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mercoledì 16 aprile 2025

Liberazione trans queer Il 18 maggio in piazza a Roma.


Il 18 maggio saremo in piazza a Roma.
Un corteo organizzato e condotto da sole persone trans/ enby /intersex/ queer.

La rivoluzione arriva dal basso

Non vogliamo essere strumentalizzaty dai partiti o dalle istituzioni mainstream

È arrivato il momento di fare capire che la nostra politica ce la vogliamo fare noi, i tempi dove altry volevano prendere la nostra parola sono passati.

Abbiamo resistito con la nostra rabbia e ci liberemo grazie ad essa

Liberazione trans enby queer

lunedì 4 gennaio 2016

L'intervista a Monica Romano, la scrittrice del libro “Trans. Storie di ragazze XY”.

Prima di tutto ringrazio  Monica Romano, per aver accettato l'invito per questa intervista. Sono grata per la tua gentilezza.

Ora basta parlare e andiamo un po 'su Monica , che gentilmente ha concesso questa intervista per il blog.

Con una scrittura fluida e coinvolgente, questa ragazza ha già scritto un saggio, “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”, pubblicato nel maggio del 2008 dalla casa editrice Costa e Nolan. 

Ha contribuito alla realizzazione di documentari sulla realtà trans ed LGBT:
“Crisalidi – 5 Storie di vita trans” di Federico Tinelli, vincitore del Novara Film Festival 2005 e del Tekfestival 2006;
“O sei uomo o sei donna chiaro” di Enrico Vanni;
“Ci chiamano diversi” di Vincenzo Monaco.


Monica Romano è attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Ha una lunga militanza iniziata nel 1999 presso l’associazione Arcitrans. Ha fondato l’associazione «La Fenice» – Transessuali & Transgender Milano, di cui è stata presidente fino al marzo del 2009.


Si è laureata in Scienze Politiche nel 2007, con una tesi sulla discriminazione nel mondo del lavoro delle persone transgender. È autrice di Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (2008). Ha contribuito alla realizzazione di due documentari sulla realtà transgender. Attualmente fa parte del direttivo del Circolo culturale “Harvey Milk” a Milano.

“Trans. Storie di ragazze XY

«I ragazzi della mia età spesso venivano a chiedermi a quale metà del cielo appartenessi. C’erano i maschi, c’erano le femmine, e c’ero io. Poteva essere questa la risposta? Non nel mondo in cui vivevo.»

«Sei maschio o femmina?» È il 1986 quando Ilenia si sente fare per la prima volta questa domanda. Al momento non sa cosa rispondere, non vuole essere diversa, è e basta. La ricerca di una vera risposta la accompagnerà lungo tutto il cammino attraverso l’adolescenza e verso l’età adulta. Il suo è il viaggio travagliato di una ragazza che sembra avere per la società e per i benpensanti un’unica meta, la prostituzione. Ma Ilenia è una persona che non si arrende e scompiglia fin da subito le carte del destino: nonostante bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, si laurea, trova un lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna.
Le paure, le battaglie, le ferite, i traguardi di una giovane trans, che come tante altre ragazze XY, lotta per una vita serena e autentica, verso la libertà di genere e il pieno diritto di cittadinanza per le persone transgender nella società civile.

1.Come è nata la tua passione per la scrittura?


Monica-La passione per la scrittura è arrivata durante l'infanzia, molto incoraggiata da mia madre. Adoravo leggere e scrivere già durante i primi anni delle scuole elementari. La scrittura è stata, da sempre, il mio mezzo comunicativo prediletto.

2. Come ti descriveresti? Hai trovato difficoltà ad iniziare il percorso di transizione? . E invece qual è stato l'ostacolo maggiore nella tua vita in relazione alla tua identità di genere e poi sessuale?Monica-Sono una donna transgender che vive e lavora Milano, in uno studio di consulenza del lavoro, ho una famiglia, una compagna, due cani. Amo dedicare il mio tempo libero al volontariato e all'attivismo per i diritti LGBT.
Rispetto al mio percorso di transizione ed autodeterminazione, che ho iniziato a 19 anni, ormai 15 anni fa, l'ostacolo più significativo che ho incontrato è stato l'immaginario collettivo estremamente penalizzante legato alla nostra condizione, l'idea che l'unico destino di una donna transgender sia quello della prostituzione, che per noi non esista la possibilità di un lavoro regolare, di una vita vissuta alla luce del sole fatta di affetti, amore, lavoro, sana normalità.
Di questo, del desiderio di normalità che molte donne transgender vivono, parlo ampiamente nel mio nuovo libro.

3.Qual è il messaggio che hai voluto far passare attraverso le righe di questo libro?

Monica-Il libro è soprattutto un messaggio per le ragazze che oggi stanno per iniziare un percorso di transizione. Attraverso Ilenia, la protagonista del mio memoir, e attraverso le donne che Ilenia incontra lungo il suo cammino, intendevo raccontare alle giovani trans che realizzarsi, avere una vita "diurna", un lavoro regolare, degli affetti, un amore è possibile anche per noi.
Alle nuove generazioni di ragazze transgender intendevo comunicare che la nostra è una strada certamente in salita, ma non impraticabile, che anche noi possiamo essere felici, a dispetto di un sistema sociale e culturale che ci penalizza in ogni contesto. La nostra felicità e realizzazione passano soprattutto dal bene per noi stesse e dall'orgoglio per il nostro percorso di vita, senza paure e vergogne per quello che siamo.


3.Cosa vuol dire per te essere una scrittrice? donna, lesbica e trans? in una cultura dominante sessista che in altri milioni di casi impone alle donne, per mantenerle nel ruolo che la medesima cultura maschilista ha loro assegnato.
Monica-Prima di essere una scrittrice sono un'attivista.
La scrittura per me è un mezzo molto potente per sovvertire gli stereotipi che riceviamo.
Essere una donna, una trans e una lesbica nella stessa vita non è affatto semplice.
La cultura maschilista e fallocentrica in cui siamo immersi fa molta fatica ad accettare l'idea che una trans compia il suo percorso di autoaffermazione per se stessa, per poter finalmente essere, e che non lo faccia per piacere agli uomini. L'esistenza delle trans lesbiche è la più evidente dimostrazione che identità e orientamento sessuale sono cose da tenere ben distinte.
Realtà difficile da digerire per un immaginario che ci ha sempre viste come oggetti, carne da macello ad uso e consumo del maschio.


4.E stato difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti?
Monica-Sorprendentemente no.
Ho inviato il mio manoscritto ad una decina di case editrici grandi e medie.
In breve tempo ho ricevuto la proposta di pubblicazione della Ugo Mursia.


5-Qual'è il tuo libro (o autore) preferito?
Monica-E' molto difficile dare una risposta!
Sono abbastanza "onnivora" nelle mie letture.
Amo in particolare la saggistica (Bauman, Marzano, Aspesi), i romanzi politici (Orwell), i memoir (Primo Levi).
Poi ci sono scrittrici che seguo da sempre, come Isabel Allende, Marcela Serrano e Banana Yoshimoto.
Amo la poesia di Alda Merini.

6- Trans. Storie di ragazze XY, è un libro autobiografico?
Monica-Sì. "Trans. Storie di ragazze XY" è un memoir, quindi un romanzo di ispirazione autobiografica.

7-Parliamo del tuo blog (http:// http://transgenderfreedom.com/ /), Com'è nata l’idea?
Monica-L'idea del mio "Blog la libertà di genere" è nata dalla voglia di condividere articoli e riflessioni che scrivo sul tema dell'identità di genere, e funziona: il mio blog ha ricevuto la nomination per miglior blog trans 2015 all'"Italian Gay blogger Awards" 2015.

8-Hai in programma di scrivere un nuovo libro?
Monica-Sì, e presto inizierò a lavorarci.


9-Qual è l’antidoto alla paura e alla ignoranza di chi ci percepisce come “diversi”?
Monica-L'informazione, la sensibilizzazione e l'orgoglio per le nostre differenze.

Di Vanessa Mazza

Per conoscere un po 'di più Monica Romano e acquisire i suoi libri, basta visitare la pagina dell'autrice.

sabato 19 dicembre 2015

Aleikasandria Da Silva Barros,la rappresentante della Spagna, che ha vinto Miss Trans Universo 2015. Perugia, Italia.


Di Origini Brasiliana, ma da tempo residenti in Spagna. Aleikasandria Da Silva Barros, 35 anni, è stata incoronata Miss Trans Universo 2015 durante il concorso di bellezza conclusosi la scorsa domenica( 13) a Perugia. Al secondo posto, la bellissima bionda Roberta Holanda. Aleika stata premiata da Kalena Pontes, vincitrice dell’edizione 2014. La cerimonia di premiazione, che ha visto la partecipazione di oltre quattordici concorrenti che rappresentavano quasi ogni angolo del mondo, si è svolta al teatro Bertolt Brecht di Perugia.Il Miss Trans Universo stato ideato e organizzato da Caroline D’Lamark Vaz, con la collaborazione della stilista Josie Marie.




Aleika a vinto il premio per il miglior costume nazionale e il terzo posto per il miglior abito da sera. Attivista e militante della causa trans, Aleika ha già vinto altri concorsi di bellezza, alcuni addirittura internazionale, come nel caso di questi ultimi. "Ho deciso di rappresentare la Spagna, perché è un paese che si batte per i diritti della comunità LGBT e mi sembrava una buona scelta", dice.


Alla domanda su cosa riteneva più importanti, per diventare una miss, la bellezza o l'intelligenza? Aleika classifica come primordiale la "eleganza"e poi star informata sulle politiche di difese LGBT , soprattutto quella della popolazione costituita da transgender e transessuali. 

"Abbiamo vinto un concorso in Italia, non perché ero la più bella della notte. La più bella può stare in piedi sui marciapiede, in qualsiasi angolo delle nostre città, anche lei sicuramente stata esclusa dal mercato del lavoro, passando per situazione di potenziale vulnerabilità e violenza."

"L'obiettivo principale del concorso è quello di presentare donne transessuali diverse dai soliti cliché della( aggiungiamo io, della prostituzione)., e per combattere ogni forma di discriminazione". "Si tratta di una competizione in cui ogni partecipante può scegliere il paese che vogliono rappresentare, e non hanno necessariamente bisogno di essere nate in quel luogo", aggiunge.

Il tema della serata: la neve. Le concorrenti sono state quattordici, in rappresentanza di altrettanti paesi. Hanno sfilato in costume tipico e hanno rappresentato storia e tradizioni dei paesi di elezione, sfilato in abiti da sera eleganti. Tutte le candidate al titolo sono state consigliate, dirette e accompagnate sul palco da una madrina e giudicate da una giuria di quattordici tra esperti di moda chirurghi estetici e rappresentanti delle associazioni Lgbt di Perugia, oltre a impresari locali.



giovedì 26 novembre 2015

Nelle librerie TRANS Storie di ragazze XY. Di Monica Romano

È già disponibile in libreria, TRANS Storie di ragazze XY , di Monica Romano, edita da Ugo Mursia Editore (collana Memoirs. Poesia) Di seguito un’anteprima del volume e il comunicato ufficiale del lancio.

Descrizione: 
"Sei maschio o femmina?" È il 1986 quando Ilenia si sente fare per la prima volta questa domanda. Al momento non sa cosa rispondere, non vuole essere diversa, è e basta. La ricerca di una vera risposta la accompagnerà lungo tutto il cammino attraverso l'adolescenza e verso l'età adulta. Il suo è il viaggio travagliato di una ragazza che sembra avere per la società e per i benpensanti un'unica meta, la prostituzione. Ma Ilenia è una persona che non si arrende e scompiglia fin da subito le carte del destino: nonostante bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, si laurea, trova un lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna. Le paure, le battaglie, le ferite, i traguardi di una giovane trans, che come tante altre ragazze XY, lotta per una vita serena e autentica, verso la libertà di genere e il pieno diritto di cittadinanza per le persone transgender nella società civile.


Monica Romano è attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Ha una lunga militanza iniziata nel 1999 presso l’associazione Arcitrans. Ha fondato l’associazione «La Fenice» – Transessuali & Transgender Milano, di cui è stata presidente fino al marzo del 2009. Si è laureata in Scienze Politiche nel 2007, con una tesi sulla discriminazione nel mondo del lavoro delle persone transgender. È autrice di Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (2008). Ha contribuito alla realizzazione di due documentari sulla realtà transgender. http://transgenderfreedom.com/

Monica Romano 

venerdì 6 novembre 2015

La Corte costituzionale conferma la non necessarietà delle modifiche chirurgiche ai fini del cambio di sesso



Con sentenza n. 221 depositata oggi, la Corte Costituzionale, in adesione all'orientamento espresso dalla Corte di cassazione con sentenza n. 15138/2015 a seguito del ricorso promosso da Avvocatura per i diritti LGBTI - Rete Lenford, ha escluso il carattere necessario dell'intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica di sesso.


La Corte, riaffermando il principio per cui resta "ineludibile un rigoroso accertamento giudiziale delle modalità attraverso le quali il cambiamento è avvenuto e del suo carattere definitivo", ha precisato che, rispetto al cambiamento di sesso, "il trattamento chirurgico costituisce uno strumento eventuale, di ausilio al fine di garantire, attraverso una tendenziale corrispondenza dei tratti somatici con quelli del sesso di appartenenza, il conseguimento di un pieno benessere psichico e fisico della persona" e ha sottolineato che "la prevalenza della tutela della salute dell'individuo sulla corrispondenza fra sesso anatomico e sesso anagrafico porta a ritenere il trattamento chirurgico non quale prerequisito per accedere al procedimento di rettificazione", ma "come possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico".



Importante, infine, il riferimento della Consulta all'art 31 del d.lgs. n. 150 del 2011, che assume "il ruolo di garanzia del diritto all'identità di genere, come espressione del diritto all'identità personale (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU) e, al tempo stesso, di strumento per la piena realizzazione del diritto, dotato anch'esso di copertura costituzionale, alla salute".

La presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI, avv. Maria Grazia Sangalli, esprime la sua soddisfazione per l'esito di un giudizio tanto atteso: "si tratta di una pronuncia che chiarisce definitivamente le ambigue zone d'ombra della legge 164/82 in tema di rettificazione di attribuzione di sesso. La legge non impone la modifica chirurgica del sesso, secondo una interpretazione della stessa definitivamente orientata nei termini di una valorizzazione del diritto costituzionale alla salute. L'intervento è dunque solo un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico della persona".

Copia della sentenza in formato pdf LINK

venerdì 9 ottobre 2015

NASCE A NAPOLI IL PRIMO CENTRO DI ANDROLOGIA PER TRANSESSUALI E TRANSGENDER.

Di Francesco Licastro. 

La novità è emersa nel corso di “Alfa Omega” la quattro giorni dedicata ai convegni medici in corso alla Città della Scienza diNapoli e che ha aperto la “Settimana della Prevenzione” che proseguirà
poi con il Campus della Salute in Piazza del Plebisicito dal 9 all’11 ottobre.

“Il nuovo centro di andrologia – spiega Rosario Pivonello, professore di andrologia all’Università Federico II di Napoli – presenta diversi ambulatori sia per i problemi relativi alla riproduzione che, in generale, alla sessualità. E’ strutturato con ambulatori specifici e ce ne sono alcuni dedicati ai transessuali e transgender. Questo risponde a una attenzione sociale a questa parte della popolazione che richiedere di essere trattata in maniera appropriata”. L’ambulatorio è dedicato all’assistenza a chi vuole cambiare sesso sia prima del cambiamento che dopo: “Lo spazio – sottolinea Pivonello – prevede oltre alla figura dell’andrologo e dell’endocrinologo anche la presenza di uno psicologo, dell’urologo e del chirurgo. Di tutte quelle specializzazioni della medicina, cioè coinvolte nel trattamento di questi pazienti che hanno questa esigenza di identità sessuale. L’ambulatorio sarà attivo sia nel seguirli prima dell’intervento, sia in seguito per le problematiche e le patologie da cui possono essere affetti in futuro”.

Nel nuovo centro di andrologia ci sarà grande attenzione anche alla seminologia: “c’è – prosegue Pivonello – un laboratorio avanzato per tutte le analisi e la valutazione legate al seme e alla fertilità maschile. Problemi che stanno conoscendo un enorme incremento anche a causa dell’inquinamento ambienta. E infatti negli spazi dedicati alla ricerca nel nuovo centro stiamo portando avanti anche un’indagine sull’impatto che l’inquinamento ambientale ha in Campania sulla fertilità maschile. Ci sarà poi un ambulatorio di psicoterapia per aiutare le coppie che hanno problematiche di infertilità e di sessualità”. Il nuovo centro di andrologia e sessualità è collegato a un centro di ricerca per nuove possibili terapie per lo spermatozoo e il testicolo.

Di sessualità si è parlato al convegno Alfa Omega anche nella tavola rotonda sul tema “Come evitare le infezioni sessualmente trasmissibili”. Molta attenzione ha richiamato anche l’incontro su “Lo sport come medicina”. Successo, intanto, pr le mattinate dedicate alle scuole: lunedì i ragazzi hanno assistito nell’auditorium di Città della Scienza al film “Supersize me” che li ha spinti a interrogarsi sull’abuso di cibo dei fast food.
Da Francesco Licastro|ottobre 7th, 2015|In evidenza, Salute e 

mercoledì 30 settembre 2015

Uno dei momenti più importante per una trans, in questo video emozionante

"Erica Maison, una madre di cinque figli di Detroit, sorprende la figlia Corey di 14 anni, con la sua prima dose di ormoni. Errano da due anni che spettava di ricevere.
Quando il sostegno della famiglia può fare una grande differenza nella crescita di un bambino transgender. E la prova è in questo video recentemente pubblicato dalla Americana Erica Maison, madre di Corey, una ragazza trans di 14 anni, guardate la reazione emozionante.



Con più di un milione di visualizzazione, la registrazione mostra il momento esatto che Corey riceve da Erica la prima dose del suo trattamento ormonale, dopo due anni e mezzo di attesa. Al fine di sorprendere la figlia, la madre nascose la scatola della medicina dietro il divano e le chiese di trovare il pacchetto. Appena legge l'etichetta sulla scatola, l'adolescente non e riuscita a contenere il grido di felicità.

"Lei non aveva idea di cosa stesse succedendo", ha detto Erica a Buzzfeed. 
"Io ero molto ansiosa e non riuscivo a smettere di sorridere.
 lei viene verso di me e cosi mi sono fermata le riprese in modo che potesse abbracciarla. Eravamo entrambi a piangere e tremare. Lei mi ha letteralmente tolto il fiato. Non mi aveva mai dato un abbraccio come quello. E io non avevo mai sentito così tanto amore per lei, come in quel momento. "un giorno che ricorderò per il resto della mia vita!

Secondo Erica, era una situazione cruciale è che cambierà per sempre la vita di sua figlia, che era sempre stata super femminile. Lei"Ama vestirsi in abiti e tacchi alti, ma in pubblico indossa vestiti mascolini - pensavo che potesse essere gay", ha detto.
Quando la ragazza era in quinta elementare, a subito bullismo dei compagni di classe e la madre ha deciso di alfabetizzarla in casa . Fino a 11 anni, quando guardando un video di Jazz Jennings, che è anche trans, si rese conto: "Mamma, io sono come lei, io sono una ragazza."

Poco a poco, Corey ha iniziato a guadagnare fiducia per uscire in pubblico vestita da ragazza. Ma il processo non è stato facile. "I suoi capelli erano ancora troppo corte e aveva l'aspetto fanciullesco. La gente la guardava e la fotografavano per le strade. Ridevano, la fissavano. Gli ho detto che ogni volta che qualcuno puntassi una macchina fotografica a lei, di sorridere e mettersi in posa.Questo alla fine gli ha migliorato la sua alto stima. Volevo insegnarle a trasformare il negativo in qualcosa di positivo."


La passeggiata è stata lunga, ma lo scorso 24 settembre Corey ha ricevuto la migliore notizia, che la sua prescrizione di estrogeni era pronto per essere ritirata. "Credo che uno dei più grandi problemi della nostra società di oggi è che la gente semplicemente non capiscono che cosa significa veramente essere transessuale. Voglio che vedano questo video, che vedano l'emozione di un bambino transgender scoprendo che lei può davvero vivere nel modo in cui senti di essere ", ha scritto nella pubblicazione del video.

"Voglio che la gente veda questo in modo che forse possano aprire gli occhi. Aprire gli occhi a coloro che sono diversi. Forse questo li aiuterà a capire che le persone transgender sono anche persone come loro, ma che ancora affrontano un alto rischio di violenza a causa di qualcosa che non hanno scelto. Vi garantisco che nessun bambino piace essere deriso, perseguitato o feriti. Nessun bambino scegliere di essere trans, sono semplicemente nati al 100%, cosi ".
Foto di famiglia
"Tutti noi vogliamo solo essere amati ed accettati dagli altri, e questo è tutto quello che voglio per mia figlia, di essere amata e accettata per quello che è dentro."

giovedì 24 settembre 2015

FTM: Una nuova pubblicazione si propone di essere il GQ per uomini transgender.

L'imprenditore trans Jason Robert Ballard, già co-fondatore di The self-made men e Pen Pal System , un strumento utilizzato per servire la comunità transgender maschile. Da un lato, educando e promuovendo la consapevolezza della nostra esistenza. Jason ha recentemente intrapreso un nuovo imponente progetto: la creazione del primo Magazine dedicato ai FTM, uomini trans. 

FTM: International Transculture Magazine, pubblicato nel mese di aprile 2014, FTM Magazine è una rivista stampata e digitale dedicato alla vita e la cultura della comunità FTM (Female to Male) è una sigla inglese indicante una persona che opta per una transizione del proprio corpo da femmina a maschio. In inglese viene anche usato il termine transman o trans man, cioè uomo trans. 

 All'interno di FTM, si possono trovare sezioni su, Intrattenimento, Istruzione: articoli utili per ogni fase della transizione. Promozione:film, musica, eventi della comunità trans.
In ogni numero il meglio della comunità ftm in copertine. FTM è adatto per tutte le età e tocca le esigenze di coloro in tutte le fasi della loro transizione.

Ballard in una intervista a advocate. dice "Stavo leggendo GQ in attesa di un appuntamento dal parrucchiere e pensavo, 'Questo sarebbe un grande momento nel movimento trans di lanciare qualcosa di simile per gli uomini trans", ricorda.

Ballard dice che ora è il momento di dare più visibilità ai trans maschi. Ci spiega come è stato ispirato da una citazione è di come nonostante lavori ancora in un piccolo ufficio, Ballard dice la rivista attualmente sta raggiungendo 400 iscritti ed è in quasi tutti i paesi del mondo. I lettori hanno espresso il loro entusiasmo che tale rivista esista, e hanno entusiasticamente partecipato a concorsi e le osservazioni, interviste e sondaggi che "il lavoro per bilanciare le informazioni e mantenere rilevante per tutti i nostri potenziali lettori, non solo un particolare gruppo ".


"In sostanza, la difesa dei nostri anziani [TRANS] fratelli ci ha portato a un punto nella storia che stiamo vincendo i nostri diritti - lentamente, ancora", aggiunge. "E il futuro è su come definire una cultura."

Per saperne di più su questo meraviglioso Magazine, visitate il sito ftmmagazine.com per maggiori informazioni e dettagli di sottoscrizione.

Transgender Magazine Ricrea Nudo Adam Levine Foto

martedì 15 settembre 2015

Si è svolto a Barcellona MISS TRANS INTERNATIONAL STAR 2015


Sabato 12 settembre 2015 si è tenuto presso il Centro Commerciale las Arenas de Barcelona, ​​la 5 ° edizione di Miss Trans Star International. 25 rappresentanti di diversi paesi, hanno combattuto per la corona.

Numerose personalità dello spettacolo, i media, naturalmente, la collettiva Trans residente a Barcellona e i visitatori da tutto il mondo, hanno partecipanti all'evento dell'anno. La giuria era composta da personalità del mondo della chirurgia estetica e della moda, che hanno avuto il difficile compito di di eleggere la nuova Miss Trans Star International 2015.

Una candela stata accesa per commemorare le vittime dell’odio, del pregiudizio e della discriminazione anti-transgender (transfobia). 




Infine, il risultato  Vanessa Lopez, Miss Cile( che e cresciuta in Svezia) vieni incoronata la nuova Miss Trans Star International 2015 . 

Per la seconda volta, la transessuale brasiliana Aleika Barros, 35 anni ( che ha ripresentato la Grecia, dato che il Brasile aveva già la sua candidata) arriva come seconda classificata, Aleika stata la prima brasiliana a salire sul podio alle finali di Miss international Queen nel 2007, in Thailandia.











Terza classificata Atima Lima, Miss Italia.

martedì 13 gennaio 2015

Il Mit ricorre alla Consulta contro la “sterilizzazione forzata”

Immagine tratta dalla pagina Fb della campagna “Un altro genere è possibile“
Bologna, 13 gen. – Dopo la campagna “Un altro genere è possibile” il Mit ha deciso di portare alla Corte Costituzionale il ricorso contro l’obbligo dell’intervento chirurgico per le persone trans che desiderano cambiare il genere sulla carta d’identità.

Ad aprire la strada al ricorso, spiega Cathy La Torre avvocata e vicepresidente del Mit, è stata l’ordinanza 228/2014 del Tribunale di Trento che ha sollevato la questione di costituzionalità sull'obbligo dell’operazione chirurgica prevista dalla legge 164 del 1982 “in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”. L’imposizione di un intervento chirurgico, dice l’ordinanza, potrebbe essere lesivo del diritto alla salute (“sia il trattamento ormonale sia la RCS, sono – notoriamente – molto rischiosi per la salute umana” si legge) e dello stesso diritto a scegliere la propria identità di genere, previsto dalla legge 164.

Il Mit ha quindi deciso di aderire a quella interpretazione del Tribunale di Trento raccontando le storie di persone trans che, avendo rifiutato l’operazione, si trovano spesso in situazioni difficili o imbarazzanti perché i documenti non rispecchiano il loro aspetto esteriore. I problemi possono accedere alle frontiere, in aeroporto, alla posta per il ritiro di una raccomandata, racconta Cathy La Torre.

I tempi in cui verrà analizzata la questione dipendono ora dalla Corte Costituzionale, ma La Torre è ottimista. La Consulta ha già dimostrato in passato di avere una certa sensibilità sul tema. C’è il precedente del caso Bernaroli, nel quale La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che annulla le nozze se uno dei due coniugi cambia sesso.


Damiana Aguiari

Fonte:http:http://www.radiocittadelcapo.it/archives/trans-mit-consulta-sterilizzazione-forzata-154566/

https://www.youtube.com/channel/UC3kvO2kgLuu4PB2UgneceLA

venerdì 2 gennaio 2015

La lettera di addio di Leelah Alcorn, ragazza trans di 17 anni che viveva a Kings Mills, in Ohio (Stati Uniti), morta suicida alle 2:20 di domenica scorsa

La comunità LGBTQ sta uscendo del 2014 con questa triste nota tragica, la morte di Joshua Alcorn, un 17 anni transgender dell'Ohio che, secondo quanto riferito , si suicidò Domenica mattina. L morte di Leelah Alcorn è diventata una storia internazionale a causa della natura pubblica dell suo suicidio, travolto da un camion mentre percorreva a piedi l'Intestate 71 a circa 4 miglia da casa. La madre, Carla Alcorn, l'ha ricordata su Facebook scrivendo: «Il mio dolce figlio di 16 anni, Joshua Ryan Alcorn, è andato in cielo questa mattina. Era fuori per una passeggiata mattutina ed è stato investito da un camion».

Passate le ore, però, è venuta a galla la verità. Leelah era transessuale e non è stato investito: si è suicidato. Il motivo è riconducibile all'atteggiamento che i suoi genitori avevano nei suoi confronti, motivo per cui le parole della madre appaiono ancor più gravi quasi a testimoniare come alcuni genitori possano essere capaci di risultare i carnefici dei loro stessi figli in virtù di presunte motivazioni religiose. È la stessa vittima a raccontare come l'abbiano cercata di "curare" credendo che la sua sessualità non piacesse a Dio.


Prima del suo estremo gesto, Leelah Alcorn aveva scritto un messaggio d'addio su Tumblr e aveva programmato la sua pubblicazione in modo da farlo apparire solo dopo una certa ora. In un secondo messaggio ha chiesto scusa al fratello e alle sorelle.

Ecco le ultime parole di
 Leelah Alcorn,


Se state leggendo questo messaggio, vuol dire che mi sono suicidata e quindi non sono riuscita a cancellare questo post programmato.
Per favore, non siate tristi, è meglio così. La vita che avrei vissuto non sarebbe stata degna di essere vissuta… perché sono transessuale. Potrei entrare nei dettagli per spiegare perché lo penso, ma questa lettera sarà già abbastanza lunga così. Per farla semplice, mi sento una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo da quando avevo quattro anni. Per molto tempo non ho saputo dell'esistenza di una parola per definire questa sensazione, né che fosse possibile per un ragazzo diventare una ragazza, così non l'ho detto a nessuno e ho semplicemente continuato a fare cose convenzionalmente da maschi per cercare di adattarmi.

Quando avevo 14 anni ho imparato cosa volesse dire la parola "transessuale" e ho pianto di gioia. Dopo dieci anni di confusione avevo finalmente capito chi ero. L'ho detto subito a mia mamma e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stato davvero una ragazza, che Dio non fa errori e che ero io a essere sbagliata. Se state leggendo questa lettera: cari genitori, non dite così ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro i transessuali, non dite mai questa cosa a nessuno: specialmente ai vostri figli. Non otterrete niente a parte far sì che odino se stessi. È esattamente quello che è successo a me.

Mia mamma ha iniziato a portarmi da terapisti ma solo da terapisti cristiani, tutti con molti pregiudizi, quindi non ho mai avuto le cure di cui avrei avuto bisogno per la mia depressione. Ho solo ottenuto che altri cristiani mi dicessero che sono egoista e sbagliata e che avrei dovuto cercare l'aiuto di Dio.
Quando avevo 16 anni mi sono resa conto che i miei genitori non mi avrebbero mai aiutata, e che avrei dovuto aspettare di compiere 18 anni per iniziare qualsiasi terapia e intervento di transizione, cosa che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione è difficile. Mi sono sentita senza speranze, sicura che avrei passato il resto della mia vita con le sembianze di un uomo. Quando ho compiuto 16 anni e ho capito che i miei genitori non avrebbero dato il loro consenso per farmi iniziare la transizione, ho pianto finché non mi sono addormentata.

Ho sviluppato nel tempo una specie di atteggiamento "vaffanculo" verso i miei genitori e ho fatto coming out come gay a scuola, pensando che forse sarebbe stato più facile così un giorno dire che in realtà sono transessuale. Per quanto la reazione dei miei amici sia stata buona, i miei genitori si sono arrabbiati. Hanno pensato che volessi compromettere la loro immagine e che li stessi mettendo in imbarazzo. Volevano che fossi il classico piccolo perfetto ragazzo cristiano e ovviamente non era quello che volevo io.

Quindi mi hanno tirato via dalla scuola pubblica, mi hanno sequestrato il computer e lo smartphone e mi hanno impedito di frequentare qualsiasi social network, isolandomi così completamente dai miei amici. Questa è stata probabilmente la parte della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono ancora stupita di non essermi uccisa già allora. Sono stata completamente sola per cinque mesi. Nessun amico, nessun sostegno, nessun amore. Solo la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine.

Alla fine dell'anno scolastico i miei genitori finalmente mi hanno restituito il mio smartphone e mi hanno permesso di tornare sui social network. Ero felicissima, finalmente potevo riavere indietro i miei amici. Ma solo all'inizio. Alla fine mi sono resa conto che anche a loro non importava molto di me, e mi sono sentita persino più sola di quanto fossi prima. Piacevo agli unici amici che pensavo di avere per il solo motivo che mi vedevano per cinque giorni ogni settimana.

Dopo un'estate praticamente senza amici unita al peso di dover pensare al college, di risparmiare per quando avrei lasciato casa, di tenere alti i miei voti, di andare in chiesa ogni settimana e sentirmi di merda perché in chiesa tutti sono contrari a quello che sono, ho deciso che ne ho abbastanza. Non completerò mai nessuna transizione, nemmeno quando andrò via di casa. Non sarò mai felice con me stessa, col modo in cui appaio e con la voce che ho. Non avrò mai abbastanza amici da esserne soddisfatta. Non troverò mai un uomo che mi ami. Non sarò mai felice. Potrò vivere il resto della mia vita come un uomo solo che desidera essere una donna oppure come una donna ancora più sola che odia se stessa. Non c’è modo di averla vinta. Non c'è via d'uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno di una vita ancora peggiore di così. La gente dice che "le cose cambiano" ma nel mio caso non è vero. Le cose peggiorano. Le cose peggiorano ogni giorno.

Questo è il succo, questo è il motivo per cui mi sento di uccidermi. Mi dispiace se per voi non sarà abbastanza una buona ragione, lo è per me. Per quel che riguarda le mie volontà, voglio che il 100 per cento delle cose che possiedo sia venduto e che il denaro (più i soldi che ho da parte in banca) siano donati a un movimento per il sostegno e per i diritti delle persone transessuali, non importa quale. L'unico momento in cui riposerò in pace arriverà quando le persone transessuali non saranno più trattate come sono stata trattata io: quando saranno trattate da esseri umani, con sentimenti validi, sinceri e legittimi, e con dei diritti umani. Le questioni di genere devono essere insegnate a scuola, prima è e meglio è. La mia morte deve significare qualcosa. La mia morte dev'essere contata tra quelle dei transessuali che si sono suicidati quest'anno. Voglio che qualcuno guardi a quel numero e dica "questa cosa è assurda", e si occupi di sistemarla. Sistemate la società. Per favore.
Addio.


La triste ironia di tutto questo è che Alcorn sta finalmente ottenendo il riconoscimento e l'affermazione che aveva bisogno nella vita solo adesso, dopo la sua morte. Non sarebbe costato nulla per la sua famiglia, prendere il piccolo passo di chiamarla con il suo nome scelto e rispettare la sua identità di genere quando lei ha chiesto, ma il loro rifiuto ha un costo molto alto, che dovranno pagare per il resto della loro vita.

Per me, Il dio in cui credono i suoi genitori ha ucciso Leelah Alcorn
La religione in cui credono i "cristiani, obiettori di coscienza" hanno ucciso Leelah Alcorn


Anche se sembra improbabile che ciò accada, voglio sperare che i genitori di Leelah Alcorn perlomeno onorino i desideri della figlia, che finalmente rispettino la sua vera identità al funerale e che rispettino la sua richiesta, che i suoi bene, venga direzionato a una associazione di aiuto alle persone trans.

E 'tempo che imparate  ad accettarci  per quello che siamo veramente.  Che iniziate a rispettare il nostro sé autentico è quello che tutti noi vogliamo, e qualcosa che tutti noi meritiamo. 

Riposa in pace piccola Leelah Alcorn,


Vanessa Mazza 

mercoledì 11 giugno 2014

Mentre l’Italia si interroga sul “divorzio imposto”, la Danimarca è il primo Paese europeo a permettere il cambio di genere senza diagnosi clinica

Oggi il Parlamento danese ha approvato una legge che rimuove vari ostacoli al riconoscimento legale del genere divenendo il primo Paese europeo dove la diagnosi di «Disturbo dell’identità di genere» o altro esame psicologico è necessario per poter scegliere il proprio genere.

Non sarà più necessario nessun intervento medico né tantomeno la sterilizzazione chirurgica per vedersi riconosciuto legalmente il proprio genere di appartenenza.

Le nuove regole entreranno in vigore il primo settembre 2014. Da quel momento la persona interessata sarà l’unica a dover decidere: si dovrà fare una prima domanda che dovrà essere confermata dopo 6 mesi. Punto.

In Italia la legge 164/82 lascia un certo margine di interpretazione, poiché non specifica se la rettifica del sesso debba riguardare i tratti sessuali primari o anche quelli secondari e se il solo trattamento farmacologico sia sufficiente a garantire il cambio di sesso o se piuttosto sia necessario l’intervento chirurgico. Tuttavia, la pratica comune consiste nel considerare la rimozione delle gonadi come il requisito fondamentale per riconoscere il cambio di sesso, anche se alcune sentenze hanno permesso di modificare l’indicazione del sesso sui documenti di identità anche a delle persone transessuali che non si erano sottoposte ad alcun intervento chirurgico.

Questa situazione si traduce nella difficoltà da parte delle persone transgender di trovare un’occupazione, di accendere un mutuo e nel verificarsi di frequenti violazioni della privacy ogniqualvolta, ad esempio, la persona transgender si ritrova a dover esibire in pubblico il documento di identità, i cui dati sul genere non corrispondono all’aspetto fisico del/la transgender in questione.

La legge 164/82, inoltre, prevedrebbe lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, previsione passata ieri al vaglio della Corte Costituzionale (si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica) per sospetta illegittimità costituzionale poiché, ha detto la Corte di Cassazione che ha eccepito la costituzionalità della legge, configurerebbe «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva, mediante un’ingerenza statuale diretta».

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «mentre si attende di conoscere l’esito dell’udienza pubblica alla Corte Costituzionale sull’obbligo di divorzio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi, la Danimarca rimuove tutti gli ostacoli al riconoscimento legale del genere. Quasi 8.000 persone hanno firmato una petizione per chiedere la calendarizzazione di una proposta di legge che rimuova i dubbi interpretativi che gravano sulla legge 164/82 e ristabilisca i diritti umani e la dignità delle persone transessuali. La Corte Costituzionale renderà presto note le sue decisioni, ma le cittadine e i cittadini italiani trans non possono aspettare in eterno per vedere riconosciuti i propri diritti umani, anche il Parlamento deve prendersi le sue responsabilità in fretta. I tempi della politica devono rispettare quelli degli individui che nascono, vivono e muoiono senza diritti. Questa dev’essere la generazione che vede riconosciuti i propri diritti umani fondamentali, anche in Italia!».

Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

giovedì 10 aprile 2014

UN ALTRO GENERE È POSSIBILE.


Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.
Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.

Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.

In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.

E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.

L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.

Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.

Esiste già una proposta per la quale ci batteremo politicamente.

Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.

Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.

Se sei un persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com o chiama lo 051.271666

Se vuoi aderire e diffondere la campagna puoi scaricare il materiale qui.






giovedì 13 febbraio 2014

Film che dovreste vedere: Trans *

Oggi, vi presento una selezione dei miei film preferiti di tematiche Trans 
* Si prega di notare: Tutti le informazioni sono tratti dai comunicati stampa / film /.

TRANS*
Termine ombrello per indicare tutte quelle persone che non sono cisgender; quindi persone transgender, transessuali, genderqueer/non-binarie e così via.

MTF/M2F/MALE-TO-FEMALE/DONNA TRANS
Una persona biologicamente maschile con un’identità di genere femminile.

FTM/F2M/FEMALE-TO-MALE/UOMO TRANS
Una persona biologicamente femminile con un’identità di genere maschile.

GENDERQUEER/NON-BINARI@
Una persona con un’identità di genere al di fuori del binarismo di genere, che non si identifica quindi nè come uomo nè come donna. 


The Aggressives : Documentario che racconta la vita e il mondo di sei lesbiche newyorkesi che si definiscono “aggressive”. Intervistate, le ragazze raccontano e mostrano la loro mascolinità pur non volendo diventare uomini né identificandosi come “drag king”. Seguite durante un lungo arco temporale (5 anni), ognuna rivela sogni, condivide segreti e rivela intime paure. Un bel viaggio nel variegato mondo gender.

Regista: Daniel Peddle
Sceneggiatrice/tore: Daniel Peddle
Anno: 2005
Paese: USA
Categoria: Mediometraggio.

Normal: Un marito e padre di famiglia di una città del Midwest annuncia la sua intenzione di sottoporsi ad un'operazione per il cambio di sesso.
diretto da Jane Anderson e interpretato da Tom Wilkinson, Jessica Lange,Hayden Panettiere, Clancy Brown, Joseph Sikora, Richard Bull, Mary Seibel, Danny Goldring, Randall Arney, Rich Komenich.
Prodotto nel 2003 in USA.











Tomboy è un film del 2011 scritto e diretto da Céline Sciamma.
Il film, che racconta la storia di una bambina di 10 anni che si finge maschio agli occhi dei coetanei, ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Teddy Award e il premio come miglior film al Torino GLBT Film Festival.

Laure è una bambina di 10 anni. Durante le vacanze estive, la sua famiglia, di cui fa parte anche la sorella Jeanne di 6 anni, si trasferisce in un nuovo quartiere. Inizialmente Laure passa le sue giornate in solitudine, non riuscendo a integrarsi con i nuovi vicini, ma un giorno incontra la coetanea Lisa, alla quale si presenta come un bambino di nome Michael. Grazie ai capelli corti, ai modi da maschiaccio, alla distratta distanza dei genitori (in particolare della mamma), Laure riesce a ingannare Lisa e tutti i bambini del quartiere, mascherando e contraffacendo la sua identità anagrafica. Ma quando la relazione tra Laure e Lisa si fa sempre più stretta e intima, la verità verrà a galla, dando vita a una serie di equivoci e complicazioni.

A Girl Like Me: The Gwen Araujo Story è un film del 2006 diretto da Agnieszka Holland e trasmesso da Lifetime Television. 
La storia documenta la vita reale di Gwen Araujo Jr. (24 febbraio 1985 – 3 ottobre 2002), una teenager transgender uccisa quando alcuni suoi conoscenti scoprirono che aveva dei genitali maschili. Le scene del processo per omicidio si alternano con la storia della vita di Gwen...L'evento che portò alla morte della Araujo fu la "collera" che i giovani provarono quando scoprirono che Araujo - che viveva come donna - era biologicamente di sesso maschile. Due degli accusati, nei successivi processi, sono stati condannati per omicidio di secondo grado, mentre il terzo per omicidio volontario; la giuria ha però concluso che non è stato consumato nessun "crimine d'odio". Le tragiche circostanze hanno trasformato Gwen Araujo in simbolo di discriminazione per la comunità LGBT; molti aspetti controversi e scarsamente documentati relativi all'omicidio rimangono ancora ampiamente dibattuti. 

 Sex My Life (2008). Khastegi ,documentario iraniano del 2008 del regista e sceneggiatore Bahman Motamedian.

“Sex My Life” racconta le storie di sei MtoF e di un FtoM a Teheran. Questo docu-fiction ricrea scene tratte dalla vita reale facendole interpretare non da attori ma dagli stessi transgender, dando vita ad un film emotivamente carico e dal ritmo veloce. Le leggi iraniane permettono la riassegnazione del genere, mentre l’omosessualità è punita con la morte. Nonostante dunque la legge permetta la transizione l’opinione pubblica e le famiglie delle persone transgender non li accolgono a braccia aperte. Il film segue i suoi protagonisti fra le sfide che universalmente fanno parte dell’esperienza trans, nel percorso verso le proprie identità e l’accettazione delle famiglie...



XXY (2007 ), Alex ha un segreto nconfessabile. Per questo i suoi genitori, quando lei era ancora in fasce, lasciarono Buenos Aires per trasferirsi sulle coste uruguayane, lontani dall'occhio indiscreto della gente. Un giorno, nella loro casa, arrivano degli ospiti molto attesi. Un chirurgo plastico di chiara fama, accompagnato da sua moglie e dal giovanissimo figlio di sedici anni, vecchi amici di famiglia, iniziano a occuparsi del "caso" dell'adolescente.
Le tre lettere del titolo rappresentano un'anomalia cromosomica - di quelle persone che hanno all'interno del loro patrimonio genetico sia dei gameti maschili che femminili - che resta il punto chiave della pellicola dell'esordiente regista argentina Lucia Puenzo. Alex, quindicenne alla scoperta della propria identità e delle prime esperienze sessuali, vive con disagio la propria diversità. 



Il suo essere ermafrodita, è più un problema sociale che personale, nella curiosità morbosa di chi le gravita affianco considerandola un "freak".
in concorso alla sessantesima edizione della settimana della critica e vincitore del Prix de JeunesseXXY è una pellicola asciutta, a basso costo, e senza troppe pretese estetiche. La camera a mano e una colonna sonora molto discreta, fanno sì che non si perda mai di vista il punto centrale di tutta la narrazione: la diversità e l'essere accettati socialmente. La regista argentina porta sullo schermo un tema originale su cui il cinema non ha mai speso molte energie, e lo fa con discrezione e accuratezza, senza sbavature e intenti pedagogici, riprendendo con l'occhio esterno della macchina da presa una storia di vita vera, per permettere a tutti, usciti dalla sala, di saperne qualcosa in più sulle vite degli altri.


Red Without Blue (2007). Un toccante e intenso film che ci racconta in modo assolutamente nuovo la problematica di genere e dell'identità attraverso la storia di due gemelli gay legati da un amore così profondo che li accompagnerà nonostante le loro trasformazioni. Nel 1983, nella città di Big Sky, Mark e Alexander Farley nascevano alla distanza di pochi minuti, assolutamente identici nell'aspetto. I primi anni di vita dei gemelli furono accompagnati da una assoluta normalità: gioiose feste in famiglia, vacanze nella seconda casa sul lago, genitori attenti e affettuosi che applaudivano ad ogni loro progresso. Quando raggiunsero i 14 anni, i genitori divorziarono, i due gemelli fecero entrambi il coming out, e, dopo un congiunto fallito tentativo di suicidio, furono obbligati ad una separazione forzata per due anni e mezzo. Oggi Mark frequenta la scuola d'arte di San Francisco e Alex vive come donna col nome di Clair nella città di New York.

Questo film sconvolge le nostre nozioni sulla identità sessuale attraverso un sguardo molto personale e anticonvenzionale sulla vita e sulla relazione tra Mark e Clair mentre stanno passando dall'adolescenza alla maturità. Ampie interviste con ognuno dei gemelli ci mostrano quanto sia difficile crescere come gay nel Montana, le dannose conseguenze della separazione dei genitori e gli estremi a cui possono condurre quando si entra nella spirale della droga e degli esperimenti sessuali. Poetiche vignette illustrano questi periodi bui dell'adolescenza dei gemelli, insieme a bellissime riprese video amatoriali adeguatamente rielaborate, fotografie di famiglia e video sperimentali girati in super-8. Dal punto di vista di Mark conosciamo il profondo e inusuale legame che univa i gemelli dalla loro infanzia, le sofferenze che hanno attraversato, e l'evoluzione delle sue prospettive dopo che è venuta a mancare l'assoluta somiglianza con il fratello ora diventato Claire. Attraverso la potente voce di Mark sentiamo la storia della redenzione della sua famiglia da un difficile e tremendo passato fino all'attuale rinascita.

Romeos (2011). Romeos è un film diretto da Sabine Bernardi. La pellicola è stata presentata nella sezione Panorama al Festival internazionale del cinema di Berlino l'11 febbraio 2011 ed ha partecipato al Frameline Film Festival di San Francisco il 21 giugno del medesimo anno.


Lukas, in transito da donna a uomo, sta seguendo una terapia ormonale. Trasferitosi a Colonia per il servizio civile obbligatorio, viene erroneamente assegnato ad una residenza di giovani infermiere. Per mezzo dell'amica Ine, Lukas vince alcune difficoltà della vita da transgender e conosce Fabio, un bel ragazzo molto mascolino dal fisico prestante, inconsapevole della identità transgender di Lukas. I due ragazzi cominciano a frequentarsi e ad essere sempre più attratti l'uno dall'altro ma dovranno confrontarsi con l'identità segreta di Lukas.

Ma Vie En Rose (La mia vita in rosa) La mia vita in rosa è un film belga del 1997 diretto da Alain Berliner e prodotto da Carole Scotta.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 50º Festival di Cannes.

La pellicola ruota attorno al personaggio principale, un ragazzino di 7 anni di nome Ludovic, che stenta a riconoscersi nel suo corpo esteriore di maschio, convinto che la sua vera natura sia femminile al punto da sognare di diventare un giorno una donna a tutti gli effetti. Il film mostra le controversie nella scoperta di questa identità sessuale e nell'accettazione da parte di una famiglia incapace di comprendere






Transamerica è un film del 2005 diretto da Duncan Tucker.

Per questo ruolo Felicity Huffman è stata nominata per l'Oscar alla miglior attrice ed ha ottenuto il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico.

Bree è una colta ed elegante transessuale che vive a Los Angeles risparmiando il più possibile per potersi pagare l'intervento chirurgico per il cambio di sesso. Un giorno riceve la telefonata da parte di Toby, un teenager alla ricerca del padre, che la informa di aver avuto un figlio da una sua passata relazione eterosessuale, quando era ancora uomo. Bree è riluttante nel conoscerlo ma la psicoterapeuta le consiglia di farlo, anche perché se non lo farà non le concederà l'autorizzazione legale per l'intervento finché non avrà affrontato e risolto tutti i conti in sospeso con il suo passato.

Durante il lungo viaggio verso casa Bree e Toby (il ragazzo, all'inizio, non sa che quella riservata e un po' scontrosa signora che si è offerta di accudirlo, in realtà, è suo padre) hanno occasione di conoscersi sempre meglio, imparando a stimarsi a vicenda e scoprendo un po' alla volta un imprevisto e profondo legame, che li porterà, dopo l'inevitabile e traumatica scoperta da parte di Toby della vera identità di Bree, a tentare di affrontare insieme il futuro, nonostante le molte traversie che ancora dovranno affrontare.

Beautiful Boxer (Thai: บิวตี้ฟูล บ๊อกเซอร์) è un film thailandese del 2003 diretto da Ekachai Uekrongtham. Narra la vicenda sportiva ed esistenziale di un kathoey (termine in lingua thailandese che indica ua persona transgender da uomo a donna o un omosessuale effeminato) poi divenuto donna, e del rapporto tra la sua condizione intima e la famiglia, la società in generale e il mondo sportivo ove svolge il suo lavoro di pugile professionista.

La vera Nong Thoom (Parinya Charoenphol), la cui vita è stata ritratta nel film, mentre si allena in palestra a Bangkok.

Il film è basato sulla storia vera di Parinya Charoenphol, meglio nota come Nong Thoom, una famosa boxeur transessuale thailandese, poi anche attrice e modella. Trasmesso immediatamente in Germania nel 2004, è uscito anche in Italia in DVD.

l film mostra tutte le tappe più importanti della vita di Nong Thoom, a partire dal momento in cui, ancora adolescente, scopre che preferisce indossare abiti femminili e truccarsi. Nel contempo inizia la sua carriera di pugile, giungendo fino in cima alla sua categoria: la sua bravura, oltre allo stile personale aggraziato, portano a Nong Thoom fama e notorietà.


Boys Don't Cry è un film statunitense del 1999, diretto da Kimberly Peirce ed interpretato da Hilary Swank e Chloe Sevigny.

Il soggetto è basato su un fatto di cronaca, le vicissitudini del giovane Teena Brandon, transgender biologicamente donna che cambiò il proprio nome in Brandon Teena. Nonostante la non eccellente distribuzione in USA la pellicola suscitò interesse e consensi, accresciuti con il concomitante assassinio di un teenager gay, Matthew Shepard.

Alla fine del 1993, Brandon Teena si trasferisce da Lincoln a Falls City, Nebraska, depressa cittadina di provincia ben nota per la sua chiusura mentale e vari episodi di cronaca nera. Brandon è generoso, solare e affascinante, ma nasconde a tutti il segreto di essere untransgender.

Ben presto la sua speranza di cominciare una nuova vita inizia a realizzarsi: diviene amico della timida Candace Lambert e ne conosce il figlio e viene aiutato da John Lotter e Tom Nissen, finché non instaura una relazione con Lana Tisdale, una giovane introversa e in crisi con sé stessa, ex amante di Lotter, che trova in lui un amore e una devozione senza precedenti e lo ricambia con trasporto.

La situazione precipita quando, a causa di una guida spericolata, la Polizia locale viene a sapere dei suoi piccoli precedenti in altre contee dello Stato, del suo processo in corso cui sarà contumace, e soprattutto la sua vera identità: quella di Teena Brandon, una donna. Ciò gli vale la detenzione in un carcere femminile da cui esce su cauzione di una incredula Lana, alla quale racconta di essere un ermafrodito.

Il suo arresto non passa inosservato, finendo sui giornali e nelle mani della famiglia di Lana e di John e Tom. Questi, inorriditi da quello che considerano una perversione, lo costringono a rivelarsi per quello che è, e trascinatolo in un posto isolato, lo violentano, costringendolo a scappare. Brandon decide però di denunciare i suoi stupratori, nonostante la profonda sofferenza e l'incomprensione dello sceriffo a causa della sua diversità. L'unica a non avergli voltato le spalle è Candace: il ragazzo si nasconde a casa sua, finché Lana non lo ritrova; i due, rendendosi conto di amarsi al di là di qualunque ostacolo, progettano una fuga, ma, quando lei torna a casa sua per fare le valigie, incontra John ubriaco e armato.

Tentando di depistarlo, convince lui e Tom ad andare a bere una birra insieme e sale sulla loro macchina, che in realtà va dritta a casa di Candance. Lì i due ragazzi consumano l'omicidio del ragazzo e quello di Candace, messasi in mezzo alla discussione. Lana e il figlio di Candice vengono risparmiati dai due assassini, che scappano e la giovane, disperata, resta fino al mattino dopo accanto al corpo di lui, dopodiché lascia Falls City con in mano una lettera di Brandon. Il film si chiude con l'anticipazione, tramite delle didascalie nei titoli di coda, di quello che accadde dopo: i due assassini vennero arrestati e mentre Niessen ottenne l'ergastolo testimoniando contro Lotter, quest'ultimo è detenuto nel braccio della morte; qualche anno più tardi Lana ebbe una figlia e tornò a Falls City per crescerla.

SOLDIER'S GIRL: Film tv assai migliore di tanti film fatti per il grande schermo. Tratto da una storia vera racconta di un giovane soldato che viene picchiato a morte per essersi innamorato di una transessuale che lavora in un nightclub. Barry Winchell (Troy Garity) è un ragazzo cresciuto disagiato che si è offerto come volontario nell'esercito degli Stati Uniti, dove fa presto amicizia col suo compagno di stanza Justin Fisher (Shawn Hatosy), un nervoso soldato semplice con problemi di droga. Una sera che non avevano niente da fare Winchell e Fisher seguono un gruppo di soldati che finisce in un bar di Nashville dove assistono a uno spettacolo drag. Uno degli artisti che si esibiva era Calpernia Addams (Lee Pace), una transessuale che era stato medico combattente nella Marina e veterano della guerra del Golfo prima di fare i primi passi verso l'assegnazione di una nuova sessualità. L'etero Winchell, nonostante sia consapevole che Addams è ancora un uomo, si sente da lei attratto, soprattutto per la sua intelligenza e sensibilità, attrazione peraltro subito ricambiata. Mentre la storia tra Winchell e Addams cresce, l'instabile Fisher si ritrova in una situazione confusa. Arrabbiato con Winchell reagisce diffondendo la voce che uno degli uomini della compagnia è gay. Nonostante la politica del "non domandare e non dire" vigente nell'esercito Usa, il sergente addestratore (Barclay Hope) si impegna a individuare e rimuovere il soldato gay, mentre il sempre più malevole Fisher si schiera con Calvin Glover (Philip Eddolls), un ragazzo dalle idee ristrette desideroso di dare una lezione ai cosiddetti diversi...

Breakfast on Pluto è un film del 2005 diretto da Neil Jordan e tratto dal romanzo Colazione su Plutone pubblicato da Patrick McCabe nel1998.

Abbandonato appena dopo la nascita davanti alla porta di un parroco di campagna (Liam Neeson), un bambino viene affidato alle cure della perpetua di quest'ultimo. Cresciuto nell'Irlanda degli anni sessanta, Patrick Braden (Cillian Murphy) scopre presto le sue tendenze transessuali. Il gruppo di amici da lui frequentato è composto da un ragazzo down, un'africana e un militante dell'IRA. Dopo aver scoperto di essere il figlio del parroco che lo trovò davanti casa, Patrick Braden, che si affibbia il nuovo nome di Kitten, parte per Londra alla ricerca della madre. Comincia così un viaggio attraverso episodi fondamentali della Guerra civile irlandese, e lavori improbabili quali la groupie di un gruppo rock-folk (il cui leader è Gavin Friday) e l'assistente di un illusionista (Stephen Rea). La ricerca della madre attraverso strade pericolose sarà anche un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi reali affetti.


The Adventures of Sebastian Cole - Nel giugno del 1983, nella contea di Dutchess, New York, Sebastian Cole si unisce la madre, il patrigno e la sorella per la cena. Durante il corso del pasto, Hank, patrigno, fa una confessione: cambierà sesso. Da lì, tutto cambia: il trasferirsi in California la sorella e la madre prende Sebastian tornare in Inghilterra. Otto mesi dopo, Sebastian torna a New York, e bussa alla porta del suo patrigno.












20 centimetri:Marieta è un travestito madrileno che soltanto venti centimetri, quelli del titolo, allontanano dalla felicità. Marieta soffre di una forma di narcolessia che l'addormenta nei vicoli tristi della prostituzione e la sprofonda in numeri musicali, di cui è protagonista esplosiva e naturalmente "castrata". Se lungo i marciapiedi di Madrid Marieta vende il piacere per comprare la piena grazia femminile, in quelli glamour dei suoi sogni danza e canta, in vesti sempre diverse, il meglio della musica leggera europea. La sua vita è popolata da personaggi almodovariani che finiscono per ingombrare a passo di danza la sua fervente attività onirica. Dal nano Tomás, patetico (nel senso di páthos) nel tentativo di "abbracciare" uno strumento musicale troppo grande per braccia troppo corte, a La Frío, un trans dal cuore d'oro interpretata/o dalla s-grazia picassiana di Rossy De Palma, dalla Coniglietta, prostituta gravida che offre la sua condizione come una perversione, all'hermoso scaricatore col "vizietto" interpretato dal paso adelante di Pablo Puyol, già attore e ballerino dell'omonima serie tv. La partitura di passi e di immagini condurrà al lieto fine con tip-tap e zac. Versione grottesca di Dancer in the dark, Marieta è l'iberica epigone della Selma di von Trier con cui condivide un musical parallelo dove danzare la vita invece che patirla. Le similitudini ovviamente terminano qui.

BELLE AL BAR:Leo è in crisi con la moglie e quando conosce una donna affascinante che scopre essere suo cugino Giulio dopo l'operazione, inizia a frequentarlo scoprendo un universo di sentimenti e stili di vita a lui sconosciuti. Una delle pochissime commedie gay italiane degli ultimi anni che vale la pena vedere e rivedere: nessuna caduta pecoreccia o strizzatine morbose ma molta accorata sensibilità e un occhio attento a una tematica difficilissima da trattare al cinema. Eva Robin's è meravigliosa e misteriosa come non mai e la sua interpretazione è davvero validissima. In un ruolo minore (e ben scritto) Andrea Brambilla alias Zuzzurro.











CRISALIDI, RAGAZZE XY"Crisalidi, ragazze xy" di Federico Tinelli - BeMoviement videoproduzioni, racconta in 25 minuti la battaglia per i diritti civili dei e delle trans, coinvolti loro malgrado dalla discriminazione di genere.
Cinque transessuali milanesi hanno voluto provare a rappresentare la loro realtà da un punto di vista inconsueto e molto umano, dando libero sfogo alle emozioni, alle paure, alla rabbia e ai sogni. Ne è emerso uno spaccato esistenziale lontano dai concetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano al concetto di transessualità.
Il film, nato dalla collaborazione tra ALA Milano Onlus e l'Associazione Crisalide Azione Trans, vuole guidarci nella vita quotidiana di tutte quelle persone che hanno affrontato il difficile cammino del cambiamento di genere e che aspirano a un'esistenza e a un lavoro "normali".
Dichiarazione dell’autore:
Quando mi è stato proposto questo lavoro, su un gruppo di persone trans che vivono a Milano, sapevo di andare incontro da profano, a una realtà difficile. Sentivo istintivamente di non avere il linguaggio necessario per affrontare consapevolmente un discorso su questa realtà. Per arrivare a rendere anche solo in piccola parte le gioie e le sofferenze di Monica, Antonia, Giorgio, Lorena e Nicole ho dovuto mettere in crisi i miei convincimenti. Fare mio, il loro dramma. La crisi è la base di qualunque esperienza autenticamente poetica. Ho deciso di far scrivere loro un monologo che rappresentasse in breve la loro singolare esperienza di vita. Poi intorno a questi monologhi ho elaborato la regia delle immagini. E’ stato come creare insieme a loro, a partire da una sorta di comunicazione epistolare. In tal senso il film non è e non vuole essere un discorso critico ed esaustivo sulla realtà trans, né sui generi. Lo scopo che ci eravamo prefissati era rompere il preconcetto che associa la realtà trans alla prostituzione, al “travestitismo della domenica”, alla trasgressione.


MEU AMIGO CLAUDIA; La fantastica storia di Claudia Wonder, transessuale icona degli anni ’80, performer e artista, attore di cinema e teatro, cantante, attivista, sovversivo rappresentante dei diritti di trans e omosessuali. Attraverso cultura pop, comportamenti sociali, politica, diversità sessuale, uno sguardo inedito sulla San Paolo degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. E su una celebrità che non ha mai perso la voglia di riscatto e la passione per le battaglie. Sempre con un sorriso sulle labbra. Claudia Wonder seppe rompere coi pregiudizi e portare il travestitismo dalla pagine della cronaca poliziesca alle pagine della cultura di quotidiani e settimanali. Partecipò a diversi film del cinema erotico brasiliano, fece parte di un gruppo musicale punk, lavorò in teatro ed entrò attivamente nella politica come membro di organizzazioni governative impegnate nell'assistenza e nella protezione degli omosessuali.



PRINCESA: Il film inizia su di un treno, che sta attraversando il confine per entrare in Italia. La polizia sta controllando i passaporti dei viaggiatori; quando arriva ad una bella ragazza di colore, il poliziotti si accorge che il passaporto testimonia che si tratta di un uomo. Portata al comando di polizia, la transessuale Fernanda (Ingrid de Souza) deve immediatamente subire i ricatti sessuali dell'ispettore. Riuscita comunque ad entrare nel nostro paese, la ragazza arriva a Milano, dove viene ospitata in una squallida camera d'albergo dall'amica Charlo (Biba Lerhue), transessuale come lei. Proprio lamica introduce Princesa (questo il soprannome di Fernanda) a Karin (Lulu Pecorari), che gestisce un giro notturno di prostitute in una piazza della città. La ragazza inizia a lavorare allora nella piazza, dove circolano una serie di clienti che costituiscono un sicuro e prosperoso reddito. Tra loro cè anche chi, come Fabrizio (Mauro Pirovano), cerca più compagnia e conforto che sesso a pagamento. In poco tempo dunque Princesa diventa la prostituta più richiesta, ed inizia a guadagnare una discreta quantità di denaro. La protettrice Karin poi, donna ferrea ma umana, la prende in simpatia, fino ad offrirle di andare ad abitare con lei. Anche se titubante, Fernanda accetta, abbandonando la cattiva compagnia di Charlo. I problemi per Princesa iniziano quando fa amicizia con Gianni (Cesare Bocci), cliente prima riluttante ma poi sempre più attaccato alla ragazza, tanto da innamorarsene. 

Buona visione a tutti.