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mercoledì 14 marzo 2012

Mexico:In memoria di Agnes Torres

Dopo la sua misteriosa scomparsa venerdì scorso, il corpo della trans e attivista Agnes Torres è stato trovato in un fosso fuori Puebla ( Mexico) il giorno seguente. Secondo le autorità locali Agnes è stata trovata nuda, con segni di bruciature in tutto il suo corpo, suggerendo che sia stata torturata.


28 anni, psicologa attivista dei diritti umani aveva guidato la marcia per l'accettazione delle persone trans nel suo paese natale. La notizia della morte di Agnese Torres si e 'diffusa rapidamente tra gli attivisti LGBT in Messico: Questo Martedì, molti amici, parenti e sostenitori dei valori difesi da Agnes Torres ci sono riunite in un omaggio a Puebla alla attivista messicana che ha combattuto contro il pregiudizio e la discriminazione in un posto segnato da fervore religioso e l'omofobia.


Nella vita è stata fraintesa, anche nel corso di Sociologia presso la Universidad Veracruzana. I colleghi hanno avuto difficoltà guardando Agnes quando il suo nome è stato registrato nel corso come Abraham Hernández Torres. L'attivista è stata doppiamente vittima di indifferenza: soffriva con gli omofobie e le misoginie.

Con Agnes Torres muore, anche, un sogno di uguaglianza. "Il mio sogno è di vivere in una miglior cultura, dove l'ospitalità e il rispetto sono valori fondamentali", ha scritto l'attivista, nella sua pagina personale su Facebook. "Ogni mattina quando mi sveglio faccio molto di più che scrivere perchè il mio sogno diventi una realtà," può essere visualizzato anche lo stesso messaggio su quel social network.

La morte di Agnes Torres a causato "grande indignazione" tra la comunità lesbica, gay e transgender (LGBT). La Association completa di Puebla (ACVP) ha "fermamente condannato e ripudiato l'omicidio brutale" e ha chiesto che venga indagato "come se fosse stata uccisa la donna, la madre o la figlia di un governatore.

Tale associazione ha lanciato un appello al governatore Rafael Moreno Valle, al Congresso dello Stato e al Procuratore di Giustizia la tipizzazione dei crimini di odio, che sono costati la vita a 640 persone, tra gay, lesbiche e transessuali, tra il 1995 e il 2009. "Tutto quello che abbiamo ricevuto è disprezzo, le omissioni e gli atti di aggressione da parte di varie autorità e dei politici", si lamenta il ACPV.

Secondo il sito web della CNN in Messico, quel paese del America centrale e al secondo posto, accanto al Brasile, tra i paese dove maggior parte dei crimini sono contro le persone LGBT, anche se non esistono dati ufficiali.

La morte di Agnese segna il sesto atto di violenza contro la comunità LGBT in Puebla solo da gennaio. Gli attivisti sperano che finalmente venga sensibilizzata le autorità per risolvere gli altri crimini irrisolti. Anche se molti politici locali dal PRD e Nueva Alianza chiedano una approfondita indagine, l'omofobia è ancora prevalente tra i politicanti messicani.

venerdì 2 settembre 2011

Cacciato dalla tv digitale per esternazioni omofobe



LUCCA, 1 settembre 2011 - Protagonista della vicenda il giornalista Daniele Vanni, che l’altra sera si è rifiutato di trasmettere le immagini dei concorsi di Mister Gay Italia e Miss Italia trans svoltisi in Versilia, prendendo le distanze dal mondo omosessuale. «A me sembra eccessivo il Gay Pride oppure farci sopra dei concorsi di bellezza... — aveva sottolineato Vanni — abbiamo le immagini, ma mi rifiuto di mostrarle...». Il video è rimbalzato su Internet e il sito Gay.it ha attaccato duramente il giornalista «omofobo». Che intanto ha perso il posto. «La posizione espressa da Daniele Vanni nel Tg di lunedì 29 agosto in merito alle manifestazioni Miss Italia Trans e Miss Gay Italia — afferma una nota di Dì Lucca — è totalmente estranea alla linea editoriale di questa emittente, che sino ad oggi ha sempre rispettato qualunque posizione di natura politica, religiosa e sessuale. La proprietà di questa emittente, all’unanimità, ha deciso di chiedere al signor Vanni, per le sue dichiarazioni, scuse pubbliche e contemporaneamente immediate e irrevocabili dimissioni dal suo incarico, ritenendo intollerabile nella forma e nel contenuto i giudizi espressi. La redazione e tutti i dipendenti di questa emittente si dissociano da tali posizioni e si scusano se tutti i giudizi espressi, dei quali erano totalmente all’oscuro, possano aver creato un danno a una comunità che tanto si è impegnata per combattere ogni pregiudizio e discriminazione di orientamento sessuale.


Fonte:http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2011/09/01/573302-cacciato_dalla_digitale.shtml