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giovedì 4 giugno 2026

🚨 Il silenzio dei media, i miliardi di Kushner e la rivolta in Albania: la grande frode costiera che nessuno vi racconta


C’è un silenzio assordante sui telegiornali e sui grandi quotidiani tradizionali. Mentre le piazze di Tirana e i villaggi della costa albanese bruciano tra proteste, idranti e lacrimogeni, i media scelgono di voltare lo sguardo dall'altra parte. Perché? Perché toccare questa storia significa andare a scoperchiare un intreccio pericoloso che lega la geopolitica globale, il turismo di lusso sfrenato e i vertici del potere americano.
Al centro di questo scandalo da 4 miliardi di dollari sulla costa albanese c’è un nome pesante: Jared Kushner. Marito di Ivanka Trump e genero di Donald Trump, Kushner non è solo un rampollo della dinastia politica statunitense, ma un investitore miliardario con profondi e documentati legami finanziari e ideologici con il sionismo e con l'establishment israeliano. Attraverso il suo fondo Affinity Partners, Kushner gestisce capitali arrivati massicciamente dalle monarchie del Golfo per muovere scacchiere geopolitiche che spesso calpestano i territori. Oggi, quell'impostazione coloniale sta provando a usare l'Albania come un parco giochi privato.
Mentre la propaganda ufficiale del governo albanese vende l'opera come un "paradiso turistico del futuro", la realtà sul campo racconta una storia di cementificazione selvaggia, speculazione e carte false. Ma i motori finanziari di questo gigante di cemento si sono appena schiantati contro un muro giudiziario.
 Campagna informativa indipendente sull'occupazione e lo sviluppo delle coste in Albania, basata sull'organigramma societario del network Kushner-Sazan. (Fonti: Canali di attivismo locale / 21st Century Wire)
L'Inchiesta: Esportare gli "Accordi di Abramo" sulla costa balcanica
Un'inchiesta giornalistica internazionale pubblicata da 21st Century Wire ha squarciato il velo di segretezza commerciale. I documenti d'archivio e societari dimostrano che l'affare immobiliare di Sazan e Zvërnec non è una semplice operazione alberghiera, ma l'applicazione commerciale e speculativa del modello diplomatico degli Accordi di Abramo.
Attraverso una fitta rete di holding olandesi e scatole cinesi (come la Zvërnec South Adriatic Development S.H.P.K.), i capitali arabi legati alla normalizzazione diplomatica con Israele vengono fatti confluire in Albania per finanziare la privatizzazione di beni comuni. Tutto questo avviene lasciando alle aziende locali quote inferiori al 24%, una soglia strategica per aggirare la trasparenza e non dover divulgare pubblicamente l'identità dei reali investitori dietro ai mega-resort .
Il golpe finanziario della SPAK: conti congelati e cantieri fermi
La svolta drammatica è arrivata dalla SPAK, la Procura Speciale Anticorruzione albanese. I magistrati hanno sequestrato i conti bancari della Albania Land Development, la società di proprietà qatariota che detiene materialmente i terreni costieri di Zvërnec, l'area chiave che serve a Kushner per costruire.
La regola della finanza è spietata: niente conti, niente transazioni. Significa che l'intera architettura dei finanziamenti per la costruzione è paralizzata. Non può muoversi un miliardo, così come non può partire un singolo bonifico per pagare un operaio, un fornitore o un mattone.
Un intervento così drastico e fulmineo da parte dei procuratori non scatta per un semplice vizio di forma burocratico. Scatta quando c'è il fondato sospetto che i titoli di proprietà della terra siano fraudolenti e si teme che i capitali esteri possano sparire prima che lo Stato riesca a bloccarli.
Il bluff ecologico e la svendita dei paradisi naturali
Il progetto prevede la costruzione di oltre 10.000 stanze d'hotel e ville extralusso. Dove? Proprio nel cuore della laguna di Vjosa-Narta e sull'isola incontaminata di Sazan . Parliamo di aree protette delicate, riserve naturali uniche che ospitano rotte migratorie di fenicotteri, pellicani dalmati e gli ultimi rifugi della foca monaca mediterranea.
Per rendere legalmente possibile questo scempio ecologico, nel 2024 il governo albanese guidato dal Premier Edi Rama aveva modificato ad hoc le leggi sulla protezione ambientale, declassificando le tutele del territorio per stendere il tappeto rosso al fondo di Kushner. Proprio quelle riclassificazioni del 2024 sono oggi l'ombelico dell'indagine penale per frode.
Le piazze si ribellano: idranti a Tirana e la rabbia dei cittadini
Mentre il governo difende l'opera parlando di "sviluppo e posti di lavoro", migliaia di albanesi hanno risposto bloccando le autostrade e marciando in massa verso i palazzi del potere a Tirana. Attivisti ambientali, comunità locali di Zvërnec e Nartë e organizzazioni civili sono scesi in piazza con uno slogan chiaro: "La nostra terra, i nostri titoli, i nostri diritti".
La tensione è altissima. Nelle ultime ore la polizia ha risposto con cariche e idranti per fermare i manifestanti che tentavano di raggiungere la Presidenza del Consiglio. I cittadini rifiutano un modello di sviluppo basato sul colonialismo di lusso, in cui un paradiso naturale protetto viene sottratto alla collettività e privatizzato a beneficio di miliardari stranieri ed élite locali complici.
La fine strutturale del progetto?
Jared e Ivanka avevano visitato il sito all'inizio del 2026 parlando di una "visione futuristica per la costa". Oggi quella visione somiglia molto a un incubo legale e a un enorme rischio reputazionale. Con il Senato statunitense che già monitorava con forte sospetto gli affari all'estero della Affinity Partners, e con la magistratura albanese che corre contro il tempo per scoperchiare la frode dei titoli di proprietà, non siamo di fronte a un semplice "ritardo nei permessi".
Questo è il fallimento strutturale di un sistema speculativo che pensa di poter aggirare la trasparenza, calpestare i diritti dei cittadini e distruggere la natura in nome del profitto privato.
Noi di VANESSABLOGMAZZA TLGBTQ+ continueremo a monitorare questa storia. Perché la giustizia climatica, la difesa del territorio dalle speculazioni dei potenti e la lotta contro l'oscurantismo dei media tradizionali riguardano la libertà di tuttə noi.
Voi cosa ne pensate di questa devastazione ambientale mascherata da turismo d'élite, nascosta dietro l'ombra degli Accordi di Abramo? Lasciate un commento qui sotto e attivate le notifiche per non perdere i primi aggiornamenti.
— vanessa mazza TLGBQI+
🔍 Fonti dell'Inchiesta e della Cronaca
Le informazioni inserite nell'articolo si basano su fatti reali e verificati estratti dalle seguenti fonti ufficiali e testate giornalistiche internazionali:
  • Atti Giudiziari (SPAK): Ordinanza di sequestro preventivo emessa il 2 giugno 2026 dalla Procura Speciale contro la Corruzione e la Criminalità Organizzata dell'Albania (SPAK). Il provvedimento ha disposto il blocco di 200 milioni di dollari sui conti correnti della società Albania Land Development e perquisizioni a carico dell'amministratore Redi Struga, nell'ambito di un'indagine per alienazione illecita e appropriazione indebita di proprietà costiere a Zvërnec guidata dal sospettato Artur Shehu. 
  • Reportage di Cronaca e Proteste: Cronache in tempo reale delle manifestazioni del 2-3 giugno 2026 a Tirana e Zvërnec, documentate da agenzie di stampa e testate internazionali come The Guardian, Al Jazeera, Reuters e NPR, che hanno registrato gli scontri con la polizia, l'uso di idranti e gli slogan dei cittadini ("La nostra terra, i nostri diritti", "Ivanka go home"). 
  • Dossier Finanziari ed Esteri: Documentazione sulle attività di Affinity Partners (il fondo di private equity di Kushner finanziato dai Paesi del Golfo) e sui suoi investimenti strategici in Israele (es. Phoenix Holdings), tracciati da inchieste di Politico Europe e dai monitoraggi della commissione d'inchiesta del Senato degli Stati Uniti sulle attività finanziarie estere della famiglia Trump. 

martedì 21 giugno 2011

Burrnesh : Detta anche vergine giurata.


burrnesh è una donna di un paese balcanico, in genere l’Albania oppure il Kosovo, che si veste come un uomo e viene considerata come tale nella società. Tra i suoi privilegi, si ricorda quello di fumare e consumare alcolici. Si tratta di una figura anacronistica destinata ad estinguersi nei prossimi decenni. Un'antica tradizione delle montagne albanesi e kosovare che risale a più di 300 anni fa.

Nella società albanese di un tempo, una donna non aveva il diritto di vivere da sola. Per farlo lo stesso, aveva in alcuni casi la possibilità di modificare il proprio status davanti alla gente del paese, sottoponendosi ad una cerimonia in presenza degli uomini più influenti del villaggio. Durante la cerimonia, era prevista una vestizione ed il taglio di capelli. La ragazza doveva fare voto di castità. È detta infatti anche vergine giurata. Un'usanza dura, che va rispettata fino in fondo per l'onore della famiglia. "Non si diventa vergini per questioni religiose: la burrnesh sono sia musulmane sia cristiane.

Hanno rinunciato alla femminilità per diventare maschi. E poter così bere, fumare e sparare. Ma anche prendersi cura dei fratelli, amministrare i beni di famiglia e costruire la casa per gli anziani genitori. Oggi ne sono rimaste poche decine. Vivono sulle montagne del Paese delle aquile, al confine con il Kosovo. Le burrnesh (dal termine albanese burré, uomo) sono un’antica tradizione delle montagne albanesi e kosovare che risale a più di 300 anni fa. E a celebrarle è il Kanun di Lekë Dukagjini, il più austero dei codici nazionali giunti fino a oggi. La conversione avviene quando la bambina, fiorita fanciulla, giura la sua verginità davanti ai 12 uomini più importanti del villaggio. Una donna che ha promesso castità infinita e totale per conquistarsi l’onore di essere uomo. Di vestirsi, di armarsi, di combattere, ma anche di concedersi lussi perfettamente maschili, come il fumo e l’alcol, proibiti alle donne nella società albanese. Le vergini giurate apparivano un tempo anche in Serbia e in Montenegro, oggi sono «un incanto umano» molto raro e se ne trovano pochissime (si parla di qualche decina) nascoste nelle montagne dove l’Albania confina col Kosovo. Le ragioni e i misteri che hanno portato donne kosovare e albanesi a farsi vergini per sempre sono da cercare nei costumi e nelle viscere di questa terra. Una fanciulla magari bella, magari sognatrice di famiglia e di bambini, che regala la sua vita all’onore di sua madre e di suo padre. Vite santificate, perché in quelle terre perdute una figlia, purissima guerriera, dà alla sua famiglia un vanto che tocca la gloria epica.

Qualcosa che ricorda un mito nazionale della passata ideologia comunista: quello del malesor (montanaro), cioè il guerriero coraggioso, simbolo dell’indipendenza secolare dagli ottomani. Abbandonando riti e miti, la tradizione delle vergini ha una spiegazione molto più moderna. In un’Albania rurale dove per una donna il fumo, il lavoro, il sesso e qualunque soffio di libertà diventano una vergogna, la burrnesh si mette addosso questa maschera semplicemente per vivere. E forse anche per nascondere la sua omosessualità, un sacrilegio che nel suo paese non è neppure immaginato. Non è il caso di Qamile Stema, 87 anni, gilet nero con orologio a pendolo. «Ero una normalissima ragazza, ma sono diventata uomo solo per far felice mio padre» racconta, sventolando le mani rugose come la corteccia dei suoi alberi. «Lui aspettava il maschio, ma io sono nata la nona di nove femmine. Non avevo scelta». O Diana Rakipi, 54 anni, sesta di nove figli: «Il mio fratellino morì per la maledizione di un malocchio. Così per ricordarlo ho voluto diventare un maschio bello com’era lui» racconta Diana, che succhia una sigaretta dopo l’altra con il gusto di chi da femmina non avrebbe potuto farlo. Diana veste oggi la divisa della guardia giurata nel porto di Durazzo dove lavora. Il cappello militare non nasconde l’antica femminilità che le passeggia sulla pelle e nel sorriso. Voglia di femminilità tradita dall’anello d’oro e dagli occhi turchini.«Delle donne amo la sensibilità, mentre dei maschi apprezzo il coraggio della sincerità». È così inquietante la fusione dei sessi in questo strano essere, che pare arrivato da un altro mondo. «Nulla di strano, la nostra è una terra di magici travestimenti» racconta l’antropologo albanese Moikom Zego. «In qualche villaggio dopo la nascita di un figlio l’uomo si finge madre e accoglie gli ospiti sdraiato nel letto. Vestito da donna».

Le ragioni per un cambio del genere potevano essere molteplici:

  • mancanza di figli maschi in famiglia;
  • morte di componenti maschi in famiglia;
  • rifiuto di un matrimonio da parte della ragazza;
  • lesbismo non dichiarato.

La tradizione risale a circa tre secoli fa ed è oramai completamente estinta in Serbia. Anche se non è più praticata nei paesi di lingua albanese, vivono in quella zona ancora parecchie burrnesh anziane.

BURRNESH
Levraze, montagne dell'Albania settentrionale,
autunno 1944
“Non uccidetemi, vi prego. Non sono un uomo come
sembro.”
Il traduttore passò l'informazione dall'albanese al tedesco.
L'ufficiale nazista strabuzzò gli occhi. Rimase sorpreso. Era
abituato a sentire le scuse e le spiegazioni più incredibili quando
stava per fucilare qualcuno. Questa ancora non l'aveva sentita.
Due giorni prima era stato ucciso in un agguato un
sottufficiale tedesco, proprio sulla strada di ingresso a Levraze.
Per rappresaglia stavano fucilando venti uomini del villaggio.
Una giornata grigia, di nebbia. Nella fossa comune si trovavano
già diciannove corpi. Hairì stava in piedi, gli occhi gonfi per le
lacrime. Due occhi dolci. Doveva avere una cinquantina d'anni.
Forse meno. I capelli corti, castani, erano striati da ciocche di
capelli bianchissimi.
Il tedesco ghignò. Disse qualcosa nella sua lingua. Ad Hairì
parve un verso con troppe consonanti. Il ruffiano traduttore
disse:
“Dimostralo.”
Quattro tedeschi, le armi spianate, e una trentina di donne
albanesi stavano fissando quella scena irreale. Hairì si guardò
attorno. Sapeva che stava per tradire un giuramento fatto
ventidue anni prima. Un tradimento che sarebbe andato al di là
di tutto. Al di là del tempo e dello spazio. Al di là dell'identità e
degli eventi della vita. Sentì la presenza dei diciannove corpi che
stavano dietro, nella fossa. Alcuni erano ancora agonizzanti, in
attesa del colpo di grazia. Decise di tentare quella disperata
sortita.


Famoso è il libro di Elvira Dones sull'argomento, vergine giurata

Il reportage pubblicato da Panorama nel 2008, la giornalista Stella Pende si avventura sui monti dell'Albania, al confine con il Kosovo, per raccontare le vite ordinarie di quattro uomini fuori dal comune. Sono Qamile Stema, Dila Deda, Fatime Xhedia e Diana Rakipi: nati donne, il destino ed una amara tradizione li hanno costretti a cambiare la loro natura per sempre, costringendoli a diventare "vergini giurate" per poter vivere alla pari con i maschi.


Un burrnesh e un soldato nel 1912






Fonte:http://iojulia.ilcannocchiale.it/2008/04/28/le_burrnesh.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Burrnesh

http://www.mtholyoke.edu/~potka20g/classweb/wp/site/home.html

http://www.viasoliani.eu/materiali/incipit-burrnesh.pdf