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venerdì 18 aprile 2014

25th Annual GLAAD Media Awards 2014


I GLAAD Media Awards sono premi annuali, creati nel 1990, assegnati dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation alle persone che hanno promosso la parità e l'uguaglianza dei diritti per la comunità LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender). 

La premiazione si è svolta sabato sera (12 aprile) a Los Angeles, all'Hotel Beverly Hilton. A premiata, Jennifer Lopez, che ha ricevuto l'onore più grande,per il suo sforzo nell'aumentare la visibilità e la comprensione della comunità LGBT.

Il premio viene consegnato alle persone legate al mondo della comunicazione e dello spettacolo che con il loro lavoro si battono a favore dei diritti per gli omosessuali. Negli anni passati è stato assegnato a star del calibro di Elizabet Taylor, Cher, Janet Jackson, Sharon Stone.

Ma la cantante oltre ad essere una sostenitrice dei diritti gay, ha ricevuto anche una statuetta come produttore esecutivo della serie ABC "The Fosters", la storia di una coppia lesbica che cresce i suoi figli.




Jennifer Lopez, discorso : "Siamo molto orgogliosi di questa serie perché sta facendo sì che le persone giovani si sentano amate e comprese, che è poi quello che mia zia Rita ha fatto con me quando ce n’era bisogno
Sapevo che la serie avrebbe incontrato difficoltà, ma ho deciso di ascoltare il mio cuore e le mie emozioni e ho deciso di andare avanti. Ho sempre sentito un grande amore nei confronti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale.

Il mondo sta cambiando e questo è dovuto al fatto che l’amore è più forte dell’odio. L’amore è amore. E questo è quello che dico ai miei figli [Emme Maribel Muñiz, Ariana Anthony, Cristian Marcus Muñiz,Maximilian David Muñiz, Ryan Adrian Muñiz, ndr] tutti i giorni."

La vincitrice dell’Oscar di quest’anno come Miglior Attrice Non Protagonista Lupita Nyong’o è stata nominata presentatrice della 25° edizione dei GLAAD Media Awards.


Altro premio importantissimo è andato Laverne Cox, conosciuta al grande pubblico come Sophia di Orange is the new black. A premiarla è stata Ellen Page che ha ricordato come l’attrice abbia rivoluzionato la presenza delle persone transgender nella televisione americana. Come sempre Laverne Cox è stata fantastica, «Per anni ho cercato di affermarmi come attrice, ma mi è sempre stato risposto che non era possibile, che i produttori non sapevano cosa farsene di me». Ma alla fine ce l’ha fatta. Grazie alla sua persistenza, ma anche grazie a Jenji Kohan, autrice di Orange is the new black. Tra le tante cose, Laverne ha ricordato la storia di Monica Jones, una transessuale arrestata a Phoenix, in Arizona, con l’accusa di prostituzione solo perché camminava per strada.


Alla fine del suo discorso, Laverne Cox è stata raggiunta sul palco dalla madre. Ed è stato un momento davvero emozionante (anche perché lei era davvero emozionata).


Tra le tante celebrity presenti sabato, anche Naomi Campbell che, chiamata per presentare Ellen Page, ha espresso il suo sostegno affinché «il mondo della moda possa includere modelle transessuali sulle passerelle» e ha salutato Lea T e  Carmen Carrera, le modelle transessuale che hanno conquistato le copertine dei più importanti magazine di moda.

Tra i numerosi vincitori, a trionfare alla lotta alla discriminazione. Vincitore come TV Movie, lo straordinario Behind The Candelabra con Matt Damon e Michael Douglas, mentre il Pioneer Awards è andato a Norman Lear, storico produttore di serie indimenticabile come All in the Family e I Jefferson. Tra i numerosi ospiti alla cerimonia anche  Chaz Bono.

Ecco i vincitori della giornata di sabato:
• Pioneer Award: Norman Lear

• Vanguard Award: Jennifer Lopez

• Stephen F. Kolzak Award: Laverne Cox, star di "Orange Is the New Black"

• International Advocate for Change Award: Manny de Guerre, fondatore del Side by Side LGBT Film Festival a San Pietroburgo, Russia

• Documentario: TIE : “Bridegroom” (Virgilio Film / OWN) e "Call Me Kuchu" (Cinedigm)

• serie drammatica: "I Fosters" (ABC Family)

• film tv o miniserie: "Behind the Candelabra" (HBO)

• programma di realtà: "Big Freedia: Queen of Bounce" (Fuse)

• dramma quotidiano: "“Days of Our Lives” (NBC)


.Newspaper Article: “LGBTQ in the Capital” (series) by Melissa Griffiths (Juneau Empire [Juneau, Alaska])

• Digital Journalism – Multimedia: “We Are Here: LGBTI in Uganda” by Sunnivie Brydum, D. David Robinson (Advocate.com)

• Music Artist: Tegan and Sara, Heartthrob (Warner Bros. Records)

• Comic Book: “Young Avengers,” written by Kieron Gillen (Marvel Comics)

Spanish-language nominees:

• Talk Show Interview: TIE: “Debate por la igualdad” Al Punto (Univision) and “Decisión Histórica” Sin Límites con Elizabeth Espinosa (CNN en Español)

• Local TV Journalism: “Natalia: rompiendo barreras” Noticiero Telemundo Arizona (KTAZ-39 of Phoenix, Ariz.)

• TV Journalism Segment: “Decisión Histórica” Noticiero Telemundo (Telemundo)

• Digital Journalism – Multimedia: “Eric y Juan, un matrimonio feliz a pesar de todo” by Fernando Mexia (EFE.com)

Jennifer Lopez



Laverne Cox




Salvador Camarena and Ross Mathews




Lupita Nyong’o



Naomi Campbell



Maria Menounos



Kat Graham




Rita Moreno



                               Carmen Carrera     

Chaz Bono

Eric Dane and Rebecca Gayheart



giovedì 6 febbraio 2014

Chi è Laverne Cox?


Laverne Cox ,e nata a Mobile, Alabama, nata in un corpo maschile, che con il passare del tempo ha deciso di adeguare alla sua identità di genere..

Laureata a Marymount Manhattan College di New York City, dove ha iniziato la sua carriera di attrice.

Si potrebbe ricordare Laverne Cox come concorrente della 1 stagione del reality show di VH1 voglio lavorare per Diddy , ma in questi giorni l'attrice transgender / produttrice può essere vista nella serie Netflix’s hit TV series Orange Is the New Black.



Con il suo ruolo in  Orange is the New Black , la Cox ha fatto la storia come la prima attrice transgender afro-americano con un ruolo da protagonista in un show televisivo.

La Cox, che ha lo stesso insegnante di recitazione, della premio Oscar Nicole Kidman, e protagonista nella serie come la detenuta Sophia Burset. Il suo ruolo è un’assoluta novità per la televisione statunitense, perché rappresenta uno dei rarissimi casi in cui una donna transessuale in tv non è una prostituta. Caso ancora più raro, l’interprete stessa è una donna transessuale.

Laverne Cox è un’attrice, produttrice ed attivista per i diritti delle persone transessuali. Ha iniziato la sua carriera televisiva nei reality show, per poi dedicarsi alla recitazione. Il ruolo di Sophia è finora il più importante della sua carriera e l’attrice, che alla recitazione affianca l’attività di attivista scrivendo per diverse testate, tra cui l’Huffington Post e in conferenze e dibattiti pubblici, è diventata un vero simbolo e rappresentante dell’intera comunità transessuale.


Recentemente il sito Internet Gawker l’ha intervistata a proposito della percezione e rappresentazione delle persone transessuali, della sua carriera, dei pregiudizi e delle sfide che ancora oggi devono affrontare. Riportiamo un estratto delle risposte più significative.

Abbiamo parlato di quanto sia importante la rappresentazione della tua immagine. Pensi che essere trans aumenti questa sensibilità?

Penso che tutte le attrici dovrebbero prestare attenzione a questo aspetto. Non so se ha a che fare con il mio essere trans, forse è così. Siamo tutti insicuri, credo dipenda dal desiderio di controllare come siamo rappresentati.

Cosa ti rende insicura?

Il modo in cui appaio.

In termini di aspetto fisico?
Per qualsiasi cosa. Stavo cercando online delle foto dallo show. In passato mi dicevo “quando avrò successo, avrò un aspetto diverso. Dovrò sottopormi ad altri interventi chirurgici, sarò più magra. Quella sarà la versione di me che ha successo.” E invece, con il mio aspetto e nonostante tutte le mie imperfezioni, le persone stabiliscono una connessione con il mio personaggio, con la mia storia. Le persone amano Sophia. Sono in questo show che è un grande successo e non assomiglio a Beyoncè. Quindi, forse posso essere davvero me stessa, forse questo è sufficiente.
Ho lavorato molto sulla gestione della vergogna. Brené Brown dice che la vergogna è il non sentirsi degno di amore e affetto. Credo che la vergogna sia transfobia interiorizzata, razzismo interiorizzato.

Come si manifesta la tua transfobia interiorizzata?

La maggior parte delle volte sono io che me la prendo con me stessa perché non sono abbastanza carina. Ci sono tutti questi articoli “Laverne Cox ha rotto il soffitto di cristallo trans”, tutti che dicono come il mio ruolo sia una svolta storica, e cose simili. Ci sono momenti in cui penso “Non sono abbastanza carina per essere questo tipo di ragazza, non sono abbastanza carina per rappresentare la comunità in questo modo”. A volte mi sembra di avere una voce maschile, oppure non mi sento abbastanza femminile, non sento di fare abbastanza. La più grande forma di omofobia, transfobia o razzismo interiorizzati si manifesta nel modo in cui trattiamo le persone della comunità.

Lo show esplora le differenze tra identità di genere ed orientamento sessuale, un aspetto poco considerato nella pop culture.

Sì, tutto questo è davvero Introduzione al mondo trans! Io dico da anni che l’identità di genere e l’orientamento sessuale non sono la stessa cosa, ma tante persone lo ignorano. Credo che ci sia un motivo per cui siamo compresi nella comunità LGBT, accanto a gay, lesbiche e bisessuali, ma per noi non si tratta di orientamento sessuale, ma di identità di genere.

Sono anche convinta che molti dei problemi che le persone sembrano avere con gay e lesbiche, specialmente nella fase di crescita dei bambini, riguardano il genere. Riguarda qualcuno che è nato maschio, ma che non si comporta come ci si aspetta che un ragazzo si comporti. Tanti di questi problemi riguardano il genere e la paura della femminilità nella nostra cultura. (…) Anche nella storia del femminismo, la femminilità è stata presentata come qualcosa di innaturale, e la mascolinità come qualcosa di autentico, in tante teorie femministe, anche recenti, la femminilità è considerata artificiale, finta. Qualcosa da temere, e da punire. Tutto ciò è parte del patriarcato. Per tante ragioni, non possiamo parlare di omofobia e transfobia senza parlare di patriarcato.

Questa nuova stella, sta attualmente girando la 2 stagione della serie e sta anche co-producendo un nuovo documentario sulla carcerazione di una donna transgender di colore, CeCe McDonald.

McDonald, che fu incarcerata dopo aver difeso se stessa durante un violento, attacco transfobico e razzista che poi ha provocato la morte di uno dei suoi aggressori.

Vanessa Mazza

Fonte;https://www.youtube.com/watch?v=Elkyk9YSub0
https://www.youtube.com/watch?v=t_znTP-sWi8