Benvenute e benvenuti al quinto appuntamento della nostra collana dedicata alla storia della fluidità affettiva. Domani sarà il Bi Visibility Day e, per celebrare questa giornata fondamentale, facciamo un salto nel Novecento, nella New York post-Stonewall del 1969. Oggi parliamo di una donna straordinaria il cui nome, purtroppo, è sconosciuto a molti, nonostante l'intera comunità globale le debba l'evento più importante dell'anno: Brenda Howard.
Se oggi in ogni angolo del mondo giugno è il mese dell'orgoglio e sfilano i Pride, il merito è quasi interamente suo. Eppure, per decenni, la storiografia ufficiale ha attuato su di lei una sistematica bi-cancellazione, arrivando persino a definirla erroneamente "eterosessuale" in alcuni documentari solo perché impegnata in una relazione a lungo termine con un uomo. È ora di restituirle il suo volto, la sua voce e la sua immensa dignità.
L'invenzione del Pride e della "Pride Week"
Nata nel Bronx nel 1946, Brenda Howard era un'infermiera e un'attivista radicale, reduce dai movimenti pacifisti contro la guerra del Vietnam e dalle storiche lotte femministe. Subito dopo i celebri moti di Stonewall del giugno 1969, Brenda capì che quella rabbia e quel coraggio non dovevano essere dimenticati.
Un mese dopo le rivolte coordinò un grande raduno e, l'anno successivo, nel giugno del 1970, organizzò la Christopher Street Liberation Day March per commemorare il primo anniversario di Stonewall. Quella fu la prima, storica parata dell'orgoglio LGBT della storia.
Ma Brenda non si fermò qui. Fu sua l'idea geniale di non limitarsi a una marcia, ma di costruire un'intera settimana di eventi, dibattiti, balli e officine politiche attorno alla parata, dando vita alla Pride Week (la Settimana del Pride). Insieme ad altri attivisti, fu lei a spingere e popolarizzare l'uso della parola "Pride" (Orgoglio) per descrivere queste celebrazioni, un termine che oggi unisce milioni di persone in tutto il mondo. Per questo motivo è storicamente riconosciuta come la "Madre del Pride" (Mother of Pride).
Una militanza intersezionale e senza peli sulla lingua
Brenda Howard incarnava perfettamente il concetto moderno di intersezionalità. Era una donna fieramente bisessuale, femminista, poliamorosa e attivista del mondo BDSM (kink). Una somma di identità che spaventava non solo la società conservatrice, ma spesso anche le frange più puritane dello stesso movimento gay e lesbico dell'epoca, che preferivano nascondere le sfumature più radicali della liberazione sessuale.
Fervente militante del Gay Liberation Front, Brenda ha lottato per oltre tre decenni contro ogni ingiustizia. Fondò il New York Area Bisexual Network (NYABN) nel 1987 per dare supporto a una comunità bi che si sentiva invisibile, e creò il primo capitolo di Alcolisti Anonimi specifico per persone bisessuali. Durante la storica Marcia su Washington del 1993, Brenda Howard fu co-presidente del contingente della comunità leather e lottò duramente dietro le quinte per fare in modo che la parola "Bisessuali" venisse inserita ufficialmente nel titolo della manifestazione.
Abbattere il muro del silenzio
Brenda Howard si è spenta nel 2005 a causa di un tumore al colon, proprio il 28 giugno, nel giorno del trentaseiesimo anniversario di Stonewall. Come disse l'attivista bi Tom Limoncelli: “La prossima volta che qualcuno vi chiede perché esistono le marce del Pride o perché il mese dell'orgoglio è giugno, ricordate loro che una donna bisessuale di nome Brenda Howard ha deciso che dovesse essere così”.
Celebrare Brenda oggi, sul nostro blog, significa fare vera giustizia storica. Significa ricordare che la visibilità bisessuale non è un'appendice della storia queer, ma ne è la colonna portante. Restituire il posto d'onore a Brenda Howard significa accendere una luce potente contro chiunque, ancora oggi, tenta di ridurre la nostra identità al silenzio o al privilegio di una bolla esclusiva.
📚 Fonti storiche e bibliografiche di riferimento:
- La biografia e l'attivismo post-Stonewall: La ricostruzione storica dell'impatto di Brenda Howard sulle parate dell'orgoglio è consultabile nella pagina biografica ufficiale di Brenda Howard (Wikipedia) e negli archivi internazionali della memoria LGBT del Legacy Project Chicago.
- Le reti e i servizi della comunità: I dati relativi alla fondazione delle reti di supporto per la visibilità a New York sono documentati direttamente sul portale storico del New York Area Bisexual Network.
- Il riconoscimento istituzionale: Le informazioni sulla nascita del premio in suo onore da parte di PFLAG nel 2005 e la sua successiva introduzione nel National LGBTQ+ Wall of Honor all'interno del Stonewall National Monument nel 2019 sono verificate dalle inchieste e dalle biografie della saggistica sui diritti civili.
Nel Mese della Visibilità Bisessuale, celebriamo chi ha scardinato gli schemi e acceso la luce dell’orgoglio.
— vanessa mazza TLGBQI+
— vanessa mazza TLGBQI+

Nessun commento:
Posta un commento