giovedì 18 settembre 2025
Il governo filo-russo della Slovacchia promuove l'abolizione dei diritti LGBT.
Il governo filo-russo della Slovacchia promuove l'abolizione dei diritti LGBT.
Le modifiche alla Costituzione proposte dal primo ministro, l'ultra-omofobo Robert Fico, revocano il diritto delle persone trans di Essere riconosciute e non permettono l'adozione alle coppie dello stesso sesso.
Stabilisce inoltre il rifiuto di riconoscere le identità non binarie e porta a livello costituzionale l'“obiezione di coscienza” che consentirebbe, ad esempio, ai medici di non assistere le persone diversamente abili se lo decidono nei processi di transizione di genere o nelle visite mediche.
Il pacchetto di iniziative ha suscitato la condanna delle organizzazioni per i diritti umani in tutta Europa, che sta subendo un aumento esponenziale degli attacchi di odio contro la popolazione transessuale e che teme che la Slovacchia segua la strada dell'Ungheria, un altro governo alleato di Putin, che ha persino vietato alla comunità LGBT il diritto di riunirsi liberamente negli spazi pubblici.
venerdì 29 gennaio 2021
Omogenitorialità: la Corte Costituzionale rivolge un monito al legislatore.«Serve una legge per riconoscere i figli delle coppie dello stesso sesso»
La Corte Costituzionale ha dichiarato ieri inammissibile sia «la questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne» sia quelle «di legittimità sollevate dalla Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l’ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata».
È quanto si apprende da due comunicati dell’Ufficio stampa della Consulta, che, pur rimandando al futuro deposito della sentenza, ne anticipano però sommariamente alcuni aspetti essenziali. Aspetti, che però segnano importanti passi in avanti.
Circa la questione sul riconoscimento dello status di figli da parte di una coppia di donne, sollevata dal Tribunale di Padova, viene infatti rilevato: «In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non intervenire ed ha rivolto un forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali ed europee».
Sulla questione sollevata invece dalla Cassazione «la Corte – si legge nel comunicato – fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l’attuale quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica. Poiché, a questo fine, sono prospettabili differenti soluzioni, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non poter intervenire, nel doveroso rispetto della discrezionalità legislativa, ma ha anche affermato la necessità di un intervento del legislatore»
Come dichiarato dal celebre avvocato Alexander Schuster, legale delle due mamme, anche se «è difficile giudicare dai comunicati stampa quale sarà il pensiero della Corte», non si può non rilevare che «i due moniti segnano un passo avanti importante. Certo segnalano che il diritto italiano è caratterizzato da voragini enormi, che il sistema non regge. Il diritto italiano oggi non è capace di tutelare queste famiglie, questi bambini e queste bambine. Di questi vuoti porta la primaria responsabilità il Parlamento e la Consulta ha senz’altro ragione a puntare il dito. La Corte costituzionale è però tornata alla stagione dei moniti. Speriamo che il legislatore non faccia come in passato, quando era sordo a questi ammonimenti».
In conclusione, osserva Schuster, «quando c’è un monito, si può commentare solo davanti al testo della sentenza. Solo così si capirà quanto impellente è il monito, quanto fortemente la Corte costituzionale denuncia l’urgenza di tutelare questi affetti e questi bambini. È stato fatto un passo avanti importante: per la dignità di queste famiglie e dei loro bambini. C’è solo da sperare che sia sufficiente per risolvere già oggi le situazioni più drammatiche che la vita, senza volerlo, ci consegna».
venerdì 26 luglio 2019
Addio a Didem Akay, uccisasi a Istanbul il 22 luglio.
In memoria di Didem Akay
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| Didem Akay e Hande Kader |
(di Cristina Leo)
Mi chiamavo Didem Akay ed ero una ragazza trans.
Alcuni di voi, forse, si ricordano di me, perché la mia foto insieme alla mia amica Hande Kader divenne virale nel 2015, durante il Pride di Istanbul, quando la polizia ci disperse con dei potenti idranti.
Eravamo bagnate ed in lacrime.
Come ricorderete, Hande fu sequestrata, stuprata, uccisa e fatta a pezzi il 12 agosto 2016.
Da quel giorno, anche la mia vita si è interrotta.
Sono rimasta sola, in preda allo sconforto, alla consapevolezza che qui, in Turchia, la vita di una persona trans vale meno di niente.
La Turchia è il Paese europeo con il maggio numero di transfemminicidi.
Abbiamo difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, siamo precluse da ogni possibilità di accedere al mondo del lavoro, lo stigma che viviamo quotidianamente ci fa vivere ai margini delle città, delle quali siamo reiette ed emarginate.
È una non-vita quella che le istituzioni turche ci costringono a "vivere", costrette a prostituirci nelle case o nelle strade di periferia, facendo l'amore con la morte tutte le notti.
Questa precaria esistenza per me, non ha più senso. È certo che avrei voluto fare altro.
Ma non sono più disposta a sopravvivere così, con la paura costante di non farcela, svendendo pezzi del mio corpo e della mia anima in cambio di pochi denari e tanto disprezzo.
Eh si, perché spesso il nostro miglior cliente può diventare il nostro peggior carnefice, che decide di ucciderci.
Ho deciso di non dare a nessuno questo privilegio. Nessuno potrà decidere della mia non-vita, se non io.
Non darò a nessuno l'onore di uccidermi.
Continuate ad ignorarci, come avete sempre fatto.
Un calcio alla sedia ed il collo mi si spezzera', rimarrò senza fiato e sarà già tutto un lontano ricordo, di questa vita fatta di umiliazioni e di sopraffazioni.
Ci siamo quasi, sto arrivando Hande, fra pochi minuti sarò da te.
Prepara l'abbraccio più forte che hai.
«Sono la ragazza che ha tagliato l’aria quando il suo chiodo si è rotto, pensaci!».
http://www.gaynews.it/…/addio-a-didem-akay-uccisasi-a-ista…/
venerdì 31 marzo 2017
31 Marzo, Giornata internazionale della visibilità transgender.
La Giornata internazionale della visibilità transgender è una ricorrenza annuale che cade il 31 marzo dedicata alla sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone transgender in tutto il mondo.
La Giornata fu fondata dall'attivista transgender statunitense Rachel Crandall nel 2009 evidenziando il fatto che non esistevano giornate specifiche per la visibilità della comunità transgender all'interno della comunità LGBT, dato che l'unica data dedicata era il Transgeder Day of Remembrance, che ricorda le vittime di odio transfobico ma non è specificamente indirizzata alla visibilità transgender.
Nel 2014 la Giornata fu adottata dagli attivisti LGBT a livello internazionale.
sabato 4 marzo 2017
HORROR! VIDEO MOSTRA trans torturata fino alla morte, poi gettata nella spazzatura. in Brasile, nella cita de Fortaleza.

Sedici giorni sono passati da quando la transgender Dandara dos Santos, 42 anni, è stata torturata a morte nel quartiere di Bom Jardim, nella cita di Fortaleza in Brasile. Un'altra morte violenta di una persona trans, brutalmente uccisa diventata invisibili, se questo video non fosse reso pubblico. Video che registra l'azione criminale che viralizou nelle reti sociali, con ripercussioni nazionali in tutta la giornata di ieri. Finora nessuno è stato arrestato.
"SALI, SALI! Non voi salire, non?! "Gridano con molta aggressività tre uomini che appaiono all'inizio del video, mentre Dandara, seduta per terra, a malapena in grado di muoversi. Vogliono che lei salga su una vecchia carriola. lei piange. "IN FRETTA! Il 'O SCHIFOSO STA CON MUTANDINE'', la deride altro che riprende la barbarie.
Una sequenza di offese di genere. Gli insulti servono proprio per ferire, per offendere. calci, schiaffi, colpi con il legno, pietre. La maggior parte delle aggressione sono i testa, già piene de sangue. Dandara cerca di salire sulla carriola, ma non e in grado di stare in piede. Fino quando i carnefici gli alzano e la giocano sopra. e la portano via. È morta il 15 febbraio è stata gettata nella spazzatura.
Sono almeno cinque giovani nel video di 1 minuto e 20 secondi di tortura, che circolano su internet.
Per la ricercatrice di genere e sessualità Helena Vieira, le storie che coinvolgono gli attacchi contro le persone trans hanno molteplici contesti. "A volte le violenze sono puramente transfobica. Ma il odio è grande. Includi sempre torture, percosse, smembramento ", ha sottolineato.
La investigazione
Secondo questore della 32a DP (Bom Jardim) Bruno Ronchi, coloro che sono coinvolti nel crimine sono stati identificati, ma non sono ancora stati arrestati. Oltre alle persone che hanno partecipato nel video, altri criminali sono visti come responsabili dell'omicidio. Il questore ha detto che sta aspettando il potere giudiziario. "Due giorni dopo il delitto, abbiamo ricevuto il video e stiamo cercando di identificare. Non solo le persone che appaiono nel video. E 'stato necessario indagare sull'omicidio. C'era dettagli del crimini che dovevano essere chiariti ", dice.
Secondo Ronchi, il reato è stato motivato da Omo-transfobia. "Un'altra ipotesi è stata sollevata, ma la causa principale e la transfobia. La causa e la continuità delle aggressione era transfobiche", dice.
Dopo che la Divisione di omicidio e la protezione delle persone (DHPP) eseguire le prime indagini del crimini, il caso è stata rinviata al 32 DP, che sono state nel posto dove stata assassinata Dandara.
Bruno Ronchi ha detto che il caso non era stato ampiamente riportato per non ostacolare le indagini e che la virilizzazione dl video è dannoso, perché gli autori hanno facile accesso al materiale e fuggono. Secondo il questore, i soggetti coinvolti sono adolescenti che hanno già passaggio dei passaggi nelle polizia dei bambini e dell'Adolescente (DCA) e sono noti per infrazioni violente nella Grande Bom Jardim.
I residenti del quartieri Ceará, dove Dandara abitava, hanno detto che la rabbia e la tristezza si sentiva ieri, sui social. Hanno detto Dandara era una figura carismatica nel quartiere. Secondo Rede Trans , Dandara è stata la quinta trans ad essere uccisa il mese scorso.
Il coordinatore della diversità sessuale di Fortaleza, Paulo Diógenes, pubblico su Facebook che il centro di referenza LGBT Janaina Dutra hanno già contattato l'avvocato Hélio Leitão, che si e reso disponibile a seguire le indagini da parte del pubblico ministero e la polizia civili .
venerdì 23 ottobre 2015
«“Gender” non vuol dire cancellare mamma e papà o la differenza tra i sessi»
Fin dal titolo che accosta le parole più familiari di tutte a un termine ostico come pochi, Papà, mamma e gender, il nuovo libro di Michela Marzano (filosofa italiana fuoriuscita in Francia e prestata alla politica di casa nostra con l’elezione alla Camera per il Pd) fa propria la missione dello scrittore Albert Camus: «Nominare in maniera corretta le cose è un modo per tentare di diminuire la sofferenza e il disordine che ci sono nel mondo». Lo fa appunto da filosofa, andandone a rintracciare le origini e poi le successive strumentalizzazioni, ma tenendo ben fermo lo sguardo sull’attualità per dare ai lettori tutti gli elementi necessari a decifrare l’uso politico e paradossale (lo hanno adottato coloro che dicono di opporvisi) di questo concetto.
Cosa c’entra intanto il gender (corrispettivo inglese del termine «genere») con mamma e papà?
«Intorno a questo concetto si sono polarizzate una serie di polemiche e si sono accumulati molti fantasmi. Da un lato lo utilizza chi si oppone alle unioni civili e vuole bloccare il progetto di legge oggi in discussione al Senato. Dall’altro è diventato la parola d’ordine di chi si immagina che si voglia colonizzare la mente dei bambini, e viene accusato di voler oscurare la naturalità della famiglia, dei padri e delle madri».
A cosa si riferisce?
«Ai tentativi di bloccare nelle scuole l’educazione contro le discriminazioni nei confronti delle donne e delle persone gay, lesbiche bisessuali e trans e l’educazione contro la violenza di genere. Alcuni gruppi molto ben organizzati sostengono appunto che il concetto di non discriminazione “nasconda” una supposta “ideologia di gender” che mira a negare la “naturale differenza sessuale”».
Non è così?
«No, non esiste nessuna ideologia gender, casomai una molteplicità di studi sul gender. Ma sono tutt’altro e di certo non sostengono che i bambini debbono cambiare sesso a piacimento, come affermano testi e video circolati negli ultimi mesi tra i genitori italiani e che vengono utilizzati per creare panico e bloccare le lezioni. Nel libro li trascrivo e analizzo. Alla base c’è un errore concettuale talmente grossolano da far pensare che sia voluto».
Cioè?
«Insinuare che dietro le battaglie per l’uguaglianza ci sia la volontà di rendere gli uomini e le donne indifferenziati significa confondere l’uguaglianza con l’identità. Identità è un concetto logico-descrittivo, che si usa per esempio quando si dice che un oggetto è identico a se stesso. Parlare di uguaglianza significa invece entrare nel campo dei valori: in questo senso quando si dice che una persona è uguale a un’altra si intende che, nonostante le differenze specifiche che le caratterizzano, esse hanno la stessa dignità e lo stesso valore e quindi devono poter godere degli stessi diritti».
Quanto conta in queste polemiche che il termine gender sia incomprensibile ai più?
«Molto, perché fa paura. Il corrispettivo italiano “genere” si utilizza da 40-50 anni, ed è uno strumento concettuale che permette di analizzare i rapporti (spesso di dominazione) tra uomo e donna. Ma nel momento in cui si parla di gender è come se si creasse un’entità aliena».
Nel libro lei affronta anche il pensiero di Judith Butler, l’autrice di «Scambi di genere», che viene spesso accusata di essere l’ ideologa di gender per antonomasia e di voler costringere le persone a cambiare sesso come ci si cambia d’abito.
«Anche questo è un gigantesco fraintendimento. Lo scopo di Butler è opporsi alle norme che codificano la femminilità e virilità. Non dice mai “scelgo il sesso che voglio”, come affermano per esempio i video di Manif pour tous e di Pro Vita che ho descritto nel libro. Ma vuole mostrare come ci condizionano le definizioni di ciò che è maschile o femminile. La sua riflessione riguarda soprattutto l’omosessualità: per secoli si è pensato che una donna attratta da un’altra donna non potesse essere una donna. In questa concezione – che Butler critica – è come se l’omosessualità cambiasse per definizione il sesso di una persona. Invece ovviamente non è così. Una donna che ama una donna resta una donna: non si trasforma in un uomo. Perché la femminilità non dipende dall’orientamento sessuale. Ma se per secoli mi hanno detto che per essere attratti da una donna bisogna essere uomini, come faccio io a rivendicare la mia femminilità se sono attratta dalle donne?»
Significa che per la Butler il corpo non conta, come sostengono i suoi critici?
«No, tanto è vero che di fronte agli attacchi continui di chi la accusava di mettere tra parentesi gli aspetti biologici in un’intervista al Nouvel Observateur ha risposto che “Il sesso biologico esiste, eccome”. E ha spiegato che però il modo in cui noi lo percepiamo e le aspettative che abbiamo nei confronti dei sessi sono influenzati da “norme che ci vengono trasmesse quotidianamente dai media, dai film, così come dai nostri genitori, e noi le perpetuiamo nelle nostre fantasie e nelle nostre scelte di vita. Sono norme che prescrivono ciò che dobbiamo fare per essere un uomo o una donna. E noi dobbiamo incessantemente negoziare con esse”. Il suo obiettivo è comprendere gli stereotipi dell’apparire per uscirne e poter vivere fino in fondo il nostro essere».
Cosa c’è davvero dietro le polemiche contro l’ideologia di gender, allora?
«Il rifiuto dell’omosessualità. L’omosessualità per queste persone resta comunque il grande tabù, la grande paura, la grande devianza»
Lei vive in un Paese che ha legalizzato da anni prima le unioni civili per le coppie gay e poi anche il matrimonio. Quali sono state le conseguenze?
«Che nessuno si deve più giustificare quando cammina mano nella mano con il proprio compagno o compagna. Che la società permette a gay, lesbiche e persone trans – e alle loro famiglie – di vivere serenamente, nonostante continuino a esserci eccezioni ed episodi di intolleranza. Ma forse è proprio questo il problema».
Cosa intende?
«Dietro i fraintendimenti di chi è stato strumentalizzato e dietro la malafede di chi volontariamente crea confusione su questi temi c’è la stessa cosa: la paura del diverso, la paura di perdere la propria identità. Spaventa tutto ciò che costringe a mettersi in discussione, a rivedere le proprie certezze. Non si vuole accettare che esistono dubbi, fratture, fragilità. Ma così perde di vista la complessità del mondo. E si finisce per fare un torto all’estrema vulnerabilità della condizione umana. Come dice Habermas, invece, il compito della filosofia morale è proprio quella di controbilanciare questa vulnerabilità, “riparando” il mondo senza mai negarne l’esistenza».
@elenatebano
Michela Marzano presenterà il libro a Bookcity Milano sabato 24 ottobre alle ore 17 (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci)
giovedì 15 ottobre 2015
I giudici francesi riconoscono il sesso neutro sui documenti. E' la prima volta in Europa
La persona che ha ottenuto questa decisione è intersessuale: i suoi cromosomi, così come i suoi caratteri sessuali secondari, non sono né maschili né femminili. Una condizione che in natura esiste in una piccola percentuale della popolazione, circa l'1,7%.
La sentenza è del 20 agosto, ma è stata rivelata alla stampa francese soltanto mercoledì e riguarda un 64enne che non ha mai accettato di essere definito "maschio".
Secondo il suo medico, è nato con una "vagina rudimentale", un "micro-pene", ma senza testicoli. Alla nascita è stato subito indicato come di sesso maschile. Solo che non era del tutto vero e lui ne ha sofferto moltissimo. "Da adolescente ho capito che non ero un ragazzo. Non avevo barba, i miei muscoli non si rafforzavano", racconta a 20 Minutes, aggiungendo: "Al tempo stesso pensare che potessi diventare una donna mi era impossibile. Bastava guardarsi allo specchio per capirlo".
La giustizia transalpina riconosce dunque per la prima volta il diritto di una persona ad uscire dal sistema binario maschile-femminile. Il comune di Tours dovrà ora modificare il suo atto di nascita. "Non si tratta di riconoscere l'esistenza di un 'terzo sesso' ma di prendere atto dell'impossibilità di indicare l'interessato come di questo o di quell'altro sesso", si legge nella sentenza.
Ancora oggi i bambini intersessuali vengono sottoposti a un intervento chirurgico per stabilire con maggiore precisione il genere di appartenenza. Ma si tratta di una operazione a livello genitale che non risolve il carattere neutro di questi individui che, crescendo, non sviluppano caratteristiche definite dell'uno o dell'altro sesso.
mercoledì 16 settembre 2015
Metta turistica transgender.
Fort Lauderdale, in Florida., per quasi due decenni è stato la metta più corteggiata dai viaggiatori gay e lesbiche, che più di recente ha incluso anche il matrimonio ugualitario.
Quest'anno la città divenne una delle prime destinazioni del paese al mercato per i viaggiatori transgender, con una nuova campagna turistica, e per la prima volta si svolgerà la Comfort Southern Conference, la più grande conferenza transgender del Paese, con circa 1.000 partecipanti.(L'incontro inizia dal 25 al 29 settembre)
Gran parte del merito va a Richard Gray, che è arrivato a Fort Lauderdale nel 1991 come albergatore e ora partecipa come amministratore delegato del Greater Fort Lauderdale Convention & Visitors lesbiche, gay, bisessuali e transgender.
Come hai deciso di raggiungere in modo specifico il mercato transgender?
E 'stato durante una corsa meno di due anni fa, che ho iniziato a pensare alla T, chi erano davvero il T della sigla (LGBT). Io non sapevo nulla dei viaggiatori transgender, e, come un uomo gay, io non sapeva nulla della comunità transgender. Ho fatto una ricerca e ho visto che avevano questa conferenza che era stata ad Atlanta per 24 anni, e ho contattato il loro presidente, Lexi Dee. Hanno apprezzato il nostro impegno di alzare l'asticella per l'inclusione trans. Allo stesso tempo, ho organizzato una tavola rotonda con alcuni leader nazionali e anche incontrato con la società di ricerca Community Marketing e Ricerche di mettere insieme un studio sui viaggiator transgender, dato che non era mai esistito uno.
Cosa hai imparato dal sondaggio?
Abbiamo scoperto che il 62 per cento delle persone transgender viaggiano da soli, molti perché sono in incognito - spesso hanno un partner che non hanno idea che sono transgender. Il Comfort Southern Conference è per lo più di MtF (maschio a femmina) ed è quello che abbiamo esaminato. Di gran lunga le loro maggiori preoccupazioni erano la violenza fisica e verbale e la mancanza di servizi igienici di genere neutro. A differenza del mercato gay, i viaggiatori trans sono più in linea con i viaggiatori comuni, senza molto reddito disponibile. Qui sotto l'articolo.
venerdì 26 giugno 2015
" Oggi è un grande passo avanti nel nostro cammino verso l'uguaglianza. Gay e lesbiche hanno ora il diritto di sposarsi, proprio come chiunque altro. #LoveWins "
Il mondo celebra la legalizzazione del matrimonio gay negli Stati Uniti
Venerdì 26 Giugno 2015 - 09:43
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che la Costituzione impone agli Stati di celebrare e riconoscere il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.
Questa è stata una delle decisioni più attesi degli ultimi decenni, quindi, anche il presidente Barack Obama ha accolto con favore l'annuncio stesso, attraverso il suo account sul social network Twitter.
La decisione è stata presa con cinque giudici favorevoli e quattro contrari: è stato stabilito che in base al Quattordicesimo emendamento della Costituzione americana – quello sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge – gli stati devono permettere a tutti i cittadini di sposarsi con chi vogliono e riconoscere i matrimoni gay celebrati fuori dai loro confini, mentre i divieti dei matrimoni gay sono incostituzionali. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato la sentenza spiegando che si tratta di «una vittoria per l’America». Obama ha aggiunto che «quando tutti gli americani sono trattati in maniera uguale, siamo tutti più liberi».
È una sentenza storica: nonostante già 37 stati americani avessero legalizzato il matrimonio gay negli ultimi anni, e grazie a un’altra famosa sentenza della Corte Suprema il matrimonio gay sia già riconosciuto dal governo federale, ora è possibile celebrare i matrimoni gay e vederne riconosciuti i diritti anche a livello statale, in tutti gli Stati Uniti. Prima di questa sentenza il matrimonio gay era esplicitamente vietato in 13 dei 50 stati americani.
Congratulazioni a tutti coloro che credono nell'amore, nell'uguaglianza e nel rispetto degli altri. Dopo tutte queste notizie brutte, una per dare speranza, che piano piano il mondo possa diventare un posto migliore #lovewins
Vanessa Mazza —
innamorata.
Sostengo Jennicet Gutiérrez
Casa Bianca, Ad un ricevimento per celebrare il Gay Pride , la marcia dell'orgoglio LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) Obama vieni interrotto più volte da Jennicet Gutierrez, una donna transessuale, che a gran voce ha espresso "Non posso festeggiare mentre 75 detenuti transgender sono tenute nei centri di detenzione per immigrati esposti ad abusi e aggressioni.
Ha detto "non c'è orgoglio in quanto LGBT e transgender immigrati sono trattati in questo paese" e ha invitato Obama a liberare gli immigrati privi di documenti attualmente detenuti dalle autorità di immigrazione.
Si chiama Jennicet Gutiérrez, messicana 29 anni, che attualmente vive negli Stati Uniti in procinto di ottenere la cittadinanza. La donna transessuale che ha protestato al ricevimento annuale per le commemorazione del Gay Pride negli Stati Uniti.
Posso capirla, anche se, il momento non era quello giusto. però, mi chiedo, quando è il Momento Giusto per protestare? Una leader di un movimento transgender per i diritti degli immigrati LGBT che vieni fischiata e messa a tacere, non solo dallo Stato, ma dallo stesso movimento che pretende di elevare e celebrare la comunità transgender.
mercoledì 15 aprile 2015
Brasile: Veronica per terra, legata come un animale davanti a una macchina della polizia, con addosso pantalone strappati. Fotografata da agenti che la prendevano in giro : la crudeltà istituzionalizzata
Veronica Bolina, trans, nera: arrestata, picchiata, le tagliano i capelli , la fotografano mezza nuda, legata come un animale, sfigurata da criminale travestiti da poliziotti, poi esposta e umiliata con queste foto rilasciate in rete. Dalla propria polizia, Il calvario di Veronica inizia Domenica scorsa (12/04) Stata arrestata , accusata di aver aggredito una signora vicina di casa, duranti una lite nel loro edificio a San Paolo. Tuttavia Il fatto vieni alla luce solo per il morso dato nell'orecchio di un carcerieri. Che secondo me, stato inflitto come forma di difesa dalle torture e umiliazione subite.
Ma quello che si vede dalle immagini che vediamo, a Veronica questi diritti non sono stati concesso.
Indipendente del reato che lei ha commesso, a nessun essere umano merita essere umiliato in questo modo vile.
Non so cosa sia realmente accaduto!, Ma la fotografia di Veronica per terra, con la testa razzata, il volto sfigurato, i seni di fuori, legata come un animale, parla da sé. Poco importa ciò che pensiamo o crediamo: la persona nella foto è una donna, perché è così che si vede e quindi così dovrebbe essere trattata. La mancanza di sensibilità e rispetto, della parte della stampa, umilia nella stessa misura della tortura fisica e psicologica che ha subito Veronica ... nulla giustifica questa crudeltà.
Naturalmente, non sono qui a difendere un criminale. Sono la prima a voler che lei paghi per quello che ha commesso. Quello che non posso accettare e che nel 2015 possa accadere ancora, questi atrocità nel sistema carcerario Brasiliano.
Non sono affatto d'accordo, con la violenza inflitta da Veronica su una signora, che potrebbe essere mia mamma ,ho mia nonna. E un reato grave, che lei deve giustamente pagare con il carcere. Pero nulla giustifica il trattamento che a lei stato riservato ... Veronica ha commesso un crimine, punto,mi sembrerebbe illogico che lei non sia condannata e paghi in prigione ...,Ma, mai tortura questo NO!
Veronica era già sotto l'autorità dello Stato in una stazione di polizia. Lo stesso stato che ha firmato e ratificato la Convenzione americana sui diritti umani e la completezza dell'articolo 5 ° l'Inter-americano Convenzione contro la Tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumane o degradanti.
Non possiamo più accertare che funzionari dello Stato, in nessun caso, violino i diritti di coloro che sono sotto la loro tutela. Anche se Veronica è accusata da un qualche tipo di reato, deve essere sottoposta alla giustizia, non tortura. Avere il diritto a un giusto processo, non essere sposta in modo crudele, da vigliacche, il suo corpo stuprato e fotografato dai sadici poliziotti
Vanessa Mazza
mercoledì 7 gennaio 2015
Addio Flavia Madaschi, la mamma della comunità gay
Noi tutt* abbiamo attinto dalla sua forza, dal suo coraggio, dalla sua straordinaria capacità di esserci sempre. E le sue parole dal palco dei Pride, le sue grida, il suo orgoglio per se stessa e per noi ci infiammavano e ci facevano sentire, come pochi, l'emozione per una lotta di giustizia, l'emozione per una lotta d'amore e fatta con amore.
Sarà più difficile continuare a lottare senza il tuo sorriso, senza le tue taglienti letture, senza la tua forza, senza una presenza che sembrava dire "non si può far altro che resistere, reagire, lottare". Sarà più difficile. Ma sappiamo che non ci permetterai di fare altro, anche ora. Continuare a lottare.
Grazie Flavia.
Paola Brandolini
ArciLesbica Bologna
sabato 5 aprile 2014
Occupano piazze contro la legge che punisce l'omofobia."SENTINELLE IN PIEDI" una crociata contro i diritti.
martedì 4 febbraio 2014
Katy Perry e Madonna in difesa dei diritti LGBT: il video per #GayPropaganda
Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.
La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.
Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.
Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.
venerdì 22 novembre 2013
VARIABILI UMANE, uno spettacolo della Atopos Compagnia Teatrale. Un viaggio nei meandri del genere, dell'amore e della sessualità.
VARIABILI UMANE
progetto e regia di Marcela Serli
drammaturgia Marcela Serli e Davide Tolu
da un'idea di Irene Serini
con Gabriella Basso Ricci, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Alessio Claciolari, Laura Caruso, Marco Caserta, Gianluca Di Lauro, Andrea Forzani, Hervé Guerrisi, Giulia Lunaspina, Matteo Manetti, Antonia Monopoli, Maxine Na'vi, Sheina Pecchini, Marta Pizzigallo, Gaia Saitta, Beatrice Schiros, Irene Serini
Compagnia Atopos
"Abbiamo infranto la legge dell'uomo
Donne non femmine, uomini non maschi
Madri senza utero, padri senza seme
E poi tutti gli altri, sia in scena che fuori
Guardami
Cosa devo fare per farmi amare?"
Video realizzato da Alberto Sansone.
Da giovedì 21 a domenica 24 novembre
Da giovedì a sabato ore 20.45
Domenica ore 16
venerdì 15 novembre 2013
Il cantautore Matt Nathanson, trova l'amore nel suo nuovo video " Kinks Shirt "Love Story con una Transgender.
La clip presenta un storia d'amore con una ragazza transgender - in un modo incredibilmente disinvolto.
Nathanson ha una storia di amicizia positiva con la comunita LGBT. L'anno scorso ha pubblicato " Modern Love ", che ha celebrato le coppie gay e lesbiche a San Francisco.
Il musicista ha anche in programma di partecipare al
CYNDI LAUPER & FRIENDS - Home for the holidays Concerto di beneficenza che si propone anche di aumentare la consapevolezza su quanti giovani gay, lesbiche, bisessuali e transessuali siano senza fissa dimora. Il concerto si tieni nel mese di dicembre, per raccogliere fondi per combattere il problema dei senzatetto tra i giovani LGBT .
venerdì 18 ottobre 2013
mercoledì 31 luglio 2013
Barbie Breakout :La drag queen che si cuce la bocca per protesta contro le leggi anti omosessuali di Putin
La drag queen che si cuce la bocca per protesta
Barbie Breakout esprime in un video tutta la sua sofferenza per le discriminazioni della comunità Lgbt subite in Russia ed il silenzio dei governi
Ago e filo per cucirsi la bocca, sangue che solca il viso dopo questa dimostrazione di rabbia e vergogna per quanto succede in Russia. E’ il video di Barbie Breakout, una drag queen di Berlino che esprime in questo modo la sua indignazione e rabbia contro le leggi anti omosessuali di Putin, ed il silenzio dei governi occidentali che non le contrastano.
CUCIRSI LA BOCCA - La drag queen berlinese Barbie Breakout ha scelto Youtube per esprimere in modo plastico la sua rabbia contro la normativa che vieta la propaganda omosessuale in Russia. Nel filmato, che sta spopolando in Germania, si vede la drag queen prendere ago e filo, e poi iniziare a cucirsi la bocca, in modo ripetuto, fino a farla sanguinare. Il video si chiama “Apri la bocca”, ed è presente sul canale Youtube di Barbie Breakout in tre lingue, inglese, rumeno e spagnolo. All’inizio la drag queen si cuce la bocca in completo silenzio, poi verso la fine del video si sente una voce in sottofondo, che nelle tre lingue sopracitate racconta la violenza omofoba che caratterizza la legislazione russa sui gay, così come la vera e propria caccia all’uomo subita dalla comunità Lgbt nel paese governato da Putin. Barbie Brekaout, rimarca Express, ha dichiarato in un’intervista di aver pensato a questo video per esprimere tutta la sua disperazione per quanto avviene in Russia, e per il complice silenzio dei governi occidentali che non hanno fatto nulla per contrastare la repressione di Putin.
NORMATIVA ANTI GAY - La protesta di Barbie Breakout si riferisce alla normativa sulla propaganda gay, recentemente promulgata dal presidente Vladimir Puti, che ha spinto la Duma ad approvarla in tempi rapidi. Prima introdotta in alcune grandi città russe come San Pietroburgo, la legge vieta la propaganda di relazioni sessuali non tradizionali davanti a minori, punendo questo tipo di attività con differente sanzioni a differenze degli incarichi ricoperti. La norma punisce anche gli stranieri, e recentemente alcuni cineasti olandesi sono stati arrestati per aver filmato degli omosessuali. L’omofobia è molto diffusa in Russia, e Putin ha deciso di recuperare consensi dopo le controversie legate al suo ritorno al Cremlino al posto di Medvedev, retrocesso a primo ministro.
Fonte:https://www.facebook.com/photo.php?fbid=541917302523301&set=pb.167889403259428.-2207520000.1375273410.&type=3&theater
martedì 23 luglio 2013
Legge contro l’Omofobia: eran 400 emendamenti, erano forti e sono morti
Basta fare un salto sul blog di Ivan Scalfarotto, deputato Pd primo firmatario della Legge contro l’Omofobia, per rendersi conto dell’ostruzionismo che la Reazione, (in onore a Peppone e Don Camillo, sembra di stare ancora lì), ha messo in piedi per una legge semplice e laica, che mira a impedire che milioni di cittadini itaiani continuino ad essere impunemente offesi, discriminati, pestati, vilipesi, odiati su commissione.
La riunione del 22 luglio in Commissione Giustizia è stata lunghissima, poi è avvenuto un piccolo miracolo: la proposta di legge entrata in commissione targata PD, Sel, M5S, Scelta Civica ne è uscita targata PD-Pdl. Con un accordo al ribasso per evitare che la discussione in aula prevista per il 26 luglio slittasse ad autunno inoltrato con nuove riunioni di capigruppo… Siamo un paese complicato. Cosa dice il nuovo testo?
Innanzi tutto che c’è una magagna, quella che riguarda le lesioni personali, il tentato omicidio, l’ingiuria, i reati previsti dalla Legge Mancino che prevedono un’aggravante per finalità discriminatorie, che non sono entrati nel nuovo testo, perché per poter discutere la legge il 26 luglio si è dovuto pagare un prezzo. In qualche modo la proposta di legge c’è, si chiamerà “Norme urgenti in materia di discriminazione etnica, razziale, religiosa o fondata sull’omofobia o transfobia” e prevede che diventino reati l’istigazione a commettere o la commissione di atti di discriminazione fondati sull’omofobia o transfobia, l’istigazione a commettere o la commissione di atti di violenza fondati sull’omofobia o transfobia e vieterà ogni organizzazione che abbia tra i propri scopi l’istigazione alla discriminazione o alla violenza fondate sull’omofobia o transfobia, con la novità della pena accessoria di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività.
C’è chi è furioso, a ragione, ma per l’Italia è una rivoluzione. Certo ci sono dei dubbi: si è aspettata questa legge per 20 anni, arriva monca e nemmeno si è sicuri del risultato.
Poi ci sono gli antefatti: le Destre integraliste, nascoste dietro varie sigle, che si sono scatenate. Paola Binetti che è riuscita dove non era riuscita fino ad ora dicendo che se si approva la legge “nessun giocatore di calcio potrà essere espulso da una squadra perché gay” cavalcando con intelligenza la fobia del maschio calciatore di essere violentato sotto la doccia: si chiama panico da saponetta. Jung ci ha scritto sopra due tomi da duemila pagine l’uno. Poco noti.
Ci sono gli integralisti simpatizzanti dei francesi del contre mariage pour tous che hanno lanciato una campagna di preghiera alla Vergine perché impedisca l’approvazione della legge.
Tante tra le tante xxxdaggini che sono state dette da vent’anni a questa parte e che continuano a venire ripetute, in un Paese – il nostro – dove la verità è quella che si grida più forte, in una inciviltà dell’ascolto pari soltanto ai decibel che sprigiona certa ignoranza.
In realtà, la legge non impedisce “la libertà di espressione” come il Pdl stava gridando da giorni (ne avevano inventato un’altra, la “moratoria sui temi etici”, considerando i diritti LGTB un tema etico, quando non lo sono, e commettendo un clamoroso autogol: “etico” è un termine così ampio applicabile ad una gamma tanto vasta di italiche questioni – etica finanziaria, etica morale, etica del rispetto, etica della giustizia, etica della politica, tra le altre – da far venir voglia di rispondere loro che la “moratoria sui temi etici” è in vigore da almeno vent’anni e chiudere lí la storia).
Tra i vari ostacoli sul cammino delle Legge quattrocento (400!) emendamenti da discutersi in un giorno. Se si fosse trattato di una finanziaria avrebbero gridato all’ostruzionismo. In questo caso nessuno ha detto niente.
Sta qui, in queste piccole, impercettibile sfumature nel comportamento dei media, nelle assurde idee preconcette sulle persone omosessuali, sulla presunta perdita della libertà d’espressione (ma che persona è quella che ritiene “libertà d’espressione” l’offendere e discriminare un altro essere umano?), sulla perdita del “privilegio” della “normalità” a causa dell’allargamento dei diritti a tutta la società, il vero cancro della società contemporanea.
Una larga parte della popolazione aspetta l’approvazione della Legge, un 60% di Italiani favorevoli alla sua approvazione e contrari alle discriminazioni. Noi, abituati ad essere pragmatici, non ci aspettiamo nulla. Ci aspettiamo cataclismi politici a sinistra se la legge non dovesse passare.
C’aspettavamo – e avevamo ragione – un tentativo di compromesso al ribasso tra i due partiti della Grosse Koalition teso a vanificare gli effetti della legge (“Abbiamo limitato i danni”, diranno quelli del Pdl al loro elettorato). Ci aspettavamo che venisse ignorata la soluzione tanto semplice della maggioranza trasversale (che esiste e che avrebbe, ed ha, i numeri per approvare la Legge) in nome della sopravvivenza del Governo.
Scriveva Victor Hugo nel suo capolavoro I Miserabili: “Che un gatto possa mutarsi in leone (…) non lo credono possibile, tuttavia ció accade, e questo è il miracolo del popolo…”, a dimostrazione che le genti vivono e muoiono, l’essere umano rimane.
GAIAITALIA.COM
C’è poco altro da dire, hanno già detto tutto quelli di Gaiaitalia.com, con cui è sempre un piacere lavorare, discutere, collaborare. A proposito, questo sito web ha appena lanciato i suoi ebook. Il primo, Storie, 5 racconti di Bo Summer’s e Soufiane El Khayat, è scaricabile gratuitamente dal sito ebooks.gaiaitalia.com (che cerca anche autori che vogliano pubblicare: info@gaiaitalia.com).
Aggiungo una cosa sola: se in Italia vince chi urla di più, facciamoci sentire. Tutti, qualsiasi sia il nostro orientamento sessuale, sono in gioco diritti fondamentali dell’umanità. Se volete, fatelo anche da questo blog, dai suoi commenti e dai suoi soliti riferimenti: l’account Twitter DiariodiAdamo, l’hashtag #maipiùomofobia, il mio Facebook, la mia email mgamba@condenast.it.
Di Matteo Gamba.
Fonte:http://diariodiadamo.vanityfair.it/
giovedì 9 maggio 2013
In Albania, il Parlamento approva due leggi contro l'omofobia
Il Parlamento ha emendato il Codice Penale aggiungendo la definizione dei crimini d’odio, così vengono chiamate le azioni violente motivate da pregiudizi rispetto a orientamento sessuale, identità di genere, razza, etnia, fede religiosa, handicap, etc.
L’Albania a un tiro di schioppo dall’Italia, l’Albania che crediamo di conoscere attraverso i lavoratori immigrati, l’Albania, dove si captano le nostre reti televisivi, e si vedono i nostri programmi abbaglianti di lustrini e lamè, porta in parlamento due leggi contro l’omofobia.
Una lezione di civiltà e di giustizia sociale, sulle tematiche LGBT. E l’Italia dimostra tutta la sua arretratezza, ritardi, promesse non mantenute, difficoltà ad affrontare l’argomento.
Il Parlamento albanese ha emendato il Codice Penale aggiungendo la definizione dei crimini d’odio, così vengono chiamate le azioni violente motivate da pregiudizi rispetto a orientamento sessuale, identità di genere, razza, etnia, fede religiosa, handicap, etc.
Per frenare e perseguire la diffusione di informazioni a contenuto omofobico attraverso qualsiasi canale di comunicazione, rete compresa, iI legislatore ha approvato una nuova legge che prevede una sanzione, che da una semplice multa può arrivare fino a due anni di reclusione in base all’entità del reato.
Il risultato parlamentare è frutto della collaborazione tra più parti, le associazioni LGBT dell’Albania e il Ministro della Giustizia in carica. A contribuire è stato anche il difensore civico Igli Totozani, che ha parlato di una «rivoluzione» in grado di cambiare il corso dei diritti civili albanesi. Ha espresso soddisfazione anche il Primo Ministro albanese, Sali Berisha del Partito Democratico.
Gli unici a opporsi all’approvazione della legge sono i gruppi radicali musulmani sferrando anche un attacco hacker al sito web ufficiale della carica ricoperta da Totozani. Si sono firmati «Team musulmano fantasma».
Fonte:http://www.queerblog.it/post/58845/in-albania-il-parlamento-approva-due-leggi-contro-lomofobia




















