By Vanessa Mazza, TLGBQI+
Questo blog è il mio spazio di resistenza, poesia e verità. Non scrivo per chi si nasconde. Scrivo per chi vuole vedere, sentire, cambiare. 
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