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giovedì 23 giugno 2011

Brasile: oggi celebrate 43 "nozze" omosessuali, è record


Gay/ Brasile: oggi celebrate 43 "nozze" omosessuali, è record Ultima cerimonia collettiva risale a tre settimane fa in Usa

Rio de Janeiro, 23 giu. (TMNews) - Oggi 43 coppie gay si sono sposate in Brasile, nel corso di una cerimonia collettiva organizzata dallo Stato di Rio de Janeiro: un record mondiale, secondo le autorità. "La cerimonia di oggi è la concretizzazione delle conquiste del movimento gay dopo anni di lotta. Il nostro obiettivo è ottenere sempre di più quei diritti civili che ci sono negati da secoli", ha commentato Claudio Nascimento, segretario ai Diritti individuali e collettivi di Rio de Janeiro. Quaranta coppie si sono dette "si" pubblicamente una ad una prima di firmare il contratto che ufficializza la loro unione "omoaffettiva stabile". Tre hanno preferito mantenere l'anonimato. La grande stazione Central do Brasil, nei pressi del centro, ha fatto da cornice alla cerimonia nel corso della quale 22 coppie di donne e 18 di uomini si sono sposate. Secondo Nascimento, si tratta di un record mondiale. "La più grande cerimonia collettiva di unioni omoaffettive si era svolta in Massachusetts (Usa) tre settimane fa, con 30 coppie. Rio de Janeiro scrive la Storia", ha dichiarato all'Afp. La Corta suprema del Brasile, il più grande Paese cattolico del mondo, aveva riconosciuto il 5 maggio "l'unione stabile" per le coppie dello stesso sesso, garantendo loro gli stessi diritti di una coppia eterosessuale sposata. Un pronunciamento della Corte suprema era stato richiesto dal governatore dello Stato di Rio, Sergio Cabral, che rivendicava uguali diritti per tutti i suoi funzionari, e dal Procuratore generale del Brasile. (con fonte Afp)

Fonte:http://www.bresciaoggi.it/stories/Ultima%20Ora/263991_gay_brasile_oggi_celebrate_43_nozze_omosessuali__record/


Matrimonio gay in Europa, arriva la petizione


Solo ieri è balzata agli onori della cronaca la lodevole iniziativa della Chiesa Valdese che, nell’intento di garantire l’uguaglianza di ogni fedele dinnanzi a Dio, domenica celebrerà il primo matrimonio gay nonostante l’assenza di una controparte legislativa nello Stato Italiano. Oggi un’altra iniziativa, di carattere non religioso, si propone un fine simile: rendere le nozze omosessuali legali all’interno dei confini dell’Unione Europea.

La proposta arriva da ExpoGays.com e si affida a una recente proposta dell’Unione Europea che, con il regolamento 211/2011 dello scorso 16 febbraio, ha istituito il diritto di iniziativa legislativa da parte dei cittadini. Con un milione di firme raccolte fra i residenti, infatti, si può proporre alla Commissione Europea, nell’esclusivo ambito delle sue attribuzioni, la presa in carico di un argomento su cui si ritiene necessario un atto giuridico. È in quest’ottica che nasce “PeticionGay“, la prima iniziativa di 1.000.000 di europei a favore del matrimonio LGBT.

Il progetto si esplica tramite un apposito sito Web tradotto in tutte le lingue dell’Unione, dove chiunque può firmare per proporre le nozze gay in Europa, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dal credo politico o da altri fattori. L’iniziativa, online da circa un mese, conta al momento poco meno di 10.000 firme. Un numero esiguo del tutto giustificabile, perché la petizione ha iniziato a circolare soltanto nelle ultime ore su Internet, nel totale silenzio dei media tradizionali. Al momento, il paese con la più forte partecipazione è la Polonia, seguita a ruota da Spagna e proprio dallo Stivale. Per essere effettiva, inoltre, la petizione deve raccogliere le firme di almeno un terzo dei residenti negli stati membri, con una soglia specifica minima stabilita per ogni nazione.

L’intento è quello di spostare la responsabilità del matrimonio omosessuale dalla competenza dei singoli stati nazionali a quella dell’UE che, già nella propria carta fondante, ben specifica il divieto di discriminazione anche sulla base dell’orientamento sessuale. In questo modo, non sarebbero più i singoli governi a permettere o proibire le unioni gay, ma sarebbe l’Europa stessa a decidere. Al momento, le nozze LGBT sono garantite solo in Svezia, Spagna, Portogallo, Belgio e nei Paesi Bassi, mentre Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Slovenia, Francia, Lussemburgo, Austria e Ungheria hanno introdotto altre forme di riconoscimento delle unioni civili.

L’iniziativa è stata accolta in modo favorevole dal popolo della Rete, anche se alcuni hanno manifestato una certa ritrosia per la richiesta dei dati della carta d’identità o del passaporto. Si tratta, tuttavia, di un opzione necessaria per la validazione della firma, così come previsto dalle norme europee in materia, di cui gli organizzatori assicurano l’assenza di diffusione dei dati personali a terzi, quali aziende o sponsor.

Il problema delle coppie di fatto è sicuramente uno dei temi più sentiti dell’ultimo decennio, soprattutto in un paese come l’Italia che, ancora oggi, stenta ad approvare basiche norme di civiltà per proteggere i propri cittadini dai reati di omofobia. Chissà che non siano davvero i cugini europei a dare uno scossone alla politica del Bel Paese.


Fonte:http://www.diredonna.it/matrimonio-gay-in-europa-arriva-la-petizione-44473.html

giovedì 17 febbraio 2011

Unioni Gay/ Corte suprema California accetta di pronunciarsi. Deciderà se oppositori possono fare appello contro legalizzazione


Los Angeles, 17 feb. (TMNews) – La Corte suprema della California ha accettato di pronunciarsi sulle unioni gay. A settembre la corte ascolterà le argomentazioni e deciderà se gli oppositori alle unioni omosessuali possono sostituirsi alle autorità dello Stato per fare appello contro la loro legalizzazione.

La Corte suprema è intervenuta dopo che lo scorso agosto il giudice federale Vaughn R. Walker ha definito “anticostituzionale” la ‘Proposition Eight’, il referendum che nel novembre 2008 ha messo al bando le nozze fra omosessuali in California, scatenando la reazione degli artefici del referendum, che hanno subito fatto appello alla corte di San Francisco. Tuttavia, né l’allora governatore della California, Arnold Schwarzenegger, né l’allora Procuratore generale dello Stato, Jerry Brown, entrambi favorevoli al matrimonio gay, hanno fatto appello, in quanto rappresentanti dello Stato.

La corte di appello ha quindi chiesto alla Corte suprema di stabilire se i difensori della ‘Proposition Eight’ hanno legalmente il diritto di sostituirsi alle autorità per fare appello. Se la Corte deciderà che non possono, è probabile che gli oppositori al matrimonio gay si rivolgano alla Corte suprema degli Stati Uniti. Un passo evitato finora sia dai fautori dei diritti gay che dagli oppositori, per il timore di una decisione definitiva. Se le unioni gay arrivassero infatti davanti ai giudici supremi, la loro decisione avrebbe valore in tutti gli Stati, azzerando le divisioni oggi in vigore a livello locale.

Oggi solo gli stati del Connecticut, dell’Iowa, del Massachusetts, del New Hampshire e del Vermont, così come la capitale federale Washington, riconoscono il matrimonio gay.

(fonte Afp)

Fonte:http://www.dailyblog.it/unioni-gay-corte-suprema-california-accetta-di-pronunciarsi-decidera-se-oppositori-possono-fare-appello-contro-legalizzazione/17/02/2011/