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venerdì 17 giugno 2011

Vanguard Brasile: Trans e Chirurgia





Unico paese al mondo che negli ultimi dieci anni vanta un'incredibile crescita economica sostenuta da altrettanti progressi a livello di diritti umani, il Brasile non è solo la terra delle favelas o dei meninos de rua e Davide Scalenghe per dimostrarlo si mette in gioco in prima persona e tra trans, boom economico, calcio, favelas, prigioni violente, ragazzi di strada e varia società porta in campo i veri protagonisti della partita della vita che ogni giorno si gioca i Brasile.

"Trans e Chirurgia" è la prima puntata della serie Vanguard servito con la puntata in onda il 7 giugno: tutti ricordano gli scandali che hanno coinvolto Piero Marrazzo e Lapo Elkan. Scalenghe ha deciso di andare a conoscere da vicino e nel loro paese d'orgine le persone con le quali quei volti noti avevano scelto di circondarsi

Patricia, bellissima trans coinvolta nello scandalo con il calciatore Adriano e con una crudissima storia di vita alle spalle e Luana, violenta e meno bella ma autentica istituzione del mestiere che si prostituisce sui marciapiedi di Rio da una vita, hanno molto da raccontare sull'Italia e sul quel business della prostituzione con i trans che proprio Luana ha iniziato negli anni Settanta sulle strade di Milano e Roma.

Oggi il nostro Paese registra la maggiore richiesta di prostitute trans al mondo e alcune statistiche dicono che addirittura il 40% degli uomini italiani ammette almeno un'esperienza con una trans. Cifre che lasciamo interdetti, di sicuro però i clienti dei trans non sono quasi mai omosessuali latenti ma per lo più uomini che si definiscono eterosessuali, quasi sempre sposati e con figli e nei rapporti con le trans chiedono di essere passivi.

Un duro colpo per il tradizionale machismo italiano che si contrappone a un ulteriore dato da primato che contraddistingue in positivo il Brasile: è il Paese dove ogni 12 giorni un uomo diventa donna, tanto che il Ministero della Salute, con un provvedimento del 2008, ha disposto che il Sistema Sanitario Nazionale si fa carico dei costi sostenuti per il cambio di sesso. Così Davide Scalenghe si mette in gioco in prima persona e incontra Andre Mattos, uno dei chirurghi più stimati per quanto riguarda le operazioni di cambio di sesso (operazione portata a termine da solo il 30% delle trans).

L'autore del Vanguard si sottopone e filma tutte le visite preliminari per iniziare l'iter medico del cambio di sesso.

Anche sul fronte della lotta all'HIV/AIDS, la situazione sanitaria in Brasile registra importanti successi. A dispetto del previsioni dalla Banca Mondiale, che entro il 2000 prevedeva oltre 1 milione di brasiliani affetti da HIV, i sieropositivi oggi sono circa la metà di quella cifra. Il Governo ha avviato una collaborazione operativa con le prostitute brasiliane e la Chiesa, ovviamente ha tirato fuori il cartellino giallo.

Fonte:http://current.com/

martedì 14 giugno 2011

Sorprendente Lady Gaga (ed anche Praitano)


di Mirella Izzo *

Grande Lady Gaga. Premetto che non sono una sua fan. Conosco qualche tormentone delle sue canzoni più famose ma la sua musica non appartiene ai miei generi di musica preferita. Non che mi faccia schifo. Semplicemente non mi è mai interessata come artista (e tantomeno come “fenomeno”). Una premessa fondamentale per far solo capire che non sono influenzata dalla sua fama.
Grande Lady Gaga, ripeto. Grande perché, al contrario delle leadership LG italiane, ha capito che per un Pride è importante parlare e non urlare slogan, rivolgersi direttamente agli interlocutori e non “a nessuno” o solo ai “nemici politici” del momento (non a caso è stata un po’ fischiata quando ha ringraziato Alemanno). Perché ha capito – la regina del trasformismo, capace, secondo Luxuria, di far morire d’invidia le Drag Queen (a meno che non fosse volutamente ironica) – che ad un Pride è meglio presentarsi sobriamente. Non che fosse proprio invisibile ma ha indossato un abito significativo (di Versace, notoriamente omosessuale) e a metà show si è pure liberata delle parti
più evidenti dell’abito, restando con un lungo vestito nero ed ha sia parlato seduta ed ha cantato con il solo pianoforte d’accompagnamento (suonato da lei che non è particolarmente brava, quindi poco “coperta” dagli strumenti). Una voce davvero meravigliosa. Sinceramente facesse un album acustico, potrei cambiare opinione musicale su di lei e comunque ho capito che è una vera artista, una vera cantante (oltre che autrice).
Ma questo è altro argomento.
Il discorso di Lady Gaga ha disatteso ogni aspettativa (non la mia però… io ci speravo almeno contando sull’intelligenza mediatica della Lady)… Non sarà memorabile come quello di M.L.King ma le sue parole sono semplici e chiare. Un discorso quasi più “pangender” che LGBT. Pacato ma soprattutto con un messaggio semplice ma giusto: “siamo tutti uguali” (aggiungo io “nelle differenze”). ha detto “io come donna o uomo… ma che importa poi…” con l’unico riferimento
della serata alle questioni di Genere della serata (almeno quella trasmessa.. Non escludo che alla fine, quando tutti se ne vanno, abbiano dato la parola a qualche trans).
Stupefacente per la sua determinazione e scelta voluta di non distrarre con strumenti o abiti, dalle cose che voleva dire, parlando lentamente per aiutare la comprensione anche di noi italiani che
l’inglese lo mastichiamo poco e male.
Quando poi ho sentito la Praitano (Mario Mieli) ringraziare Lady Gaga perché le sue parole corrispondono con il programma dell’Europride, ho strabuzzato gli occhi (tra qualche anno chissà mi sarei pisciata addosso).
Nulla della storia delle Associazioni che hanno organizzato l’Europride è affine alle parole di Lady Gaga. Ok si è d’accordo sui diritti civili (ci mancherebbe altro) ma per stile, politica e messaggio, l’evidenza era la differenza tra lei e la storia di quella parte di Movimento LGBT organizzatore dell’Europride.
Lei ha ringraziato Alemanno per avere lasciato svolgere la manifestazione (memore, lei, che in paesi molto vicini geograficamente all’Italia, una cosa del genere non sarebbe stata neppure
immaginabile), il Mieli (in buona compagnia… penso all’ArciLesbica e la radiazione della presidente del circolo romano) lanciò una vera e propria scomunica alle associazioni che chiesero un incontro con il sindaco di Roma appena eletto (per capire le sue intenzioni per avanzare istanze, come è normale). Lady Gaga non sa (ed è meglio così) che in Italia l’ideologia arriva al punto che con “Alemanno non si parla perché è fascista” anche se è il sindaco che governerà la città
e quindi anche le persone LGTQI residenti a Roma.
Per carità…pura ipocrisia. Quel che dava fastidio era che alcune associazioni avessero agito senza prima chiedere al Mieli… perché poieccome se si è rapportato con il sindaco fischiato e per cui alcune associazioni vennero “maledette” per quella richiesta, ovviae normale.
Per questo Lady Gaga ha proseguito ignorando i fischi… perché si è rivolta ai governanti per cambiare le cose… Si è rivolta a chi può cambiare almeno leggi e influenzare i costumi. E quando lo si fa, ovviamente, non si può fare la lista di chi ringraziare e chi no. Se in Iran, un successore eventuale dell’attuale governante, togliesse la pena di morte o meglio, depenalizzasse l’omosessualità pur continuando a condannarla religiosamente, se a farlo fosse un Ayatollah… come
dovremmo reagire? Felicitarsi della cosa o no perché proviene da un Ayatollah che comunque è storicamente omofobico?
Lady Gaga, italo americana, è politicamente più avanti della media del “nostro” (anzi vostro) “movimento” LGBT. E dato che lei è una cantante e per quanto ecumenico, il suo discorso non può certo definirsi geniale, la cosa la dice lunga sulla miopia dei “vostri governanti” (governanti del “movimento” o di una sua parte.. ci sono state defezioni all’adesione a questo Europride, in Italia).
L’importante è stato farsi belli con Lady Gaga, tirar su soldi con le feste (legittimo per carità… i costi di un Pride sono enormi, ma ci deve essere qualcosa di più di un appoggio alla leggina Concia).
Una domanda.
Ma le ed i trans sono content* di questo Europride? Della visibilità dei loro problemi? Finita l’occasione per divertirsi a sfilare (ognun* come crede), cosa resta in bocca?
Non un gusto amarognolo?
A me si.

*: Mirella Izzo è fondatrice di Crisalide Pangender.
e-mail: mirella@mirellaizzo.it

Fonte:http://www.notiziegay.it/

lunedì 13 giugno 2011

Referendum, vittoria dei sì. fieri di essere italiani.



Il 13 giugno 2011 sarà una data da ricordare: è la data del risveglio degli italiani dal torpore indotto da una politica corrotta, egoista e opportunista.

Manca ancora lo spoglio di gran parte delle schede referendarie, ma si prevede il più roseo dei risultati e una cosa è certa: gli italiani hanno detto sì. Gli italiani sono andati a votare. Il referendum ha raggiunto il quorum e la voce dell'Italia il cuore del governo: siamo stanchi di questa classe politica!
Berlusconi ha dichiarato che sarebbe andato al mare questo weekend invece di andare a votare e il popolo del web lo ha ripagato così...

Ecco il video esclusivo dei più stretti collaboratori di Berlusconi al ritorno in Italia dopo uno spensierato weekend al mare. Infatti, come suggerito dal premier, avevano ignorato i referendum ma, dopo ore di volo lontani da ogni informazione, alle 16 di lunedì 13 giugno scoprono la realtà. E la accettano con serenità.


Roma, 13 giu. (TMNews) - L'affluenza per il referendum vola sostanzialmente al 57% per tutti e quattro i quesiti e il governo finisce sul banco degli imputati. L'opposizione chiede, compatta, dal Pd all'Udc, a Sel passando per l'Idv, le dimissioni del premier Silvio Berlusconi e il ritorno alle urne. Il presidente del Consiglio assicura che la volontà degli italiani sarà ascoltata ma tiene duro su un punto: perdere il referendum non significa perdere il governo.

I più netti, nella maggioranza, sono, non a caso, i leghisti. Dal Carroccio, infatti, con le parole del ministro Roberto Calderoli arriva un avvertimento: siamo stufi di prendere sberle, prime le amministrative oggi il referendum, "non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un'abitudine". Poi un monito: "Andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in aula il 22 giugno...", giorno della verifica di governo alla Camera. Anche la Chiesa fa sentire la sua voce, con una presa di posizione del Sir, l'agenzia di stampa della conferenza episcopale italiana: l'esito del referendum "è un messaggio diretto al governo" che deve dimostrare "responsabilità". E l'Azione cattolica osserva: i cattolici sono stati "determinanti".

Umberto Bossi e Roberto Maroni hanno tentato in tutti i modi di boicottare il referendum e di influire sul voto, professando la strada dell'astensione. Fino all'ultimo hanno tentato di convincere gli italiani a riappoggiare la testa sul cuscino e continuare a dormire, ma noi ora siamo svegli e non abbiamo intenzione di continuare a vivere in un incubo, preferiemo sognare.
Sognare che i governi smettano di fare i propri interessi iniziando a guardare ai nostri. Sognare che chi ha commesso un reato venga punito, anche se è un Ministro della Repubblica. Sognare che le numerose pale eoliche so sono state costruite nel sud Italia inizino ad esser messe in funzione e non siano solo il pretesto per ricevere dei fondi statali. Sognare un futuro diverso e non radioattivo.
Non sappiamo se dopo questa ennesima stoccata, il governo si deciderà a dichiare fallito il proprio programma. Come non abbiamo idea di come e se l'opposizione sfrutterà questo momento proficuo. La classe politica italiana sarebbe tutta da rifare. E' marcita negli anni e noi con loro. Ma adesso abbiamo seminato il terreno per una nuova fioritura. Se i nostri politici, di destra e di sinistra, vorranno continuare ad esser dei rami secchi verranno potati (ci vorrebbe una seconda rivoluzione francese!). Siamo un popolo che è tornato a sorridere e non possiamo permettere più a nessuno di bloccare la nostra corsa verso una nuova Italia, un'Italia che ascolti davvero le voci dei propri cittadini fieri di essere italiani.



(... invece di fare battute a cui nessuno ride più ormai... ndr)



Fonte:http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110613_190951.shtml

Fonte:http://www.gay.tv/articolo/1/14883/Il-quorum-dei-si--fieri-di-essere-italiani--COMMENTA

Valentijn de Hingh. modella transgender Olandese.

"Dagli 8 ai 17 anni la mia vita è stata filmata perché sono transgender"


Quando digitate Valentijn de Hingh nella barra di ricerca su Google, ottenete molti risultati.
La maggior parte di questi la riguardano, alcuni sono stati scritti da lei.
Passandoli velocemente in rassegna, si notano alcune parole ricorrenti: modella, transgender, documentario. Comunque, descrivere Valentijn come una modella transgender la cui vita è stata seguita da un documentarista non le rende giustizia.

Quando viene filmata la prima volta, Valentijn è un bimbo di otto anni. Inizialmente, le riprese fanno parte di un programma televisivo sui disordini di identità sessuale nei bambini.



In seguito, il documentarista Hetty Niesch decide di filmare Valentijn per un periodo più lungo e di realizzare un documentario sulla sua vita e sulle decisioni che avrebbe preso in futuro. Quel periodo dura nove anni. Quando il documentario va in onda alla tv olandese, nel 2007, la gente capisce di aver potuto gettare uno sguardo unico sulla vita di un bambino trasgender, difficoltà e stigmatizzazioni comprese.

Dopo la messa in onda, Valentijn, che nel frattempo si sottopone a un'operazione per cambiare sesso, si sente in un certo senso sollevata. Pur molto colpita da quanto ha visto, si rende conto di dover procedere con la sua vita, per non rimanere quella che era nel documentario. E così fa.


A 17 anni, con un'altezza di un metro e ottanta e zigomi che molte modelle invidiano, Valentijn non ci mette molto a trovare lavoro presso un'agenzia olandese di modelle. Dopo poco, viene mandata a Parigi, dove sfila sulle passerelle di Martin Margiela e Comme des Garçons. Alla fine, però, viene considerata troppo alta (ha raggiunto un metro e ottantasei) per poter diventare una top model.

Le rimane la passione per la moda.

Annovera Alexander McQueen e Olivier Theyskens come designer preferiti e Isabella Blow come incona di stile numero uno. Non a caso, figure note per le loro creazioni spettacolari o per le loro vite eccentriche, o per entrambe le cose.
Questo si traduce perfettamente nello stile personale di Valentijn, decisamente fuori dall'ordinario.


Nel 2010 inizia a lavorare come assistant booker alla famosa agenzia di modelle Paparazzi di Amsterdam, dove mette a frutto la sua esperienza come modella.

Quando il mondo della moda inizia ad interessarsi a modelli transgender come Lea T. e Andrej Pejic, arriva il momento per rilanciare la sua carriera di modella.

Dopo qualche mese, vola a New York per la prima volta, dove viene ritratta da Patrick Demarchelier per la rivista LOVE, sotto la direzione di Katie Grand.
Lavora anche con Benjamin Alexander Huseby per il controverso Candy magazine di Luis Venegas.
Come risultato, la sua carriera di modella sboccia nuovamente: infatti, al momento sta lavorando con molte riviste.

Al tempo stesso, studia scienze letterarie all'Università di Amsterdam, dove si sente a casa e può essere davvero se stessa.


In futuro, le piacerebbe lavorare nel giornalismo di moda, combinando l'interesse per la moda con la passione per la scrittura. Attualmente, sta avendo successo come contributor del popolare sito olandese Spunk.

Chissà, nel giro di dieci o quindici anni Valentijn potrebbe diventare la nuova Cathy Horyn o la nuova Suzy Menkes.








Special thanks to G. Koning

Producer e testo Jan Clemens Hoek

Filmed by Marco van Rijt

Stylist Habib Yahyaoui

Hair and make-up Chantal van Gogh

Assistants Michele van Vliet, Fleur Hoogeveen

Abiti e accessori: Alexander Wang, Rick Owens, Gareth Pugh, Lanvin, Yohji Yamamoto, Jumya Watanabe

Special thanks to Carma Coma and Kabinet.

Fonte:http://www.vogue.it/vogue-starscelebsmodels/models-and-supermodels/2011/06/valentijn-de-hingh

Trans, in carcere e disperata: tenta di castrarsi da sola


8 giugno 2011
Di
Luca Scialo'

La storia di Ophelia De’lonta, detenuto del carcere della Virginia, che si è visto negare i fondi per provvedere all’operazione e ovviamente il trasferimento in un carcere femminile

Un’adolescenza fatta di rapine, traffico di droga e armi. Il tutto per sopravvivere, ma anche per pagarsi quel tanto agognato intervento chirurgico che gli permettesse di uscire da quel corpo da uomo in cui è nato ma che non lo rispecchia. E’ il caso di Ophelia De’lonta, detenuta in Virginia, la quale è arrivato a un gesto estremo per risolvere il suo problema.

IL TENTATIVO DI CASTRARSI – In carcere, le è permesso di prendere ormoni femminili e indossare l’uniforme di una donna, e gli viene rivolto il “lei”. Ma non si va oltre. Il Dipartimento della Virginia le ha negato il trasferimento al carcere femminile, e il pagamento per un intervento chirurgico genitale. E così è arrivato a un gesto estremo: ha cercato di tagliarsi il pene con tre rasoi usa e getta per circa tre ore. E’ stata fermata, e sono stati necessari 21 punti di sutura.

LA LEGGE NON PREVEDE FINANZIAMENTI – Al carcere non possono essere sicuri che non ci proverà di nuovo; anzi De’lonta pensa che anche la morte potrebbe essere migliore che continuare a vivere con i genitali maschili. “Mi darebbe la pace”, Un altro detenuto transgender ha intentato una causa simile in California, e Todd Gilbert – avvocato in materia di sistema sanitario carcerario – ha sostenuto che “Una prigione non è tenuta per legge a dare a un prigioniero l’assistenza medica che invece avrebbe ricevuto se fosse stato una persona libera, magari benestante”. E aggiunge: “E’ assurdo pensare che i contribuenti vogliano sostenere cambiamenti di sesso con le loro tasse”.Inserisci link

ANDARE OLTRE LE RAGIONI FISCALI E BUROCRATICHE – Ma l’apparente conservatorismo fiscale di dette dichiarazioni possono mascherare la transfobia. Pagare per un cambiamento di sesso non può essere liquidato come aspetto “ridicolo”, se De’lonta è giunto a un inquietante autolesionismo. Alla domanda sul perché non può aspettare la procedura fino a che non esce di prigione, la detenuta dice: “Questo è qualcosa su cui non ho alcun controllo. Sono nato così”. I governi degli Stati devono dunque necessariamente smettere di pensare a un cambiamento di sesso come a un lusso, e riconoscere che per alcuni può essere una questione di vita o di morte. Speriamo che prevalga l’America progressista e moderna, da anni succube di quella conservatrice e ipocrita.

Fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/128663/trans-in-carcere-e-disperata-tenta-di-castrarsi-da-sola/

Europride il discorso di Lady Gaga sul palco del Circo Massimo Roma - Traduzione in italiano



Si è svolta sabato scorso a Roma la tappa finale del lungo corteo voluto dalla comunità lgbt in occasione dell'Europride 2011 con una madrina d'eccezione: Lady Gaga.

Il discorso sul palco: "Difendiamo l'amore". Un milione di presenti. 40 carri in corteo.

Un milione di persone al Circo Massimo per Lady Gaga che è salita sul palco poco dopo le 21.
Occhiali neri e vestito lungo a quadri neri, ha esordito così: "La prima volta che mi sono avviata in questo viaggio artistico e musicale ero una semplice italo americana, Stefani Joanne Angelina Germanotta.
Man mano che mi sono avvicinata a voi con la musica e l'arte e la moda, la celebrazione della nostra individualità, mi è apparso chiaro che la mia missione era diventare parte di questa comunità Lgbt. Oggi e in realtà ogni giorno, noi lottiamo per la libertà e la giustizia. Chiediamo ugualianza piena".
Dopo l'urlo: "Sono arrabbiata come voi. Dobbiamo dare prova della nostra rabbia e della nostra pena e difendere l'amore".

In difesa dell'amore

"Nel mio paese uso Internet per cercare questa giustizia sociale. Io come voi, voglio essere parte della democrazia e avere una voce in capitolo in questa lotta. Noi vogliamo essere attori di questo cambiamento.
Ora parliamo di Europride. Alzate le mani, voglio vedervi tutti. Questa non è solo una festa ma noi siamo qui oggi per difendere l'amore. Voglio ringraziarvi tutti. Ciao Roma! Mi sono svegliata questa mattina nel mio albergo in questa città bellissima e subito ho iniziato a sentire l'eccitazione, grazie, grazie tantissimo per aver permesso alla mia musica di poter entrare tra di voi. Sono orgogliosa di essere qui. Grazie a tutti quelli che combattono per la comunità. Grazie, abbiamo bisogno di leader", ha detto Gaga.

Basta discriminazioni

E ancora: "Dobbiamo andare avanti nella difesa dell'amore. Siamo qui insieme per difendere i dirittti umani, per porre fine alla discriminazione. Ho parlato di queste cose in tutto il mondo, sempre ricordando queste cose. La diseguaglianza ancora si sente in molti governi. Russia. Lituania, Polonia. Libano. I Paesi del Medio Oriente. Non c'è un solo esempio di cattive leggi. Ci sono tante, troppe leggi che hanno effetto su queste persone che non riescono a integrarsi e che arrivano anche al suicidio. Io sono una cittadina del mondo e chiedo ai governi, lo chiedo qui di fronte al mondo, aiutateci. Quando potremo sposarci? Quando potremmo non essere più oppressi?".

Il corteo del Gai pride è partito. Accompagnata da musica tecno e pop a tutto volume, la manifestazione ha iniziato il suo cammino da piazza della Repubblica al Circo Massimo. Apre il corteo uno striscione bianco con la scritta "Europride be proud" e le bandiere arcobaleno dell'Arcigay. Molti i carri in piazza: quello del gay center, del Muccassassina, del Coming out, "il carro delle lesbiche", quello dell'I ken di Napoli, dell'Idv e dei Radicali. Molti i manifestanti stranieri.
Tra i personaggi noti in piazza il segretario di Sel Nichi Vendola, Vladimir Luxuria, la parlamentare del Pd Anna Paola Concia, il segretario della Fds Paolo Ferrero, Franco Grillini, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, e la starlette Stefania Orlando.
Tra i più presi di mira dai manifestanti - circa 500 mila per gli organizzatori - la deputata Paola Binetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi e Papa Reinzinger.


Molto bello e accorato il suo discorso improntato sulla tolleranza e sui diritti degli omosessuali, ma anche sulla necessità del bene in un mondo in cui le forze del male e del razzismo sembrano avere la meglio su tutto.
"Dobbiamo lottare per i nostri diritti, per i diritti della comunità Lgbt nel mondo. Non è solo un party, non è una semplice dimostrazione pacifica: siamo qui oggi per difendere l'amore. Voglio ringraziare tute le belle persone che vedete qui oggi: ciao Roma. È un onore per me essere all'Europride".

La folla la applaude estasiata e la fischia solo quando ringrazia il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che per la comunità lgbt non si è mai battuto abbastanza per far valere i suoi legittimi diritti.

Di seguito il video con parte del discorso di Lady Gaga:



Euro
prede roma 2011





“Sara Sarà”: trans verso il futuro secondo Peppe Lanzetta





“Sara Sarà” è un corto che narra l”epopea’ di Sara Carbone (trans di Piscinola che lavora come parrucchiera e si esibisce in spettacoli di burlesque) e che segna il ritorno di Peppe Lanzetta dietro la macchina da presa.

“Un omaggio a Salvatore Piscicelli - spiega Lanzetta al Corriere del Mezzogiorno - e al suo film ‘Le occasioni di Rosa’: la mitica passeggiata di Marina Suma diventa trent’ anni dopo il percorso di un trans verso il futuro”.

fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

> TRANS*: NOI E LA TESSERA ELETTORALE - STP 2012


di Federica Pezzoli, 10 giugno 2011

Ricordo a tutt@ che le persone trans* sono cittadin@ a pieno titolo, e che il loro voto vale quanto quello delle/degli altr@. Ma c’é un aspetto di cui nessuno parla e che nei fatti si traduce in una disparità. E' la Tessera Elettorale che come tutt@ sappiamo va accompagnata al momento del voto da un documento di riconoscimento.
Avete presente che cosa significa essere indicate a dito dal presidente di turno del seggio che, nel migliore dei casi, di fronte ad una non corrispondenza tra nome e sesso indicato dal documento e la persona che hanno di fronte, la obbligano a vagare tra le file degli uomini e quelle delle donne?
Sono proprio i momenti di vita vissuta come questi che rappresentano per una persona trans* l’umiliazione per un’identità e ruolo di genere non riconosciuti.

L'11 giugno 2011, all'EUROPRIDE ROMA manifestiamo - anche - per la Depatologizzazione Trans* - STP 2012.

DEPATOLOGIZZARE L'IDENTITA', LIBERARE I CORPI
"Condividiamo e sosteniamo la campagna europea "-stop 2012-" (http://www.stp2012.info/old/it/manifesto) per la depatologizzazione e l'eliminazione del transessualismo dal DSM (e da tutti i manuali diagnostici) che etichetta e stigmatizza le persone trans* come malate mentali, condizionandone l'accesso agli interventi necessari per la riattribuzione chirurgica del sesso ed impedendone di fatto l'autodeterminazione e la libertà di espressione. Sosteniamo inoltre la richiesta di eliminazione delle diagnosi di Feticismo, Travestitismo e Sadomasochismo. Pensiamo che questi percorsi si iscrivano nell'ambito di tutte le lotte culturali e politiche che mirano a decostruire un sistema di norme che stigmatizza e che vuole regolare i nostri corpi e le nostre pratiche. E' necessario dunque, un intervento legislativo al fine di ampliare e meglio garantire i diritti delle persone trans*; nello specifico: il diritto all'identità di genere nel rispetto del diritto all'autodeterminazione dell'individuo.

In sintesi, al legislatore si richiede:
a) Una legge che permetta la rettificazione anagrafica del sesso e del nome - in accordo con il genere e il nome scelto - sulla base di una dichiarazione giurata della persona trans* interessata senza dover ricorrere necessariamente e preventivamente ad interventi medico chirurgici demolitivi-ricostruttivi sugli organi sessuali primari e/o secondari; che non obblighi la persona trans* ad un monitoraggio medico e giudiziario, né alla presentazione di una certificazione o perizia di diagnosi di disturbo di identità di genere come condizione di procedibilità e accoglimento della domanda che deve poter essere proposta in carta libera e senza l'assistenza di un legale;
b) Una legge che garantisca nel programma di assistenza del Servizio Sanitario Nazionale i trattamenti ormonali, le operazioni di riassegnazione genitale e/o di collocazione di protesi e tutti gli altri interventi medici che le persone trans* possono eventualmente richiedere per la costruzione della loro identità senza che sia necessaria una diagnosi di disturbo di identità di genere".
http://orgogliosamentelgbtiq.blogspot.com/2011/02/verso-il-roma-euro-pride-2011.html

Fonte:http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14251:trans-noi-e-la-tessera-elettorale-stp-2012&catid=205&Itemid=0

Spagna, in Parlamento arriva la prima trans

Dopo l’elezione di Vladimir Luxuria nel 1996, come prima transessuale nel Parlamento di uno Stato europeo, oggi anche la Spagna accoglie in Parlamento la sua prima deputata transessuale. Parliamo di Carla Antonelli, eletta alle elezioni amministrative del 22 maggio nella lista della Comunità Autonoma di Madrid guidata dal leader socialista Tomas Gomez.

Da oggi, 7 giugno, con l’assegnazione formale dell’incarico, Carla Antonelli siederà alla Camera dei Deputati nelle liste del PSOE, il Partito socialista operaio spagnolo, lo stesso del Primo Ministro Zapatero. Originaria delle Isole Canarie la Antonelli, come racconta il quotidiano El Mundo, è stata la prima madrilena a cambiare nome e sesso all’anagrafe, grazie alla legge sull’Identità sessuale.

Fuggita a 17 anni da una realtà troppo piccola (il villaggio di Guimar Tenerife) che non le permetteva di vivere a pieno la sua identità, Carla Antonelli tenta la fortuna a Madrid e dopo varie esperienze come ballerina arriva il primo approccio con la politica, nel 1996, con l’avvicinamento al Partito socialista. Da questa esperienza nasce il gruppo federale LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), che la Antonelli coordina fino al 2007, quando decide di allontanarsi dalla politica vista la mancata approvazione del cosiddetto Gender Identity Act.

Il Partito socialista la richiama in servizio in occasione delle amministrative e oggi, dal suo seggio nell’Assemblea di Madrid, la Antonelli promette di impegnarsi al massimo per “il bene comune” e non farsi influenzare dalle pressioni mediatiche e dalle polemiche sulla sua candidatura.

Candida MartinoInserisci link

Fonte:http://www.ilquotidianoitaliano.it/gallerie/2011/06/news/spagna-arriva-la-prima-trans-al-parlamento-90509.html/

lunedì 6 giugno 2011

Lady Gaga all'Europride 2011 ‎




Roma - E' arrivata, questa mattina, la conferma ufficiale della presenza di Lady Gaga all'Europride 2011. Ad annunciarlo, in una nota, sono il comitato Europride e Universal music che dichiarano: "E' un'ulteriore conferma del suo sostegno alla causa della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender)".


La cantante si esibirà il prossimo 11 giugno durante la parata finale della manifestazione che partirà alle 17 da piazza dei Cinquecento e si concluderà al Circo Massimo dove l'esibizione di Lady Germanotta è prevista alle 21. La sua partecipazione fa stimare la presenza di 2 milioni di persone.

"Una scossa per l'Italia sui diritti delle persone lesbiche, gay e trans" afferma il portavoce del Gay center, Fabrizio Marrazzo, che aggiunge: "L'Europride può così lanciare un segnale chiaro sull'assenza di diritti in Italia a livello internazionale. Lady Gaga è da sempre impegnata per i diritti gay e ci auguriamo che possa essere d'esempio per molti altri artisti anche in Italia". E' previsto, infatti, che l'artista faccia anche un breve discorso e che partecipi a titolo gratuito.

Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, sottolinea come sia stato di grande aiuto l'appoggio e l'intervento dell'ambasciatore americano a Roma, David Thorne. E' stato lui infatti ad aver scritto una lettera a Lady Gaga, dopo che gli organizzatori dell'Europride gli avevano manifestato la loro amarezza per gli ostacoli che le comunità Lgbt incontrano in Italia, facendo riferimento anche alla recente mancata approvazione della legge contro l'omofobia, presentata in Parlamento dall'on. Paola Concia. "Avevamo bisogno di una voce forte capace di abbattere il muro di silenzio che circonda l'Europride di Roma" sottolinea Patanè.

Una scelta azzeccata quella di Lady Gaga - il nuovo album "Born this way" solo nella prima settimana di vendita ha venduto ufficialmente negli Stati Uniti 1,15 milioni di copie - se si considera che nel 2010 compare al primo posto nella speciale classifica dei 100 artisti più influenti dell'anno, secondo il magazine statunitense Time, e al quarto posto della classifica delle celebrità più potenti dell'anno stilata dal settimanale Forbes. Nel 2011 nella stessa classifica sale al primo posto battendo Oprah Winfrey e sempre la stessa rivista la piazza al 7º posto nella classifica delle donne più potenti del mondo.

Fiorella Espejo

Fonte:http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=68101&titolo=Lady%20Gaga%20all%27Europride%202011

sabato 4 giugno 2011

Editrice e giornalista famosa del celebre Magazine People.com si presenta al mondo come una donna transessuale.

Janet Mock è la editrice associata di http://www.people.com/people/, una delle riviste più celebri, di stile e di importanza internazionale (39,6 milioni di pagine viste al giorno).

Dopo essere diventata una famosa reporter sulle celebrità e di interessi umani, Janet ha deciso di raccontare la propria storia e l' ha fatto attraverso un articolo molto pubblicizzato, apparso su un altra rivista internazionale, Marie claire, così come il proprio sito web, http://janetmock.com/:

"Janet Mock è una scrittrice e una giornalista, una figlia e una ragazza fidanzata, una credente . E 'anche una donna di esperienza transessuale.

"Janet lavora come editore associato per PEOPLE.com. Fuori dal suo ufficio, Janet scrive il suo diario con racconti pubblicati nel suo blog "Food for Thought cibo per pesci, per alimentare il cervello (" Fish Food For Thought "), che è il titolo del suo prossimo libro, una autobiografia del suo viaggio attraverso il sesso durante le scuole superiori. Janet vive a New York e si è laureata presso l'Università delle Hawaii e una presso la University of New York.

"Janet Mock, la propria storia con le proprie parole:

"Mi hanno accolta in questo mondo come il figlio dei miei genitori a Honolulu, Hawaii, nel 1983. Carlo mi hanno chiamato, ma i miei primi ricordi hanno a che fare con una mia compagna di giochi, Janet, la ragazza che ha sempre saputo chi ero. Janet è stata la mia prima vera convinzione, una amica immaginaria segreta che più avanti non potevo ignorare.

"Quando ho raggiunto la pubertà nella scuola media, il mio corpo ha cominciato a cambiare, tradendo Janet. E 'stato difficile vivere in un corpo che non rispecchiava me o il meglio di me, e questo divenne il dramma dei miei primi 18 anni.

"Nella scuola media ho iniziato a usare cosmetici (rossetti, fondotinta, smalto,) il mio regime di bellezza. Sono stata presa in giro, molestata per questo cambiamento di genere, ma le mie realizzazioni e la mia partecipazione a scuola ha vinto la mia mancanza di conformità con le norme di genere. Infatti, quando ero pronta per il mio anno di università, mi sono vestita così femminile, ed ora tutti mi conoscevano come Janet nei corridoi della mia scuola in Kalihi, un posto non facile in Honolulu.

"Con l'aiuto della mia famiglia,e dei miei amici,e del mio endocrinologo e dei miei insegnati di Farrington High School, le cose sono migliorate e, infine, ho vinto l'unica borsa di studio disponibile accademico presso la University of Hawaii a Manoa.

"Dopo il mio primo semestre presso l'Università delle Hawaii, attraversai il globo per Bangkok, dove mi sono messa nelle mani di un chirurgo tailandese, che e riuscito ad unire il mio corpo e la mia anima, diventando l'incarnazione fisica della donna che sapevo di essere e che stata nei miei sogni, avevo 18 anni. Finalmente avevo il corpo che mi rappresentava adesso potevo fare del mio meglio.

"Una volta che le questioni di genere sono state lasciate indietro, mi sono laureata e con una laurea mi sono trasferita a New York, dove ho ottenuto il mio master in giornalismo presso l'Università di New York. Nel 2006, sono stata ingaggiata per lavorare presso il sito di una delle mie riviste preferite, dove ho potuto sfruttare la mia conoscenza enciclopedica della cultura pop, cattive commedie romantiche e tutto ciò che non si deve perdere per nulla al mondo dello spettacolo televisivo.

"Ma scrivere di personaggi famosi mi ha permesso di esprimere solo una piccola parte del mio talento. Il mio invito per un obiettivo più alto è venuto nell'autunno del 2010. Quando è diventato chiaro per me che essere diverse (se sei gay o transessuale, se siete in sovrappeso, o troppo sottili o se la pelle è scura o albino), che è una questione di vita o di morte. Ho imparato a scrivere le mie memorie chiamandole "Food for Fish", era qualcosa che semplicemente non poteva continuare in silenzio. Ho dovuto parlare.

"Ho deciso di raccontare la mia transizione, la mia adolescenza, del passaggio di Carlo a Janet, nella rivista Marie Claire, una pubblicazione per le donne con lo slogan" Più che un bel viso, cerco anche di raggiungere i giovani con il mio proprio video " le cose sono migliorate, con l'appoggio del mio ragazzo Asron Tredwell, che ha fatto il mix delle mie foto d'infanzia con le mie parole, così abbiamo preparato un messaggio che è il mio desiderio di portare speranza alle ragazze e ai ragazzi come me.

"Oggi, spero di trovare un editore per i miei ricordi e continuare a fornire l'ispirazione per i più giovani per condividere storie della mia vita e, soprattutto, vivere la mia verità e la persona che sono veramente. Mi auguro che, parlando apertamente di me, possa aiutare a scacciare la vergogna e di incoraggiare e ragazzi e ragazze come me, di vivere la propria verità, a perseguire i loro sogni più grandi e di raggiungere per creare un nuovo giorno per loro.

"Per conoscere il lavoro di Janet, è possibile leggere il suo blog, ascoltare, o seguire su Twitter o Facebook.


Traduzione: Vanessa Mazza.
Fonte;http://janetmock.com/2011/05/17/janet-mock-comes-out-transsexual-marie-claire/

Lea T., la top transessuale più famosa del mondo ha sfilato in bikini a Rio per Blue Man.,

Il terzo giorno del fashion Rio è stato il più atteso della stagione. tutta colpa di Lea T., La top transessuale più famosa del mondo. Che ha sfilato in bikini e costumi da bagno per il Blue Man, un marchio tradizionale di spiaggia Brasiliana di Rio. Fin dal suo arrivo in Brasile Lea ha causato un gran tumulto. Lunedì è stata fotografata per il catalogo sulla spiaggia di Ipanema. Per poi portare alla sfilata un mare di curiosi che volevano solo vedere lei in bikini brasiliano. E 'stata la sfilata del giorno con il maggior numero di celebrità tra il pubblico. C'era anche il cantante Gilberto Gil.



Con 40 minuti di ritardo, Ana Beatriz Barros ha aperto la sfilata, seguita da Tops come Ana Claudia Michels e Emanuela de Paula. Solo dopo questi T. Lea è entrata in passerella. Prima indossava un costume da bagno decorato con micro shorts rosa. Nella seconda è apparsa con il bikini previsto. Lea sembrava nervosa, ma è stata accolta dal pubblico con applausi e acclamazioni. Le più entusiaste erano gli altri transessuali, nel pubblico.

Durante l'evento da sottolineare la divertente caduta della top brasiliana Ana Claudia Michels. Quando lasciava la passerella cade seduta. Ana Beatriz Barros, che l'ha aiutata a rialzarsi. Entrambe sono state applaudite dal pubblico.

Il fotografo Terry Richardson pubblica sul suo blog Venerdì (3) le foto scattate dopo una festa tenutasi a Ipanema, a Rio de Janeiro durante la settimana. In una immagine, la transessuale top Lea T abbracciata al modello Marlon Teixeira, che ha partecipato con lei e le altre modelle alla campagna per il brand carioca Blue Man.








In un'altra immagine, la figlia di Toninho Cerezo appare accanto al fotografo Terry Richardson.




















































































Vanessa Mazza

Amnesty International all’Europride 2011


La Sezione Italiana di Amnesty International all’Europride 2011 di Roma, per esprimere solidarietà ai pride a rischio in Europa e chiedere all’Italia di contrastare adeguatamente gli attacchi omofobi

La Sezione Italiana di Amnesty International partecipa alle iniziative che hanno preso il via il primo giugno per l’Europride 2011 di Roma e culmineranno nella parata di sabato 11 giugno, nella quale attivisti e simpatizzanti di Amnesty International sfileranno dietro il carro dell’associazione con fumetti e slogan come “Amare è un diritto umano” e “Human rights are my pride”, per manifestare solidarietà verso tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) che ancora, in Europa, non sono libere di vivere e di esprimere il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere e vedono minacciato il loro diritto di manifestare in libertà e sicurezza. Tutt’oggi in Russia, Ucraina e Moldova non è stato ancora possibile organizzare un Pride, mentre in diversi altri paesi europei (tra cui Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Serbia, Estonia, Lettonia e Lituania) le manifestazioni sono a rischio o hanno luogo senza un’adeguata protezione dagli attacchi omofobi.

Amnesty International chiede inoltre alle autorità italiane di garantire più sicurezza alle persone LGBT, colmando al più presto la lacuna legislativa costituita da una normativa che non considera i crimini motivati da discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere alla stregua di quelli fondati su altro tipo di discriminazione, attualmente coperti dalla Legge n. 205/1993 c.d. Mancino (il cui elenco comprende razza, nazionalità, etnia e religione, ma non l’orientamento sessuale e l’identità di genere).

Dal primo giugno, e fino al 12 giugno, sarà allestito all’interno del Pride Park (Piazza Vittorio Emanuele II) uno stand di Amnesty International, presso il quale sarà possibile prenotare il proprio fumetto per partecipare con Amnesty International alla parata, informarsi sulle campagne contro la discriminazione in Europa e partecipare alla foto petizione per mostrare solidarietà verso i Pride a rischio.

L’8 giugno alle 18, sempre presso il Pride Park, la Sezione Italiana di Amnesty International e il Circolo Mario Mieli presenteranno un convegno dal titolo “Human rights are my pride. La lunga marcia per i diritti LGBT in Europa” che sarà un importante momento di confronto e riflessione sulla situazione dei diritti umani delle persone LGBT nei paesi europei. Durante l’incontro Vladimir Simonko, presidente della Lithuanian Gay League e Şevval Kilic, attivista della Istanbul LGBT Solidarity Association, racconteranno le battaglie vinte e le sfide da affrontare, assieme a esponenti del mondo accademico e dell’associazionismo LGBT in Italia.

Vladimir Simonko e Şevval Kilic saranno anche protagonisti di una video chat il 9 giugno alle 15, che sarà possibile seguire in diretta sul sito www.amnesty.it e sulla pagina Facebook di Amnesty International, e di in un incontro aperto che si terrà presso lo stand di Amnesty International al Pride Park il 10 giugno alle 19.

Fonte:http://www.rbcasting.com/primo-piano/2011/06/03/amnesty-international-alleuropride-2011/