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Visualizzazione post con etichetta Madonna. Mostra tutti i post
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martedì 9 giugno 2026

Madonna torna a dettare le regole: “CONFESSIONS II – THE FILM” è un video musicale che diventa manifesto politico

Un grazie a Madonna, che ancora una volta trasforma un semplice video musicale in un atto culturale. Non nostalgia, non revival: visione. E la visione, quando è così chiara, non invecchia mai.

Madonna non pubblica semplicemente un nuovo video musicale: costruisce un dispositivo culturale.

CONFESSIONS II – THE FILM è la prova più recente della sua capacità di trasformare il pop in linguaggio politico, di leggere il presente e di inserirsi nel dibattito pubblico con una lucidità che pochi artisti, oggi, possiedono.


Non è un film nel senso tradizionale del termine. È un videoclip, ma concepito come un’opera cinematografica breve: cast di alto profilo, regia complessa, simboli politici precisi, estetica curata. Madonna usa il formato del video musicale per fare ciò che ha sempre fatto: spostare il confine del possibile.

Un cast che non è decorazione: è un messaggio político.

La presenza di nomi come Julia Garner, Odessa A’zion, Richard E. Grant, Archie Madekwe, Benedict Cumberbatch, Gwendoline Christie, João Pedro (Chelsea) e l’immancabile Debi Mazar non è un esercizio di glamour. È una dichiarazione.

Madonna costruisce un cast “corale”, non gerarchico. Ogni volto rappresenta un pezzo del mondo contemporaneo:

  • “attori e attrici che incarnano trasformazione, fluidità, complessità;

  •  icone queer e corpi non conformi;

  • figure maschili che non riproducono la mascolinità dominante;

  •  sportivi che portano nel video un immaginario tradizionalmente etero e maschile;

  •  amici storici che testimoniano la continuità della sua visione artistica.”

Il risultato è un pantheon pop che riflette la società che Madonna difende da quarant’anni: plurale, libera, non negoziabile.

Il bagno come spazio politico: un simbolo del nostro tempo

Dedicato a chi non smette di credere che il pop possa ancora cambiare il mondo.

La scelta di ambientare molte scene in un bagno pubblico non è casuale.

Nel 2024–2025, il bagno è diventato uno dei luoghi centrali della battaglia contro le persone trans: leggi restrittive, controlli, campagne d’odio, retoriche moraliste.

Madonna prende questo spazio e lo ribalta:

  • da luogo di esclusione a luogo di comunità

  • da strumento di controllo a simbolo di resistenza

  • da spazio privato a scena pubblica di autodeterminazione

In un momento in cui a molte persone trans viene negato perfino il diritto ai bisogni fisiologici, Madonna trasforma il bagno in un territorio liberato. È un gesto semplice, ma potentissimo.

Un video musicale che parla la lingua del presente

Madonna non si limita a “includere” la comunità LGBTQI+: la mette al centro della sua narrazione. Lo fa da quarant’anni, ma oggi assume un valore diverso, perché il clima politico globale è segnato da:

  • ritorno dei conservatorismi

  • attacchi ai diritti civili

  • campagne contro l’educazione alle differenze

  • tentativi di riscrivere la storia queer

In questo contesto, CONFESSIONS II – THE FILM è un atto di posizionamento. Non è nostalgia, non è revival, non è estetica fine a sé stessa. È Madonna che dice, ancora una volta:

“Io sto da questa parte. Dalla parte della libertà, dei corpi, delle identità, della comunità.”

Perché questo video conta davvero

Perché Madonna continua a fare ciò che l’ha resa unica dagli anni ’80:

  • anticipa i temi sociali

  • usa il pop come strumento politico

  • porta la cultura queer nel mainstream

  • rifiuta la neutralità

  • non si adegua al mercato, lo costringe a seguirla

In un’epoca in cui molti artisti evitano di esporsi, lei sceglie la strada opposta: mettere la sua immagine, la sua storia e la sua piattaforma al servizio di una battaglia culturale.

CONFESSIONS II – THE FILM non è un semplice ritorno. È un promemoria: Madonna non è mai stata una spettatrice. È sempre stata — e continua a essere — una forza politica della cultura pop.

— vanessa mazza TLGBQI+

martedì 4 febbraio 2014

Katy Perry e Madonna in difesa dei diritti LGBT: il video per #GayPropaganda

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, Katy Perry e Madonna hanno unito le forze (e la loro popolarità mondiale) per portare all’attenzione del pubblico la questione delle discriminazioni alla comunità LGBT in Russia, protestando in particolare contro una legge del governo che vieta la cosiddetta “propaganda gay”.

Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.

La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.



Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.



Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.