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venerdì 31 luglio 2026

🌐 L’Arma Migratoria e il Cortocircuito Sovranista: Dietro la Crisi di Ceuta

Marea umana di migranti al confine di Ceuta tra Marocco e Spagna - Foto copertina Vanessa Blog Mazza
Geografia di una crisi orchestrata: la massa di migranti marocchini si muove lungo il confine di Ceuta. Un'immagine drammatica che la propaganda sovranista strumentalizza, ignorando i rigidi controlli marittimi che separano l'exclave dall'Europa continentale.

Di Vanessa Mazza

Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale
Non scrivo queste righe da giornalista professionista, né da accademica distaccata. Scrivo come cittadina, come donna transessuale profondamente preoccupata per la direzione che questo mondo sta prendendo. Quando vedi i confini trasformati in trincee di propaganda e i corpi delle persone migranti usati come munizioni politiche, capisci che la posta in gioco è la nostra stessa tenuta democratica. L'avanzata delle destre identitarie e reazionarie a livello globale si nutre della fabbrica della paura: per questo, smontare le loro narrazioni tossiche con la forza dei fatti, della storia e della geografia è diventato un dovere civile non più rimandabile.
Nel grande scacchiere della geopolitica contemporanea, i confini non sono più soltanto linee di demarcazione, ma vere e proprie armi da guerra ibrida. Quello che sta accadendo nell’exclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa, è il perfetto manifesto di questo secolo: un groviglio di ricatti di Stato, cinismo umanitario e propagande populiste che viaggiano a velocità supersonica sui social network, alimentandosi delle paure dell’elettorato europeo.
Per capire il presente e l'avanzata delle destre identitarie a livello globale – dall'ombra di Donald Trump alla dottrina militare israeliana, fino alle reazioni incendiarie in Italia – è necessario smontare la narrazione emotiva e analizzare i fatti con il bisturi della storia e della geografia.
🗺️ Il primo inganno: La geografia smonta la propaganda su Schengen
La geografia contro la propaganda: come mostra chiaramente l'infografica, l'exclave di Ceuta è un'isola giuridica incastonata nel Nord Africa. Le rotte marittime verso Algeciras o Malaga sono sottoposte a rigidi controlli della Polizia di frontiera spagnola, rendendo impossibile il transito diretto e incontrollato verso lo spazio Schengen europeo continentale.

Nelle ultime ore, una parte della politica italiana di destra – guidata dalle dichiarazioni di esponenti del governo e supportata dalla retorica anti-immigrazione di figure come l'eurodeputato Roberto Vannacci – ha evocato scenari apocalittici, minacciando l’immediata sospensione del trattato di Schengen nei confronti della Spagna. L'argomentazione è semplice: “I confini spagnoli crollano, dobbiamo blindare l'Italia”.
Ma basta aprire un atlante per rendersi conto che si tratta di una clamorosa falsità didattica:
  1. Ceuta è un’isola giuridica e geografica: Pur essendo territorio spagnolo, l’exclave si trova fisicamente in Nord Africa, circondata dal Marocco e dal Mar Mediterraneo.
  2. Nessun accesso diretto all'Europa: Un migrante che varca il confine di Ceuta non si trova nello spazio Schengen europeo continentale. Per imbarcarsi su un traghetto o un aereo diretto alla penisola iberica (e da lì nel resto d'Europa), chiunque deve sottoporsi a rigidi e sistematici controlli d'identità da parte della Polizia nazionale spagnola e della Guardia Civil.
La minaccia italiana di ripristinare i controlli ai confini interni (ad esempio a Ventimiglia o negli aeroporti) non bloccherebbe un solo migrante proveniente da Ceuta. Colpirebbe unicamente i turisti e i cittadini spagnoli. Si tratta, come denunciato dal Ministro degli Esteri di Madrid, José Manuel Albares, di una pura operazione di distrazione di massa e propaganda elettorale interna, che ha portato alla formale convocazione dell’ambasciatore italiano in Spagna.
🪖 Il "Makhzen" e l'arma migratoria: Il precedente del 2021
La recinzione di sicurezza fortificata che separa Ceuta dal territorio marocchino. Questo confine fisico, costantemente presidiato dalle autorità spagnole, dimostra come l'accesso alla penisola iberica sia blindato e come i flussi possano essere regolati o tollerati solo attraverso precise scelte e dinamiche politiche da parte del regime di Rabat.

Il regime marocchino (il Makhzen), guidato dal re Mohammed VI, ha storicamente compreso che la disperazione della propria popolazione giovanile può essere convertita in una formidabile leva di pressione diplomatica ed economica contro l'Unione Europea.
Non è la prima volta che accade. Il precedente più clamoroso risale al maggio 2021:
  • Il casus belli: Madrid aveva accolto segretamente in un ospedale spagnolo Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario (il movimento che lotta per l'indipendenza del Sahara Occidentale, territorio occupato dal Marocco).
  • La ritorsione: Per punire la Spagna, la polizia di frontiera marocchina aprì letteralmente i cancelli, consentendo a oltre 10.000 persone di entrare a Ceuta in meno di 48 ore.
Oggi lo schema si ripete. Secondo i rapporti dell'intelligence spagnola, la marea umana di questi giorni è una manovra pianificata e premeditata. Le forze armate di Rabat non si muovono senza ordini superiori: la tolleranza al confine è il prezzo che il Marocco fa pagare a Madrid per le sue ultime scelte di politica estera.
🦅 L'asse Rabat-Tel Aviv e l'ombra di Donald Trump
Per comprendere perché il Marocco agisca oggi con tale spavalderia, bisogna viaggiare indietro nel tempo fino alla fine del mandato presidenziale di Donald Trump. Nel 2020, sotto l'egida degli Accordi di Abramo, la Casa Bianca orchestrò uno scambio transazionale: gli Stati Uniti riconobbero la legittimità della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale in cambio della normalizzazione totale delle relazioni diplomatiche e militari tra Marocco e Israele.
Questo asse si è trasformato oggi in una convergenza militare strutturale:
  • Gennaio 2026: Rabat e Tel Aviv firmano un piano d'azione militare congiunto che prevede la cooperazione nella difesa aerea, nella cybersecurity e nella guerra elettronica.
  • Giugno 2026: Per la prima volta nella storia, un contingente di soldati delle Forze Armate marocchine è sbarcato in territorio israeliano, operando sotto comando statunitense nella Striscia di Gaza.
Quando la Spagna di Pedro Sánchez ha deciso di assumere una posizione di ferma tutela dei diritti umani nel conflitto mediorientale – arrivando a rifiutare lo scalo nei porti spagnoli a navi cargo cariche di armi dirette in Israele (navi che sono state poi prontamente accolte nei porti del Marocco) – ha sfidato apertamente questo asse geopolitico. Le provocazioni della famiglia Netanyahu (con il figlio Yair che già nel 2019 esortava sui social "arabi e musulmani" a invadere Ceuta e Melilla) non sono folklore: sono la spia di un'ostilità profonda. Il Marocco, forte dello scudo militare israeliano e della sponda delle destre globali, usa i migranti per colpire il governo progressista di Madrid, dimostrando come la cooperazione internazionale si stia trasformando in un club di regimi transazionali.
⚓ Due mari, due pesi: Il blocco delle ONG in Italia vs. il modello spagnolo
Il posizionamento internazionale dei due governi si riflette in modo plastico nella gestione dei soccorsi in mare, svelando l'ipocrisia della retorica securitaria italiana se confrontata con la normativa applicata nello Stretto di Gibilterra dalla Spagna.
  • L'approccio punitivo italiano (Decreto Piantedosi / Cutro): In Italia, l'attività delle navi delle ONG è sottoposta a un regime di sanzioni amministrative asfissiante. Il decreto impone il divieto di effettuare salvataggi multipli, l'obbligo di fare rotta immediata verso il porto assegnato dalle autorità (spesso situato nel centro-nord Italia, a giorni di navigazione dal luogo del soccorso) e prevede il fermo amministrativo della nave e multe milionarie in caso di violazione. Una strategia pensata deliberatamente per svuotare il Mediterraneo centrale di occhi scomodi e testimoni.
  • Il modello di soccorso spagnolo (Salvamento Marítimo): Nello Stretto di Gibilterra e nelle acque prospicienti le exclave, la Spagna applica una dottrina radicalmente opposta, basata sul primato del diritto internazionale del mare (Convenzione di Amburgo SAR). Il soccorso è coordinato direttamente da un'agenzia statale pubblica (Sociedad de Salvamento y Seguridad Marítima), che collabora e non criminalizza le imbarcazioni civili e le ONG. Per Madrid, salvare una vita in mare è un obbligo giuridico e morale inderogabile, non un reato da sanzionare.
Questo divario normativo dimostra come la destra italiana utilizzi la burocrazia interna come arma di dissuasione umanitaria, mentre accusa la Spagna di lassismo solo perché quest'ultima si rifiuta di violare i trattati internazionali sul soccorso marittimo.
📊 La realtà dei fatti contro il mito della "sinistra che spalanca le porte"
La gioventù usata come munizione geopolitica: ragazzi marocchini esultano dopo aver varcato il confine a Ceuta. Dietro i sorrisi di chi pensa di aver conquistato la libertà si nasconde il dramma di una generazione spinta a fuggire dalla miseria e sfruttata dal regime del Makhzen come leva di ricatto contro l'Europa, mentre le destre identitarie ne usano i volti per alimentare la fabbrica della paura.

Il cortocircuito più interessante di questa crisi è tuttavia domestico. L'avanzata delle destre in Italia e in Europa si fonda da anni su un dogma incrollabile: "La sicurezza è crollata perché la sinistra ha governato e ha spalancato le frontiere".
I dati storici ufficiali del Ministero dell'Interno italiano degli ultimi vent'anni (2008-2026) raccontano però una verità matematica completamente diversa, come evidenziato dai grafici sulla durata complessiva degli incarichi al Viminale:
[ GESTIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO IN ITALIA 
(2008-2026)█ Area Centrodestra (Maroni, Alfano, Salvini, Piantedosi): 11 anni (55%) ▓ Ministri Indipendenti/Tecnici (Cancellieri, Lamorgese): 7 anni (35%) ░ Area Centrosinistra (Minniti): 2 anni (10%)
I provvedimenti più strutturali che hanno disegnato l’attuale sistema di gestione, contenimento e respingimento dei flussi migratori in Italia portano le firme del centrodestra: dal reato di immigrazione clandestina di Maroni (2009), ai Decreti Sicurezza di Salvini (2018), fino al Codice delle ONG, al Decreto Cutro e all'esternalizzazione dei centri in Albania sotto la guida di Piantedosi (2022-2026). L'unica parentesi di centrosinistra (i due anni di Marco Minniti) si è peraltro distinta per la firma del controverso Memorandum con la Libia, muovendosi su una linea di forte continuità securitaria.
Una bussola didattica per il futuro
La crisi di Ceuta ci insegna che nel mondo dei "sovranismi" l'interesse nazionale del singolo Stato calpesta sempre la solidarietà ideologica. Il Marocco nazionalista usa i propri poveri contro la Spagna; la destra italiana usa la geografia deformata contro un governo spagnolo non gradito; i leader globali usano la cooperazione militare per isolare le democrazie che sollevano obiezioni umanitarie.

Difendere la verità non è un esercizio accademico: è un atto di autodifesa collettiva. In un mondo dove la propaganda trasforma i confini in armi e i corpi in strumenti di ricatto, restare lucidi è già resistenza. E per me, donna trans che ha imparato sulla propria pelle cosa significa essere bersaglio di narrazioni tossiche, questo impegno non è teorico: è quotidiano, necessario, vitale. Rifiutare le menzogne, pretendere precisione, proteggere i fatti — significa proteggere la possibilità stessa di esistere alla luce del sole. Perché quando un sistema inizia a calpestare chi fugge, presto o tardi proverà a calpestare anche chi parla, chi dissente, chi vive fuori dagli schemi imposti. E io non ho alcuna intenzione di smettere di parlare.

🔗 Fonti ufficiali e approfondimenti per un post blindato:

martedì 30 giugno 2026

Storico in Spagna: le "terapie di conversione" diventano reato penale. Ora si rischia il carcere!

La bandiera Progress Pride con l'inclusione intersessuale: il simbolo universale dei nostri corpi, delle nostre identità e di una resistenza trans e queer che non si fermerà mai.

 Di Vanessa Mazza

Sotto il cielo d'Europa, un altro muro di ipocrisia e violenza psicologica è crollato. In un momento storico in cui i diritti della nostra comunità sono costantemente sotto attacco e ridotti a futili scambi di propaganda politica, una notizia straordinaria arriva a ricordarci che la resistenza paga e che la dignità non è negoziabile. Il Congresso dei Deputati in Spagna ha approvato una storica riforma del Codice Penale: le cosiddette "terapie di conversione" per le persone LGBTQ+ non sono più una semplice violazione amministrativa, ma diventano un reato penale punibile con il carcere.
Fino a questo momento, queste aberranti pratiche pseudoscientifiche erano già vietate sul territorio spagnolo grazie alla "legge trans", ma venivano colpite soltanto con sanzioni economiche. Multe salate, certo (da 10.000 a 150.000 euro), ma del tutto insufficienti a fare da reale deterrente contro organizzazioni, pseudo-psicologi o fanatici religiosi che continuavano a muoversi nell'ombra. Oggi lo Stato spagnolo lancia un messaggio definitivo: reprimere, cancellare o tentare di modificare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di un essere umano è un crimine che l'ordinamento inserisce nell'articolo 173 del Codice Penale, equiparandolo di fatto alla tortura e ai reati contro l'integrità morale.
Il pugno duro della legge: cosa si rischia
La svolta politica, nata da una ferma proposta del partito socialista (PSOE), introduce misure severissime e non lascia spazio a zone grigie: []
  • Fino a due anni di reclusione: Chiunque applichi, promuova o pratichi metodi di avversione o presunta "cura" delle persone LGBTQ+ rischia pene detentive che variano da sei mesi a due anni di carcere, oltre a pesanti sanzioni pecuniarie.
  • Nessun rifugio per i carnefici: Il dibattito parlamentare ha puntato il dito in modo chiaro contro la galassia di coach spirituali, leader religiosi e operatori sanitari abusivi che per anni hanno speculato sul dolore e sul senso di colpa delle persone queer.
  • Il muro dell'estrema destra: La misura ha ottenuto il via libera della Camera bassa con 178 voti favorevoli. Un traguardo importantissimo, raggiunto nonostante l'opposizione feroce e oscurantista del partito di estrema destra Vox, che ha tentato fino all'ultimo di bloccare il progresso. Il testo è ora trasmesso al Senato per l'ultimo passaggio formale che completerà l'iter legislativo. 
Scudo totale per i minori: il consenso non è una scusa
L'aspetto più rivoluzionario e politicamente potente di questa riforma risiede nella tutela assoluta e incondizionata dei minori. Il legislatore spagnolo ha voluto disinnescare la trappola più subdola utilizzata da santoni e famiglie abusive: l'alibi del "consenso" della vittima.
Quando la vittima delle cosiddette terapie è unə minorenne, il presunto consenso della persona o dei suoi genitori non ha alcun valore giuridico. Questo significa che un genitore o un tutore non può in alcun modo autorizzare la distruzione psicologica del proprio figlio in nome di precetti religiosi o ideologici. La legge riconosce l'asimmetria di potere in cui si trovano adolescenti e bambini, blindando i loro corpi e le loro menti da percorsi coatti camuffati da "supporto spirituale o psicologico". Chi tocca i nostri giovani, ora va in galera. Fine della storia.
Spagna vs Italia: due mondi opposti, divisi dal mare
Guardare alla Spagna fa male, se si osserva la realtà dal nostro osservatorio in Italia. Il contrasto tra Madrid e Roma racconta la distanza siderale tra una politica che tutela le vite e una che le usa come capro espiatorio.
Mentre la Spagna punisce penalmente chi tortura psicologicamente le persone LGBTQ+, in Italia le terapie di conversione non sono esplicitamente vietate da nessuna legge nazionale. Nel nostro Paese regna un vuoto legislativo totale. Nonostante gli avvertimenti della comunità scientifica e dell'Ordine degli Psicologi, che considerano queste pratiche gravemente dannose, associazioni ultracattoliche e pseudo-terapeuti continuano a operare indisturbati sul nostro territorio, nascondendosi dietro la libertà di culto o di opinione.
Il divario tra le due sponde del Mediterraneo è sistemico e impietoso:
Diritti e Tutele 🇪🇸 Spagna🇮🇹 Italia
Terapie di conversioneReato penale (fino a 2 anni di carcere).Nessun divieto nazionale o sanzione.
Autodeterminazione TransLegge Trans (2023): cambio anagrafico libero dai 16 anni con semplice dichiarazione, senza chirurgia o perizie.Legge 164/1982: obbligo di percorso medico e lungo iter giudiziario per la rettifica dei documenti.
Matrimonio e FamigliaMatrimonio egualitario dal 2005 con pieni diritti di adozione per coppie dello stesso sesso.Unioni Civili (2016): nessun matrimonio, divieto di adozione e negazione del riconoscimento dei figli alla nascita.
Leggi contro l'OmotransfobiaTutele penali e amministrative d'avanguardia radicate nel sistema giuridico.Affossamento del DDL Zan e assenza di aggravanti specifiche per crimini d'odio omotransfobici.
Una vittoria della visibilità, una cura contro il pregiudizio
Come attivista, come donna trans e come persona che ha fatto della memória e della testimonianza la propria ragione di vita, accolgo questa notizia con un'emozione profonda. Le sanzioni amministrative erano un insulto al dolore delle vittime. Le ferite psicologiche provocate da chi ti dice che "sei malata", che "devi guarire", che la tua stessa esistenza è un errore da correggere, lasciano cicatrici invisibili che durano tutta la vita. Trasformare queste torture psicologiche in un reato da codice penale significa restituire cittadinanza, rispetto e protezione legale ai corpi e alle anime della nostra comunità.
La Spagna si conferma faro dei diritti civili in Europa, dimostrando che la tutela delle persone non è un privilégio o una concessione, ma un dovere fondamentale dello Stato.
Mentre celebriamo questa immensa vittoria, qui in Italia non dobbiamo abbassare la guardia. Sappiamo bene che nessun diritto è acquisito per sempre e che la nostra risposta più forte rimane quella di occupare le strade, a viso aperto, fiere e visibili sotto la luce del sole. Oggi la Spagna ha dimostrato che la giustizia può vincere sulla barbarie. Prendiamo questa forza e portiamola nelle nostre piazze quotidiane.
La nostra felicità condivisa e la nostra determinazione restano la cura più potente contro ogni forma di pregiudizio. Indietro non si torna.
La nostra resistenza continua! 🏳️‍⚧️✊🏾🌈
🌐 FONTI DI RIFERIMENTO E APPROFONDIMENTI
Per verificare i dettagli della riforma penale approvata dal Congresso dei Deputati spagnolo e l'avanzamento dell'iter legislativo, consulta i canali ufficiali:
  • Per il testo della riforma e la cronaca del dibattito parlamentare a Madrid, leggi il reportage ufficiale su El Mundo.
  • Per i dettagli giuridici relativi all'inserimento delle terapie di conversione nel Codice Penale spagnolo, consulta l'approfondimento di El País.
  • Per rivedere la seduta della votazione e le dichiarazioni dei parlamentari spagnoli, vedi la cronaca video di RTVE.

    — vanessa mazza TLGBQI+