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domenica 16 febbraio 2014

Vladimir Luxuria arrestata a Sochi, per atto di CORAGGIO E DIGNITA. Sventolava una bandiera arcobaleno

Il racconto di Imma Battaglia: «Ho ricevuto un sms di Vladimir che mi chiedeva aiuto, ho provato a richiamare, l'ho sentita per due minuti, dopodiché il nulla». L'Unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata.

Vladimir Luxuria, anche detta Vladi, è un'attivista, scrittrice, conduttrice televisiva, attrice, autrice teatrale ed ex politica italiana. È stata deputata della XV Legislatura, durante il Governo Prodi II. È stata la prima persona transgender ad essere eletta al parlamento di uno Stato europeo. Alla fine degli anni ottanta inizia il suo impegno nel movimento per i diritti della comunità GLBT (gay, lesbica, bisessuale e transgender). Entra a far parte del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, di cui nel 1993 diventa direttore artistico organizzando la serata Muccassassina, Insieme a Imma Battaglia e Vanni Piccolo fu organizzatrice del primo Gay Pride d'Italia, che si tenne a Roma il 2 luglio 1994 e al quale parteciparono circa diecimila persone. Nel 2006, su proposta di Rifondazione Comunista, si candida come indipendente alla Camera dei deputati. La campagna elettorale, raccontata nel documentario L'eletta, la porta a diventare la prima parlamentare transgender di un Parlamento europeo.

«Ho appena ricevuto una telefonata da Vladimir Luxuria. È stata arrestata dalla polizia a Sochi mentre assisteva alle Olimpiadi con una bandiera con la scritta in russo “Gay è ok”». Imma Battaglia, presidente onorario di «Dì Gay Project» non nasconde la sua preoccupazione. E, contattata da Corriere.it, racconta: «Vladimir era in Russia per un servizio, forse, delle Iene, così mi diceva il suo agente. Mi ha mandato un sms pochi minuti fa con scritto: “Aiutami sono imprigionata. Sono sola”. Ho provato a chiamarla, due minuti al telefono e poi la linea è caduta». Non solo: «Mi ha detto che le hanno ritirato tutti i documenti» continua Battaglia . Secondo lo staff del ministro degli Esteri, Emma Bonino, «l’ Unità di crisi è già attiva per il fermo di Vladimir Luxuria».

DENUNCIA - «L’atteggiamento degli agenti - racconta ancora Battaglia - è stato brutale e aggressivo. Nessuno parla inglese, Vladimir non è riuscita a capire nemmeno in quale commissariato si trova. Ora si trova da sola in una stanza con luci al neon in faccia, presumibilmente in stato di fermo». Battaglia ha contattato immediatamente il ministro degli Esteri Bonino: «Il ministro Bonino ha già allertato il console e l’unità di crisi a Sochi, ci hanno detto di stare tranquilli. Stanno girando i commissariati per cercarla. Noi siamo pronti a partire».

L’ARRIVO A SOCHI - Luxuria aveva annunciato il suo arrivo nella città russa già nelle prime ore del pomeriggio. «Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin!», aveva scritto su Twitter l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista, postando anche una foto che la ritraeva nel Parco olimpico mentre sventolava un ventaglio arcobaleno. Dopo la notizia del suo arresto, l’hashtag #freeluxuria è diventato subito trending topic.

REAZIONI - Messaggi di solidarietà da parte di tutte le associazioni e esponenti del mondo glbt (Gay, lesbiche, bisex e transessuali) non si sono fatti attendere. «State tranquilli», scrive su Twitter Anna Paola Concia. «L’arresto della ex parlamentare italiana mostra tutta l’ipocrisia di Putin e del suo regime», dice Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico. Solidarietà è arrivata anche dal leader di Sel,Nichi Vendola: «Ribelle, libera, senza paura dei gendarmi della moralità di Stato. Grazie @vladiluxuria».

Forza Vladimir e grazie per il tuo coraggio!

venerdì 7 febbraio 2014

Carta olimpica, il doodle di Google sui gay e Sochi

Il rimando alle "discriminazioni" e i colori alludono esplicitamente alle discussioni sull'omosessualità in Russia


Alla Carta Olimpica, il documento che contiene le regole per organizzare le Olimpiadi estive e invernali, Google ha dedicato il suo doodle di venerdì 7 febbraio, giorno in cui iniziano ufficialmente i Giochi invernali di Sochi 2014, in Russia. Il doodle non fa diretto riferimento a Sochi e non nomina nemmeno la città e l’evento, sottolineando invece i valori di uguaglianza espressi dalla Carta Olimpica. Nella pagina principale di Google c’è anche una citazione dal documento:


La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.


Il doodle sulla Carta Olimpica mostra sei discipline olimpiche in altrettanti riquadri colorati, che riprendono i colori dell’arcobaleno, il simbolo più usato dalla comunità LGBT (persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender) per promuovere le campagne tese ad avere gli stessi diritti degli eterosessuali. Il governo russo è accusato da tempo di non tutelare la comunità LGBT e di recente ha approvato una nuova legge, che di fatto vieta di parlare pubblicamente del tema dell’omosessualità. Per questo motivo molti capi di stato e di governo hanno deciso di non partecipare alla tradizionale cerimonia di apertura che si terrà venerdì 7 febbraio a Sochi. Il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, sarà presente e ha spiegato in una lunga lettera le sue motivazioni.

Google non ha dato informazioni ufficiali sulla scelta del proprio doodle e non è detto che lo farà, ma l’allusione alle discriminazioni russe contro gli omosessuali è evidente. L’illustrazione è molto diversa dai doodle precedenti dedicati alle Olimpiadi. Per i Giochi invernali di Torino 2006 e di Vancouver 2010 la società realizzò doodle che facevano espressamente riferimento agli eventi sportivi in quelle città, senza richiami come quello sulla Carta Olimpica per Sochi 2014 o citazioni di “discriminazioni”. Nei prossimi giorni, dovrebbero comunque esserci nuovi doodle più tradizionali dedicati alle gare delle Olimpiadi.