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Visualizzazione post con etichetta bi-cancellazione. Mostra tutti i post
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mercoledì 23 settembre 2026

23 Settembre, Buon Bi Visibility Day: Rivendicare lo spazio dell'orgoglio e il mito libero di Frida Kahlo a Milano

Poster illustrato in stile pop-art per il Bi Visibility Day con i volti della collana blog: Freddie Mercury che canta, l'abbraccio tra il Re David e Gionata, Saffo con una pergamena, Giulio Cesare, Alessandro Magno a cavallo e Frida Kahlo con la tavolozza. Al centro compare la scritta Bisexuality is History. Bisexuality is Power.
Un'esplosione di arte e memoria condivisa che riunisce tutte le tappe del nostro viaggio settimanale: Freddie Mercury, il Re David e Gionata, Saffo, Giulio Cesare, Alessandro Magno e Frida Kahlo. Perché la bisessualità ha sempre cambiato il mondo.

Benvenute, benvenuti e benvenut* a questa giornata speciale. Oggi è il 23 settembre, la Giornata mondiale della visibilità e dell'orgoglio bisessuale (Bi Visibility Day). Se durante tutto questo mese abbiamo viaggiato nel tempo per riscoprire le radici storiche della fluidità affettiva, oggi ci fermiamo nel presente per lanciare un messaggio forte, chiaro e senza peli sulla lingua: la bisessualità esiste, ha dignità, spazio e non permetteremo a nessuno di confinarla nel silenzio.

Celebrare questa giornata significa combattere attivamente la bi-cancellazione (bi-erasure). Troppo spesso, infatti, le persone che amano oltre i recinti binari ed esclusivi vengono invisibilizzate dai media tradizionali, ridotte a una "fase di transizione" o spinte a nascondersi per non disturbare i puritanesimi sociali. Ma la storia, l'arte e la cultura ci dicono l'esatto contrario: la fluidità è una costante antropologica dell'umanità, una ricchezza immensa che ha cambiato le sorti del mondo.
E per noi che viviamo sul territorio di Milano, abbiamo un'occasione straordinaria per toccare con mano questa verità attraverso gli occhi di un'icona assoluta.
Dall'8 ottobre a Milano: "Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito"
C'è un legame profondo tra l'orgoglio di questa giornata e la notizia culturale che voglio condividere con voi oggi. Dall’8 ottobre 2026 all'11 gennaio 2027, la MYOWNGALLERY – Superstudio Più di Milano (in via Tortona 27) ospiterà l'attesissima mostra fotografica curata da Vittoria Mainoldi: “Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito”.
Si tratta di un percorso visivo unico, composto da scatti intimi e storici realizzati dai più grandi maestri della fotografia del Novecento (come Imogen Cunningham, Leo Matiz, Nickolas Muray e molti altri). Questa mostra milanese assume un valore politico immenso se letta senza filtri censori. Indaga infatti come Frida abbia utilizzato consapevolmente il ritratto fotografico per costruire la propria immagine pubblica e, soprattutto, per affermare la sua totale indipendenza sociale, professionale e affettiva.
Frida: la fiera essenza di un amore senza recinti
Frida Kahlo oggi è un'icona pop globale, ma non possiamo dimenticare che è stata, prima di tutto, una donna fieramente e apertamente bisessuale nel Messico conservatore del primo Novecento. Ha amato corpi, menti e anime oltre ogni genere, intrecciando relazioni appassionate con uomini ma anche con donne immense e rivoluzionarie del suo tempo, come la cantante Chavela Vargas e l'attivista Josephine Baker.
Per Frida, il proprio corpo e la propria sessualità non erano gabbie da proteggere sotto il velo dell'ipocrisia borghese, ma strumenti di pura autodeterminazione. La mostra fotografica in arrivo a Milano ci restituisce proprio questo: lo sguardo fiero di una donna queer che si riappropria del proprio racconto, rifiutando di farsi incasellare o cancellare.
Accendiamo la luce dell'orgoglio
In questo 23 settembre, l'invito che faccio a tutta la nostra splendida community è quello di prendere esempio da figure come Frida Kahlo o Brenda Howard. Non lasciatevi confinare nelle bolle del silenzio, non permettete a narrazioni eteronormative o a stereotipi bifobici di ridurre a metà la pienezza della vostra identità.
Vivere ed esprimere la propria fluidità affettiva è un atto di coraggio e di immensa libertà. Custodiamo la nostra memoria condivisa, facciamo rumore contro le fake news dell'intolleranza e rivendichiamo, alla luce del sole, il diritto di amare senza catene.
Buon Bi Visibility Day a tutte, a tutti e a tutt*! ✊💗💜💙
📚 Fonti storiche e link attivi di riferimento:
  • La ricorrenza internazionale: Per approfondire la storia del movimento, le origini del 1999 e il significato sociale della giornata, si rimanda alla scheda enciclopedica sul Bi Visibility Day (Wikipedia).
  • I dettagli e i biglietti della mostra a Milano: Tutte le informazioni ufficiali sulle date, gli orari e la prenotazione dei biglietti per l'evento di via Tortona sono consultabili su TicketOne - Frida Kahlo a Milano.
  • La sede dell'evento: Per scoprire lo spazio espositivo e le linee guida culturali della galleria, è accessibile il portale ufficiale di Superstudio Più Milano.
Nel Mese della Visibilità Bisessuale, celebriamo chi ha scardinato gli schemi e acceso la luce dell’orgoglio.
— vanessa mazza TLGBQI+

martedì 22 settembre 2026

Voci e Volti della Bisessualità: Brenda Howard, la "Madre del Pride" che la storia ha cercato di cancellare

Illustrazione digitale in stile murales su muro di mattoni rossi che ritrae l'attivista Brenda Howard con il pugno alzato. In alto compare la scritta Mother of Pride e al centro il suo nome sopra la bandiera dell'orgoglio bisessuale. In basso lo skyline di New York e scritte di protesta.
La Madre del Pride: Elaborazione artistica in stile murales urbano dedicata a Brenda Howard, illuminata dai colori della bandiera bisessuale, copertina ideale per celebrare il coraggio di una donna che ha cambiato la storia dei diritti civili.

Benvenute e benvenuti al quinto appuntamento della nostra collana dedicata alla storia della fluidità affettiva. Domani sarà il
Bi Visibility Day e, per celebrare questa giornata fondamentale, facciamo un salto nel Novecento, nella New York post-Stonewall del 1969. Oggi parliamo di una donna straordinaria il cui nome, purtroppo, è sconosciuto a molti, nonostante l'intera comunità globale le debba l'evento più importante dell'anno: Brenda Howard.

Se oggi in ogni angolo del mondo giugno è il mese dell'orgoglio e sfilano i Pride, il merito è quasi interamente suo. Eppure, per decenni, la storiografia ufficiale ha attuato su di lei una sistematica bi-cancellazione, arrivando persino a definirla erroneamente "eterosessuale" in alcuni documentari solo perché impegnata in una relazione a lungo termine con un uomo. È ora di restituirle il suo volto, la sua voce e la sua immensa dignità.
L'invenzione del Pride e della "Pride Week"
Nata nel Bronx nel 1946, Brenda Howard era un'infermiera e un'attivista radicale, reduce dai movimenti pacifisti contro la guerra del Vietnam e dalle storiche lotte femministe. Subito dopo i celebri moti di Stonewall del giugno 1969, Brenda capì che quella rabbia e quel coraggio non dovevano essere dimenticati.
Un mese dopo le rivolte coordinò un grande raduno e, l'anno successivo, nel giugno del 1970, organizzò la Christopher Street Liberation Day March per commemorare il primo anniversario di Stonewall. Quella fu la prima, storica parata dell'orgoglio LGBT della storia.
Ma Brenda non si fermò qui. Fu sua l'idea geniale di non limitarsi a una marcia, ma di costruire un'intera settimana di eventi, dibattiti, balli e officine politiche attorno alla parata, dando vita alla Pride Week (la Settimana del Pride). Insieme ad altri attivisti, fu lei a spingere e popolarizzare l'uso della parola "Pride" (Orgoglio) per descrivere queste celebrazioni, un termine che oggi unisce milioni di persone in tutto il mondo. Per questo motivo è storicamente riconosciuta come la "Madre del Pride" (Mother of Pride).
Una militanza intersezionale e senza peli sulla lingua
Brenda Howard incarnava perfettamente il concetto moderno di intersezionalità. Era una donna fieramente bisessuale, femminista, poliamorosa e attivista del mondo BDSM (kink). Una somma di identità che spaventava non solo la società conservatrice, ma spesso anche le frange più puritane dello stesso movimento gay e lesbico dell'epoca, che preferivano nascondere le sfumature più radicali della liberazione sessuale.
Fervente militante del Gay Liberation Front, Brenda ha lottato per oltre tre decenni contro ogni ingiustizia. Fondò il New York Area Bisexual Network (NYABN) nel 1987 per dare supporto a una comunità bi che si sentiva invisibile, e creò il primo capitolo di Alcolisti Anonimi specifico per persone bisessuali. Durante la storica Marcia su Washington del 1993, Brenda Howard fu co-presidente del contingente della comunità leather e lottò duramente dietro le quinte per fare in modo che la parola "Bisessuali" venisse inserita ufficialmente nel titolo della manifestazione.
Abbattere il muro del silenzio
Brenda Howard si è spenta nel 2005 a causa di un tumore al colon, proprio il 28 giugno, nel giorno del trentaseiesimo anniversario di Stonewall. Come disse l'attivista bi Tom Limoncelli: “La prossima volta che qualcuno vi chiede perché esistono le marce del Pride o perché il mese dell'orgoglio è giugno, ricordate loro che una donna bisessuale di nome Brenda Howard ha deciso che dovesse essere così”.
Celebrare Brenda oggi, sul nostro blog, significa fare vera giustizia storica. Significa ricordare che la visibilità bisessuale non è un'appendice della storia queer, ma ne è la colonna portante. Restituire il posto d'onore a Brenda Howard significa accendere una luce potente contro chiunque, ancora oggi, tenta di ridurre la nostra identità al silenzio o al privilegio di una bolla esclusiva.
📚 Fonti storiche e bibliografiche di riferimento:
  • La biografia e l'attivismo post-Stonewall: La ricostruzione storica dell'impatto di Brenda Howard sulle parate dell'orgoglio è consultabile nella pagina biografica ufficiale di Brenda Howard (Wikipedia) e negli archivi internazionali della memoria LGBT del Legacy Project Chicago.
  • Le reti e i servizi della comunità: I dati relativi alla fondazione delle reti di supporto per la visibilità a New York sono documentati direttamente sul portale storico del New York Area Bisexual Network.
  • Il riconoscimento istituzionale: Le informazioni sulla nascita del premio in suo onore da parte di PFLAG nel 2005 e la sua successiva introduzione nel National LGBTQ+ Wall of Honor all'interno del Stonewall National Monument nel 2019 sono verificate dalle inchieste e dalle biografie della saggistica sui diritti civili.
Nel Mese della Visibilità Bisessuale, celebriamo chi ha scardinato gli schemi e acceso la luce dell’orgoglio.
— vanessa mazza TLGBQI+

venerdì 4 settembre 2026

Settembre, il Mese della Visibilità Bisessuale: perché ne abbiamo ancora bisogno e cosa leggerete su questo blog

Grafica celebrativa per il Mese della Visibilità Bisessuale. Sullo sfondo si staglia la bandiera dell'orgoglio bisessuale a tre bande orizzontali nei colori rosa magenta, viola e blu reale, con un effetto tessuto ondulato. Al centro compare la scritta in bianco "Felice Mese della Visibilità Bisessuale!" accompagnata da tre piccoli cuori colorati che riprendono i toni della bandiera.
La bandiera che unisce: rosa, viola e blu. Orgoglio, identità, libertà.

Settembre è ufficialmente il Mese della Visibilità Bisessuale (Bisexual Awareness Month), un periodo dell’anno dedicato a celebrare la bisessualità, promuovere l’inclusione e, soprattutto, fare cultura.

Se vi state chiedendo perché, all’interno del grande e colorato mondo LGBTQIA+, ci sia bisogno di un mese specifico per le persone bisessuali, la risposta sta in una parola complessa ma dolorosa: bi‑cancellazione (bi‑erasure). Ancora oggi, la bisessualità viene spesso invisibilizzata, ridotta a una “fase di transizione”, a una confusione passeggera o a una scelta di comodo. Chi ama ed è attratto da più di un genere si trova frequentemente a vivere una doppia discriminazione: fuori e, a volte, persino dentro la stessa comunità queer.

Questo mese nasce per dire, ad alta voce, che la bisessualità esiste, ha dignità, spazio e una storia straordinaria.

Com’è nato il Mese della Visibilità e il “Bi Visibility Day”

Il cuore pulsante di questo mese cade il 23 settembre, la Giornata mondiale della visibilità e dell’orgoglio bisessuale (Bi Visibility Day).

La sua storia inizia nel 1999, negli Stati Uniti, grazie al coraggio e alla determinazione di tre attivisti storici: Wendy Curry, Gigi Raven Wilbur e Michael Page (quest’ultimo celebre anche per aver progettato la bandiera bisessuale con le strisce rosa, viola e blu).

I tre notarono che, nonostante la forte crescita del movimento LGBT+ dopo i moti di Stonewall, le persone bisessuali rimanevano spesso nell’ombra, le loro istanze ignorate e i loro orientamenti sminuiti. Decisero così di istituire una giornata specifica. La scelta del 23 settembre non fu casuale: cadeva nel mese di nascita di Freddie Mercury, una delle icone bisessuali più amate e celebrate della storia della musica, un uomo che con la sua arte e la sua vita aveva già scardinato ogni schema.

Da quella singola giornata, l’esigenza di fare divulgazione è cresciuta a tal punto che l’intero mese di settembre è diventato il momento ideale per accendere i riflettori su questa identità.

Oltre le etichette moderne: una costante dell’umanità

Spesso si pensa che la fluidità dell’amore sia un’invenzione dei nostri giorni, una “moda” legata alle nuove generazioni. Non è così. L’essere umano ha sempre amato oltre i confini di un solo genere. Nel mondo antico non esistevano le etichette rigide di “etero” o “gai”: esisteva semplicemente il desiderio della bellezza e del sentimento, ovunque essi risiedessero.

Per celebrare degnamente questo mese e dare forma, volto e dignità a questa identità, ho deciso di inaugurare sul blog una speciale collana di articoli settimanali.

Il nostro viaggio: “Voci e Volti della Bisessualità nella Storia”

Ogni settimana, fino alla fine di settembre, vi accompagnerò in un viaggio nel tempo per scoprire (o riscoprire) personaggi straordinari che hanno vissuto il loro amore e la loro attrazione in modo fluido, sfidando le convenzioni delle loro epoche, a volte affrontando contesti storici molto più difficili del nostro.

Ecco un’anteprima del nostro percorso:

  • Il legame sacro e la poesia: Scaveremo nei testi antichi per raccontare l’intenso legame biblico tra il Re David e Gionata, e voleremo nella Grecia classica per riscoprire i versi immortali di Saffo di Lesbo, troppo spesso vittima di censura storica.

  • I grandi leader dell’antichità: Analizzeremo le vite di condottieri e imperatori come Alessandro Magno e l’imperatore romano Adriano, che hanno governato il mondo conosciuto senza mai nascondere la pluralità dei loro affetti.

  • Le icone dell’arte e della rivoluzione: Arriveremo ai secoli più vicini a noi, raccontando la libertà assoluta di Frida Kahlo e la profondità letteraria di Virginia Woolf.

L’obiettivo di questa collana non è fare del gossip storico, ma restituire verità. Parlare di queste figure significa dimostrare che la bisessualità ha radici profonde e che il coraggio di essere se stessi ha sempre cambiato il mondo.

Vi aspetto la prossima settimana con il primo appuntamento della collana. Nel frattempo, buon Mese della Visibilità Bisessuale a tutte, a tutti e a tutti! 💗💜💙 

— vanessa mazza TLGBQI+

Fonti storiche ufficiali e di riferimento per la comunità LGBT+:

  • Istituzione del Bi Visibility Day (1999): L'origine della ricorrenza e il ruolo chiave dei tre attivisti Wendy Curry, Michael Page e Gigi Raven Wilbur sono documentati storicamente nei registri della conferenza dell'ILGA (International Lesbian and Gay Association) svoltasi a Johannesburg e mantenuti vivi dalle campagne internazionali di monitoraggio dei diritti civili come quelle di GLAAD e BiNet USA.
  • La scelta di settembre e Freddie Mercury: Il legame tra la nascita della ricorrenza e l'omaggio al compleanno del frontman dei Queen (nato il 5 settembre) è basato sulle dichiarazioni e testimonianze dirette rilasciate negli anni dalla co-fondatrice Wendy Curry durante le convention dedicate alla visibilità bisessuale.
  • Storia dell'attivismo a Milano: I riferimenti storici locali e l'evoluzione del movimento sul territorio milanese dagli anni '90 a oggi sono rintracciabili negli archivi storici del CIG Arcigay Milano e all'interno delle reti nazionali di divulgazione culturale queer.