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lunedì 21 aprile 2008

UE, GRUPPO EVERYONE: ‘NO ALLA CANDIDATURA DI TAJANI E ALLE CARICHE DI EURODEPUTATI PER FIORE E ROMAGNOLI


Il Gruppo EveryOne esprime la più ferma protesta contro la decisione del PDL, vincitore delle elezioni politiche 2008, di mandare al Parlamento Europeo, in sostituzione degli eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti, propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell'Olocausto Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore). L'ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: "Le camere a gas? Devo dire francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no"; "Hitler? Fu uno statista che commise degli errori". E riguardo al suo partito: "Chiamarci fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori, come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale, capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l'individuo...".

Il Gruppo EveryOne protesta con altrettanta decisione contro la candidatura di Antonio Tajani quale sostituto di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea. Antonio Tajani è infatti noto sia per le sue posizioni omofobe che per la sua avversione nei riguardi dei Rom, ideologie che contrastano con le convenzioni internazionali per i diritti umani e con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. "E' davvero inquietante che il centrodestra favorisca irresponsabilmente l'inserimento di personaggi legati a ideologie pericolose in ruoli di grande responsabilità politica e civile," affermano i leader del Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau "ed è altrettanto inquietante l'ipotesi, avanzata quest'oggi dal PDL, di affidare il Ministero italiano dell'Interno alla Lega, un partito che non ha mai nascosto posizioni xenofobe e razziali: sarebbe come dare il via a purghe etniche e campagne di discriminazione razziale incontrollabili, proprio quest'anno,” continuano gli attivisti “in cui il Parlamento Europeo e la Commissione contro le discriminazioni razziali delle Nazioni Unite hanno ammonito ufficialmente e ripetutamente l'Italia per le sue politiche intolleranti. La Lega, inoltre, con il suo accanito antimeridionalismo, non rappresenta tutto il Popolo italiano, condizione essenziale per un ministero come quello degli Interni".

Esprimendo viva preoccupazione per la deriva fascista, xenofoba, omofoba, antizigana e antisemita in cui le Istituzioni italiane stanno scivolando, il Gruppo EveryOne chiede alle Organizzazioni per la tutela dei diritti delle minoranze, alle Comunità ebraiche e a tutti coloro che ritengono di portare la fiaccola dei valori dell'antifascismo, della Memoria dell'Olocausto e della solidarietà sociale di unirsi alla nostra protesta e di chiedere che a rappresentare il Popolo italiano presso le Istituzioni nazionali e internazionali siano scelti candidati esemplari, in possesso di comprovati requisiti di integrità, civiltà e tolleranza.


Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com

V2 DAY - LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO

Vday
Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Beppe Grillo

Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l'ingerenza della politica nell'informazione.
Il lettore non conta nulla per l'editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).
Beppe Lopez ha scritto un libro: "La Casta dei giornali", un viaggio nella disinformazione. Ogni giorno ne pubblicherò un estratto fino al 25 aprile.

Abolizione dell'ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.
Nel 1963 l'albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.



Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatori – proporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Fonte: www2.beppegrillo.it/v2day/

sabato 19 aprile 2008

Silvia: "Non chiamatemi trans"di Michele Sabia


Indiscussa protagonista del Grande Fratello 8, Silvia Burgio è anche la vincitrice morale di questa edizione, come lei stessa ama definirsi. E a Gay.it dice: «Sono Silvia, non "la trans"»
La tua partecipazione al Grande Fratello cosa ti ha lasciato di bello?
Il grande calore della gente, che mi ferma per strada, mi abbraccia e vuole sapere.

Qual è la curiosità più grande che le persone hanno nei tuoi confronti?
Quello che ho notato nella gente è che è stanca di sentire affibbiare etichette. Il pubblico si è stancato e dice basta. La gente ha bisogno di essere svegliata, di uscire dal letargo e sente forte l'esigenza di andare avanti.

Ma la tua transessualità non credi sia vista dai gay, più che come un'etichetta, come un incentivo positivo a cambiare e ad abbattere le discriminazioni?
Ma questo sicuramente. Ciò che contesto è quello scrivere sui giornali: "La trans del Gf". Questa è un'etichetta! Io sono Silvia Bugio con un passato, che sono disposta a raccontare, però non accetto etichette, perché prima di tutto sono una persona. È ora che inizino a trattarci come persone con un vissuto ed un essere. Ognuno è diverso dall'altro, non per questo bisogna catalogare.

Pensi comunque che la tua presenza sia servita a chi si trova a vivere la tua condizione, e più in generale al mondo gay?
Mi auguro che sia servita anche al mondo omosessuale. È giusto e sacrosanto vivere la propria vita in trasparenza e fin dove c'è amore nulla è contestabile. È giusto che la gente abbia ogni tipo di diritto e si senta libera di essere quello che vuole.

La transgender Vladimir Luxuria in questi ultimi due anni si è fatta portavoce delle battaglie per le libertà civili e sessuali. Ora però è fuori dal nuovo Parlamento. Ti dispiace?
Mi dispiace che non ce l'abbia fatta ad andare in Parlamento. L'ho vista diverse volte ma non la conosco di persona. Mi piacerebbe incontrarla e poter parlare con lei, credo che abbiamo molto da raccontarci. Non ho altro da aggiungere, anche perché non voglio parlare di politica.

Non volevo che parlassi di politica, quanto conoscere la tua idea sul personaggio, politico e non, Luxuria... ma andiamo avanti
Credo che abbia portato avanti con successo una questione di cui oggi si parla tanto, anche grazie al suo contributo. Vladimir ha fatto molto rumore, e questo va bene. Ha veicolato il giusto messaggio. E non è semplice, anche perché spesso la parola "gay" rischia di essere associata ad immagini grottesche, a parrucche, a pailletes. Questo non è giusto.

La simpatia nei confronti del tuo personaggio è forte, e coinvolge tutti, mamme e bambini compresi. Sorpresa?
Ti racconto un episodio che mi è successo ieri. Ho avuto modo di parlare con un bambina che ha un grande complesso generato dal fatto che i suoi compagni a scuola la chiamano "cicciona". La mamma mi ha chiesto di parlare con lei per rassicurarla. Questo spiega quanto la gente sia avanti. Finito di parlare con la bambina le sue lacrime hanno lasciato spazio ad un meraviglioso sorriso. Uscendo dalla casa temevo i giudizi della gente, invece ho trovato un mondo aperto, un altro mondo.

C'è qualcuno che in passato ti ha preceduto esponendosi e dando un forte segnale di rottura. Parlo dell'indimenticata protagonista di "Mery per sempre", Alessandra Di Sanzo, anche lei trans, che in una intervista a Mattino5 condotto da Barbara D'Urso ha detto di essere una tua grande fan. Cosa le rispondi?
Sono felicissima che Alessandra abbia detto questo. Non ho avuto ancora modo di vedere l'intervista ed appena potrò la guarderò, ma mi avevano riferito delle sue parole meravigliose nei miei confronti. La Di Sanzo mi piace davvero molto come persona e come personaggio.

Se ti dovessero chiedere di essere la madrina del 'Gay pride' piuttosto che di un evento gay, cosa risponderesti?
Perché no!

Come va la storia d'amore con il tuo compagno?
Molto bene. Non posso lamentarmi di nulla.

E con tua suocera?
Anche con lei va molto bene.

Le paure si vincono a volte anche ascoltando musica. Quale prediligi?
Chi mi dà veramente tanta emozione con la sua voce è Mina. In ogni caso la musica mi piace a 360 gradi e la scelgo anche in base al mio stato emotivo.

Madonna ti piace?
È una bravissima ballerina, più che una bravissima cantante. Ciò che di lei mi colpisce è la sua forza ed il suo coraggio. È una donna con le palle. Vendeva patatine nei fast food e guarda cosa è diventata.

Un personaggio maschile che ti piace molto?
Vabbè... Raoul Bova!

Cosa vorresti dire ai nostri lettori?
Non aver paura e trovare sempre la forza di vivere.

Infine, proposte lavorative te ne sono arrivate?
Stiamo scremando le tante proposte che sono arrivate, ma posso anticiparvi che ne vedrete delle belle.

di Michele Sabia
Venerdì 18 Aprile 2008
Gay.it

venerdì 18 aprile 2008

CIRCOLO MARIO MIELI: SUBITA IRRUZIONE FASCISTA


Un folto gruppo di ragazzi di eta' compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso dell'associazione, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e il materiale informativo dell'Associazione". Lo comunica in una nota lo stesso circolo.

"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione- si legge- i vandali si sono allontananti gridando improperi come 'froci di merda' e inneggiando al Duce e ai campi di sterminio. Temiamo che questa situazione sia collegata al clima elettorale. Se cosi' fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'".

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli "si augura che questo sia stato solo un episodio isolato, anche se grave, e che non si tratti invece di un'azione 'programmata', una sorta di 'spedizione pilotata' che potrebbe riproporsi in futuro e che metterebbe a rischio le attivita' del Circolo Mario Mieli (che opera nella capitale da 25 anni) e l'incolumita' e la sicurezza delle persone all'interno dell'Associazione".

mercoledì 16 aprile 2008

RATZINGER CONTESTATO PRIMA DEL SUO VIAGGIO NEGLI USA


Con l'arrivo del Papa in terra americana, i media nazionali si sono dati da fare per raccogliere umori e pensieri dei fedeli cattolici d'oltreoceano. Solo due anni fa, quando divenne Pontefice, il 52% dei cattolici statunitensi pensava che Benedetto XVI vivesse distaccato dalla realtà. Oggi, la percentuale è salita al 62%. Il Papa, che visiterà New York e Washington fino al 20 aprile prossimo, incontrerà il presidente George W. Bush e parlerà all'ONU.
Il network ABC, che ha condotto un'inchiesta interpellando gli americani cattolici, ha rivelato che il 60% di questi sono in disaccordo con il divieto di matrimonio per i preti e che lo stesso numero non condivide il divieto alle donne prete. Nonostante il 30% degli americani venga educato alla fede cattolica, soltanto il 22% vi resta legato per tutto l'arco della vita. Molti, con l'età, passano a congregazioni cristiane alternative. Le associazioni di cattolici LGBT accoglieranno il Papa con cenere al posto dei fiori, perchè le ceneri "erano un antico e appropriato modo di accogliere i peccatori che creavano divisone e sofferenza nella Chiesa" e con fischietti "il metodo con cui gli operai polacchi protestavano per le violazioni dei diritti umani sotto il governo comunista. Un modo per protestare contro le mancate riforme, che questo Papa è incapace di portare avanti".
DignityUsa, associazione americana LGBT cattolica, si appresta a sponsorizzare una serie di eventi pubblici di contestazione, in occasione del prossimo viaggio apostolico del Papa negli Stati Uniti. Il Pontefice sarà in visita prima a Washington e sucessivamente a New York, dal 15 al 20 aprile.

Le manifestazioni organizzate da DignityUsa si terranno nelle due città visitate da Benedetto XVI. "Tutti i nostri eventi sono programmati per essere pacifici, pieni di preghiera e positivi - ha reso noto Marianne Duddy Burke, direttrice esecutiva di dell'associazione LGBT - ma allo stesso tempo dobbiamo far conoscere i danni che gli attacchi alla nostra comunità, da parte di questo Papa, hanno causato a un numero enorme di individui e famiglie".

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

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Yemen: la sposa-bambina, Nojoud Muhammed Nasser, ottiene il diritto alla sua libertà


E’ una storia a lieto fine, ma non è una favola. Anzi. Nojoud Muhammed Nasser ha vinto la sua battaglia. Il tribunale ha finalmente emesso la sentenza che ha permesso la liberazione da un vincolo troppo grande per questa piccola donna dello Yemen.

“Gli abusi del marito e il fatto che non era ancora matura sono una ragione sufficiente per annullare il matrimonio”.

L’annullamento su richiesta della donna, secondo la legge yemenita, prevede che la famiglia restituisca la somma pagata dal marito come dote per le nozze, che ammonta a 100.000 rial (316 Euro). Oggi la cifra è stata ripagata grazie alla commozione dell’animo umano, che in questo caso si chiama Emirati Arabi Uniti.

Nojoud è la prima ad aprire il vaso di Pandora: chiedere il divorzio dal marito, in una società tribale dove i matrimoni precoci sono consuetudine. In un Paese arabo come lo Yemen, tra i più poveri al mondo, queste unioni combinate sono determinate spesso dalle difficili condizioni economiche delle famiglie, malgrado la legge nazionale fissi a 15 anni l’età minima per il matrimonio. C’è da dire che allo stesso tempo, il codice civile yemenita lascia impuniti i tutori delle minorenni che le danno in spose.

E’ un cane che si morde la coda. Il padre si è pentito. E non è stato incriminato. Il marito, ormai ex-sposo, Faez Ali Thamer, ha accettato indietro la dote ed è tornato libero. Diverse associazioni per i diritti umani e delle donne, insieme a 61 deputati del parlamento yemenita, hanno sollecitato una legge che imponga l’età di 18 anni come limite minimo per il contrare il matrimonio. Ma la Commissione di Giustizia dello Yemen sostiene che non ci sono le basi per modificare la legge secondo i dettami dell’Islam.
Il matrimonio precoce, così come le gravidanze premature, il lavoro e la prostituzione minorile, l’analfabetismo appartengono alle patologie del cosiddetto “malsviluppo”, la cui soluzione ottimale parla di sviluppo, ma soprattutto di istruzione. Quando si parla di diritto all’istruzione occorre ricordarsi di coniugarlo al femminile, perché la discriminazione verso le bambine e le ragazze è l’ostacolo principale alla realizzazione del progresso.

Il principale ostacolo alla realizzazione di questo obiettivo è rappresentato spesso dalla dubbia volontà politica dello Stato, che antepone all’istruzione - diritto inalienabile - altre priorità. E’ un discorso che vale tanto per i Paesi ricchi, che danno meno di quanto potrebbero e dovrebbero dare, quanto per quelli in Via di Sviluppo, che adottano politiche sociali miopi e senza futuro.

Ritenere che l’istruzione sia superflua per le figlie, che il loro ruolo non sia destinato a cambiare, contribuisce solo ad allontanarci da quel traguardo intelligente che è l’educazione e lo sviluppo. L’istruzione femminile, non solo restaura un diritto sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, ma più di ogni altra cosa, porta innegabili benefici all’intera società. Una bambina istruita sarà in grado di aumentare il suo livello di vita. Avrà la possibilità di acquistare indipendenza economica, di ricoprire posti di rilievo. Comprenderà l’importanza del diritto alla salute. Riuscirà ad adottare misure preventive contro l’AIDS. Non incontrerà i pericoli della prostituzione e dello sfruttamento. Avrà più coscienza del futuro, per se stessa e per i suoi figli. Perché dovrà viverci dentro.

martedì 15 aprile 2008

L'Italia verso il terzo governo Berlusconi


Alla fine ce l'ha fatta. Per la terza volta. Silvio Berlusconi si appresta a formare il suo terzo, e forse ultimo, governo.

Il dato di per sé non è sorprendente. Chi aveva in mano i sondaggi, pur non potendoli pubblicare, si aspettava una vittoria abbastanza netta del centrodestra. Abbastanza netta. Il fatto è che qua si tratta di una mezza Caporetto. Di sicuro dei partiti laici. Non entreranno infatti, in nessuna delle due camere, tutte quelle formazioni che hanno rivendicato con orgoglio e tenacia i propri valori laici, che a volte sfioravano l'anticlericalismo.

Rimangono fuori i Socialisti di Boselli che avevano stampato quei manifesti così diretti (lo slagan era "Sono incazzato") ma così scarsamente efficaci. Rimane fuori il coraggioso esperimento che si è chiamato Sinistra Arcobaleno e che da domani si scioglierà per formare chissà cos'altro. Rimangono ai margini, prevedibilmente, i mini-partiti neocomunisti.

Ma sopratutto rimangono fuori gay, lesbiche e transgender, compresa la prima rappresentante di questi ultimi, Vladimir Luxuria. Un'altra Caporetto: non siederanno in Parlamento nomi eccellenti come Franco Grillini, deputato da anni. Rimane fuori il verde Gianpaolo Silvestri e con lui il suo leader Alfonso Pecoraro Scanio. Rimane fuori la grintosa Titti De Simone.

Gay.it - L'Italia verso il terzo governo BerlusconiIn compenso entra un volto nuovo, Paola Concia, fino ad ora nota solo agli addetti ai lavori.

Non resta - e ci fa piacere - che sperare in lei, e confidiamo che sia consapevole della enorme responsabilità che dovrà portare sulle spalle: essere la sola rappresentante dichiaratemente lesbica del parlamento italiano. L'unica a cui spetterà l'ingrato compito di mediare con l'ala teodem del suo partito, il Partito Democratico.

Un'ultima considerazione. Tre milioni di voti gay non sono stati in nessun modo decisivi. Neanche questa volta. Per l'ennesima volta. Sono andati "dispersi" a questo o quel partito. Quello gay sì, sarebbe stato un voto utile per davvero.

ARNOLD SCHWARZENEGGER: COMBATTERO` IL DIVIETO AI MATRIMONI GAY


Il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha dichiarato pubblicamente che combatterà l'iniziativa di emendare la costituzione della California per introdurre il divieto di matrimonio per le coppie omosessuali. Schwarzenegger ha finora posto il veto sulle leggi approvate dal Parlamento che introducevano anche in California l'istituzione del matrimonio civile per le coppie gay e lesbiche. Ora si dice contrario al divieto assoluto in Costituzione.
"Sarò sempre contrario e combatterò la discriminazione" ha detto il governatore, parlando ad una folla entusiasta di gay repubblicani. Schwarzenegger ha ribadito il suo appoggio alla legge che estende alle coppie gay i benefici legali riservati a quelle sposate e che contrasterà il suo tentativo di abrogazione da parte dei conservatori. Entusiaste le associazioni gay, che vedono nel supporto del governatore la chiave per impedire le iniziative referendarie del prossimo novembre. Esiste un precedente nella storia del partito repubblicano: nel 1979 Ronald Reagan, governatore della California si schiero' con gli omosessuali, bloccando un referendum che voleva impedire a gay e lesbiche di fare gli insegnanti.

Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

PIPPA BACCA: ARRIVATA SALMA AD AEROPORTO MALPENSA


La salma di Giuseppina Pasqualino, in arte Pippa Bacca, e' arrivata in serata all'aeroporto milanese di Malpensa. Ad accompagnare il feretro dell'artista 33enne, uccisa a 22 chilometri da Istambul dopo essere stata violentata, e' stata la sorella Antonietta. Il volo Alitalia su cui viaggiavano le spoglie della donna era atteso dalla madre, Elena Manzoni, dalle sorelle Valeria e Rosalia, dal fratello Giuseppe e da alcuni amici. I funerali di Pippa Bacca sono previsti per sabato.

'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia



Dal prossimo 16 aprile ogni mercoledì andrà in onda alle 22:00 su Cult - Fox Channel 'Reparto Trans', la nuova docu-story raccontata dagli autori di Residence Bastoggi, Liberanti e Hotel Helvezia. Dopo Liberanti, gli autori tornano tra le mura di Rebibbia per raccontare le storie dei detenuti del reparto riservato ai trans, certamente il meno noto.

Gay.it - 'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia Nel reparto si intrecciano le storie di Perla e Manolo (che in carcere si sono innamorati), Cinzia, Ginevra e Angelo, alle prese con passioni, conflitti e libertà negata. Angelo è l'unico gay del gruppo e del reparto, costretto a convivere con i trans con i quali non ha mai avuto buoni rapporti. E poi c'è ancora la storia d'amore, naufragata, tra Cinzia e Ginevra, che mina l'equilibrio dell'intera sezione.

Gay.it - 'Reparto trans': cinque storie trans e gay dentro Rebibbia Le condanne che li costringono a stare a Rebibbia sono le più varie: dalla rapina all'omicidio, dal furto alle lesioni, qualunque sia la ragione, le loro cinque vite si sono intrecciate e adesso vanno avanti tra le quattro mura del carcere. Un mondo che nessuno ci ha mai raccontato.
Ecco il trailer della trasmissione.

La coppia gay Rick e Steve è serie tv dell'anno


"Benvenuti nel più gay dei ghetti gay, West Lahunga Beach, un quartiere trendy con un fuso orario tutto suo. È qui che abitano Rick e Steve, in una favolosa casa due-ingressi-nessun-bambino: volano gli insulti, niente viene taciuto, e la spaventosa, amara verità sul paradiso domestico non è mai apparsa tanto affascinante". Così i creativi canadesi dei Cuppa Coffee Studios presentano il cartone "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo", vincitore ieri a Salerno del Pulcinella Awards, l'Oscar dell'animazione televisiva internazionale assegnato all'interno della rassegna Cartoons on the Bay, organizzata da Rai Trade in collaborazione con Rai e Rai Fiction.

Non propriamente un cartone, facendo muovere pupazzi di plastica nella tecnica dello stop motion, "Rick e Steve" era stato apertamente criticato nei giorni scorsi per i suoi argomenti ritenuti scabrosi dall'amministratore delegato di Rai Trade Carlo Nardello e dalla curia di Salerno, che aveva ritirato dal festival in segno di protesta i giornalisti e la troupe della sua tv locale. Con un'opinione del tutto diversa si è espressa la giuria internazionale di cui facevano parte tra gli altri Patricia Hidalgo di Walt Disney Italia, il pluripremiato autore inglese Barry Purves e lo statunitense Eric Shaw, sceneggiatore di "SpongeBob".

I quali hanno deciso di premiare "Rick e Steve" come Serie tv dell'anno "per la spinta ad allargare i confini sociali, tenendo conto degli stereotipi con uno stile ricco di umorismo e irriverenza". Ieri l'amministratore delegato di Rai Trade Nardello ha precisato che le sue riserve su "Rick e Steve", un cartone che si rivolge comunque a un pubblico adulto, riguardavano l'eventuale messa in onda: "La mia unica preoccupazione era sul target: non lo manderei mai in onda in fascia protetta".

L'edizione di quest'anno di "Cartoons on the bay" segna anche il boom della produzione italiana. La giuria internazionale ha premiato per la prima volta con due Pulcinella due cartoni animati prodotti dalla Rai. "Acqua in bocca", realizzato dai Maga Animation Studios e prodotto da Rai Trade, racconta la storia di una famiglia italiana vista da due pesci che nuotano in un acquario e ha vinto come Miglior serie tv per tutte le età; "Gladiatori", prodotto da Rai Fiction e ambientato nell'antica Roma, ha vinto nella sezione Azione e avventura.

"Questi premi sono la testimonianza del grande sviluppo che l'animazione italiana, ormai tra le realtà più brillanti del panorama internazionale, ha compiuto in questi anni" ha commentato Luca Milano, responsabile dell'Animazione di Rai Fiction.

Tra gli altri premi, la Giuria degli abbonati Rai composta da ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni ha indicato Miglior serie tv per bambini il cartone "Uffa che Pazienza", prodotto da Rai Fiction e tratto dai fumetti realizzati dal compianto Andrea Pazienza, uno dei più prolifici e inventivi disegnatori italiani che qui racconta una favola politica con le vicende di un branco di amici animali, tra cui il leone Pancrazio Sonsazio.

Il premio Unicef per il Miglior programma Educativo e sociale è stato assegnato all'indiano "BBC Chunnilal", uno spot animato che promuove il test dell'Hiv. Il presidente di Rai Trade Renato Parascandolo l'ha considerato "un segno che con il linguaggio dell'animazione è possibile non solo divertire, ma anche informare".
di CARLO MORETTI

Lombardia, Penati: «Sì ai quartieri gay nelle città»

Come avviene a Londra, con Soho, e a Parigi, con il Marais. «Ma purché non concepiti come dei ghetti». Dunque un sì deciso da parte del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, all’idea di costruire quartieri a forte concentrazione gay nelle grandi città italiane. Il timore che possano diventare dei ghetti di emarginazione c’è, e talvolta è accaduto in quelle aree delle metropoli in cui si è provato a concentrare esercizi commerciali indirizzati ai gay, come attorno alla stazione centrale di Milano. Penati proprio su questo punto insiste, «li immagino come Castro, il
bellissimo e vecchio quartiere gay di San Francisco, tenuto bene sia sul piano estetico che su quello urbanistico. Un punto di attrazione turistica anche per gli eterosessuali».
Quanto a Milano se si presentasse l’opportunità di lavorare in questa direzione, Penati si dichiara favorevole fin da subito.

Suor Cristina, prima era un uomo

La castità non le pesa. La solitudine, invece, un po’ sì. Suor Cristina è oggi una quarantenne, ma 20 anni fa si chiamava Marco ed aveva una gran voglia di entrare in convento. Oltre che di cambiar sesso. E per essere se stessa fino in fondo occorreva fare entrambe le cose.
Una volta operata, donna a tutti gli effetti fu ammessa ad un corso per le vocazioni, ad Assisi. Ma da cattolica, lo spazio per lei non c’era: « il mio vescovo, saputa la verità, ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano». Ed oggi, da suora della chiesa della Riconciliazione, vicina al mondo anglicano, Cristina è felice. E se stessa anche nella fede.

giovedì 10 aprile 2008

“Da Sodoma a Hollywood” 23° Torino International Glbtq FilmFest. Il programma completo.


“Da Sodoma a Hollywood” Torino International GLBT Film Festival si avvia verso la XXIII edizione, la terza sotto il tetto della Mole, con il Museo Nazionale del Cinema per la gestione e l’organizzazione: 23 anni di ricerca di un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer. Grazie a uno sguardo acuto e sensibile, anno dopo anno il Festival è cresciuto diventando una delle principali finestre e occasioni di dialogo per la comunità glbt e il grande pubblico.

Il Festival ha inoltre il merito di aver fatto conoscere in Italia le prime opere di registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox, Apichatpong Weerasethakul, Alain Guiraudie, Auraeus Solito e Brillante Mendoza.

A vent’anni dalla morte di Divine, icona per eccellenza del camp,
scomparsa prematuramente a soli 43 anni nel 1988 (e già omaggiata
indirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival la
ricorda attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con la
proiezione di un film di Paul Bartel, Lust in the Dust (1985), dove
appare in coppia con Tab Hunter: fu il loro più grande successo.

Concorso Internazionale
Tre sezioni competitive: lungometraggi, corti e documentari. Tre giurie internazionali (una per sezione) assegnano il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio e un premio alla miglior opera delle altre sezioni. Per ogni sezione competitiva è previsto anche un premio del pubblico.

Panorama
Tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in video.

La Retrospettiva: “ j-ender: big bang love in Japan”
Una immersione inedita, nell'impero dei segni e dei sensi. Da Sodoma a Hollywood e NEO(N)EIGA presentano per la prima volta in Europa una retrospettiva che percorre, lungo le trame del genere e dei generi, la storia del cinema giapponese dagli anni 60 a oggi e di riflesso la cultura del Sol Levante.
Dalla libertà artistica e di costumi della cosiddetta nuberu bagu (la nouvelle vague giapponese) passando attraverso il teatro tradizionale ed il soft core politico e spiazzante dei pinku eiga, il travestitismo e schegge deliranti di cultura pop, fino ad arrivare ad Anime dove attraverso i cartoon viene aperto un mondo di desideri e passioni che difficilmente potrete trovare altrove.
Il cinema si fa lente capace di avvicinare il nostro sguardo di “osservatori distanti” a un Paese e a una cultura la cui complessità si svela negli infiniti paradigmi della sua auto-rappresentazione.

Gli Omaggi
Sébastien Lifshitz: L’eterno road movie
Uno dei personaggi più interessanti del cinema contemporaneo francese, Sébastien Lifshitz, sarà a Torino per raccontare le storie dei suoi film: quelle di giovani dal passato inquieto e alla continua ricerca dell’equilibrio; quelle di giovani in fuga, protagonisti di road movie esistenziali pieni di spiritualità, ma anche di fisicità, a volte unico mezzo d’espressione per il contatto umano. La gioventù, sradicata e ridotta a piccoli frammenti di vita, diventa l’unico tempo possibile della manifestazione dell’Io e delle illusioni non consolabili. Dai primi cortometraggi, tra cui Il faut que je l'aime (1996) e Les Corps ouverts (1998), vincitore del premio Jean Vigo, fino a Presque rien (Quasi niente, 2000), uno dei film più amati dalla comunità gay, e Wild Side (2004), titolo-omaggio ai drop-out di Lou Reed, una delle massime rappresentazioni del cinema queer non rivendicato come genere ma come cinema d’appartenenza alla totalità dei sentimenti.

Stanley Kwan: identità e desiderio
Documentario o fiction, la produzione di Stanley Kwan traccia un percorso unico e fondamentale nella cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare. I protagonisti dei suoi film raccontano la Storia in chiave intima, ne vivono in prima persona le lacerazioni, ce la restituiscono attraverso intarsi di storie personali. I corpi attraversano il passaggio del tempo e il mutamento delle città (Hong Kong, Pechino, Shanghai), forti dell’antico sogno di preservare la bellezza e, per amore, infondono alle immagini la struggente magia del desiderio. La passione che alimenta il cinema di Stanley Kwan si insinua come una brezza leggera da una finestra socchiusa che silenziosa cresce, crea assuefazione e all’improvviso scardina gli equilibri precari dell’esistenza. Tra i film dell’omaggio, presentati a Torino dal regista stesso, Hold You Tight (1997), Lan yu (2001) e Everlasting Regret (2006).

Joe Oppedisano
Uno dei personaggi più interessanti del fashion world statunitense. Inizia la sua carriera come assistente di Robert Bryan e si fa conoscere nell’ambiente lavorando per riviste come Vanity Fair, L’Uomo Vogue e W. Ha vestito star come Ricky Martin e Carol King. Diventa famoso come fotografo sia nel campo della moda, come collaboratore del New York Times Magazine e di Vibe, che dell’editoria gay, firmando servizi regolarmente per BUTT, Gay Times, Pref e Männer Aktuell. I suoi lavori fotografici sono pubblicati anche su prestigiosi volumi d’arte come Self Exposure (2005, Rizzoli) e History of Photography 1840-2005. La sua ultima monografia, Testosterone (2006, Bruno Gmünder) è un best-seller negli USA, dove è andata esaurita nel giro di poche settimane. Al Festival, Joe Oppedisano presenta i suoi due ultimi lavori video: il videoclip That’s Me (2008), singolo dell’ultimo album di Colton Ford, ex attore hard ora cantante dance di successo, anch’egli presente al Festival, e Knockout (2008), making of di uno dei calendari più desiderati dalla comunità gay di tutto il mondo.

Parker Williams
Amato e desiderato da tutti i numerosi estimatori dei suoi film, prima solo attore ora anche regista, Parker Williams, star dell’industria XXX americana e volto di case come Raging Stallions Studios, Falcon e Titan sarà a Torino a presentare il suo lavoro d’esordio alla regia, Lube Job (2005), e la sua performance d’attore nella commedia teatrale Cell Block Q. Dopo otto anni dall’inizio della sua carriera, e dopo gli studi in campo cinematografico, insieme a Matthew Rush, sta creando una sua casa di produzione chiamata Savage Monkey, dedicata all’intrattenimento e al cinema gay a 360 gradi.

Music & Movie Icons: Alaska, la Reina del Glam
Nel film Pepi, Luci, Bom y otras chicas del montón (Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, 1980) Olvido Gara interpreta la parte di una giovane artista che scarica una lluvia dorada, una pioggia di pipì, sulla moglie masochista di un poliziotto.
Una scena rimasta per sempre nella memoria del cinema spagnolo e non.
Olvido Gara, meglio conosciuta come Alaska, è l’enfant prodige della Movida madrileña. Più tardi sarà considerata la musa del movimento. Nata in Messico, nel 1963 e trasferitasi a Madrid nel 1973, a soli 15 anni fa parte del gruppo musicale Kaka de Luxe, dalle cui ceneri all’inizio degli anni ‘80 nasce il gruppo Alaska y los Pegamoides. In quel periodo i bambini spagnoli ricorderanno Alaska nella presentazione di gusto tutto gotico dell’innovativo programma pomeridiano per ragazzi La Bola de Cristal (La sfera di cristallo), trasmesso dalla Televisión Española. Oggi insieme al compositore Nacho Canut è la cantante del gruppo electro-pop Fangoria, figlio del gruppo Alaska y Dinarama. Il loro ultimo disco, El extraño viaje, del 2006, ha scalato le classifiche spagnole. Il Festival vuole ripercorrere la carriera di questa artista completa che, insieme ad Almodóvar, è una dei protagonisti dell’epoca che meglio si è saputa adattare e reinventare nel post-Movida, come cantante, attrice, presentatrice, imprenditrice e influente intellettuale.

Europa Mon Amour: “Fantasmas do amor”
Un viaggio in Portogallo, terra di confine d’Europa, territorio d’amore e di desiderio imprigionato. La scoperta di un cinema-garage, pre-almodovariano e fuori legge nei lavori di Óscar Alves, realizzati tra la metà e la fine degli anni settanta; il cinema degli anni ottanta, con i film di Joaquim Pinto, tra cui Onde Bate o Sol (1989) con Laura Morante, uno dei titoli più significativi della cinematografia portoghese queer, e Na pedra no bolso (1988), uno dei più belli; i fiammeggianti ritratti notturni di Paulo Rocha nel suo A Raíz do Coração (2000); fino a João Pedro Rodrigues, a Torino con O Fantasma (2000), uno dei più amati-odiati dalla comunità gay, e Odete (2005). In collaborazione con Queer Lisboa.

Classici & Moderni: scelti da Giovanni Minerba
Poco o quasi mai visti; o forse troppo, ma mai abbastanza. Una selezione di 9 film, scelti tra i più belli, o semplicemente per ricordi personali. Immagini sparse: a volte casuali, altre necessarie. Come quelle dei film scelti per ricordare Philippe Noiret (Gli occhiali d’oro, 1987, di Giuliano Montaldo) o Michel Serrault (La cage aux folles-Il vizietto, 1978, di Edouard Molinaro) entrambi scomparsi durante l’anno scorso. O ancora Malanoche in versione restaurata (1986), il film d’esordio di Gus Van Sant e primo vincitore del Festival, la poesia della Trilogia di Terence Davies (The Terence Davies Trilogy) fino al folgorante Madame Satã (2002) di Karim Ainouz, davvero troppo poco visto.

Voice Over
La sezione, nata tre anni fa per promuovere il cinema più sperimentale, anti-narrativo e la video-arte, dà spazio a una serie di artisti e registi di fama internazionale, del passato e del presente, il cui lavoro analizza i vari aspetti e caratteri dell’identità queer.

Terence Koh: Uno dei giovani artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo statunitense. Nella sua breve carriera ha già raccolto numerose mostre personali nei più prestigiosi spazi museali del mondo tra cui The Whitney Museum of American Art, The Royal Academy of Arts e Kunsthalle Zürich. Le sue opere sono già presenti nelle più rappresentative collezioni di arte contemporanea, pubbliche e private, come ad esempio quella di Charles Saatchi. Il Festival rende omaggio a Terence Koh, con il supporto della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presentando God (2007), che si può considerare un vero e proprio film-manifesto di tutta la poetica dell’artista, sempre in bilico tra una forte sensibilità decadente e l’estetica della contro-cultura giovanile.

Guy Maddin: Con il suo progetto intitolato Workbooks, il regista canadese offre piccole perle di bellezza cinematografica attraverso una serie di cortometraggi ricchi di spunti estetici e melodramma.

Vincent Dieutre: L’ultimo film di Vincent Dieutre, Después de la revolución (2007), sarà presentato a Torino dal regista stesso: video-diario di un viaggio in Argentina tra ricordo e desiderio.

Patrick Carpentier: Uno dei registi più promettenti di oggi, torna al Festival a presentare due video d’esordio e i primi due capitoli della trilogia L’Irrégularité de la déchirure, dopo averne presentato il terzo, Combat, in concorso, nel 2006.

Peter de Rome: Un particolare omaggio viene reso a Peter De Rome, con la presentazione dei suoi The Erotic Films (1969-1972). Immagini in Super 8 dove convivono arte ed erotismo, i piccoli film di Peter De Rome, acclamati dalla critica e apprezzati da importanti personaggi come Andy Warhol e William Burroughs, sono ancora oggi considerati una vera e propria rarità.

Due i programmi speciali della sezione:
Die Young Stay Pretty
Programma video che indaga le inquietudini e l’estetica del mondo giovanile. Gli spunti arrivano dalla musica con tra gli altri il videoclip Elvis (2007) dei These New Puritans, pupilli del fashion designer della maison Dior, Hedi Slimane; dall’arte con Bruce LaBruce e Slava Mogutin; dal cinema con Pascale Robitaille, giovane cineasta canadese che si è fatto conoscere in numerosi festival internazionali con il suo Dogme 41: Lonely Child, primo film canadese realizzato secondo le regole del manifesto Dogma 95 di Lars von Trier, che al Festival presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro Le Gout de néant (2007) e una piccola selezione di cortometraggi.

Lovett/Codagnone: A Personal Shout
John Lovett e Alessandro Codagnone, il duo italo-americano già omaggiato al Festival nella passata edizione, sono quest’anno invitati come curatori a presentare una selezione di video. Il programma, dal titolo A Personal Shout, include tra gli altri lavori di artisti come Shahryar Nashat, Glen Fogel, Monica Bonvicini e Assume Vivid Astro Focus.

Tra gli altri lavori spiccano Brüder, laßt uns lustig sein (2006) del regista austriaco Ulrich Seidl, autore dei bellissimi Canicola e Import-Export, La Camera (2006) di Rä di Martino, con Filippo Timi, Entracte (2007) di Yann Gonzalez, Induction (2006) di Nicolas Provost, Patterns Trilogy (2005-2006) di Jamie Travis, menzione speciale al Festival lo scorso anno con The Saddest Boy in the World, e New York Story (2007) di Nicolas Jenkins, documentario poetico sulla vita di Genesis P-Orridge.

Compagne di scuola
Un excursus da Mädchen in Uniform (1931) di Leontine Sagan a Naissance des pieuvres (2007) di Céline Sciamma sul visitatissimo tema letterario e cinematografico dell'amore che sboccia tra le mura di scuola. Al suo interno, e introdotto dal documentario It's Still Elementary di Debra Chasnoff e Johnny Simons, sarà organizzato un workshop per educatori e insegnanti impegnati ad affrontare le tematiche LGBTQ nelle scuole. Alcuni titoli: Olivia (Jaqueline Audry, 1951), The Children's Hour (William Wyler, 1961), Loving Annabelle (Katherine Brooks, 2006).

Jodie: un'icona
Una serata dedicata al talento di Jodie Foster, attrice capace da sempre di incarnare un'icona lesbica pur non avendo mai interpratato film a esplicita tematica. Il documentario di Pratibha Parmar Jodie: An Icon racconta come questo sia avvenuto nel corso di più di trent’anni di carriera. Hotel New Hampshire di Toni Richardson, maestro del Free Cinema inglese, è a torto uno dei titoli meno noti in Italia e mostra una giovane Jodie ben disposta a giocare con l'identità queer.

The Angelic Conversation: A Live Performance in Memory of John Balance
In collaborazione con Musica 90, un omaggio dedicato al connubio artistico Derek Jarman/Coil e alla figura di John Balance, uno dei membri fondatori del gruppo, scomparso nel 2004. L’appuntamento è incentrato sulla proiezione di The Angelic Conversation, capolavoro di Derek Jarman, per il quale i Coil composero le musiche originali nel 1985.
Per l’occasione Peter Christopherson and The Threshold HouseBoys Choir accompagna la proiezione del film, rimusicandolo in una live performance appositamente creata per questo progetto e supportata dal prezioso intervento di amici storici del gruppo come David Tibet dei Current 93 e Ivan Pavlov/COH. L’appuntamento è previsto per il 16 aprile 2008, come serata di pre-apertura del Festival.

Da Sodoma a Hollywood 23
TORINO GLBT Film Festival
17 - 25 Aprile 2007
Via Montebello, 15 - 10124 Torino
tel. 011.813 88 47 - fax 011.813 88 93
www.tglff.com

martedì 8 aprile 2008

Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?


Partito per partito, le dichiarazioni dei leader su coppie di fatto, diritti individuali e adozioni. E tutte le parti dei programmi che ci riguardano da vicino. Per votare conoscendo.

Walter Veltroni (Partito democratico)
Ha detto:«Nella campagna elettorale per l’elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l’impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l’orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.
Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» (fonte: La Stampa del 27/12/2007)
Nel Programma c'è scritto:
"Il Pd promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» «È indispensabile riprendere e approvare il disegno di legge contro lo stalking e l'omofobia, già approvato dalla Commissione Giustizia della Camera nella XV Legislatura."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Silvio Berlusconi (Partito del Popolo delle libertà)
Ha detto:

«I gay stanno tutti dall'altra parte (a sinistra, ndr.)» (fonte: discorso di apertura della campagna elettorale del sindaco di Monza del 6/02/2007)
«Apertissimo per quanto riguarda i diritti individuali, chiuso per quanto riguarda l'equiparazione alla famiglia tradizionale. La famiglia ha una funzione sociale che le altre forme di convivenza non hanno. L'orientamento sessuale non può essere né un motivo di discriminazione, né di particolare tutela». (fonte: Chi del 12/03/2008)
«Noi, i nostri valori sono fondati sul cristianesimo e una famiglia è formata da un uomo e una donna.» (fonte: discorso alla manifestazione di lancio del Pdl del 8 marzo 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"La famiglia è al centro del nostro programma; per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna; e per sostenere la famiglia noi proponiamo: meno tasse, una casa per tutti, migliori servizi sociali, mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Flavia D'Angeli (Sinistra critica)
Ha detto:


«A una settimana dal voto, il Papa va all'attacco dei diritti di donne e omosessuali, del diritto all'aborto, del divorzio, delle unioni civili. Serve una politica libera dalle ingerenze del Vaticano. Occorre costruire una sinistra davvero femminista, che abbia il coraggio di dire no al papa, e a chi lo osanna, da Berlusconi a Veltroni. Una sinistra che risponda alle donne e ai giovani che contestano ovunque, dalla Sapienza a Bologna, la linea fondamentalista promossa dalla Chiesa. Serve una politica libera dal Vaticano».
«Abbiamo deciso per questo che concluderemo la nostra campagna elettorale con un'iniziativa contro le ingerenze del Vaticano e per i diritti di donne e omosessuali». (fonte: Aduc.it del 5 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Siamo per diritti civili, non negoziabili e non subordinabili a nessuna gerarchia ecclesiastica. Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Per questo siamo al fianco degli studenti e dei professori che hanno contestato il Papa, delle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Fausto Bertinotti (La Sinistra l'arcobaleno)
Ha detto:


«Nel programma del centrosinistra avevamo il riconoscimento delle unioni di fatto che non è stato realizzato per la pressione delle forze centriste e moderate. Se andassimo al Governo riprenderei da lì, proponendo certamente il nostro sì alle unioni gay. Penso che i diritti della persona siano una frontiera necessaria all'Europa per il presente e il futuro, e che su questo terreno ci voglia un riconoscimento delle diversità e dei diritti della persona come elemento fondativo della nuova cittadinanza». (fonte: Aprile online del 11/02/2008)
«Il governo Prodi ha tradito gli impegni presi sui diritti delle coppie di fatto» (fonte: Invasioni Barbariche su La7 del 16/02/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Pier Ferdinando Casini (UDC)
Ha detto:


«Le adozioni gay? Un'aberrazione» (fonte: puntata di AnnoZero del 14/02/2008)
«Nessuno vuole discriminare le coppie di fatto o i gay. Ma deve essere chiaro che in nessun modo le coppie omosessuali possono essere parificate nella nostra legislazione alle famiglie.» (fonte: puntata di Speciale Tg1 del 24/02/2008)
«Sono contento che tanti gay votino il mio partito. Lo ritengo importante e conferma la mia tesi: che gli omosessuali non chiedono un fac simile di famiglia, che e' tra un uomo e una donna, ma il rispetto dei diritti individuali.» (fonte: videochat su Corriere.it del 7 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Rispetto della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Enrico Boselli (I Socialisti)
Ha detto:


«Il Gay Pride, in programma a Bologna il 28 giugno è un fatto positivo perché è un’occasione di libertà». «In questo paese quello che fa crescere la libertà è un fatto positivo, perché solo in Italia si vogliono ridurre i diritti e la libertà. Io non ho motivi di polemica con il cardinale Caffarra, ma un principio irrinunciabile è la distinzione fra religione e affari pubblici». (fonte: Il Resto del Carlino del 30/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:Le famiglie italiane sono cambiate come dimostrano i dati statistici più recenti. Aumentano i single e le coppie di fatto. La politica non può ignorare queste nuove realtà e deve riconoscere pari dignità giuridica a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. I diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso debbono essere garantiti; è urgente approvare efficaci norme antidiscriminatorie e antiomofobia e permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive, in sintonia con la legislazione europea. Occorre regolamentare le unioni civili riconoscendo alle coppie stabili di poter formalizzare il proprio rapporto con un contratto che abbia natura personale e patrimoniale, con effetti anche rispetto ai terzi. In questo contesto si deve riconoscere alle coppie formate da persone dello stesso sesso un rafforzamento di questo istituto.

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Daniela Santanchè (La Destra)
Ha detto:



«Sono disponibile a difendere i loro diritti individuali, ma nessun Pacs e nessun DiCo, sia chiaro» (fonte: Diacoblog del 19/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Roberto Fiore (Forza nuova)


Ha detto:«In un Italia dove non si fanno più figli, dove si abortisce, dove si promuovono unioni di fatto e gay , la priorità di FN è stata sempre il ripristino del diritto naturale e la restaurazione della famiglia come unica fonte di vita e di valori della società. Oggi i valori del diritto naturale sono nuovamente considerati dalla maggioranza degli italiani, come imprescindibili e Forza Nuova ha sicuramente fatto la sua piccola parte in questo processo di risanamento.» (fonte: intervista sul sito ufficiale di Forza Nuova del 20/10/2007)
«La famiglia è attaccata da tutto e da tutti: da chi vuole distruggerla attraverso disvalori e mistificazioni come i matrimoni e le adozioni per omosessuali, o attraverso stili di vita egoisti e materialisti.» (fonte: homepage di www.robertofiore.org)
Nel Programma c'è scritto:
"Forza Nuova considera la FAMIGLIA il caposaldo della Società, la prima tappa per la rigenerazione della Nazione e dei singoli individui che la compongono. Essa è primario soggetto sociale, e forma la spina dorsale della Comunità e dello Stato. Contemporaneamente la Famiglia è il luogo per eccellenza dove l’essere umano riceve l’insieme dei valori e di coordinate spirituali che dovranno guidarlo per tutta la vita e farne un cittadino. La validità di queste valutazioni e la previsione che la Battaglia decisiva si dovrà svolgere su questo campo sono dimostrate con lampante evidenza dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici dei valori tradizionali portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia. Le principali direttive di questo attacco sono il tentativo di sovvertire i Valori naturali, promuovendo la Denatalità, l’aborto e l’omosessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Giuliano Ferrara (Aborto? No, grazie)
Ha detto:


«La completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico». (fonte: Rimini, discorso al meeting di Comunione e Liberazione, agosto 2007)

di Gay.it
Lunedì 7 Aprile 2008