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| Donald Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth (in primo piano): i volti dell'amministrazione americana che ha imposto l'epurazione ideologica delle persone transgender dalle forze armate. |
Se qualcuno pensava che l’arretramento dei diritti civili nel Regno Unito — culminato nel clamoroso ricatto economico che ha costretto Amnesty International a piegare la testa — fosse un caso isolato, si sbagliava di grosso. Esiste un filo rosso, intessuto di miliardi di dollari, propaganda reazionaria e cinismo istituzionale, che unisce Londra a Washington. La sponda atlantica dell'odio ha trovato il suo apice operativo negli Stati Uniti, dove l’amministrazione di Donald Trump e del suo estremista Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha sferrato un attacco senza precedenti: l'epurazione e il bando totale delle persone transgender dalle forze armate.
Mentre le lobby "gender-critical" europee usano i tribunali civili per prosciugare le casse delle ONG, la destra americana usa i decreti esecutivi e i vertici del Pentagono per cancellare per decreto legge il diritto all'esistenza delle minoranze.
Il modello Trump-Hegseth: l'epurazione di Stato e il paradosso del testosterone
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| L'anticipazione dell'inchiesta "Sparta contro Donald" pubblicata da Il Venerdì di Repubblica, che svela il dramma dei soldati transgender espulsi dal Pentagono. |
La chiusura delle porte dell'esercito statunitense alle persone transessuali, anticipata in Italia dall'inchiesta Dentro l'uniforme firmata dal giornalista Luigi Montebello per Il Venerdì di Repubblica, non è una misura di efficienza militare, ma un atto di pura violenza ideologica. Pete Hegseth ha firmato un memorandum che non solo vieta il reclutamento di chiunque abbia una diagnosi di disforia di genere, ma ha interrotto bruscamente i trattamenti medici e ormonali per le migliaia di soldati trans già in servizio attivo.Dietro la scusa della "prontezza al combattimento" si cela un'ipocrisia grottesca che i tribunali federali stanno faticando a contenere. Mentre il Pentagono nega gli ormoni salvavita ai soldati trans, Hegseth ha contemporaneamente promosso screening di massa per somministrare terapie sostitutive del testosterone (TRT) ai militari cisgender over 30, elevando il testosterone a "carburante patriottico". Questo doppio standard svela la vera natura del progetto: una restaurazione patriarcale e iper-mascolinista, dove il corpo biologico viene militarizzato e piegato ai dogmi della destra radicale.
Sparta contro Donald: la trincea dei soldati transessuali
Davanti a questa epurazione di Stato, la comunità non è fuggita, ma si è riorganizzata militarmente e legalmente attorno a SPARTA, l'organizzazione che riunisce i soldati e i veterani transgender americani. Scegliere il nome dell'antica città guerriera greca non è solo un vezzo storico, ma una rivendicazione politica feroce: dimostrare sul campo, con le armi e l'addestramento, che il valore e la lealtà allo Stato non hanno genere.
Il reportage mette a nudo storie drammatiche: ufficiali pluridecorati, cecchini, tecnici specializzati e soldati con anni di impeccabile servizio in Iraq o in Afghanistan che, da un giorno all'altro, sono stati trattati come minacce alla sicurezza nazionale ed espulsi senza alcuna tutela economica o pensione. La destra reazionaria distrugge le vite di servitori dello Stato pur di dare in pasto ai propri elettori un nemico invisibile su cui riversare il pregiudizio e il fango del moralismo religioso.
I ricorsi in tribunale: la battaglia legale negli USA
La trincea si è ora spostata nelle aule di giustizia. Diverse associazioni per i diritti civili guidate da avvocati progressisti stanno portando avanti una raffica di ricorsi federali contro il Pentagono. I legali stanno dimostrando l'incostituzionalità del bando, basandosi sul principio di uguaglianza e sulla palese discriminazione scientifica attuata con il paradosso del testosterone.
Esattamente come nel Regno Unito con le azioni del Good Law Project, il potere giudiziario rimane l'ultimo argine rimasto per frenare la furia dei governi reazionari, impedendo che lo Stato si trasformi nel carnefice dei suoi stessi cittadini.
Una rete globale: lo stesso fango, gli stessi mandanti
La connessione tra il caso Amnesty UK e l'epurazione del Pentagono è cristallina. I mandanti ideologici sono gli stessi: una fitta rete di fondazioni ultra-conservatrici, miliardari reazionari e movimenti evangelici radicali che finanziano campagne d'odio su scala globale. In Europa si muovono con la finanza e il fango reputazionale per intimorire i giganti dei diritti umani; negli Stati Uniti occupano direttamente le stanze del potere per smantellare la democrazia dall'interno.
Anche in Italia, la destra di governo guidata da Giorgia Meloni guarda a questo modello con ammirazione, testando il terreno con attacchi sistematici alle carriere alias e ai consultori. Ma la controinformazione indipendente non si fa intimorire. Da Milano a Washington, da Londra a Roma, la resistenza della comunità trans e degli attivisti radicali resta unita. Perché quando i potenti del mondo provano a spegnere i diritti dei più vulnerabili, l'unica risposta possibile è fare blocco e continuare a lottare.
Di Vanessa Mazza — Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale (Milano, Lombardia, Italy)
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